domenica, novembre 04, 2007

UNDICESIMA GIORNATA: Barcelona-Betis 3-0: Henry; Ronaldinho; Ronaldinho.

Ottimo Barça, un’ altra cosa in termini di intensità, ritmo, voglia e movimento rispetto a quello scialbo visto contro Almeria e Valladolid. Sempre un piacere veder giocare gli uomini di Rijkaard quando sono così ispirati, causa invece profonda tristezza questo Betis incapace di offrire alcunchè. L’ impresa del Valladolid a Zaragoza aggrava la situazione di classifica, forse è giunta l’ ora di Cuper (incredibile l’ involuzione di questo allenatore negli ultimi anni).

Rijkaard ritrova Henry ed Abidal e mette a riposo Gabi Milito, Cuper deve fare a meno di Sobis e Fernando Vega, ripropone (dopo l’ esordio di mercoledì con l’ Osasuna) il brasiliano Lima al centro della difesa, ripesca Pavone ed opta per un centrocampo più folto, con Rivera (uno dei mezzi giocatori più forti del calcio spagnolo) trequartista alle spalle proprio del Tanque argentino. L’ avversario, tenero, mansueto e spuntato, è l’ideale per esaltare il Barça, che da subito schiaccia il Betis nella sua metacampo. Il ritmo e la freschezza dell’ azione blaugrana sono finalmente quelle giuste: a parte la fascia destra dove come al solito Zambrotta non supporta Messi, il resto della squadra offre una partecipazione costante e corale allo sviluppo del gioco, mantenendo le distanze giuste e proponendo appoggi e inserimenti. Punto dolente rilevato all’ unanimità dalla critica e dagli stessi protagonisti blaugrana, il Barça si sforza con successo di imprimere maggiore verticalità alla sua azione, grazie anche agli sbocchi che Henry fornisce coi suoi intelligenti scatti ad allungare la difesa avversaria.
Proprio Titi, in netta crescita, è il protagonista principale: prima impegna Ricardo di testa su cross di Xavi, poi è solo il palo a dirgli di no su una poderosa percussione innescata ancora da Xavi, infine, servito da un eccellente Iniesta, trova il meritatissimo vantaggio con un tocco di punta ad anticipare l’ uscita bassa di Ricardo.
Monologo blaugrana il primo tempo, la ripresa sembra aprirsi con un calo di tensione dei padroni di casa ed un po’ più di coraggio da parte verdiblanca, ma la punizione (magistrale, ma Ricardo non è perfetto nell’ occasione) di Ronaldinho soffoca ogni discorso sul nascere.
Betis che si apre ed apre gli spazi alle incursioni dei solisti blaugrana, in una delle quali Messi sfiora la riedizione in versione ridotta della prodezza maradoniana al Getafe (nel mentre Henry è riuscito a fallire un tap-in di testa praticamente a porta vuota). Un’ altra punizione di Ronaldinho (come un calcio di rigore per lui) mette il sigillo finale.

I MIGLIORI: Henry in netto progresso, come brillantezza atletica e come intesa coi compagni, comincia a muoversi meglio all’ interno del tridente, capendo quando è il momento di venire incontro e quando occorre invece dettare il passaggio in profondità. Iniesta trascinante nel primo tempo con le sue incursioni nella trequarti, Abidal e Touré tornano a garantire i loro elevati standard.
Ronaldinho segna una splendida doppietta su punizione: incredibile la sua abilità attuale da fermo, se si pensa che due-tre anni fa il suo modo di calciare faceva storcere il naso a parecchi. Dopo il secondo gol offre un’ esultanza estremamente polemica verso i critici: non mi è piaciuta. Si scrive tanta spazzatura (ripresa con gusto qua in Italia) sul suo conto, anche su cose che non c’ entrano nulla col campo, ma se lui intendeva sbeffeggiare coloro che hanno criticato esclusivamente le sue prestazioni sul campo, beh, si sbaglia di grosso.
Non è un’ autorità sacra ed inviolabile, tutti i giocatori possono essere criticati e, possibilmente, devono accettare queste critiche, se non altro per dimostrare un po’ di maturità. In assoluto poi non apprezzo queste esultanze così scompostamente plateali, il cui effetto (magari involontario), è spesso quello di spostare l’ attenzione dalla squadra al singolo. Aggiungo inoltre che se da fermo resta un fenomeno assoluto, “in movimento” Ronaldinho è ancora ben lontano dai suoi livelli migliori, non ho nessun problema a ribadirlo.
I PEGGIORI: In continuo affanno William Lima in difesa, non si hanno notizie del talento Juande in mezzo al campo. Pavone, al di là del suo adattamento fin qui inesistente, ha tutta la nostra solidarietà per la miserabile solitudine cui lo hanno abbandonato i compagni.

Barcelona (4-3-3): Valdés s.v.; Zambrotta 6 (dal 75’ Marquez s.v.), Thuram 6,5, Puyol 6,5, Abidal 7; Xavi 6,5 (dall’ 83’ Gudjohnsen s.v.), Touré 6,5, Iniesta 7; Messi 6,5, Henry 7 (dal 79’ Bojan s.v.), Ronaldinho 7.
In panchina: Jorquera, Sylvinho, Oleguer, Giovani.
Betis (4-2-3-1): Ricardo 6; Ilic 5,5, Juanito 5,5, Lima 5, Babic 5,5; Juande 5, Somoza 5 (dal 75’ Arzu s.v.); Edu 5, Rivera 5,5, Mark Gonzalez 5,5; Pavone 5,5 (dal 61’ José Mari s.v.).
In panchina: Doblas, Fernando Vega, Xisco, Caffa, Fernando.

Gol: Henry 32’; Ronaldinho 52’; Ronaldinho 91’.
Arbitro: Teixeira Vitienes. Ammoniti: Juanito, Babic e Juande per il Betis.

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