venerdì, settembre 29, 2006

Eto'o: i mesi sono 5. Chi al suo posto?

Dopo le opportune verifiche, i tempi di recupero di Eto'o, che inizialmente parevano essere fra i due-tre mesi, si sono allungati a cinque mesi.
Gravissima assenza, la più difficile da coprire ma non impossibile: non disponendo di un giocatore con caratteristiche simili, Rijkaard dovrà dar sfogo alla sua inventiva, alternando diverse soluzioni a seconda del tipo di partita.
Già l'anno scorso il fenomeno camerunese mancò per quasi un mese in occasione della Coppa d'Africa, ma allora Rijkaard poteva disporre della riserva ideale: Henrik Larsson, con una media gol fatti-minuti giocati sbalorditiva, decisivo anche nella finale di Champions. Pur senza possedere le doti fisiche di Eto'o, lo svedese non era da meno (anzi) in quanto a fiuto del gol, ed era capace di svolgere un lavoro tattico quasi al livello di quello di Samuel.
Ora, la situazione è più complessa: non c'è nella rosa di Rijkaard un attaccante con un fiuto del gol e una completezza paragonabile a quella di Eto'o e Larsson: dove manca Gudjohnsen, può tornare utile Saviola, e viceversa.
Si tratterà di studiare la soluzione migliore a seconda del tipo di partita richiesto, e non è detto che Rijkaard non possa trarre anche, in un certo senso, giovamento dal togliere punti di riferimento all'avversario.
Va detto che nessuno degli attaccanti del Barça attuale è una vera e propria prima punta. Neanche Eto'o lo è, ma questo non ha grande importanza perchè il tipodi gioco dei blaugrana non prevede un terminale fisso per ogni azione, basato com' è su triangolazioni, scambi di posizione, tagli e inserimenti.
L'importanza della sostituzione di Eto'o andrà verificata anche per quanto riguarda la fase difensiva: il Barça basa il suo gioco su un recupero rapido del pallone nella metà campo avversaria, per poter sopportare al meglio la sua struttura offensiva. Eto'o è assieme a Giuly, il più aggressivo e costante nel pressing sui difensori avversari. Rijkaard valuterà attentamente anche quest'importantissimo aspetto nella scelta del sostituto.
Vediamo nel dettaglio le possibili soluzioni per il centro dell'attacco:

Eidur GUDJOHNSEN: La soluzione numero uno, acquistato in estate proprio per l'evenienza. Il suo pregio è la duttilità e l'intelligenza tattica. Può giocare anche partendo dalle fasce o da interno a centrocampo, ma Rijkaard lo vuole come prima punta. Forte fisicamente, abile nel dialogare coi compagni, veloce in progressione (niente scatti alla Eto'o), potenzialmente è il più completo, però manca di freddezza in area di rigore e non è raro che sbagli gol facili. E' soprattutto una seconda punta, ma è l'unico attaccante che può fare da punto di riferimento al centro dell'area e rendersi utile anche come sponda spalle alla porta. Già Mourinho lo utilizzava come centrocampista aggiunto, per cui potrà aiutare Rijkaard in fase difensiva.
Javier SAVIOLA: Torna importante, e magari suscita qualche imbarazzo, visto che fino a poco tempo fa non rientrava nei piani di Rijkaard e della società. Ora potrebbe tornare molto utile, dato che degli attaccanti rimasti è quello più rapido e svelto nelle deviazioni sotto misura.
Classica seconda punta, il suo problema è quello che ne ha probabilmente limitato il rendimento in Europa: il fisico. Costretto spesso a giocare come unica punta (anche nel suo ultimo anno al Barça, il primo di Rijkaard, giocò così nella seconda parte della stagione, segnando 14 gol totali), soffre le cariche dei centrali avversari e non riesce a sfondare dopo il dribbling o lo scatto iniziale. Improbabile che segni da fuori area.
Eto'o le possedeva tutt' e due (ed era a suo agio sia negli spazi ampi chein quelli stretti), ora Rijkaard dovrà scegliere di volta in volta fra l'agilità (Saviola) e la potenza (Gudjohnsen). Al tecnico del Barça poi non piace lo scarso sacrificio in fase difensiva dell'argentino.
RONALDINHO: Ovvio che non è un numero 9. Al centro si trova bene, ma partendo dalla trequarti, non certo andando a battagliare coi centrali avversari. Già nel corso di molti match era solito scambiarsi la posizione con Eto'o, è una soluzione che Rijkaard ha adottato, ad esempio in occasione della finale di Champions con l'Arsenal, col fine, in fase offensiva, di togliere punti di riferimento alle difese avversarie, favorendo ad esempio i tagli di Giuly o gli inserimentidei centrocampisti.
In fase difensiva invece l'accentramento di Ronaldinho permette di piazzare sulla fascia sinistra giocatori più adatti a ripiegare sulle avanzate di terzini avversari molto intraprendenti, visto che Ronaldinho è l'unico esentato dalle mansioni di recupero del pallone. Così è successo con Eto'o nella zona di Eboué nella finale con l'Arsenal e sempre con Eto'o esplicitamente terzino sinistro aggiunto nelle sofferte battute finali della semifinale di ritorno col Milan, quando Ancelotti fece entrare Cafu (Eto'o nell'occasione disse efficacemente: "Ronaldinho suona il violino, noi altri dobbiamo suonare il tamburo").
Lionel MESSI: Spostarlo al centro renderebbe più agevoli le sue straordinarie azioni palla al piede, permettendogli di sfondare in verticale invece che essere costretto sempre a rientrare da destra verso il centro con azioni orizzontali. Anche lui come Ronaldinho può partire solo dalla trequarti, anche se è ancora un giocatore esclusivamente di spunti, sulla cui continuità non si può certo giurare e che senza palla non esiste ancora. Incoraggiante il gol al Werder, ci sarà bisogno di un po' di gol da parte sua. A Rijkaard fa poi molto comodo la sua tenacia, che lo porta ad inseguire e a pressare gli avversari nei suoi paraggi.
Ludovic GIULY: Solo in alcune fasi della partita può spostarsi momentaneamente al centro. Eccezionale il suo apporto nel pressing.
Santiago EZQUERRO: E' un giocatore del Barça solo formalmente ormai. Rijkaard in quest' inizio di stagione l'ha utilizzato solo nella Copa Catalunya persa contro l'Espanyol, una gara semi-ufficiale giocata con metà squadra occupata con le nazionali. E'un esterno-seconda punta, giocatore di movimento. Anni fa, nel Mallorca e nei primi tempi all'Athletic Bilbao, aveva iniziato da centravanti ma non è mai stato un bomber. L'anno scorso ha giocato una sola partita da attaccante centrale nel Barça, nel 3-1 al Zamora in Copa del Rey, ma si fece notare per le incredibili occasioni divorate.

Una cosa è chiara: replicanti in giro non ce ne sono ed Eto'o dovrà essere sostituito col lavoro della squadra, magari anche con un maggior apporto realizzativo di centrocampisti come Xavi, Deco e Iniesta, generalmente non dei guastatori.

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