martedì, settembre 26, 2006

L'importanza di Iniesta, l'importanza del "toque".

Ho già parlato abbondantemente della partita di domenica del Camp Nou, però desidero tornare sui suoi aspetti più rilevanti, traendo spunto dalle dichiarazioni rilasciate dai due allenatori, Rijkaard e Quique Sanchez Flores.

Rijkaard: "Abbiamo cominciato dominando il possesso-palla, ma credo che il ritmo sia stato troppo lento per sorprendere il Valencia… Eravamo lenti perché loro ci aspettavano a centrocampo dove c'era molta gente. Toccavamo, toccavamo e puntalmente arrivava il loro pressing. Erano molto ben organizzati e avevamo bisogno di movimento da parte degli attaccanti, come per esempio nel gol di Iniesta, nel quale c'è movimento dentro l'area."
"Quando desideri maggiore velocità nella costruzione del gioco, pensi a Iniesta. E' un giocatore importante, perché gli dà quel ritmo."
"Il Valencia risponde perfettamente a quel profilo di squadra che può risultare indigesta per ilBarça,…ma hanno anche qualità.Con Chelsea e Valencia ogni dettaglio può essere importante per il risultato. Il nostro possesso-palla è stato del 66%. Sono due sistemi di gioco diversi."

Sanchez Flores: "Credo che abbiamo limitato parecchio il Barça e che la mia squadra abbia fatto un gran lavoro, abbiamo avuto molto personalità."
"Il cambio di Iniesta ci ha complicato le cose. Con tre giocatori de toque (in italiano è diffiicile tradurre questa espressione, se non con lunghe perifrasi. Il "toque" è l'elemento base di ogni ragnatela di passaggi. Più è veloce e preciso, più mal di testa viene all'avversario)è difficile respirare a centrocampo. Nel primo tempo, con Edmilson avevamo una pausa, avevamo tempo per organizzarci.La partita è cambiata così tanto perchè ci sono giocatori che possono farle cambiare rotta. E' difficile che una squadra annulli l'altra per tutti i 90 minuti, per questo ci son state così tante variazioni nello sviluppo del gioco."
"Tutto si svolgeva a grande velocità. Ci son stati giocatori che hanno finito con sovraccarichi muscolari e crampi. Giocare contro il Barcelona vuol dire sempre sottoporsi a percorrere grandi distanze."

Illuminanti, soprattutto le frasi del tecnico del Valencia. Sottolinea indirettamente ancora una volta come il Barça, come avevo già avuto modo di dire, dovrà armarsi soprattutto di pazienza durante questa stagione. Evitare contrattacchi letali, aspettare che cali il pressing avversario, allargare il campo facendo arrivare più velocemente possibile il pallone sulle ali e sorprendere con inserimenti senza palla dalle retrovie di terzini e interni di centrocampo, sicuramente molto più difficili da controllare rispetto a tre attaccanti statici, per quanto questi possano essere dei fenomeni.
La palla, giocata su alti ritmi da chi la sa giocare, corre sempre più veloce di qualunque essere umano. Quindi bisogna farla correre. Questa banalissima considerazione, assieme a quella del movimento senza palla, sarà la chiave di molte partite per la squadra di Rijkaard.

E qui salta fuori il nostro amico Iniesta: pur senza essere (neanche per sogno) un velocista, è indiscutibilmente uno dei giocatori più veloci della Liga. Mi spiego: avere grandi atleti fa comodissimo, ma Iniesta possiede quel tipo di velocità assolutamente fondamentale nel calcio, che, ricordiamolo, non è una corsa sui 100 metri. Iniesta vede prima degli altri il gioco ed esegue le sue azioni con la massima rapidità e precisione. Unita alla qualità di Xavi e Deco, questa abilità può sottrarre agli avvversari tempo prezioso per organizzare la difesa e liberare il Barça dagli ingorghi.

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4 Comments:

Blogger carlo said...

Porto avanti la canonizzazione di Iniesta da almeno un paio d'anni, e ci sono le prove. L'ultimo che può parlare bene di Iniesta è proprio Rijkaard ed è francamente ridicolo che lo faccia dopo averlo messo ai margini e averlo usato da tappabuchi rischiando di perderlo. Fortuna che Iniesta è umile e educato altrimenti avrebbe già battuto i pugni. Tra l'altro, Rijkaard ha sì mentalità offensiva (che però è prima della storia del Barça) ma non mi pare proprio un principe dell'organizzazione tattica, anzi...

6:40 PM  
Blogger valentino tola said...

Confermo, son testimone da tempo del tuo sacrosanto lavoro di promozione di Iniesta.
Però non credo che Rijkaard non lo stimi, tutt'altro. Bisogna anche mettersi nei suoi panni. Chi toglie? Deco, Xavi, Ronaldinho o Messi? (Ricordiamo che Iniesta due anni fa, con la rosa ridotta all'osso dagli infortuni, era sempre il primo cambio per l'attacco).
Magnifico quando Rijkaard fa giocare tutti e tre assieme i "jugones" del suo centrocampo, però è una soluzione che va bene contro squadre deboli o quando ci si trova in svantaggio. Contro chelsea e Milan l'anno scorso Ednmilson davanti alla difesa ha dato un bel contributo...
Finora Iniesta ha avuto uno spazio non tanto inferiore ai suoi concorrenti nell' ambito del turnover.

Nel genere del calcio offensivo, che è ormai la "linea editoriale" storica del Barça, mi sembra che l'undici di Rijkaard abbia un' organizzazione invidiabile.
In attacco si trovano a memoria e poi recuperano facilmente il pallone nella metà campo avversaria, perchè i giocatori son sempre vicini fra di loro e fanno un pressing infernale, sin dalla linea d'attacco.
Altra cosa quando il Barça viene costretto a difendere nella sua metà campo... Ma lì non è colpa di Rijkaard: la squadra è strutturalmente d'attacco ed è difficile pretendere raddoppi sulle fasce da Ronaldinho e Messi o ripiegamenti costanti al limite della sua area da Xavi.

7:42 PM  
Blogger carlo said...

Chiudo qui per non apparire noioso. Rimango della mia idea: Rijkaard può essere paragonato a un Cruijff ma, secondo me, non ha niente a che spartire con Hiddink o Adriaanse,costruttori di calcio, magari anche difensivo però sicuramente organizzato. E' un distinguo che io considero importante, anche perché non tutti (anzi, nessuno) ha Ronaldinho, Eto'o e Messi da schierare davanti. Per questo sono molto curioso di vedere cosa farà un altro secondo me grande conoscitore di calcio come LAVolpe al Boca, macchina perfetta allenata da un gestore come il Coco BAsile.

2:59 PM  
Blogger valentino tola said...

Fuori discussione che Hiddink sia in assoluto un migliore allenatore di Rijkaard (Adriaanse mi piace, ma non mi sbilancio).
In un altro contesto avrei molti dubbi sul suo conto, però vedendo giocare il Barça si nota che, oltre al talento, ci sono degli automatsimi collaudati.

Un grande Lavolpe: mi piaceva molto il suo Messico (al di là di un girone eliminatorio scialbo) perchè tutti partecipavano all'azione, anche i difensori Osorio, Marquez e Salcido impostavano l'azione da dietro con una proprietà tecnica e una tranquillità non riscontrabile nelle altre nazionali.
Il Boca forse non è per lui la scelta migliore, perchè era già perfetto con Basile e quindi La Volpe può aggiungere ben poco in positivo.
Ho visto la partita contro Nueva Chicago (sciatto il secondo tempo del Boca) e ho notato già delle piccole modifiche in stile Messico: durante la partita la difesa è passata a tre uomini e spesso in fase d' impostazione Gago si è abbassato al centro e i due centrali di difesa, Diaz e Morel Rodriguez si sono allargati sulle fasce, liberando soprattutto Calvo sulla destra che durante la partita ha fatto più l'ala aggiunta, con Krupoviesa più bloccato a sinistra, un po' alla Salcido.

3:42 PM  

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