<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886</id><updated>2012-01-29T14:57:54.065+01:00</updated><category term='Tenerife'/><category term='FC Cartagena'/><category term='Calcio giovanile'/><category term='Murcia'/><category term='Rayo Vallecano'/><category term='Granada'/><category term='Mallorca'/><category term='Zaragoza'/><category term='Valencia'/><category term='Nàstic'/><category term='Sporting Gijon'/><category term='Mondiale per club'/><category term='Numancia'/><category term='Recreativo Huelva'/><category term='Analisi squadre'/><category term='Espanyol'/><category term='Celta'/><category term='Betis'/><category term='Liga'/><category term='calcio internazionale (non spagnolo)'/><category term='Copa del Rey'/><category term='Europeo Under 21 2009'/><category term='Varie'/><category term='Giocatori'/><category term='Champions League'/><category term='Valladolid'/><category term='Málaga'/><category term='Xerez'/><category term='Supercoppa di Spagna'/><category term='Villarreal'/><category term='Real Sociedad'/><category term='Video'/><category term='Almeria'/><category term='Mondiale Sudafrica 2010'/><category term='Osasuna'/><category term='Calciomercato'/><category term='Confederations Cup 2009'/><category term='Getafe'/><category term='Europeo Under 21 2011'/><category term='Guerin Sportivo'/><category term='Deportivo'/><category term='Elche'/><category term='Real Madrid'/><category term='Euro 2008'/><category term='Atlético Madrid'/><category term='Levante'/><category term='Uefa'/><category term='Spagnole nelle coppe'/><category term='Protagonisti'/><category term='Grandi della Liga'/><category term='Seleccion'/><category term='Athletic Bilbao'/><category term='Sevilla'/><category term='Segunda Division'/><category term='Racing'/><category term='Barcelona'/><title type='text'>calcio spagnolo</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>838</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-808226348178900056</id><published>2012-01-16T18:19:00.004+01:00</published><updated>2012-01-16T20:19:03.266+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Barcelona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Liga'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mallorca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Real Madrid'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Betis'/><title type='text'>Loro soffrono, lo spettatore gode.</title><content type='html'>La Liga scozzese ma livellata verso l’alto offre un nuovo capitolo. Madrid e Barça vincono, non sia mai, ma vedono i sorci verdi contro Mallorca e Betis che ribadiscono come, dopo il derby di Barcellona della scorsa settimana, il dominio delle prime due non sia certo demerito delle altre diciotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stranissima partita quella del Barcelona, che non dava la sensazione di controllo totale nemmeno sul 2-0 dopo dieci minuti. Strana come strano era il centrocampo di Guardiola. Con la difesa a tre è FONDAMENTALE che il centrocampista del lato opposto a quello dove si trova il pallone si allarghi per ricevere il cambio di gioco. Poi può pure accentrarsi, ma deve sempre offrire questo riferimento iniziale. Solo così il Barça può concretizzare il vantaggio della difesa a tre e creare superiorità, perché se l’avversario difende con un 4-4-2/4-2-3-1 può coprire sulle fasce solo con due giocatori (perché il doble pivote è già impegnato da Messi e Fàbregas), il terzino e l’esterno, mentre il Barça ne aggiunge un terzo.&lt;br /&gt;Quindi, se sul lato destro porta palla Puyol, Iniesta si allarga sul lato opposto, quasi un terzo esterno fra Abidal e Alexis. Se l’avversario si sposta verso Puyol, scopre Iniesta, se non si sposta verso nessun lato ha troppo campo da difendere in ampiezza e magari lascia più spazio centralmente per Messi e Fàbregas. È questa la “superiorità di posizione” che cerca sempre il Barça, e che il modulo con la difesa a 3 dovrebbe esaltare. L’ha esaltata in altre partite, ma non in quella di ieri.&lt;br /&gt;Iniesta è forse il più bravo di tutti nell’interpretare questo movimento, allontanarsi un po’ da chi porta palla per smarcarsi negli spazi intermedi, “zone di nessuno”. Per questo ha sorpreso la sua posizione ieri, molto accentrata, troppo accentrata, non si sa se per preciso volere di Guardiola o per ispirazione sua (e bisogna dire che se tatticamente ha lasciato questi dubbi, col pallone fra i piedi è stato ispiratissimo, anche se una sua palla persa ha avviato il 2-2 del Betis); a un certo punto del primo tempo si è pure scambiato con Xavi, che è passato a sinistra e per sue caratteristiche ha accentrato ancora di più la manovra.&lt;br /&gt;Troppo schiacciato il rombo (o pentagono) blaugrana centrale, e se a questo aggiungiamo che Alexis tagliava troppo presto, si capisce come il Barça non riuscisse a distendersi col massimo ordine. Cesc Fàbregas è il “meno peggio” in questo contesto tattico:  più di una volta è lui a compensare questi squilibri allargandosi negli spazi che dovrebbero essere di Iniesta, Xavi e soprattutto Messi (male, nonostante i tre gol).&lt;br /&gt;Nonostante questo, il Barça riesce a passare in vantaggio e creare occasioni ugualmente, perché pur restringendoseli da solo, in quegli spazi risibili è capace di cose che voi umani non potete immaginare, e perché qualche pecca nella sua fase difensiva il Betis come sempre la mostra (Salva Sevilla ripiega poco e sceglie male quando temporeggiare e quando accorciare su chi porta palla; la difesa gioca alta e si fa sorprendere alle sue spalle, sulle verticalizzazioni).&lt;br /&gt;Il Barça non si distende bene e quando perde palla non è ben piazzato per la transizione difensiva. Il Betis, dopo la crisi di fede e le tentazioni difensiviste di Mel, è tornato al modulo e allo stile di gioco tipico della promozione e della striscia positiva di inizio campionato. Due punte (Rubén Castro e Jorge Molina) bloccano i tre difensori blaugrana, e con Jefferson Montero largo a destra creano spazio al falso esterno Salva Sevilla, che in più di un’occasione può ricevere palla fra le linee e rifinire. Valdés impegnato più del solito (basta dire che prima di ieri il Barça in casa aveva subito zero gol).&lt;br /&gt;Guardiola ha raddrizzato la rotta nella ripresa, passando alla difesa a 4 dopo il pareggio del Betis. Questa non è la parola ultima definitiva inappellabile sulla questione “difesa a 3 o difesa 4?”, vuol dire soltanto che ieri ha funzionato meglio la difesa a 4. Con Alves e Messi (solo in partenza) sulla destra e Iniesta (lui più largo di Messi) e Abidal sulla sinistra, i blaugrana hanno avuto più riferimenti per allargare il gioco e quindi anche le maglie del Betis, creando perciò più spazio pure al centro, questo anche prima dell’espulsione di Mario.&lt;br /&gt;Da centravanti, Alexis ha tolto le castagne dal fuoco con uno dei suoi generosi e incisivi movimenti ad allungare la difesa avversaria. Il problema del cileno è l'eccessiva precipitazione nelle scelte effettuate con e senza palla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se guardiamo al numero di occasioni non è così, ma nel rapporto fra mezzi e gioco prodotto si può dire che il Mallorca di sabato meritava di vincere. Caparrós si conferma un animale da bassifondi: limitato quando ha giocatori di talento che richiedono qualcosa di più elaborato, bravo come pochi a fare le nozze coi fichi secchi. Nel caso del Mallorca sono secchissimi, quindi scommetto che si salverà. Giocando un calcio così, tanto pragmatico, intenso e determinato, l’esito è per forza quello.&lt;br /&gt;Il problema iniziale contro il Real Madrid è come affrontare la sua prima linea di tre, con Xabi Alonso che si abbassa ad aiutare Pepe e Ramos in fase di possesso per poi aggiungersi al centrocampo. Pressarla è difficile perché apre il campo e da qualche parte filtra, allora l’idea di Caparrós è stata semplicemente di ignorare questa prima linea, non studiare nessuna marcatura specifica su Xabi Alonso (in un periodo evidente di calo, a dir la verità) e concentrarsi semmai sulle linee di passaggio che il Real Madrid poteva creare più avanti, sulla trequarti. Quindi i due attaccanti Víctor e Hemed ripiegano nella loro metacampo, mentre i centrocampisti centrali Tissone (gran prestazione) e Joao Victor si abbassavano vicino ai difensori centrali (bassissimi per non lasciare a Ronaldo &amp; C. l’opportunità di scattare alle proprie spalle), “intrappolando” Özil, Cristiano Ronaldo e Benzema, senza spazi per ricevere tra le linee. Michael Pereira, esterno destro, seguiva Marcelo, mentre l’esterno sinistro Castro tendeva più a stringere vicino a Tissone e Joao Victor che a coprire la fascia.&lt;br /&gt;In tal modo il Mallorca inaridiva le fonti di gioco principali del Real Madrid e lasciava relativamente scoperta la fascia destra, dove però i merengue possono produrre ben poco. Arbeloa può sorprendere solo una volta che gli viene liberato lo spazio per sovrapporsi, non certo portando palla, mentre Callejón non è un riferimento sul quale allargare il gioco per cercare poi il fondo, come invece avverrebbe con l’assente Di María. L’ex Espanyol è un esterno portato a tagliare centralmente, ma non per fare il rifinitore, al massimo per cercare l’inserimento in area. Non può creare gioco.&lt;br /&gt;Il Mallorca così controlla e riparte alla perfezione, appoggiandosi sul gran lavoro in appoggio di Víctor (non vedrebbe la porta nemmeno se la allargassero fino alle bandierine, però ha un certo senso del gioco) che libera le ripartenze di Castro e Pereira, i quali hanno una certa facilità di corsa in campo aperto. Tutto molto da Caparrós.&lt;br /&gt;Mourinho reagisce alla sua maniera, aggiungendo giocatori offensivi fino a restare con soli tre dietro, uno dei quali è Coentrão (sostituito Marcelo, anche lui in calo come Xabi). Più che Kaká è una buona mossa l’arretramento di Özil al posto di Lassana Diarra: il tedesco se non altro riceve più libero dalle marcature che lo soffocavano dalla trequarti e imposta qualche passaggio un po’ più verticale e incisivo di Lass. Gioca con un 3-3-4 il Madrid, non molto ordinato, si sbilancia e rischia anche un gol in contropiede (Víctor scatta dietro la linea di metacampo, lì il fuorigioco non vale ancora: erroraccio) ma alla fine più con la caparbietà (si scrive caparbietà si legge Higuaín) che con il gioco ottiene tre punti potenzialmente molto pesanti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-808226348178900056?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/808226348178900056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=808226348178900056' title='27 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/808226348178900056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/808226348178900056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2012/01/la-liga-scozzese-ma-livellata-verso.html' title='Loro soffrono, lo spettatore gode.'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>27</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-625945367650097219</id><published>2011-12-20T11:20:00.002+01:00</published><updated>2011-12-20T11:32:45.590+01:00</updated><title type='text'>Collaborazione: Ecos38</title><content type='html'>"Ecos del Balón", il miglior sito spagnolo di calcio, mi ha invitato a partecipare all'ultima puntata di "Ecos38", il Podcast che analizza la giornata di Liga appena conclusa. Con Miguel Quintana, Marc Roca, Alejandro Arroyo e Carlos Rosende commentiamo le gare più importanti della giornata: Sporting-Espanyol, Osasuna-Villarreal, Sevilla-Real Madrid, Atlético Madrid-Betis, Athletic Bilbao-Zaragoza e Valencia-Málaga (io intervengo su queste ultime tre).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui sotto trovate il link. Il programma poteste ascoltarlo direttamente nella pagina oppure scaricarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.ecosdelbalon.com/2011/12/19/mundial-de-clubes-2230h-38-ecos-2300h/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-625945367650097219?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/625945367650097219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=625945367650097219' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/625945367650097219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/625945367650097219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/12/collaborazione-ecos38.html' title='Collaborazione: Ecos38'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-5177576208262814295</id><published>2011-12-20T01:21:00.013+01:00</published><updated>2011-12-20T13:11:12.389+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Barcelona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mondiale per club'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Spagnole nelle coppe'/><title type='text'>L'Utopia si avvicina.</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-efN1dq4unvM/Tu_VaHoRAJI/AAAAAAAAArY/yzQnvqHmCuI/s1600/Guardiola_manteado_jugadores%2Belpais.com"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 340px; height: 228px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-efN1dq4unvM/Tu_VaHoRAJI/AAAAAAAAArY/yzQnvqHmCuI/s400/Guardiola_manteado_jugadores%2Belpais.com" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5687999499093475474" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il bello del calcio è anche il contatto fisico. Sentire l’avversario vicino, sudare e lottare con lui per uno stesso pallone, e poi, perché no?, provocarlo, dargli calcetti, trattenerlo, sussurrargli apprezzamenti su sua madre…tutto ciò ha sempre costituito parte del fascino di questo sport, e in particolare dei difensori sudamericani.&lt;br /&gt;Perciò, quanto andato in scena ieri allo Yokohama Stadium va considerato un affronto alla tradizione di questo gioco: scesi in campo come tutti i fine settimana, i signori Bruno Rodrigo, Edu Dracena e Durval hanno avuto come unico fugace contatto con l’avversario la stretta di mano prima del fischio d’inizio. Dopo invece il tempo lo hanno passato a chiedersi chi diavolo dovessero mai marcare. E non appena cominciavano a considerare l’ipotesi di ritirarsi dal campo per mancanza di lavoro, ecco che il Barcelona aveva già segnato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il Barça generalmente le semifinali le supera in modo discutibile (Ovrebo e l’espulsione di Pepe), ad ogni finale invece ci tiene a fare le cose in grande. Roma 2009 e Londra 2011 sono non a caso fra le gare migliori di tutta la gestione Guardiola, e la partita di ieri non fa eccezione, se non per la qualità minore (ma tutt’altro che bassa!) di un avversario forse poco abituato al giorno dopo giorno degli avversari europei e spagnoli del Barça, che ne seguono l’evoluzione da vicino e quindi non esitano a modificare il loro assetto abituale pur di trovare la giusta contromisura difensiva.&lt;br /&gt;Il Santos non è sembrato nutrire eccessivamente questa preoccupazione, e si è presentato con le sue due punte più trequartista per giocarsela senza tante storie. Premettendo che non sono un esperto della squadra brasiliana, forse mantenere il terzetto offensivo non è stata la migliore idea.&lt;br /&gt;Paulo Henrique "Ganso", della cui ostentata e anticonformistica lentezza mi dichiaro fan, può costituire un’arma difensiva in partite nelle quali la sua capacità di tenere palla permette alla squadra di raccogliersi nella metacampo avversaria, ma contro il Barça questa non è una strategia realistica. Privato di tale contesto, Ganso rimane soltanto un tizio che trotterella, e che difficilmente può darti qualcosa in ripiegamento o costituire un serio ostacolo alle linee di passaggio blaugrana nel primo pressing.&lt;br /&gt;Se a questo aggiungiamo che il Barça col 3-4-3 già di suo è difficilmente difendibile sui cambi di gioco (perché le opzioni di passaggio da difendere in zona centrale son talmente tante che cambiando fronte un centrocampista catalano si trova quasi sempre libero), dover coprire in ampiezza con soli 3 mediani, una volta tagliati fuori Ganso-Neymar-Borges, diventa quasi impossibile. Forse un 4-4-1-1 più bloccato, con Ganso staccato dal centrocampo a supporto del solo Neymar avrebbe potuto limitare i danni. Forse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ipotesi che lasciano il tempo che trova viste le dimensioni della superiorità culè, e la non eccezionale rigidità difensiva dell’avversario non ha fatto che esaltare l’idea di Guardiola. A ragione si parla di idea, e non di modulo, perché è impossibile schematizzare, fissare in qualche formula numerica come gioca questa squadra. Non esiste lo schema, esiste il sistema di gioco, e all’interno del sistema non esistono i ruoli ma solo e soltanto il concetto di spazio. In fondo è quello che ha sempre contato, che gli spazi vengano coperti da tutta la squadra, e non conta a chi tocca rubare palla, a chi crossare e a chi concludere. Quelle sono forzature che non rendono giustizia alla complessità di un gioco nel quale non esiste una separazione netta fra difesa e attacco e ogni fase prepara l’altra.&lt;br /&gt;Quindi tre difensori, cui non per questo viene impedito di aggiungersi al centrocampo in fase di costruzione, due ali in partenza molto larghe (ma un po’ meno rigide rispetto ai primi tentativi con questo modulo: ora nelle sporadiche occasioni in cui tagliano dentro sono Messi da un lato e Iniesta dall’altro ad allargarsi un po’, senza dimenticare gli spostamenti di Cesc) e il resto un caos super-organizzato del quale il Santos non ha capito nulla. 3-4-3? 3-3-4? 3-7-0 come dice Muricy Ramalho? Che importa, gli spazi erano comunque tutti loro.&lt;br /&gt;Emblematiche le azioni del primo e del secondo gol: non si tratta di un semplice vezzo per dire “quanto sono figo che gioco senza ruoli”, è che se l’avversario non sa mai chi occuperà quello spazio, se nessuno lo presidia staticamente ma c’è comunque sempre qualcuno che vi si inserisce, difendere diventa un rompicapo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si può leggere la storia stessa della gestione di Guardiola come la corsa verso un livello sempre superiore di astrazione, anno dopo anno. Senza mai fare il passo più lungo della gamba, ma avvicinandosi pian piano all’utopia.&lt;br /&gt;Ereditate le mollezze degli ultimi anni di Rijkaard, la prima preoccupazione fu quella del pressing e della profondità. Confrontato con quello di adesso, il Barça tanto mitizzato del Triplete era una macchina dalla complessità minima. Squadra che nell’elaborazione del gioco si limitava sostanzialmente al lato destro: Alves terzino, Xavi mezzala e Messi attaccante esterno. Da questa parte si dettano i tempi, si fraseggia più fitto, si attira l’avversario e si crea lo spazio per poi concludere sul lato sinistro, che si limita più ad attaccare lo spazio senza palla (Henry, Abidal). La variante per creare superiorità è Iniesta mezzala sinistra, che però fa più la differenza con le sue accelerazioni palla al piede che all’interno di un circuito sviluppato come quello del lato destro.&lt;br /&gt;Un assaggio di quello che verrà lo si ha però nella funzione dei difensori, il cui ruolo specifico sfuma fino ad assumere le sembianze di centrocampisti aggiunti: Piqué e Márquez non solo cambiano gioco verso le ali come avveniva con Rijkaard, ma in maniera sempre più pronunciata fanno filtrare passaggi verso la trequarti e portano palla fino a dividere l’attenzione dei mediani avversari e liberare più spazi per Messi, Iniesta e Xavi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stagione dopo la tattica è molto condizionata dal problema-Ibrahimović, il cui inserimento si rivela infelice, costringendo Guardiola a soluzioni provvisorie come il 4-2-3-1 per liberare Messi nella celebre quaterna all’Arsenal e nelle altre ordinarie follie dell’argentino. È nella stagione scorsa, la 2010-2011, che Guardiola tenta un passo avanti sulla strada dell’astrazione con due mosse soltanto intraviste nelle stagioni precedenti.&lt;br /&gt;La prima è l’ormai famosa "salida lavolpista". Di cosa si tratta? Ad inizio azione, il vertice basso del centrocampo retrocede fra i due difensori centrali per avere la superiorità sul pressing avversario, che solitamente prevede due attaccanti. Nel mentre, la posizione molto avanzata dei terzini permette alle due ali di accentrarsi e quindi guadagnare opzioni di passaggio in mezzo. Guardiola insiste su questo meccanismo nel primo mese, ma poi si accorge che non funziona, perché Busquets retrocede ma non dà un reale vantaggio sulla prima linea avversaria, fatica a superarla e ad aggiungersi poi a centrocampo, che è il momento in cui si concretizzerebbe il reale vantaggio di questo stratagemma. Pep torna sui suoi passi, e a una normale “salida” nella quale ai due difensori si avvicina di volta in volta una delle due mezzeali per ricevere.&lt;br /&gt;Se Busquets “falso difensore” non ha successo, ha un successo clamoroso invece Messi falso centravanti in pianta stabile. Storia arcinota: nello spazio fra le linee i movimenti dell’argentino non solo risultano di difficile lettura, ma calamitano gli avversari liberando i compagni. A differenza dell’anno del Triplete, Messi al centro attiva entrambi i lati. In tutto il fronte offensivo, il Barça crea agevolmente situazioni di superiorità.&lt;br /&gt;Infine, siamo alla cronaca. L’ultima evoluzione è il "3-3-quello-che-vi-pare". Cesc diventa un secondo falso centravanti, Iniesta un po’ mezzala un po’ trequartista un po’esterno, Alves terzino ala e centrocampista nel corso della stessa partita. Tutti, non più solo Messi, diventano un “falso qualcosa”. È la bugia meglio raccontata al mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FOTO: elpais.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-5177576208262814295?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/5177576208262814295/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=5177576208262814295' title='43 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/5177576208262814295'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/5177576208262814295'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/12/lutopia-si-avvicina.html' title='L&apos;Utopia si avvicina.'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-efN1dq4unvM/Tu_VaHoRAJI/AAAAAAAAArY/yzQnvqHmCuI/s72-c/Guardiola_manteado_jugadores%2Belpais.com' height='72' width='72'/><thr:total>43</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-1738203313094954076</id><published>2011-12-11T23:43:00.002+01:00</published><updated>2011-12-11T23:47:03.993+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Barcelona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Liga'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Real Madrid'/><title type='text'>La rincorsa continua.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-3mTD7Uj3cyU/TuUyzzfdDNI/AAAAAAAAArM/vFObon1bWiE/s1600/Barca_comprime_Liga%2Belpais.com" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 340px; height: 228px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-3mTD7Uj3cyU/TuUyzzfdDNI/AAAAAAAAArM/vFObon1bWiE/s400/Barca_comprime_Liga%2Belpais.com" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5685005970201971922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Non è ancora il momento. Non si sa quanto per calcolo, non si sa quanto per spavalderia, José Mourinho stavolta ha deciso di giocarsela completamente alla pari. Cioè mettere in campo tutte le proprie carte, giocare con la stessa formazione che userebbe contro un Mallorca o un Racing, senza accorgimenti &lt;i&gt;ad hoc&lt;/i&gt; come il Pepe a centrocampo della scorsa stagione. A viso aperto, pensava che il suo Madrid avesse raggiunto una maturità tecnica e psicologica tale da imporsi anche sul Barça. Facile dire a posteriori che si era sbagliato, trascurando che il primo tempo un po’ di ragione gliela stava dando, però alla lunga il Barça si è dimostrato ancora una volta più forte.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Maggior qualità (e per avere più qualità di questo Real Madrid ce ne vuole!) e maggior tenuta, più che dal punto di vista atletico dal punto di vista psicologico: subire gol al primo minuto, in quel modo poi, poteva aprire la strada ad un’umiliazione vera e propria (una delle tante che le due squadre si sono scambiate reciprocamente nella storia del Clásico), ma i blaugrana sono rimasti in partita fino a rimontare al Bernabeu. Ad oggi è difficile pensare a sviluppi del genere a parti invertite al Camp Nou: alla fine si è rischiato addirittura il quarto gol. Sarebbe stato tremendamente bugiardo, ma la sensazione concreta c’è stata, e testimonia della padronanza mostrata nella ripresa da un Barça pure tutt’altro che perfetto.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Alla vigilia c’era grande curiosità per le formazioni, da un lato per per vedere quale declinazione potesse assumere il modulo flessibile di Guardiola, dall’altra per vedere se Mourinho in qualche modo avrebbe “imbastardito” in chiave più difensiva il Madrid strabiliante di quest’ultimo periodo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Alla fine la formazione del Barça è stata quella prevista nei commenti su questo blog da Flavio, ma la posizione in campo è stata diversa da come molti si aspettavano. Si pensava che Guardiola non avrebbe rischiato la difesa a 3 ma al tempo stesso non avrebbe voluto perdere i quattro palleggiatori in mezzo al campo: quindi Iniesta a sinistra nel tridente per poter stringere in appoggio alla manovra e liberare gli inserimenti di Cesc, “falso centravanti” insieme a Messi. Al tempo stesso Alexis Sánchez sarebbe rimasto largo a destra per tenere impegnato Marcelo e impedirgli sia di raddoppiare al centro sui trequartisti blaugrana, sia di avanzare alla sua maniera.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Invece niente: Iniesta va a sinistra sì, ma Cesc fa più chiaramente il centrocampista, e al centro dell’attacco ci gioca Alexis, muovendosi fra Pepe e Ramos. A destra ci va teoricamente Messi, ma la fascia in più di un momento risulta scoperta, costringendo Xavi ad allargarsi, movimento storicamente non alla portata del giocatore di Terrassa. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Dall’altra parte invece Karanka aveva annunciato il giorno prima un 4-3-3, e subito ci si era fatti un’immagine chiara di quella che sarebbe stata la condotta tattica del Real Madrid. Con 6 punti di vantaggio, perché rischiare di allungarsi per andare a pressare i difensori del Barça? Meglio aspettare all’altezza del cerchio di centrocampo, con tre centrali, due per limitare Xavi e Iniesta/Cesc, l’altro “libero” alle spalle che vigila lo spazio tra le linee, per impedire che Messi riceva e costringa magari uno dei due difensori centrali ad uscire (proprio quello che succederà sul gol dell’1-1). Invece no, Khedira a sorpresa fuori e dentro Özil, 4-2-3-1 duro e puro, a centrocampo doble pivote Lass-Xabi Alonso senza nessun terzo uomo a protezione della difesa. Coentrão a destra lo si era già visto a Gijón, ma la scelta compiuta da Mourinho, a scapito di Arbeloa, sorprende comunque.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;L’azione-shock dell’immediato vantaggio madridista fotografa alla perfezione il contesto tattico dei primi 30 minuti. La linea dei 4 fra attaccanti e trequartisti del Madrid aggredisce le primissime linee di passaggio blaugrana che vanno da Valdés ai difensori. Benzema e Özil pressano Puyol e Busquets (retrocesso fra i centrali per dare una mano ad impostare), Cristiano su Alves, mentre anche l’esterno del lato opposto, Di María, stringe verso la zona della palla. Rimarrebbe quindi libero Abidal, e Valdés dovrebbe allargare su di lui per scavalcare questo pressing, come fatto tante volte, ma stavolta qualcuno gli ha messo il piombo nelle scarpe e esce un cosino strozzato che avvia il vantaggio madridista di Benzema, e scatena i sogni di “contro-manita” del pubblico del Bernabéu.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Alla fotografia dell’azione del vantaggio bisogna aggiungere il lavoro di Xabi Alonso e Lass. Mentre trequartisti e attaccanti agiscono sulle linee di passaggio, loro tendono a seguire più l’uomo, rispettivamente Xavi e Fàbregas. Fra Lass e Alonso (premettendo che Coentrão è impegnato da Iniesta e Pepe e Ramos da Alexis), ai loro lati e alle loro spalle, rimane uno spazio potenzialmente a disposizione di Messi. Il rischio del Madrid è quello di dover inevitabilmente lasciare margine di manovra all’argentino, dovendo concentrare il suo pressing già così alto sui difensori e i centrocampisti del Barça. Ma di questo si parlerà più avanti, perché per il momento sono i padroni di casa a fare la partita e intimidire l’avversario (anche se Messi al 6’ approfitta di una dormita di Ramos per costringere Casillas a una gran parata).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Xavi si vede sopraffatto, il pressing lo ricaccia esageratamente indietro e lui non sa che pesci pigliare. Tutto il Barça è contratto, e le iniziative di Messi palla al piede servono al massimo per sopravvivere, non certo per stabilire fasi di possesso prolungate nella metacampo avversaria. Il Barça non può ordinarsi come vorrebbe col pallone, e questo significa un susseguirsi a ritmi altissimi di transizioni da una metacampo all’altra nel quale il Madrid per caratteristiche si trova più comodo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Infatti arrivano al 18’ un contropiede di Ronaldo (il tiro da fuori però è potente ma centrale) e al 24’ l’occasionissima che forse poteva chiudere tutto. Ancora una palla persa dal Barça mentre prova a distendersi, Marcelo che riparte, salta la debole opposizione di Alves e scucchiaia in profondità sul taglio di Benzema: il francese si porta via sia Puyol che Piqué, apre il Mar Rosso a Cristiano Ronaldo che però dal limite dell’area abbastanza incredibilmente storpia il destro.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Questo è uno dei pochi lampi di Marcelo, e dire che entrambe le squadre, visto come si schierano (il Barça senza attaccanti a coprire la destra, il Madrid con Cristiano che si accentra più che restare largo) avrebbero spazio per sfruttare i loro migliori terzini. Nessuno dei due lo fa, il Barça perché non può (se non riesce a distendersi coi primi passaggi non può dare nemmeno il tempo ad Alves di salire), il Madrid perché non si preoccupa troppo di cercare il suo geniale &lt;i&gt;lateral&lt;/i&gt;, peraltro poco ispirato.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Al 29’ però Messi ci ricorda perché è il migliore del mondo. Si diceva di come lui potesse costituire la possibile via di fuga al pressing madridista…ebbene in un’azione concitata, fra Lass e Xabi Alonso che stringono spunta lui, chiede un semplice triangolo, parte e in un colpo solo salta un’intera linea avversaria. Ora è lanciato, ha campo e tempo per scegliere. Quelli che a questo punto qualunque cosa scelgano scelgono male sono i difensori di casa: con Messi che arriva palla al piede e Alexis che detta il movimento alle sue spalle, Ramos è preso tra due fuochi, idem Pepe, a quel punto Messi imbuca millimetrico, Alexis ruba il tempo sulla diagonale a Coentrão e fredda Casillas.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Proprio intorno a questi minuti Guardiola cambia e passa alla difesa a 3. In realtà non è la versione “estrema”, quella che si pensava troppo rischiosa alla vigilia: Alves avanza fino a duellare con Marcelo e lasciare tutto lo spazio centrale a Messi, Xavi, Fàbregas e Iniesta (quando si aggiunge), ma più che come ala rimane come quarto di centrocampo, risparmiando a Xavi gli spostamenti laterali in chiusura. Al tempo stesso Busquets si sobbarca un notevole lavoro, dovendo fare al tempo stesso il primo centrocampista e il quarto difensore. Ciò consente a Puyol di scalare per fare praticamente il terzino destro, e tutto il Barça può concentrare maggiormente le proprie attenzioni difensive verso quel lato, perché dall’altro il rischio del due contro uno contro Abidal è molto più ridotto. C’è un Di María generosissimo, a tratti incontenibile palla al piede, ma in più di un’occasione confusionario nelle rifiniture, ma c’è solo lui: Coentrão da terzino destro deve fare un po’ più di fatica per controllare e portare palla, e non può dare profondità.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Al 52’ la svolta: fortunatissima la deviazione di Marcelo sul destro al volo di Xavi da fuori area, palla in rete e gara in discesa per il Barça. Più che avere un calo atletico, il Real Madrid accusa la mazzata psicologica, e il campo si fa sempre più largo e sempre più lungo con quelli là che fanno girare palla senza nessuna fretta. Da un lato all’altro, e poi sbuca sempre qualcuno tra le linee. Se Messi è il giocatore decisivo, quello che tira fuori di peso dalle sabbie mobili del primo tempo, in questa fase si esalta Iniesta, che porta a spasso Coentrão (imbarazzante un controllo a seguire/dribbling lungo la linea del fallo laterale eseguito pizzicando la palla con la punta per scavalcare la scivolata del portoghese) e ogni volta che stringe chiede triangolo finta gira su se stesso risulta illeggibile per Lass.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Si avvicina con facilità sempre maggiore all’area merengue il Barça, anche se Cristiano Ronaldo si mangia un gol bello grosso al 64’, solo in area per il colpo di testa, sbucato fra i difensori blaugrana evidentemente usciti male per il fuorigioco dopo il calcio d’angolo. Un minuto dopo però il Barça trova addirittura il terzo gol, con un contropiede avviato da un Iniesta ormai col pilota automatico e rifinito da Messi, che libera Alves al cross per  Cesc Fàbregas, che il suo inserimento in area (ancora una volta Coentrão fregato sulla diagonale) non lo fa mai mancare, in una partita che a dire il vero è stata quella più da centrocampista giocata finora. Più ordinata che ispirata.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Il Madrid reagisce inserendo Khedira ma soprattutto Kaká e Higuaín. Il leader offensivo (con Cristiano Ronaldo in latitanza) rimane Benzema, il migliore in campo del Madrid. Fenomenale il francese, sia in appoggio che in profondità: al 72’ ridicolizza Puyol, prima tagliando alle sue spalle sul lancio di Marcelo, poi rientrando e mandandolo culo a terra per liberare un destro che tuttavia finisce troppo largo a lato del secondo palo. Più ancora che Puyol (che in partite come queste un livello di competitività sufficiente te lo garantisce sempre) lo ha sofferto però Piqué, che quasi mai riesce ad anticipare e decifrarne i movimenti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;All’83’, su contropiede nato da un passaggio sbagliato da Xavi (mai brillante, mai veramente in partita, ha potuto respirare col pallone soltanto quando Messi e Iniesta gli hanno spianato la strada), c’è anche un sinistro di Kaká parato alla meglio da Valdés, ma ormai il Barça ha il pieno controllo. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;background:white"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:15.5pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575"&gt;Real Madrid&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:15.5pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; color:#757575"&gt;: Iker Casillas; Coentrao, Pepe, Ramos, Marcelo; Xabi Alonso, Lass (Khedira, min.63), Özil (Kaká, min.58); Di María (Higuaín, min.68), Cristiano y Benzema.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: white; text-align: -webkit-auto; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 15.5pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575"&gt;Barcelona&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:15.5pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575"&gt;: Víctor Valdés; Alves, Piqué, Puyol, Abidal; Busquets, Xavi, Iniesta (Pedro, min.89); Alexis (Villa, min.84), Cesc Fábregas (Keita, min. 78) y Messi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: white; text-align: -webkit-auto; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 15.5pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: white; text-align: -webkit-auto; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 15.5pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575"&gt;Goles&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:15.5pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575"&gt;: 1-0. Min.1. Víctor Valdés falla en un pase sencillo con el pie en su área y Benzema abre el marcador a los 25 segundos. 1-1. Min. 29. Alexis, de fuerte disparo, cruza el balón a Iker y empata a pase de Leo Messi.1-2. Min. 52. Marcelo desvía una volea de Xavi y marca en propia meta. 1-3. Min. 66. Cesc, de cabeza, a pase de Alves desde la derecha.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: white; text-align: -webkit-auto; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 15.5pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575"&gt;Árbitro&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:15.5pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575"&gt;: David Fernández Borbalán (Comité andaluz). Mostró cartulina amarilla a Xabi Alonso (26'), Lass (61'), Pepe (62'), Sergio Ramos (69'), del Real Madrid y a Alexis (27'), Messi (36'), Piqué (48'), del Barcelona.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 7.5pt; margin-left: 0cm; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: white; text-align: -webkit-auto; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; "&gt;&lt;span style="font-size:15.5pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; color:#757575"&gt;83.500 espectadores en el Santiago Bernabéu.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 7.5pt; margin-left: 0cm; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: white; text-align: -webkit-auto; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; "&gt;&lt;span style="font-size:15.5pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; color:#757575"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 7.5pt; margin-left: 0cm; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: white; text-align: -webkit-auto; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; "&gt;&lt;span style="font-size:15.5pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; color:#757575"&gt;foto: el pais.com&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-1738203313094954076?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/1738203313094954076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=1738203313094954076' title='19 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/1738203313094954076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/1738203313094954076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/12/la-rincorsa-continua.html' title='La rincorsa continua.'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-3mTD7Uj3cyU/TuUyzzfdDNI/AAAAAAAAArM/vFObon1bWiE/s72-c/Barca_comprime_Liga%2Belpais.com' height='72' width='72'/><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-5431169223814351109</id><published>2011-11-23T12:28:00.000+01:00</published><updated>2011-11-23T12:29:19.706+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Guerin Sportivo'/><title type='text'>GUERIN SPORTIVO: La metamorfosi di Fabregas.</title><content type='html'>&lt;a href="http://blog.guerinsportivo.it/ilmondosiamonoi/2011/11/23/la-metamorfosi-di-fabregas/"&gt;http://blog.guerinsportivo.it/ilmondosiamonoi/2011/11/23/la-metamorfosi-di-fabregas/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-5431169223814351109?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/5431169223814351109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=5431169223814351109' title='48 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/5431169223814351109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/5431169223814351109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/11/guerin-sportivo-la-metamorfosi-di.html' title='GUERIN SPORTIVO: La metamorfosi di Fabregas.'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>48</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-832392574879153575</id><published>2011-11-21T16:28:00.001+01:00</published><updated>2011-11-21T16:32:37.544+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Liga'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sevilla'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Athletic Bilbao'/><title type='text'>TREDICESIMA GIORNATA: Sevilla-Athletic Bilbao 1-2</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;Gol:&lt;/b&gt; Iraola 5' (A); J. Navas 14' (S); De Marcos 71' (A). &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Signori, in piedi. Marcelo Bielsa non conoscerà i suoi giocatori, però quest’Athletic comincia davvero a far stropicciare gli occhi. Un’intuizione felice del tecnico e il talento dei giocatori danno vita a una magnifica ripresa nella quale l’Athletic legittima tre punti pesantissimi. Non è una squadra impeccabile in tutti i momenti della partita e in tutte le fasi del gioco (di fatto, il primo tempo non è stato granchè), ma propone sempre, e sempre di più crede in quello che fa. Discorso opposto per il Sevilla, una bugia di inizio campionato che pian piano sta venendo smascherata.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Avevano cominciato imbattuti, ma ora son già 5 partite che gli andalusi non vincono (compresi risultati da arrossire come la sconfitta casalinga col Granada e il pareggio casalingo col Racing…2-2 in casa col Racing!!!). Non mancano note positive nel lavoro di Marcelino, soprattutto sulla fase difensiva (magistrale a tal proposito la prova al Camp Nou), ma il problema di questo tecnico e del Sevilla del dopo Juande Ramos rimane il solito: attaccare una difesa schierata.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Bielsa rispolvera il 3-3-1-3 già visto, con risultati negativi, contro Málaga e Villarreal. Forse la difesa a 3 risponde all’esigenza di avere l’uomo in più per coprire in seconda battuta sull’attacco del Sevilla, che da sempre si caratterizza per premere molto con le due punte sui centrali avversari (senza per questo dimenticare il sontuoso lavoro tra le linee di Kanouté). San José da “libero” fra Aurtenetxe e Javi Martínez (ancora una volta difensore…), la novità Iñigo Pérez davanti alla difesa mentre Marcelino deve fare a meno solo di Medel rispetto alla formazione-tipo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Il primo tempo diverte per l’alternanza di attacchi sui due fronti, ma nessuno controlla veramente il gioco. L’Athletic fatica a dare continuità al suo possesso-palla: i tre difensori dovrebbero allargarsi un po’ di più a inizio azione e consentire alla squadra di guadagnare più appoggi centralmente, ma troppo spesso l’Athletic ricorre alla verticalizzazione precipitosa o al lancio, coinvolgendo Ander Herrera soltanto in un paio di sporadiche iniziative sulla trequarti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Se non tieni palla a dovere, il 3-3-1-3 risulta poi ancora più esigente sul piano difensivo: si inizia dal pressing “a uomo” tipico del Loco (un aspetto del suo gioco che non mi fa impazzire), e si finisce col rischio che Iraola e De Marcos si schiaccino troppo sulla propria difesa, dovendo seguire nientepopodimenochè Navas e Perotti. La vulnerabilità principale di questa difesa “a uomo nella zona” di Bielsa è una maggiore esposizione a sovrapposizioni e inserimenti dalle retrovie.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Fortunatamente per i baschi, la “manovra” del Sevilla è talmente limitata da non costringere gli esterni &lt;i&gt;zurigorri &lt;/i&gt;a correre più di tanto all’indietro (a parte il gol di Navas). Gli andalusi, non necessariamente usando la palla alta (anzi, usandola poco) saltano quasi sempre il centrocampo: non hanno veri registi in mezzo al campo, quindi giocano direttamente sugli attaccanti, e da lì cercano di innescare le incursioni di Trochowski o allargare per le due ali. Palloni frontali, terzini quasi mai avanti, poche variazioni che permettano di cambiare fronte e sorprendere l’avversario sul suo teorico lato debole. Un gol per parte, gara piacevole, ma attacchi troppo brevi da entrambe le parti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Nella ripresa, passati dieci minuti iniziali in cui le squadre sembrano allungarsi, Bielsa e Muniain decidono di vincere la partita. Il Loco mantiene il modulo, ma lo ritocca pesantemente: nel suo 3-3-1-3 solitamente gli esterni di centrocampo devono anche stringere centralmente, ma ora De Marcos resta fisso largo. In questo modo Susaeta (poi entrerà Gabilondo) ha più libertà per accentrarsi, ma il vero terremoto lo provoca l’accentramento di Muniain, che abbandona quasi completamente la fascia (seguire Fernando Navarro non è tutta questa priorità) per avvicinarsi ad Ander Herrera. In questo modo l’Athletic guadagna la superiorità tra le linee e più in generale a centrocampo, e pian piano comincia a mangiucchiarsi il Sevilla.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Muniain accentrato è l’arma più micidiale per lanciare i ribaltamenti quando il Sevilla lascia spazio, mentre la vicinanza ad Ander Herrera consente un possesso-palla molto più continuo e dà possibilità a tutta la squadra di occupare meglio la metacampo avversaria. Un paio di occasioni d’avvertimento e poi il meritatissimo gol del vantaggio, che nonostante l’errore di Spahić e il fortunoso rimpallo che spalanca la porta a De Marcos, nasce proprio dai movimenti tra le linee di Muniain, Herrera e anche Gabilondo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Forse ancora migliore del modo in cui l’Athletic si prende il vantaggio è il modo in cui lo gestisce: a poco valgono i cambi di Marcelino (nonostante la buona volontà di Rakitić), perché l’Athletic nasconde il pallone e addormenta la partita senza rinunciare a mordere quando opportuno: il terzo gol si avvicina in più di un’occasione, e ci starebbe tutto.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;I MIGLIORI:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;b&gt;Muniain &lt;/b&gt;incontenibile. Una volta liberato dalla fascia, nel vivo del gioco, ha vinto la partita quasi da solo, saltando i birilli palla al piede e imbucando palloni millimetrici per gli attaccanti. L’unica cosa da definire è la sua posizione, e in particolare la posizione che permetta di massimizzare il rendimento sia suo che di Ander Herrera. Il miglior Muniain lo abbiamo visto al centro, ma questo rendimento è coinciso con l’infortunio di Ander: in quella fase, Iker ne rilevò le funzioni, pur con caratteristiche diverse, dimostrando grandi capacità anche muovendosi dietro la linea della palla, anche dirigendo la manovra oltre che accelerando sulla trequarti. Quasi un Muniain “alla Iniesta”, insomma. Col ritorno di Ander Muniain è tornato sulla fascia, e pur con un rendimento generale sempre ottimo, la sua presenza nella manovra ha perso continuità. Da qui l’esigenza di riavvicinarlo ad Herrera: mossa intravista per pochi minuti a Gijón, con i due mezzeali in un 4-3-3 (ma qui è da verificare la tenuta difensiva), vista appieno e gustata nella ripresa di ieri. Llorente resta il giocatore più importante (e il meno sostituibile), ma il salto di qualità del progetto dipende da questi due.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Solito arrembante e inesauribile &lt;b&gt;De Marcos&lt;/b&gt; (ovunque lo metti, attacca lo spazio per tutti i 90 minuti), sorpresa &lt;b&gt;Iñigo Pérez&lt;/b&gt;: scartato da Bielsa nel precampionato, recuperato ed esposto ad indebiti imbarazzi contro l’Espanyol nell’improbabile posizione di terzino sinistro, ieri è invece piaciuto davanti alla difesa (personalmente, più di Iturraspe quando viene impiegato nella stessa posizione). Gioco semplice, il minimo indispensabile di tocchi, buon posizionamento e visione di gioco anche per tentare il passaggio filtrante col suo buon sinistro. &lt;b&gt;San José&lt;/b&gt; nettamente il più sicuro dei tre difensori, puntualissimo nelle coperture e pulito nei rilanci. Bielsa tende a preferirgli Amorebieta ed Ekiza, ma il migliore a mio avviso è lui.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;I PEGGIORI:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; Disastroso il duo &lt;b&gt;Fazio-Trochowski&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Javi Martínez&lt;/b&gt; invece rappresenta l’unica nota un po’ stonata nel grande momento dell’Athletic: sballottato fra centrocampo e difesa, non ha ancora trovato il suo habitat. Nel primo tempo si fa quasi sempre anticipare da Negredo o Kanouté quando vengono a raccogliere il lancio dalla difesa. Chiaramente non ha i tempi e le misure del difensore di ruolo, anche se nella ripresa soffre di meno quando l’Athletic controlla meglio il pallone e le transizioni fra le due fasi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;line-height:12.0pt; background:white"&gt;&lt;span class="span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt;font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-family: Arial;color:#666666"&gt;Sevilla FC (4-4-2):&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt;font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-bidi-font-family:Arial;color:#666666"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt;font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-family: Arial;color:#666666"&gt;Javi Varas; Martín Cáceres, Spahic, Escudé, Fernando Navarro; Jesús Navas, Fazio, Trochowski (Rakitic, m.67), Perotti (Armenteros, m.71); Kanouté y Negredo (Del Moral, m.64).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 12pt; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; "&gt;&lt;span id="U2613650513792vXB"&gt;&lt;span class="span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt; font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-family:Arial;color:#666666"&gt;Athletic Club (3-3-1-3):&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt;font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-family: Arial;color:#666666"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt; font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-family:Arial;color:#666666"&gt;Iraizoz; Javi Martínez, San José, Aurtenetxe, Iraola, Íñigo Pérez (Ramalho, m.87), De Marcos; Ander Herrera; Susaeta (Gabilondo, m.67), Llorente (Toquero, m.89), Muniain.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 12pt; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; "&gt;&lt;span id="U2613650513792Yo"&gt;&lt;span class="span"&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt;font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-bidi-font-family:Arial;color:#666666"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;line-height:12.0pt; background:white"&gt;&lt;span class="span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt;font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-family: Arial;color:#666666"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;line-height:12.0pt; background:white"&gt;&lt;span class="span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt;font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-family: Arial;color:#666666"&gt;Goles:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt;font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-bidi-font-family:Arial;color:#666666"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt;font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-family: Arial;color:#666666"&gt;0-1, M.05: Iraola. 1-1, M.14: Jesús Navas. 1-2, M.71: De Marcos.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 12pt; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt; font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-family:Arial;color:#666666"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 12pt; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; "&gt;&lt;span id="U2613650513792hkD"&gt;&lt;span class="span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt; font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-family:Arial;color:#666666"&gt;Árbitro:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt;font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-bidi-font-family:Arial;color:#666666"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt;font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-family: Arial;color:#666666"&gt;Miguel Ángel Ayza Gámez (Comité Valenciano). Amonestó a los locales Fernando Navarro (m.27) y Spahic (m.90) y a los visitantes De Marcos (m.43) y San José (m.47).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 12pt; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; "&gt;&lt;span id="U2613650513792dcC"&gt;&lt;span class="span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt; font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-family:Arial;color:#666666"&gt;Incidencias:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt;font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-bidi-font-family:Arial;color:#666666"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt;font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-family: Arial;color:#666666"&gt;Partido disputado en el estadio Ramón Sánchez Pizjuán ante algo más de treinta mil espectadores. Terreno en buenas condiciones pese a la lluvia que cayó durante todo el día. Antes del inicio, en el saludo de los jugadores, se enseñó una pancarta contra la violencia de género y los futbolistas del Athletic saltaron con una camiseta de apoyo a Aitor Ocio, lesionado recientemente&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-832392574879153575?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/832392574879153575/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=832392574879153575' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/832392574879153575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/832392574879153575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/11/tredicesima-giornata-sevilla-athletic.html' title='TREDICESIMA GIORNATA: Sevilla-Athletic Bilbao 1-2'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-8024688232696074097</id><published>2011-11-15T17:38:00.002+01:00</published><updated>2011-11-16T17:11:43.348+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Guerin Sportivo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Seleccion'/><title type='text'>GUERIN SPORTIVO: Perseverare è diabolico (anche se vinci un mondiale).</title><content type='html'>&lt;div&gt;Il mio nuovo pezzo per il sito del Guerino&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://blog.guerinsportivo.it/ilmondosiamonoi/2011/11/14/perseverare-e-diabolico-anche-se-vinci-un-mondiale/"&gt;http://blog.guerinsportivo.it/ilmondosiamonoi/2011/11/14/perseverare-e-diabolico-anche-se-vinci-un-mondiale/&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E un pezzo sulla crisi del Villarreal&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://blog.guerinsportivo.it/ilmondosiamonoi/2011/11/16/il-sottomarino-si-e-rotto/"&gt;http://blog.guerinsportivo.it/ilmondosiamonoi/2011/11/16/il-sottomarino-si-e-rotto/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-8024688232696074097?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/8024688232696074097/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=8024688232696074097' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/8024688232696074097'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/8024688232696074097'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/11/guerin-sportivo-perseverare-e-diabolico.html' title='GUERIN SPORTIVO: Perseverare è diabolico (anche se vinci un mondiale).'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-1596349859494069906</id><published>2011-11-02T15:06:00.001+01:00</published><updated>2011-11-02T15:09:14.551+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Valencia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Spagnole nelle coppe'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Champions League'/><title type='text'>Un altro Valencia ERA possibile.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-AzwBMyeu-sg/TrFO68GB2LI/AAAAAAAAArA/ihwLsASVhD8/s1600/Banega%2Binfortunio2%2Bel%2Bpais.com" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 340px; height: 228px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-AzwBMyeu-sg/TrFO68GB2LI/AAAAAAAAArA/ihwLsASVhD8/s400/Banega%2Binfortunio2%2Bel%2Bpais.com" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670400180306958514" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;La vittoria di ieri tiene in piedi il Valencia, ma a monopolizzare le attenzioni, e soprattutto le preoccupazioni, è l’infortunio di Banega. Si temeva di peggio, 6 mesi come Canales, e invece sarà solo un mese e mezzo. L’importanza di questo mese e mezzo è capitale però. Ci si gioca mezza stagione, in particolare il dentro o fuori dal girone di Champions, con la difficilissima trasferta sul campo del Chelsea come ultimo e decisivo impegno.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;La partita con il Bayer Leverkusen, e l’ingannevole 3-1 finale, fotografano alla perfezione la dipendenza da Banega di tutta la squadra. Regalo del primo gol a parte, il Valencia stava controllando serenamente la gara, superando una volta e l’altra il tentativo di pressing alto del Leverkusen. Portando palla coi suoi ottimi centrali Rami e Víctor Ruiz, affidandola poi a Banega che faceva filtrare tutti passaggi che voleva tra le linee, senza contare la facilità nel verticalizzare alle spalle dei difensori centrali tedeschi, oggettivamente imbarazzanti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Poi, crac!, in senso reale per Banega e in senso metaforico per tutta la squadra. Da lì fino al 90’ il Valencia non ha più costruito una sola situazione di superiorità sin dalle retrovie. Inutile la coppia di centrocampo d’emergenza, Topal più il subentrato Tino Costa: più due sagome di cartone messe lì che due appoggi per i difensori e per i trequartisti. Il Leverkusen ha abbassato il baricentro senza soffrire, vedendo raramente superata la sua prima linea e con la possibilità di ripartire con frequenza, data la discontinuità della manovra valenciana.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Il peso della costruzione del gioco si è spostato tutto sui piedi di Rami e Víctor Ruiz, diventati un po’ prevedibili, perché pur avendo il piede per dare il passaggio verticale o cambiare gioco verso le fasce non avevano il sostegno decisivo di un giocatore che a centrocampo potesse cambiare i tempi e la direzione al gioco. Quello che non può essere Tino Costa: giocatore tecnico, dall’ottimo sinistro, ma senza le qualità del regista. Bravo a dare continuità alla manovra, a muoversi per creare linee di passaggio e a triangolare, ma non a dirigerla. Per dare un’idea, Tino Costa sta a Banega come Busquets e Keita stanno a Xavi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;La parola ad Unai Emery:&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; "&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri;mso-hansi-font-family:Calibri;color:#333333; background:white"&gt;“Ultimamente, la squadra era monopolizzata da Ever Banega: dettava i tempi per avanzare superando le linee avversarie, e il suo infortunio ha rappresentato un netto arresto. Però esistono altre maniere per vincere, forse non così lucide. La squadra lo ha accusato, però si è rifatta. &lt;b&gt;Dobbiamo renderci indipendenti da Banega&lt;/b&gt;. Dobbiamo fare un passo avanti con Tino Costa e Parejo. Ci sono altre vie"&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri;mso-hansi-font-family:Calibri;color:#333333; background:white"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri; mso-hansi-font-family:Calibri;color:#333333;background:white"&gt;Per usare le parole di un altro tecnico (attualmente disoccupato), Juanma Lillo, Banega è il “&lt;i&gt;toma-tiempos&lt;/i&gt;”, quello cioè che sa prendersi tutto il tempo possibile per far maturare l’azione. Temporeggia per attirare su di sé avversari e liberare i compagni lasciati così incustoditi, temporeggia per far salire tutta la sua squadra, che così sarà più compatta anche per recuperare il pallone. Quando è in forma (e quando soprattutto ne ha voglia…), è uno dei giocatori più determinanti di tutto il campionato spagnolo. Sicuramente uno dei 5 migliori di quest’inizio di Liga, il “simil-Xavi” che nessun’altra squadra, nemmeno il Real Madrid, ha.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri; mso-hansi-font-family:Calibri;color:#333333;background:white"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri; mso-hansi-font-family:Calibri;color:#333333;background:white"&gt;Il suo rendimento, unito all’inserimento di Canales, faceva presagire un Valencia in grado di controllare sempre meglio i tempi del gioco. Invece, prima l’infortunio di Canales fino al termine della stagione (l’ex madridista comunque non aveva ancora acquisito un peso determinante) e ora questo ci costringeranno nel mese e mezzo decisivo a vedere un Valencia molto più simile agli anni passati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri; mso-hansi-font-family:Calibri;color:#333333;background:white"&gt;Un Valencia che avrà difficoltà a uscire ordinatamente dalla sua metacampo ad inizio azione, e che sarà costretto a transizioni (transizione nel senso corretto del termine “passaggio da fase difensiva a offensiva e viceversa”, e non come sinonimo di “contropiede”…) meno fluide, meno controllate e più forzate. Un Valencia che difficilmente potrà risultare corto ed equilibrato a partire dal possesso-palla, ma solo affidandosi a strategie diverse, tipo ripiegare o pressare in blocco e poi ripartire in contropiede. Strategie che logicamente dipendono più dall’atteggiamento dall’avversario (perché se l’avversario decide di rinunciare al possesso-palla sei tu che devi giocarla e magari allungarti, se non hai gli interpreti giusti), mentre i giocatori come Banega ti permettono di dipendere da te stesso, con l’inconveniente che tu arrivi a dipendere eccessivamente da loro, come in questo caso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri; mso-hansi-font-family:Calibri;color:#333333;background:white"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri; mso-hansi-font-family:Calibri;color:#333333;background:white"&gt;Rimane un’incognita in tutta questa faccenda,e  cioè Daniel Parejo. Scartato Tino Costa, l’unico giocatore con le caratteristiche per surrogare Banega, eppure ad oggi lontano dal risultare credibile. Utilizzato col contagocce finora da Emery, quasi ostracizzato, ha come grave controindicazione un carisma prossimo allo zero che lo porta a defilarsi dalle partite pur possedendo le qualità per influenzarne gli sviluppi. In Champions finora ha giocato solo una volta, e non a caso nello 0-0 a Genk, dove il Valencia (con un 4-1-4-1, Banega e Parejo mezzeali) propose un possesso-palla decisamente sterile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri;mso-hansi-font-family: Calibri;color:#333333;background:white"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri; mso-hansi-font-family:Calibri;color:#333333;background:white"&gt;&lt;b&gt;FOTO:&lt;/b&gt; elpais.com&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-1596349859494069906?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/1596349859494069906/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=1596349859494069906' title='37 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/1596349859494069906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/1596349859494069906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/11/un-altro-valencia-era-possibile.html' title='Un altro Valencia ERA possibile.'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-AzwBMyeu-sg/TrFO68GB2LI/AAAAAAAAArA/ihwLsASVhD8/s72-c/Banega%2Binfortunio2%2Bel%2Bpais.com' height='72' width='72'/><thr:total>37</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-3756887662925304862</id><published>2011-10-30T14:43:00.000+01:00</published><updated>2011-10-30T14:45:01.095+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Liga'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Real Sociedad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Real Madrid'/><title type='text'>UNDICESIMA GIORNATA: Real Sociedad-Real Madrid 0-1</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Stavolta niente alluvione di gol. Anzi, un Real Madrid che nel primo tempo con un avversario inesistente si limita al compitino, e che manifesta qualche leggera inquietudine quando nella ripresa la Real entra in partita (niente di clamoroso comunque).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Turnover di Mourinho, con Lass per Khedira, Özil per Kaká, Coentrão nel suo ruolo storico di terzino al posto di Marcelo e Higuaín nuovamente titolare. Ma la partita è segnata soprattutto dallo stravolgimento tattico della Real Sociedad. Montanier ritiene che l’avversario giustifichi lo stato di emergenza e la rinuncia al solito 4-5-1 (anche se fa più figo dire che la sua Real gioca un 4-3-3…) per aggiungere un difensore centrale in più, Mikel González in mezzo a Demidov e al talento Iñigo Martínez.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Un 5-4-1 percorso da brividi di terrore che spengono sul nascere qualsiasi intento di giocare a calcio. Non si capisce bene il ricorso ai tre difensori centrali: il Madrid gioca con un solo attaccante fisso e gli altri che inseriscono a turno, e forse più che cercare un’illusoria (e superflua) superiorità numerica in difesa sarebbe meglio cercare di intercettare le linee di passaggio del centrocampo madridista, qualche metro più avanti. Invece no: Xabi Alonso non ha bisogno di retrocedere fra i difensori centrali ad inizio azione, perché la Real gioca con una sola punta e non pressa in quella zona. Quindi, sebbene Lass (al contrario di Khedira) non sappia creare linee di passaggio davanti a chi porta palla, il Real Madrid ha una superiorità facile in mezzo al campo. Con Arbeloa e Coentrão altissimi, al centro Özil e Di María possono aggiungersi a Xabi e Lass mettendo facilmente in minoranza il &lt;i&gt;doble pivote txuri-urdin&lt;/i&gt; (Mariga-Markel). Con un centrocampo di casa così passivo e disorientato, se il Real Madrid non trova subito il passaggio tra le linee, ha comunque l’apertura facile verso le fasce, ogniqualvolta gli esterni della Real accennano a stringere in aiuto a Mariga e Markel.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;L’incapacità di intercettare queste linee di passaggio espone poi la difesa della Real (che pure prova ad accorciare verso il centrocampo e togliere gioco tra le linee al Madrid) a qualsiasi verticalizzazione avversaria. Se cerchi di salire con la difesa (e magari fare fuorigioco) “a palla scoperta”, senza cioè pressare l’avversario in procinto di passare, sei fritto.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Il gol di Higuaín arriva proprio così: Coentrão alza la testa indisturbato, e al Madrid poco importa che la Real abbia la superiorità coi difensori centrali. Se i &lt;i&gt;merengues&lt;/i&gt; hanno il tempo per dare il passaggio allora hanno anche il tempo per inserirsi a sorpresa dalle retrovie, e a quel punto che la Real abbia 2,3 o 50 difensori centrali cambia poco, perché è sempre difficile marcare chi arriva in corsa senza avere un riferimento di partenza.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;I padroni di casa non possono nemmeno portare la gara su un altro terreno, obbligando il Madrid a correre all’indietro. L’esagerato, malinteso difensivismo di Montanier prevede Estrada, un terzino, esterno alto a destra, e poi ancora una volta non viene lanciato dal primo minuto Rubén Pardo: strano per un tecnico che si sta segnalando proprio per la promozione dei canterani, ancora di più se si tratta del prodotto forse migliore della nuova leva, ideale per rimpiazzare le geometrie dell’infortunato Illarramendi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Nessuno fra Markel e Mariga si prende la responsabilità o ha il talento per iniziare il gioco davanti alla difesa, e non aiuta nemmeno la posizione di Xabi Prieto. Quest’ultimo in generale sta diventando un caso per il suo rendimento negativo; a sinistra poi ha sempre dimostrato di trovarsi poco comodo: è un esterno di fantasia atipico, che non ama giocare partire dalla fascia inversa rispetto al piede di preferenza per poi rientrare (come Iniesta o Silva), ma che ama avere come riferimento proprio la linea del fallo laterale, per tenere palla, aspettare la sovrapposizione del terzino e giocare quei palloni lungo linea che sono il suo marchio di fabbrica. A sinistra fa invece a fatica sia a prendere la posizione per ricevere palla, sia a difenderla che a dribblare. Senza Xabi Prieto, la Real perde la sua unica via d’uscita dalla metacampo difensiva.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Nella ripresa la Real non cambia il modulo né i giocatori, ma modifica l’atteggiamento: più aggressivo il centrocampo nel pressing, dà il tempo alla difesa per salire senza rischiare di subire la verticalizzazione, e al tempo stesso costringe il Real Madrid a un gioco più orizzontale. Ospiti che con il passare dei minuti diventano più statici dalla trequarti in su, mentre l’entrata di Griezmann dà ai baschi un po’ più di vivacità: arriva un paio di mezze occasioni, ma i tre punti madridisti non sono mai seriamente in pericolo.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575;background:white"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575;background:white"&gt;Real Sociedad (5-4-1)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; color:#757575;background:white"&gt;: Bravo; Carlos Martínez (Agirretxe, min. 83), Demidov, Iñigo Martínez, Mikel González, Cadamuro; Estrada (Griezmann, min. 60), Markel Bergara (Pardo, min, 85), Mariga, Xabi Prieto; Vela.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575;background:white"&gt;Real Madrid (4-2-3-1)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; color:#757575;background:white"&gt;: Casillas; Arbeloa, Pepe, Sergio Ramos, Coentrao; Lass (Khedira, min. 68), Xabi Alonso; Di María, Özil (Kaka, min. 63); Cristiano Ronaldo; Higuain (Benzema, min. 81).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:7.5pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575; background:white"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:7.5pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575; background:white"&gt;Gol: 0-1, min. 9: Higuaín.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:7.5pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575; background:white"&gt;Árbitro: Undiano Mallenco (Navarra). Amonestaciones a Cadamuro, Carlos Martínez, Markel Bergara, Iñigo Martínez, Arbeloa, Sergio Ramos.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:7.5pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575; background:white"&gt;27.000 espectadores en el estadio de Anoeta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-3756887662925304862?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/3756887662925304862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=3756887662925304862' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/3756887662925304862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/3756887662925304862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/10/undicesima-giornata-real-sociedad-real.html' title='UNDICESIMA GIORNATA: Real Sociedad-Real Madrid 0-1'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-237348664758232984</id><published>2011-10-27T20:43:00.002+02:00</published><updated>2011-10-28T11:47:52.880+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Real Madrid'/><title type='text'>Il miglior Real Madrid.</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Con i primi 45 minuti di Málaga-Real Madrid, sabato scorso, pensavamo di aver visto il miglior calcio prodotto finora nella Liga 2011-2012. Bene, appena tre giorni e i primi 20 minuti del Real Madrid contro il Villarreal, più concentrati più intensi più vertiginosi, fanno impallidire anche quel ricordo. I merengues superano loro stessi in un periodo di rara ispirazione, partito dalla goleada al Betis e passato per la vittoria in scioltezza sul Lione in Champions League.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;L’aspetto più positivo, al di là dello spettacolo, è la varietà di registri mostrata dai &lt;i&gt;merengues&lt;/i&gt;, nettamente più maturi e completi dell’anno scorso. Contropiedi ultraveloci alternati a fraseggi elaborati a difesa schierata. Sia che l’avversario tenti il pressing alto (Betis, Málaga) sia che invece rimanga appollaiato tutto nella propria metacampo (un Lione esageratamente conservatore), quelli vestiti di bianco trovano sempre una linea di passaggio in più.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Molto merito, per quanto suoni strano a chi continuerà eternamente a inserirlo nel girone dei “difensivisti” o dei “grandi comunicatori” (il modo più elegante per dire che non sa allenare) spetta a Mourinho. L’assetto dal Madrid è assai cambiato rispetto alla scorsa stagione: lì era Marcelo ad avviare spesso l’azione portando palla nella metacampo avversaria, per poi dialogare con Cristiano Ronaldo o Xabi Alonso (questo il circuito principale); ora invece il brasiliano è stato escluso dalla sequenza iniziale di passaggi, e per quanto l’esteta rimpianga &lt;a href="http://blog.guerinsportivo.it/ilmondosiamonoi/2010/11/18/marcelo-l%E2%80%99anarchia-che-detta-legge/"&gt;le sue zingarate palla al piede&lt;/a&gt;, c’è da dire che il Real Madrid ha guadagnato un giocatore, se non due, in più in mezzo al campo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Marcelo e l’altro terzino (ora Arbeloa, con Ramos centrale) partono altissimi, e i primi passaggi vengono gestiti dai due difensori centrali più Xabi Alonso, che retrocede per avviare la manovra. Quella “difesa alla La Volpe” che Guardiola già cercò senza successo di trapiantare nel Barça, e che qui funziona perché a differenza di Busquets &lt;span&gt; &lt;/span&gt;Xabi Alonso da “falso difensore” vede il primo passaggio e apre verso le fasce con lanci di 40 metri, ma superata questa fase poi si aggiunge al centrocampo incidendo come suo costume. Col basco così ispirato, è come se il Real Madrid giocasse in 12.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;La posizione di partenza più bassa di Xabi Alonso ha poi chiamato leggermente indietro i trequartisti: sia Özil (partendo al centro o a destra, sempre più centrocampista rispetto alle sue prime uscite madridiste) che Kaká si devono abbassare per ricevere dalla linea dei tre che inizia l’azione, liberi di accentrarsi grazie anche ai movimenti citati di Marcelo e Arbeloa, che mantengono costante il riferimento in ampiezza.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Kaká sempre più importante, nella gestione più matura del gioco di questo Madrid anche lui fa la sua parte. Parlando dei merengues &lt;a href="http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/04/il-clasico-che-non-finisce-mai-prima.html"&gt;l’anno scorso avevamo rilevato un difetto nella sua indole talvolta eccessivamente verticale&lt;/a&gt;: cioè la propensione ad attaccare subito lo spazio avanti, con e senza palla come nella ricerca immediata del passaggio filtrante, anche quando non ci sono le condizioni ideali e magari se rischi la giocata perdi palla e ti trovi la squadra spezzata in due in transizione difensiva.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Ecco, Kakà assieme al miglior Özil rappresenta quel passaggio in più che permette alla squadra di schierarsi meglio quando serve, senza perdere la capacità di ribaltare il gioco con una velocità che forse non ha eguali in Europa. Velocità che Kaká ha perso sul piano individuale, ma il fatto che ci si debba scordare del giocatore dei tempi del Milan non ne cancella l’importanza: contro difese schierate, la capacità di palleggio del brasiliano e l’intelligenza nel cercarsi lo spazio, favorendo combinazioni più elaborate, rimane un’arma preziosa.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Col nuovo assetto, un Cristiano Ronaldo più stabilmente accentrato, anche in partenza: anzi, quando di punta gioca Benzema, con la sua storica tendenza a svariare e a svuotare l’area, è Cristiano a rimanere più avanzato e muoversi fra i centrali avversari.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Altro beneficiato da questa mini-rivoluzione tattica è l’ormai ex socio di Xabi Alonso: nelle prime uscite aveva sorpreso favorevolmente l’adattamento di Coentrão, che proprio in virtù della sua ignoranza del ruolo di mediano, con i suoi movimenti in sovrapposizione, aggiungeva ritmo e imprevedibilità ai movimenti offensivi madridisti. Infortunato Coentrão, Khedira sta brillando ugualmente nelle ultime partite: un Khedira diverso però, più simile a quello dell’ultimo mondiale che a quello della scorsa stagione per la maggior propensione a inserirsi in appoggio all’attacco. Partendo davanti alla linea dei tre che iniziano l’azione, Khedira può arrivare, scambiandosi con Kaká, fino ai limiti dell’area avversaria, oppure tagliando verso l’esterno portare via l’uomo a Di María e aprirgli lo spazio per le sue devastanti diagonali palla al piede (vedi la partita di Málaga in particolare). Niente a che vedere coi movimenti del duo Xabi Alonso/Khedira dell’anno scorso.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Insomma, è un Real Madrid che manda in frantumi la teorica rigidità del 4-2-3-1&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;di partenza, si dispone su molte più linee per aumentare la scelta di chi porta palla e avvolgere l’avversario. Il pressing feroce delle ultime partite (e anche la fisicità di Sergio Ramos e Pepe nell’alzare la linea difensiva) richiama l’attenzione, ma in realtà il Real Madrid l’uomo in più nella zona della palla ce l’ha già prima di perderla.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-237348664758232984?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/237348664758232984/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=237348664758232984' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/237348664758232984'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/237348664758232984'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/10/il-miglior-real-madrid.html' title='Il miglior Real Madrid.'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-5163541356434640737</id><published>2011-10-07T19:45:00.002+02:00</published><updated>2011-10-07T19:49:12.055+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Guerin Sportivo'/><title type='text'>GUERIN SPORTIVO: Uno spagnolo di troppo.</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 16px;"&gt;Da questa settimana pubblicherò un link ai miei pezzi sul sito del Guerin Sportivo, sento di poter uscire dalla clandestinità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 16px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: 16px;"&gt;&lt;a href="http://blog.guerinsportivo.it/ilmondosiamonoi/2011/10/07/uno-spagnolo-di-troppo/"&gt;http://blog.guerinsportivo.it/ilmondosiamonoi/2011/10/07/uno-spagnolo-di-troppo/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-5163541356434640737?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/5163541356434640737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=5163541356434640737' title='18 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/5163541356434640737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/5163541356434640737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/10/guerin-sportivo-uno-spagnolo-di-troppo.html' title='GUERIN SPORTIVO: Uno spagnolo di troppo.'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-6501891308258002687</id><published>2011-09-29T13:48:00.002+02:00</published><updated>2011-09-29T13:58:42.240+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Valencia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Spagnole nelle coppe'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Champions League'/><title type='text'>Diego Alves, ma non solo.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-5CZlpNv6u7c/ToRb35E-O3I/AAAAAAAAAq4/bIJqXIyW3uM/s1600/Diego%2BAlves%2Bvs.%2BChelsea%2Bmarca.es.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 340px; height: 160px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-5CZlpNv6u7c/ToRb35E-O3I/AAAAAAAAAq4/bIJqXIyW3uM/s400/Diego%2BAlves%2Bvs.%2BChelsea%2Bmarca.es.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5657748047656794994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;È evidente che il Valencia non è al livello di Chelsea e simili, e non lo sarà nemmeno a fine stagione. È evidente anche che per la quantità di occasioni prodotta il pareggio sta stretto ai londinesi, ed è pure chiaro che la classifica del girone non è per niente incoraggiante (soprattutto per il pareggio di Genk, risultato pessimo), però la sensazione è che questo Valencia sia molto migliore dell’anno scorso, una squadra ricchissima di alternative e con una crescente capacità di stare in partita contro chiunque e in qualunque contesto tattico gli si presenti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;La partita di ieri è stata di buon livello, non di quelle che salti sulla sedia per quanto ti diverti, ma di quelle che apprezzi per come le squadre cercano di superarsi a vicenda, misurando attentamente ogni singolo passo senza per questo rintanarsi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Nel primo tempo in particolare si sono annullate: Emery ripropone il doppio terzino Jordi Alba-Mathieu visto col Barça, conferma i pieni poteri a Banega e dà spazio (finalmente!) a Canales sulla trequarti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Primi 15 minuti difficili, perché il Chelsea chiude le linee di passaggio al Valencia, con Lampard e Ramires attenti e aggressivi nel pressare Banega e Albelda. Passato il quarto d’ora però il Chelsea non riesce più a ripartire, perché il Valencia guadagna metri ad inizio azione coi difensori (Victor Ruiz è un asso in questo), liberando un po’ Banega dalla pressione delle mezzeali del Chelsea. Canales invece conferma tutta la sua intelligenza nel cercarsi gli spazi intermedi (solitamente fra terzino ed esterno avversari, impegnati però già da Miguel/Pablo Hernández da un lato e soprattutto Jordi Alba/Mathieu dall’altra), e da lì tenere palla e dare continuità alla manovra valenciana. Proprio questa maggior continuità nel possesso-palla, che nasce già bene dalla difesa e poi acquista spessore con Banega e Canales, è la chiave del maggior equilibrio del Valencia di quest’anno, che perde palla già più raccolto nella metacampo avversaria, e quindi si risparmia metri di corse all’indietro in transizione difensiva o voragini come quelle viste alla prima giornata col Racing. Inutile poi aggiungere che, al momento di accorciare e anticipare, Rami-Víctor Ruiz al centro della difesa è un’altra cosa rispetto ai vari mix fra Ricardo Costa, Dealbert e David Navarro visti negli anni scorsi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Il Chelsea perde campo, ma non per questo soffre particolarmente: l’unica occasione del primo tempo è una conclusione sull’esterno della rete di Pablo Hernández, sbucato in area sul solito cross della prolifica fascia sinistra valenciana. Il Chelsea è solidissimo, e si vede tutta la squadra abituata a certi palcoscenici: sempre compatta, concentrata, difende ed esce in blocco della metacampo senza farsi intimorire dal pressing del Valencia.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Nella ripresa si vede anche il volto offensivo degli inglesi, e sarebbero cavoli se non ci fosse un Diego Alves prodigioso fra i pali del Valencia. Già all’Almería il brasiliano dimostrava di esaltarsi nei bombardamenti, e qui ha di che divertirsi, con un Chelsea che in 4-5 minuti crea 3-4 palle gol nettissime. Straordinaria la reattività l’esplosività di Alves, che però non può nulla sul gol strameritato di Lampard. Dopo lo svantaggio il Valencia si disunisce e il passivo rischia di degenerare: il Chelsea tiene di più palla, coinvolgendo maggiormente anche Mata e Malouda tra le linee, e con un Torres mobilissimo che, pur non seguendolo partita dopo partita, mi sembra in chiara ripresa.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Al Valencia in svantaggio non serve più la formazione iniziale, che può dare controllo ma poca profondità. Va bene l’appoggio al centrocampo di Canales (che peraltro si eclissa un po’ nella ripresa), ma serve qualcosa che smuova la difesa del Chelsea, sicura di sé ai limiti dell’arroganza. Allora fuori Pablo H. per Feghouli, ma soprattutto Mathieu (utile ma troppo lineare in questa fase della partita) per Piatti e Jonas per Banega. Jonas è un mio pallino, particolarmente adatto contro difese schierate per la calma&lt;i&gt;,&lt;/i&gt; &lt;span&gt; &lt;/span&gt;la tecnica e l'intelligenza con e senza palla. Partendo da sinistra si accentra per incrociare con Piatti, che completa la &lt;i&gt;pausa&lt;/i&gt; di Jonas col suo gioco frenetico e verticale, tagliando in diagonale o alle spalle della difesa del Chelsea e creando all’avversario qualche incertezza in più nelle marcature, utile anche per accrescere l'effetto-sorpresa delle sovrapposizioni di Jordi Alba. Pure Canales, ora in cabina di regia accanto ad Albelda, riacquista peso nella manovra e ha più opzioni per servire il passaggio filtrante, come quando smarca Piatti sul filo del fuorigioco. Questa, sventata da Cech in angolo, è l’occasione &lt;span&gt; &lt;/span&gt;più grossa del Valencia, che, va detto, nonostante la maggior pressione offensiva nel finale, difficilmente avrebbe pareggiato senza il rigore regalato del subentrato/pallavolista Kalou. Il Chelsea meritava di vincere, ma per il Valencia il bicchiere sembra mezzo pieno.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;FOTO:&lt;/b&gt; marca.es&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-6501891308258002687?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/6501891308258002687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=6501891308258002687' title='24 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/6501891308258002687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/6501891308258002687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/09/diego-alves-ma-non-solo.html' title='Diego Alves, ma non solo.'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-5CZlpNv6u7c/ToRb35E-O3I/AAAAAAAAAq4/bIJqXIyW3uM/s72-c/Diego%2BAlves%2Bvs.%2BChelsea%2Bmarca.es.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>24</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-1781601589051645927</id><published>2011-09-27T15:35:00.002+02:00</published><updated>2011-09-27T15:42:16.525+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Liga'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Betis'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Getafe'/><title type='text'>SESTA GIORNATA: Getafe-Betis 1-0</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Ci si aspettava di più. Il Betis resta capolista ma sbaglia la partita, e il Getafe fa leva più su questo che su una prestazione di grande personalità.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Il problema del Betis nel primo tempo è che il suo consueto punto di forza, il trio di centrocampo (stavolta però c’è Matilla al posto di Beñat) che muove tutti i fili, si trasforma nell’occasione in un punto debole. Contro i due centrocampisti centrali del Getafe, il Betis parte col potenziale vantaggio dell’uomo in più, Salva Sevilla che l’esterno non lo fa mai e si aggiunge centralmente a Iriney e Matilla, smarcandosi tra le linee. Il guaio però è che, in un primo tempo in cui nessuno ne ha il reale controllo (52% Getafe contro 48% Betis), il possesso-palla del Betis dura troppo poco, e una volta persa palla sono dolori.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;La superiorità numerica nella zona della palla non viene sfruttata, perché il trio del Betis palleggia sempre nella stessa minuscola zolla: se non allarghi verso le fasce non allarghi nemmeno le maglie dell’avversario, che così può stringere, raddoppiare e rubarti palla con relativa facilità. Questa gestione del possesso-palla poi non dà nemmeno il tempo ai terzini del Betis di salire e bloccare Pedro León e Diego Castro nella loro metacampo. Il vantaggio potenziale diventa uno svantaggio effettivo, perché Salva Sevilla, ancora senza il dono dell’ubiquità, non può tornare in tempo a coprire la fascia destra, e così recuperata subito la palla il Getafe ha subito pronto anche il passaggio di apertura verso Diego Castro o Mané, liberissimi sulla fascia sinistra di ripartire.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Insomma, in quest’andirivieni da una metacampo all’altra il Betis ha tutto da perdere, in difficoltà anche con la difesa alta su Güiza, che può prontamente dettare la profondità sui ribaltamenti (e se c’è uno bravo sul filo del fuorigioco, questo è il jerezano). Difesa ospite che, dopo la quasi-rimonta subita col Zaragoza, si conferma tutt’altro che impenetrabile quando tutta la squadra non può riposare sul cuscinetto del possesso-palla e tocca difendersi nella propria metacampo. Sul gol Chica fa la diagonale per marcare il secondo attaccante del Getafe, ma alle sue spalle Diego Castro è completamente incustodito: né Iriney (che sul cross di Valera avrebbe potuto fare lo stopper aggiunto, liberando quindi Chica dall’obbligo della diagonale) né Salva Sevilla (collega di fascia di Chica) correggono lo squilibrio che permette al Getafe di passare in vantaggio.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Pepe Mel a inizio ripresa cerca di correre ai ripari passando a un 4-2-3-1 simmetrico: Salva Sevilla alle spalle di Santa Cruz, Montero e Jonathan Pereira larghi, riferimenti più semplici per il possesso-palla e fasce più coperte anche in transizione difensiva. Beñat entra al posto di Matilla, ma poi esce anche Salva Sevilla per Jorge Molina, altro ariete che si aggiunge a Santa Cruz. L’intento è chiaro: due contro due con i difensori centrali del Getafe, sfruttare i cross e gli uno contro sulle fasce, soprattutto di Jefferson Montero (poi del 17enne Vadillo). Forse discutibile la scelta di rinunciare a Salva Sevilla invece che a Jonathan Pereira: la pressione delle due punte sulla difesa getafense avrebbe potuto aprire spazio per giocare tra le linee, invece il Betis punta tutto sui duelli. Più ordinato rispetto al primo tempo ma anche più prevedibile, guadagna campo più per la condotta conservatrice del Getafe, rintanato dietro (e infoltisce il centrocampo con Míchel), che per meriti propri, e le due occasioni (Pereira a tu per tu con Moya e un pericolosissimo cross di Chica nell'area piccola sventato da Valera), pure chiarissime, arrivano solo da episodi ed errori avversari. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;I MIGLIORI:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;b&gt;Diego Castro &lt;/b&gt;a sprazzi, ma fa intravedere quanto può pesare uno come lui a livello di medio-bassa classifica. Buona visione di gioco da &lt;b&gt;Lacen&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;I PEGGIORI:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;b&gt;Matilla &lt;/b&gt;fallisce l’esame, trasparente nel centrocampo disordinato del primo tempo. Da &lt;b&gt;Jefferson Montero &lt;/b&gt;qualcosa di pericoloso può sempre arrivare, ma quando non arriva il suo modo di giocare, un po’ slegato dal resto della squadra, può diventare controproducente. Si vede poco &lt;b&gt;Abdel&lt;/b&gt;, e ci si chiede perché lui e non Sarabia al centro della trequarti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt;font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-family: Arial;color:#757575;background:white"&gt;Getafe (4-2-3-1): Moyá; Valera, "Cata" Díaz, Lopo, Mané; Rubén Pérez, Lacen; Pedro León (Míchel, min. 75), Abdel (Sarabia, min. 68), Diego Castro; Güiza (Miku, min. 64).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt;font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-family: Arial;color:#757575;background:white"&gt;Betis (4-4-2): Goitia; Chica, Mario, Dorado, Nacho; Salva Sevilla (Jorge Molina, min. 54), Matilla (Beñat, min. 46) Iriney, Montero (Vadillo, min. 70); Pereira, Santa Cruz.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt;font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-family: Arial;color:#757575;background:white"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt;font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-family: Arial;color:#757575;background:white"&gt;Gol: 1-0, min. 30: Diego Castro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt;font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-family: Arial;color:#757575;background:white"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt;font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-family: Arial;color:#757575;background:white"&gt;Árbitro: Turienzo Alvarez (Comité Castellano-Leonés). Mostró cartulina amarilla a Mario (min. 8), Iriney (min. 45) y Jorge Molina (min. 82) por parte visitante y a Lopo (min. 28), Pedro León (min. 40), Mané (min. 58), Diego Castro (min. 82) y Valera (min. 87) por parte local.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt;font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-family: Arial;color:#757575;background:white"&gt;Incidencias: Partido correspondiente a la sexta jornada de Primera División, disputado en el Coliseum Alfonso Pérez de Getafe ante cerca de 10.000 espectadores&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-1781601589051645927?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/1781601589051645927/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=1781601589051645927' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/1781601589051645927'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/1781601589051645927'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/09/sesta-giornata-getafe-betis-1-0.html' title='SESTA GIORNATA: Getafe-Betis 1-0'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-7116705513728119184</id><published>2011-09-25T13:18:00.002+02:00</published><updated>2011-09-25T13:21:31.548+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Barcelona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Liga'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Atlético Madrid'/><title type='text'>SESTA GIORNATA: Barcelona-Atlético Madrid 5-0</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;line-height:normal"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-hansi-font-family:Calibri; mso-bidi-font-family:Arial;color:#757575;background:white;mso-fareast-language: IT"&gt;Viene da chiedersi onestamente se Manzano e i suoi abbiano visto la partita di mercoledì di Valencia. Al di là dei meriti del Barça (che sono sempre la prima spiegazione, ma se dovessi incentrare su questo ogni pezzo il blog avrebbe già chiuso da tempo per mancanza di nuovi argomenti), l'Atlético ha giocato nella maniera meno intelligente possibile contro i blaugrana. Soprattutto non ha fornito risposte quando aveva il pallone: se il Valencia mercoledì aveva castigato il 3-4-3 di Guardiola (ora chiaramente un 3-4-3, con Fàbregas molto più centrocampista) attaccando gli spazi alle spalle delle mezzeali culè con un "doppio terzino" Jordi Alba-Mathieu, in questo caso l'Atlético ha semplicemente ignorato questi spazi, che rappresentano il potenziale punto debole del nuovo modulo di Guardiola.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;line-height:normal"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-hansi-font-family:Calibri; mso-bidi-font-family:Arial;color:#757575;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-hansi-font-family:Calibri;mso-bidi-font-family:Arial; color:#757575;mso-fareast-language:IT"&gt;Passaggio al centro, passaggio al centro e poi ancora passaggio al centro...fra Tiago, Mario, Gabi e Reyes più appiccicati fra di loro che nella metropolitana di Tokyo all'ora di punta. In panchina Arda Turan, che in quest'&lt;a href="http://blog.guerinsportivo.it/ilmondosiamonoi/2011/09/21/un-atletico-di-centro/"&gt;Atlético "di centro"&lt;/a&gt;si stava dimostrando l'equilibratore coi suoi intelligenti tagli verso la fascia, e poi per togliere ancora più respiro sugli esterni l'inspiegabile panchina di Filipe, cui viene preferito Antonio Lopez (nonostante il primo aprile sia ancora molto lontano). Con una manovra così asfittica, è stato ancora più facile per il Barça stringere le maglie e pressare. Manzano ha cercato di correre ai ripari a inizio ripresa allargando un po’ il campo con gli ingressi proprio di Arda (al posto di Mario Suárez) e di Salvio (al posto di un Reyes ancora una volta pesce fuor d’acqua in questa posizione di pseudo-trequartista), ma il risultato era già 3-0 e comunque Guardiola ha assicurato le coperture difensive necessarie, passando alla difesa a 4 con l’ingresso di Piqué.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-hansi-font-family:Calibri;mso-bidi-font-family:Arial; color:#757575;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-hansi-font-family:Calibri;mso-bidi-font-family:Arial; color:#757575;mso-fareast-language:IT"&gt;Per il resto, va ribadita, Valencia a parte, la difficoltà di ogni avversario del Barça nel leggere e intercettare tutte le possibili linee di passaggio dei catalani schierati col 3-4-3. L’Atlético non commette l’errore dell’Osasuna di pressare tanto alto (anche se la difesa si alza parecchio), però si fa comunque superare sui primi passaggi, Diego e Reyes sono poco aggressivi e non sanno bene quando avanzare e quando temporeggiare, e quindi il Barça con i cambi di gioco trova sempre l’uomo libero sul lato opposto. Quest’uomo spesso è un eccellente Fàbregas, che compensa la tendenza ad accentrarsi di Xavi e Thiago, per motivi diversi. Con un Cesc così impegnato a centrocampo, mancano quei movimenti coordinati con Messi ad allungare la difesa avversaria (uno viene incontro, l’altro attacca lo spazio), e il Barça per trovare la profondità si affida maggiormente ai tagli in diagonale delle due ali, vedi il gol di Villa, o alle azioni palla al piede dello stesso Messi, quando si fa trovare smarcato fronte alla porta. Imbarazzante la mollezza di Godín sul terzo gol, impressionante invece il quarto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-hansi-font-family:Calibri;mso-bidi-font-family:Arial; color:#757575;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:7.5pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575; background:white"&gt;Barcelona (3-3-1-3): Valdés; Alves, Mascherano, Abidal (Maxwell, m. 80); Xavi, Busquets (Piqué, m. 54), Thiago; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(117, 117, 117); font-family: Arial, sans-serif; font-size: 13px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Cesc (Keita, m. 72),&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(117, 117, 117); font-family: Arial, sans-serif; font-size: 13px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt; Pedro, Messi y Villa. No utilizados: Pinto, Puyol, Adriano y Fontàs.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:7.5pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575; background:white"&gt;Atlético (4-3-2-1): Courtois; Perea, Godin, Miranda, Antonio López; Tiago (Adrián, m. 78), Mario Suárez (Arda Turan, m. 46), Gabi; Reyes (Salvio, m. 46), Diego; Falcao. No utilizados: Asenjo, Filipe Luis, Domínguez y Juanfran.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:7.5pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575; background:white"&gt;Goles: 1-0. M. 8. Villa. 2-0. M. 14. Miranda, en propia puerta. 3-0. M. 25. Messi. 4-0. M. 77. Messi, cruza el balón en otra jugada individual. 5-0. M. 91. Messi, en pared con Villa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:7.5pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575; background:white"&gt;Árbitro: Delgado Ferreiro. Amonestó a Piqué y a Perea.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:7.5pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575; background:white"&gt;83.730 espectadores en el Camp Nou.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-7116705513728119184?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/7116705513728119184/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=7116705513728119184' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/7116705513728119184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/7116705513728119184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/09/sesta-giornata-barcelona-atletico.html' title='SESTA GIORNATA: Barcelona-Atlético Madrid 5-0'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-8281652952371825227</id><published>2011-09-19T16:56:00.002+02:00</published><updated>2011-09-19T17:04:05.921+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Liga'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Athletic Bilbao'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Betis'/><title type='text'>Nemmeno nei peggiori incubi.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-6EAFAOV89mk/TndYMuUC5ZI/AAAAAAAAAqw/9fayqCzQBZY/s1600/Bielsa%2BAthletic%2Bmarca.es.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 250px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-6EAFAOV89mk/TndYMuUC5ZI/AAAAAAAAAqw/9fayqCzQBZY/s400/Bielsa%2BAthletic%2Bmarca.es.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5654084832800728466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Difficilmente in questa fase della stagione, l’Athletic Bilbao avrebbe potuto trovare un avversario più difficile del Betis. Una squadra come quella di Bielsa, che cerca gli automatismi e le distanze giuste nel pressing alto, contro una squadra straordinariamente rodata come quella sivigliana, &lt;a href="http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/08/musho-beti-nonostante-tutto.html"&gt;che basa il suo gioco su un possesso-palla molto fluido e sulle rotazioni continue di centrocampisti (in particolare il triangolo Iriney-Beñat-Salva Sevilla, il vero fulcro) che giocano sempre vicini, si dispongono su più linee e complicano notevolmente il lavoro a chi tenta di pressarli e scalare coi tempi giusti.&lt;/a&gt; Tanto più a un Athletic che questi concetti sta appena iniziando ad applicarli, dopo anni e anni in cui gli erano totalmente estranei.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;L’esito è stato quello che (senza aver nulla contro il Betis) temevo: un massacro. Il 2-3 finale è bugiardo perché gli ospiti più di una volta si son messi la mano sul cuore una volta giunti davanti ad Iraizoz, sugli sviluppi di azioni clamorose per la facilità con cui l’Athletic regalava spazi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Pressing disordinato quello dei baschi, uno alla volta, e allora Salva Sevilla &amp;amp; C. ti fanno correre a vuoto coi loro passaggi, e Montero una volta che si apre lo spazio prende palla e non lo vedi più.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Come al solito prodigo di spiegazioni e onesto nell’analisi, Bielsa fornisce le chiavi del divario attuale fra le due squadre: &lt;i&gt;“Ogni volta che loro recuperavano la palla riuscivano a finalizzare mentre noi la perdevamo a inizio azione. Riassumerei questa evidente superiorità dicendo che il Betis ci ha tolto il pallone con facilità e ha tardato nel perderlo”; ”Quando non si finalizzano le azioni offensive, ricompattare i reparti che si separano al momento di attaccare costringe a percorrere 30-40 metri di campo ogni volta”.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Fase difensiva e offensiva non vanno mai considerate separatamente, l’esito dell’una influisce sulla preparazione dell’altra, sulle transizioni di tutta la squadra. L’Athletic era sempre lungo in fase difensiva anche perché attaccava male. I due gol incassati subito hanno tolto ulteriormente tranquillità ai giocatori di casa, generosi ma molto precipitosi nell’abusare di cross e palloni frontali. Non aiuta certamente l’infortunio di Ander Herrera, proprio in questo momento in cui la squadra cerca una sua identità e avrebbe bisogno come il pane del giocatore più capace di legare i reparti e dare i tempi. Bielsa in alternativa ci sta provando con Muniain trequartista, e l’idea non è male perché Iker è molto di più di una mezzapunta brava ad accelerare: è un talento speciale, a momenti con una &lt;i&gt;pausa&lt;/i&gt; degna di Iniesta, con la capacità innata di temporeggiare e agevolare lo smarcamento dei compagni, ma non gli si può chiedere di essere da solo una squadra che ancora non c’è.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;All’interno di questo discorso, una menzione speciale la merita poi il calamitoso Amorebieta: se l’obiettivo di questo nuovo Athletic è generare sin dalla difesa superiorità nella zona della palla, e avanzare ordinatamente attorno ad essa, beh…il basco-venezuelano è l’Anti-Calcio. Incredibile osservare la quantità di palloni che spreca ad ogni partita. Se si presenta una situazione in cui ha spazio per avanzare, provocare l’uscita di un avversario e passarla al compagno libero più vicino (la superiorità nella zona della palla di cui sopra), lui fa l’esatto contrario, lancia a casaccio o comunque verso una zona lontana in cui l’Athletic questa superiorità non la può proprio creare, perché si tratta del solito Llorente che va a staccare contro uno-due difensori. Tentare la sorte, il lancio della monetina, non proprio gli automatismi che cerca l’Athletic. Ogni volta di più che lo vedo, Amorebieta mi sembra meno compatibile con quest’idea di calcio.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Un bel problema quello della difesa, reparto dove Bielsa finora ha dimostrato di avere le idee poco chiare: assente San José, uno spreco Javi Martínez centrale (infatti ieri a partita in corso è retrocesso Gurpegi per far tornare &lt;i&gt;Javitxu&lt;/i&gt; al suo ruolo abituale), mentre per l’altro posto nessuna garanzia: detto di Amorebieta, con Ekiza (pedina fissa per Caparrós la passata stagione) Bielsa ancora non si azzarda, mentre l’idea di Aurtenetxe centrale, sulla carta interessante (meno fisico, ma probabilmente anche meno grossolano e più ordinato di Amorebieta), resta per ora solo sulla carta.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Il punto però, alla terza giornata, rimane sempre lo stesso: non il fatto che l’Athletic stia giocando male, questo è difficile negarlo, ma quanto tempo si vuole dare al progetto. Criticare la squadra per come gioca è sacrosanto, ma che alcuni settori del pubblico partano coi fischi al terzo passaggio rasoterra fra i difensori non è rispettoso e non aiuta il lavoro dei giocatori e del tecnico. Leggere poi, già dopo la partita con l’Espanyol, interrogativi su Bielsa, se mangerà o no il torrone, il panettone o quello che volete, non è corretto e segnala un qualche preconcetto, perché nessuno giustamente disse nulla quando Caparrós vinse una sola partita sulle prime nove casalinghe alla guida dell’Athletic (&lt;a href="http://www.marca.com/encuentros/santiagosegurola/2011/09/12/index.html"&gt;come ricorda Santiago Segurola&lt;/a&gt;, uno dei migliori giornalisti sportivi spagnoli oltre che tifoso &lt;i&gt;zurigorri &lt;/i&gt;dichiarato).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Inutile ricordare poi che si corrono meno rischi costruendo una squadra basata su lanci lunghi e 8 giocatori che rimangono dietro la linea della palla. Soffri di meno i primi tempi, di sicuro eviti figuracce come quella di ieri col Betis, però le tue possibilità sono anche inferiori a lungo termine. Sai fare solo quello e sai che non andrai oltre. Se invece cerchi triangolazioni, sovrapposizioni, tagli, tanti giocatori che partecipano all’attacco, è logico che in mancanza di rodaggio rischi di regalare molti più spazi alle tue spalle. Chiedere pazienza, molta pazienza è il minimo, e con Málaga e Villarreal nelle prossime giornate qualche altro rospo da ingoiare non può nemmeno essere escluso. Altrimenti si può chiamare il Mané di turno a stagione in corso e accontentarsi di una rassicurante mediocrità.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;FOTO:&lt;/b&gt; marca.es&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-8281652952371825227?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/8281652952371825227/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=8281652952371825227' title='25 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/8281652952371825227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/8281652952371825227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/09/nemmeno-nei-peggiori-incubi.html' title='Nemmeno nei peggiori incubi.'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-6EAFAOV89mk/TndYMuUC5ZI/AAAAAAAAAqw/9fayqCzQBZY/s72-c/Bielsa%2BAthletic%2Bmarca.es.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>25</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-7579159697458308324</id><published>2011-09-18T20:43:00.004+02:00</published><updated>2011-09-19T01:10:04.179+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Barcelona'/><title type='text'>Come affrontare il mostro?</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Non staremo qui a commentare l’ennesima partita senza storia (forse più ancora dell’8-0 finale a un certo punto, a ripresa inoltrata, sbalordiva  il dato del possesso-palla: 90% per il Barça!), ma a livello generale la partita di ieri qualche spunto lo fornisce.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Guardiola ha riproposto anche contro l'Osasuna il 3-3-4 col doppio falso centravanti Cesc-Messi, e i blaugrana hanno sfruttato i vantaggi potenziali del modulo con ancora maggior continuità e convinzione rispetto alla goleada della prima col Villarreal.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;a href="http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/08/prima-giornata-barcelona-villarreal-5-0.html"&gt;Il vantaggio fondamentale è la possibilità di trovare appoggi quasi infiniti (ovviamente sempre che tu abbia i giocatori col piede e i tempi giusti per gestire il pallone: sono sempre loro a fare il modulo, gli interpreti) in zona centrale, mantenendo come riferimenti esterni solo le due ali&lt;/a&gt; (stavolta Villa e Alves, avanzato in attacco), il cui compito fondamentale è bloccare i terzini avversari per lasciare spazio al centro ai compagni, dispensati da possibili raddoppi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Tre difensori a inizio azione son già difficili da pressare, ma il vantaggio rispetto al 4-3-3 di sempre è che stavolta il terzo difensore non è un centrocampista che si abbassa e toglie quindi un effettivo alla mediana. No, oltre a un difensore in più per iniziare l’azione rimane anche il centrocampista centrale in più rispetto al prevedibile &lt;i&gt;doble pivote&lt;/i&gt; avversario. Abbiamo visto tutte le difficoltà dell’Osasuna, che certo non è partito arrendevole, ma ha cercato di pressare alto: il problema però è che col 4-2-3-1 di Mendillibar se sui difensori blaugrana andavano a pressare attaccante+trequartista+un terzo della linea delle mezzepunte, al Barça rimaneva sempre la possibilità di servire una delle due mezzeali (Xavi e Thiago), che si potevano allargare e ricevere senza essere disturbati, perché Villa e Alves tenevano bloccati i due terzini e nemmeno il &lt;i&gt;doble pivote&lt;/i&gt; osasunista, Lolo-Puñal, poteva scalare, dovendo già pensare ai centrali del Barça e dare un’occhiata anche a Fabregas e Messi, sempre pronti ad aggiungersi al centrocampo o smarcarsi tra le linee. Insomma, troppe opzioni di passaggio per poterle neutralizzare a partire da una strategia di pressing alto.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Il 3-3-4 esalta la tendenza classica del Barça a palleggiare su un lato, attirare la difesa avversaria e poi smarcare l’uomo libero sull’altro lato, ma è un problema che prescinde dal modulo: troppo rischioso pressare altissimo il Barça. Può funzionare per una decina di minuti, ma poi gli uomini di Guardiola si sistemano meglio, su più linee, cominciano a far filtrare qualche passaggio e alla fine è l’avversario ad allungarsi e ad avere troppo campo da coprire. L’esempio più celebre delle controindicazioni di questa strategia è il Manchester United dell’ultima finale di Champions. Ad ogni errore di tempismo, anche il minimo, nell’andare in pressing sui suoi difensori, è come se al Barça concedessi un contropiede.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Allora quale può essere l’alternativa? Il Milan di martedì scorso? Naaaaaah…&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;La strategia difensiva del Milan era basata su un concetto molto semplice, rozzo ma verissimo: per segnare bisogna passare per il centro, per forza, a meno che non ti chiami Mortensen. Allora io mi difendo non solo con quattro difensori, ma i quattro centrocampisti li metto strettissimi, tutti accentrati, e mi preoccupo relativamente delle corsie esterne, lasciando che Alves prenda palla e arrivi indisturbato addirittura fino al vertice della mia area di rigore. Difendo stretto e difendo bassissimo, perché se non lascio spazio fra l’ultimo difensore e Abbiati il Barça non può materialmente verticalizzare. Lascio le corsie esterne e difendo nella mia area perché tanto il Barça non ha giocatori forti di testa in attacco. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Nel dopopartita su Sky Ancelotti ha sottolineato come per lui questa sia la strategia ideale contro il Barça, in particolare per il fatto di togliergli la verticalizzazione e costringerlo al cross. Idee già messe in pratica in questi ultimi anni anche dall’Inter di Mourinho (in emergenza per l’espulsione di Motta) per quanto riguarda la difesa bassa, e dall’Hércules vittorioso al Camp Nou la scorsa stagione per quanto riguarda il trascurare la difesa delle fasce.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Ora, sebbene rimanga il sospetto che fra me e Ancelotti il secondo ne capisca qualcosa di più, io non sono d’accordo. Vero che non ha la verticalizzazione facile, ma non per il fatto di attaccare difese basse il Barça è costretto a ricorrere al cross alto. L’argomento del gioco aereo è privo di peso: se Alves ha la possibilità di portare palla fino al vertice dell’area (perché non marcandolo posso vigilare meglio al centro su Messi &amp;amp; C.), può benissimo buttare dentro un traversone rasoterra, veloce, che fra mille gambe diventa pericolosissimo. Difendere così per 90 minuti non è sostenibile, dimenticare che comunque concedi sempre ad Alves e a Pedro l'opportunità costante dell'uno contro uno vicino alla tua area di rigore, per quanto esterno esso sia.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Inoltre è in generale, considerando il gioco nella sua globalità, una strategia da squadra piccolissima, quasi dilettantesca. Con otto giocatori schiacciati al limite della tua area semplicemente rinunci a qualsiasi transizione offensiva: quando recuperi palla, i tuoi giocatori sono disposti in maniera tale da non poter riorganizzare un attacco in tempi accettabili. Non a caso il Milan ha tirato due volte in tutta la partita, e col gentile ausilio delle distrazioni difensive del Barça.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;La strategia migliore, il metro di paragone, rimane quindi il Real Madrid che soffiò l’ultima Copa del Rey ai catalani. Pressing molto aggressivo, ma non troppo alto, a partire dal cerchio di centrocampo e dalle mezzeali blaugrana, non dai difensori. Lasciare che Piqué e Puyol (o Mascherano, o Abidal, o Busquets…) si passino il pallone, tenere le posizioni senza cascare nella trappola del Barça (che porta palla coi difensori per cercare di far uscire gli avversari, sfilacciarli e allungarli) e aggredire soltanto quando Iniesta e Xavi cercano di avvicinarsi al pallone, col fine di non farli mai girare. Allora pure Messi dovrà abbassarsi più del solito per prendere palla, e il Barça rischierà di perdere qualche riferimento offensivo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Anche questa strategia ovviamente può essere applicata bene (un altro esempio positivo è l’Arsenal che vinse all’Emirates 2-1) come essere applicata male (il Porto che a Montecarlo ha lasciato qualche spazio di troppo tra le linee). Insomma, ho impiegato 6300 battute solo per dirvi che contro il Barça non è facile giocare. Scusate.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-7579159697458308324?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/7579159697458308324/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=7579159697458308324' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/7579159697458308324'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/7579159697458308324'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/09/come-affrontare-il-mostro.html' title='Come affrontare il mostro?'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-2200391192453210506</id><published>2011-09-15T15:05:00.003+02:00</published><updated>2011-09-15T15:08:18.841+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Villarreal'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Spagnole nelle coppe'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Champions League'/><title type='text'>Un Submarino che fa acqua.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-OAkMs_kIDiY/TnH4hgiKqZI/AAAAAAAAAqo/wqriLBTDFok/s1600/Garrido%2Bel%2Bpais.com" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 340px; height: 228px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-OAkMs_kIDiY/TnH4hgiKqZI/AAAAAAAAAqo/wqriLBTDFok/s400/Garrido%2Bel%2Bpais.com" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5652572261879294354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Se questa è la maniera, forse non vale nemmeno la pena di presentarsi in campo, tanto più se ti trovi nel cosiddetto girone di ferro. Deprimente il Villarreal visto ieri contro il Bayern. Poteva finire molto peggio di 0-2, ed è un’immagine umiliante per l’intero calcio spagnolo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;In sede di presentazione del nuovo campionato, avevo espresso qualche dubbio sull’organico &lt;i&gt;amarillo&lt;/i&gt;, profilando un suo possibile indebolimento. Il dubbio ancora non è una certezza, ma sicuramente l’ultima cosa che serve è che l’allenatore ci aggiunga del suo, snaturando il sistema di gioco. In fondo, hai solo il Bayern di fronte, perché non fare esperimenti?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;In tutti questi anni siamo stati abituati a vedere un Villarreal schierato con un 4-4-2 “sudamericano”, senza esterni di ruolo a centrocampo, un quadrato più che un trapezio. Compito di questi esterni è partire dalla fascia per tagliare al centro, creare linee di passaggio fra la difesa e il centrocampo avversario. Così giocano vicini ai mediani, creano superiorità e al tempo stesso, attirando su di sé le attenzioni difensive, creano spazio sulle fasce per gli inserimenti a sorpresa dei terzini.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Ora, il punto non è il modulo, il punto è la filosofia di gioco, creare queste linee di passaggio fitte davanti a chi porta palla. Si può fare con un 4-4-2 come con il 4-3-1-2 (vedi anche il bel Málaga che lunedì ha liquidato il Granada), ma non si può fare con l’undici scelto da Garrido, che toglieva al Villarreal di avere i punti d’appoggio di cui sopra, quelli a partire dai quali di solito si organizza e si equilibra.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Centrocampo a tre con Senna davanti alla difesa, Bruno a sinistra e Marchena mezzala destra (!?!?!?). Tre giocatori che per caratteristiche tengono la posizione, restano bloccati e non possono certo appoggiare il gioco offensivo muovendosi davanti alla linea della palla.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Separati, nettamente separati da loro, i tre uomini offensivi, Rossi e Nilmar e il trequartista, debuttante, De Guzman (Borja Valero squalificato). De Guzman che non sapeva dove sbattere la testa: senza movimenti attorno a lui che lo liberassero un po’ (a parte i soliti volenterosi Nilmar e Rossi), l’olandese non riusciva proprio a smarcarsi in zone utili per ricevere fronte alla porta. La mancanza dei consueti tagli dei falsi esterni, che portassero via l’avversario, ha tolto slancio pure ai terzini, individualmente incapaci di dare profondità senza che qualcuno creasse loro lo spazio. Mario a destra è offensivamente mediocre, non si scopre certo oggi, Catalá un po’ più tecnico ma comunque incapace di arrivare sul fondo da solo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Risultato: in tutto il primo tempo il Villarreal praticamente non è riuscito a passare la sua metà campo. Non convincono le giustificazioni di Garrido: “&lt;i&gt;Se giochiamo sempre allo stesso modo, i rivali ci conosceranno”; Volevamo che De Guzman, Rossi e Nilmar non avessero troppe preoccupazioni difensive&lt;/i&gt;”.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Certo, la tua squadra è incapace di superare la metacampo, di accorciare in avanti, allora lasci tre davanti e ti copri dietro per magari ripartire in contropiede. Nulla di male sulla carta, peccato però che il Bayern giochi con un 4-2-3-1 e mandi sempre avanti i terzini, e che terzini (Lahm a sinistra, Rafinha a destra dopo l’uscita per infortunio di Van Buyten). Con tre giocatori “disattivati” in fase difensiva, seguendo le dichiarazioni di Garrido, qualcosa non torna: girando palla da un lato all’altro il Bayern trova sempre l’uomo libero nelle sovrapposizioni, perché il trio Marchena-Senna-Bruno non può coprire in ampiezza. Così arriva il primo gol. Il Villarreal non la vede mai.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Immalinconisce vedere Senna ora come ora: l’ispano-brasiliano somiglia sempre di più a un ex giocatore, arriva sempre in ritardo e impiega un’eternità per giocare la palla. Marchena a destra poi è la dimostrazione che non per il fatto di aggiungere un giocatore dalla caratteristiche difensive ci si difenda necessariamente meglio. Forse Cani dal primo minuto avrebbe fatto salire un po’ più la squadra, prolungato le fasi di possesso, e costretto il Bayern a correre anche all’indietro. Questo pur ammettendo che anche con Cani dentro, nella ripresa, il Villarreal ha continuato a fare pena.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;FOTO:&lt;/b&gt; elpais.com&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-2200391192453210506?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/2200391192453210506/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=2200391192453210506' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/2200391192453210506'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/2200391192453210506'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/09/un-submarino-che-fa-acqua.html' title='Un Submarino che fa acqua.'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-OAkMs_kIDiY/TnH4hgiKqZI/AAAAAAAAAqo/wqriLBTDFok/s72-c/Garrido%2Bel%2Bpais.com' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-3335930715239046753</id><published>2011-09-12T16:32:00.001+02:00</published><updated>2011-09-12T16:34:17.472+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Barcelona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Valencia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Liga'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Atlético Madrid'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Espanyol'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Athletic Bilbao'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Real Sociedad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Real Madrid'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Getafe'/><title type='text'>SECONDA GIORNATA</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Tre punti buttati via e segnali un po’ preoccupanti per il Barça, rimontato sul campo della Real Sociedad. Rimontato dopo aver costruito un doppio vantaggio in poco più di dieci minuti. In quel frangente il timore era quello di un’altra goleada imbarazzante per la credibilità della Liga: Real Sociedad improponibile nel suo 4-1-4-1 (Mariga preferito ad Aranburu) con difesa altissima ma senza pressare chi faceva il passaggio. Xavi o chi per lui alzava la testa, imbucava e il gioco era fatto.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Talmente facile che il Barça ha finito per rilassarsi: i passaggi son diventati via via più fini a sé stessi, giusto per tenere palla, Fàbregas da falso centravanti ha finito con l’appiattirsi sempre più sul centrocampo, e gli assist alle spalle della difesa &lt;i&gt;txuri-urdin&lt;/i&gt; sempre più scontati, con una circolazione troppo lenta e sempre meno movimenti che distraessero la difesa di casa.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Così la Real, tutto sommato sopravvissuta alla fine del primo tempo, ha finito col crederci, e registrando qualcosa dietro (bene il canterano Iñigo Martínez), con più aggressività sulle linee di passaggio blaugrana, è rientrata in partita. Prima grazie ad Agirretxe (confermato al centro del tridente, Vela invece in panchina per il ritorno di Griezmann), rivelazione di inizio stagione, e poi grazie a…Villa (subentrato all’infortunato Alexis Sánchez, otto settimane fuori), che con uno sconsiderato retropassaggio innesca l’azione del pareggio della Real, firmato Griezmann.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Guardiola butta dentro i big Iniesta e Messi, preservati dopo la sosta delle nazionali, ma è un Barça che fatica a ritrovare la cattiveria giusta dopo essere colpevolmente uscito dalla partita. Lezione di umiltà.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Real Madrid a due facce: bene a tratti in un primo tempo complessivamente di buon livello anche per la dignitosissima figura del Getafe; malissimo, ma paradossalmente più prolifico, nel secondo tempo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Il primo tempo conferma l’idea di Mourinho in fase offensiva, la mancanza totale di punti di riferimento e il movimento costante. Tre le chiavi: Özil, Benzema, Coentrão. Il tedesco rispetto alle sue prime partite a Madrid è un giocatore che pesa sempre di più sull’elaborazione della manovra, non solo nella fase di accelerazione a partire dalla trequarti. Non si limita a dettare il passaggio verticale, ma sempre più spesso si avvicina a Xabi Alonso. Coordinato coi movimenti del tedesco, il lavoro di Coentrão, una scheggia impazzita. Davanti alla linea della palla, tagliando verso l’esterno o verso l’interno, inserendosi in area di rigore, il portoghese è sempre il terzo uomo, quello che genera la sorpresa, nella zona in cui il Madrid sta giocando la palla.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;i&gt;Dulcis in fundo&lt;/i&gt;, Karim Benzema, il principe degli attaccanti di manovra. La sua tendenza a uscire dall’area di rigore offre un punto d’appoggio sempre più prezioso alla manovra madridista (senza dimenticare che il francese non dimentica quando serve dare la profondità e schiaffarla dentro). In questo momento lui assieme a Özil, Coentrão, Xabi Alonso e Marcelo orienta e dà spessore al gioco madridista più di quanto non faccia Cristiano Ronaldo, che si limita ad aspettare lo spazio o il momento giusto per piazzare lo spunto.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Il Real Madrid potrebbe meritare di più per le occasioni, ma non si può dire che il Getafe rubi l’1-1 alla fine del primo tempo. Buona impressione dalla squadra di Luis García, che pure non poteva disporre di tre dei suoi migliori elementi (Diego Castro, Pedro León e Lopo). Sarabia promosso sulla sinistra, Torres centrale e Valera terzino destro, per il resto stessa formazione vista col Levante, un 4-5-1 molto raccolto nel retrocedere nella sua metacampo ma anche nell’uscirne in blocco, talvolta con disimpegni notevoli palla a terra sul pressing madridista. Sempre ben raccolta e quindi con un buon controllo delle transizioni fra le due fasi. Non sono un fan di Miku, ma il suo movimento ha creato più di un grattacapo alla coppia Pepe-Carvalho, non impeccabile.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Nella ripresa, un’altra partita. Il Madrid si allunga, un po’ per la stanchezza un po’perché comincia ad esagerare con le iniziative individuali palla al piede che tendono a spezzare in due la squadra (si segnala in negativo Cristiano Ronaldo), con i quattro giocatori offensivi che faticano a ripiegare. Con la squadra più lunga, anche Coentrão perde punti di riferimento, e in qualche momento della fase difensiva si vede che quello di centrale non è il suo ruolo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Il paradosso però è che in queste fasi il Madrid può diventare ancora più pericoloso: invita l’avversario a giocarsela, e con quattro giocatori che non tornano in difesa, e possono ripartire in campo aperto, può segnare in qualsiasi momento. È quello che succede, tanto che giocando male arrivano tre gol nel secondo tempo. Cristiano Ronaldo fa un gol e un bell’assist, e lui sarà contento così anche se la sua non è stata una buona prestazione in realtà.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Deludente il big-match della giornata, Valencia-Atlético Madrid. Emery fa storcere un po’ il naso con la sua formazione: Albelda-Tino Costa nel doble pivote, poi Pablo-Jonas-Piatti dietro Soldado. Intensità altissima, grande velocità e costante intenzione di verticalizzare, ma poco cervello nel gestire le azioni offensive. Difetto non nuovo. Quel Canales in panchina non si capisce (Parejo invece non è stato nemmeno convocato nelle prime due partite, questo parla chiaro), ma in parte spiega perché soprattutto nel primo tempo la gara veda susseguirsi azioni da una metacampo all’altra senza troppo criterio.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;L’Atlético però non ne approfitta, perché pur con i difetti esposti sopra, il Valencia è una squadra, mentre i colchoneros non ancora, nulla di strano. Manzano gioca con questa specie di tridente nel quale Reyes occupa una posizione abbastanza indefinita: non parte da destra per accentrarsi come con Quique, direi che parte già abbastanza accentrato, come trequartista. Al di là degli spunti individuali però pesa pochissimo sulla manovra. Le altre due punte, Falcao e Adrián, si dividono gli spazi in base alle loro preferenze, e cioè Falcao centravanti classico che si muove fra i centrali avversari, Adrián che svaria anche verso le fasce.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;L’Atlético però copre male il campo in ampiezza, e non crea i presupposti perché i terzini possano inserirsi a sorpresa (Silvio comunque mi sembra ogni volta che lo vedo sempre più un acquisto azzeccato: uno di quei terzini che hanno il pregio di alzare la testa). Non avvolge l’avversario e non accorcia nella sua metacampo, e questo lo rende al momento più vulnerabile nei ripiegamenti, perché i 3 mediani non fanno in tempo a coprire le sovrapposizioni dei terzini avversari. L’azione del gol di Soldado su cross di Miguel (ma non lo avevano fatto fuori?) parla chiaro.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Mario Suárez è evidentemente di troppo (anche se Manzano nell’occasione ha fatto uscire Tiago), e la squadra ha risposto meglio con gli ingressi di Diego, Juanfran e Arda Turan. Solo sulla carta più sbilanciato, l’Atlético invece si è organizzato meglio in fase di possesso, con Diego a dirigere e i due subentrati, esterni di ruolo, a dare riferimenti più chiari, aprendo campo anche a Reyes, più presente nell’ultimo quarto della gara. Anche Emery però se l’è un po’ cercata, con cambi esclusivamente difensivi (Jordi Alba per Piatti, Topal, doppione di Albelda, al posto di Tino Costa nel doble pivote; Canales dentro solo per l’infortunio di Jonas, ma non riesce a entrare in partita) che hanno schiacciato troppo dietro la squadra nel finale.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Qualcuno comincia a borbottare invece sul fronte Athletic Bilbao. Un punto dopo due partite, comprensibile se si pensa che l’idea di gioco di Bielsa esige più tempo della media per mettere radici, incomprensibile per chi invece pretende tutto e subito. L’esito della stagione dell’Athletic dipende da quale delle due tendenze prevarrà…&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Bielsa perde il confronto con l’allievo Pochettino (sua scoperta come giocatore ai tempi del Newell’s, ispiratore invece del Pochettino allenatore). Quanto a occasioni ci poteva stare anche un pari (Cristian Álvarez, portiere di casa, fra i migliori in campo), ma certo all’Athletic manca ancora tantissimo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Pessimo il primo tempo, stramba la formazione scelta dal Loco: Ia predilezione del tecnico argentino per centrocampisti che giochino da terzini (in modo da esaltare la predisposizione offensiva delle proprie squadre) stavolta porta all’impiego di Iñigo Pérez (un centrocampista centrale, massimo esterno sinistro) da laterale difensivo, spostando invece De Marcos, il titolare del ruolo nelle gare precedenti, a centrocampo, come mezzala accanto a Ander Herrera. Il gol dell’Espanyol testimonia tutta la scomodità di Iñigo Pérez nel ruolo: sguardo rivolto verso la porta, senza accorgersi dell’uomo che arriva alle sue spalle, seguendo solo la palla e dimenticandosi del resto. Un gioco da ragazzi per una vecchia volpe come Sergio García tagliare e concludere in rete il cross dall’altra fascia. Bene l’attacco dell’Espanyol: sempre intelligenti i movimenti del centravanti Álvaro Vázquez, più in evidenza nell’aprire spazi ai compagni che nel concludere; brillante il canterano Thievy, che entra subito al posto dell’infortunato Albín e sulla sinistra mostra un bel cambio di passo e personalità.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Inizialmente la partita è una marmellata a centrocampo, coi tre centrali delle due squadre che si annullano a vicenda, e nessuno che crei superiorità smarcandosi tra le linee o portando palla dalla difesa. Poi l’Athletic degenera: i baschi ancora non si muovono come blocco coeso. Quando l’Espanyol inizia l’azione, il pressing è poco coordinato: magari uno esce ad inseguire l’avversario come un assatanato, ma gli altri non scalano per coprire tutte le linee di passaggio; poi la difesa accorcia male verso il centrocampo, lasciando più di un buco.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;E anche la scarsa armonia in fase di possesso influisce negativamente sulla transizione difensiva: attacchi frettolosi, con pochi giocatori che portano palla o verticalizzano frettolosamente senza dare il tempo alla squadra per salire, e&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;così una volta recuperato il possesso, l’Espanyol trova facilmente il giocatore libero cui passare la palla per ripartire.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Un po’ più ordinato l’Athletic della ripresa. Chi lo ordina è Muniain (bene anche Iturraspe, che la sua maglia da titolare se la sta meritando tutta): è lui a tenere palla e dare il tempo ai compagni per salire ed accorciare più agevolmente anche sulle respinte avversarie. Il talento di Muniain ispira alcune occasioni per l’Athletic, anche se il gol arriva dallo strapotere aereo di Llorente su un calcio d’angolo. Nel momento migliore però s’infortuna Ander Herrera, il socio migliore di Muniain, e l’Athletic non assimila il cambio (entra Toquero e si passa a un 4-2-3-1), perdendo quel controllo sulla gara che sembrava aver acquisito. Il resto lo fa ancora una volta la prontezza di riflessi di Sergio García, che sorprende la difesa basca su un calcio di punizione battuto rapido.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-3335930715239046753?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/3335930715239046753/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=3335930715239046753' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/3335930715239046753'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/3335930715239046753'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/09/seconda-giornata.html' title='SECONDA GIORNATA'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-3001479072848464093</id><published>2011-09-09T20:16:00.006+02:00</published><updated>2011-09-09T20:43:38.490+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Villarreal'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Valencia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Osasuna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sporting Gijon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Rayo Vallecano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sevilla'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Zaragoza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racing'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Real Sociedad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Real Madrid'/><title type='text'>Il punto sul calciomercato/seconda parte.</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Osasuna&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Il mercato ha visto un certo ricambio, con partenze importanti (Monreal, Camuñas, Pandiani, Aranda, Soriano) rimpiazzate da scommesse dall’estero e da giocatori “di categoria” (si spera da salvezza, non da Segunda).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Al primo gruppo appartengono l’ala ivoriana (su entrambe le fasce) Roland Lamah, dal Lens, e il terzino sinistro finlandese Raitala, al secondo i due del Tenerife (tristemente sprofondato in Segunda B), Marc Bertrán, terzino destro piuttosto offensivo, e Nino, il bomber, acquisto ad occhio azzeccato, che supera quanto a fiuto Aranda e quanto a rapidità Pandiani. Nino la porta la vede, e nell’ultima sua esperienza in Primera (solo due in carriera, quella precedente al Levante però è da dimenticare) segnò ben 14 gol, in un Tenerife pure retrocesso. Parte titolare con Kike Sola,mentre Ibrahima Baldé (lanciato un paio di anni fa dall’Atlético Madrid) e Lekić, prime punte di peso, saranno i rincalzi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;A centrocampo il “colpo” è rappresentato dal ritorno di Raúl García dopo l’esperienza sostanzialmente negativa all’Atlético Madrid (che comunque lo ha dato solo in prestito). Bisognerà vedere se sarà un Raúl García scottato da questa delusione, o il Raúl García dei bei tempi; e bisognerà anche vedere se giocherà nel doble pivote oppure sulla trequarti in un 4-2-3-1, come faceva già nell’Osasuna di Ziganda, con i soliti Puñal e Nekounam davanti alla difesa (sempre meno gli spazi per Masoud, giocoliere più che giocatore).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Indebolite le fasce (a meno che non esploda Lamah) viste le partenze in pochi mesi di Juanfran e Camuñas, ancora non rimpiazzati in maniera sicura. A destra il comunque discreto Cejudo, a sinistra invece nella prima con l’Atlético ha giocato il canterano Timor.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Affidabile il parco-centrali, col valido Roversio (tornato dal prestito al Betis) accanto all’esperto Sergio, e di scorta Lolo, Miguel Flaño e un altro nuovo, Rubén, difensore di stazza come piace da quelle parti. Ricardo ha 40 anni, e ormai farà il terzo portiere, alle spalle di Riesgo e di un altro canterano tornato da prestito, Andrés Fernández (bene al Huesca).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Non un panorama esaltante, ma l’Osasuna si è sempre basato sul blocco più che sui nomi, e c’è da pensare che sarà una squadra capace di fare giocare male più di un avversario, impostata sul pressing forsennato prediletto da Mendilibar.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Racing Santander&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Anno dopo anno, vedendo l’organico e il gioco espresso, ci si chiede come diavolo faccia a restare in Primera, eppure  merita simpatia per come riesce a raggiungere i propri obiettivi con così poco.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Sedotto e abbandonato dal mascalzone Ali Syed, che aveva promesso di colmare i debiti del club, il Racing si trova sotto Ley Concursal , costretto a un mercato ancora più misero degli anni scorsi. La scelta di Héctor Cúper onestamente non fa fare i salti di gioia: quello dell’argentino, progressivamente in secondo piano dopo la sua epoca d’oro a Valencia, sembra un calcio un po’ vecchio, un 4-4-2 troppo rigido, basato sì su una grande disciplina difensiva, preparazione atletica accurata e su tanta serietà, ma senza situazioni offensive studiate.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Acosta-Stuani-Tziolis-Bernardo…ve li dico tutti d’un fiato i nuovi acquisti così forse vi spaventate un po’ meno. In difesa la perdita di Henrique non è da sottovalutare, e così accanto a Torrejón troverà molto spazio un centrale giovane come Osmar (titolare come l’altro canterano Picón, terzino destro, nella prima a Valencia) o Bernardo, canterano del Sevilla in prestito. Tutto sommato discreti, anche in fase offensiva, i due terzini, Francis a destra e Cisma a sinistra.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Colsa-Diop il doble pivote titolare, poverissimo di creatività, sempre che non si inserisca il regista Edu Bedia, altro canterano (veniva segnalato come il più promettente assieme a Canales) tornato in pista dopo infortuni e prestiti in giro. Kennedy Bakirçioglu sulla destra è il giocatore di maggior qualità, buon piede e capacità anche di impostare dalla fascia, mentre Arana ha più caratteristiche da ala, spendibili fra destra e sinistra (qui in concorrenza con Óscar Serrano). Anche Adrián González (non lo chiameremo più “il figlio di Míchel” per fargli un favore) può portare quella pochissima qualità presente in rosa, sulla sinistra o al centro.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;In attacco ci si aggrappa mani e piedi a Stuani, prelevato dal Levante, perché Ariel Nahuelpán come ariete è una scommessa sul punto di essere persa. Attorno a questo benedetto centravanti ronzerà uno fra Munitis (a 36 anni più che mai giocatore finito, con tutto il bene che gli vogliamo), che può sempre fare anche l’esterno, e il rapido, vivace argentino Lautaro Acosta, sfortunatissimo al Sevilla e in cerca di minuti che gli permettano di dimostrare le proprie buone qualità. Se Stuani non sfonderà reti però saranno acidissimi cavoli.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Rayo Vallecano&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Saprà la disastrosa situazione economica del club motivare (paradossalmente) anche quest’anno i giocatori? Il legame fra squadra e tifosi (un’identità fra le più forti del calcio spagnolo: il Rayo è il quartiere di Vallecas, e il quartiere di Vallecas è il Rayo) rimarrà la spinta più forte? Ci sarà da soffrire, ma non mancano gli spunti di interesse, e la validissima prova d’esordio a Bilbao incoraggia.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Confermati rispetto alla promozione Cobeño fra i pali e Casado terzino sinistro, la difesa ha perso un ottimo elemento nel terzino destro Coke (per ora gioca Tito, il brasiliano e ovviamente ultra-offensivo Sueliton è la scommessa), mentre al centro due maglie per quattro candidati: Arribas, altro superstite della promozione, e i tre nuovi acquisti Jordi (dal Rubin Kazan), Labaka (Real Sociedad) e Raúl Bravo (Olympiacos), non proprio una scelta esaltante, a dirla tutta.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;A centrocampo il doble pivote Movilla-Javi Fuego, e Movilla, a suo tempo buon centrocampista, a 35 anni ha perso un bel po’ di ritmo. Non è più giovane, anzi ha la stessa età, il mitico Míchel (protagonista del Rayo di fine anni ’90 che fece l’exploit con Juande Ramos), sinistro sensibilissimo ma con pochi minuti nelle gambe ormai.&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;Come primo ricambio, probabile che arretri Michu, che a Bilbao ha giocato davanti in un 4-2-3-1 praticamente senza attaccanti puri. Michu che non spicca per la visione di gioco e la creatività ma ha dalla sua un gran tempismo negli inserimenti. Se ne possono ricavare 5-6 gol in tutta la stagione.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Trashorras sulla trequarti è una scommessa affascinante: dopo gli esordi nelle squadre B del Barça (dove lo chiamavano “la &lt;i&gt;Brujita &lt;/i&gt;del Mini Estadi”, per il paragone con Verón) e del Real Madrid (i blaugrana lo scaricarono e Valdano, suo estimatore, lo ingaggiò per il Castilla, ma zero opportunità in un Madrid &lt;i&gt;galáctico &lt;/i&gt;come quello), una lunga carriera da fenomeno di Segunda, con invenzioni da lasciare a bocca aperta ma anche molte pause. Vediamo in Primera, a 30 anni.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Sulla sinistra Botelho si preannuncia come una delle possibili rivelazioni della Liga 2011-2012: 21 anni, brasiliano di proprietà dell’Arsenal (che lo ha mandato in prestito già a Salamanca, Celta e Cartagena), lo chiamo “il Gareth Bale dei poveri”, per la capacità di divorarsi tutto il campo con poche falcate, lanciandosi in velocità senza alcuna possibilità per gli avversari. Impressionante un gol propiziato nel Cartagena-Barça Atlètic della scorsa stagione, partendo dalla sua area per arrivare all’altra e servire l’assist. Ma Botelho non è solo un velocista da spazi ampi, sa giocare, ha una buona tecnica che gli permette di improvvisare slalom o chiedere l’uno-due stretto. Terzino o esterno, molto più probabile la seconda ipotesi in questo Rayo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;A Bilbao sulla destra ha giocato il 30enne Piti, una punta dal gran sinistro che può rientrare per cercare il tiro; altra opzione Alberto Perea, canterano dell’Atlético Madrid che può giocare su entrambe le fasce, oppure Nestor Susaeta, cugino di quello dell’Athletic.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Due giovani possibili sorprese Lass Bangoura, guineano del Rayo B (bene lo spezzone a Bilbao, prima trequartista e poi a destra), e Dani Pacheco, in prestito dal Liverpool, seconda punta ultra-tecnica (ma anche molto esile) che può partire dalla fascia sinistra, come nelle nazionali giovanili spagnole. Da unica punta si perderebbe un po’, la combinazione offensiva più ambiziosa sarebbe Botelho terzino, Pacheco davanti a lui e Trashorras trequartista, scambiandosi con Pacheco.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Punto debole evidente è l’attacco, fra Delibašić e la vecchia gloria Tamudo (altro 35enne, grande mestiere ma riflessi chiaramente appannati).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Real Madrid&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Mercato che punta ad aumentare le alternative a centrocampo, da un punto di vista qualitativo più che numerico. L’anno scorso i merengues hanno sofferto la mancanza di un altro elemento in grado come Xabi Alonso di agire dietro la linea della palla e far girare tutta la squadra: un sostituto e al tempo stesso un possibile socio del basco. È arrivato Nuri Sahin, ma il turco comincia a diventare un’incognita a causa di un infortunio che si trascina già da prima del suo ingaggio e che posticipa ogni giorno il suo rientro. L’altra soluzione aggiunta al centrocampo è il terzino Coentrão, che invece si muoverà davanti a Xabi Alonso, da centrocampista con l’anima da esterno. Soluzione sulla carta non ortodossa, ma che si può sposare bene coi tagli interni di Cristiano Ronaldo e di Marcelo, aumentando la mobilità e l’imprevedibilità della fase offensiva madridista.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Poco comprensibile invece l’acquisto di Callejón, non solo non all’altezza di un contesto come questo, ma senza possibilità in un settore sovraffollato come la linea dei trequartisti. Il 18enne francese Varane invece, descritto come un prodigio, completa una difesa non nutritissima, l’anno scorso in difficoltà in assenza dei titolari (anche perché Albiol come vice-Pepe e vice-Carvalho non si è confermato sui livelli della sua prima stagione madridista).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Real Sociedad&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Pochi cambi per quanto riguarda l’organico, ma cambio radicale in panchina: Philippe Montanier, tecnico francese arrivato dal Valenciennes, vuole giocare qualcosa di diverso rispetto a Lasarte. Più che un calcio più offensivo di quello della scorsa stagione, chiede più possesso-palla, e perciò imposta la squadra su un 4-3-3, tanti triangoli per fare avanzare la squadra. Buono il risultato della prima, vittoria in casa dello Sporting, ma ancora parecchio lavoro da fare, come è logico.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;La partenza più pesante è quella di Diego Rivas, finito all’Hércules in Segunda. Davanti alla difesa Montanier prova il canterano Illarramendi, non l’unico giovane lanciato dal transalpino (a Gijón ha esordito in difesa Iñigo Martínez), in attesa di vedere se e dove troverà Rubén Pardo, mezzala o regista davanti alla difesa, il più promettente dei nuovi elementi del vivaio.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Intanto completano bene il centrocampo il dinamismo di Aranburu e il prezioso Zurutuza, giocatore molto poco appariscente ma ideale per il calcio di possesso che chiede Montanier, per la capacità che ha di associarsi ai compagni, cercandosi lo spazio e combinando a uno-due tocchi. Il socio ideale di Xabi Prieto, che dalla fascia tiene palla e detta i tempi a tutta la squadra. Zurutuza mezzala destra vicino a Xabi, quindi. Non penso invece che troveranno molto spazio gli altri ricambi per il centrocampo, Mariga, Markel ed Elustondo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Detto di Xabi Prieto, completano il tridente Agirretxe e Vela. Il primo è un’eterna promessa, snobbata da Lasarte e invece tenuta finora in gran conto da Montanier. Un attaccante slanciato, tecnico e pure elegante, ma che pecca un po’ di aggressività (anche in questo ricorda Xabi Prieto, oltre che nell’aspetto fisico). La preferenza accordata a lui, attaccante di manovra, invece che a Joseba Llorente, animale d’area di rigore che ama muoversi sul filo del fuorigioco, ci dà un’idea delle differenze di stile di gioco fra Montanier e Lasarte.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;A Gijón Agirretxe non ha tenuto una posizione fissa: partiva da sinistra ma incrociava in continuazione con l’altra eterna promessa, il messicano Carlos Vela. Combinazione interessante, anche se la sinistra dovrebbe essere di Griezmann, il quale ha suscitato malumore fra i tifosi con la sua volontà non troppo nascosta di cambiare squadra (anche guardando egoisticamente solo alla sua carriera, è un’idea prematura a mio avviso). Ifrán e Sarpong le alternative offensive.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;La difesa è il reparto che lascia più a desiderare: un ottimo portiere come Bravo, ma centrali di scarsa qualità (Demidov però c’è solo da gennaio, va valutato ancora) e una evidente vulnerabilità sulle palle inattive. Potrebbe cambiare qualcosa un inserimento positivo dei canterani: oltre a Iñigo Martínez il basco-francese Cadamuro. Sulla destra non si capisce perché giochi Carlos Martínez (forse il peggior terzino destro della Liga) e non Estrada, sulla sinistra De la Bella spinge parecchio.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Sevilla&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Ritrovare l’essenza, il “marchio” Sevilla, questa la sfida di Marcelino. Tornare all’”Anti-tikitaka”: non nel senso di giocare male, ma di stupire gli spettatori con quel calcio arrembante, diretto, verticale, sviluppato sulle fasce che segnò i migliori momenti della storia del club.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Per fuggire dal modello “Jiménez/Álvarez”, ovvero quel Sevilla rigido come un calciobalilla, orizzontale ed esasperante contro difese schierate, è stato rinnovato il centrocampo: prima Rakitić lo scorso gennaio, ora Trochowski, adattato al centro, con l’intenzione non tanto di avere un regista o un trequartista, ma un incursore di buona tecnica che possa sorprendere negli spazi aperti dalle due punte e dagli esterni (il solito Jesús Navas, poi un Perotti che si deve riprendere dalla pessima scorsa stagione, e infine Armenteros, tornato dal prestito al Rayo, più centrocampista rispetto agli altri due).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Incerto l’altro centrocampista centrale: finora Marcelino ha provato Fazio (che sarebbe meglio da difensore centrale, e in ogni caso sta deludendo le attese di inizio carriera, vuoi per gli infortuni vuoi per un rendimento effettivamente al di sotto delle sue potenzialità) o il mastino Medel, ma a sorpresa potrebbe spuntarla il geometrico Campaña, che a 18 anni è già nell'organico della prima squadra ed è considerato assieme al trequartista 19enne Luis Alberto (che ha avuto i suoi minuti in pretemporada) la perla della cantera.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Il vero regista rimane Kanouté, con la sua eleganza e maestria impareggiabile nel gestire i tempi ricevendo sulla trequarti. Kanouté ha però 35 anni, e il leader offensivo ora è un Negredo sempre più ispirato e capace di fare reparto, spalle alla porta (anche se senza il “centrocampismo” di Kanouté), in profondità o in area di rigore, con una potenza notevole e un sinistro capace di trovare la porta da qualsiasi angolazione e distanza. Completa l’attacco il jolly Manu del Moral, che può giocare seconda punta e esterno, senza la caratura tecnica dei colleghi di reparto ma con dinamismo e buoni movimenti senza palla.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Rinnovata la difesa, col bosniaco Spahić accanto a Escudé (o Alexis, altra promessa quasi mancata), senza dimenticare la possibilità di schierare Cáceres (letture e capacità tattiche non all’altezza delle enormi doti atletiche) in tutte le posizioni della linea arretrata. Interessante l’acquisto di Coke (ex Rayo) sulla destra, che ha una spiccata attitudine offensiva, tra l’altro con la tendenza a sovrapporsi pure all’interno che lo rende particolarmente compatibile con Navas e in minima parte (infima direi) ricorda i movimenti del Dani Alves sevillista. Un po’ stanco quel Fernando Navarro sulla sinistra, forse verrà scavalcato dal canterano Luna, mentre è ormai consolidato il sorpasso di Javi Varas sul 38enne Palop fra i pali.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Sporting&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Puzza di bruciato. Gli asturiani nelle ultime stagioni sembrano progressivamente indeboliti. Il problema principale è l’attacco, visto che anno dopo anno il contributo realizzativo di Barral e Bilić. Non è arrivato nessuno, e bisogna sperare che Sangoy esploda dopo l’improduttivo scorso campionato.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Indebolita anche la trequarti, che era il punto di forza della squadra, con giocatori mobili, abili nell’uno contro uno e rapidi nel ribaltare l’azione che rendevano lo Sporting una squadra anche abbastanza divertente nelle sue migliori versioni. È andato via l’uomo dribbling Diego Castro, e per ora lo sostituisce Miguel de las Cuevas, che è più un rifinitore che si accentra per dare l’ultimo passaggio. Carmelo nel dimenticatoio, e una trequarti completata (almeno questa è la formazione proposta da Preciado nella prima con la Real Sociedad) da André Castro al centro, più un cursore che una mezzapunta, e dall’incomprensibile Nacho Novo sulla destra, corsa e grinta ma contributo alla manovra quasi inesistente. La variazione possibile, e credo auspicabile, è l’inserimento di Trejo, l’argentino fresco di promozione col Rayo Vallecano, molto abile nel dribbling ma difficilmente in grado di non far rimpiangere da subito Diego Castro. Occhio comunque al gran mancino del campione d’Europa Under 19 Juan Muñiz, in rampa di lancio.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;L’esordio in campionato ha dimostrato che questa squadra può ancora fare difficilmente a meno di Rivera (partito in panchina con la Real) come direttore d’orchestra (anche se è arrivato Ricardo León dal Tenerife, non malvagio), certo non per dare spazio al doble pivote formato da Eguren e dal canterano Sergio Álvarez, parso inadeguato. C’è comunque l’altro canterano lanciato la scorsa stagione, Nacho Cases, che ha fatto intravedere qualità interessanti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;A posto invece la difesa, confermata al centro (Botía la certezza, l’altro posto per Gregory o Iván Hernández) e toccata invece sulle fasce dalle partenze di Sastre e soprattutto José Ángel. Comunque i titolari resteranno i soliti, la mezzala adattata Lora a destra (invenzione di Preciado) e l’ex uomo-mercato Canella a sinistra, con l’uruguaiano Damián Suárez (descritto come un terzino molto offensivo) pronto a subentrare su entrambe le corsie, preferibilmente a destra.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Valencia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Mercato interessantissimo, fra i migliori. È partito Mata, ma è stato ampiamente sostituito, ed Emery gode di una varietà di soluzioni invidiabile fra trequarti e attacco, non solo per la quantità ma anche per la diversità di caratteristiche. C’è l’ultra-velocità con il nuovo acquisto Piatti (esterno sulle due fasce o seconda punta) e con il canterano Bernat (esterno sinistro), possibile sorpresa. Due elementi ideali per sfruttare il contropiede, anche se a Piatti non manca il gioco nello stretto (però 9 volte su 10 detta il passaggio verticale, non è tipo portato ad abbassarsi spesso per appoggiare il centrocampo) e a Bernat la capacità, molto apprezzabile, di offrire linee di passaggio anche in zone interne. Loro due, con Pablo Hernández, rappresentano il gioco più diretto, ma una trequarti così composta non è la soluzione migliore contro difese schierate, e rischia di rendere la manovra confusa per eccesso di frenesia, senza nessuno che colleghi i reparti e dia i tempi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Qui perciò entra in gioco Canales. Questa deve essere la sua stagione, e l’antipasto (la ripresa giocata contro il Racing) promette assai. Il biondo ha una abilità innata nel trovarsi lo spazio e da lì fornire sempre un approdo sicuro a chi porta palla. È lui il vero erede di Silva, può arricchire la manovra del Valencia e in più ha capacità di incursore e uomo-gol che lo rendono perfettamente adattabile allo stile consolidato della squadra, meno elaborato e più diretto. Accanto a Canales, parla la stessa lingua il brasiliano Jonas: seconda punta o falso esterno a sinistra, un attaccante di manovra nel miglior senso del termine. Lui a sinistra, Canales al centro e Piatti a destra: questa la mia combinazione preferita per la trequarti, capace non solo di dare continuità e qualità al possesso-palla, ma di assorbire le attenzioni delle difese schierate e creare spazi preziosi per le sovrapposizioni dei terzini.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Anche qui prospettive interessanti: a destra ci si è finalmente liberati della zavorra Miguel, Bruno resta il titolare ma con due nuovi concorrenti, Barragán dal Valladolid e soprattutto Dalmau dalla cantera del Barça, gran colpo, anche se inizialmente partirà col Valencia Mestalla. Il piatto forte è però a sinistra: Jordi Alba, in crescita sul piano difensivo, è il terzino spagnolo del futuro (lui e José Ángel quelli con più qualità in chiave Selección), rapidissimo, inesauribile, e con una capacità di saltare l’uomo secco, anche da fermo, anche pressato, che gli viene dal suo passato di ala e può dare uno slancio importantissimo a tutta l’azione offensiva del Valencia. I polmoni di Mathieu, comunque utili anche se il francese rimane un giocatore muscolare più che talentuoso (anche se si sovrappone costantemente e ha buon piede, lo denotano le sue scelte quando ha il pallone, le sue come quelle di Bruno), dovrebbero riposare parecchio in panchina quest’anno.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;A centrocampo la scelta è ugualmente ampia, ma c’è maggiore incertezza. La partita col Racing ha visto un orribile primo tempo del duo Topal-Banega: prima che entrasse Canales a dare un po’ di criterio, un Valencia generoso ma disordinato nella gestione del pallone e sbilanciato in transizione difensiva. Banega rischia di far perdere definitivamente la pazienza, mentre Albelda tarda a passare in secondo piano come dovrebbe; rimangono Parejo, che ha eccellenti doti di regia (ottimo a smarcarsi per ricevere dai difensori ad inizio azione, ha lancio millimetrico e visione panoramica) ma un temperamento e un ritmo che devono ancora passare l’esame di una realtà come il Valencia, e Tino Costa, che non è un regista ma ha geometrie, dinamismo e una certa intelligenza nel creare linee di passaggio davanti a chi porta palla, oltre a un gran sinistro dalla lunga distanza.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Ben assortito anche l’attacco. Scartato Jonas unica punta (visto contro il Liverpool, non ha i movimenti della prima punta, “allunga” poco la difesa avversaria), Soldado andrà sicuramente in doppia cifra, con Aduriz come alternativa più da “lavoro sporco”. Il basco però dovrebbe giocare pochino, anche perché dal Valencia Mestalla bussa sempre più forte Paco Alcácer, progetto di crack dell’area di rigore.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Al centro della difesa, Víctor Ruiz potrebbe rivelarsi uno degli acquisti migliori di tutto il campionato. Non so cos’abbia combinato a Napoli, ma qui calza alla perfezione: il giocatore che serviva per tirare un po’ su la linea difensiva, evitando le voragini viste col Racing e anche per avviare l’azione, sinora un problema macroscopico del Valencia di Emery, con quel terribile tentativo di “falsa difesa a 3” alla La Volpe che non faceva che attirare il pressing avversario. Rami promette: grande fisicità, personalità, gioco aereo e anche rapidità a dispetto della stazza. Fra i pali, non è così certo che il nuovo acquisto Diego Alves passi davanti a Guaita.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Se alla quarta stagione di Emery saprà affermare una sua identità precisa, il Valencia con questa campagna acquisti avrà posto le premesse per un salto di qualità: l’idea sarebbe infastidire di più le due grandi negli scontri diretti e andare più avanti in Europa.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Villarreal&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Sembra indebolito. Soprattutto a centrocampo, che se non è il reparto più forte (davanti ci son pur sempre Rossi e Nilmar) è comunque la chiave strategica di tutta la squadra. I petrodollari hanno portato via Cazorla, e va bene, non ci si può fare nulla, però anche lasciare andare Matilla non pare una furbata, considerando che un regista accanto a Bruno serviva e che il monumento Marcos Senna sembra avviato verso il declino.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Comunque De Guzman potrebbe ovviare a questa carenza, sempre che venga impiegato nel &lt;i&gt;doble pivote&lt;/i&gt; come a Maiorca, perché altrimenti Marchena come unico rincalzo lascia alquanto perplessi. De Guzman permetterebbe di schierare l’onnipresente Borja Valero nel ruolo dove meglio rende, cioè avanzato sulla trequarti, partendo da falso esterno (ma in realtà lui la fascia non la tiene neanche in partenza, a differenza di Cani o del fu Santi Cazorla). Meglio lì che davanti alla difesa, dove la sua tendenza a muoversi a briglia sciolta può spezzare in due la squadra in transizione difensiva, una volta persa palla (quando una delle basi dell’equilibrio del Villarreal è la capacità dei Bruno e Senna di tenere sempre la posizione pur contribuendo a far avanzare la squadra).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Con l’assenza di Cazorla il finissimo Cani diventa titolare obbligato, e ci sono un po’ di dubbi sulle alternative: esploderà il paraguaiano Hernán Pérez, promosso dal Villarreal B? Maturerà il ghanese Wakaso? Camuñas poi è un acquisto utile, pienamente coerente con la filosofia di gioco, ma sembra più un dodicesimo (anche come seconda punta di riserva) che un giocatore in grado di sostituire in pianta stabile Borja Valero e Cani nel caso in cui dovessero per qualche motivo mancare.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;La difesa invece non ha perso nulla, anzi potrebbe guadagnare, con l’arrivo di Zapata (spostato a destra dopo il disastro con l’Odense: meglio così, Mario Gaspar non è all’altezza). Musacchio, Gonzalo e Marchena sono una terna di centrali valida, mentre Joan Oriol sembra più che pronto a non far rimpiangere Capdevila.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Zaragoza&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Inquietante lo 0-6 incassato dal Real Madrid, anche se rispetto a quello schierato da Aguirre nell’umiliante esordio può venire fuori un undici migliore nel corso della stagione, considerando gli acquisti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Andrà sicuramente cambiato il centrocampo: nel 4-1-4-1 visto contro il Madrid il trio centrale Ponzio-Zuculini-Abraham era incapace di dare la minima continuità alla fase di possesso. Abraham, che tra l’altro è un esterno di ruolo, dovrebbe saltare, e al suo posto entrare Ruben Micael, da cui possono dipendere molte cose. Al portoghese, promettente al Nacional e un po’persosi al Porto, tocca fornire la qualità andata via con la cessione di Ander Herrera. E sarebbe anche il caso di provare come mezzala destra il jolly messicano Efraín Juárez (meglio lì che da uomo di fascia bloccato), poca tecnica ma gran dinamismo e intelligenza nel far progredire la manovra col movimento senza palla. Terzini destri di ruolo però la rosa non ne presenta (invece quelli sinistri sono addirittura tre: Paredes, Obradović e il citato Abraham), ed è quindi probabile che Efraín debba sgobbare tutta la stagione in difesa.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Bene le fasce, Lafita può partire da sinistra per tagliare al centro come scambiarsi di fascia con l’altro messicano Barrera (acquisto molto stuzzicante), che ha più le caratteristiche del dribblomane. Non dovrebbero trovare molto spazio Juan Carlos (dal Real Madrid Castilla) e Edu Oriol (dal Barça Atlètic), due dei sin troppi scarti prelevati dalle canteras più celebri di Spagna (c’è anche il difensore centrale Mateos, ex madridista).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Le ultime ore di mercato hanno rinforzato l’attacco, che se ha perso Uche ha acquisito comunque Postiga (carriera inferiore alle attese, ma qualche gol lo farà) e l’ex Espanyol (ed ex nazionale, non dimentichiamolo) Luis García, usato sicurissimo. Luis García che può partire anche da esterno, per cui bisogna vedere se entrerà in concorrenza anche con Lafita e Barrera o se magari Aguirre passerà a un 4-4-2 con lui e Postiga davanti al posto del 4-1-4-1 dell’esordio (in estate poi il Basco ha provato insistentemente anche la difesa a 5). Luis García comunque il meglio lo dà da seconda punta, ruolo che non ha potuto coprire nel modulo di Pochettino che lo sacrificava un po’ sulla destra.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Fernando Meira-Da Silva è una coppia di esperienza al centro della difesa (Lanzaro-Mateos quella di riserva), mentre in porta Roberto Jiménez è uno dei casi dell’estate: il Zaragoza è in Ley Concursal, ma lui è stato pagato più di 8 milioni, addirittura. Non dalla società Zaragoza, ma da terzi, da un fondo di investimento cui &lt;span&gt; &lt;/span&gt;partecipa lo stesso proprietario del club, Agapito Iglesias. Come sempre l’obiettivo è massimizzare gli utili, quelli del fondo (in caso di successivo cessione del giocatore a prezzo maggiorato), mica quelli del Zaragoza in campo. Roberto Jiménez come il prezzo del petrolio, come le azioni della Coca-Cola e come la valutazione della sterlina. Non starò qui a rimpiangere i tempi in cui non c’era il professionismo, o a fare demagogia sui calciatori che guadagnano troppi soldi, ma forse così si sta esagerando.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-3001479072848464093?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/3001479072848464093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=3001479072848464093' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/3001479072848464093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/3001479072848464093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/09/il-punto-sul-calciomercatoseconda-parte.html' title='Il punto sul calciomercato/seconda parte.'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-4134064292031781036</id><published>2011-09-07T16:23:00.004+02:00</published><updated>2011-09-07T16:41:42.463+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Barcelona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Levante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Liga'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Málaga'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Atlético Madrid'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calciomercato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mallorca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Granada'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Espanyol'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Athletic Bilbao'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Betis'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Getafe'/><title type='text'>Il punto sul calciomercato/prima parte.</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;i&gt;Questo pezzo in realtà è in parte un bilancio del mercato in parte una presentazione delle 20 squadre del campionato, che verranno analizzate in maniera più approfondita nel corso della stagione.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin-bottom: 0.0001pt; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Athletic Bilbao&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin-bottom: 0.0001pt; "&gt;Poco da trafficare, per ovvi motivi. Bielsa ha usato l’accetta: anche se i vari scartati (fra cui Koikili) ad inizio pretemporada son stati reintegrati, l’idea è sempre quella di un blocco ridotto di 19 giocatori super-motivati da integrare con gli innesti dalla cantera. Emblematica la scelta della cessione del veterano Orbaiz (ormai senza ritmo per competere) per far spazio all’atteso centrocampista del Bilbao Athletic Ruiz de Galarreta (ma anche Jonas Ramalho dovrebbe avere i suoi minuti dietro, dove non è stato acquistato nessuno e Bielsa conta di poter adattare Aurtenetxe centrale, all’occorrenza).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Non è arrivato Aduriz (e sarebbe stato un acquisto intelligente, utilizzabile sia come quel vice-Llorente che in rosa non c’è, sia come jolly per tutte le posizioni del tridente), e il mercato è servito più che altro per tagliare un po’di rami secchi (Ion Vélez, Balenziaga, lo sfortunato De Cerio, la meteora Urko Vera e Ustaritz, che forse poteva ancora servire).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Sul campo, inutile dire che bisogna dare tutto il tempo a Bielsa: i fischi al termine della prima deludente col Rayo ci possono stare per la gara in sé, ma non se si pensa a tutto il lavoro ancora da fare per cambiare il modello di gioco, che dal rudimentale stile di Caparrós deve passare a un sistema molto più complesso, con tanti nuovi concetti e movimenti offensivi che devono diventare pressoché automatici e un’idea di calcio totale che intende coinvolgere tutti e undici i giocatori in entrambe le fasi, indifferentemente (e l’idea di spostarne alcuni fra un ruolo e l’altro, vedi De Marcos e Gurpegi terzini o Javi Martínez difensore centrale nell’amichevole col Tottenham, va proprio in questo senso, non è certo il divertimento estemporaneo di uno scienziato pazzo).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Atlético Madrid&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Dal panorama deprimente di inizio mercato si è passati a un quadro che, seppur con l’obbligatoria differenza che suscita qualsiasi mossa di questo club, sembra piuttosto stuzzicante.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Era cominciata male con la scelta di Manzano, che non può non sapere di minestra riscaldata: vero che questo Atlético non c’entra niente con quello 2003-2004, vero che Goyo è un buon tecnico, ma è anche vero che trasmettere all’ambiente un messaggio di rinnovamento (e non del tipo “abbiamo preso Manzano perché quelli che avevamo scelto prima di lui non volevano”, ciò che è successo in realtà) ti può aiutare a partire con un margine maggiore di fiducia e ottimismo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;La partenza di Agüero poi era parsa il colpo di grazia, ma le successive operazioni di mercato hanno rimescolato molto le carte e contribuito a suscitare molta curiosità attorno al progetto.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Era impossibile sostituire il Kun con un altro attaccante di pari livello, quindi giustamente l’Atlético ha cercato di reinvestire il denaro ottenuto dalle due squadre di Manchester (anche De Gea è valso un bel gruzzolo) rinforzando altre zone, soprattutto il centrocampo. È un Atlético questo che potrebbe finalmente avere la varietà di soluzioni e la creatività di cui mancava fra mezzeali e trequartisti. È arrivato Diego, reduce sì da delusioni fra Juventus e ritorno in Bundesliga, ma che se si ritrovasse potrebbe davvero dare un’altra dimensione alla manovra; poi c’è Arda Turan che da esterno sinistro può accentrarsi spesso e aggiungere imprevedibilità tra le linee, consentendo al tempo stesso a Reyes di partire da destra, la posizione da cui davvero può esprimere il suo miglior calcio e far giocare meglio anche i compagni.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;A seconda della posizione di Diego, vedremo un 4-2-3-1 o il 4-3-3 della prima con l’Osasuna, ma qualche dubbio in più lo lasciano i centrali. È richiesta un’esplosione di Koke, che sicuramente possiede più talento e geometrie di Gabi (va bene come primo rincalzo per la mediana, ma da titolare…) e dei piattissimi Mario Suárez e Assunção, fermo restando Tiago, valido più come complemento che come leader. La regola degli extracomunitari ha invece imposto la cessione di Elias, che poteva rappresentare un’alternativa interessante come incursore.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Il fatto di non poter trovare un altro come Agüero non toglie comunque il valore di Falcao, fra i più pregiati sul mercato. E anche Adrián può apportare alternative, movimento e qualche gol in più rispetto alle sue stagioni passate (sembra cresciuto dal punto di vista realizzativo). La cessione di Forlán ci sta tutta.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Una coppia Miranda-Godín potrebbe far fare un salto di qualità alla difesa, così come una crescita di Filipe sulla sinistra, mentre più incerte sono le questioni riguardanti il terzino destro (Silvio sostituirà degnamente il sottovalutato Ujfaluši?) e soprattutto il portiere (molta inesperienza fra Joel e il nuovo acquisto Courtois, in prestito dal Chelsea; da ricostruire l’ex grande promessa Asenjo). Comunque, a prima vista non sembra un Atlético indebolito rispetto alla scorsa stagione, anzi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Barcelona&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Acquisti mirati ma di peso, tra l’altro rientrando pure nei margini finanziari previsti: la società aveva preventivato 45 milioni di esborso massimo per la campagna acquisti, e se è vero che Fàbregas e Alexis Sánchez son costati 60 milioni, i circa 24 ottenuti dalle cessioni di Bojan, Oriol Romeu, Jeffren e Cáceres hanno permesso di rientrare nel bilancio.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Alexis largo nel tridente deve studiare da “Pedro con un po’ più di magia”, in un attacco chiaramente impostato attorno all’idea dell’assenza di centravanti di ruolo. Partito Bojan, non rimane nessuno, se consideriamo che Villa partirà soprattutto all’ala e che l’acquisto di Fàbregas sembra pure proporre un’alternativa al Messi falso centravanti, anche se in casi presumibilmente limitati.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Acquisto di Fàbregas che più che incasellarsi nel solito 4-3-3 mira ad aumentare le alternative tattiche a disposizione di Guardiola, fra il 3-4-3 e le sconfinate possibilità di turnover offerte da una stagione fitta di impegni. Così si spiega (oltre che, inutile nasconderlo, col capriccio di tutto un ambiente ossessionato dal “ritorno del figliol prodigo”) quello che a prima vista può apparire un lusso non necessario, ovvero Fàbregas quando hai pronto Thiago e magari anche Sergi Roberto.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Unica carenza (ma non imperdonabile), un terzino sinistro, perché per i centrali la cantera può fornire un buon ricambio fra Fontas, Bartra e Muniesa.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Betis&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Rispetto all’analisi pubblicata qualche giorno fa, da aggiungere solo l’ufficialità di Santa Cruz.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Espanyol&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;I conti potrebbero non tornare. Va bene che Pochettino ha tante idee, va bene il mercato al risparmio degno d’elogio, va bene la politica dei giovani, ma quest’organico rischia di perdere parecchi punti quanto a solidità. Potrà divertire vedere giocare l’Espanyol (però la prima a Maiorca a dire il vero è stata brutta), ma il saldo fra gol fatti e subiti quale sarà?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;In attacco bisognerà pregare perché Álvaro Vázquez esploda non subito, subitissimo. La partenza di Osvaldo ha lasciato sguarnito il reparto in termini di personalità sicuramente, in attesa di valutare appieno il talento di Alvarito nostro. Personalità che potrebbe offrire l’acquisto dell’ultim’ora Pandiani, ma 35 anni sono 35 anni. Si tentava il colpo El Hamdaoui dall’Ajax, ma purtroppo è svanito.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Se ne vanno via gol preziosi anche con la partenza di Luis García verso Zaragoza, che si aggiunge a quella di Callejón. A Maiorca Pochettino ha schierato ai lati di Verdú (meno male che almeno lui è rimasto) sulla linea dei trequartisti proprio Luis García a sinistra e il canterano Rui Fonte a destra. Questo per dire che dovrà reinventare qualcosa, anche se non manca il talento, fra Sergio García e un altro nuovo acquisto, l’ala slovacca Weiss dal Manchester City. Senza dimenticare un buon trequartista come Albín, forse sin troppo snobbato da Míchel al Getafe negli ultimi anni. Ma i gol rimangono un’incognita.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;In difesa potrebbe rivelarsi una mossa da dritti il centrale mancino messicano Héctor Moreno, che cerca un po’ di riproporre l’identikit del Víctor Ruiz della scorsa stagione, ovvero senso della posizione, leadership e qualità nell’impostare. Qualità nell’impostare che è diventata quasi una tautologia parlando di difensori messicani. Bel colpo anche l’operazione Didac col Milan: i soldi incassati a gennaio rimangono in cassa, e intanto si gode di un prestito sicuro in un ruolo che l’Espanyol ha faticato un po’ a coprire nella pessima seconda metà della scorsa stagione. Una scommessa il recupero del deludentissimo Romaric, in un ruolo che peraltro è già occupato da Javi Márquez, uno dei pezzi pregiati dell’organico: la sua connessione con Verdú in cabina di regia è la chiave del gioco dell’Espanyol.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Getafe&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Una specie di rivoluzione. Via Míchel, dentro Luis García dopo il mezzo miracolo sulla panchina del Levante, via i due migliori giocatori oltre che colonne portanti del centrocampo (Boateng e Parejo), ma anche tanti nuovi arrivi davvero interessanti. Interesse che si concentra soprattutto sul possibile quartetto offensivo: a destra Pedro León, dopo l’annata da incubo al Real Madrid, tornerà a fare quello che sa (cross precisi come pochi nella Liga e quel curioso modo di dribblare e conquistare il fondo, senza avere la velocità dalla sua) senza doversi confrontare con Di María o Cristiano Ronaldo (ma Callejón è poi tanto meglio di lui, Divo José?), ma da “stella” di metà classifica, la sua dimensione; al centro, o forse no (nella prima contro il Levante è subentrato a sinistra) il fresco campione d’Europa Under 19 Sarabia, movenze alla Silva (ma tatticamente un po’ diverso); a sinistra, visto che parliamo di stelle di media classifica, abbiamo invece un fuoriclasse del dribbling, l’ex Sporting Diego Castro, solitamente ai vertici delle statistiche di questo particolare fondamentale, in compagnia di nomi ben più altisonanti. Un colpaccio, anche se non più giovanissimo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Poi in attacco un ritorno eccellente, Güiza, innesto veramente cruciale perché uno dei punti deboli del Getafe l’anno scorso era proprio l’inconsistenza offensiva, sia in generale per la scarsa profondità del possesso-palla che per le mancanze individuali (Colunga ha fallito miseramente il salto di qualità, Miku va bene come dodicesimo più che come titolare).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Possesso-palla abbastanza sterile anche nella prima col Levante, dove Luis García ha proposto un centrocampo sin troppo affollato, con tre centrali, Casquero sul centro-destra (che comincia a mostrare segni di declino), Juan Rodríguez al centro e Lacen (quasi tutti i palloni passavano da lui) sul centro-sinistra. L’azione ristagnava lì, con troppe poche linee di passaggio più avanti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Se fra trequarti e attacco il Getafe di quest’anno migliora quello dell’anno scorso, più incerta la scommessa per quanto riguarda la mediana. Bisognerà trovare un nuovo leader dopo Boateng, e difficilmente potrà esserlo Juan Rodríguez, cursore di poca qualità, o Lacen, poco più che ordinato. Rubén Pérez, una delle poche note positive del Deportivo lo scorso anno, ha geometrie, e le ha anche Míchel, in cerca di rilancio dopo la negativa esperienza inglese. Loro due sembrano la coppia migliore, in un 4-2-3-1.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Sempre dal Deportivo, una garanzia l’acquisto di Lopo per fare coppia con Cata Díaz al centro della difesa, molto più discutibile Valera come rincalzo di Miguel Torres, mentre il sudafricano Masilela dà il cambio a Mané sulla sinistra. Moyá fra i pali è un altro che cerca rilancio dopo i disastri a Valencia, ma sarebbe grave far perdere il posto a un potenziale fuoriclasse come Ustari, attualmente infortunato.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Granada&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Il contropiede più veloce della Segunda 2010-2011 cerca successo anche in Primera. Alla freccia Dani Benítez sulla sinistra, dominante in Segunda ma tutto da verificare nella massima serie, si aggiunge nell’ultimo giorno di mercato Ikechukwu Uche (girato in prestito dal Villarreal), mai pienamente confermato fra Getafe e Zaragoza dopo le promettenti stagioni al Recreativo Huelva. Bisognerà vedere se il nigeriano partirà come punta o sulla destra del 4-1-4-1 di Fabri (lasciando l’attacco al bomber di Segunda Geijo o al connazionale, interessante ma ancora un po’ acerbo, Ighalo; in attesa di verificare l’argentino Franco Jara, prestato dal Benfica), scalzando in tal caso il mancino Jaime Romero, uno dei 45000 prestiti dall’Udinese.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Fascia destra che ha perso un elemento come Orellana (con tutto il rispetto per il Celta, questo stramerita la Primera), che dava gioco tra le linee a una squadra che abusa un po’ della sovrapposizione&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;e del cross in area senza guardare quanti ce ne sono pronti a concludere.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;A centrocampo buon acquisto quello di Moisés Hurtado, quasi invisibile ma sempre efficace davanti alla difesa, mentre Abel sul centro-destra non pare troppo all’altezza della Primera. Meglio il portoghese Carlos Martins, in coppia col dinamico Mikel Rico oppure con l’altro nuovo acquisto Yebda (che può giocare anche davanti alla difesa). Magari potrebbe spuntarla a sorpresa Fran Rico, 24enne regista di cui si parla bene da anni (già dai tempi del Pontevedra, prima di passare al Real Madrid Castilla) ma mai sperimentato in Primera.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;In difesa assolutamente da seguire il terzino sinistro Siqueira, il giocatore forse più interessante di tutto il Granada: nella miglior tradizione brasiliana, esprime grande tecnica ad alta velocità e pure una apprezzabile disciplina difensiva. Molto inferiore, semplicemente un muscolare, anche se con una facilità di corsa che impressiona, il francese Nyom sulla destra (rincalzo il sempre affidabile David Cortés). Al centro, i nuovi acquisto Pamarot e Diakhaté si contenderanno due posti con la coppia della promozione formata da Lucena (impiegabile anche davanti alla difesa) e Diego Mainz.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Levante&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Dimenticare Caicedo. Una parola. Non parliamo di Van Basten, ma del giocatore che comunque dava certezze realizzative alla squadra “operaia” della scorsa stagione, che ha perso anche il suo allenatore, Luis García, sostituito da Juan Ignacio Martínez, messosi in bella mostra al Cartagena.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Caicedo potrebbe mancare tantissimo, anche perché pure il suo vice (Stuani, che chiamato in causa i gol li faceva) è partito, e i nuovi arrivi hanno altre caratteristiche. Aranda è un attaccante di movimento, tecnico quanto si vuole, pure capace di creare occasioni dal nulla (la sua carriera poteva essere molto migliore) ma difficilmente in doppia cifra; Arouna Koné invece è l’incognita delle incognite, fra infortuni e delusioni assortite a Siviglia. In ogni caso, non un finalizzatore. Le alternative poi le abbiamo viste già nella partita di Getafe, dove Martínez ha dovuto schierare un attacco composto da un centrocampista esterno, Valdo, e dalla seconda punta Rubén Suárez.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Qualche gol magari potrebbe arrivare dallo splendido sinistro di Barkero, esterno o trequartista, molto prolifico in Segunda col Numancia, l’acquisto forse di maggior richiamo di un club che deve fare le nozze coi fichi secchi. Con Barkero centrale, la fascia sinistra resterebbe di Juanlu, che garantisce profondità e rendimento. Senza dimenticare il marocchino El Zhar, prelevato dal Liverpool, che può dare vivacità (ce n’è molto bisogno) in tutte le posizioni della trequarti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;A centrocampo le caratteristiche dei Xavi Torres, Pallardó e Iborra dicono che difficilmente lo stile di gioco potrà cambiare rispetto alla scorsa stagione: 4-4-2 semplice, organizzato in fase difensiva, rubare palla e ripartire, giocare con concentrazione e aggressività. Difficilmente Martínez potrà proporre il “tiqui-taca” visto al Cartagena, anche se Farinós ha le qualità e i tempi di gioco per permettersi qualcosa un pizzico più elaborato.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;La difesa dei vecchietti Javi Venta-Ballesteros-Nano-Juanfran (senza dimenticare Del Horno) aggiunge due ricambi: il terzino Pedro López, un altro assai scafato, e il 26enne argentino Cabral, che mi ricordo al centro della difesa dell’Argentina campione nel Mondiale Under 20 del 2005, quello di Messi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Málaga&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;I protagonisti del mercato, dietro i soliti noti. Se Pellegrini la scorsa stagione subentrando in corsa non aveva proprio i giocatori più adatti per il suo calcio (erano adatti al calcio di Jesualdo Ferreira), quest’anno non ha scuse. Potrà sbizzarrirsi col suo quadrato (o rombo) di centrocampo, senza esterni veri, con l’imbarazzo della scelta.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Cazorla è chiamato ad essere il giocatore-chiave, conoscendo a menadito questo sistema di gioco, mentre abbiamo già parlato delle possibili difficoltà di adattamento di Joaquín sulla destra. Buonanotte è inferiore, ma ha più nel sangue il taglio per smarcarsi tra le linee, mentre Isco è il più atteso per quanto mi riguarda: il talento, sovrabbondante, potrebbe compensare pure le carenze atletiche. Difficile trovare spazio per Duda, uno dei giocatori di riferimento quando il Málaga era ancora una piccola squadra.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Il vero acquisto capolavoro però è Toulalan, il Marcos Senna che mancava a Pellegrini per completare le qualità di Apoño in cabina di regia. Il &lt;i&gt;doble pivote &lt;/i&gt;di scorta, sicuramente meno desiderabile, è composto invece da Camacho (promessa ancora non mantenuta) e Maresca (onestamente passato di cottura). Le porte sembrano chiuse per il canterano Recio, che pure era stata la scoperta di Pellegrini la scorsa stagione.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Esperienza (forse troppa…) in difesa: Demichelis, nonostante il rendimento sul piano strettamente difensivo abbia lasciato fin qui a desiderare, rimane difficilmente discutibile anche per la sua capacità nell’impostare. Un primo passaggio fra i migliori della Liga, e che concede un vantaggio importante al Málaga in fase di possesso, per la facilità dell’argentino nel superare il pressing avversario e liberare compagni nelle zone più avanzate. Accanto a lui il 31enne Mathijsen, affermatosi come giocatore affidabile a livello internazionale, poco appariscente, lento ma dal buon senso della posizione. Il danese Kris Stadtsgaard (più che il nuovo acquisto Sergio Sánchez, un po’ sopravvalutato) è un buon rincalzo. Caballero fra i pali non ha sbagliato un colpo finora.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Sulla destra Jesús Gámez e nessun altro (fra i migliori terzini del campionato), a sinistra la buona intuizione di Pellegrini di arretrare Eliseu, che partendo dalle retrovie ha più spazio per sorprendere con la sua velocità, e che cresce anche sul piano difensivo. In alternativa comunque Monreal (pagato sin troppo, 6 milioni), non così esplosivo non così offensivo ma con buoni tempi e buone letture in entrambe le fasi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;In attacco, Van Nistelrooy potrebbe rivelarsi un acquisto più di nome che di sostanza. Conosce il mestiere, e i movimenti fra i centrali avversari, come nessuno, però gli anni si fanno sentire ed è sempre più difficile per lui arrivare per primo sul pallone. Pellegrini ha bisogno di questi movimenti degli attaccanti: preferisce le due punte più che il 4-2-3-1 perché così può allungare e allargare meglio le difese: una punta detta la profondità e l’altra svaria verso le fasce, così la difesa avversaria non può uscire a raddoppiare e il centrocampo senza esterni di Pellegrini può conquistare la superiorità nel mezzo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Van Nistelrooy ha i migliori movimenti da prima punta ma poca energia, Rondón invece ha energia da vendere, Papelito Fernández non abbonda di tecnica e forza nei contrasti, ma come seconda punta è molto mobile e intelligente su tutto il fronte offensivo. Forse la scelta migliore è confermare proprio gli ultimi due, la coppia della passata stagione, e sfruttare il fiuto di Van Nistelrooy a partita in corso. Senza dimenticare il talento di casa (per alcuni supertalento) Juanmi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Mallorca&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Incazzato è dire poco. Michael Laudrup esprime tutta la sua contrarietà rispetto alla campagna acquisti condotta, in particolare sulla cessione dell’ultima ora di De Guzman al Villarreal, avvenuta senza aver preparato un adeguato ricambio (Marvin Ogunjimi del Genk è una scommessa, Tissone non proprio la stessa cosa dell’olandese/canadese).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Peccato perché la prima uscita con l’Espanyol aveva mostrato cose interessanti, oltre alla vittoria ottenuta grazie a un gol proprio di De Guzman (anche se con una fortunosa deviazione). Coralità, scambi fitti a centrocampo e un 4-4-2 senza punti di riferimento: Martí e De Guzman in mezzo al campo, ma da lì in avanti nessuna posizione fissa: il mancino Tejera che parte da destra e si accentra, Alfaro che da sinistra taglia per fare la seconda punta, la nuova punta israeliana Hemed che incrocia con lui e Nsue che è un attaccante di movimento per definizione.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;È chiaro che senza De Guzman questo Mallorca manovriero sarà più difficile da proporre: accanto a Martí probabilmente scalerà Tejera, che ha buon piede e visione di gioco anche se è un po’lento nell’esecuzione. Gonzalo Castro avrà un posto di esterno, mentre è incerta la collocazione di Nsue e Alfaro, divisi fra fascia e attacco. Sulle fasce tutto sommato le alternative sono ampie, contando Pereira (rivelazione nella prima parte della scorsa stagione) e non dimenticando il discreto contributo fornito dal mancino (schierato però a destra) giapponese Akihiro Ienaga, acquisto invernale. Il canterano Pina e João Victor le alternative per il doble pivote.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;È in attacco però che si concentrano le sacrosante preoccupazioni di Laudrup, che calcola “16 gol in meno” rispetto alla scorsa stagione, date le cessioni di Webó e De Guzman. Arduo individuare delle fonti alternative di gol: Nsue è utilissimo quanto a movimento ma sotto porta è un po’ negato, Alfaro ha segnato molto solo in Segunda, Víctor è un oggetto misterioso da sempre e rimane infine ingiusto caricare di responsabilità eccessive il nuovo arrivo Hemed, come sottolinea lo stesso Laudrup.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;La difesa è il reparto uscito meglio dal mercato, anche se l’infortunio che terrà fuori a lungo il leader Nunes è una mazzata: accanto a Ramis lo sostituisce l’ex genoano Chico. Buon acquisto l’olandese Zuiverloon sulla fascia destra, mentre l’uruguaiano Pablo Cáceres rimpiazza la partenza di Ayoze al Deportivo.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-4134064292031781036?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/4134064292031781036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=4134064292031781036' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/4134064292031781036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/4134064292031781036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/09/il-punto-sul-calciomercatoprima-parte.html' title='Il punto sul calciomercato/prima parte.'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-5464490737779293840</id><published>2011-08-30T19:30:00.002+02:00</published><updated>2011-08-30T19:34:00.076+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Villarreal'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Barcelona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Liga'/><title type='text'>PRIMA GIORNATA: Barcelona-Villarreal 5-0</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Se il buon giorno si vede dal mattino… il Real Madrid ne fa sei, il Barcellona cinque, ma al Villarreal. Viva l’equilibrio! La Liga è morta, l'hanno soffocata nella culla, dovremo arrangiarci con dei micro-campionati per ogni fascia della classifica, accontentandoci, in mancanza di altro, di qualsiasi buona proposta di gioco potranno offrire le singole squadre, prescindendo dalla classifica.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Perché calcio di buon livello si potrà vedere anche al di sotto delle prime due: il vero problema della Liga è che queste due sono troppo forti, non troppo scarse le altre. Se la credibilità del Zaragoza ha suscitato più di un sospetto, calcare i toni contro il Villarreal davvero non ha senso.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Intanto, abbiamo visto il “doppio falso centravanti”. Questa mi mancava. Uno dei pregi della gestione di Guardiola sta a mio avviso proprio nella capacità di rinnovare e arricchire anno dopo anno il discorso pur mantenendolo fermo, fermissimo nella sostanza di fondo. In questo senso trovare il modo di far giocare contemporaneamente Cesc, Iniesta, Thiago (Xavi), Messi, Pedro e Alexis Sánchez può rappresentare una nuova sfida, un nuovo stimolo per una squadra che dovrebbe partire sulla carta un po’ più appagata del Real Madrid.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Il Barcelona ieri si è presentato così:&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-RDQmCo53YkI/Tl0eeMO4MjI/AAAAAAAAAqY/3CMu3UPQVIg/s1600/Campo%2Bdi%2Bcalciio.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 290px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-RDQmCo53YkI/Tl0eeMO4MjI/AAAAAAAAAqY/3CMu3UPQVIg/s400/Campo%2Bdi%2Bcalciio.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5646703011821007410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Più che un 3-4-3, come riportato da più parti, direi un 3-3-4 caratterizzato dalla posizione atipica di Fabregas e Messi. L’ex Arsenal spesso si è fatto trovare in zone più avanzate rispetto a Messi, e Leo non si è abbassato di meno per prendere palla. In realtà vagavano in una zona di nessuno, quasi a chiudere un quintetto di centrocampisti, e a turno si inserivano in area di rigore.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Fondamentale in questo modulo il ruolo delle due ali, che devono sacrificarsi parecchio: non perché debbano ripiegare ad aiutare la difesa (l’idea è sempre la stessa: conquistare le posizioni nella metacampo avversaria, raccogliersi e rimanere lì, perché su basi diverse questo sistema sarebbe chiaramente insostenibile), ma perché devono fare quasi i guardalinee, devono sacrificare opportunità da gol personali per mantenere una posizione rigida. Questo perché sono loro gli unici a dare ampiezza (i difensori laterali non sono veri e propri terzini, ed essendo solo tre in retroguardia non è che possano sovrapporsi più di tanto in fase offensiva), e restando larghissimi devono aprire tutti gli spazi possibili al centro. Con un lavoro oscuro, anche senza toccare palla, permettono ai cinque palleggiatori nel mezzo di fare i loro comodi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Pedro e Alexis bloccavano Zapata e Joan Oriol, impedendogli di aggiungersi al centro per raddoppiare sulle mezzepunte blaugrana. Posta questa premessa, il Barça poteva creare svariate situazioni di superiorità centralmente. Per Gonzalo e Musacchio è stato difficilissimo decifrare i momenti in cui uscire dalla difesa e tentare il raddoppio su Cesc e Messi, sufficientemente lontani dai difensori&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;del Villarreal per ricevere fronte alla porta e arrivare a fari spenti. Quando magari un difensore usciva su Messi, Cesc nel mentre attaccava lo spazio alle sue spalle. Non solo, ma quando tutta la linea difensiva del Villarreal si alzava per accorciare su Cesc e Messi e togliere questo spazio tra le linee, allora capitava che fosse Iniesta ad attaccarla alle spalle inserendosi senza palla. Iniesta o anche una delle due ali, che pur sacrificandosi, aveva sempre la possibilità del taglio, vedi il gol di Alexis.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Altra situazione di superiorità scaturiva dalle due mezzeali, Thiago e Iniesta. Il Villarreal infatti cercava di ovviare all’inferiorità numerica al centro della mediana (tre+Cesc e Messi contro il doble pivote di Garrido) stringendo con gli esterni verso il lato della palla. Per fare un esempio, supponiamo che il Barça stia tenendo palla sulla sinistra, con Iniesta. Il terzino avversario è fuori causa, bloccato da Pedro; vicino a Iniesta ci sono Keita, Cesc e Messi. Il Villarreal cercherà di difendere con l’esterno &lt;span&gt; &lt;/span&gt;che agisce nella zona di Iniesta, più Marchena e Bruno che scalano verso quella zona. La presenza di quattro giocatori blaugrana vicini però costringerà anche l’esterno del lato opposto, Cani, a scalare centralmente per evitare di lasciare spazio prezioso al Messi o Cesc di turno. Così rimane libera la mezzala blaugrana del lato opposto, in questo caso Thiago, che non potrà essere marcato perché Alexis blocca l’altro terzino. Il Barça ieri ha sfruttato molto bene questi movimenti di Thiago e Iniesta, “allontanarsi” rispetto al lato in cui si sta svolgendo l’azione per poi farsi trovare smarcati sul cambio di gioco.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Merita una menzione particolare la gara di Thiago, per la disciplina con cui ha interpretato un ruolo così delicato in un modulo tanto esigente: rispettando la propria posizione, senza andare a zonzo per il campo e senza rischiare una volta in possesso del pallone, ha fatto sì anche lui che il Barça non perdesse palla in zone pericolose e mantenesse uno schieramento ordinato per la transizione difensiva. Un po’ più intermittente la prova di Alexis Sánchez, che ancora ha in testa un calcio diverso da quello del Barça: si nota in certi momenti la sua tendenza a verticalizzare subito, sia nel giocare la palla che nel dettare immediatamente la profondità senza palla, senza aspettare che la sua squadra prenda prima le posizioni giuste nella metacampo avversaria.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Altra possibile situazione di superiorità (nel grafico sono tutte segnate col punto interrogativo rosso, in giallo i giocatori del Villarreal) il Barça potrebbe generarla coi difensori, in questo modulo fatto apposta per esaltare il gioco nella zona centrale del campo. Portando palla, i due difensori laterali, possono aggiungersi al centrocampo, costringere i mediani avversari a uscire e liberare ulteriore spazio per Thiago, Iniesta, Messi e Cesc. Una possibilità in realtà messa poco in pratica da Abidal e (ancora di più) Mascherano, un aspetto perfezionabile nelle prossime occasioni.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Una possibile vulnerabilità di questo 3-3-4 invece può manifestarsi all’inizio della manovra avversaria: visto ieri, il Barça pressa forte con Pedro-Cesc-Messi-Alexis che praticamente pareggiano i quattro difensori avversari che tentano di impostare, ma qualora un passaggio filtrasse, il Barça rischierebbe di trovarsi parecchio scoperto. I quattro centrocampisti avversari potrebbero manovrare in superiorità, e proporre sovrapposizioni sugli esterni difficilmente difendibili da un Barça che già deve tenere due attaccanti con soli tre difensori.&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;Lo spazio fra Iniesta/Thiago (le mezzeali) e Abidal/Mascherano è perciò il più delicato, da qui l’esigenza di assicurare il possesso-palla fino a zone molto avanzate, per perderlo solo quando l’avversario è schiacciato dietro e ha difficoltà a ripartire.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:11.25pt;text-align:justify;line-height: 110%;vertical-align:baseline"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:8.5pt;line-height:110%; font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:#333333;background:white;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;line-height:110%;vertical-align:baseline"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family: Calibri;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-hansi-font-family:Calibri; mso-bidi-font-family:Arial;color:#333333;background:white;mso-fareast-language: IT"&gt;Barcelona (3-3-4):&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-hansi-font-family:Calibri; mso-bidi-font-family:Arial;color:#333333;mso-fareast-language:IT"&gt; &lt;span style="background:white"&gt;Valdés; Mascherano, Sergio Busquets, Abidal; Thiago, Keita, Iniesta (Xavi, min.56); Alexis, Cesc (Dos Santos, min.70), Messi, Pedro (Villa, min.67) .&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;mso-line-height-alt:7.5pt"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-hansi-font-family:Calibri; mso-bidi-font-family:Arial;color:black;background:white;mso-fareast-language: IT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 17px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family: Calibri;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-hansi-font-family:Calibri; mso-bidi-font-family:Arial;color:#333333;background:white;mso-fareast-language: IT"&gt;Villarreal (4-4-2):&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-hansi-font-family:Calibri; mso-bidi-font-family:Arial;color:#333333;mso-fareast-language:IT"&gt; &lt;span style="background:white"&gt;Diego López; Zapata, Gonzalo, Musacchio, Oriol; Marchena, Bruno, Borja Valero (Camuñas, min.50); Cani (Wakaso, min.64), Nilmar (Senna, min.61) y Rossi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;mso-line-height-alt:7.5pt"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-hansi-font-family:Calibri; mso-bidi-font-family:Arial;color:black;background:white;mso-fareast-language: IT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 17px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family: Calibri;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-hansi-font-family:Calibri; mso-bidi-font-family:Arial;color:#333333;background:white;mso-fareast-language: IT"&gt;Goles:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-hansi-font-family:Calibri;mso-bidi-font-family:Arial; color:#333333;mso-fareast-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-hansi-font-family:Calibri; mso-bidi-font-family:Arial;color:black;background:white;mso-fareast-language: IT"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 17px; "&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-hansi-font-family:Calibri;mso-bidi-font-family:Arial; color:#333333;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;span style="background:white"&gt;1-0: m.25: Thiago. 2-0: m.45: Cesc. 3-0: m.47: Alexis. 4-0: m.51: Messi. 5-0: m.75: Messi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;mso-line-height-alt:7.5pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 17px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family: Calibri;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-hansi-font-family:Calibri; mso-bidi-font-family:Arial;color:#333333;background:white;mso-fareast-language: IT"&gt;Árbitro:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-hansi-font-family:Calibri; mso-bidi-font-family:Arial;color:#333333;mso-fareast-language:IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-hansi-font-family:Calibri;mso-bidi-font-family:Arial;color:#333333; background:white;mso-fareast-language:IT"&gt;Turienzo Álvarez. Mostró tarjeta amarilla a Zapata (min.20), Mascherano (min.33), Cesc (min.34), Wakaso (min.84) y Marchena (min.88).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;mso-line-height-alt:7.5pt"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-hansi-font-family:Calibri; mso-bidi-font-family:Arial;color:black;background:white;mso-fareast-language: IT"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 17px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family: Calibri;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-hansi-font-family:Calibri; mso-bidi-font-family:Arial;color:#333333;background:white;mso-fareast-language: IT"&gt;Incidencias:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-hansi-font-family:Calibri; mso-bidi-font-family:Arial;color:#333333;mso-fareast-language:IT"&gt; &lt;span style="background:white"&gt;Partido de la segunda jornada de Liga -la primera se suspendió por una huelga de la AFE- disputado en el Camp Nou ante 75.097 espectadores. Antes del inicio del encuentro se guardó un minuto de silencio por el fallecimiento de Heribert Barrera, quien fuera el primer presidente del Parlamento de Cataluña&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-5464490737779293840?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/5464490737779293840/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=5464490737779293840' title='34 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/5464490737779293840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/5464490737779293840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/08/prima-giornata-barcelona-villarreal-5-0.html' title='PRIMA GIORNATA: Barcelona-Villarreal 5-0'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-RDQmCo53YkI/Tl0eeMO4MjI/AAAAAAAAAqY/3CMu3UPQVIg/s72-c/Campo%2Bdi%2Bcalciio.png' height='72' width='72'/><thr:total>34</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-8444696047419023182</id><published>2011-08-29T14:19:00.001+02:00</published><updated>2011-08-29T14:21:05.476+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Liga'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Málaga'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sevilla'/><title type='text'>PRIMA GIORNATA: Sevilla-Málaga 2-1</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Per ora i fasti dell’Emirato di Al-Andalus sono lontani. Il nuovo ambiziosissimo Málaga è ancora un insieme raccogliticcio che necessita rodaggio. Dall’altra parte, manca ancora molto pure al Sevilla: ora come ora non lo vedrei per il quarto posto, però il progetto di Marcelino merita fiducia e pazienza, nonostante bruci l’eliminazione dalla Uefa per mano dell’Hannover.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;L’idea sarebbe quella di tornare all’essenza dell’EuroSevilla di Juande Ramos, cioè a ritmi alti, gioco diretto, palla subito verso le punte, attacchi incessanti dalle fasce, centrocampo senza regista ma con un elemento molto offensivo che si stacca dall’altro mediano e va a inserirsi a rimorchio dell’attacco (ruolo che sta provando a ricoprire l’esterno di ruolo Trochowski, e che già nella seconda metà della passata stagione svolgeva Rakitic, con buoni riscontri realizzativi). Per ora cose soltanto intraviste, ma i tre punti sono un buon inizio.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Il Málaga ha perso perché non è mai riuscito a controllare il tempo del gioco, ad addormentarla un po’ questa gara. La chiave, come sempre in tutte le squadre di Pellegrini, dovrebbe essere il quartetto di centrocampo. Una storia che abbiamo raccontato mille volte: i due esterni in realtà non sono tali, devono stringere centralmente e consentire la superiorità numerica sui mediani avversari (nel momento stesso in cui le due punte di Pellegrini bloccano i difensori impedendo loro di uscire per raddoppiare), e al tempo stesso aprire lo spazio ai terzini per inserirsi a sorpresa.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Al Málaga tutto ciò è mancato, e mi concentrerei in particolare sulla gara di Joaquín. Per un verso il giocatore più attivo, quello che veramente le ha provate tutte, per un altro colui che ha sabotato l’idea di gioco di Pellegrini. Attenzione, non è che a Joaquín manchi il gioco nelle zone interne, anzi col tempo ha accentuato questa caratteristica: i movimenti del Valencia però sono ben diversi da quelli del Málaga. A Valencia giocava più di rimessa, con più spazio, a Málaga deve offrire quest’appoggio tra le linee con la difesa avversaria schierata.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Invece, i movimenti di Joaquín son stati sostanzialmente tre:&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt; mso-add-space:auto;text-align:justify;text-indent:-18.0pt;mso-list:l0 level1 lfo1"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;1)&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Abbassarsi, anche accentrandosi per prendere palla, ma MAI dietro la linea di centrocampo avversaria;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoListParagraphCxSpMiddle" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom: .0001pt;mso-add-space:auto;text-align:justify;text-indent:-18.0pt;mso-list: l0 level1 lfo1"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;2)&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Restare largo per ricevere il cambio di gioco e da lì puntare come un’ala;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoListParagraphCxSpLast" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt; mso-add-space:auto;text-align:justify;text-indent:-18.0pt;mso-list:l0 level1 lfo1"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;3)&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Attaccare lo spazio alle spalle del terzino avversario, dettando subito il passaggio verticale.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Questo non vuol dire che gli siano riuscite delle buone giocate, o che alcuni movimenti siano stati intelligenti (in particolare quelli del terzo tipo), ma il problema è che così collettivamente qualcosa non quadra nel Málaga. Nessuna legge impone di giocare coi falsi esterni, ma se l’idea di Pellegrini è cercare come sempre ha fatto la superiorità centralmente, allora deve ricalibrare il suo undici titolare tenendo conto della presenza di Joaquín: magari togliendo una punta per aggiungere un trequartista (Buonanotte o Isco) e lasciare a Joaquín la libertà di svariare sulle fasce (cosa che peraltro deve sempre fare una delle punte nel modulo di Pellegrini: Rondón nel primo tempo, Seba Fernández nella ripresa).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Ma il Málaga visto ieri non va bene: poca densità nella zona della palla, niente gioco tra le linee (schierare il fantasma di Cazorla certo non aiuta), si è ridotto a una circolazione di palla orizzontale, con cross scontati e nessuna possibilità di sorpresa dai terzini.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;La scarsa continuità della manovra malaguista ha permesso a un Sevilla non irresistibile ma dalle idee perlomeno più chiare di fare la partita preferita: da una metacampo all’altra, rubare e ripartire negli spazi che lasciava un Málaga poco coordinato nei suoi tentativi di pressing alto (l’azione del primo gol, a inizio partita, è nata così, e anche un’occasione poco dopo) e “scollato” fra il centrocampo e una difesa sempre in ritardo nell’accorciare. Insomma, è stata la partita di Navas e Negredo, non di Cazorla e Toulalan.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;I MIGLIORI:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;b&gt;Negredo &lt;/b&gt;una vera bestia: migliora di partita in partita, sembra persino più veloce rispetto a qualche anno fa. Vince praticamente tutti i duelli, conquista tutti i palloni spalle alla porta, dà grande profondità con la sua corsa impetuosa, intimidisce in area di rigore e trova la porta praticamente da qualsiasi posizione, senza pensarci su. Lanciatissimo verso una maglia per l’Europeo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;I PEGGIORI:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; Una calamità la coppia &lt;b&gt;Demichelis-Mathijsen&lt;/b&gt;. Negredo gli mangia in testa: non azzeccano un anticipo e si fanno rubare il tempo in area di rigore. Specialmente l’argentino (sul primo gol tenta da solo il fuorigioco, e Negredo gli scappa), che però resta un giocatore molto importante nell’idea di gioco di Pellegrini, soprattutto per la sua capacità di impostare, fra le migliori in assoluto della Liga. Il gol su punizione è stupendo, ma la partita di&lt;b&gt; Cazorla&lt;/b&gt; resta orribile, mi spiace. Gli anni purtroppo passano anche per &lt;b&gt;Van Nistelrooy&lt;/b&gt;: può dare ancora un contributo importante quanto a movimenti e conoscenza (impareggiabile) del ruolo, ma il decimo di secondo di vantaggio sul difensore lo ha perso.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;Sevilla (4-4-2):&lt;/b&gt; Javi Varas; Cáceres, Spahić, Escudé, Fernando Navarro (1’ s.t. Coke); Navas, Medel, Trochowski, Perotti (19’ s.t. Armenteros); Manu del Moral (28’ s.t. Campaña), Negredo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;In panchina: Palop, Fazio, Alexis, Luis Alberto.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;Málaga (4-4-2):&lt;/b&gt; Caballero; Jesús Gámez, Demichelis, Mathijsen, Eliseu (27’ s.t. Monreal); Joaquín, Toulalan, Apoño (1’ s.t. Maresca), Cazorla; Rondón (1’ s.t. Seba Fernández), Van Nistelrooy.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;In panchina: Rubén, Duda, Buonanotte, Sergio Sánchez.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;Gol:&lt;/b&gt; Negredo (S); Negredo (S); Cazorla (M).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-8444696047419023182?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/8444696047419023182/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=8444696047419023182' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/8444696047419023182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/8444696047419023182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/08/prima-giornata-sevilla-malaga-2-1.html' title='PRIMA GIORNATA: Sevilla-Málaga 2-1'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-7014821121229984828</id><published>2011-08-29T01:25:00.000+02:00</published><updated>2011-08-29T01:26:08.467+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Liga'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Zaragoza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Real Madrid'/><title type='text'>PRIMA GIORNATA: Zaragoza-Real Madrid 0-6</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;E meno male che José Mourinho è un catenacciaro incapace di dare un gioco offensivo alle proprie squadre… rassegniamoci, le etichette e i pregiudizi sono lì per restare, questo fa parte della loro stessa definizione, ma intanto l’appassionato che ragiona con la propria testa si gode questo Real Madrid, anche al netto di un avversario imbarazzante.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;La partita del Madrid, il primo tempo nello specifico, è da manuale di come attaccare una difesa schierata, giocato con un intensità e un ritmo che già mettono agitazione nello spettatore, figuriamoci in chi se li trova di fronte. A questo proposito è interessante una prima (tutt’altro che definitiva, ovvio) valutazione della mossa di Coentrão centrocampista centrale, che a me per primo, lo confesso, lasciava perplesso. Coentrão centrale non è altro che un potenziamento di quel continuo scambio di posizioni che già l’anno scorso caratterizzava la trequarti merengue: al moto perpetuo di Özil e alle diagonali di Cristiano Ronaldo e Di María si aggiungono questi tagli dal centro verso l’esterno di Coentrão interessanti anche perché completano i movimenti “atipici” di Marcelo, oltre a liberare tutto lo spazio possibile a Xabi Alonso per impostare. Un Madrid illeggibile per l’avversario, esemplare l’azione del secondo gol, conclusa da Marcelo a centro area (!) dopo un’azione da un lato all’altro.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Resta da verificare l’inserimento di Coentrão in chiave difensiva: il 4-2-3-1 di Mourinho l’anno scorso soffriva molto nel ripiegare nella propria metacampo contro squadre capaci di gestire fasi di possesso prolungate (non il caso del Zaragoza oggi, evidentemente): il mancato rientro di Ronaldo spingeva Xabi Alonso verso sinistra, lasciando al solo Khedira il centro. L’inserimento di Coentrão sul centro-sinistra non può convincere di colpo Cristiano Ronaldo a sacrificarsi (ammesso che sia così e che Mourinho non gli chieda espressamente di non tornare), però aggiunge un giocatore con molta corsa, portato naturalmente allo spostamento laterale, e con questa capacità in grado di limitare certi squilibri, oltre che di mantenere Xabi Alonso nella posizione prediletta.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Fatti tutti gli elogi al Real Madrid, va rilevato come il destino del Zaragoza fosse già scritto nella sua formazione. Una squadra davvero indebolita rispetto a quella già non esaltante della scorsa stagione (in attesa di verificare l’inserimento del portoghese Ruben Micael, potenzialmente un acquisto-chiave): Aguirre parte con un 4-5-1 foltissimo, ma incapace nel trio centrale (Ponzio ancora ancora, ma Zuculini gira a vuoto e Abraham è un terzino-esterno riconvertito) di mettere in fila tre passaggi e dare un minimo di tempi d’uscita alla squadra in transizione offensiva. I primi minuti infatti sono d’apnea pura e semplice, e non puoi resistere schiacciato tutto dietro al Real Madrid. Incassato il secondo gol Aguirre cambia qualcosa, 4-2-3-1 con Lafita (l’unico che ci prova) spostato al centro della trequarti, ma i buoi sono scappati dalla stalla: nella ripresa il Madrid ha pure gli spazi per ripartire, e un gol tira l’altro.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;I MIGLIORI:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; Tutti bene nel Madrid, ovviamente, ma menzione particolare per &lt;b&gt;Özil&lt;/b&gt;, il fantasista moderno: non ha quel gusto del 10 classico, non “assapora” le giocate, in un lampo te lo trovi già nella zona calda. Meraviglioso nell’attaccare lo spazio e smarcarsi alle spalle del centrocampo avversario, innesca praticamente tutte le situazioni offensive più interessanti, anche più di Ronaldo e Di María, che si muovono negli spazi aperti dal tedesco. Se Özil è il fantasista moderno, &lt;b&gt;Marcelo &lt;/b&gt;è il terzino-fantasista, con la sua interpretazione del ruolo assolutamente fuori dagli schemi ma sempre più inserita negli schemi, anzi una delle basi del sistema offensivo di Mourinho.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;I PEGGIORI:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; Deludente l’ala destra messicana &lt;b&gt;Barrera &lt;/b&gt;(arrivato a Saragozza col connazionale Efraín Juárez), sulla carta una delle poche operazioni azzeccate di una campagna acquisti che ha visto arrivare sin troppi canterani del Real Madrid e del Barça più di nome che di spessore (Abraham, Edu Oriol, Mateos, Juan Carlos).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;Zaragoza (4-1-4-1):&lt;/b&gt; Roberto; Juárez, Fernando Meira, Da Silva, Paredes; Ponzio; Barrera (87’ Joel), Zuculini (52’ Edu Oriol), Abraham (52’ Pinter), Lafita; Uche.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;Real Madrid (4-2-3-1):&lt;/b&gt; Casillas; Sergio Ramos, Pepe, Carvalho, Marcelo; X.Alonso, Coentrão; Di María (75’ Callejón), Özil (77’ Kaká), C. Ronaldo; Benzema (75’ Higuaín).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;Gol:&lt;/b&gt; C. Ronaldo; Marcelo; Xabi Alonso; Cristiano Ronaldo; Kaká; C. Ronaldo.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-7014821121229984828?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/7014821121229984828/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=7014821121229984828' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/7014821121229984828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/7014821121229984828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/08/prima-giornata-zaragoza-real-madrid-0-6.html' title='PRIMA GIORNATA: Zaragoza-Real Madrid 0-6'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-216205835588551149</id><published>2011-08-28T13:28:00.003+02:00</published><updated>2011-08-28T13:32:26.831+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Liga'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Granada'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Betis'/><title type='text'>PRIMA GIORNATA: Granada-Betis 0-1: Rubén Castro 88'.</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Comincia col piede giusto il Betis, ma dovrà comunque proporre qualcosa di più se vorrà dar credito a quelle previsioni più rosee che lo indicano come possibile squadra rivelazione della Liga 2001-2012 (previsioni alle quali Pepe Mel ha risposto senza falsa modestia: “e perché no?”).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Ci si aspettava di più da questo scontro fra neopromosse, onestamente bruttino. Povero di contenuti e personalità il Granada.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Pepe Mel lancia il poppante Vadillo (gli anni sono 16, non 17 come ho scritto in precedenza) sulla fascia destra, e per l’occasione rinuncia al consueto 4-4-2 asimmetrico per passare a una sorta di 4-2-3-1 che tende a diventare 4-3-3 per la propensione di Salva Sevilla, teorico trequartista, ad abbassarsi per dettare i tempi e per la posizione di Iriney e Beñat, che non si muovono mai sulla stessa linea in fase di possesso.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Dopo una fase iniziale in cui soffre l’entusiasmo del Granada e non trova il pallone, il Betis sembra prendere il controllo della gara, ma è un controllo alquanto sterile. Mancano gioco tra le linee e profondità: i due esterni, Jefferson Montero ma soprattutto Vadillo, non offrono quei tagli nel mezzo che, eseguiti puntualmente, assicurerebbero al Betis superiorità sul trio di centrocampisti centrali del Granada.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Manca quel rimescolamento di posizioni del miglior Betis, e così Iriney, Salva Sevilla e Beñat palleggiano orizzontalmente, senza colpo ferire. A questo aggiungiamo che l’unica punta è Rubén Castro, mobilissimo ma portato a svuotare l’area, e abbiamo un quadro completo del gioco un po’ piatto degli ospiti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Ma se il fraseggio del Betis nelle zone interne è sterile, quello del Granada è inesistente. Davvero scolastica la proposta di Fabri: ripartenze, sovrapposizioni e cross al centro dell’area, generalmente con poche maglie biancorosse pronte alla conclusione. Tutto qui.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Rispetto alla scorsa stagione, il Granada ha perso un signor giocatore come Orellana, che dava quel po’ di elaborazione tra le linee, e lo ha rimpiazzato con Jaime Romero, mancino dal buon lancio che si è limitato a ricevere e cambiare gioco verso la fascia opposta, con Dani ”faccio-tutto-io” Benítez altrettanto improduttivo. L’unico “&lt;i&gt;uuuyyyyyyy&lt;/i&gt;” per il pubblico di casa arriva da un calcio d’angolo incornato da Diego Mainz e sventato benissimo da Casto.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Nemmeno i cambi effettuati nell’intervallo (i due nuovi acquisti Carlos Martins e Yebda a fare compagnia a Mikel Rico, con Lucena retrocesso in difesa) hanno elevato il centrocampo dalle sue miserie, e la partita è andata sempre più dalla parte di un Betis pure non brillante. Mel toglie lo spaesato Vadillo per inserire Jorge Molina, e il pennellone qualcosa lo dà sempre, se non altro con quei movimenti fra i centrali, anche spalle alla porta, che regalano maggior spazio ai centrocampisti per le loro rotazioni e i loro inserimenti. Rimane un 4-3-3, con Rubén Castro a destra (perchè non seconda punta libera di svariare? Forse per tenere basso Siqueira?) ma con movimenti sicuramente più aggressivi. Il Betis si avvicina maggiormente al gol, anche se per realizzarlo ci vuole uno svarione di Lucena che apre la via al neo-entrato (al posto di Salva Sevilla) Jonathan Pereira, il quale assiste Rubén Castro per un comodo appoggio a porta vuota.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;I MIGLIORI:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; ha trasmesso sicurezza la coppia di centrali del Betis, &lt;b&gt;Mario-Dorado&lt;/b&gt;. Il primo molto deciso e rapido nell’anticipare (oltre che con un’elevazione notevole per la sua statura non eccezionale), il secondo sempre preciso, pulito e persino elegante nelle coperture e nel riavviare l’azione. Non è perfetto nel gioco di squadra, ma sono assolutamente degni di nota gli spunti palla al piede di &lt;b&gt;Jefferson Montero&lt;/b&gt;, che in certi momenti, sfruttando soprattutto una maggior agilità nei primi metri, brucia persino quel treno di Nyom!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red"&gt;I PEGGIORI:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;b&gt;Ighalo&lt;/b&gt;, come già capitato in alcune gare dei playoff, fa rimpiangere l’assenza del bomber Geijo. L’arsenale offensivo del Granada per questa stagione in Primera lascia più di un dubbio. &lt;b&gt;Vadillo &lt;/b&gt;non ci capisce molto, si nota tutta l’inesperienza, sia senza palla che nelle scelte palla al piede. Si intravedono numeri interessanti (fisicamente direi che ricorda più il primo Cristiano Ronaldo, magro come un chiodo, che Joaquín), ma insomma dovrebbe essere ancora presto per lanciarlo in pianta stabile e per sacrificare il 4-4-2 asimmetrico, con un solo esterno di ruolo. Quell’unico esterno per ora non può che essere Montero, il ragazzino può comunque tornare utile a partita in corso.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;Granada (4-1-4-1):&lt;/b&gt; Roberto; Nyom, Pamarot (1’ s.t. Carlos Martins), Diego Mainz, Siqueira; Lucena; Jaime Romero (21’ s.t. Mollo), Abel (1’s.t. Yebda), Mikel Rico, Dani Benítez; Ighalo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;Betis (4-2-3-1):&lt;/b&gt; Casto; Chica, Mario, Dorado, Nacho; Iriney, Beñat; Vadillo (6’ s.t. Jorge Molina), Salva Sevilla (41’ s.t. Jonathan Pereira), Montero (47’ s.t. Álex Martínez); Rubén Castro.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;Gol:&lt;/b&gt; Rubén Castro 43’ s.t..&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-216205835588551149?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/216205835588551149/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=216205835588551149' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/216205835588551149'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/216205835588551149'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/08/prima-giornata-granada-betis-0-1-ruben.html' title='PRIMA GIORNATA: Granada-Betis 0-1: Rubén Castro 88&apos;.'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-6004061489987335947</id><published>2011-08-27T00:05:00.009+02:00</published><updated>2011-08-27T00:14:51.789+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Barcelona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Spagnole nelle coppe'/><title type='text'>Anche questa è andata (a loro).</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-VyPuVSWtT2U/TlgZRsKoeEI/AAAAAAAAAqQ/UZCqJ3LNdK8/s1600/Bar%25C3%25A7a%2Bsupercoppa%2Beuropea%2B2011-2.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 273px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-VyPuVSWtT2U/TlgZRsKoeEI/AAAAAAAAAqQ/UZCqJ3LNdK8/s400/Bar%25C3%25A7a%2Bsupercoppa%2Beuropea%2B2011-2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5645289924613142594" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Finora sono due su due. I meno importanti dei trofei importanti il Barcelona li ha vinti, anche se qualcosina ha lasciato a desiderare. Difficoltà simili alle due partite col Real Madrid, ma la minor qualità dell’avversario e l’episodio giusto (l’errore di Guarín che apre la strada del gol dell’1-0 a Messi, per il resto bravissimo nella finta a scartare il portiere, un gol che nella bellezza nascosta dietro l’apparente semplicità ha ricordato quello segnato la scorsa stagione all’Arsenal) hanno messo la strada in discesa.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Il Porto, passato da Vilas Boas a Vitor Pereira ma ancora con le idee molto chiare, schierato nel suo 4-1-4-1 replicava in un certo senso il Real Madrid dell’ultima finale di Copa del Rey, cioè baricentro alto ma non altissimo, e pressing feroce sui centrocampisti blaugrana una volta che ricevono dai difensori.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Il Barça non ci ha capito molto nella prima mezzora, perché così come in Supercoppa di Spagna la fase iniziale della sua manovra era pessima. Ancora una volta non convincono la difesa di rincalzo e Keita davanti alla difesa. Terrificanti Mascherano e Abidal (quest’ultimo talmente impacciato nella ripresa da rischiare un fallo da rigore che ci sarebbe stato tutto) nel portare palla e nel dare i primi passaggi, sempre incerto Keita nel trovare la posizione giusta per ricevere dai difensori. Il maliano da mezzala dimostra un senso tattico eccellente nel dare l’appoggio a chi porta palla, ma schierato in questo ruolo fatica a trovarsi e anche a coordinare i propri movimenti con quelli di Xavi: in molti momenti, quando Xavi retrocede per prendere palla, Keita rimane inchiodato lì, sulla stessa linea, non taglia verso uno spazio libero più avanti (come farebbe Busquets: anzi, è la cosa migliore che sa fare Busquets) e così (non) facendo non porta via avversari né apre spazi al compagno per vedere meglio il gioco. Di fatto, si nota una sorta di spaccatura fra Xavi e Keita alla base del centrocampo e Messi e Iniesta sulla trequarti che toglie continuità alla manovra blaugrana. Anche la catena di destra funziona male, con un Alves svagato che non sempre si colloca alla giusta altezza e quindi non aiuta la squadra a guadagnare metri in uscita dalla difesa, togliendo anche, davanti a lui, il riferimento a Pedro per muoversi senza palla.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Il Barça sopravvive grazie all'intelligenza di Iniesta, sempre magnifico nello smarcarsi in quegli spazi intermedi (un po’al centro un po’ defilato, un po’ trequarti un po’ no, che sfuggono anche al più sofisticato radar avversario: in questo caso sfrutta le pessime letture in fase difensiva del secondo me sopravvalutato Guarín) per poi tenere palla e dare respiro alla squadra, e alla capacità individuale di Messi, che quando entra in possesso del pallone fa quello che sappiamo tutti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Il Porto comunque gioca meglio, e se magari non merita così decisamente il vantaggio di certo non merita di andare sotto. Il fatto di perdere palla “male” espone ancora di più le lacune di una difesa rimaneggiata dalle assenze di Piqué e Puyol: affiora lo scarso talento difensivo degli Adriano, Mascherano e Abidal, con l’esplosivo Hulk che vede una preda facile in Adriano e si avvicina al gol, prima che Guarín commetta la sciocchezza e Messi ipotechi il match.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Secondo tempo in discesa perché una volta passato in vantaggio il Barça per caratteristiche diventa praticamente irrimontabile, ma anche perché fa caldo, siamo a inizio stagione e la dispendiosa strategia del Porto cala ovviamente d’intensità. Il pressing comincia a farsi individuale, la palla non si riconquista più, e se non fosse per un gran destro da fuori di Guarín (e grande parata di Valdés) e il rigore non dato di cui sopra si darebbe la partita già per conclusa. La ciliegina è il gol di Cesc Fàbregas al termine di un bel contropiede condotto da Messi: nei primi minuti in maglia blaugrana Cesc ha già ampiamente ribadito la sua spiccata propensione all’inserimento, e una concezione del gioco più verticale di quella di Xavi e Iniesta che farà sicuramente comodo nel corso della stagione.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;FOTO:&lt;/b&gt; marca.es&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-6004061489987335947?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/6004061489987335947/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=6004061489987335947' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/6004061489987335947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/6004061489987335947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/08/anche-questa-e-andata-loro.html' title='Anche questa è andata (a loro).'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-VyPuVSWtT2U/TlgZRsKoeEI/AAAAAAAAAqQ/UZCqJ3LNdK8/s72-c/Bar%25C3%25A7a%2Bsupercoppa%2Beuropea%2B2011-2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-8572578251308593486</id><published>2011-08-25T17:09:00.032+02:00</published><updated>2011-08-25T23:43:14.333+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Analisi squadre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Betis'/><title type='text'>"Musho Beti", nonostante tutto.</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-00guG0UDJyw/TlZnE97rN4I/AAAAAAAAApY/t6YcPUuamT4/s1600/Real_Betis_logo.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 395px; height: 349px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-00guG0UDJyw/TlZnE97rN4I/AAAAAAAAApY/t6YcPUuamT4/s400/Real_Betis_logo.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5644812517997492098" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;i&gt;Ley Concursal&lt;/i&gt;. Un nome, mille problemi. In Spagna le squadre con debiti verso i propri dipendenti o verso lo Stato (e che dichiarano di non poter garantirne il pagamento) possono fare ricorso a questa legge che, ponendole in amministrazione controllata, consente di rinegoziare il debito (con acquisti e cessioni subordinate alla soddisfazione dei creditori) assicurando al contempo la permanenza nella propria categoria, senza il castigo della retrocessione che invece figura in altri paesi. Negli ultimi anni 22 club sui 42 di Primera e Segunda son passati per la Ley Concursal, dato allucinante che dà la misura dell’insostenibile sistema finanziario del calcio spagnolo attuale, colosso dai piedi d’argilla o tigre di carta, usate un po’ la frase fatta che volete. L’ingiustizia intrinseca alla Ley Concursal risiede nell’indulgenza riservata ai club che “barano”, vantaggio competitivo ingiustificato rispetto a quelle società che invece si limitano a spendere ciò che incassano.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Questa è una delle motivazioni alla base del sacrosanto sciopero indetto dall’Associazione Calciatori spagnola: la garanzia della non-retrocessione incentiva il mancato rispetto dei contratti da parte dei club, e uno dei punti, assieme alla costituzione di un fondo di garanzia federale che tuteli i giocatori, è proprio la richiesta di una riforma della Ley Concursal, che il governo dovrebbe peraltro portare avanti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Questa noiosissima premessa solo per chiarire il perché non trovate ancora alcun articolo sulle partite di Liga, e per introdurre un club che alla Ley Concursal sta facendo ricorso, cioè il Real Betis Balompié. Lasciando da parte le contortissime vicende societarie (vi basti sapere che nell’ultimo anno il tiranno De Lopera è stato finalmente abbattuto, e lo stadio ha riacquisito la denominazione “Benito Villamarín”), ci concentriamo sul gioco, e qui il Betis può dire molte cose interessanti anche al suo ritorno in Primera, viste le premesse poste nella scintillante passata stagione.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-q1IYMqivMaE/TlZnSQgI-JI/AAAAAAAAApg/_k0ASgKzOp0/s1600/Campo%2Bdi%2Bcalcioo.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 290px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-q1IYMqivMaE/TlZnSQgI-JI/AAAAAAAAApg/_k0ASgKzOp0/s400/Campo%2Bdi%2Bcalcioo.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5644812746320574610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Altri giocatori.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;b&gt;Portieri:&lt;/b&gt; Casto, Fabricio. &lt;b&gt;Difensori:&lt;/b&gt; Isidoro (terzino destro), Antonio Amaya (centrale), Fernando Vega (terzino sinistro/centrale), Calahorro (centrale), Nelson (terzino destro) Miki Roqué (centrale). &lt;b&gt;Centrocampisti:&lt;/b&gt; Cañas (centrale), Juanma (esterno/ala), Ezequiel (esterno/ala), Momo (esterno sinistro). &lt;b&gt;Attaccanti:&lt;/b&gt; Jonathan Pereira (seconda punta/esterno).&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;La Segunda negli ultimi anni ci sta abituando a un cambio di modello: come tutte le categorie inferiori, tecnicamente più povere, lo stereotipo vuole che le giocate siano meno pulite e quindi le partite più spezzettate, con conseguente predominio della tattica e degli episodi, magari da palla ferma. Stereotipo in alcuni casi ancora valido, ma tuttavia smentito da squadre che anche in Segunda cercano di proporre un calcio più complesso, più elaborato e organizzato a partire dal possesso-palla, esattamente come avviene ai piani altissimi del Barcelona e della nazionale spagnola.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;A questo proposito, &lt;a href="http://calciospagnolo.blogspot.com/2010/01/cartagena-sogna.html"&gt;in passato analizzammo il Cartagena&lt;/a&gt;, che però non ha coronato con la promozione il suo “tiqui-taca” (vedremo ora così combinerà al Levante Juan Ignacio Martínez, con giocatori sulla carta meno adatti); col Betis invece parliamo della massima espressione, una squadra capace la scorsa stagione non solo di dominare la Segunda, ma rivelazione anche in Copa del Rey, con annessa lezione di calcio a domicilio al Getafe e doppia sfida con il Barça giocata da pari a pari. Certo,mi prenderete per scemo se parlo così di una gara finita 5-0, ma nessuna squadra l’anno scorso ha fatto soffrire il Barça al Camp Nou come il Betis in quel primo tempo. Con la sua stessa medicina, contendendo ai blaugrana il possesso del pallone e pressandoli alto. La vittoria 3-1 al ritorno, pure inutile ai fini della qualificazione, ha rappresentato la ciliegina sulla torta. Vedere maglie blaugrana correre dietro al pallone non è una cosa di tutti i giorni.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Ci sono dubbi su come questo Betis possa concretizzare in termini di gol fatti e subiti, ma certo è che Pepe Mel ha costruito una squadra in grado di fare sempre comunque la partita.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Prima delle considerazioni sul modulo, che può variare, sono due i concetti fondamentali (alla base anche della Spagna, con il centrocampo foltissimo e i falsi esterni) che danno forma al sistema di gioco del Betis:&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoListParagraphCxSpFirst" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt; mso-add-space:auto;text-align:justify;text-indent:-18.0pt;mso-list:l0 level1 lfo1"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;1)&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Densità nella zona della palla;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoListParagraphCxSpLast" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt; mso-add-space:auto;text-align:justify;text-indent:-18.0pt;mso-list:l0 level1 lfo1"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;2)&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Pochi punti di riferimento, poche posizioni fisse, occupare gli spazi in corsa, mai presidiarli staticamente.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; line-height:115%;color:red"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; line-height:115%;color:red"&gt;Il triangolo di centrocampo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;line-height:115%;color:red"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Questa filosofia di gioco ha il suo nucleo operativo più forte nel trio di centrocampo del 4-4-2 (o 4-4-1-1) asimmetrico di Mel. Iriney e Beñat al centro, Salva Sevilla (esterno più falso di Giuda, a destra più spesso che a sinistra) gestiscono la maggior parte dei palloni e dettano i ritmi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Ma ovviamente la manovra per essere fluida deve partire “pulita” sin dalla difesa: il Betis inizia nel 99% dei casi palla a terra (anche sui rinvii dal fondo), con i terzini che partono alti e i due centrali ben larghi per aggirare il pressing avversario. Spesso si aggiunge fra i due centrali uno dei due mediani (Beñat scala più spesso di Iriney), componendo la pseudo-difesa a tre diventata un tormentone da quando Guardiola ha cercato di copiarla da La Volpe, peraltro senza successo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Un meccanismo tattico che sta diventando quasi una moda, ma che per essere applicato ha comunque bisogno delle caratteristiche giuste, perché altrimenti il rischio è che tre giocatori dietro si passino il pallone senza guadagnare un metro, costringendo i loro compagni a retrocedere e facilitando il pressing avversario, vedi il caso del Valencia che questa roba qua la fa malissimo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Nel caso del Betis invece il giochino funziona: i v&lt;i&gt;erdiblancos &lt;/i&gt;più che subire il pressing sembrano chiamarlo per poi sfruttare gli spazi scoperti dall’avversario, che si trova preso da una sorta di dilemma tattico: più alza il pressing più rischia di allungare i propri reparti, costringendo la difesa ad alzarsi troppo, a costo di lasciare scoperti alcuni spazi intermedi delicatissimi. Questi spazi il Betis li sa sfruttare, o con i due terzini alti (se agli avversari non bastano due attaccanti per pressare i due difensori centrali+Beñat, sarà l’esterno più vicino a dover aiutare in pressing, ma così il terzino del Betis su quel lato resta smarcato) oppure con i centrocampisti esterni che tagliano verso il centro fornendo un’opzione di passaggio in più e così bloccando i due mediani avversari, che se avanzano per pressare Beñat rischiano di scoprire altri pericolosissimi spazi intermedi.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Più comodo riassumere queste situazioni nel grafico che trovate sotto: si ipotizza che il Betis stia facendo girare palla verso il proprio lato sinistro, in rosso sono gli avversari schierati con un 4-4-2, le freccette indicano i rispettivi movimenti nel corso dell'azione, mentre i punti interrogativi gialli segnalano le zone intermedie che l'avversario può lasciare scoperte.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Il terzino destro rosso chi prende: Montero oppure Nacho? E Rubén Castro che potrebbe tagliare alle sue spalle? E con le due punte del Betis che pareggiano i difensori centrali+Iriney e Salva Sevilla che pareggiano i due centrocampisti centrali, chi copre lo spazio tra le linee? La difesa avversaria allora dovrà accorciare, ma così diventerebbe ancora più vulnerabile nel caso il Betis facesse filtrare un pallone...&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-oXBa_nQAJlQ/TlZpArJV1rI/AAAAAAAAApo/AMg_b-_24fA/s1600/Campo%2Bdi%2Bcalcia.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 290px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-oXBa_nQAJlQ/TlZpArJV1rI/AAAAAAAAApo/AMg_b-_24fA/s400/Campo%2Bdi%2Bcalcia.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5644814643258316466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Il parco-centrali è un po’ un’incognita. L’unica certezza rispetto alla scorsa stagione è il mancino &lt;b&gt;Dorado&lt;/b&gt;, il leader del reparto, giocatore dal buon senso della posizione, con una certa eleganza e discreta qualità nell’avviare l’azione. Un profilo che calza benone con quello che è lo stile di gioco richiesto. L’altro centrale, il destro, è un’incertezza sia perché si tratta di nuovi acquisti (gli inquilini dello scorso anno sono out per motivi ben diversi: il mitico Belenguer per vecchiaia conclamata si trova senza squadra, il giovane e sfortunatissimo Miki Roqué lotta contro un tumore maligno) sia per le caratteristiche, nonostante l’esperienza dei due due innesti, &lt;b&gt;Mario&lt;/b&gt; dal Getafe e &lt;b&gt;Ustaritz &lt;/b&gt;dall’Athletic: centrali di rendimento ma tecnicamente non eccezionali, più con caratteristiche da marcatore. Completa la lista dei centrali un altro nuovo innesto, &lt;b&gt;Antonio Amaya&lt;/b&gt; (ma Pepe Mel lo conosce dai tempi in cui allenava il Rayo Vallecano), con possibilità anche per il canterano&lt;b&gt; Calahorro&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Passato il pallone dalla difesa, entra in gioco il triangolo: &lt;span&gt; &lt;/span&gt;Beñat e Iriney mai sulla stessa linea perché si alternano come detto fra l’appoggio ai difensori e il centrocampo, e poi &lt;b&gt;Salva Sevilla&lt;/b&gt;, che quasi mai partecipa all’inizio della manovra ma che una volta passato il cerchio di centrocampo diventa il vero regista della squadra.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-TgjrNhq4MOA/TlZqFOS2NlI/AAAAAAAAApw/GcyxZSVtfS4/s1600/salva_sevilla.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 181px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-TgjrNhq4MOA/TlZqFOS2NlI/AAAAAAAAApw/GcyxZSVtfS4/s400/salva_sevilla.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5644815820924532306" /&gt;&lt;/a&gt;Un Lord il buon Salva: non si scompone, &lt;span&gt; &lt;/span&gt;non si spettina, mai un gesto brusco, uno strappo, un’accelerazione rabbiosa. A lui basta smarcarsi per ricevere, alzare la testa, valutare le opzioni, temporeggiare se del caso (la &lt;i&gt;pausa&lt;/i&gt;!) recapitare la palla nel punto preciso. Elegante, intelligentissimo nelle scelte, tocco limpido che fa valere anche sui calci piazzati oltre che nelle rifiniture. Può partire da esterno indifferentemente a destra o a sinistra, tanto viene sempre al centro a prendere palla, da centrale nel &lt;i&gt;doble pivote&lt;/i&gt; o da trequartista. Quest’ultima opzione la meno consigliabile, avanzarlo troppo lo allontana dalla costruzione della manovra, che è il suo pane molto più dello spunto nell’ultimo quarto di campo. Certo non è veloce, ma è molto continuo e pure disciplinato nei ripiegamenti difensivi. Sorprendente che a 27 anni, dopo una trafila fra Poli Ejido, Sevilla Atlético (ahi ahi ahi) e UD Salamanca, questa sia la sua prima esperienza in Primera.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Altro giocatore-chiave per gli equilibri è &lt;b&gt;Iriney&lt;/b&gt;, vecchia conoscenza degli appassionati di Liga sin dai tempi del Celta. Gioca sempre corto, molto semplice il brasiliano, ma sa leggere benissimo lo spazio in cui situarsi in tutte le fasi del gioco, come appoggio in fase offensiva e come diga in quella di non possesso.&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-5okmsSBakuM/TlZqmjfe-BI/AAAAAAAAAqA/LDBeV4mhg-Y/s1600/Iriney.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 139px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-5okmsSBakuM/TlZqmjfe-BI/AAAAAAAAAqA/LDBeV4mhg-Y/s200/Iriney.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5644816393550362642" /&gt;&lt;/a&gt;Dei tre è sicuramente quello con le maggiori qualità difensive, grintoso e reattivo nel primo pressing ma anche accorto nel temporeggiare e coprire lo spazio davanti alla retroguardia.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Dei tre il basco &lt;b&gt;Beñat &lt;/b&gt;(made in Lezama, cantera Athletic) è forse quello con meno qualità, meno senso del gioco e meno geometrie, ma è comunque importante per il dinamismo e la grande mole di lavoro. È quello che copre più campo: lo vediamo un attimo prima fra i difensori ad inizio azione, e qualche secondo dopo nella metacampo avversaria, generalmente con più licenze offensive rispetto ad Iriney. Beñat ha un buon destro, e non di rado ci prova dalla lunga distanza.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Dovrebbe presumibilmente competere per una maglia con Beñat il nuovo arrivato &lt;b&gt;Matilla&lt;/b&gt;, che potrebbe rivelarsi un colpaccio (e un tremendo errore da parte del Villarreal che lo ha lasciato andare via a titolo definitivo). Ventitre anni, già lo abbiamo segnalato come una grande promessa, il centrocampista emergente che forse più di tutti ricorda Xavi. Posizione in campo e funzioni sono simili (non parte proprio davanti alla difesa, ma qualche metro più avanti, tiene palla la smista detta i tempi e lega i reparti), ma la cosa che colpisce di più sono le movenze simili al campione blaugrana, in particolare la celeberrima giravolta su se stesso, mettendo il corpo fra l’avversario e il pallone, uno stratagemma per non perdere mai palla (e qualche volta saltare pure l’uomo) pur non avendo il dribbling secco nelle corde.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Per qualità, alla lunga dovrebbe passare davanti a Beñat, ma va verificata la sua consistenza (anche difensiva), e inoltre pare che Mel non sia contentissimo di quanto il ragazzo ha mostrato in pretemporada.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt; line-height:115%;color:red"&gt;Molto movimento, ma quanti gol?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Il giocatore che in attacco simboleggia questa manovra senza punti di riferimento è &lt;b&gt;Rubén Castro&lt;/b&gt;, devastante l’anno scorso con 27 gol in 42 partite di Segunda. Fondamentale il suo movimento sul fronte offensivo, in particolare i tagli dal centro verso l’esterno che, portando via i difensori avversari, creano situazioni di incertezza e superiorità numerica e aprono spazi ai tagli e agli inserimenti dal centrocampo. L’apriscatole dell’attacco &lt;i&gt;verdiblanco &lt;/i&gt;oltre che il massimo goleador questo piccoletto (1,70) rapido e reattivo sul breve, tecnico e col gusto per la giocata fantasiosa ed elegante tipico della scuola canaria. In Segunda ha segnato gol magnifici per freddezza e classe, ma il problema è che a 30 anni nella sua carriera ha sempre e immancabilmente fatto scena muta una volta messo alla prova in Primera: cominciò col botto all’esordio nel Las Palmas, una doppietta nel 4-2 casalingo al Real Madrid Galáctico (quello vero, della stagione 2001-2002), ma le successive esperienze nella massima serie (fra Albacete, Nàstic e Deportivo, che lo ha sempre mandato in giro come un pacco postale) son state balbettanti, per usare un eufemismo. Pepe Mel però lo ha avuto anche al Rayo, e si fida ciecamente di lui.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-zJAYalF74NU/TlZq4NHFS4I/AAAAAAAAAqI/1e0MrFH-VoU/s1600/Rub%25C3%25A9n%2BCastro.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 292px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-zJAYalF74NU/TlZq4NHFS4I/AAAAAAAAAqI/1e0MrFH-VoU/s400/Rub%25C3%25A9n%2BCastro.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5644816696780082050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;L’altro attaccante è l’ariete (1,89) Jorge Molina, centravanti classico che lavora sui due centrali, cerca la profondità e si fa sentire in area, buoni movimenti e discrete doti di finalizzatore, ma anche un po’ macchinoso. Jorge Molina è un’altra totale incognita a livello di Primera: a 28 anni non ci ha mai giocato, e i gol fatti (tanti comunque, 22 la scorsa stagione e 27 nel 2009-2010 con l’Elche, capocannoniere della categoria) son sempre stati in categorie inferiori.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Oltre a questo discorso, l’attacco preoccupa per i pochi effettivi: l’unica altra opzione disponibile al momento è &lt;b&gt;Jonathan Pereira&lt;/b&gt;, vivacissima seconda punta (spesso però troppo frenetico e confusionario nelle azioni, oltre che peso-piuma portato a perdere praticamente ogni contrasto) o esterno, non certo l’alternativa d’area a Jorge Molina che servirebbe. La società sta cercando sul mercato, nei limiti della Ley Concursal: fortunatamente sfumato Zigic (per caratteristiche, il cestista serbo avrebbe rappresentato un sasso, anzi un macigno nell’ingranaggio del &lt;i&gt;tiqui-taca&lt;/i&gt; di Pepe Mel), si prova col Manchester City per Santa Cruz.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Un bel colpo alla credibilità offensiva del Betis lo ha dato poi la cessione di Emana (obbligata, perché il tizio voleva andarsene e i 4,5 milioni dell’Al Hilal non fanno propriamente schifo a un club in amministrazione controllata). Il camerunese è un giocatore discontinuo, talvolta indolente, per certi versi sgrammaticato perché non rispetta le consegne tattiche e i canoni di quello che si deve fare con il pallone tra i piedi in un dato momento, ma era anche l’unico giocatore capace di fare la differenza col cambio di ritmo. Il titic-titoc di Salva Sevilla, Iriney e Beñat è ammaliante, i tre potrebbero tranquillamente scrivere un manuale di geometria, però una volta arrivati sulla trequarti bisogna graffiare, e il Betis visto in questo precampionato in tal senso ha un po’ preoccupato. Prendiamo l’amichevole con la Juventus: chiaro predominio, tappeti rossi fino al limite dell’area avversaria, ma una volta arrivati lì il blackout.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Senza Emana il Betis perde la sua scheggia impazzita, perde imprevedibilità e gol, e anche qualche possibilità tattica: l’anno scorso poteva variare fra una e due punte, mentre ora come ora sembra obbligato l’attacco con Jorge Molina e Rubén Castro più un esterno molto offensivo, praticamente un’ala, a supporto.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Eccolo, il 4-4-2 asimmetrico di Mel: a centrocampo, un solo uomo deve dare ampiezza. Il prescelto è il 22enne ecuadoriano &lt;b&gt;Jefferson Montero&lt;/b&gt;, forse il miglior acquisto (il Villarreal questo però lo ha dato solo in prestito). Grande talento, personalmente mi ricorda Nani, sia per il modo di accelerare e fintare che per l’agilità da primate (senza nessuna offesa). Molto abile anche nello stretto, sempre pronto a giocarsi l’uno contro uno ma senza comunque giocare solo per conto suo. Non può coprire l’assenza di Emana, però può surrogarne in parte l’esplosività.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Con l’arrivo di Jefferson Montero, più difficile che veda il campo &lt;b&gt;Ezequiel &lt;/b&gt;Calvente, segnalato come bambino prodigio della cantera l’anno scorso ma che rischia persino (non aver fatto la preparazione col club per disputare il mondiale Under 20 non lo aiuta) di subire la concorrenza di altri canterani emergenti, in particolare &lt;b&gt;Sergio Rodríguez &lt;/b&gt;(esterno-trequartista) e &lt;b&gt;Vadillo &lt;/b&gt;(esterno di 17 anni paragonato a Joaquín, anche se per ora ho potuto solo vedere in fotografia un’improponibile cresta alla Neymar), i quali raccolgono elogi su elogi da chi li ha visti giocare.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Forse troppi esterni per una maglia sola, considerando che c’è anche il veterano &lt;b&gt;Juanma&lt;/b&gt;: molto verticale, ha sempre garantito un buon rendimento nelle sue esperienze di Primera, al Levante come al Betis. Preferisce però giocare a destra, quindi nel caso di un suo impiego Salva Sevilla passerebbe a sinistra, anche se Mel valuta pure l’alternativa del 4-3-3 con due ali pure.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;Meglio comunque un solo esterno di ruolo, per mantenere la mancanza di punti di riferimento dell’attacco e i fitti scambi del triangolo di centrocampo. Perciò è fondamentale che sulla fascia “monca”, in assenza di esterni sia il terzino a dare profondità. Qui un altro potenziale problema: il terzino più offensivo disponibile è infatti il mancino &lt;b&gt;Nacho &lt;/b&gt;(ex centrocampista, con capacità per rilanciare il gioco e uscire in dribbling dalla pressione avversaria), ma Nacho davanti a sé ha Montero, e quindi meno spazi per attaccare. Servirebbe un Nacho a destra, ma né il nuovo acquisto &lt;b&gt;Chica&lt;/b&gt; (soldatino di scuola Espanyol utilizzabile anche a sinistra) né &lt;b&gt;Isidoro&lt;/b&gt; hanno queste caratteristiche. Le aveva Miguel Lopes la scorsa stagione, che infatti il Betis cerca di riottenere in prestito dal Porto, e le potrebbe avere &lt;b&gt;Nelson&lt;/b&gt;, che però deve ancora riprendersi dal grave infortunio occorsogli nella (non malvagia) stagione trascorsa in prestito all’Osasuna.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-8572578251308593486?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/8572578251308593486/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=8572578251308593486' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/8572578251308593486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/8572578251308593486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/08/musho-beti-nonostante-tutto.html' title='&quot;Musho Beti&quot;, nonostante tutto.'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-00guG0UDJyw/TlZnE97rN4I/AAAAAAAAApY/t6YcPUuamT4/s72-c/Real_Betis_logo.png' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-2505383755019706271</id><published>2011-08-17T19:43:00.003+02:00</published><updated>2011-08-17T19:48:16.381+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calcio giovanile'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Seleccion'/><title type='text'>Delusione Under 20.</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Proprio nella partita giocata meglio, il quarto contro il Brasile, l’Under 20 esce ai rigori. Verdetto forse ingiusto (la Spagna è parsa superiore), ma che non nasconde la delusione che, tutto sommato, lascia il rendimento offerto dalla selezione di Lopetegui. Ci si aspettava di più, molto di più, da una Under 20 che aveva come modelli&lt;a href="http://calciospagnolo.blogspot.com/2010/08/un-piccolo-dream-team.html"&gt; l’Under 19 dello scorso europeo (arrivata seconda, ma con la nazionale giovanile spagnola più forte che abbia mai visto, e di gran lunga&lt;/a&gt;) e anche quella della fase élite dell’Europeo Under 19 di quest’anno (cioè il girone eliminatorio precedente la fase finale vera e propria, vinta un paio di settimane fa da Sarabia, Morata e Deulofeu), che ha fornito a questa Under 20 i suoi migliori elementi, Isco, Koke e Sergi Roberto.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;È stata una Spagna che rispetto a quei modelli non ha offerto la stessa continuità di gioco. Brutta nell’esordio contro la Costa Rica (nonostante il 4-1 finale), così così con l’Ecuador (vittoria 2-0), ha concluso il girone a punteggio pieno (allenamento contro l’Australia per le seconde linee: 5-1) ma senza mai convincere, avvisaglia del soffertissimo ottavo contro una Corea del Sud meglio organizzata oltre che tremendamente dinamica, battuta solo ai rigori.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;I rigori segnano il capolinea invece contro un Brasile che pur essendo stato dominato passa in vantaggio nel primo tempo, sfruttando l’abilità dei suoi giocatori offensivi che in azioni isolate creano non pochi imbarazzi ai difensori spagnoli (soprattutto il fianco sinistro: il centrale Amat e ancora di più il terzino Planas, parso inadeguato). Gara più equilibrata a partire dalla ripresa (con cambio tattico del Brasile: difesa a tre dopo l’arretramento di Casemiro), un botta e risposta con le squadre sempre più lunghe e spazi per i solisti (Isco da una parte e il subentrato Dudu dall’altra), fino all’epilogo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;FORMAZIONE-TIPO (4-2-3-1, o&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;4-3-3)&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;------------Fernando Pacheco--------&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;H. Mallo---Bartra----Amat-----Luna&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;span&gt;      &lt;/span&gt;&lt;span&gt;                              &lt;/span&gt;(Pulido)-(Planas)&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;-----------Oriol Romeu---Koke---------&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Tello------------Canales------------Isco&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;------------------Rodrigo------------------&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;span&gt;                            &lt;/span&gt;(A.Vázquez)&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Se la Spagna Under 20 non ha offerto il gioco atteso è perché in parte è stata snaturata. Continuando col paragone con le Under 19, sia quella dell’anno scorso che quella dell’ultima fase élite erano accomunate da un aspetto, pure nella diversità dei moduli: la grande quantità di opzioni di passaggio nella fascia centrale del campo. Chi portava palla aveva sempre due-tre alternative, centrocampisti che giocavano ravvicinati ma senza mai pestarsi i piedi, anzi scambiandosi continuamente le posizioni senza muoversi sulla stessa linea, causando una certa difficoltà di lettura al sistema difensivo avversario. Il resto, anzi la parte più importante, lo facevano giocatori che parlavano la stessa lingua, coi tempi, la visione di gioco e i movimenti che si completavano.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Nell’Under 19 del 2010, allenata da Milla, c’era un teorico doble pivote con Oriol Romeu e Thiago Alcantara, con Romeu più ancorato davanti alla difesa e Thiago più libero. Poi c’era Canales al centro della trequarti nel 4-2-3-1, e infine Dani Pacheco che da sinistra tagliava tra le linee ed era come un rifinitore in più. Questo quartetto prendeva nel mezzo il centrocampo avversario, attirandolo e liberando anche spazi per i cambi di gioco e gli inserimenti a sorpresa degli esterni.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;L’Under 19 della fase élite di questo giugno invece, già sotto la guida di Lopetegui, giocava di norma con un 4-3-3 (e giocava molto meglio di quella che poi ha vinto l’Europeo): Koke davanti alla difesa, Rubén Pardo e Sergi Roberto mezzeali, e poi Isco a fare il falso attaccante o il trequartista vero e proprio (in questo caso si passava a un 4-2-3-1 vero e proprio). Rotazioni continue fra i centrocampisti, fluidità di manovra, ripartizione corretta degli spazi, equilibrio, spettacolo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Con questo mondiale Under 20 tutto ciò è venuto meno: Lopetegui è partito con un 4-3-3 con Oriol Romeu davanti alla difesa, Koke e Sergi Roberto mezzeali, e attacco da destra a sinistra con Pacheco, Rodrigo e Isco, ma poi è passato al 4-2-3-1. Un errore di base la composizione del &lt;i&gt;doble pivote&lt;/i&gt;: sia Oriol Romeu che Koke, pur con caratteristiche diverse (più “stopper” Romeu, più “playmaker” Koke) sono giocatori che amano partire davanti alla difesa, dietro la linea della palla. Koke, nonostante la versatilità e l’intelligenza tattica che sta dimostrando rimane un regista basso. Qui invece doveva muoversi oltre la linea della palla, davanti a Romeu, anche spalle alla porta: cosa poco comprensibile quando nella stessa rosa Lopetegui disponeva di Sergi Roberto, prima titolare e poi accantonato, il più bravo a interpretare proprio questi movimenti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;A questa prima frattura all’interno del modello di gioco si è aggiunta la cattiva salute della trequarti: prima per colpa di Pacheco, delizioso l’anno scorso irritante questa volta, che da sinistra non ha mai rappresentato una soluzione utile alla manovra, anzi ha finito col risultare un corpo estraneo. Qui la colpa non è di Lopetegui, ma qualche responsabilità il CT l’ha avuta nell’insistere su Tello, addirittura fino a relegare in panchina Isco nella partita con la Corea del Sud.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Tello, canterano del Barça, è un giocatore che a fronte di alcune buone qualità individuali (accelerazione e progressione potente, gioco praticamente ambidestro come Pedro) offre una profondità tattica pressoché inesistente. Lui ti fa la fascia, ti offre un riferimento sicuro per allargare il gioco, arriva anche sul fondo, ma di contribuire alla manovra in altro modo non se ne parla.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Alla fine sono tre opzioni di passaggio in meno: due (Koke “snaturato” e Tello) per scelta del tecnico, una (Pacheco) per “autoesclusione”. Il peggio si è visto nell’ottavo con la Corea del Sud, dove a centrocampo le maglie rosse erano sempre in superiorità: situazione pure aggravata quando nel secondo tempo Oriol Romeu è retrocesso fra i due difensori centrali per iniziare l’azione. Non si sa bene perché, visto che il problema non era l’inizio ma il proseguimento dell’azione, ed è capitato di vedere distanze abissali fra i difensori spagnoli e il centrocampista più vicino.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Lopetegui ha rettificato con successo nel quarto col Brasile: fuori Pacheco, Tello sempre in campo, ma almeno Isco e Canales insieme. Il primo centrale, il secondo falso esterno destro, ma comunque sempre molto vicini, un quadrilatero chiuso da Oriol Romeu e Koke che regalava una costante superiorità rispetto al centrocampo e al sistema difensivo brasiliano, sempre sbilanciato verso un lato ed esposto al cambio di gioco che liberava ora Tello/Planas a sinistra ora Rodrigo (incline a svariare)/Hugo Mallo sulla destra.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Nella ripresa, un cambio non necessario: Sergi Roberto per Tello. Non che Tello non stesse giocando male, ma l’ingresso di Sergi Roberto, in una posizione sin troppo avanzata (trequartista) ha finito col diminuire gli sfoghi esterni e appiattire il centrocampo: Koke, già abbastanza a mal partito nel ruolo ritagliatogli da Lopetegui, si è visto “tappare” lo spazio davanti, finendo a giocare schiacciato sulla stessa linea di Oriol Romeu. Cosa che ha appesantito l’azione di un centrocampo alla fine un po’ingolfato dalla presenza di tanti giocatori accentrati portati a venire incontro e chiedere palla sul piede. Meno sorpresa sugli esterni, anche se i due gol paradossalmente sono arrivati proprio dai cross dei due terzini, Hugo Mallo sul primo e Planas sul secondo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Va certamente detto che le considerazioni tattiche pesano relativamente su una gara che a secondo tempo inoltrato ha visto prevalere la stanchezza e le individualità, ma resta il fatto in tutto il mondiale la Spagna non è mai riuscita a proporre un undici e una linea coerente che esaltasse le capacità di palleggio (il “&lt;i&gt;fútbol asociativo”,&lt;/i&gt; secondo un’efficacissima espressione del gergo spagnolo: passarsi il pallone non tanto per passarselo, ma per “creare società”, tanti piccoli triangoli che facciano avanzare la squadra) di cui abbondava l’organico. Un vero peccato.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Passando ai singoli, un calo rispetto alle citate Under 19 lo si è riscontrato nei terzini: l’anno scorso c’era Montoya a destra, nella fase élite invece uno sfavillante Muniesa “alla Marcelo” sulla sinistra (ma poi il blaugrana si è infortunato e ha dovuto rinunciare al mondiale). In questo caso invece due adepti del “compitino”: a destra &lt;b&gt;Hugo Mallo&lt;/b&gt;, per quanto positivo contro il Brasile, non spicca per qualità tecniche ed ha come massimo pregio la regolarità di rendimento e una discreta completezza; a sinistra invece Antonio &lt;b&gt;Luna&lt;/b&gt; del Sevilla ha qualche lacuna in più nel piazzamento difensivo ma pure più propensione offensiva, facilità di corsa e discreto cross, anche se non va oltre l’azione standard del “sovrapposizione+traversone”.&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;Nella partita col Brasile al posto di Luna ha giocato &lt;b&gt;Planas&lt;/b&gt;: tecnicamente modesto non solo in fase offensiva, viene da pensare che se non fosse del Barça probabilmente non verrebbe convocato.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;A tutti e tre i terzini manca la capacità di sostenere da soli il gioco offensivo sulle fasce, e magari anche per questo Lopetegui ha optato per un’ala come Tello limitando il gioco per linee interne dei suoi migliori palleggiatori. Chissà, una soluzione poteva essere quel &lt;b&gt;Kiko Femenía&lt;/b&gt; che, ala d’origine, già nell’Hércules (ora è stato acquistato dal Barça Atlètic) era stato adattato a terzino: un Kiko terzino, in una posizione di partenza molto avanzata (come fa qualche volta Guardiola con Alves) avrebbe potuto tenere la fascia e lasciare più spazio al centro per i palleggiatori.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Al centro della difesa detta legge Marc &lt;b&gt;Bartra&lt;/b&gt;: la mia percezione del giocatore catalano ha seguito man mano che l’ho visto giocare questa scala: da “interessante” a “promettente”, poi “forte”, “fortissimo” e infine “supertalento”. Credo sia questa l’etichetta giusta. È evidente che studia da Piqué: personalità impressionante e grande intuizione negli anticipi, tempismo nelle coperture, regale autorevolezza nelle uscite palla al piede, “provocando” i centrocampisti avversari per liberare spazi ai propri compagni. Rispetto al modello Piqué minore è la prestanza fisica, ma superiore l’agilità e la rapidità sul breve. Insomma, fategli largo che arriva.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Catalano anche l’altro centrale, l’espanyolista Jordi &lt;b&gt;Amat&lt;/b&gt;, puntuale, con un buon senso della posizione e anche un discreto primo passaggio, ma certo senza la preveggenza e la leadership di Bartra. Poi cede qualche metro sul gioco aereo. Amat che ha scalzato il titolare dell’Europeo Under 19 dell’anno scorso, ovvero &lt;b&gt;Pulido&lt;/b&gt;. Gerarchie ribaltate anche fra i pali, dove il teorico terzo portiere, il madridista &lt;b&gt;Fernando Pacheco&lt;/b&gt;, è finito titolare dopo l’infortunio occorso al titolare Aitor, dell’Athletic Bilbao.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;A centrocampo la scelta era tale che ha finito per imbarazzare Lopetegui. Intoccabile &lt;b&gt;Oriol Romeu&lt;/b&gt; davanti alla difesa, e si capisce il perché. L’ormai ex blaugrana (passato al Chelsea, ma il Barça ha un’opzione di riacquisto) è una diga intelligente davanti alla difesa, non uno messo lì perché è grosso e “ruba palloni” (che non vuol dire niente), ma per dare equilibrio in tutte le fasi. Prestante senza essere macchinoso, con una buona lettura del gioco in transizione difensiva, semplice ma funzionale nella fase di possesso.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b&gt;Koke &lt;/b&gt;come detto è una sorta di doppione di Romeu per quanto riguarda la zona di campo prediletta, ma il suo gioco è diverso, è più un organizzatore della manovra, non particolarmente creativo ma molto geometrico, con un bel destro sia nei cambi di gioco che nella conclusioni dalla distanza. Posto che non ci si dimentichi qual è il suo ruolo principale, questi spostamenti stanno comunque arricchendo la sua cultura tattica: Lopetegui lo ha fatto giocare in pratica da mezzala, Quique all’Atlético addirittura da falso esterno, tagliando dentro per ricevere tra le linee o per inserirsi in area avversaria, peraltro con un certo tempismo. Però è certo che quest’anno deve essere lui il regista basso dell’Atlético Madrid, nel doble pivote con Tiago: niente Gabi e niente Assunção, per favore. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b&gt;Sergi Roberto &lt;/b&gt;è stato poco valorizzato da Lopetegui, che disponeva della mezzala potenzialmente più completa. È uno strano animale questo, somiglia un po’ a tutti e un po’ a nessuno. Ha la capacità di saltare il centrocampo avversario palla al piede, ma non c’entra niente con Iniesta; il fisico e la potenza in progressione semmai ricordano più Javi Martínez, ma è un giocatore completamente diverso; è decisamente più geometrico del bilbaino, ma c’entra con Xavi e Fabregas ancora meno di quanto c’entri con gli altri. Muovendosi senza palla ha una grande capacità di influire sul gioco, in una fetta di campo enorme, partendo dall’appoggio alla fase iniziale della manovra sino agli inserimenti in area avversaria.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Bravissimo nell’effettuare il “movimento Keita”, ovvero attaccare lo spazio fra centrale e terzino avversario, portando via quest’ultimo per liberare all’uno contro uno, sul cambio di gioco dal lato opposto, il compagno che gioca sulla sua stessa fascia. È un giocatore perfettamente funzionale alla filosofia di gioco del Barça, ma al tempo stesso atipico, non la classica mezzala o “numero 4” che detta i tempi e ama stare in frequente contatto con il pallone. È un giocatore di movimento perfetto per dare continuità all’azione più che guidarla. Può partire anche davanti alla difesa, comunque meglio in un centrocampo a tre centrali, con ampia libertà di movimento, con un po’ di copertura alle spalle.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Altra mezzala “di continuità” è &lt;b&gt;Recio&lt;/b&gt;, spesso inserito a partita in corso da Lopetegui, lanciato da Pellegrini al Málaga in quest’ultima stagione (ora però con l’arrivo del magnifico Toulalan lo spazio per lui sarà pochissimo); continuità ma sicuramente con una minor completezza di Sergi Roberto, in una fascia di campo più ridotta e più limitato al palleggio. Comunque anche lui come Sergi sicuramente più adatto a muoversi davanti a Oriol Romeu rispetto a Koke.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Sulla trequarti, si sarebbe potuto vedere un &lt;b&gt;Isco&lt;/b&gt; migliore (molto sottotono il girone), ma lo spezzone contro la Corea e il quarto col Brasile sono stati comunque all’altezza dell’emergente e meritata fama del nuovo acquisto del Málaga. Gli si può perdonare una certa mancanza di esplosività (non dribbla mai in velocità, ma sempre rallentando, cambiando direzione e prendendo in controtempo l’avversario, approfittando delle gambe corte corte, quasi le zampe di un bassotto) e un fisico resistibile nei contrasti, perché questo ha tutta l’aria di un genio, uno che vede calcio prima e meglio degli altri. Se Sergi Roberto influenza la manovra a tuttocampo col movimento senza palla, Isco fa lo stesso CON il pallone. È una mezza punta portata ad abbassare anche molto la propria posizione, per essere sempre nel vivo dell’azione del centrocampo più che limitarsi a smarcarsi tra le linee e rifinire e dare l’ultimo passaggio. Rispetto al compagno Canales, ha meno corsa, meno gol, meno versatilità tattica ma più magia, più capacità di inventare la giocata dal nulla e anche un certo gusto per l’ornamento (dribbling nello stretto controllando con la suola, piroette etc…) che lo rende un po’più “sudamericano” rispetto ai suoi omologhi spagnoli. Resta però spagnolissimo nel preferire al dribbling la triangolazione, che in fondo è il modo migliore di saltare l’uomo. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Il neo-valenciano &lt;b&gt;Canales&lt;/b&gt; cerca di riprendere il discorso interrotto prima di passare al Real Madrid e perdere praticamente un anno. Rimane un giocatore di grande classe, capace di fare tantissime cose, dal regista davanti alla difesa (spesso contro l’Australia a iniziare l’azione era lui e non Recio, il teorico “pivote”) fino al trequartista-incursore (con un fiuto del gol e un tempismo che ha spinto qualcuno a paragonarlo a Julen Guerrero), anche se incasellarlo in una posizione troppo avanzata può anche limitarne l’apporto al gioco. Se di Isco ti stregano l’eleganza e la magia, di Canales ti conquista l’essenzialità. Un numero 10 che quasi non dribbla, ma dal gioco eccezionalmente profondo. Speriamo trovi fiducia e una collocazione stabile: se al Madrid era chiusissimo, al Valencia potrebbe trovare comunque le sue brave difficoltà.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Di &lt;b&gt;Tello &lt;/b&gt;abbiamo già detto: giocatore dalle buone qualità atletiche e tecniche, ma troppo lineare. Eccessivo lo spazio riservatogli, così come forse troppo pochi son stati i minuti dati a &lt;b&gt;Ezequiel&lt;/b&gt; Calvente, l’estroso piccoletto del Betis, che perde qualche punto rispetto a Tello sul piano fisico, ma che oltre ad avere più imprevedibilità palla al piede ha anche un po’ più di gioco interno, pur rimanendo un’ala.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Più gioco interno di tutti gli uomini di fascia lo ha &lt;b&gt;Dani Pacheco&lt;/b&gt;, forse la delusione maggiore di tutto la spedizione. Nell’Europeo dello scorso anno aveva incantato: un attaccante di manovra tecnicissimo, dal senso del gioco notevole, fiuto e rapidità d’esecuzione, ideale probabilmente come seconda punta ancora più che come esterno. Il Pacheco visto in Colombia invece somigliava a un fantasma: estraneo alla manovra, e incapace anche di incidere individualmente, perché pur essendo tecnicamente molto dotato gli manca il cambio di ritmo per lasciare sul posto l’avversario nell’uno contro uno, e soffre i contrasti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;L’attacco ha vissuto sul dualismo fra il brasiliano naturalizzato &lt;b&gt;Rodrigo&lt;/b&gt; Moreno e l’espanyolista Álvaro Vázquez&lt;b&gt; &lt;/b&gt;per l’unica maglia disponibile (solo nei supplementari con la Corea del Sud i due hanno giocato insieme). I due hanno fatto il loro, pur senza essere fenomeni. Nonostante i 5 gol di Vázquez (3 comunque nell’allenamento con l’Australia) contro i 3 di Rodrigo, la titolarità del secondo non è stata un’usurpazione.&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;Non è il tipo di giocatore che mi esalti personalmente, trovo un pugno in un occhio le sue finalizzazioni davanti al portiere (totale mancanza di freddezza e conclusioni esclusivamente di potenza col suo sinistro), però si è rivelato di una certa utilità e anzi la sua prestazione col Brasile non si può che definire formidabile, senza mezzi termini.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Ha retto l’attacco da solo dando immancabilmente uno sfogo ai centrocampisti, che fosse facendo da boa, allungando la difesa avversaria con uno scatto in profondità o anche allargandosi a destra per offrire un riferimento prezioso in ampiezza. &lt;span&gt; &lt;/span&gt;È indubbiamente uno che lavora tanto sulle difese avversarie, e insomma, scuotendo così tanto l’albero qualche frutto può sempre cadere per i compagni. Non è casuale che, al di là di errori anche grossolani che le hanno favorite, un gol contro la Costa Rica e altre occasioni avute durante il torneo siano nate da palle rubate ai difensori avversari, frutto della caparbietà e dell’esuberanza tipiche del suo calcio.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Come finalizzatore, &lt;b&gt;Álvaro Vázquez&lt;/b&gt; fa dieci a zero a Rodrigo: a tu per tu col portiere aspetta fino all’ultimo, se può finta e lo mette a sedere, o magari dà il colpo sotto, di certo non gliela tira addosso. In area piccola poi si fa sempre trovare, in qualche modo. Tecnicamente più pulito, svelto sul filo del fuorigioco, non garantisce però la stessa mole di lavoro di Rodrigo, e per questo ho condiviso la scelta di Lopetegui: utilizzare Rodrigo per sfiancare le difese, e Vázquez come killer a partita in corso.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-2505383755019706271?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/2505383755019706271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=2505383755019706271' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/2505383755019706271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/2505383755019706271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/08/delusione-under-20.html' title='Delusione Under 20.'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-4591924290018698068</id><published>2011-06-27T00:39:00.007+02:00</published><updated>2011-06-27T00:56:20.678+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calcio giovanile'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Europeo Under 21 2011'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Seleccion'/><title type='text'>Il futuro, e qualcosa di più.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ECPWLEEgGPs/Tge1Xg5ChTI/AAAAAAAAApQ/DhDCgXWjh1c/s1600/Spagna%2BUnder%2B21%2B2011%2Bcampione.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 250px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-ECPWLEEgGPs/Tge1Xg5ChTI/AAAAAAAAApQ/DhDCgXWjh1c/s400/Spagna%2BUnder%2B21%2B2011%2Bcampione.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5622662075366147378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;La generazione che ha regalato Europeo e Mondiale dovrebbe avere ancora lunga vita, ma per ogni evenienza, il ricambio è già pronto. Questo il dato saliente di un Europeo Under 21 in cui la Spagna non ha impressionato tanto per il gioco esibito (anzi, le fasi di relax son state parecchie, e non è mancato nemmeno un brivido di quelli grandi, contro la Bielorussia), quanto per il controllo che in quasi tutti i momenti ha avuto sulle partite e sul torneo. In parole povere, si sapeva che, Bielorussia a parte, avrebbero vinto loro.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Allo sterile e irritante autocompiacimento del pareggio all’esordio con l’Inghilterra, ha fatto seguito la vittoria sicura (2-0) contro una spigolosa Repubblica Ceca, in un crescendo che ha portato all’affermazione brillante sull’Ucraina, ultima gara del girone, la prestazione più convincente di tutto il torneo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Un incubo invece la semifinale contro la Bielorussia: forse presa sottogamba, forse no, fatto sta che l’avversario, pur incapace di superare la metacampo difensiva con due passaggi (il gol arriva su una rimessa-corner e una mezza dormita di Domínguez sul centravanti bielorusso), oppone una perfetta organizzazione difensiva. Blocco bassissimo, con almeno tre giocatori nella zona della palla, è sembrato il modo migliore per impensierire questa Spagna, più di un pressing alto che magari può sorprendere inizialmente ma poi finisce col cedere metri pericolosi a giocatori come quelli iberici, tecnici ma anche verticali se del caso (nessuno degli avversari della Spagna ha comunque proposto un pressing particolarmente alto).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Un’impenetrabilità che ha finito con l’accrescere minuto dopo minuto l’ansia della Spagna, pure snaturata da cambi di Milla che a posteriori saranno pure risultati decisivi per quanto riguarda gli episodi (Diego Capel crossa per il secondo gol, Jeffren firma il terzo), ma che in realtà hanno fatto giocare pure peggio, togliendo dal campo Ander Herrera e Muniain per inserire due ali attaccate alla linea del fallo laterale che oltre a giocare male di loro, non hanno fatto che aumentare i punti di riferimento per la difesa avversaria.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Riacciuffata per i capelli la semifinale che ha sancito la qualificazione alle Olimpiadi, la finale è stata relativamente agevole: bruttina ma intensa, una marmellatona a centrocampo (ben organizzata anche la Svizzera, ma con più capacità di possesso-palla rispetto alla Bielorussia: cosa che per la prima volta ha fatto scendere il possesso spagnolo sotto il 60%, e spostato il baricentro della partita all’altezza del cerchio di centrocampo invece che al limite dell’area dell’avversario della Spagna, come avviene di solito) prima del gol di Ander Herrera che ha sbloccato tutto. Il &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;golazo &lt;/i&gt;da 30-35 metri &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;di Thiago Alcantara (punizione-pallonetto all’incrocio che sorprende il portiere svizzero fuori dai pali) a un quarto d'ora dalla fine è la ciliegina sulla torta.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Il segreto del successo è, tanto per cambiare, il centrocampo, o meglio, i movimenti fra centrocampo e trequarti, che son quelli che modificano il disegno di base del 4-3-3 e consentono la superiorità. Thiago Alcantara è considerato il giocatore più geniale, con più potenziale, di questa Under 21, ed è vero: certi tocchi e certe visioni restano fuori dalla portata anche dei suoi dottissimi compagni. Però non è stato il giocatore decisivo per il funzionamento del centrocampo: anzi, diciamo che mentre Thiago si prendeva le sue belle pause fra un momento di ispirazione e l’altro, altri gli alleggerivano la pressione e creavano un contesto favorevole con e senza palla.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Due in particolare: Ander Herrera e Mata. Ander ha disputato senza alcun dubbio un Europeo più completo e più continuo di quello di Thiago. Alla leggerezza e all’eleganza palla al piede (ma sempre essenziale nei tocchi, mai lezioso) ha aggiunto una “pesantezza” di argomenti a livello tattico degna di nota: giocatore intelligentissimo, sempre in movimento verso lo spazio giusto, sempre offrendo una soluzione, e con una (almeno per me) sorprendente incisività negli inserimenti in area di rigore. Un aspetto determinante per compensare efficacemente le caratteristiche di un tridente offensivo che invece, per le caratteristiche degli interpreti (Muniain a sinistra, Adrián al centro e Mata a destra: queste le molto teoriche posizioni di partenza) tendeva parecchio a svariare e a “svuotare” l’area. Il tempismo magnifico del gol decisivo in questa finale è emblematico: se ci crede davvero in questa sua qualità e se la sua nuova squadra, l’Athletic, riuscirà ad offrirgli il contesto giusto, Ander potrebbe anche arrivare a 10 gol la prossima stagione.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;L’altro giocatore-chiave, Mata, ha come al solito esibito un fenomenale gioco senza palla (in mancanza dell’uno contro uno o delle rifiniture dei suoi compagni), davvero importantissimo. Parte a destra ma praticamente non ci sta mai: taglia tra le linee e in questo modo favorisce la superiorità sul centrocampo avversario, o addirittura si sposta sulla fascia opposta a favorire due contro uno col terzino. Proprio a partire dalle caratteristiche di Mata e Ander si è consolidata una caratteristica evidente di questa Under 21, la tendenza a caricare gran parte della propria manovra sul lato sinistro: contando &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;sulla contemporanea presenza di Muniain (subentrato a Jeffren alla seconda partita, dopo la semi-scandalosa panchina dell’esordio), un esterno cui piace parecchio accentrarsi o comunque tenere palla, la Spagna da quel lato, in cui agiva più spesso Ander ma nel quale oltre ai tagli di Mata pure Thiago poteva aggiungersi, ha mostrato una densità di palleggio tale non solo da squilibrare il sistema difensivo avversario, ma da condizionare positivamente la stessa transizione difensiva.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Negli spazi creati da tutti questi palleggiatori Didac (non la miglior scelta possibile nel ruolo di terzino vista la panchina di José Ángel, ma comunque più che corretto nell’interpretazione, “Capdevilesco” direi) non aveva che da scegliere il tempo per trovarsi subito sul fondo, e la presenza di tutti questi giocatori nella zona della palla rappresentava anche un vantaggio in caso di perdita, con 3-4 Furie Rosse vicine e subito pronte a ingabbiare l’avversario col pressing, annullando il teorico svantaggio della fascia destra monca lasciata dai movimenti di Mata (sulla carta rimaneva il solo terzino destro Montoya a coprire la fascia in ripiegamento, ma prima l’avversario doveva riconquistare palla, riorganizzarsi, cambiare lato senza farsi prima aggredire dal pressing… una parola...).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Insomma, in questo 4-3-3 asimmetrico, un lato, il sinistro, creava, e l’altro, il destro, approfittava degli sbilanciamenti della difesa avversaria attaccando gli spazi. A destra oltre a Montoya (che ha confermato le sue doti di soldatino: molto veloce e molto puntuale nell’inserirsi a sorpresa, più prevedibile portando palla), un Adrián che più spesso si spostava verso quella zona di quanto non lo facesse il suo teorico titolare, ovvero Mata.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Adrián era il giocatore più a rischio-critiche di una nazionale inizialmente etichettata come tecnicamente squisita ma carente sottoporta. Adrián non sarà un fuoriclasse, ma fino a prova contraria è risultato il capocannoniere del torneo (5 gol), e resta comunque un buon attaccante. Senza strafare, ma sempre piuttosto coinvolto nel gioco di squadra: ottima intesa e coordinazione nei movimenti con Mata, quando uno veniva incontro l’altro attaccava la profondità, buone scelte sia nel giocare sul filo del fuorigioco che nello svariare verso le fasce. L'asturiano non cancella comunque quell’impressione di scarsa freddezza e scarsa decisione che talvolta evidenzia al momento di finalizzare: quello più che qualità tecniche sicuramente buone fa storcere il naso, e rimane il dubbio che forse inserito in una squadra dal gioco meno generoso Adrián potrebbe faticare a crearsi da solo le proprie chances (e dopo la retrocessione del Deportivo, l’Atlético non sembra proprio il miglior ambiente nel quale dare una svolta alla propria carriera).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Sottolineato l’aspetto creativo del centrocampo, bisogna però sottolineare come il miglior giocatore di questa Spagna (e immagino, non avendo visto le altre partite, anche del torneo) sia stato un Javi Martínez &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;che davanti alla difesa è parso semplicemente inavvicinabile dagli avversari. Forse in futuro potrebbe evitare anche di muoversi, di sudare, e giocare soltanto sul terrore che trasmette: chi gli gioca contro sa che se pure Javi non anticipa col suo piazzamento, gli basta solo mettersi in marcia e con due falcate raggiungere qualsiasi zona del campo desidera, e lì sradicare il pallone come se nulla fosse. Grande centrocampista e grande conoscitore del gioco molto prima che energumeno che intimidisce, comunque.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;In difesa anche per i centrali vale lo stesso discorso di Didac: Botía-Domínguez forse non era la scelta migliore in assoluto (San José-Víctor Ruiz ha più talento), ma comunque ha amministrato senza sbavature (nonostante la risaputa asineria nell’impostare di Domínguez, che fra tutti ha più le caratteristiche dello stopper puro) &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;il contesto di “difesa col pallone” che ha immancabilmente caratterizzato anche questa nazionale.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b&gt;FOTO:&lt;/b&gt; elpais.com&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-4591924290018698068?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/4591924290018698068/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=4591924290018698068' title='51 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/4591924290018698068'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/4591924290018698068'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/06/il-futuro-e-qualcosa-di-piu.html' title='Il futuro, e qualcosa di più.'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-ECPWLEEgGPs/Tge1Xg5ChTI/AAAAAAAAApQ/DhDCgXWjh1c/s72-c/Spagna%2BUnder%2B21%2B2011%2Bcampione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>51</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-8354134118625443839</id><published>2011-06-16T15:38:00.008+02:00</published><updated>2011-06-16T15:47:34.177+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Segunda Division'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Elche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Granada'/><title type='text'>SEGUNDA/PLAYOFF PROMOZIONE/FINALE (andata): Granada-Elche 0-0.</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri;mso-hansi-font-family:Calibri;color:#333333"&gt;Per favore, togliete i rigori al Granada. D’accordo, è proprio così che ha superato il Celta, però se ai due rigori sbagliati quella sera da Dani Benítez nei tempi regolamentari aggiungiamo i due falliti allo scadere da Abel ieri, la cosa assume i contorni della maledizione. Cambia il rigorista ma non il risultato: fallito il primo tentativo, l’arbitro fa ripetere, e&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;dopo un'attesa eterna fra un rigore e l’altro, esplode la frustrazione:&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;al fischio finale l’allenatore di casa, Fabri, è tarantolato e la cosa peggiore è che non ha nessuno con cui prendersela. Dopo un primo tempo stentatissimo, il Granada aveva accumulato nella ripresa meriti più che sufficienti per portarsi in vantaggio. Non deve comunque disperare: sembra superiore al suo avversario, e sabato potrà contare sul valore doppio dei gol in trasferta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri;mso-hansi-font-family:Calibri;color:#333333"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri;mso-hansi-font-family:Calibri;color:#333333"&gt;Rispetto alla vittoria col Valladolid, Pepe Bordalás opta per uno schieramento più difensivo: Generelo, solitamente al lato di Mantecón, avanza dietro l’unica punta, mentre sia Kike Mateo che David Sánchez, i due trequartisti di ruolo (seppure dalle caratteristiche molto diverse), restano in panchina. Fabri invece conferma l’undici del ritorno col Celta. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri;mso-hansi-font-family:Calibri;color:#333333"&gt;Il Granada non parte forte come l’ultima volta, perché trova un avversario difensivamente molto più reattivo rispetto al Celta. Da quel poco che ho visto, l’Elche sembra rispondere allo stereotipo storico della squadra di Segunda: una categoria nella quale il minor tasso tecnico impone necessariamente un gioco più spezzettato, meno fraseggi e più tatticismo duro e puro. Uno stereotipo messo in crisi nelle ultime stagioni da squadre portate anche nella serie inferiore a proporre un gioco più rispondente ai canoni consolidati della scuola spagnola (possesso-palla e niente punti di riferimento dalla trequarti in su), vedi il Betis dominatore di quest’anno, ma che l’Elche ripropone con argomenti molto solidi. Delle quattro qualificate ai playoff è sicuramente la più debole qualitativamente, eppure al termine della “regular season” è arrivata davanti alle altre. Qualche merito lo avrà.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri;mso-hansi-font-family:Calibri;color:#333333"&gt;Elche che in fase di non possesso disegna un 4-4-2: Generelo rimane sulla stessa linea di Ángel per chiudere le linee di passaggio dei difensori del Granada, mentre il resto della squadra pratica una marcatura molto aggressiva, quasi giocando a uomo nelle zone di competenza, al fine di neutralizzare la linea di mezze punte del Granada. Orellana, Collantes e Dani Benítez ricevono sempre spalle alla porta, braccati rispettivamente da Acciari (che rimane più bloccato davanti alla difesa rispetto a Mantecón), Albacar e Carpio. Al tempo stesso, i due centrali (specialmente Pelegrín) escono coi tempi giusti dalla linea difensiva per ostacolare a turno Ighalo in quel lavoro di boa che tanto bene aveva svolto nel ritorno col Celta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri;mso-hansi-font-family:Calibri;color:#333333"&gt;Quando poi entra in possesso del pallone, l’Elche non si fa problemi a spazzare subito verso l’attacco, per non correre rischi e mantenere un buon numero di uomini dietro la linea della palla in transizione difensiva, cioè nel momento in cui la perde. &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;Quando invece opta per l’attacco manovrato, non manda avanti molti uomini (fa leva più che altro sui movimenti in appoggio di Mantecón e Generelo, i due centrocampisti più geometrici, e di Ángel, il piccoletto dell’attacco che spesso e volentieri cerca spazio di manovra tagliando verso le fasce) e si preoccupa di finalizzare sempre l’azione, anche con un tiro dalla distanza, per evitare di concedere contropiedi agli avversari.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri;mso-hansi-font-family:Calibri;color:#333333"&gt;In questo gioco spezzettato per il Granada diventa difficilissimo concatenare più attacchi: tiene più palla, ma non entra mai veramente in partita. Difficoltà a iniziare l’azione (l’appoggio di Abel e Mikel Rico ai difensori&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;lascia a desiderare), ricerca insistita del lancio in diagonale verso Dani Benítez in mancanza di altre idee (un cambio di gioco per essere efficace deve avvenire col sistema difensivo avversario sbilanciato verso un solo lato, ma non è questo il caso), qualche calcio d’angolo, qualche spunto delle individualità (anche in un contesto tattico non ideale, Dani Benítez non fa mancare la sua solita percussione, stavolta conclusa con un tiro da fuori che finisce a lato).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri;mso-hansi-font-family:Calibri;color:#333333"&gt;Nella ripresa cambia il quadro, perché già nei minuti iniziali il Granada si avvicina più volte di quanto non abbia fatto in tutto il primo tempo. Più che cambiare qualcosa nel Granada, che mantiene gli stessi giocatori e gli stessi movimenti, è l’Elche che affaticato perde intensità nella sua strategia. Generelo pian piano abbandona Ángel per situarsi all’altezza degli altri centrocampisti, non c’è più una prima linea efficace di pressione, e a catena questa minore intensità nello sforzo difensivo dà più respiro ai giocatori del Granada, che hanno tempo e opportunità di giocare fronte alla porta: magari un difensore porta palla indisturbato, allora un centrocampista dell’Elche accenna la pressione, ma non è accompagnato e perciò lascia libero un centrocampista avversario. Orellana comincia a farla da padrone col suo movimento sulla trequarti, e poi si aggiunge anche l’ingresso di Geijo (finalmente tornato disponibile) a dare più incisività all’attacco andaluso: proprio Geijo, smarcato da un gran passaggio filtrante d’esterno di Abel, colpisce il palo, e poi qualche minuto dopo ancora un altro legno, traversa di Abel, sulla quale Collantes ribatte in rete ma si vede annullare il gol per un controllo di mano (il replay non chiarisce). E questo non è ancora niente a ciò che succederà nel recupero...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri;mso-hansi-font-family:Calibri;color:#333333"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri; mso-hansi-font-family:Calibri;color:red"&gt;I MIGLIORI:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri;mso-hansi-font-family: Calibri;color:#333333"&gt; Se Dani Benítez è il giocatore più vistoso del Granada, il più “giocatore” è &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Orellana&lt;/b&gt;, che più che procedere per spunti fa giocare meglio chi gli sta attorno. Uno scoiattolo, tecnicamente molto abile e rapido sul breve (penalizzato però dal fisico nei contrasti),con un gran senso del gioco, sia per la capacità di smarcarsi senza palla che per i tempi di gioco quando ne entra in possesso: tagli, uno-due rapidi, controlli un po’ più prolungati per aspettare che i compagni si smarchino...sa sempre cosa fare. Positivo l’ingresso di &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Geijo&lt;/b&gt;: riesce a fare quello che non riusciva a Ighalo spalle alla porta, e poi offre ben altra consistenza quando deve dettare la profondità o muoversi in area di rigore. Fa soffrire &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Pelegrín&lt;/b&gt;, che su Ighalo era stato perfetto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri; mso-hansi-font-family:Calibri;color:red"&gt;I PEGGIORI:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri;mso-hansi-font-family: Calibri;color:#333333"&gt; &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Ighalo &lt;/b&gt;torna a offrire una prestazione deboluccia, sottotono gli esterni dell’Elche: corsa e poco altro da &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Xumetra&lt;/b&gt;, mentre &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Cristóbal&lt;/b&gt;, uno dei più tecnici dell’Elche (centrocampista offensivo in prestito dal Villarreal B), è troppo intermittente: dovrebbe farsi sentire di più sia nell’uno contro uno che nell’appoggio alla manovra.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri; mso-hansi-font-family:Calibri;color:#333333"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: red; "&gt;Granada (4-2-3-1):&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt; Roberto; Nyom, &lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;Iñigo López&lt;/span&gt;, Diego Mainz, Siqueira; Abel, Mikel Rico; Collantes, Orellana, Dani Benítez; Ighalo (65’ Geijo).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;In panchina:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt; José Juan, Jonathan Mensah, Parraga, Lucena, Óscar Pérez, Calvo, Geijo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri; mso-hansi-font-family:Calibri;color:red"&gt;Elche (4-4-1-1):&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri;mso-hansi-font-family: Calibri;color:#333333"&gt; Jaime; Carpio, Samuel, Pelegrín, Edu Albacar (82’ Vasco Fernandes); Xumetra (84’ Kike Mateo), Mantecón, Acciari; Generelo, Cristóbal (60’ Santos); Ángel.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="color: rgb(51, 51, 51); margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri; mso-hansi-font-family:Calibri;color:#333333"&gt;In panchina:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri;mso-hansi-font-family: Calibri;color:#333333"&gt; Leandro, Vasco Fernandes, Héctor Verdés, Kike Mateo, David Sánchez, Bodipo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="mso-ascii-font-family:Calibri;mso-hansi-font-family: Calibri;color:#333333"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-8354134118625443839?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/8354134118625443839/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=8354134118625443839' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/8354134118625443839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/8354134118625443839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/06/segundaplayoff-promozionefinale-andata.html' title='SEGUNDA/PLAYOFF PROMOZIONE/FINALE (andata): Granada-Elche 0-0.'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-9082549448030822307</id><published>2011-06-13T19:05:00.010+02:00</published><updated>2011-06-13T19:16:26.179+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calcio giovanile'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Europeo Under 21 2011'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Seleccion'/><title type='text'>Tiqui-taca e onanismo.</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Se non altro ora Thiago Alcantara conosce un giocatore inglese in più, Danny Welbeck. Non si finisce mai di imparare. Alla vigilia lo sbruffoncello dalle caviglie di gomma aveva dichiarato di conoscere e stimare solo Wilshere e Richards dell’Under 21: assenti questi due all’Europeo di categoria, gli altri inglesi per lui erano dei signori nessuno. &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;Anche senza conoscerli però si dichiarava certo che lui e i suoi compagni, grazie al loro stile di gioco fichissimo e all’ultima moda, l’avrebbero quasi sicuramente spuntata.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Il tabellone però recita 1-1, ed è una lezione salutare per chi è sembrato considerare il tiro in porta, o peggio ancora il gol, come una cosa immorale, una cosa sporca. Tacco, punta, esterno, suola, uno-due, torello, olé del pubblico, ma il gol di vantaggio è solo uno. Anche se Welbeck è in fuorigioco al momento di segnare (ma pure l’1-0 di Ander Herrera sembra viziato da un colpo di mano), te la sei cercata. Tre punti buttati via in una partita controllata dall’inizio alla fine: potrebbe risultare grave in un girone sulla carta molto difficile (con Repubblica Ceca ed Ucraina).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Dopo l’Under 19 qualificatasi per l’Europeo di categoria, anche questa Under 21 riprende il 4-3-3 di scuola Barça. Il fulcro è un centrocampo fortissimo: Thiago Alcantara e Ander Herrera come mezzeali creative, Javi Martínez davanti alla difesa. In attacco Adrián al centro (Bojan parte in panchina), Mata a destra e Jeffren a sinistra (e pare che nelle gerarchie di Milla Muniain stia dietro non solo al blaugrana, ma pure a Diego Capel…).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Di fronte, l’Inghilterra gioca d’attesa, 4-4-2 con Welbeck qualche metro dietro Sturridge, il neo-acquisto del Liverpool Henderson in regia e una certa capacità di ribaltare il gioco sugli esterni col cambio di passo di Rose a sinistra e Cleverley ma ancora di più il terzino Walker a destra.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;L’Inghilterra però fatica a rubare e a ripartire: la Spagna si muove bene senza palla e spunta sempre l’uomo in più ad appoggiare e fare avanzare l’azione. Javi Martínez che si abbassa fra i due difensori centrali, poi il trio di centrocampisti in mezzo contro i due dell’Inghilterra, infine Mata, specialista nei tagli senza palla che lo portano dalla fascia destra alle spalle dei mediani avversari o addirittura fino alla fascia opposta, ad aiutare Jeffren e il terzino sinistro Didac Vilà (perché non José Ángel titolare?) a creare la superiorità.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Una certa fluidità di manovra (favorita anche dalla tranquillità per il pronto gol del vantaggio) nella quale spiccano oltre a Mata il calcio in punta di piedi di Ander Herrera (un piacere per gli occhi: più continuo e anche razionale rispetto a un Thiago invece un po’ estemporaneo) e un Javi Martínez che si conferma il più maturo, il giocatore più “fatto” dei 22 in campo, senza discussione alcuna. Del basco precedentemente sottolineai una probabile incongruenza con lo stile di gioco della nazionale, trattandosi di un centrocampista più tendente a portare palla che a giocarla in pochi tocchi. Errore madornale il mio: Javi si nota poco quando tocca palla, ma ogni scelta e ogni movimento sono perfetti, così come la risposta che dà in transizione difensiva, contando sul senso della posizione e l’arcinota fisicità. L’unica cosa che manca sono necessariamente le sue incursioni, perché qui rispetto al contesto dell’Athletic gli tocca tenere la posizione, ma tutto non si può avere, e qualche metro più avanti ci sono già Thiago e Ander.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Spagna che comincia a cincischiare nella ripresa:&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;Milla toglie Adrián (che procede troppo per spunti ed è poco lucido nel finalizzare, storia vecchia) e aggiunge un altro palleggiatore, Parejo, spostando Herrera sulla sinistra, come falso esterno (Jeffren finisce centravanti, ma poi lo rileverà Bojan). Praticamente l’Inghilterra non vede più palla, ma questo porta a un autocompiacimento davvero stucchevole fra i giocatori spagnoli. L’episodio è sempre in agguato, e Welbeck alla fine fa un po’abbassare la cresta a tutti. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-9082549448030822307?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/9082549448030822307/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=9082549448030822307' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/9082549448030822307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/9082549448030822307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/06/se-non-altro-ora-thiago-alcantara.html' title='Tiqui-taca e onanismo.'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-2041697927659607907</id><published>2011-06-12T19:07:00.002+02:00</published><updated>2011-06-12T19:19:34.172+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Segunda Division'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Celta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Granada'/><title type='text'>SEGUNDA/PLAYOFF PROMOZIONE (ritorno semifinale): Granada-Celta 6-4 dopo i calci di rigore (1-0 tempi regolamentari).</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(117, 117, 117); font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; "&gt;&lt;b style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;Granada (4-2-3-1)&lt;/b&gt;: Roberto; Nyom, Íñigo López, Mainz, Siqueira (Rubén, m. 71); &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(117, 117, 117); font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; "&gt;Abel&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(117, 117, 117); font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; "&gt;Rico, ; Collantes (Carlos Calvo, m. 67), Orellana, Dani Benítez; e Ighalo (O. Pérez, m. 113).&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10px; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(117, 117, 117); font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; "&gt;&lt;b style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;Celta (5-4-1)&lt;/b&gt;: Yoel; Hugo Mallo, J. Vila, Ortega (Álex López, m. 46), Catalá, R. Lago; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(117, 117, 117); font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; "&gt;Dani Abalo (De Lucas, m. 58)&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(117, 117, 117); font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; "&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(117, 117, 117); font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; "&gt;López Garai (Trashorras, m. 58), &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(117, 117, 117); font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; "&gt;Bustos, &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(117, 117, 117); font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; "&gt; Michu&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(117, 117, 117); font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; "&gt;; Iago Aspas.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;p style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font: normal normal normal 130%/normal Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(117, 117, 117); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;b style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;Gol&lt;/b&gt;: 1-0. M. 20. Orellana.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font: normal normal normal 130%/normal Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(117, 117, 117); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;b style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;Árbitro&lt;/b&gt;: Lesma López. Expulsó por doble amarilla a Roberto Lago (m. 112). Amonestó a Abel, Íñigo López, Carlos Calvo, Ighalo, Dani Benítez, Nyom, Ó. Pérez, Bustos, Iago Aspas, Michu y Hugo Mallo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font: normal normal normal 130%/normal Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(117, 117, 117); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;b style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;Los Cármenes&lt;/b&gt;: 16.200 espectadores. Resultado global: 1-1. En los penaltis, Granada, 5 (falló Carlos Calvo); Celta, 4 (fallaron Michu y Catalá).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font: normal normal normal 130%/normal Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(117, 117, 117); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: medium; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font: normal normal normal 130%/normal Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(117, 117, 117); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: medium; "&gt;Vabbe’, si fa prima a dire cosa non è successo in questa partita: 25 tiri per il Granada, 17 per il Celta, 10 occasioni per i primi, 8 per i secondi, due pali a testa, due rigori sbagliati nei tempi regolamentari dalla stella di casa &lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="color:#333333"&gt;Benítez&lt;/span&gt;, Trashorras che dopo aver colpito la traversa con una punizione da museo si inventa un pallonetto da più 30 metri, defilato praticamente sulla linea del fallo laterale, e becca l’incrocio dei pali…ma poi ci sono anche due espulsi nel Celta, l’ultimo dei quali durante la serie di rigori (Iago Aspas, addirittura per aver zittito il pubblico), un gol dubbio annullato sempre al Celta e altri innumerevoli episodi che tentare di riassumere è fatica improba.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font: normal normal normal 130%/normal Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(117, 117, 117); "&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;color:#333333"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Alla fine resta un’amarezza indicibile per il Celta, che con Michu aveva pure avuto il match-ball durante la serie di rigori. Difficile pesare i meriti rispettivi in una serata del genere: vince chi vince, e ora il Granada aspetta la superstite di Elche-Valladolid. Allora sì che avremo la ventesima squadra della Primera 2011-2012.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;color:#333333"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;color:#333333"&gt;L’intenzione necessariamente più offensiva del Granada rispetto all’andata la denuncia già la formazione: Fabri deve ancora fare a meno di Geijo, ma cerca comunque più sostegno offensivo ad Ighalo passando al 4-2-3-1, con il sacrificio di Lucena, stopper davanti alla difesa, in favore di una mezzapunta in più, Collantes che rileva la fascia destra da un Orellana spostato al centro della trequarti. Paco Herrera invece conferma la difesa a 5, ma al posto di Túñez&lt;/span&gt; c’è Catalá, mentre parte titolare quel “tridente B” (Dani Abalo e Michu esterni e Iago Aspas unica punta) che all’andata tanto aveva funzionato a partita in corso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;color:#333333"&gt;Per un’abbondante mezzora c’è solo il Granada, come dimostrano la traversa e il gol di Orellana ma anche il fatto che il Celta non riesce ad uscire dalla propria metacampo. I padroni di casa impongono un ritmo altissimo e forzano la difesa galiziana a partire dalle sovrapposizioni degli esterni. Nyom-Collantes a destra e soprattutto Siqueira-Dani Benítez&lt;/span&gt; a sinistra, uno spettacolo di tecnica in velocità. Poi Ighalo fa benissimo da boa, anticipa quasi sempre i movimenti dei tre centrali avversari, e apre spazi per gli inserimenti dei compagni dalla trequarti. Così nasce il gol del vantaggio di Orellana.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;color:#333333"&gt;Il Celta è intrappolato. Baricentro troppo basso e incapacità a distendersi nei primi passaggi. Troppo piatto il doble pivote&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Georgia&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;color:#333333"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; color:#333333"&gt;López Garai-Bustos&lt;/span&gt;, manca quel momento di pausa, di respiro che dia i tempi giusti per salire a tutta la squadra, soprattutto ai terzini che nel sistema di Paco Herrera dovrebbero essere due terzini-ala e invece in questa fase rimangono troppo bassi, inchiodati. Michu, un incursore, e Dani Abalo, un’ala, non hanno poi le capacità per aiutare il centrocampo e dettare i tempi, e Iago Aspas, per quanto sempre molto attivo nel fornire l’appoggio (ottime doti di palleggio e utili movimenti senza palla, sia a venire incontro che a defilarsi leggermente verso la fascia destra), rimane così isolato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;color:#333333"&gt;Col Celta bassissimo nella sua area e costretto a continue respinte affannose sulla grandinata di cross di Benítez&lt;/span&gt; &amp;amp; C., per il Granada è facilissimo recuperare la palla subito sulla trequarti. Questo finchè c’è la benzina, perché la strategia degli andalusi è comunque molto dispendiosa (non si tratta di un possesso-palla insistito, con la possibilità quindi di abbassare un po’ i ritmi, ma di un continuo attaccare gli spazi), e verso la mezzora costringe a rifiatare. La partita si equilibra perché il Granada cede necessariamente qualche metro e il Celta può giocare i primi passaggi senza pressione, abbozzando pure una superiorità numerica in mezzo, con la presenza costante di Michu alle spalle del doble pivote Abel-Mikel Rico, che mostra qualche lacuna in questa fase difensiva nella propria metacampo (soprattutto Abel, che di ruolo sarebbe più trequartista). Abalo segna anche un gol, ma se lo vede annullare per un non meglio precisato fallo su un difensore.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;color:#333333"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; color: rgb(51, 51, 51); "&gt;Paco Herrera coglie la necessità di guadagnare peso, e soprattutto idee, a centrocampo, inserendo al centro della trequarti Álex López, protagonista nel gran Celta del girone d’andata ma poi progressivamente ai margini della formazione titolare. Esce Sergio Ortega, così il Celta passa al 4-2-3-1. Non trova però ordine nei suoi attacchi, perde palla dove non deve e così dà il via alla fase “pazza” della partita, col Granada che ha gli spazi per colpire in contropiede. Dani Benítez&lt;/span&gt; &lt;span class="Apple-style-span" &gt;si sbizzarrisce, e con una delle sue follie palla al piede fa fuori mezza difesa originando l’azione che poi porterà al rigore su Ighalo. Peccato però che lo stesso Benítez&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt; fallisca dal dischetto, fintando alla perfezione per spiazzare Yoel ma facendo terminare sul palo il suo lento rasoterra.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;color:#333333"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Il Celta rientra in gara, con la testa ma anche con una buona mossa dalla panchina (pesante invece l’uscita per infortunio di Siqueira nel Granada). Buona anche se scontata, perché si sa che quei due, De Lucas e Trashorras, prima o poi dovranno entrare. La bontà della mossa di Paco Herrera (escono Dani Abalo e López Garai) risiede più che nei due giocatori subentrati nell’arretramento di Álex López accanto a Bustos. Così il Celta rompe l’orizzontalità del suo doble pivote titolare, prevalentemente difensivo, e guadagna linee di passaggio in avanti, grazie anche ai movimenti fra le linee di De Lucas e Trashorras, continuamente portati a scambiare le posizioni con Michu. Iago Aspas poi si mangia un gol a tu per tu con Roberto, smarcato da De Lucas.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;color:#333333"&gt;Si apre una fase tipica di queste partite, nella quale la stanchezza e il peso della posta in palio allungano le squadre, lasciando che a decidere siano la saldezza mentale e le individualità. Pure Trashorras, che nei primi minuti dal suo ingresso sembrava molto prossimo alla soglia dell’addormentamento, comincia a prendere le misure, alzare la testa e fare quello che sa, anche se prima bisogna passare per un altro legno colpito da Orellana, allo scadere dei tempi regolamentari, e per un altro rigore (invero un po’ severo) clamorosamente sbagliato da Benítez&lt;/span&gt;, che stavolta, si vede, non è sfortunato e lo calcia proprio male, preso dall’ansia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;color:#333333"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Via libera al Trashorras-show, con la traversa su punizione e l’inverosimile incrocio dei pali da posizione defilata. Solo queste genialità individuali però possono avvicinarsi a sbloccare una partita destinata ai rigori (tanto che nei supplementari Fabri ormai preferisce non rischiare e sacrifica Ighalo (stavolta ottimo) per aggiungere Óscar Pérez davanti alla difesa).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; color: rgb(51, 51, 51); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Carlos Calvo spara sopra la traversa, ma Michu lo imita proprio al rigore decisivo per il Celta. Sull’onda emotiva, lo stesso portiere Roberto del Granada trasforma il rigore successivo, il primo ad oltranza, mentre la stessa onda emotiva travolge Catalá: a mezza altezza, non troppo forte, parato. Un altro annetto all’Inferno per il Celta.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-2041697927659607907?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/2041697927659607907/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=2041697927659607907' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/2041697927659607907'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/2041697927659607907'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/06/segundaplayoff-promozione-ritorno.html' title='SEGUNDA/PLAYOFF PROMOZIONE (ritorno semifinale): Granada-Celta 6-4 dopo i calci di rigore (1-0 tempi regolamentari).'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-7507258216011808084</id><published>2011-06-09T18:39:00.001+02:00</published><updated>2011-06-09T18:41:27.789+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Segunda Division'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Celta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Granada'/><title type='text'>SEGUNDA/PLAYOFF PROMOZIONE: Celta-Granada 1-0 (Michu, 77')</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Forse così semplice non era. La vigilia era stata animata dalle dichiarazioni disinvolte dei giocatori del Granada, che esprimevano contentezza per un abbinamento a loro dire favorevole: il Celta era considerata la squadra meno problematica del lotto (Elche-Valladolid l’altra semifinale) destinato a contendersi la terza piazza alle spalle di Betis e Rayo, già promosse. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;E invece ora il manico del coltello lo impugna il Celta, che si avvantaggia in quest’andata e ha nel rendimento esterno un suo punto di forza. Anche il Granada però in casa è un rullo compressore, quindi sarà ancora tutto da decidere. Un’incertezza e un timore reciproco, al di là delle spacconate della vigilia, evidente già ieri sera: la partita è stata brutta perché entrambe le squadre, vuoi per la tensione vuoi per la paura, non hanno valorizzato le loro prerogative fino in fondo, limitandosi a non rischiare. Intanto però il gol di Michu, per quanto non molto giustificato dagli sviluppi della partita, è un bel colpo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Assenza pesante per il Granada quella del bomber Geijo (24 gol), sostituito dall’acerbo Ighalo, uno dei tanti prestiti di questa sorta di “Udinese B”. Manca anche Juande, l’ex Betis: davanti alla retroguardia il piano B prevede l’avanzamento del difensore centrale di ruolo Lucena. Tutti disponibili invece nel Celta, dove il vero dilemma è la formazione: difesa a 4 o a 5? Paco Herrera sceglie la seconda opzione, confermando la svolta tattica che ha caratterizzato il finale di stagione della squadra galiziana. Svolta che aveva portato in alcune gare ad accantonare addirittura il cosiddetto “tridente” (anche se la punta di fatto è solo una) composto da Trashorras e De Lucas alle spalle di David Rodríguez, che invece era stato il punto di forza del gran girone d’andata del Celta. Stavolta nessuna sorpresa, ci sono tutti e tre.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Trovandosi di fronte le due squadre col miglior contropiede della categoria, la domanda della vigilia era: chi assumerà il peso della partita? Chi vorrà il possesso-palla? Sin dai primissimi minuti, si capisce chiaramente che il Celta volente o nolente deve fare la partita, e che il Granada aspetta e riparte. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;line-height:115%;color:red"&gt;CELTA (5-4-1)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;------------------Yoel-------------------&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;-------J.Vila---S. Ortega---Túñez---&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;-H.Mallo-----------------------R. Lago&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;--------López Garai---Bustos--------&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;---De Lucas------------Trashorras---&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;--------------D. Rodríguez-------------&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;line-height:115%;color:red"&gt;GRANADA (4-5-1)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;------------------Roberto-----------------------&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Nyom-- Iñigo López—-D.Mainz—Siqueira&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;-------------------Lucena--------------------------&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Orellana---Abel-----Mikel Rico--Dani Benítez&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;--------------------Ighalo---------------------------&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Semplificando coi due giocatori più rappresentativi, la chiave della partita del Granada consiste nel liberare in contropiede Dani Benítez, micidiale in campo aperto; per il Celta invece il giocatore da liberare è il geniale Trashorras, cui tocca poi innescare movimenti in profondità di David Rodríguez e i tagli a ridosso dell’area di rigore di De Lucas.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Il contesto tattico potrebbe offrire un vantaggio al Celta schierato con tre difensori centrali. Tre contro un solo attaccante andaluso: c’è quindi un bel latifondo a disposizione dei difensori di casa quando iniziano l’azione. Solo con un loro ruolo attivo nell’impostazione si può poi creare superiorità anche a centrocampo: il difensore che porta palla dovrebbe chiamare fuori i mediani del Granada, e così allentare le marcature su Trashorras e De Lucas sulla trequarti. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;In più questa difesa a cinque vede i due terzini (Hugo Mallo e Roberto Lago) in posizione molto avanzata ad inizio azione: altra potenziale incertezza per il sistema difensivo del Granada, perché se Orellana esce a pressare alto sul centrale che imposta (Túñez ) libera Roberto Lago alle sue spalle, ma Roberto Lago non se lo prende nessuno, perché il terzino destro del Granada ha già Trashorras nella sua zona. Se invece Orellana non pressa alto ma segue Roberto Lago, allora il rischio è che il cileno ripieghi troppo, e che allontanandosi tanto dall’attacco il Granada veda compromessa la propria transizione offensiva quando recupera palla. Discorso speculare per l’altra fascia.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Questo stratagemma della difesa a 5 utilizzata in chiave offensiva sta diventando negli ultimi tempi una moda fra alcuni allenatori spagnoli, si pensi a Lotina nel Deportivo 2008-2009, o ad alcune versioni del Valencia di Emery quest’anno. Il problema però è che per il Celta questo resta un discorso sulla carta. Jonathan Vila, Sergio Ortega e Túñez rimasticano palloni orizzontali nella loro metacampo, nessuno si prende la responsabilità di avanzare e cercare il passaggio smarcante, e quindi mentre i due mediani Bustos e López Garai son costretti ad abbassarsi troppo, Trashorras non riesce ad entrare in partita. Questo nel migliore dei casi, perché nel peggiore la palla viene lanciata a casaccio senza alcuna speranza, anche perché David Rodríguez non ha le caratteristiche per battagliare spalle alla porta con i centrali del Granada. In tale contesto, tre difensori contro un solo attaccante rappresentano uno spreco per il Celta.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;In tutto questo, la prima occasione (a voler essere generosi) arriva al 20’: la confusione del Celta ad inizio azione genera una palla persa a centrocampo, Benítez ha spazio per una delle sue cavalcate alla Gareth Bale (comincia a fare caldo, quindi questa passatemela per favore) e defilato scarica un gran sinistro non troppo lontano dall’incrocio. Anche il Granada però sinceramente delude: va bene che non soffre, ma è troppo conservatore, punta tutto sulle partenze isolate di Benítez senza coinvolgere minimamente ottimi giocatori di manovra come Abel, Mikel Rico e soprattutto Orellana.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Qualcosina, non troppo, si muove nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo, perché il Granada accenna ad aprirsi e perché il Celta è leggermente più efficace nel trasmettere palla dai centrali ai terzini e da qui liberare Trashorras e De Lucas tra le linee. Specialmente De Lucas, protagonista delle due uniche occasioni dei padroni di casa: al 34’ un inserimento dentro l’area e destro incrociato a lato su sponda aerea di David Rodríguez; al 42’, liberato fuori dall’area proprio dal movimento di cui si parlava sopra, con un destro che rimbalza davanti costringe Roberto a respingere sui piedi di Trashorras, che però da due passi non concretizza.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Nella ripresa il Granada sembra cambiare atteggiamento: comincia ad alzare i suoi di terzini, il brasiliano Siqueira a sinistra (tecnico e manovriero, alla Maxwell/Filipe per intenderci) e il francese Nyom a destra (di origini africane, enorme facilità di corsa) e prova ad alzare il baricentro difendendosi col pallone.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Nonostante due tentativi (al 51’ De Lucas da fuori area e al 55’ Trashorras a girare verso il secondo palo) il Celta sembra perdere terreno. Si intravede un punto debole nel suo schieramento: con una manovra più corale nella metacampo avversaria, il Granada può mettere in inferiorità numerica il Celta sulle fasce. I triangoli Siqueira-Benítez-Mikel Rico a sinistra e Nyom-Orellana-Abel a destra costringono i due mediani di casa, Bustos e López Garai a spostamenti laterali sin troppo accentuati, perché De Lucas e soprattutto Trashorras faticano a ripiegare in aiuto ai terzini. C’è quindi più spazio sulla trequarti per uno come Orellana, più a suo agio tagliando verso il centro in questo gioco di scambi corti. Comunque anche questo ,come quello del Celta nel primo tempo, rimane un vantaggio tattico soltanto sulla carta, perché Ighalo fa il solletico e non arrivano nemmeno incursioni dai centrocampisti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Paco Herrera legge in ogni caso bene la partita, e progressivamente sostituisce il tridente titolare con il “tridente B” visto prima dei playoff. Prima esce David Rodríguez per Iago Aspas (più seconda punta, più portato a venire incontro al pallone), poi De Lucas per Dani Abalo (più ala), infine lascia il campo Trashorras per Michu.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;I due nuovi esterni, freschi, consentono maggior compattezza nei ripiegamenti, ed è proprio Michu a decidere l’incontro: su una palla persa al limite dell’area la difesa granadina si trova scoperta, cross basso di Hugo Mallo che attraversa tutta l’area piccola, Nyom si dimentica di chiudere in diagonale e Michu indisturbato realizza sottoporta. Fabri reagisce buttando dentro tutte le sue opzioni offensive, a dire il vero tutte mezze punte più che attaccanti (Collantes, Calvo e Óscar Pérez), ma l’occasionissima capita sui piedi di Lucena, che in mezzo alla mischia raccoglie una punizione dalla trequarti di Abel ma si fa chiudere lo specchio da Yoel. Nulla è perso, sabato sera a “Los Cármenes” si vedrà.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="color:red"&gt;I MIGLIORI:&lt;/span&gt; &lt;/b&gt;Naturalmente il match-winner &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Michu&lt;/b&gt;. Ventisei anni, centrocampista mancino abbastanza atipico, non è né un regista né un mediano bloccato davanti alla difesa né un trequartista: piuttosto un incursore che può partire da mezzala in un centrocampo a tre o anche da falso esterno come fa ultimamente. Sempre pronto a partire a ridosso degli attaccanti per inserirsi, il gol ne riassume bene le caratteristiche.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;L’altezza poi lo rende prezioso anche come torre sui rinvii dei difensori.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Positivo anche l’ingresso di &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Iago Aspas&lt;/b&gt;, che partecipa molto alla manovra e la vivacizza con qualche spunto. Bene &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;Roberto Lago&lt;/b&gt;, terzino che si adatta bene alla difesa a 5 perché ha una buona propensione offensiva che gli permette di coprire tutta la fascia senza problemi e qualche volta persino puntare nell’uno contro uno come un’ala.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="color:red"&gt;I PEGGIORI:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; La colpa non è solo sua perché tutto il Granada non lo agevola, ma da un giocatore fuori categoria (nel senso che dovrebbe stare in Primera) come il nazionale cileno &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;Orellana&lt;/b&gt; ci si aspetterebbe qualcosa in più. Troppo inconsistente &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Ighalo&lt;/b&gt;. Nel Celta, sottotono &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Trashorras&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575"&gt;Celta (5-2-2-1):&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; color:#757575"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575"&gt;Yoel; Hugo Mallo, J. Vila, Sergio Ortega, Túñez, R. Lago; Bustos, López Garai; De Lucas (Dani Abalo, m. 66), Trashorras (Michu, m. 71); David Rodríguez (Iago Aspas, m. 56).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575"&gt;No utilizados: Sergio, Murillo, Álex López, Joan Tomás&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575"&gt;Granada (4-1-4-1):&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; color:#757575"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575"&gt;Roberto; Nyom, Íñigo López, Mainz, Siqueira; Lucena; Orellana (Collantes, m. 78), &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;Abel (Óscar Pérez, m. 90), Mikel Rico, Dani Benítez; Ighalo (Carlos Calvo, m. 89).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575"&gt;No utilizados: José Juan, Rubén, Granada, Álex Cruz.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575"&gt;Árbitro:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; color:#757575"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575"&gt;Del Cerro Grande. Amonestó a De Lucas, Iago Aspas, Dani Benítez y Nyom.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575"&gt;Goles:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; color:#757575"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575"&gt;1-0, m. 77, Michu&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:7.5pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#757575"&gt;Incidencias: Balaídos. Unos 20.000 espectadores.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-7507258216011808084?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/7507258216011808084/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=7507258216011808084' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/7507258216011808084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/7507258216011808084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/06/segundaplayoff-promozione-celta-granada.html' title='SEGUNDA/PLAYOFF PROMOZIONE: Celta-Granada 1-0 (Michu, 77&apos;)'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-5295864472039469037</id><published>2011-05-29T00:49:00.008+02:00</published><updated>2011-10-28T13:08:41.053+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Barcelona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Spagnole nelle coppe'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Champions League'/><title type='text'>Il calcio al suo massimo.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-dTuTLINcSx8/TeF8VaPrcjI/AAAAAAAAApE/_xeYYIb7qF4/s1600/Bar%25C3%25A7a%2BChampions%2B2011-marca.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 273px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-dTuTLINcSx8/TeF8VaPrcjI/AAAAAAAAApE/_xeYYIb7qF4/s400/Bar%25C3%25A7a%2BChampions%2B2011-marca.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5611903317944529458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Non avrà conseguito il &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;Triplete&lt;/i&gt;, ma proprio non c’è confronto fra questo Barcelona e quello 2008-2009. Fra questo e tutti gli altri del decennio, o perlomeno con tutti i Barça e le squadre spagnole che i miei occhi hanno potuto vedere (l’unico strumento al quale mi posso affidare, non posso proprio spingermi a confronti con tutti i tempi e tutte le galassie come fanno i commentatori più moderati).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Una partita perfetta che consacra una squadra perfetta (o quasi). L’impressione è che pur giocando contro un signor avversario che ha retto dignitosamente per il primo tempo, il Barça fosse semplicemente troppo forte. Anche dopo aver subito l’1-1, ha ripreso a giocare giocare giocare fino a quando i gol (potevano essere pure di più) non sono cascati dall’albero come un frutto maturo, per pura accumulazione di occasioni, prodotte in quantità inusuale per la finale di quello che è il torneo più difficile del mondo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;È il coronamento ideale della stagione nella quale se vogliamo Guardiola ha rischiato di più: mentre il Real Madrid si faceva più temibile con una campagna acquisti faraonica e il miglior allenatore del mondo, Pep ha estremizzato il suo progetto con scelte discusse ma che a conti fatti hanno pagato.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Liberarsi di una mela marcia come Ibrahimović, anche a costo di evidenziare scelte di mercato talvolta un po’ lunatiche oltre che finanziariamente svantaggiose, ridurre la rosa all’osso per integrarla al massimo coi possibili apporti in corsa della cantera, il caposaldo di questo ciclo assieme all’idea di gioco consolidata da vent’anni. Puntare tutto su questo, oltre che su un certo signor Messi, attorno al quale è stato costruito l’intero sistema tattico, quest’anno come non mai.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;L’esaltazione di Messi falso centravanti è stata l’esaltazione di una squadra che fra fine 2010 e inizio 2011 ha giocato il miglior calcio possibile (più ancora del Clásico vinto 5-0, sono autentici capolavori le partite con Osasuna e Espanyol, otto gol a due squadre che pure avevano fatto tutto il possibile per mettere in difficoltà i blaugrana, con un pressing alto da manuale).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Poi i catalani hanno un po’ tirato il freno, giocando al risparmio o addirittura in maniera conservatrice (l’oscena semifinale del Bernabeu, condizionata dall’ingiusta espulsione di Pepe, è la dimostrazione di come si possa giocare un calcio molto difensivo anche col 70% di possesso-palla), però mantenendo sempre una saldezza mentale impressionante, fino all’apoteosi di ieri. Per fortuna, niente polemiche, simulazioni, risse e perdite di tempo. Solo calcio. Al suo massimo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Importanti assenze da entrambe le parti: Guardiola preferisce lasciare in panchina Puyol, confermando Mascherano difensore centrale e riproponendo Abidal terzino sinistro. Ferguson invece deve fare a meno di Fletcher, ed è la scelta che ha maggiori ricadute tattiche. Per le caratteristiche dello scozzese, una mezzala molto adatta a pressare e ripartire, e perché forse influenza la scelta del modulo, un 4-4-2 forse un po’ troppo audace, con Giggs centrale di centrocampo, Park a sinistra e Rooney di punta con Chicharito. Quindi niente Rooney esterno sinistro (con Park mezzala) e niente 4-5-1, una delle ipotesi della vigilia.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;C’è da dire che nei primi 10 minuti la cosa sembra funzionare (come due anni fa all’Olimpico), perché le due punte pressano i due difensori centrali blaugrana, tutta la squadra accompagna e sembra più reattiva, arriva prima sul pallone e porta la contesa nella metacampo avversaria, appoggiandosi su Rooney per le ripartenze.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Il Barça fatica a piazzarsi, e in due occasioni viene anche sorpreso, al 7’un rinvio di Van der Sar che obbliga Valdés a un uscita spericolata su Rooney (centrali disposti male, troppo larghi, Mascherano sorpreso), al 9’, su una palla persa a centrocampo, una fantastica verticalizzazione a pelo d’erba di Giggs ribalta l’azione in un lampo e pesca sempre Rooney, quasi facendo combinare un pasticcio a Piqué e Valdés.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Ma la strategia dello United ha anche i suoi rischi: questo Barça rispetto a quello di due anni fa, ha molte più soluzioni per uscire dalla sua metacampo coi primi passaggi, e pressarlo così alto, se può creare una sorpresa iniziale, rischia di allungare la squadra quando il Barça riesce a far filtrare qualcuno di questi primi passaggi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;L’alternativa a disposizione di Ferguson era insomma quella fra aggredire subito i difensori centrali del Barça o viceversa aspettare un po’ più dietro, all’altezza del cerchio di centrocampo, e lì pressare con due mezzeali su Xavi e Iniesta, senza farli ricevere comodamente e costringendo per questa via anche Messi a retrocedere troppo e limitare un po’ la sua efficacia. Da qui la possibilità del 4-5-1 di cui sopra, per pareggiare numericamente il triangolo attorno al quale gira tutto il Barça.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Invece Ferguson ha scelto la prima opzione, e gli è andata male. Una volta che ha trovato le distanze giuste e i primi passaggi coi difensori, il Barça ha approfittato di un contesto ideale per il triangolo Xavi-Iniesta-Messi. A differenza del Clásico in semifinale, i blaugrana hanno giocato fino in fondo il loro calcio senza speculare.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Una spia la posizione di Alves: mentre a sinistra Pedro restava largo, a destra era il brasiliano a partire in posizione molto avanzata, con Villa che a destra del tridente assumeva una posizione molto meno rigida rispetto alla semifinale, tagliando spesso e volentieri centralmente, fra Evra e Vidić. Il movimento di Alves costringeva Park a fare il secondo terzino, completamente escluso dalla battaglia in zona centrale. Il risultato è che per Carrick e Giggs rimaneva troppo campo da coprire. Troppo davvero. Uno spostamento laterale e subito sbucava un altro uomo incustodito al centro.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Il Barça trova sempre l’appoggio e Xavi-Iniesta-Messi fanno il bello e il cattivo tempo. Uno viene incontro, l’altro si smarca fra le linee, l’altro ancora si defila leggermente, pronto ad attivare un altro spazio libero. Se non riescono ad avanzare, ricominciano da capo la loro rotazione infernale, e se magari, tu centrocampista avversario, all’inizio riesci un po’ a seguirli, al trecentosettantacinquesimo passaggio di fila giustamente ti rompi anche un po’ le palle e lasci che la natura faccia il suo corso.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Una volta che gli esterni culè gli hanno sgombrato per bene la zona centrale, difendere i movimenti di questo triangolo richiede qualcosa di più della semplice concentrazione e disciplina tattica: richiede una dose anormale di intuito, tempismo e talento nello scegliere se rimanere dietro, temporeggiare o cercare l’anticipo. Il quartetto centrale dello United, formato dai due difensori (Ferdinand e Vidić) e dai due centrocampisti (Carrick e Giggs), non ci ha capito nulla, come confermato anche da Ferguson in conferenza stampa. I centrocampisti spesso andavano troppo alti ad accennare un pressing&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;poco aggressivo e comunque votato alla sconfitta data l’inferiorità numerica, mentre i difensori centrali non sapevano mai se e quando accorciare.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Il risultato è che il Barça, potendo muoversi tra le linee, si è presentato un’infinità di volte al tiro dal limite dell’area. O comunque si è avvicinato fino a poter cercare la deviazione sottomisura, come quella di poco a lato di Pedro al 15’. Se non smarca l’uomo al limite dell’area (tiro da fuori di Villa al 19’), allora lo fa dentro l’area (ancora Villa, debole destro da posizione un po’ defilata al 20’).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Il gol è la logica conseguenza: al 26’ Giggs e Carrick si fanno ancora superare facilmente, in posizione avanzata, e Xavi ha una prateria. Il resto lo fa l’intelligenza del regista catalano, che decelera il giusto perché si crei lo spazio per l’assist: inizialmente guarda dall’altra parte, Vidić sbaglia perché si fa attirare troppo centralmente, (dove già si è spostato Evra che correttamente seguiva fino in fondo il taglio di Villa) perdendo così la marcatura di Pedro, libero di freddare Van der Sar dopo il tocco d’esterno smarcante di Xavi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;La partita sembra francamente in discesa, ma a sorpresa il carattere dello United e Rooney rimettono tutto in discussione. Al 33’ c’è una rimessa laterale nella metacampo del Barça: una situazione che offre migliori riferimenti per pressare rispetto a quando la palla è già in movimento. I giocatori inglesi chiudono la morsa sulla trequarti, Rooney chiede un uno-due velocissimo a Carrick che lo libera alle spalle di Busquets, poi altro uno-due con Giggs (leggermente in fuorigioco) e perfetta conclusione all’incrocio. Un lampo di classe.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Tuttavia, la partita rimane quella, il Barça non si perde d’animo perché sa di avere un netto vantaggio sul piano tattico.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Un'altra situazione esemplifica l’inferiorità fra centrocampo e difesa dello United: al 42’ Carrick e Giggs ancora sono troppo distanti dalla difesa, e cosa ancora peggiore, sono sulla stessa linea quando parte il passaggio di Busquets. Un passaggio semplice che fa fuori un intero reparto: Vidić fa una brutta figura uscendo a vuoto dalla difesa, Messi lo salta e in area piccola manca la deviazione che chiuderebbe il triangolo con Villa.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;L’intervallo non cambia nulla: il Manchester United non è più convinto e non ha nemmeno nuove soluzioni tattiche. Anzi, la situazione peggiora, perché se il primo tempo era stato comunque bellissimo e con alcune fasi di equilibrio non solo nel risultato, la ripresa è una grandinata di palle gol blaugrana, coi Red Devils ormai sprofondati nella loro area.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Un cambio a dire il vero Ferguson lo fa, scambiando le posizioni di Park e Giggs. Ma anche qui si peggiora: il coreano al centro ha più corsa del gallese ma finisce col correre a vuoto, pure lui preso in mezzo; Giggs a sinistra invece non ha proprio il passo (e la predisposizione mentale) per seguire Alves. Se prima quindi il movimento di Alves tagliava fuori Park dalla battaglia del centrocampo e regalava campo a Xavi-Iniesta-Messi, ora con la scarsa copertura di Giggs il Barça ha anche l’opportunità di verticalizzare direttamente su Alves.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Sfruttando il classico movimento nello spazio lasciato dal taglio verso il centro dell’ala destra (Pedro durante tutta la stagione, Villa in questo caso), il brasiliano si presenta davanti a Van der Sar al 51’, ma gli spara addosso. L’assedio si intensifica, e al 53’ Messi decide di prendersi gol, partita, coppa e Pallone d’Oro (il prossimo, il terzo consecutivo). Solita dinamica: Giggs e Evra tenuti in ostaggio da Alves e dal taglio di Villa, superiorità in zona centrale (Iniesta-Messi-Xavi vs. Carrick-Park), difensori dello United senza margini per uscire a contrastare Messi che prende palla e scarica un sinistro rabbioso: criticato Van der Sar nell’occasione, ma va detto che il portiere olandese era coperto e, per quanto centrale, un pallone che sbuca fra tante gambe e rimbalza prima del tuffo non è così facile.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Il Barça tracima: ancora Messi in azione individuale al 62’ (Van der Sar para coi piedi), sempre Alves nello spazio non coperto da Giggs al 64’ (ma il brasiliano preferisce non tirare e cerca Messi, che obbligato ad un debole colpo di tacco, vede respinta prima della linea di porta la sua conclusione), poi al 65’ l’ennesimo tiro dell’ennesimo uomo smarcato sulla trequarti, in questo caso un collo-esterno di Xavi (stavolta buon intervento di Van der Sar). Tre minuti e arriva il terzo gol: ancora Messi protagonista, che parte da destra in azione individuale, attira mezza difesa su di sé e così libera lo spazio per Villa al limite dell’area, che ha il tempo di alzare la testa e piazzare il destro a girare sul primo palo. &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;Golazo&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Da qui al finale vanno registrati solo un tentativo di Rooney, simile al gol di Villa ma terminato sopra la traversa, e un rigore non visto dall’arbitro per fallo di mano di Villa. Il resto sono cambi disperati (Scholes per Carrick) o per perdere tempo prima del fischio finale (Keita per Villa, Puyol per Alves e Afellay per Pedro).&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:16.0pt;line-height:115%;color:red"&gt;BARCELONA (4-3-3)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Valdés:&lt;/b&gt; praticamente mai impegnato fra i pali (l’unico tiro in porta, quello del gol di Rooney, non si può neanche cercare di prenderlo), importante però in quel paio di uscite che rimediano alle incertezze iniziali della linea difensiva. &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Voto: 6.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Daniel Alves:&lt;/b&gt; Pedina importante. La sua posizione annullando Park regala ampiezza e opportunità di gioco centralmente al trio Xavi-Iniesta-Messi. La qualità nel palleggio poi gli permette le opportune variazioni sul tema. Contro Giggs nella ripresa trova più facilmente il fondo. &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Voto: 7,5. (dall’ 88’ Puyol)&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Mascherano:&lt;/b&gt; Parte decisamente male, fatica sia a coordinare i movimenti con Piqué che a impostare dalle retrovie. Poi prende le misure e prende anche un po’ di coraggio palla al piede, con la posizione di Alves che gli permette di allargarsi sul centro-destra, eludere il pressing degli attaccanti avversari e giocare palla più comodamente per i centrocampisti. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;Voto: 6.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Piqué:&lt;/b&gt; ovviamente conosce più il mestiere di Mascherano, è più preciso nelle coperture e anche nel difendere i movimenti incontro al pallone degli attaccanti avversari. Come al solito, qualità palla al piede. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;Voto: 6,5.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Abidal:&lt;/b&gt; ha vissuto una stagione (la sua migliore da quando è al Barça, con un rendimento da centrale sorprendente) come se fossero tre o quattro tutte insieme, con quello che ha passato. Bello perciò avergli fatto alzare per primo il trofeo. In questa partita ha eseguito il suo compito senza sbavature, con grande concentrazione e intensità. Più bloccato rispetto ad Alves per caratteristiche e perché su quella fascia c’era già Pedro ad assicurare ampiezza, perfetto nel primo pressing, ha messo la museruola a uno degli avversari più temibili, Valencia. &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Voto: 7.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Xavi:&lt;/b&gt; piuttosto che ripetervi la solita minestra, salto direttamente al &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Voto: 8,5.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Busquets:&lt;/b&gt; Rooney qualche grattacapo glielo crea in quella zona, ma la supremazia tattica della sua squadra, riversata in avanti e con l’avversario schiacciato, gli crea un contesto comodo, di pressing immediato e palla rubata lontano dalla propria area. Continuità di gioco alla quale anche lui dà il suo apporto, da utile sponda per i tre geni. &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Voto: 6,5.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Iniesta:&lt;/b&gt; un po’ meno stratosferico di Messi e Xavi (discorso che vale per tutta la stagione), ma anche lui c’è dentro fino al collo. Non tanti spunti in accelerazione dei suoi, ma dominio totale del pallone, degli spazi e dei tempi del gioco. &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Voto: 7,5.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Villa:&lt;/b&gt; una buona partita, anche al di là del bel gol che dà una dimensione diversa a una stagione un po’ contraddittoria, caratterizzata da un contributo alterno al gioco di squadra. Stavolta massima disciplina, impegnando Evra e i centrali per il bene non suo ma dei tre geni, e quindi di tutta la squadra. &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Voto: 7. (dall’ 86’ Keita)&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Messi:&lt;/b&gt; Per usare un’espressione spagnola, la sua partita è una &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;locura&lt;/i&gt;. Una follia, ma in senso positivo. Accontenta sia il criterio superficiale di chi deve fare i titoli di giornale (quindi se Messi fa un gol decisivo nella gara più importante, allora è vero che è il più forte), sia chi si addentra più in profondità e vede come la sua presenza condiziona ogni singolo momento del gioco. Se infatti il suo concorrente Cristiano Ronaldo, fresco di &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;40 gol nella Liga, è il giocatore perfetto, la somma aritmetica di tecnica, fisico e velocità, Messi è semplicemente IL giocatore. Il Messi di 3 anni fa non ha nulla a che vedere con quella di adesso: allora poteva anche essere decisivo, ma era solo accelerazione palla al piede e dribbling; ora invece si diverte a fare a pezzi gli avversari giocando sul cambio di ritmo, non solo da normale a veloce, ma anche da veloce a lento. Procede a piccoli passi e chiama a sé l’avversario, che come casca, casca male: se rischia l’intervento, Messi scappa via con la sua rapidità, se invece temporeggia Messi continua ad avanzare. Oppure prende palla, aspetta che gli avversari gli si avvicinino e quindi serve il compagno smarcato. E poi, quella posizione un po’ da centrocampista e un po’ no, è illeggibile: non può essere contrastato dai centrocampisti avversari, ma parte sufficientemente lontano da rendere azzardato qualsiasi tentativo dello stopper di andargli incontro. Ogni sua azione è un dilemma quasi irrisolvibile per chi deve difendere. &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Voto: 9.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Pedro:&lt;/b&gt; Rispetto a Villa ha consegne tattiche più rigide, deve restare largo e impegnare Fabio, senza nemmeno giocare tanto l’uno contro uno. Per questo lo si vede meno del solito sia negli appoggi tra le linee che nei tagli verso l’area di rigore, anche se proprio su uno di questi suoi movimenti classici sfiora il gol nel primo tempo. &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Voto: 6,5. (dal 92’ Afellay)&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:16.0pt;line-height:115%;color:red"&gt;MANCHESTER UNITED (4-4-1-1)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Van der Sar:&lt;/b&gt; Chiude la carriera, e una delle sue migliori stagioni, con una serata amara. Piccola, non grande, la sbavatura sul gol di Messi. &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;Voto: 5,5.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Fabio:&lt;/b&gt; Poco coinvolto, la partita non si decide nella sua zona. Poca personalità comunque. Esce per infortunio. &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Voto: 5,5. (dal 69’ Nani)&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Ferdinand:&lt;/b&gt; Si espone meno di Vidić, inevitabilmente soffre perché si vede arrivare gli avversari, senza alcuna rete di protezione dal centrocampo. &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Voto: 5,5.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Vidić:&lt;/b&gt; Brutta partita, evidenzia alcuni limiti. Centrale fortissimo quando come avversario ha un centravanti classico, che gioca sul corpo a corpo e non si allontana dalla sua zona, fa molta più fatica contro attaccanti che invece svuotano l’area. Il Barcelona è la squadra ideale per portarlo all’esasperazione, perché non fa un cross che sia uno e quindi il suo gioco aereo non serve, e perché poi ha un falso centravanti, che costringe Vidić a giocare lontano dalla zona e dalle situazioni che predilige. Il serbo ha difficoltà a leggere ed anticipare certi movimenti, e quando deve uscire dalla linea difensiva o provare l’anticipo, non sempre evita la figuraccia. &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Voto: 5.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Evra:&lt;/b&gt; il migliore dei difensori inglesi. Il più attento tatticamente, e anche il più reattivo nell’intercettare e riproporre, anche se a dire il contesto collettivo gli consente di proporre ben poco. &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Voto: 6.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Valencia:&lt;/b&gt; una delle delusioni della serata. In gran spolvero in questa finale di stagione, aveva il passo e i movimenti per fare male al Barça, ma fra la partita quasi di esclusivo contenimento che è costretto a giocare e un Abidal che non gli lascia un metro il panorama diventa sconfortante&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;. Voto: 5.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Carrick:&lt;/b&gt; Tagliato fuori da tutto. Preso in mezzo in fase difensiva, impalpabile in quella di costruzione. &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Voto: 5. (dal 76’ Scholes)&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Giggs:&lt;/b&gt; Piange il cuore a stroncare così una tale leggenda, ma questa non poteva essere la sua partita. Alla vigilia avevo promosso la sua titolarità, ma i fatti mi hanno dato torto marcio: troppo contraria alle sue caratteristiche una gara di così elevato sacrificio difensivo. Anche se vuole, non ci può essere: non ha l’intensità per pressare, e non ha l’attitudine né per tappare le linee di passaggio avversarie né per inseguire il terzino avversario come dovrebbe fare nella ripresa. Lo United tiene troppo poco palla per giustificare la sua presenza. Unica perla il lancio per Rooney nell’illusorio inizio di partita. &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Voto: 4,5.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Park:&lt;/b&gt; A differenza di Giggs evita il 4,5, perché almeno segue sempre Alves quando gioca sulla fascia. Però la sua presenza stavolta risulta inutile. Per caratteristiche, da secondo terzino diventa un giocatore in meno su cui contare per la transizione offensiva (non può rilanciare il gioco), e contro un avversario come il Barça questo è uno dei fattori che determinano uno United così schiacciato nella sua area, senza possibilità di ripartire una volta riconquistata palla. Da centrale nella ripresa poi gira sempre a vuoto sul fraseggio. Corre anche troppo. &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Voto: 5.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Rooney:&lt;/b&gt; fa tutto quello che può. È in gran forma, lo dimostrano il gol e anche alcuni scatti sulla trequarti che non trovano seguito perché tutto lo United non può proporre con continuità un gioco che lo supporti al di là di alcuni spunti isolati. &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Voto: 7.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Hernández:&lt;/b&gt; la sua profondità senza palla poteva essere una chiave per allungare la difesa del Barça a e aprire spazio agli inserimenti dei centrocampisti, in una gara fatta di aggressività e ripartenze, ma in tutta la partita lo United non può proporre una transizione offensiva che lo possa coinvolgere. &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Voto: 5.&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;/i&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;u&gt;&lt;br /&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;FOTO:&lt;/b&gt; marca.es&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-5295864472039469037?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/5295864472039469037/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=5295864472039469037' title='33 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/5295864472039469037'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/5295864472039469037'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/05/il-calcio-al-suo-massimo.html' title='Il calcio al suo massimo.'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-dTuTLINcSx8/TeF8VaPrcjI/AAAAAAAAApE/_xeYYIb7qF4/s72-c/Bar%25C3%25A7a%2BChampions%2B2011-marca.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>33</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-7508609779495238892</id><published>2011-05-22T18:40:00.003+02:00</published><updated>2011-05-22T18:56:22.301+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Valencia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Deportivo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Real Sociedad'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Getafe'/><title type='text'>Deportivo, ora è davvero finita.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-hQKqMSv0TFc/Tdk_kFE51BI/AAAAAAAAAo0/kiub5FN9cTM/s1600/Depor%2Bdescenso.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 316px; height: 236px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-hQKqMSv0TFc/Tdk_kFE51BI/AAAAAAAAAo0/kiub5FN9cTM/s400/Depor%2Bdescenso.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5609584699937248274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ancora il Valencia, ancora il maledetto Valencia. Senza nessuna offesa (naturalmente) nei confronti dell’&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;equipo che&lt;/i&gt;, è sempre questo l’avversario che segna le più grandi “tragedie” del Deportivo. Nel 1994 il rigore sbagliato da Djukic allo scadere che diede la Liga al Barcelona, ora la retrocessione. Un colpo comunque tremendo, per quanto potesse essere preventivabile.&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Non era infatti un mistero il progressivo avvicinamento alla soglia fatidica operato dai galiziani nelle ultime stagioni: indebitatosi paurosamente per sostenere le proprie ambizioni fra fine ’90 e inizio 2000, il Deportivo ha potuto raccattare sul mercato soltanto prestiti o giocatori in scadenza che, in contemporanea con lo smantellamento del Superdepor che fu, hanno portato un drammatico calo qualitativo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Lo stesso tecnico Lotina, con il realismo che da sempre lo contraddistingue, aveva ammesso di ritenere veri e propri miracoli le salvezze tranquille delle passate stagioni, ottenute a suo dire soltanto con qualche contropiede e una manciata di gol sui calci piazzati. Sempre raschiando il fondo del barile, con ripetuti cambi di modulo e correzioni in corsa (tipo la difesa a cinque) che hanno soltanto rinviato il verdetto.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;La partita di ieri riassume le debolezze di questa squadra: il Depor non ha nemmeno giocato male, ma ha denunciato la solita inconsistenza in area avversaria e una certa mancanza di aggressività in una fase difensiva pure abbastanza ordinata.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Una partita molto fluida, con due squadre ben lontane dall’essere schierate in maniera speculare, e quindi, senza che una pedina potesse annullare l’altra, possibili situazioni di superiorità da entrambe le parti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Emery con la difesa a 5 sperimentata di tanto in tanto: Topal arretrato in mezzo a David Navarro e Dealbert, &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;Bruno e Jordi Alba terzini molto avanzati, Banega e Albelda in mediana, Mata e Joaquín esterni e Aduriz unica punta. Dall’altra parte Lotina difende a 4 ma invece che per il 4-2-3-1 consueto opta per il rombo: Juan Rodríguez e Guardado ai lati di Valerón, ispiratore dei due attaccanti, Riki e Adrián.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Il potenziale vantaggio per il Valencia derivava dagli esterni, e dalle incertezze che suscitavano nel Depor al momento di marcare, soprattutto a destra. Bruno avanzava costringendo o Guardado ad allargarsi eccessivamente oppure Manuel Pablo a venirgli incontro. Sia in un caso che nell’altro il Valencia trovava l’uomo libero, vuoi Banega/Albelda in mezzo vuoi Joaquín alle spalle di Manuel Pablo o in zone più intermedie della trequarti. Proprio da questo secondo movimento è nato il gol di Aduriz (marcato a vista da Lopo) ad inizio gara.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Anche il Depor però aveva la sua situazione potenzialmente favorevole: gli stessi Guardado e Manuel Pablo che soffrivano a chiudere su Bruno, chiamavano fuori il terzino valenciano, alle cui spalle svariava Adrián o si defilava Valerón per creare la superiorità numerica. Con la difesa del Valencia attirata verso quel lato, si creavano più spazi al centro per gli inserimenti dal lato opposto. Arrivato sulla trequarti però il Deportivo ha approfondito poco questo discorso, limitandosi un po’ troppo al cross, opzione perdente sia per numero che per centimetri nell’area del Valencia.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Solo in quei momenti in cui si è acceso Valerón (non è servito a salvare la pellaccia neppure il &lt;a href="http://blog.guerinsportivo.it/ilmondosiamonoi/2011/05/13/valeron-e-da-primera/"&gt;grande finale di stagione del canario&lt;/a&gt;, il quale ha annunciato di voler continuare un altro anno e guidare la squadra anche in Segunda) il Deportivo ha potuto mandare davanti al portiere i suoi attaccanti. Qui le dolenti note: la manovra della squadra ha risentito positivamente della disponibilità in pianta stabile di Valerón e Guardado in queste ultime giornate, ma l’altro problema, quello del buttarla dentro, non è mai stato risolto. Adrián 7 gol, Riki 3, Lassad 5, l’acquisto invernale Xisco 2: i numeri non mentono. Tutti buttati nella mischia durante i 90 minuti, con identico insuccesso. Riki confusionario, il centravanti dell’Under 21 Adrián bravo a prepararsi la conclusione ma drammaticamente impreciso, come spesso gli capita.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Primo tempo fluido, secondo condizionato dalla crescente stanchezza e disperazione del Deportivo: i giocatori di casa rimangono oltre la linea della palla, non ce la fanno più a inseguire l’avversario, che con un possesso più insistito abusa del giochino esposto in precedenza (trovare sempre l’uomo libero fra fascia e centro), pur senza nascondere la volontà di non affondare i colpi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Le notizie dagli altri campi non obbligano il Deportivo a vincere (un semplice 1-1 basterebbe a spingere giù il Mallorca, che pure fino a un paio di giornate fa non era mai stato pienamente coinvolto nella lotta-retrocessione), ma i galiziani esausti e scoraggiati procedono per tentativi. Se è vero che sui calci piazzati e qualche altro episodio il gol potrebbe arrivare, è anche vero che il Valencia potrebbe tranquillamente chiudere la gara prima del 95’, quando Soldado, quasi chiedendo scusa, firma la sentenza.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Decisamente meno tesa l’altra sfida-salvezza, Real Sociedad-Getafe che pure era indicata nei pronostici come quella più decisiva. Meno tesa soprattutto dal 70’ inp oi, quando il passivo del Mallorca ormai si faceva incolmabile ed entrambe le squadre hanno ingannato l’attesa del fischio finale con una sfacciata melina. Prima però un bel brivido era corso lungo la schiena dell’Anoeta.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;È stata la tipica partita fra due squadre che se la fanno sotto, quando si va ad impulsi ed ogni pallone scotta terribilmente fra i piedi. La Real ha iniziato puntando tutto su un pressing ultra-offensivo, mentre il Getafe, storicamente tendente al palleggio (nove volte su dieci sterile), sparacchiava lontano ogni pallone giocato dai suoi difensori. Peraltro sorprende la scelta di Míchel, che si gioca la stagione lasciando in panchina entrambi i suoi centrocampisti creativi, Casquero e soprattutto Parejo (già in panchina nella penultima con l’Osasuna). Però al 10’, un calcio piazzato dalla trequarti a rientrare di Albín (già acquistato dall’Espanyol per la prossima stagione), insidiosissimo, trova la zampetta malefica del Cata Díaz che rompe l’equilibrio.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Lo rompe perché il Getafe può ritirarsi e non esporsi al pressing alto, unica arma offensiva avversaria. La Real fa fatica manovrando dalle retrovie, confermando l’involuzione di tutto il girone di ritorno. Dopo l’Espanyol, i &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;donostiarra &lt;/i&gt;nel girone d’andata erano stati fra le rivelazioni sul piano del gioco (splendida in particolare la prestazione casalinga col Real Madrid, immeritata sconfitta), imperniando il loro gioco su una trequarti ricca di talento, Xabi Prieto-Zurutuza-Griezmann.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Col trascorrere del campionato però, e le crescenti urgenze di classifica, la Real ha perso continuità di gioco, e anche ieri solo sporadicamente Xabi Prieto ha potuto dettare i tempi dalla fascia destra. La sostituzione di Zurutuza a fine primo tempo ha privato poi la stella della Real del suo miglior socio, quello con cui più frequentemente combina… e scombina lo schieramento difensivo avversario. Anche davanti per Tamudo gli anni passano, e in assenza di Joseba Llorente manca quel decimo di secondo giusto sottoporta o comunque quella pressione sulla difesa avversaria.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;Fatto sta che sebbene nella ripresa dopo il cambio la Real perda ancora più fluidità di manovra, è proprio il sostituto di Zurutuza, Sutil (un esterno più da linea di fondo di Griezmann, che si sposta al centro della trequarti) a siglare il gol decisivo per la partita se non per la retrocessione (sarebbe comunque sceso il Deportivo).&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b&gt;FOTO:&lt;/b&gt; lavozdegalicia.es&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-7508609779495238892?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/7508609779495238892/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=7508609779495238892' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/7508609779495238892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/7508609779495238892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/05/deportivo-ora-e-davvero-finita.html' title='Deportivo, ora è davvero finita.'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-hQKqMSv0TFc/Tdk_kFE51BI/AAAAAAAAAo0/kiub5FN9cTM/s72-c/Depor%2Bdescenso.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-6683674122491350265</id><published>2011-04-21T13:44:00.003+02:00</published><updated>2011-04-21T13:50:17.137+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Barcelona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Real Madrid'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Copa del Rey'/><title type='text'>O Rei.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-RKnYUlkRF7o/TbAZsAB_FxI/AAAAAAAAAok/XhUGz_dE528/s1600/Real_Madrid%2Bcamepon%2BCopa%2Bdel%2BRey.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 340px; height: 228px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-RKnYUlkRF7o/TbAZsAB_FxI/AAAAAAAAAok/XhUGz_dE528/s400/Real_Madrid%2Bcamepon%2BCopa%2Bdel%2BRey.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5598002580534794002" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/30837886-6683674122491350265?l=calciospagnolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/feeds/6683674122491350265/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=30837886&amp;postID=6683674122491350265' title='52 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/6683674122491350265'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/30837886/posts/default/6683674122491350265'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/04/o-rei.html' title='O Rei.'/><author><name>valentino tola</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15943078215608276743</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-RKnYUlkRF7o/TbAZsAB_FxI/AAAAAAAAAok/XhUGz_dE528/s72-c/Real_Madrid%2Bcamepon%2BCopa%2Bdel%2BRey.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>52</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-30837886.post-2525157662249088855</id><published>2011-04-20T15:58:00.005+02:00</published><updated>2011-05-11T11:09:32.065+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Barcelona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Real Madrid'/><title type='text'>Il Clásico che non finisce mai (seconda parte).</title><content type='html'>&lt;i&gt;Presento uno per uno i giocatori eleggibili per queste sfide, cercando di inquadrare le loro caratteristiche nel possibile contesto delle partite.&lt;/i&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://calciospagnolo.blogspot.com/2011/04/il-clasico-che-non-finisce-mai-prima.html"&gt;Qui la prima parte del pezzo.&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;span style="font-size:22.0pt;line-height: 115%;color:#4F81BD;mso-themecolor:accent1"&gt;BARCELONA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Valdés:&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt; Non è il portiere più bravo coi piedi della Liga (per quello andate a vedervi Ustari del Getafe), però la sua interpretazione del ruolo è quasi rivoluzionaria. Un uomo in più nel possesso-palla, a tutti gli effetti, non solo come appoggio per il retropassaggio, ma anche per la capacità di superare una linea avversaria con un rinvio e lasciare campo libero a Iniesta o Messi, direttamente. In più, fra i pali, è storicamente sottovalutata la sua capacità di risultare decisivo in quella singola occasione che capita in 90 minuti (fenomenale uno contro uno).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Pinto: &lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;Come da tradizione, potrebbe essere lui il titolare di Copa del Rey, anche in finale. Evidentemente il Barça perderebbe parecchio, perché l’andaluso è agile e persino spettacolare fra i pali, ma in fase di possesso è un uomo in meno, non funziona come libero aggiunto e anche nelle uscite in area piccola trasmette poca sicurezza, cosa che il Madrid potrebbe sfruttare sui calci piazzati.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Dani Alves:&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt; Grande stagione, ha portato fino in fondo la sua metamorfosi dai tempi del Sevilla. Lì avviava tutte le azioni, qui non partecipa mai alle fasi iniziali della manovra, ma si sovrappone dopo, ed è un imprescindibile fattore-sorpresa. È molto raro vedere un terzino che taglia verso il centro dell’area avversaria per andare a concludere come un vero e proprio attaccante. Ad Alves riesce spesso, e questo la dice lunga su quanto sia peculiare il gioco del Barça. Tuttavia, in questa serie di scontri diretti, potrebbe capitare di vedere un Alves un po’ più prudente, non così alto ad inizio azione. Pedro o chi per lui resta largo per generare spazio a Messi e Xavi sul centro-destra, e il brasiliano si sovrappone solo quando le circostanze dell’azione assicurano che Di María o Cristiano Ronaldo non possano trovare campo alle proprie spalle.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Piqué:&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt; Non una stagione straordinaria la sua, a dirla tutta. Però resta il giocatore più importante del reparto arretrato, forse il miglior difensore centrale in Europa. Per il senso della posizione, la personalità, la prestanza, la qualità nell’iniziare l’azione, superando la prima linea avversaria portando palla, dando un passaggio verticale o un cambio di gioco che apre spazi ai centrocampisti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Puyol:&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt; In forte dubbio per la finale di domani, la sua condizione sarà un fattore importantissimo nell’arco di queste sfide. L’iniezione di sicurezza e reattività in transizione difensiva che è capace di fornire può scongiurare i rischi che invece comporterebbe la presenza di un centrocampista adattato come Busquets o Mascherano. Va poi aggiunto che queste partite lo hanno sempre esaltato, moltiplicandone il rendimento.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Adriano:&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt; Elemento utile per la polivalenza (fascia sinistra o destra in difesa ma all’occorrenza anche a centrocampo e nel tridente) in generale, e in particolare ora come sostituto di Abidal. Più profondità e corsa rispetto a Maxwell, buon gioco ambidestro, anche se non sempre le scelte che effettua col pallone sono le migliori. Qualche sbavatura in fase difensiva, vuoi per carenze tattiche, vuoi per cali di concentrazione, se la concede sempre.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Maxwell: &lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;Col pallone, ha più criterio di Adriano. Anche tatticamente è superiore. Ha però meno facilità ad arrivare sul fondo, e non ha il passo del suo connazionale/concorrente. Soffre tremendamente l’uno contro uno con avversari veloci quando si trova a difendere vicino alla sua area (vedi Walcott, la sua bestia nera storica). Non sembra quindi il caso di rischiarlo contro un Cristiano Ronaldo o un Di María.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Gabriel Milito:&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt; Dal lunghissimo infortunio non è mai tornato ai suoi livelli, e anche per questo Guardiola preferisce utilizzare fuori ruolo Busquets o Mascherano prima di lui. Quando chiamato in causa, non è sembrato credibile come alternativa (particolarmente disastrosa la prova sul campo del Betis). A corto di ritmo, lento di riflessi, deconcentrato in marcatura, difficile contare su di lui nella fase decisiva della stagione.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Busquets:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; Da vertice basso del centrocampo, è quello più indicato per la fase di possesso. Con i movimenti senza palla e il gioco a uno-due tocchi lascia spazio e al tempo stesso fornisce una buona sponda a Xavi e Iniesta, che sono quelli incaricati di e dare ritmo e direzione al gioco. A &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;Busi&lt;/i&gt; spetta dare continuità, e in questo contesto gli riesce benone. A palla persa,è molto aggressivo: ha un buon intuito per il primo pressing, ma non sempre sceglie bene il tempo, e così può sguarnire la propria zona. Quando poi l’azione si sposta nella metacampo del Barça, la sua copertura davanti alla difesa lascia a desiderare. Soffre gli spostamenti laterali.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Mascherano:&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt; L’antitesi di Busquets. Quello che manca nelle letture difensive a Busquets, abbonda nell’argentino, che a volte è come se giocasse con un radar. In fase di possesso però è molto più rigido di Busquets: tende a restare sempre bloccato dietro la linea della palla, a mantenere la posizione e a giocare palloni troppo semplici, che non favoriscono alcuna situazione di superiorità. Questo non perché non abbia i piedi per eseguire un cambio di gioco di 30 metri o chiudere un triangolo con precisione, ma semplicemente perché “sente” meno questo tipo di calcio. Comunque, rendimento molto in crescita nella seconda parte della stagione. Può essere una carta importante.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Xavi:&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt; Il termometro. Se gioca bene, vuol dire che il Barça sta giocando bene. L’obiettivo degli avversari è sempre quello di limitarlo, per via diretta (pressandolo o marcandolo a uomo come fece-sbagliando-Hugo Sánchez quando allenava l’Almería) o per via indiretta, costringendolo ad abbassarsi molto per prendere palla. Ha sempre bisogno del movimento dei compagni, ma una volta che gli viene garantito questo appoggio controlla i tempi come nessuno.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Iniesta:&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt; Se Xavi controlla, il suo valore aggiunto è la capacità di dare accelerazioni incontenibili dal centrocampo. Può prendere palla e saltare da solo la mediana avversaria. Intelligentissimo non solo nel cercarsi lo spazio per ricevere palla e partire fronte alla porta, defilandosi leggermente in una zona in cui l’avversario ha pochi punti di riferimento, ma anche nel crearne ai compagni, coordinando i suoi movimenti con quelli di Messi e Villa. Potrebbe essere schierato come attaccante esterno, ma il Barça perderebbe la sua capacità di verticalizzare dal centrocampo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Keita:&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt; Prima opzione come mezzala sinistra in caso di avanzamento di Iniesta. Anche lui fra i giocatori tatticamente più intelligenti della rosa, per come offre l'appoggio al portatore e come libera l’ala sinistra per l’uno contro uno attaccando lo spazio fra centrale e terzino destro avversario (un movimento che dovrebbe avere il copyright), però eccessivamente lineare col pallone fra i piedi, sebbene preciso. Contro la difesa prevedibilmente folta del Madrid, serve di più. Per contro, un suo impiego garantirebbe un uomo in più in transizione difensiva: Iniesta attaccante mantiene comunque un comportamento da centrocampista, &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;una maggior tendenza a venir incontro al portatore rispetto agli scatti in profondità di Villa, quindi una maggior propensione a rimanere dietro la linea della palla quando viene persa.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Thiago Alcantara: &lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color:black; mso-themecolor:text1"&gt;Difficile possa trovare minuti, comunque va considerato il suo recente impiego fra i titolari. È il giocatore che negli auspici più lusinghieri dovrebbe unire il controllo di Xavi e la genialità nell’ultimo passaggio di Ronaldinho, ma è ancora acerbo (mentalmente più che sul piano tecnico) per certe sfide. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;span style="color:black;mso-themecolor: text1"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Pedro:&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color:black;mso-themecolor: text1"&gt; Appena tornato da un infortunio, un’incognita il suo possibile rendimento. Sarebbe importantissimo averlo al meglio, è  un giocatore cui ormai è difficile rinunciare. Da aletta funzionale ma un po’ scolastica (anche se con il pregio del gioco ambidestro e della rapidità nel breve), quale era ai suoi esordi in prima, è progressivamente evoluto, fino a diventare un attaccante capace di influire su una partita in più modi e in più zone del campo. Largo all’ala, ma anche tagliando fra i due centrali avversari, e addirittura appoggiando fra le linee come un trequartista (vedi la semifinale con la Germania al mondiale). Il Barça ha bisogno della sua profondità, anche per dare respiro ai centrocampisti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Messi:&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color:black;mso-themecolor: text1"&gt; Se questo Barça ha più soluzioni ed è una squadra complessivamente migliore di quella del Triplete (al di là del conto finale dei trofei), lui è la causa principale. La sua evoluzione come giocatore e il suo cambio di posizione. Da attaccante di fascia destra a falso centravanti, il meccanismo diabolico con cui i blaugrana al tempo stesso generano incertezza nella difesa avversaria e superiorità a centrocampo. Se il Barça del Triplete creava quasi tutto col triangolo di destra Alves-Xavi-Messi, e l’altro lato serviva solo per concludere o per le accelerazioni di Iniesta, ora la posizione accentrata di Messi propizia un’infinità di possibili combinazioni, da tutti i lati e soprattutto molto meno leggibili per l’avversario. Il Messi che si smarca fra le linee, attira gli avversari su di sé e poi la scarica sui compagni liberi è ancora più pericoloso del Messi che prende palla e ne dribbla due o tre.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Villa:&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color:black;mso-themecolor: text1"&gt; Abbiamo parlato delle lacune tattiche, ma suo malgrado Villa è un giocatore indispensabile, condannato a restare titolare anche sforzandosi di giocare male. Se il Barça quest’anno segna così tanti gol e trasmette la sensazione di poterne fare in qualsiasi momento è anche per la sensazione di profondità che il Guaje è tornato a trasmettere dopo la parentesi Ibrahimovic. Profondità e gol. Può giocare centrale (senza problemi, perché il contesto del Barça è diverso da quello della nazionale spagnola, dove i troppi centrocampisti arretrati lo costringevano a tenere palla spalle alla porta per fare da boa, lavoro che non rientra nelle sue corde e che certo non deve svolgere al Barça, dove ha sempre tanti giocatori vicino per triangolare) o sulle fasce… meglio sicuramente a sinistra dove può rientrare per il tiro. A destra ha dimostrato di trovarsi scomodo: se a sinistra non sempre si muove correttamente per assicurare il riferimento largo, a destra non ci prova nemmeno. Un discorso importante contro il Real Madrid, perché da quella parte agisce Marcelo, e senza un giocatore in quella zona che lo tenga impegnato il brasiliano rischia di avere troppo campo in transizione offensiva. Quindi, se a destra non giocasse Pedro, meglio mettere Afellay che Villa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Afellay:&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color:black;mso-themecolor: text1"&gt; Qualcosa di diverso rispetto a Villa ma anche a Pedro. L’olandese finora non ha giocato mai particolarmente male, ma non è neanche andato oltre il 6/6,5. Meno presente nel gioco interno sulla trequarti, ma potente, abile nell’uno contro uno e con un cambio di passo che partendo largo può tenere impegnato sia Marcelo che Arbeloa/Sergio Ramos, a seconda della fascia dove potrebbe giocare l’olandese, probabilmente a partita in corso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;span style="color:black;mso-themecolor: text1"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;span style="color:black;mso-themecolor: text1"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;span style="font-size:22.0pt;line-height: 115%;color:#4F81BD;mso-themecolor:accent1"&gt;REAL MADRID&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;span style="font-size:22.0pt;line-height: 115%;color:#4F81BD;mso-themecolor:accent1"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Casillas:&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color:black;mso-themecolor: text1"&gt; Non eroico come gli altri anni, perché in questo subisce meno tiri, e per sua fortuna è costretto a meno miracoli e meno occhiatacce nei confronti dei difensori. Poco da dire, non è tecnicamente perfetto, &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;con i piedi è molto inferiore a Valdés, ma in Spagna è sempre lui IL portiere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Sergio Ramos:&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color:black; mso-themecolor:text1"&gt; Fisicamente portentoso, tecnicamente abile, capace di coprire tutta la fascia da solo e spingere per 90 minuti (anche se a volte porta troppo palla invece che arrivare a sorpresa), nonostante Mourinho lo tenga un pochino più bloccato rispetto agli altri anni. Sulla carta non gli manca nulla, il problema è che esistono due Sergio Ramos: quello concentrato non fa passare un pallone, quello svampito (vedi anche la gara d’andata) invece accentua certe sue lacune, come la tendenza a seguire il pallone e abbandonare la propria zona. Da centrale soprattutto, se verrà impiegato così, deve limitare al massimo tali sbavature. Il movimento di Messi, da falso centravanti, potrebbe risultare difficile da interpretare per lui.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Arbeloa: &lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color:black;mso-themecolor: text1"&gt;Giocatore talvolta ingiustamente denigrato, è invece un buon dodicesimo sulle due fasce. Probabilmente a destra nella finale di Copa del Rey, con Ramos al centro per la squalifica di Albiol, Arbeloa garantisce disciplina tattica e concentrazione. Può fare sicuramente comodo in un contesto nel quale molto raramente gli verrà chiesto di avanzare a sostegno dell’attacco.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Pepe:&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color:black;mso-themecolor: text1"&gt; Col tempo, lo confesso, ho imparato ad apprezzare sempre meno questo giocatore. Straordinario dal punto di vista atletico, dotato anche tecnicamente, ma poco intelligente nel leggere le situazioni, nello scegliere il tempo, la posizione e la misura dei suoi interventi. È inoltre soggetto a veri e propri momenti di follia che lo portano a interventi scomposti. Resta comunque il fatto che in campo aperto è inaffrontabile, e la presenza intimidatoria ne fa bene o male uno dei migliori difensori della Liga. È stato provato a centrocampo prima nella nazionale portoghese, poi ora anche da Mourinho: contro l’Athletic per aiutare i difensori su Llorente, poi contro il Barça per allontanare dalla trequarti i palleggiatori blaugrana.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Carvalho&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color:black;mso-themecolor: text1"&gt;: Di gran lunga il migliore dei centrali madridisti in questa stagione. Il portoghese non è più giovanissimo ma conserva tutto il suo talento. Eccellenti letture difensive, grande tempismo nell’anticipo e pulizia negli interventi, ottimo senso della posizione. Una sicurezza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Albiol:&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color:black;mso-themecolor: text1"&gt; L’anno scorso, con Pellegrini, fu uno dei più regolari, quest’anno è scaduto parecchio, nelle gerarchie di Mourinho come nel rendimento. Ha evidenziato una certa mancanza di talento. È un buon difensore centrale, dal gioco un po’ lineare, risponde bene cioè a situazioni più semplici da leggere, ma non ha nè la capacità di anticiparle &lt;/span&gt;né la tecnica negli interventi di un Carvalho. È rapido ma non ha nemmeno la fisicità di Pepe per correggere in extremis eventuali scelte errate. Volendo infierire (si fa per dire, parliamo comunque di uno valido), non ha nemmeno il piede di Garay. Molto confuso e goffo nel rigore su Villa sabato, forse la squalifica lo toglie da qualche imbarazzo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Marcelo:&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color:black;mso-themecolor: text1"&gt; Uno dei giocatori chiave quando il Madrid attacca a difesa schierata e fa la partita (il 90% dei casi), ma bisogna vedere come si adatta al contesto radicalmente diverso delle sfide col Barça. È migliorato col tempo difensivamente (già da prima di Mourinho), ma una partita tutta nella sua metacampo non è certo quella desiderata dal brasiliano. La sua abilità/incoscienza/genialità nel dribblare secco l’avversario (o gli avversari…non si fa grossi problemi) che lo vanno a pressare nella sua metacampo, in linea teorica può fare malissimo a un Barça tremendamente aggressivo nel primo pressing (quasi uomo contro uomo), ma che lascia i suoi spazi non appena l’avversario supera questo ostacolo iniziale. Però le caratteristiche di Marcelo richiedono un tipo di partita diverso da quello di sabato: il brasiliano è un centrocampista mascherato da terzino, ha bisogno di trovarsi al centro del gioco, non è un laterale che si sovrappone in un paio di contropiedi, butta dentro due cross come può e stop. Riprendendo il discorso del primo articolo, il Madrid deve prolungare un minimo le sue fasi di possesso per poterlo coinvolgere, cosa che difficilmente può fare riproponendo un centrocampo con Pepe, Xabi Alonso sacrificato e senza Özil.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color:red"&gt;Garay:&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color:black;mso-themecolor: text1"&gt; Poco considerato anche da Mourinho. Teoricamente fra i centrali è quello più abile nell’impostare, e ha un buon senso della posizione, ma forse lascia un po’freddi quella sua lentezza che stride rispetto alle caratteristiche di Ramos e Pepe.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;text-justify:inter-ideograph"&
