martedì, luglio 11, 2006

La mia idea di calcio.

La premessa ineludibile di ogni discorso di questo tipo è che se una squadra vuole giocare bene e ottenere risultati, deve avere un equilibrio.
Ma questo può voler dire molte cose e non certo soltanto una squadra che speculi e basta, come spesso si è visto al mondiale. Equilibrio vuol dire avere avere una squadra corta, con distanze ridotte fra i giocatori e quindi spazi non eccessivamente ampi da coprire per ogni uomo, ciò che permette di ridurre gli spazi agli avversari ed avere più compagni vicini e quindi più soluzioni disponibili per chi porta palla.
Ma ciò che fa la differenza fra una squadra anche solida ma rinunciataria e una offensiva è l'altezza del baricentro: io sono per un calcio d'iniziativa e quindi preferisco una squadra col baricentro alto. Preferisco un equilibrio avanzato, offensivo a uno arretrato e difensivo. Questo non solo perchè è meglio per lo spettacolo, ma anche perchè è più utile.
Una squadra col baricentro avanzato sarà costretta a pressare alto e una volta riconquistato il pallone sarà già nella metà campo avversaria, subito pronta per l'attacco. Una squadra che invece difende nella sua metà campo, non appena avesse rubato il pallone, si troverebbe con molti metri da percorrere fino alla porta avversaria, rendendo molto più costose le avanzate dei terzini e rischiando di isolare gli attaccanti.
Col baricentro e il pressing alto si converte il problema della difesa e della riconquista del pallone, che non può assolutamente essere eluso, neanche dalla squadra più talentuosa di questo mondo, in un'arma offensiva. Ovvio che questo comporti i suoi rischi perchè una volta saltato il primo pressing (è fondamentale rubare palla nella metacampo avversaria o costringere l'avversario a buttare via subito la palla, per evitare scomodi ripiegamenti fino alla propria area), l'avversario può trovare campo aperto, avere a disposizione il contropiede ed eludere il fuorigioco, ma il calcio è un gioco fatto di rischi, a somma zero. Chi ha talento, mentalità giusta e sa rischiare, vince.
Però anche due squadre che giocano con pressing e linee altissime possono annullarsi e far diventare un match una specie di lotta libera a centrocampo, obbrobriosa quanto una partita fra una squadra di Trapattoni e una di Cesare Maldini.
E qui spunta l'elemento fondamentale, imprescindibile del calcio: la tecnica. Quella tecnica che ti permette di combinare in spazi stretti, di uscire vittorioso dal pressing avversario, di cambiare gioco da una fascia all'altra facendo venire il mal di mare alla difesa avversaria. Anche la tecnica, come il pressing alto, permette una soluzione, attraverso il possesso-palla, che ti consente di affrontare il problema difensivo con uno spirito offensivo, evitando catenacci.
Quando hai la palla tu non ce l'hanno gli avversari, come diceva Liedholm, e quando hai la palla tu puoi sempre fare male agli avversari. Inoltre un possesso palla prolungato ed efficace permette di risparmiare parecchie energie. Sarebbe impossibile per una squadra sostenere tutta una stagione con un pressing forsennato. Quando sopraggiunge la stanchezza deve rimanere la tecnica. Le squadre soltanto atletiche finiscono con l'avere la peggio.

CALCIO OFFENSIVO, TECNICA, POSSESSO PALLA, MOVIMENTO SENZA PALLA (fondamentale!), PRESSING ALTO. Ingredienti che, se presenti in dosi massicce, permettono di divertire il pubblico e al tempo stesso avere equilibrio e ottenere risultati. Si può vincere e divertire assieme. Giocare bene e vincere devono andare di pari passo.
Non credo ai soloni del "calcio cinico", o a certi allenatori di grandi squadre che sembra non aspettino altro che andare in vantaggio per poter difendere e andare in contropiede, che magari è l'unico schema offensivo che hanno insegnato ai loro giocatori (vero Quique Sanchez Flores ?). Peggio ancora sono quelli come Eriksson che dicono: "Avete visto dov'è arrivata la Spagna che ha giocato bene nel girone ?". La Spagna è uscita per altri motivi, fra i quali il fatto che la Francia abbia giocato molto meglio...
Il mio ideale è una squadra che vada sempre a imporre il suo gioco (ovviamente le piccole squadre devono arrangiarsi con quello che hanno. Quelle che mi fanno arrabbiare son le grandi squadre che speculano, considerando pure che a volte sono le piccole a dare loro lezioni di calcio) che non usi come scusa il fatto che "gli avversari si chiudevano" ma che provi a forzare ogni ostruzionismo con un calcio manovrato, una circolazione del pallone rapida, che cerchi di aprire la difesa avversaria con avanzate dei terzini, uno contro uno e cambi di gioco continui. Sempre palla a terra, mai con lanci a casaccio, solo cross dal fondo. Contro una squadra che metta a frutto questa qualità mettendoci il massimo impegno a lungo andare non ci sarà catenaccio che tenga.
Il modello migliore in questo senso è stato il Barcelona presentato da Rijkaard negli ultimi due anni e mezzo. Ha avuto un calo nel gioco negli ultimi mesi della stagione appena conclusa, ma ha giocato il calcio nettamente più bello e redditizio in circolazione. L'ha detto Iniesta: "non sappiamo giocare in altro modo". Abituati quasi sempre a trovare squadre che contro di loro si chiudevano (o erano costrette a chiudersi, fa lo stesso), i blaugrana hanno giocato un calcio molto offensivo, estenuando le difese avversarie con il loro far girare la palla da una parte all'altra del campo (hanno sfruttato il Camp Nou in tutta la sua ampiezza), i cambi di gioco, la spinta dei terzini, le combinazioni in spazi stretti fra le tre punte e le mezzeali e i continui, micidiali uno contro uno. Hanno segnato una barca di gol ma ne hanno anche subiti relativamente pochi. Come ? Facendo un pressing alto forsennato, con Giuly ed Eto'o per primi, che gli ha permesso di riconquistare spesso il pallone nella metà campo contraria, chiudendo l'avversario in una morsa. Poi viene il pressing di Deco e Xavi, i falli tattici, e come extrema ratio che spesso ha funzionato, la linea difensiva molto alta che tenta o l'anticipo con Puyol oppure la tattica del fuorigioco, con Valdes pronto a travestirsi da libero in caso d'emegenza. In alcune partite quest'anno il Barça ha un po' abbassato il baricentro (occorre anche stringere i denti e gestire il risultato quando richiesto, ovviamente...) , ma il discorso fondamentale resta. Inoltre si è difeso a modo suo, mantenendo spesso percentuali di possesso palla far il 60 ed il 70%. Questo è calcio !
Senza dimenticare che si può vincere nei modi più disparati e che la mia è soltanto una preferenza personale, questo è un discorso che riguarda solo le squadre d'élite.
Io non sono certo fra quelli che hanno gridato allo scandalo quando la Grecia ha vinto, strameritatamente, l'Europeo facendo un catenaccio (autentico: libero alla Blason e marcature a uomo ferree) coi controfiocchi. Ho considerato Rehhagel un genio, perchè ha ottenuto il massimo da quello che aveva. Sono rimasto molto più contrariato nel vedere grandi nazionali con soluzioni offensive limitatissime e mentalità non all'altezza.
Il punto fermo deve restare la qualità. Solo se investi sulla tecnica puoi fare un calcio come quello che ho descritto. Io son convinto del fatto che sia molto più facile insegnare a un giocatore a difendere che ad attaccare.
Un esempio splendido è quello dell'Ajax, che recluta per le sue giovanili soltanto giocatori d'attacco, cambiandogli poi il ruolo nel tempo. Così si mantiene la qualità e si hanno giocatori maggiormente predisposti ad attuare un tipo di calcio "totale". Io credo che allevare giocatori abili soltanto a distruggere il gioco, come esempio emblematico Gattuso, sia un danno per il gioco e che si possa benissimo adattare un giocatore di qualità a fare tra le altre cose un po' di interdizione e pressing, come dimostrano i casi di Pirlo e di Xavi e Deco nel Barça, che non sono certo specialisti ma hanno rubato tantissimi palloni nella squadra di Rijkaard, perchè la squadra era corta e tutti si davano una mano fra di loro.

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4 Comments:

Anonymous mimmo said...

leggo quotidianamente il tuo blog, ma questo post mi era sfuggito. non ho nulla da aggiungere, se non i miei complimenti.

10:46 AM  
Anonymous Anonimo said...

complimenti, fantastica la tua idea del calcio, conta molto avere un gioco di possesso palla tendente ad offendere perchè vuol dire anche avere una certa padronanza del campo.

Apprezzo molto questo tipo di gioco come apprezzo i giocatori che fanno i dribbling o le giocate di alta qualità al servizio del collettivo.

Tuttavia sono da apprezzare anche le squadre che vincono in contropiede o verticale se lo attuano bene, sicuramente apprezzo meno le squadre che praticano un gioco speculativo difensivo con lanci lunghi a scavalcare il centrocampo puntando eccessivamente sulla giocata del singolo davanti che risolva tutto, infatti la giornata che il singolo non è al top sono problemi seri!

Complimenti sempre per il tuo sito e la tua conoscenza sul calcio spagnolo.

Saluti!

Dario

6:59 PM  
Anonymous Roberto Scandroglio said...

Giustamente, si è scritto che il punto fermo deve restare la qualità.
Che solo se si investe sulla tecnica si potrà fare un bel calcio.
Sono d'accordissimo che è più facile insegnare a difendere che ad attaccare.
Bisogna saper saper collaborare in modo chiaro, preciso e veloce, e questo vale per gli attaccanti e per i difensori, per me l'Aiax sbaglia a reclutare per le giovanili solamente giocatori d'attacco, bisogna ritornare all'insegnamento corretto della tecnica di base e applicata a tutti i calciatori.
Bisogna saper insegnare, far apprendere e riuscire "tirare fuori" le effettive capacità.
Sia gli attaccanti e i difensori devono essere messi in grado di appropriarsi di tutti i movimenti fondamentali del gioco del calcio, individuali e di collaborazione, (tutte le abilità motorie specifiche), tutti devono essere messi in grado di controllare la palla allo stesso modo, la tecnica deve essere valida per tutti, ogni calciatore ha le sue caratteristiche,più difensive, più offensive, più fantasiose.
E' stato scritto già nel 2003 che : " ...da una quindicina di stagioni, quasi tutti gli allenatori dei settori giovanili, hanno sposato le nuove idee, abbandonando l'insegnamento della tecnica"....
Quali sono le nuove idee? questa è una:
" Non bisogna insegnare la tecnica, la devono inparare da soli."
riflettiamo un attimo.
saluti
Roberto Scandroglio

10:09 PM  
Blogger valentino tola said...

Questo post è uno dei primi che scrissi, quattro anni fa, nel frattempo non ho cambiato l'idea di fondo ma ho provato ad arricchirla e a renderla più complessa. Vale in generale per tutti i post questo discorso: come capirete, cose che ho scritto tre o quattro anni fa oggi potrei non riscriverle.

Riguardo alla formazione dei giocatori, posso dire ben poco perchè di allenamento non ne capisco nulla.
Una cosa però posso dirla su come assemblare una squadra: col tempo mi son reso conto di una cosa, che l'idea di equilibrio tradizionalmente propugnata, cioè quella che "se hai un terzino offensivo da un lato, devi averne uno difensivo dall'altro; se hai un regista devi mettergli accanto un recuperatore di palloni; se hai un attaccante baso devi metterne per forza uno accanto alto" è un colossale abbaglio.
In un'orchestra devi avere gente che suoni la stessa musica. Con sensibilità diverse, ma la stessa musica. Lo stesso vale per un'idea di gioco e i giocatori destinati ad interpretarla.

11:14 PM  

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