giovedì, marzo 18, 2010

Perchè LUI può.

Non si può parlare di genialità strategica senza cadere nel ridicolo e al tempo stesso offendere tutti quegli altri allenatori che hanno solo la sfortuna di non disporre di un giocatore simile, ma si può parlare di buonsenso nel giudicare la recente svolta tattica di Guardiola: davanti alle persistenti difficoltà della squadra nel proporre il suo miglior calcio, affidarsi al fuoriclasse, costruirgli il miglior habitat tattico possibile perché la squadra possa tornare a crescere intorno a lui. Messi prende per mano i suoi compagni, porta a spasso gli avversari e non lesina gli effetti speciali. Dopo la tripletta di domenica, due capolavori anche con lo Stoccarda. Il miglior Barça deve ancora tornare, durerà ancora un po’ questo regime di tutela del numero 10 su tutta la squadra, ma può comunque rappresentare la base per un’inversione di tendenza.

La svolta tattica è il 4-2-4, e il 4-2-4 ora come ora è il “modulo Messi”. Un’altra via per offrire all’argentino quella libertà che l’anno scorso gli garantiva il 4-3-3, in cui vuoi partendo dall’ala destra per accentrarsi vuoi muovendosi come falso centravanti, Leo riusciva a sguazzare tra le linee e innescare scompensi tattici devastanti nello schieramento avversario. Eto’o agevolava questa situazione, allungando le difese col movimento in profondità senza palla o sacrificandosi come esterno per lasciare la zona centrale a Messi.
Quest’anno la musica è cambiata: altro giocatore, altro gioco. Ibrahimovic tende a venire incontro al portatore di palla, ma il Barça non è riuscito ad assorbire al meglio il suo innesto, faticando al contempo a trovare altre vie di sfogo in profondità. Ibra al centro dell’attacco, senza sfogo verticale, ha reso più agevoli i movimenti ad accorciare della difesa avversaria, e questo ha finito col togliere spazi anche a Messi, costretto a subire più raddoppi spalle alla porta.
Passare al 4-2-4 ha permesso di liberare un po’ l’argentino: fondamentale il recupero di Alves (deludente nella prima parte di stagione) su ottimi livelli per fornire profondità sulla destra, e molto funzionale l’accoppiata con Pedrito che, impegnando grazie alle sovrapposizioni i due esterni sinistri, diminuisce la possibilità che il sistema difensivo avversario si stringa tutto centralmente su Messi. Così Leo, partendo qualche volta anche sulla linea delle mezzeali (ma con movimenti chiaramente più offensivi, da qui la definizione sintetica di 4-2-4), ha più spazio per vedere la giocata fronte alla porta, non solo sulle percussioni palla al piede, ma anche nei passaggi filtranti. Ispiratissimo a tal proposito quello che taglia la difesa tedesca avviando l’azione del 2-0 di Pedro. Messi sembra migliorato anche nelle scelte al momento di concludere le azioni: prima tendeva a concludere quasi sempre di potenza, senza pensarci troppo, ora sfrutta appieno la sua sensibilità di tocco, come dimostra anche la punizione maradoniana due settimane fa sul campo dell’Almería.

Non bisogna però fossilizzarsi sul 4-2-4, i numeri contano relativamente, il punto cruciale è che Messi deve guidare la transizione offensiva. Quindi anche col 4-3-3, meglio Messi centrale, in assenza di Ibrahimovic, come col Valencia o come anche ad Almería, dove l’espulsione di Zlatan paradossalmente non ha fatto che aprire più spazi a Messi. Questo per imprimere all’azione offensiva quel cambio di ritmo e quella verticalità così rare in questa stagione.
Ovviamente tutto ciò non esclude che, col pieno recupero e la piena valorizzazione di tutto l’organico, le cose possano pian piano tornare al loro posto: è importante ad esempio quello che sta facendo vedere Henry. Non importa la scarsa brillantezza del francese ieri, importa la sensazione di maggior profondità che apporta senza palla, e che aiuta la squadra e anche Messi a distendersi. Quindi con un Henry consolidato, Messi potrebbe tranquillamente tornare a partire dalla fascia destra. Non solo, ma potrebbero crearsi le condizioni per un ripescaggio di Ibrahimovic.
Oltre a Messi infatti sono tre le chiavi per fuggire dalla trappola dell’orizzontalità: Alves, Henry e Keita. Alves e Henry per i motivi già citati, Keita invece è un giocatore che quest’anno ha aumentato notevolmente la sua importanza proprio col cambio Eto’o-Ibrahimovic. Ieri in panchina, frenato dalla parentesi della Coppa d’Africa e dai contrattempi fisici, il maliano ha quegli inserimenti senza palla che, pur partendo dal centrocampo, allungano le difese e aprono spazi ai compagni. Il problema è che un suo inserimento costringerebbe a un maggior turnover fra Xavi e Iniesta, però permetterebbe un reinserimento di Ibrahimovic che, con Alves e Henry ad attaccare lo spazio dalle fasce, diminuirebbe il rischio di strozzature alla manovra. Insomma, la rosa è corta ma i margini ci sono.

Non è stata comunque una prestazione capolavoro quella del Barça ieri. Son piaciute sicuramente l’intensità, l’aggressività e la concentrazione messe sul campo (a conferma che i problemi atraversati sono strettamente tecnico-tattici, non c’entra niente avere la pancia piena come nella tarda era-Rijkaard), è piaciuta meno la confusione e la discontinuità di manovra emersa in certi frangenti.
Positiva la voglia di verticalizzare manifestata sin dai primi minuti, meno positiva l’ansia: cercare subito la profondità può essere controproducente se la tua squadra non si è ancora distesa in blocco mantenendo le distanze corrette fra giocatore e giocatore. Se anticipi troppo il passaggio verticale, quando perdi la palla puoi rimanere spezzato in due, e ancora di più rischi di esporti giocando con due centrocampisti centrali. Ieri in alcuni (ridotti ma da tenere in conto) frangenti la partita si è sviluppata da una metacampo all’altro, con qualche possibilità di troppo concessa allo Stoccarda per ribaltare l’azione, possibilità sicuramente da evitare contro le squadre che il Barça dovrebbe trovare nel prosieguo della Champions, assai meno spuntate dei tedeschi. Probabilmente ha pesato anche l’assenza di Xavi, uno formidabile nel “raffreddare” l’azione e controllare i tempi, quello che cioè alcuni critici un po’superficiali definiscono “limitarsi a giocate banali” o “non saper verticalizzare”. Bravi comunque Busquets e Touré a non giocare mai sulla stessa linea in fase di possesso.

FOTO: elpais.com

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12 Comments:

Blogger Taymour Zein said...

Ciao, bella prestazione del Barça ieri sera. Henry è stato utilissimo in avanti, si proponeva in continuazione e il gioco della squadra ne ha guadagno in velocità. S'è rivisto il vecchio Barcellona a tratti, quello che attaccava gli spazi con intesità e aggressività. Parlando del 4-2-4 devo dire che mi sembra una buonissima mossa da parte di Guardiola il cambio della posizione di Messi, in modo da renderlo ancora più difficile da marcare. A Messi va dedicato un capitolo a parte: immenso, soprattutto ieri sera, dove ha cercato poche volte il dribbling e ha preferito spesso un passaggio al compagno, come si dimostra nel caso del secondo gol. Questo è un grande segno di maturità calcistica. Leggevo su un sito uno che diceva che Leo è solo un mito della stampa, e che basta solo un terzino veloce per fermarlo. Per me è una falsità assoluta, te cosa ne pensi? Volevo poi ritornare sul discorso Henry e del mancato impiego di Ibrahimovic da titolare. Vedendo che comunque con Henry il Barça sta giocando meglio, tu cosa faresti, tenendo conto anche che Guardiola non può lasciare in panchina per tanto tempo un acquisto da 49 milioni di euro e che si chiama Ibrahimovic? Oltretutto, la rosa del Barcellona è molto corta e non penso che sipossa permettere di schierare il campione svedese, facendogli perdere continuità. Pensando anche alla prossima stagione, pensi che il Barcellona lo manderà via per acquistare, chessò, Villa?

4:51 PM  
Blogger valentino tola said...

Ciao!
Messi già dall'anno scorso è molto più di un grande dribblatore, è un formidabile giocatore capace di trovarsi gli spazi migliori e di scegliere quasi sempre la giocata giusta. Non è un trequartista vero e proprio e non ha tantomeno le caratteristiche di uno Zidane, però aiuta la sua squadra a dominare il gioco, non solo a trovare lo spunto risolutivo negli ultimi metri.

"Leggevo su un sito uno che diceva che Leo è solo un mito della stampa, e che basta solo un terzino veloce per fermarlo."
Devo proprio commentarla? Sei sicuro? :-)

La questione Ibrahimovic è certamente delicata: Guardiola sa di correre il rischio di bruciare definitivamente un grosso investimento, ma non è più tempo di indugi: titolare deve essere chi gioca meglio, e ancora di più chi permette alla squadra di giocare meglio. Quindi Henry titolare, poi magari più avanti si potrà riconsiderare la posizione di Ibrahimovic, se lo si recupera tanto di guadagnato, per carità, ma non è una priorità al momento attuale.

Sì, di questo passo le probabilità che Ibra se ne vada aumentano. Come dissi in un altro post, uno sceicco della Premier lo trovi sempre... Villa era già la miglior opzione la scorsa estate, vedremo questa (il mio auspicio per un discorso di competitività della Liga è che Villa rimanga dov'è e magari il Barça si rinforzi con un grande attaccante dall'estero).

10:30 PM  
Blogger valentino tola said...

Una delle più belle definizioni di Messi comunque l'ho letta stamattina su El Pais, nel pezzo di Ramon Besa su Barça-Stoccarda. Paragona Messi a un musicista jazz, perchè sempre uguale a se stesso ma contemporaneamente sempre diverso.
Il suo gioco è sempre lo stesso, lo riconosci come una qualunque melodia fissata su uno spartito, ma è sempre diverso perchè aggiunge un elemento di improvvisazione continua che varia da giocata a giocata, come per le esecuzioni jazz.

10:37 PM  
Blogger Flavio said...

Non ho più parole su Messi...e sarebbero sempre poche. Ho visto invece Yaya Tourè in posizione diversa dal solito, quindi non come "pivote", ma un pò più avanzato lasciando il posto davanti alla difesa a Busquets. Credo che in questo contesto l'ivoriano diventi un giocatore molto più pericoloso ed utile. Inoltre la contemporanea presenza di lui e Busquets garantisce più fisicità e copertura a centrocampo e qui si rientra anche nel discorso della "protezione" di Leo. Inoltre Yaya ha anche il "tocco" per giocare nel Barça. Credo che il Barcellona deve pensare solo a comprare un centravanti vero, uno da Barça (Fernando Torres), un terzino sinistro forte (L Filipe) e poi giocare con Busquets, Tourè, Xavi (o Fabregas) e Iniesta (o Fabregas) dietro a Messi e al centravanti con Pedro dodicesimo uomo. Cosa ne pensi Valentino? Saluti,
Flavio

2:06 PM  
Blogger Flavio said...

...Valentino, dimenticavo...quando parli di un grande attaccante che proviene dall'estero per il Barcellona, a chi ti riferisci? Qui almeno tre nomi me li devi fare ;)
Flavio

4:39 PM  
Blogger Flavio said...

...Valentino, dimenticavo...quando parli di un grande attaccante che proviene dall'estero per il Barcellona, a chi ti riferisci? Qui almeno tre nomi me li devi fare ;)
Flavio

4:39 PM  
Blogger Taymour Zein said...

Ciao! Io ripeto quello che ho sempre pensato, cioè la prossima estate via Ibra e dentro Villa, il miglior attaccante possibile per il Barça perchè Torres è meno adatto a muoversi in spazi stretti. Comunque ripeto, anche con un Henry che non è certo al massimo della forma si è dimostrato come il gioco d'attacco migliori. Domanda a Vale: come vedi il sorteggio di Champions per il Barça? E' fattibile l'Arsenal?

6:24 PM  
Blogger valentino tola said...

@ Flavio
Direi che è meglio non fissare una volta per tutte la formazione del Barça. Cioè, ora questo sistema e questi undici si stanno rivelando la soluzione migliore per creare spazi e occupare il campo razionalmente, ma ripeto quello che dico nel pezzo, possono benissimo verificarsi le condizioni anche per un reinserimento di Ibrahimovic e un ritorno al 4-3-3. Tra l'altro la cosa buona è che la versatilità di Iniesta permette di cambiare modulo nel corso della stessa partita, e senza bisogno di spendere un cambio. Più soluzioni hai, più economiche sono, meglio è. Almeno questo attenua l'handicap che rappresenta disporre di una rosa così corta.
Mi chiedi della prossima stagione: è chiaro che qualche ritocco andrà fatto (la tua formazione poi è interessante, somiglia all'assetto della nazionale spagnola), più per infoltire la rosa che per stravolgerla. Però prima aspettiamo la fine della stagione per avere le idee un po' più chiare: io vedo la situazione del Barça ancora in evoluzione da qui a maggio.
Se poi mi chiedi il nome di un attaccante straniero, ti chiedo di risparmiarmi :-) Vedo troppo saltuariamente gli altri campionati per poter dare un giudizio ragionato.

Se i centrali di centrocampo devono essere due, per me la soluzione più equilibrata è Touré-Xavi più che Touré-Busuqtes. Xavi è il più bravo di tutti a controllare il tempo del gioco e a legare i reparti. Credo che in questo senso sia una copertura e una protezione per Messi migliore di quella che offrirebbero dieci giocatori disposti a correre e a fare legna solo per Leo.
L'altra scelta invece è Touré perchè sebbene il Barça basi il suo equilibrio su una presenza costante nella metacampo avversaria, in 90 minuti può succedere che l'avversario ribalti l'azione, e in queste situazioni di ripiegamento Touré è indubbiamente quello che offre le migliori garanzie atletiche.

@ Taymour Zein
Anche io preferirei Villa a Torres, però aspettiamo il finale della stagione, come detto sopra, prima di dare Ibra per morto.

Poteva andare meglio il sorteggio, però dico che al massimo delle sue possibilità il Barça dovrebbe essere superiore all'Arsenal. Però quello attuale, anche quello dell'altra sera (che per me non è stato un gran Barça) soffrirebbe tantissimo.

2:12 PM  
Anonymous Anonimo said...

Io ve lo dico: attenti all'Arsenal; non è così scontato che passi il Barcellona. So che detto su questo blog potrebbe sembrare un'eresia, ma il sistema di gioco di Wenger quest'anno è più collaudato e automatico di quello di Guardiola. L'Arsenal ha dimostato di soffrire particolarmente solo le squadre molto fisiche, ma per il resto resta un gruppo che gioca e corre per tutti i Novanta minuti, che si costruisce le occasioni da rete con una facilità e una continuità incredibile (capita spesso che segnino nei minuti finali) e che se trova gli spazi può fare molto male. Il problema resta l'assenza di qualcuno che "la butti dentro", ma è un problema da cui in questo momento non è esente neanche il Barça (tolto Messi, ovvio). Il Manchester United li ha battuti usando il contropiede, il Chelsea usando il fisico e difendendo con cinque-sei uomini nella propria area (a difesa schierata fanno un po' fatica). Il Barcellona può batterli solo se gioca come sa: decisiva sarà a mio parere la prestazione di Iniesta, giocatore troppo poco citato quando si parla dei problemi attuali dei catalani - ma sarà comunque dura. Considerato però che contro le grandi Fabregas si sgonfia sempre, l'equazione esce un po' ridimensionata. Si dice sempre che la Champions è la competizione dei dettagli, ma credo che la squadra che uscirà vincitrice da questo quarto di finale lo farà perchè sarà riuscita ad imporre il proprio gioco all'altra nel corso delle due sfide. Ad ogni modo delle quattro gare questa è quella dall'esito meno scontato.
PS: aggiungo solo un in bocca al lupo al Valencia per aprile.
Tommaso.

4:08 PM  
Blogger valentino tola said...

"So che detto su questo blog potrebbe sembrare un'eresia, ma il sistema di gioco di Wenger quest'anno è più collaudato e automatico di quello di Guardiola."

Quale eresia? Guarda Tommaso che questo blog si intitola "Calcio spagnolo", non "Calcio spagnolo con le fette di salame sugli occhi" :D

4:20 PM  
Anonymous Anonimo said...

Sì Valentino, ovviamente come avrai capito stavo scherzando sulla faccenda dell'eresia... :) ma ho messo le mani avanti perchè mi rendo conto che una lode sperticata dell'Arsenal su un blog di calcio spagnolo potrebbe sembrare una provocazione o una gufata (a seconda dei pareri), specie in un momento delicato della stagione come questo. Alla fine io sono per il bel calcio, spero solo che ci sia una vincitrice senza "se" e senza "ma" e che a passare sia la migliore delle due, indipendentemente dal nome.
Tommaso.

4:53 PM  
Anonymous Hincha Madridista said...

Brutto cliente per il Barca (fortuna mostruosa per l'Inter), per il tipo di gioco che ha i gunners potrebbero metterli in difficoltà. Una squadra che fa molto possesso palla potrebbe soffrire molto un a squadra che ha molti brevlinei capaci di buttarsi negli spazi. Per la difesa dovrà stare molto attento Alves mentre Maxwell avrà seri grattacapi contro gente come Arshawin, Nasri o Walcott. Senza contare che i gunners hanno fuori sia van Persie che Gallas e Djourou.
Bella gara, la vedo molto spettacolare. Ovviamente potete immaginare da che parte starò :)

1:08 PM  

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