domenica, giugno 12, 2011

SEGUNDA/PLAYOFF PROMOZIONE (ritorno semifinale): Granada-Celta 6-4 dopo i calci di rigore (1-0 tempi regolamentari).

Granada (4-2-3-1): Roberto; Nyom, Íñigo López, Mainz, Siqueira (Rubén, m. 71); Abel, Rico, ; Collantes (Carlos Calvo, m. 67), Orellana, Dani Benítez; e Ighalo (O. Pérez, m. 113).
Celta (5-4-1): Yoel; Hugo Mallo, J. Vila, Ortega (Álex López, m. 46), Catalá, R. Lago; Dani Abalo (De Lucas, m. 58) López Garai (Trashorras, m. 58), Bustos, Michu; Iago Aspas.

Gol: 1-0. M. 20. Orellana.

Árbitro: Lesma López. Expulsó por doble amarilla a Roberto Lago (m. 112). Amonestó a Abel, Íñigo López, Carlos Calvo, Ighalo, Dani Benítez, Nyom, Ó. Pérez, Bustos, Iago Aspas, Michu y Hugo Mallo.

Los Cármenes: 16.200 espectadores. Resultado global: 1-1. En los penaltis, Granada, 5 (falló Carlos Calvo); Celta, 4 (fallaron Michu y Catalá).


Vabbe’, si fa prima a dire cosa non è successo in questa partita: 25 tiri per il Granada, 17 per il Celta, 10 occasioni per i primi, 8 per i secondi, due pali a testa, due rigori sbagliati nei tempi regolamentari dalla stella di casa Benítez, Trashorras che dopo aver colpito la traversa con una punizione da museo si inventa un pallonetto da più 30 metri, defilato praticamente sulla linea del fallo laterale, e becca l’incrocio dei pali…ma poi ci sono anche due espulsi nel Celta, l’ultimo dei quali durante la serie di rigori (Iago Aspas, addirittura per aver zittito il pubblico), un gol dubbio annullato sempre al Celta e altri innumerevoli episodi che tentare di riassumere è fatica improba.

Alla fine resta un’amarezza indicibile per il Celta, che con Michu aveva pure avuto il match-ball durante la serie di rigori. Difficile pesare i meriti rispettivi in una serata del genere: vince chi vince, e ora il Granada aspetta la superstite di Elche-Valladolid. Allora sì che avremo la ventesima squadra della Primera 2011-2012.

L’intenzione necessariamente più offensiva del Granada rispetto all’andata la denuncia già la formazione: Fabri deve ancora fare a meno di Geijo, ma cerca comunque più sostegno offensivo ad Ighalo passando al 4-2-3-1, con il sacrificio di Lucena, stopper davanti alla difesa, in favore di una mezzapunta in più, Collantes che rileva la fascia destra da un Orellana spostato al centro della trequarti. Paco Herrera invece conferma la difesa a 5, ma al posto di Túñez c’è Catalá, mentre parte titolare quel “tridente B” (Dani Abalo e Michu esterni e Iago Aspas unica punta) che all’andata tanto aveva funzionato a partita in corso.

Per un’abbondante mezzora c’è solo il Granada, come dimostrano la traversa e il gol di Orellana ma anche il fatto che il Celta non riesce ad uscire dalla propria metacampo. I padroni di casa impongono un ritmo altissimo e forzano la difesa galiziana a partire dalle sovrapposizioni degli esterni. Nyom-Collantes a destra e soprattutto Siqueira-Dani Benítez a sinistra, uno spettacolo di tecnica in velocità. Poi Ighalo fa benissimo da boa, anticipa quasi sempre i movimenti dei tre centrali avversari, e apre spazi per gli inserimenti dei compagni dalla trequarti. Così nasce il gol del vantaggio di Orellana.

Il Celta è intrappolato. Baricentro troppo basso e incapacità a distendersi nei primi passaggi. Troppo piatto il doble pivote López Garai-Bustos, manca quel momento di pausa, di respiro che dia i tempi giusti per salire a tutta la squadra, soprattutto ai terzini che nel sistema di Paco Herrera dovrebbero essere due terzini-ala e invece in questa fase rimangono troppo bassi, inchiodati. Michu, un incursore, e Dani Abalo, un’ala, non hanno poi le capacità per aiutare il centrocampo e dettare i tempi, e Iago Aspas, per quanto sempre molto attivo nel fornire l’appoggio (ottime doti di palleggio e utili movimenti senza palla, sia a venire incontro che a defilarsi leggermente verso la fascia destra), rimane così isolato.

Col Celta bassissimo nella sua area e costretto a continue respinte affannose sulla grandinata di cross di Benítez & C., per il Granada è facilissimo recuperare la palla subito sulla trequarti. Questo finchè c’è la benzina, perché la strategia degli andalusi è comunque molto dispendiosa (non si tratta di un possesso-palla insistito, con la possibilità quindi di abbassare un po’ i ritmi, ma di un continuo attaccare gli spazi), e verso la mezzora costringe a rifiatare. La partita si equilibra perché il Granada cede necessariamente qualche metro e il Celta può giocare i primi passaggi senza pressione, abbozzando pure una superiorità numerica in mezzo, con la presenza costante di Michu alle spalle del doble pivote Abel-Mikel Rico, che mostra qualche lacuna in questa fase difensiva nella propria metacampo (soprattutto Abel, che di ruolo sarebbe più trequartista). Abalo segna anche un gol, ma se lo vede annullare per un non meglio precisato fallo su un difensore.

Paco Herrera coglie la necessità di guadagnare peso, e soprattutto idee, a centrocampo, inserendo al centro della trequarti Álex López, protagonista nel gran Celta del girone d’andata ma poi progressivamente ai margini della formazione titolare. Esce Sergio Ortega, così il Celta passa al 4-2-3-1. Non trova però ordine nei suoi attacchi, perde palla dove non deve e così dà il via alla fase “pazza” della partita, col Granada che ha gli spazi per colpire in contropiede. Dani Benítez si sbizzarrisce, e con una delle sue follie palla al piede fa fuori mezza difesa originando l’azione che poi porterà al rigore su Ighalo. Peccato però che lo stesso Benítez fallisca dal dischetto, fintando alla perfezione per spiazzare Yoel ma facendo terminare sul palo il suo lento rasoterra.

Il Celta rientra in gara, con la testa ma anche con una buona mossa dalla panchina (pesante invece l’uscita per infortunio di Siqueira nel Granada). Buona anche se scontata, perché si sa che quei due, De Lucas e Trashorras, prima o poi dovranno entrare. La bontà della mossa di Paco Herrera (escono Dani Abalo e López Garai) risiede più che nei due giocatori subentrati nell’arretramento di Álex López accanto a Bustos. Così il Celta rompe l’orizzontalità del suo doble pivote titolare, prevalentemente difensivo, e guadagna linee di passaggio in avanti, grazie anche ai movimenti fra le linee di De Lucas e Trashorras, continuamente portati a scambiare le posizioni con Michu. Iago Aspas poi si mangia un gol a tu per tu con Roberto, smarcato da De Lucas.

Si apre una fase tipica di queste partite, nella quale la stanchezza e il peso della posta in palio allungano le squadre, lasciando che a decidere siano la saldezza mentale e le individualità. Pure Trashorras, che nei primi minuti dal suo ingresso sembrava molto prossimo alla soglia dell’addormentamento, comincia a prendere le misure, alzare la testa e fare quello che sa, anche se prima bisogna passare per un altro legno colpito da Orellana, allo scadere dei tempi regolamentari, e per un altro rigore (invero un po’ severo) clamorosamente sbagliato da Benítez, che stavolta, si vede, non è sfortunato e lo calcia proprio male, preso dall’ansia.

Via libera al Trashorras-show, con la traversa su punizione e l’inverosimile incrocio dei pali da posizione defilata. Solo queste genialità individuali però possono avvicinarsi a sbloccare una partita destinata ai rigori (tanto che nei supplementari Fabri ormai preferisce non rischiare e sacrifica Ighalo (stavolta ottimo) per aggiungere Óscar Pérez davanti alla difesa).

Carlos Calvo spara sopra la traversa, ma Michu lo imita proprio al rigore decisivo per il Celta. Sull’onda emotiva, lo stesso portiere Roberto del Granada trasforma il rigore successivo, il primo ad oltranza, mentre la stessa onda emotiva travolge Catalá: a mezza altezza, non troppo forte, parato. Un altro annetto all’Inferno per il Celta.

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7 Comments:

Blogger valentino tola said...

Chiedo scusa per lo scempio grafico del testo, non sono riuscito a porre rimedio.

7:20 PM  
Anonymous Iriney1986 said...

eccoti Valentino! hai detto giusto un amarezza indicibile visto anche com'eravamo messi ad un certo punto dell'annata... la verità è che non si è perso solo ai playoff bastava non finire l'anno con la lingua fuori... povero Michu ho visto l'arrivo all'aereoporto di Vigo... un uomo distrutto per l'errore...

7:32 PM  
Blogger valentino tola said...

Ehilà! Scrivendo un post come questo mi aspettavo che saltassi fuori, anche se ora con quel nome qualcuno ti può scambiare per un tifoso del Betis :P

Comunque, condoglianze, avevo una leggera preferenza per il Celta per motivazioni storico-romantiche legate alla Liga di fine anni '90-inizio 2000, diciamo così...
Durante tutta la stagione ho potuto vedere solo 7-8 partite delle vostre, quindi posso giudicare poco..certo però che una vittoria nelle ultime 15 di campionato parlano chiaro a proposito del crollo rispetto al girone d'andata...

8:02 PM  
Blogger valentino tola said...

"parla chiaro"

8:03 PM  
Anonymous Iriney1986 said...

Ahahaha... non tradisco il nick... :-P eh si qualcosa a marzo si è inceppato e non è più ripartito... forse semplicemente gli avversari avevano trovato le contromisure... che dire se non peccato il purgatorio continua... :-(

9:04 PM  
Anonymous Iriney1986 said...

http://www.marca.com/2011/06/12/futbol/equipos/celta/1307894603.html

10:04 PM  
Blogger valentino tola said...

Grazie del link... beh, poco da commentare...una maniera più crudele di perdere non c'è...forse sarebbe stato peggio solo per Dani Benitez, perdere dopo aver sbagliato due rigori...a dimostrazione di quanto sia stata irrazionale la partita dell'altro giorno, e più irrazionale è più difficile diventa trattenere le emozioni.

11:15 PM  

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