giovedì, marzo 11, 2010

El fútbol es un estado de ánimo, hombre.

La celebre frase di Valdano rende più che mai la delicatezza del momento del Real Madrid reduce dalla sesta paradossale sconvolgente eliminazione consecutiva agli ottavi di finale di Champions. Dopo la dimostrazione di forza di sabato scorso col Sevilla, la partita di ieri rappresentava un bivio: superato lo scoglio anche psicologico dell’ottavo di Champions, la sensazione era che pochi avrebbero potuto fermare un Real Madrid che al gioco avesse aggiunto anche la convinzione.
Il verdetto emerso però è inappellabile, il Madrid non ha dimostrato sufficiente saldezza e il Lione ha meritato nel complesso delle due partite, e la mazzata rischia di avere ripercussioni della stessa dimensione ma di segno esattamente opposto: cioè ora che la convinzione e l’ottimismo sono ai minimi termini, può andare perso anche tutto ciò che di buono era stato innegabilmente sotto il profilo della costruzione di un gioco e di un’identità di squadra riconoscibile.

Manuel Pellegrini, si torna sempre a lui. Un colpevole lo si deve trovare per forza, e di fronte alla sacrosanta frustrazione del tifo merengue, la critica più becera ha gioco facile. La mia opinione è che da un punto di vista strettamente tecnico sia ingiustificato ritornare ancora una volta a usare termini come “rifondazione” o “repulisti”: c’è un signor allenatore, una signora squadra allestita con un mercato estivo praticamente perfetto in tutti i reparti (unico appunto Sneijder, ma non passa qua la differenza fra la vita e la morte), c’è un progetto.
Ma il punto è che non è più una questione solo tecnica: l’inquietudine per un fallimento che al di là di ogni sfumatura resta mastodontico se rapportato allo spropositato investimento economico rischia di mandare a monte ogni progettualità, incidendo anche sulla lotta per il titolo nella Liga. Per ogni vittoria da qui alla fine della stagione saranno tre punti in più, ma non sarà mai un gradino in più nella scala che porta alla gloria, non potrà mai esserlo nella testa dei giocatori, che potrebbero persino arrivare a vivere come un contentino una vittoria in campionato pienamente alla portata.

L’estado de ánimo ti frega quando nella ripresa non riesci a portare alle conseguenze più logiche quanto espresso nella prima parte. Quaranta cinque minuti ruggisci e altri quaranta cinque minuti ti metti a belare. Quaranta cinque minuti giochi a memoria, altri quarantacinque ti sparpagli per il campo. Non è la prima volta che il Real Madrid accusa un black-out totale nel secondo tempo: era successo anche in Liga, ma Xerez, Valladolid e Almería non ti castigano come può fare un Lione o persino il Milan imbarazzante presentatosi al Bernabeu.
Nella Champions League a eliminazione diretta i dettagli li paghi tutti, e in questo caso il dettaglio da nulla è aver fallito occasioni in serie per chiudere la qualificazione già nel primo tempo. Il resto lo ha fatto l’impreparazione psicologica nel gestire una ripresa nella quale il tempo stringeva e un eventuale gol lionese aumentava la sua pericolosità di minuto in minuto. Immaturità psicologica, proprio così… con in campo Casillas e Cristiano Ronaldo…

E dire che era iniziata come meglio non poteva, col gol immediato di Cristiano Ronaldo e una sensazione di dominio totale che replicava in maniera assai credibile quella di sabato scorso in campionato. Anche senza Xabi Alonso, il ritmo e l’occupazione degli spazi sono quelle giuste. Con Lass al centro, sono le due mezzeali a ispirare la transizione offensiva: Guti sul centro-sinistra più geniale (magnifica invenzione in profondità sul gol di Ronaldo), Granero sul centro-destra più “formichina”, molto continuo e preciso nella sua azione, tempi di gioco puntuali e movimenti in appoggio intelligenti, utili anche per massimizzare l’”effetto Sergio Ramos”: quando l’andaluso arriva più di una volta al cross dal fondo a sorpresa, senza aver prima portato palla, vuol dire che la squadra sta giocando bene. Dall’altro lato invece sono soprattutto gli spostamenti di Cristiano Ronaldo a supplire alla menomazione offensiva rappresentata dall’assenza di Marcelo e dalla presenza in sua vece di Arbeloa.
Il Real Madrid nel primo tempo copre bene tutto, ampiezza e profondità, isola Lisandro dai suoi compagni e recupera palla facilmente con un gran pressing alto. Sposta il blocco difensivo tutto verso un lato, e poi libera l’uomo dalla parte opposta, gli riesce più di una volta. Però fa solo un gol, e forse la svolta di tutto l’ottavo è quel clamoroso palo a porta vuota di Higuaín, dopo aver eluso sia il fuorigioco che l’uscita di Lloris.

Nella ripresa il Real Madrid rimane del tutto spiazzato dalla reazione di grande personalità (più che mai degna di una degnissima qualificata a un quarto di finale di Champions) dell’OL, che fiuta il sangue e azzanna un avversario che semplicemente in campo non si ritrova più.
Non trova più le distanze, non trova più la continuità di manovra, i giocatori cominciano ad andare ognuno per conto proprio. Con la squadra non più così raccolta, si vedono tutte le carenze nella gestione dei tempi del gioco di Lass, Guti e Granero perdono il filo e con la squadra sempre più lunga l’unica maniera di attaccare è sperare in un contropiede o un’azione individuale dei tre giocatori d’attacco, totalmente separati dal resto della squadra.
Il Lione coi cambi di Puel nell’intervallo (Gounalons e Källström per Makoun e Boumsong: il mitico Toulalan arretra al centro della difesa) guadagna in circolazione di palla, ed è chiaro padrone, la sensazione è che il gol in qualche modo debba arrivare. A questo punto l’alternativa per il Real Madrid è: ricompattare la squadra all’indietro o cercare di riguadagnare terreno nella metacampo avversaria. In soldoni: inserire Diarra Mahamadou o Van der Vaart? Pellegrini si gioca la seconda opzione, al posto di Granero. Con coraggio, ma scarso successo, perché Pjanic incombe. L’ultima mossa è quella della disperazione, Raúl per Kaká, alla ricerca della mischia e dell’istinto del gol del capitano. E finisce che il Lione grazia pure in contropiede, un paio di volte.

PS: sondaggione megagalattico di “Marca”: chi volete l’anno prossimo sulla panchina merengue? La frustrazione c’è, ma la testa rimane.

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22 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Ecco, io a quanto detto nel commento al post precedente aggiungo solo che a tratti nel primo tempo ho come avuto la sensazione che il Madrid "non volesse segnare". Le condizioni c'erano tutte, ma il pressapochismo sotto porta è stato abbastanza inspiegabile. Probabilmente nel secondo tempo è anche subentrata un po' di stanchezza fisica e mentale, i postumi della sfida col Siviglia si sono fatti sentire, e hanno fatto la frittata.
Tommaso.

4:48 PM  
Blogger Antonio said...

Un'eliminazione che smonta tutte le mie certezze su una delle due finaliste di quest'anno..i blancos erano da me considerati un'attendibilissima finalista, ma evidentemente mi sbagliavo.

La Champions come sempre punisce gli errori, e così 254 milioni di campagna acquisti finiscono nel water..

5:51 PM  
Blogger Francesco said...

Adesso la bravura dell'allenatore dovrà essere quella di far superare alla squadra questo momento e tornare a lottare per la Liga. Liga che, qualora il Barcellona dovesse andare avanti in champions, potrebbe diventare ancora più facilmente raggiungibile. Solo una vittoria potrebbe a questo punto salvare il posto di Pellegrini per il prossimo anno. E non è detto che sia sufficiente.

Certo andare in avanti di un gol a 6 minuti dall'inizio, in casa, e poi pareggiare evidenzia sicuramente un problema della squadra a livello caratteriale. Vedendo la partita, ho avuto la stessa sensazione espressa da Guti nel dopopartita, e cioé che i giocatori del Real siano stati un po' troppo individualisti nel secondo tempo. Questo Real Madrid ha un ottimo gioco, grandi campioni ma non mi sembra ancora una squadra. Ed é qui che si dovrà lavorare adesso.

7:08 PM  
Anonymous Hellas said...

Considerazioni varie.
La partita. Ottimo primo tempo, soprattutto l’avvio. Nella ripresa invece la squadra è sparita. Io ho visto un calo soprattutto fisico, il ritmo è crollato. Anche dopo aver subito il pareggio non c’è stata reazione, di nervi o di quel che si voglia; bene o male una delle caratteristiche, da sempre, del Real Madrid.
Non so che ne pensi, a parer mio i giocatori avevano ancora nelle gambe (e forse pure nella testa) la rimonta di sabato con il Siviglia. Non una scusante, tutt’altro; al limite un’aggravante, il tempo per recuperare c’è stato.

Il futuro – l’allenatore. Qui nascono le preoccupazioni. Pellegrini dopo ieri credo sia al passo d’addio, Liga o non Liga. Un errore: il Real Madrid quest'anno, dopo quasi un decennio, ha finalmente un gioco. Cambiare tecnico significa azzerare, o quasi, il progetto; ripartire daccapo cancellando quanto è stato fatto. E per l’appunto del buono c’è.

Il futuro - i giocatori. Mi aspetto la solita girandola di nomi: Fabregas, Silva, Ribery e chi più ne ha più ne metta. Qualcuno arriverà di certo. Non che sia un male, prima di giudicare però bisogna aspettare le cessioni. Non mi sorprenderebbe veder partire, al solito a prezzo di saldo, qualche grosso nome. Forse anche Benzema. E qui tornerebbero gli spettri di Robben e Sneijder …

Kakà. È anche peggio di come me lo ricordassi (in declino, ma pur sempre buono). 65 milioni spesi per lui e 40 incassati per i due olandesi, c’è qualcosa che non torna. Il brasiliano si applica e si impegna, ma non riesce. E questo è oltremodo preoccupante. Quanto può durare ancora il suo bonus dato da nome e storia (e prezzo del cartellino…)?

9:54 PM  
Anonymous Hincha Madridista said...

A ragione Francesco, il Madrid deve ancora diventare una squadra ma la via non è il nuovo cambio tecnico e sembra che almeno una volta anche i lettori del giornalaro Marca l'abbiano capito. Purtroppo il calcio non è una scelta (come quasi nessuno sport) anche se spendi non è detto che vinci, qualcosa può sempre andare storto. C'è anche da dire che le energie sia fisiche che nervose spese contro il Sevilla a mio parere hanno inciso nella gara di Champions. Purtroppo la squadra ha palesato ancora una volta il difetto già mostrato altre volte 45' a tutta e gli altri a boccheggiare senza benzina e idee. Certo il gol dopo 6' aveva illuso tutti, però si la Champions è cos'. Ovvio adesso resterà l'idea che pure vincere un trofeo di grandissimo prestigio come la Liga sia un mezzo fallimento (cosa che non condivido anche oerchè da un lato è più difficile vincere un campionato della Champions). L'importante ora sarà per Manuel lavorare sulle teste dei giocatori, sicuro di avere un nemico in più (Kakà) che con il classico codazzo di clan brasiliano al seguito ha già iniziato a creare problemi (ma fare un briciolo di autocritica dopo un'annata a dir poco scadente Riccardino no?). Purtroppo in Champions El Pipita si conferma ancora cannoniere a salve... Sono comunque sicuro che la nave madridista sia in buone mani, visto che il tecnico ha già saputo recuperare il rapporto con altri outkast come Guti e vdV. Tutto ormai si giocherà nella supersfida di aprile, lì Manolo si giocherà la permanenza a Madrid e la squadra la chance di mettere un altro titolo in bacheca.
Peccato perchè speravo di organizzare la mia prima trasferta a Madrid per la finale...

10:21 PM  
Anonymous Manuel said...

Metto da parte la felicità sportiva e morale di questa ennesima figuraccia del real...:D

Non mi aspettavo uscissero,ma a quel punto era un conto alla rovescia del tipo "quando spaccano lo spogliatoio?" "quando frondano il tecnico?" e gli altri classici che rispuntano,prevedibili e inevitabili,ad ogni stagione che il real non trionfa su tutti i fronti possibili.

E come detto perfettamente da valentino,alla fine della partita chi ha da recriminare di più è il lione se lisandro e delgado evitavano di prendere a pallonate i cartelloni pubblicitari,forse...

Del real,che aveva iniziato bene e illuso che questa partita fosse solo una formalità rimane un ottimo primo tempo,una squadra in difficoltà,ma tuttora ampiamente in corsa nella liga (magari pure da favorita considerando che il clasico sarà a madrid e che il barca dedicherà energie importanti alla champions) e avviata su una buona strada,sempre che il famoso ambiente merengues non distrugga tutto chiedendo la testa di pellegrini e magari un altro leggero investimento di qualche centinaio di milioni nel prossimo mercato estivo,cancellando i progressi fatti finora.


Ps.
Immagino il dramma che coglierebbe certi tifosi madridisti se il barca vincesse la champions al bernabeu. :)

Ciao,


Manuel.

12:52 AM  
Anonymous madrid7 said...

Per me parlere di progressi dopo il 4-0 con l'alcorcon, e le figuracce di champions league, mi pare un pò ridicolo, si, forse giocherà meglio dell'anno scorso, ma i risultati sono uguali, e cmq vincere la liga non soddisferà i tifosi, non si può tenere un tecnico che con questa squadra è già fuori da quasi tutto....
La liga l'hanno vinta anche Cpello e Schuster....se poi vogliamo dire che Pellegrini è bravo perchè riusciamo a fare 2 passaggi di fila, allora accomodiamoci, siamo sulla via del provincialismo...

1:04 PM  
Blogger Vojvoda said...

Il secondo intervento che mi ha incuriosito è stato quello di Marcello (sempre nel post precedente). La metafora della Liga "scozzesizzata" è un ragionamento calzante nella specificità delle differenze (e nell'intento del paragone) e nemmeno troppo originale, ma le due vette spagnole (Barcareal) sono anche vette europee e Valencia, Siviglia, Atletico stanno ancora recitando nel teatro continentale e fornendo un banco di prova affidabile nella Liga che propone due dei tre organici più forti al mondo (l'altro è quello del Chelsea).
Il livello, semmai, come spesso sottolineato da me l'anno scorso al curatore di questo blog (che si sarà fatto due "cuzzoni" così...) è molto basso dopo il Valencia, il Siviglia, l' Atletico ed il Villarreal.
Mallorca quinto, Depor sesto, Athletic settimo: ecco dove sta l'errore...
Le restanti 14 hanno organici inappropriati alla fama raggiunta dalla Liga dalla metà dei 90 sino a qualche anno fa. Ma questo è conseguenza della scarsità di soldi e quindi investimenti sul mercato internazionale a fronte di altre nazioni risvegliatisi.
La debacle sportiva dell'eliminazione del Real, come suggerito da Valentino, esula da questa Liga. Real e Barca sarebbero tra le prime 4 anche nella Premier-Nba alla fine delle 38 giornate...
La frase di Marcello: "...la Liga RESTA COMUNQUE il secondo torneo europeo dopo la Premier Inglese, appena sopra la Serie A..." è una considerazione personale, va rispettata, ognuno è libero di vederla a piacimento, ma la realtà delle cose, anticipando di un anno, forse due il ranking Uefa, è che Marcello ha dimenticato di inserire una variabile determinante: e cioè lo spaventoso e prepotente avanzamento della Bundesliga sotto tutti gli aspetti e che al momento attuale (tagliamo per un attimo fuori il ranking) è di gran lunga il secondo torneo per importanza-difficoltà-livellamento in alto-combattività dopo la Premier e davanti alla Liga.
Sulla serie A mi è sufficiente regolarmi con le prestazioni di tutte le 7 compagini impegnate nelle due coppe e con il fatto che i due migliori e consolidati interpreti, Kakà ed Ibrahimovic, sono finora stati due autentici e fragorosi flop (come del resto il 90% degli espatriati dalla serie A emigrati da anni verso tutta Europa) per giustificare la presenza della Ligue 1 davanti alla Serie A...

5:12 PM  
Blogger Vojvoda said...

Ho letto i post di Vale, entrambi.
Sia quello dopo la spaziale gara di sabato contro il Sevilla, sia quello post-mortem con la copertina di Marca molto "gazzettistica". Non è un caso che i due quotidiani siano gemellati per un trionfo di ovvietà e ciarpame.
Vale è misurato, competente, ed entra dentro alle gare e alle cose del calcio come una sonda esplora gli organi del corpo umano. La sua scrittura di alto profilo è l'abito che rende ancora più affascinante il contenuto.
Per questo motivo il suo blog è giustamente commentato a iosa.

Espletato il compito delle lodi sperticate, hanno destato in me attenzione un paio di interventi di alcuni commentatori ai quali avrei da obiettare un granello di sabbia.
Uno di questi,Flavio, nel post precedente si è lanciato in iperboli grammaticali facendo sfoggio del superlativo MODESTISSIMO, indirizzato al Lione.
Orbene, alcuni dei sinonimi dell'aggettivo in questione sono: DIMESSO, POVERO, SQUALLIDO, LIMITATO, SCARSO, INSIGNIFICANTE.
Direi che il termine avrebbe dovuto essere modellato, modulato, regolato, o meglio, modificato in riferimento ad un'entità sportiva capace di tenere in scacco per tre tempi su quattro un Real dai grandi valori individuali e collettivi.
DIMESSO è lo XEREX, POVERO il TENERIFE, SQUALLIDO il GRENOBLE, LIMITATO il BURNLEY, SCARSO il SIENA, INSIGNIFICANTE il BOULOGNE, non attribuito a colei che dopo aver dominato in lungo ed in largo la Ligue 1 per 7 anni, aver fatto tremare le più grandi d'Europa ed aver compiuto un mercato estivo dall'esborso complessivo di 73 milioni di euro più altri 8 nel mercato di gennaio per assicurarsi il croato Lovren, ha voluto rilanciarsi in patria ed in Europa.
Una compagine che tra le proprie fila annovera più d'un nazionale francese, nazionali brasiliani, bosniaci, svedesi, camerunensi e Lisandro Lopez che in quanto argentino ha la porta sbarrata perchè la discoteca è oramai piena...!!

5:12 PM  
Anonymous madrid7 said...

Sono d'accordo, in più con le giovanili che si ritrovano, il calcio tedesco, che dalla finale fatta dal Leverkusen 8 ani fa era diventato quasi insignificante, stà per tornare alla ribalta.....tramate gente.

5:44 PM  
Blogger Taymour Zein said...

Volevo porre un paio di domande a Valentino, una sul Real e una sul Barça: secondo te, quanto influirà questa eliminazione del Real nella lotta per il titolo? Se il Barcellona passerà il turno contro lo Stoccarda (cosa di cui sono convinto) vedi la squadra madrilena favorita per il titolo? La seconda: tutti i tifosi blaugrana sognano di rivincere la Champions, ma non trovi che con la partenza di Eto'o risulterà più difficile? Mi spiego, il giocatore camerunense è utilissimo perchè in grado con un guizzo di risolvere partite intricatissime, come la finale di Champions dell'anno scorso, che grazie a un suo gol prese una piega totalmente diversa da quella dei primi dieci minuti. Non trovi che con un giocaore come Ibrahimovic risulti più complesso sbloccare partite così?

6:36 PM  
Blogger valentino tola said...

@ Tommaso
Credo di aver capito e di condividere quello che intendi, e più che una questione di volontà (logicamente, anche tu usi le virgolette) secondo me è una questione di caratteristiche degli attaccanti, come avevo già detto dopo la partita di Lione. Cioè il Real Madrid ha grandi attaccanti, capaci di segnare tanti gol, ma nessuno "sente" il gol in maniera immediata, preferisco arrivarci dopo averci girato attorno un po'. Van Nistelrooy era l'unica punta con questa prerogativa.

@ Antonio
Ah, erano 254 quindi? Io il conto l'avevo anche perso... :-)

@ Francesco
Vero, nella ripresa giocavano per conto loro, ma per me più perchè non trovavano le distanze fra i reparti che per una volontà individualistica.
Vabbè, ha poco senso chiedersi se nasce prima l'uovo o la gallina, fatto sta che nel secondo tempo hanno smesso di giocare come squadra.

@ Hellas
Provo a seguire i tuoi punti.

La partita. Per me hanno pesato più la testa che le gambe.

Il futuro-l'allenatore. D'accordo con te, sia con la previsione sul futuro di Pellegrini sia con la valutazione negativa di un suo esonero.

Il futuro-i giocatori. Per me servirebbero solo pochi ritocchi: una mezzala capace di ovviare all'errore della cessione di Sneijder; un concorrente di ruolo per Marcelo; un centravanti d'area. Forse anche un ricambio per Xabi Alonso, previa cessione di Gago.

Kakà. Potrebbe anche essere che se ne vada a fine stagione. Come Ibrahimovic. Qualche sceicco lo trovi sempre...

@ Hincha
Chiaro, ne io nè te che consideriamo un fallimento vincere una Liga, però non ci possiamo fare niente... nell'aria resterà la sensazione del contentino... ed è inevitabile data la magniloquenza dei proclami estivi e la prepotenza della campagna acquisti.
Costruendo una squadra così hai molto più da perdere che da guadagnare, in caso di insuccesso è il bersaglio ideale di ogni sfottò.

@ Manuel
Hola! Un Barça che vincesse la Champions al Bernabeu credo sarebbe uno dei segnali della fine del mondo, non so cosa dicono i Maya in proposito :D

L'ambiente direi che per ora sta tenendo, il sondaggio su Pellegrini parla chiaro, almeno per quanto riguarda i tifosi.
Pellegrini finora aveva gestito bene lo spogliatoio (i casi Raul e Guti sono due capolavori autentici a mio avviso), certo ora il rischio è che non sia più così legittimato.

@ madrid7
Non sono due passaggi in fila, il Real Madrid ha giocato a tratti un gran calcio. E questo mi fa pensare che senza intervenire con altri scossoni, possa riprendere questo filo e diventare anche una grande squadra in tutto e per tutto.

@ Vojvoda
Vero, le posizioni di Athletic, Mallorca e Depor sono significative, però anche così dico che la Liga potrebbe alzare parecchio il tono se solo Valencia, Sevilla, Villarreal ed Atlético Madrid offrissero un livello di gioco consono ad organici che a me paiono oggettivamente buoni, chi più chi meno.
Comunque sulla sostanza di fondo siamo d'accordo, la Liga è in calo nettissimo.

E sono d'accordo (con te e con madrid7) sulla crescita della Bundesliga, però potrebbe anche non essere una tendenza così irreversibile quella verso il sorpasso, perchè in Spagna rimane comunque tanta materia prima per invertirla questa tendenza.

7:03 PM  
Blogger Francesco said...

x Vojvoda. Non concordo. O meglio, concordo fino ad un certo punto. Il Lione di certo non é modestissimo, ha giocatori di primo livello e tatticamente é molto molto organizzato. E' una Squadra insomma, cosa che il Real (e lo si può vedere anche dalle esternazioni del dopo partita deivari Guti e Cristiano Ronaldo contro l'egoista Higuaìn) ancora non è. Però attenzione, se non sbaglio non ha mai superato i quarti di finale di Champions in tutta la sua storia. Ed inoltre, vedendolo giocare, non mi é parso tecnicamente all'altezza del Real, ma nemmeno della Roma attuale.

Sulla Bundesliga condivido invece la tua opinione, tanto é vero che fra un po' toglieranno all'Italia il quarto posto nella Champions se l'Inter non arriva almeno in semifinale. Però attenzione. La serie A non è più quella di una volta, ma include compagini di tutto rispetto. La dimostrazione sta nella partita della Fiorentina, che senza grosse individualità e priva di Mutu ha quasi eliminato il Bayern primo in classifica in Bundesliga, massacrando il Liverpool (praticamente uguale a quello che loscorso anno ha rifilato 4 pappine al Real medesimo) nel ritorno. Ma anche Samp, Udinese, Palermo, Napoli e Cagliari sono ottime squadre, che in questa Liga se la giocherebbero addirittura per quel quarto posto in champions che in Italia sarà probabilmente appannaggio della Juve. Inoltre se tecnicamente é comunuqe molto calato, tatticamente il campionato italiano é ancora il più avanzato, come sottolineato dallo stesso Mourinho più volte.

Riguardo a Kakà e Ibra, bisogna fare dei distinguo. E' vero che sono stati finora dei flop, ma nel Milan tutti giocavano per Kakà, e nell'Inter tutti giocavano per Ibra, che giocava peraltro nel suo ruolo naturale, seconda punta con libertà di inventiva massima. Stanno rendendo meno, secondo me, il primo a causa della pubalgia e della naturale fase calante di un giocatore che faceva dell'esplosività il suo punto forte; esplosività che, dopo i 26 anni, comincia a perdersi, tanto é vero che Kakà non ha ancora fatto vedere lo spunto con cui si faceva 40 metri di campo solo un paio di anni fa. E' chiaro che, se a Kakà togli questo, rimane un ottimo giocatore ma che non fa la differenza come in passato. Riguardo a Ibra, invece, stiamo parlando di un giocatore fondamentalmente egoista, spesso indolente, un Cassano dei ricchi con più potenzialità atletiche, potenza di tiro e e visione della porta. Un giocatore, in altre parole, non abituato a giocare di squadra, ma ad una squadra che giochi per lui. Ad inserirlo in un contesto come quello del Barca si fa perciò fatica, senza contare il fatto che gioca in un ruolo non propriamente suo. Ciò non toglie che, terminato il periodo di adattamento, i due non possano tornare utili alle rispettive squadre. Magari non spaccheranno più il mondo come prima, ma restano pur sempre dei fuoriclasse.

7:33 PM  
Anonymous madrid7 said...

Cmq sia non esistono solo i 2 estremi... non esiste solo lo smantellamento e il mantenimento della stessa squadra.
Sono d'accordo sul fatto che lo smantellamento non è necessario, ma nemmeno si può lasciare la squadra così....Ovvero, qualche testa dovrà cadere.

6:12 PM  
Blogger Vojvoda said...

Valentino, hai letto il punto di vista sul Madrid fuera di Andrea De Benedetti sul suo blog?
L'"Ecomostro"...!

12:28 PM  
Blogger valentino tola said...

@ Taymour Zein
Bisogna vedere le prossime tre-quattro partite. Potrebbe subire il contraccolpo di quest'eliminazione anche in Liga, ma se fa filotto (o quasi) torna intatta, e con tutte le chances di vincere la Liga.
Secondo me non influirerebbe più di tanto l'eventuale avanzamento del Barça in Champions: il livello della Liga è quello che è, le partite Barça e Madrid le possono vincere anche con pochi sforzi. Se il Barça dovesse arrivare in fondo in Champions, troverebbe il modo di giocarsela anche in campionato, nonostante l'affaticamento e la rosa corta.

Una cosa è innegabile: Eto'o ha molta più presenza e istinto negli ultimi metri di Ibrahimovic. Quindi se parli di quel tipo di guizzi, il Barça ci ha perso di certo.
Diciamo che Ibra lo avevano preso per dominare di più e meglio le partite, ma ora lo svedese è uno zero da tutti i punti di vista. Quindi le vie sono varie: o recupera Ibra, oppure si cercano altre vie (recupero Henry, Bojan, anche un po' di Keita), e allora il Barça potrebbe tornare competitivo al massimo.
Ribadisco un concetto: sulla carta (SULLA CARTA) in estate non vedevo ragioni per considerare questo Barça meno competitivo dell'anno scorso. Competitivo in modo diverso sì, ma meno competitivo no.

@ Francesco
Mmhh, volendo essere pignoli Ibra non gioca nel suo ruolo ideale (seconda punta, 4-4-2), però... se al Barça ti dicono "tu stai al centro dell'attacco", intendono che dovrai coprire quella posizione con tantissima libertà di movimento.
Il fatto è che il resto della squadfra, per un motivo o per l'altro, non si è adattato al meglio alla presenza di Ibra, e anche Ibra ha fatto poco per venire incontro alla squadra. Ripeto l'esempio di Henry e Alves, che hanno modificato il loro gioco molto di più di quanto non dovrebbe fare Ibra (qualche movimento in profondità in più, qualche secondo in più di presenza nell'area avversaria... mica gli si chiede di amputarsi un braccio). In questo lo svedese sta dimostrando molti limiti.

@ madrid7
Lo so, ti piace lo splatter! :D

@ Vojvoda
Sì, l'ho letto, mi piace sempre leggerlo.
Per quanto la linea di questo blog sia concentrarsi di più su quello che avviene strettamente in campo (non perchè il resto non sia importante, eh, è una mia preferenza), è innegabile che fuori dal tifo madridista una politica come quella di Florentino, e ancora di più l'ostentazione della stessa, suscitino parecchie antipatie, e che il mondo non-madridista aspetti sempre al varco i merengues. Florentino sa bene di cercarsela.

4:38 PM  
Anonymous Hincha Madridista said...

E intanto per la gioia di Madrid7 e del nostro Valentino, El Pipita ha insaccato una tripletta che lo porta alle spalle di Messi nella classifica dei marcatori (Messi ancora determinante sono ancora convinto che se mancasse lui per qualche motivo il Barcelona avrebbe serissime difficoltà). Se qualcuno ha visto la gara vorrei un'opinione su vdV schierato vertice alto del rombo, com'è stata la sua gara? Tecnicamente quello sarebbe il suo ruolo naturale.

1:03 PM  
Anonymous Anonimo said...

@Hincha: Van der Vaart ha giocato bene condendo la prestazione con un assist per Higuain su punizione. Tatticamente ha giocato una gara intelligente anche se a tratti si è un po' assentato dalla manovra. Ho visto Barça-Valencia e anch'io ho avuto la sensazione che se non ci fosse stato Messi Guardiola non avrebbe portato a casa la partita. Intendiamoci, nel secondo tempo il Barcellona ha tenuto costantemente il Valencia nella sua metà campo, però il gol che ha sbloccato il match è nato da una (splendida) iniziativa individuale dell'argentino. Peraltro l'approccio iniziale alla partita di Guardiola, con l'attacco leggero Bojan-Messi-Pedro, era totalmente sbagliato. L'idea non è di un Barça dipendente da Messi come il Real da Cristiano ad inizio stagione, ma quasi. Ad ogni modo tornando al Real l'importante è che la squadra abbia reagito bene all'eliminazione in Champions, peraltro la partita è stata molto nervosa e questo probabilmente ha contribuito a dare maggior grinta e concentrazione a uomini che sotto pressione danno il massimo come CR9 e Xabi Alonso.
Tommaso.

7:58 PM  
Blogger valentino tola said...

Mah, non saprei giudicare la prestazione di Van der Vaart, perchè quella di Valladolid mi è parsa una partita poco significativa davvero al di là della risultato. Giocata maluccio dal Real Madrid prima dello 0-1 (con un Valladolid che invece gioca duro in maniera indecente), poi dopo il gol non c'è stata più partita perchè la superiorità era troppa. L'ha gestita e vinta, più che giocata, il Real Madrid.

Il primo tempo del Barça è stato un orrore. Non è questione di attacco leggero, di Ibra o in generale di uomini: il Barça ha giocato troppe volte male, e con formazioni diverse da partita a partita. Nel primo tempo non c'era movimento, il Valencia ha letto con enorme facilità tutte le linee di passaggio, ed essendo una delle poche squadre con la qualità per farlo, ha pure attaccato a pieno organico nella metacampo del Barça. Meritava il vantaggio nel primo tempo, non c'era un FC Barcelona in campo, c'era qualche azione isolata di Messi e stop.
Un po' meglio i blaugrana nella ripresa: è cambiato l'atteggiamento e il ritmo, il Valencia è calato (e ha perso anche Albeda, importante in partite tattiche come queste: starà fuori un mese), ed è stato importante l'ingresso di Henry. Ha dato un po' più di profondità senza palla (per questo è molto importante un suo recupero), e aperto anche spazi alle percussioni dalla seconda linea e dalla trequarti, su tutte quelle di Messi (..................................................................................................................... Riempite questo spazio come preferite, io gli aggettivi li ho finiti).

Certo, col cambio al 45' mi sa che Guardiola ha dato il colpo di grazia definitivo a Bojan per questa stagione. "Ragazzo, tu non sei dei nostri." Come Hleb l'anno scorso.

8:33 PM  
Anonymous madrid7 said...

Sul fatto che Higuain sia un grande bomber nessuno discute, sul fatto che sia meglio di Benzema (in questo contesto) nemmeno....Ma la tripletta di ieri l'ha fatta al Valladolid...tutti per difendere Higuain citano i suoi goals in campionato, ma nessuno li lo discute....ma ciò non toglie che nella partita più importante ha fallito e si è comportato anche in modo egoistico (vedi la palla-gol sulla quale si è lamentato Cristiano). Io suppongo che il Real Madrid sia famoso anche e soprattutto per le vittorie internazionali, di cui le 9 Champions sono la dimostrazione più evidente, in fondo è stato eletto miglior Club del xx secolo per quello...Se però vogliamo diventare tipo i Rangers Glasgow e vincere solo in patria, allora avanti così , diciamo che Higuain è bravo e teniamocelo così come è, io massimo inizierò a seguire il curling.....

6:20 PM  
Anonymous madrid7 said...

E intanto l'Inter passa lasciandoci la palma degli sfigati, mentre quelle cime che avevamo rimontato 10 giorni fa si fanno cacciare nientepopodimeno che dall' invincibile CSKA Mosca, nota forza del calcio mondiale.
Lo dico io come stanno le cose: la Liga fa pena in questo momento, chi fa 20 goal a squadre come il Siviglia credendosi forte fa ancora più pena, la squadra in cui gioca poi fa più pena di tutti

1:27 AM  
Anonymous Hincha Madridista said...

Concordo, la sostituzione di Bojan per altro impalpabile l'altra sera sa tanto di siluramento e sarebbe un vero peccato perchè si tratta di un ragazzo di ottime prospettive che verrebbe bruciato come Giovanni dos Santos il messicano che sembrava destinato ad una grande carriera ma che venne subito scaricato (mi pare sia ancora al Tottenham). Il primo tempo del Camp Nou ha mostrato un buon Valencia che ha avuto anche qualche ocasione per portarsi in vantaggio senza rubare nulla anzi...
Per quanto riguarda Higuain, si perderà anche in certe partite importanti (ed è un grave handicap) ma visto che è un '87 ci penserei bene prima di venderlo, i numeri sono ancora dalla sua parte... E intanto la Spagna rischia di restare con solo 1 squadra in Champions, credo che almeno a livello di Club si sia chiusa definitavamente un'epoca.

10:10 AM  

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