lunedì, marzo 14, 2011

Barça+Kanouté+Sánchez Pizjuan=grande partita.

Non sarà stata proprio come quell’impresa della Liga 2006-2007, quando il Sevilla in 10 rimontò e vinse il Barça di Rijkaard allora avviato verso la propria crisi, però si può dire che ieri il Sánchez Pizjuan è tornato a vedere grande calcio. Non un monologo blaugrana, finalmente (o perlomeno quello è stato limitato al primo tempo), ma due squadre in campo, e 90 minuti combattuti, intensi, di buon spessore, e aperti a qualsiasi risultato. L’1-1 finale è giusto, e riduce a +5 il vantaggio del Barça sul Real Madrid. Sarà cruciale prima dello scontro diretto del Bernabeu la prossima trasferta del Barça a Vila-Real, che determinerà il margine con cui i blaugrana potranno affrontare il Clásico di ritorno.

Monologo blaugrana solo nel primo tempo, dicevamo. Un dominio comunque ferreo che avrebbe potuto portare a una chiusura dei conti con largo anticipo. Non ha funzionato l’idea di Manzano, che per ostacolare la manovra culè ha giocato con una sola punta (Negredo, nella settimana in cui Luis Fabiano saluta tutti per tornare in Brasile) e piazzato una barriera di tre centrocampisti centrali a protezione della difesa: i due acquisti invernali Medel e Rakitić (buoni giocatori, ma a mio avviso non i più indicati per il centrocampo sevillista) più Zokora, con la novità dell’inversione degli esterni: Diego Capel a sinistra e Navas a destra. Una mossa poco abituale, che toglie a Navas la possibilità di portare palla sul lato preferito, azione che in tempi di vacche magre rappresenta una delle poche soluzioni offensive di questa squadra.

Ma se Navas non riparte il problema non è la fascia di competenza. Il problema è il possesso-palla del Barça. Come detto per la sfida di Champions con l’Arsenal a proposito di Nasri, anche Navas si converte in un secondo terzino e la transizione offensiva del Sevilla, schiacciato tutto al limite della propria area, viene stroncata sul nascere.

Il trivote di Manzano in mezzo al campo non funziona perché se anche tu cerchi la parità numerica con Xavi-Busquets-Iniesta, il Barça la fa girare e ti stana con l’uomo libero: Piqué (tornato disponibile) che porta palla dalla difesa, Messi falso centravanti, Iniesta che si defila leggermente a sinistra e trova spazio per le sue percussioni. Adriano confermato titolare tiene basso Capel a destra, idem Alves (che taglia senza palla come un attaccante) con Navas. Il Barça trova le sue linee di passaggio, la profondità e di conseguenza anche il gol. Con l’uscita di Pedro perde un po’ di mordente nei movimenti offensivi, anche se è proprio il subentrato Bojan a siglare il vantaggio.

La partita cambia nella ripresa, grazie a uno scossone prima psicologico e poi tecnico: il gol del pareggio di Navas nasce da una palla persa a metacampo (Busquets affretta l’uscita in pressing, suo errore “storico”, costringe Piqué a uscire a sua volta sulla trequarti e così a catena si crea lo spazio per il Sevilla), e disorienta il Barça, aprendo lo scenario desiderato dal Sevilla: gara nervosa, spezzettata, pressione del pubblico del Sánchez Pizjuan.

Ciò non basterebbe però se il Sevilla non avesse anche un argomento tecnico per rafforzare il proprio discorso. Questo argomento non è altri che Frederic Kanouté, indispensabile anche in età da pensione. Con l’ingresso del maliano al posto di Zokora il Sevilla guadagna un punto d’appoggio in fase di rilancio, e l’inconfondibile maestria di Kanouté nel proteggere palla e dare i tempi giusti consente ai padroni di casa di uscire dalla metacampo, prolungare le azioni attivando finalmente gli esterni (entra anche Perotti al posto di Capel, e Navas torna a destra) e costringendo il Barça a ripiegare correndo verso la propria porta, situazione che detesta. Questo contesto genera l’occasionissima di Navas: pase de la muerte di Perotti dalla sinistra, Jesusito a botta sicura, Valdés decisivo (e sono già un po’ di volte in carriera) con la respinta di piede.

Il Sevilla però spende parecchio e nel finale cede di nuovo metri e predominio al Barça, vicinissimo al gol in due occasioni con Iniest, prima un tiro da fuori sulla traversa, poi nel recupero una conclusione che andrebbe in rete se non fosse per il salvataggio sulla linea di Medel.

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9 Comments:

Blogger Flavio said...

Sono d'accordo con te sulla lettura della partita, sull'impatto di Kanoutè e soprattutto sull'errore di Sergio che ultimamente fa più danni della grandine, e per me che sono un ammiratore di Yaya crescono i rimpianti perchè a mio avviso il Barça non se ne doveva privare, neanche per 25 milioni e al costo di mettere Busquets in panca.
Sono però rimasto un pò deluso dal modo in cui il Barça ha gestito la partita, secondo me si è lasciato irretire dai trucchetti sivigliani e ha subito l'ambiente...ma a Madrid sarà ancora peggio visto che Mou sta preparando da tempo la rivincita con i suoi soliti metodi provocatori.
Detto questo, c'è anche da notare che la partita è stata chiaramente falsata da un arbitro incapace perchè se dava a Messi quello che era di Messi, il gol iniziale su punizione, molto probabilmente il primo tempo finiva con qualcosa in più di un rimontabilissimo 0-1; il resto lo ha fatto la sfortuna (2 traverse) e l'errore di Busquets.

E' vero che il Barça per affrontare con un minimo di tranquillità il ritorno a Madrid, dovrà vincere tutte e tre le partite che la separano dal Clasico, soprattutto l'insidiosa trasferta di Villareal, ma è anche vero che il Madrid avrà da giocare un derby sabato, appena due giorni dopo la partita di champions (e qui Mou ha pienamente ragione); è da troppo tempo che l'Atletico non batte i cugini, e Aguero mi sembra in forma smagliante: Valentino non credi che l'Atletico possa farcela anche a strappare un solo punto?
Inoltre ricordo che il Barça ha già affrontato le partite sulla carta più difficili, tranne il Villareal ed il Real, mentre i blancos dovranno andare ancora a giocare su campi come Bilbao, Siviglia, Valencia e Villareal.

8:05 PM  
Anonymous Hincha Madridista said...

Bella partita, anche se come disse Mou forse sarebbe il caso che Perez Lasa smettesse di arbitrare, visto il fallo fischiato sulla punizione gol di Messi. Decisamente il vecchio Kanoute ha cambiato la gara per i padroni di casa e il secondo tempo ha dato ad entrambe le squadre varie chance di portare via l'intera posta. Non oso pensare cosa potrebbe preparare Mou per il Classico se il sottomarino facesse uno scherzetto al Barca e il Madrid si portasse a -2 o -3.
A proposito di Madrid vorrei chiedere a Valentino un parere sulla rinascita di Benzema che per lo meno dal punto di vista realizzativo sta acquistando continuità, che la concorrenza con Adebayor lo abbia stimolato a questo punto? In estate credi che il Madrid dovrebbe riscattare il togolese se Benzema si confermerà a questi livelli? E infine hai notizie su un Khedira in rotta con Mou come riportano oggi i giornalai nostrani? A me non pare...

11:41 PM  
Blogger valentino tola said...

@ Flavio
Faccio questa premessa di metodo: gli episodi arbitrali li commento (stavolta me ne sono dimenticato), ma non incentro mai (salvo rarissimi casi) l'articolo su questi, perchè per l'appunto sono episodi. Come i gol sbagliati. Siccome nello scrivere un pezzo non mi concentro mai sulla singola occasione fallita dall'attaccante, non posso nemmeno farlo per un errore arbitrale dicendo che ha falsato la partita. Questo per dire che non sono d'accordo con te sul punto del gol di Messi: non per quanto riguarda l'episodio in sè (tutti abbiamo strabuzzato gli occhi vedendolo), ma per la logica del falsare o meno la partita. Il Barça non ha giocato solo quel minuto del gol annullato a Messi, aveva tutto un primo tempo in cui poteva fare un gol in più.

Su Busquets/Touré: credo che il confronto più corretto sia con Mascherano, e credo anche che l'importanza di Yaya nel Barça sia stata sempre un po' sopravvalutata. Eccellente giocatore, per carità, ma quando poi dopo la sua cessione ascolti o leggi gente disperata perchè l'ivoriano "era quello che dava equilibrio" (???) ti viene da pensare che forse si esagera un po'...
Mascherano mi sembra un sostituto più che valido: anzi, direi che tatticamente sul piano difensivo surclassa sia Busquets che Yaya.

Sulle trasferte del Madrid, devo dire che la credibilità dell'Atlético è prossima allo zero. A me la trasferta più difficile sembra quella di Bilbao. Anche più di Siviglia e Vila-Real.

@ Hincha
Di Khedira non risulta nulla anche a me, sinceramente.

Per quanto riguarda Benzema, ho scritto un pezzo sulla sua rinascita proprio stamattina. Per il sito del Guerin Sportivo, quindi non so dirti con precisione quando lo potrai leggere perchè i tempi di pubblicazione non dipendono da me.

3:33 PM  
Blogger valentino tola said...

Ah, ragazzi, devo avvertirvi che non ci sarò per tutta questa settimana per aggiornare il blog. Vado a Manchester, per motivi di turismo strettamente calcistico: vado a vedere United-Bolton ;-)

3:36 PM  
Anonymous Anonimo said...

Allora buon viaggio e buona partita, Valentino. Lo United quest'anno non sta giocando benissimo, anche per via dei problemi di Rooney, però il Bolton quando gira è uno spettacolo. Tutto merito di Coyle, che è destinato a diventare uno dei manager del futuro. Quello che ha tirato fuori da una rosa del tutto normale ha quasi dell'incredibile. All'andata è stata una partita molto combattuta, chissà che non si ripetano anche all'Old Trafford...
Tommaso.

7:11 PM  
Anonymous saracarbonero said...

E FINITA........

11:54 AM  
Anonymous saracarbonero said...

Bene, ora abbiamo superato i maledettissimi ottavi di finale, abbiamo schiantato il Lione con il quale abbiamo perso l'anno scorso con un rotondo 3-0, siamo in finale di coppa del Re, quindi direi che l'obiettivo principale è stato raggiunto ossia riconquistare il rispetto in Europa....però ora che ci penso il possesso palla di ieri è stato solo il 53% inoltre contro l'Osasuna abbiamo sbagliato troppi passaggi, quindi al diavolo il miglioramento di quest'anno, Mou non è sufficiente, era meglio se rimanev Pellegrini;-)

12:36 PM  
Anonymous saracarbonero said...

IO spero che ora, dopo il ritorno ai quarti per la prima volta dal 2004, siano tutti contenti e nessuno rimpianga più il primate cileno. Cmq per i quarti non sono troppo entusiasta, perciò voglio un avversario da poter odiare ed insultare, in modo che il Bernabeu si carichi come ieri sera, creando di nuovo il Miedo Escenico, perciò venga chiunque, persino il Barça, ma non lo Shalke.

12:52 PM  
Anonymous Hincha Madridista said...

Buon viaggio Vale!
Beh il Bolton ha una tradizione di manager che fanno le nozze coi fichi secchi come Big Sam Allardyce, non a caso da apparizione in Premier destinata a rapida discea la squadra è da anni stabilmente in Premier e quasi mai lotta per la salvezza.

5:13 PM  

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