martedì, gennaio 04, 2011

Arriva Afellay.

Domani partitone Athletic-Barça, ritorno degli ottavi di Copa del Rey. Fra i convocati blaugrana il nuovo acquisto Afellay, che potrebbe giocare i suoi primi minuti con la nuova maglia.
Intanto Alec Cordolcini, esperto di calcio olandese, curatore del blog "Radio Olanda" e della rubrica "Il Mondo siamo noi" (alla quale collaboro) all'interno del sito del Guerin Sportivo, ce ne offre gentilmente un ritratto.


Considerando Gert Bals, che Rinus Michels chiamò nella stagione 1973/74 per disputare un’amichevole con il Barcellona senza però poi ingaggiarlo, Ibrahim Afellay è l’olandese numero 21 a vestire la maglia blaugrana. In Catalogna si ricordano bene di Cruijff, Neeskens, Overmars, Frank e Ronald de Boer, Van Bronckhorst, Davids, ma purtroppo anche di Jordi Cruijff, Reiziger, Bogarde e Van Bommel (nonostante quest’ultimo sia un fior di giocatore). Il quotidiano El Periodico ha dato il benvenuto ad Afellay citando, scherzosamente, il peggior tulipano di sempre visto al Camp Nou: “Nel suo primo allenamento”, scrive il giornale catalano, “Afellay ha fatto meglio di quanto messo in mostra da Bogarde durante tutto il suo periodo nel Barcellona”. E’ iniziata così l’avventura di Ibi nella Liga spagnola: le foto di rito al Camp Nou con mamma Habiba e il fratello maggiore Ali (che di Afellay è stato come un padre, dal momento che quello vero è mancato quando Ibrahim aveva sei anni), le classiche dichiarazioni a inchiostro ancora caldo, un’atmosfera rilassata e tanti sorrisi. Da domani si comincia a fare sul serio.
Classe 86, Ibrahim Afellay è un centrocampista poliedrico capace di ricoprire diversi ruoli in diversi moduli. Ha giocato interno nel 4-3-3, trequartista centrale nel 4-2-3-1, numero 10 nel 4-5-1. Nell’ultima stagione e mezza con il Psv Eindhoven, il tecnico Fred Rutten lo ha proposto cursore centrale a fianco di un mediano nel 4-2-3-1, alle spalle di un quartetto offensivo composto dagli esterni Dszudszak e Lens, dal numero 10 Toivonen e dalla prima punta Reis (o Berg). In nazionale invece, stante il ruolo di play-maker occupato da Sneijder o Van der Vaart, il ct Van Marwijk lo schiera esterno sinistro. Proprio in questo ruolo Afellay ha realizzato, lo scorso ottobre, le sue prime due reti in maglia oranje (in 30 presenze, buona parte delle quali da subentrato), siglando una doppietta contro la Svezia nelle qualificazioni a Euro 2012. Nel 4-3-3 di Guardiola l’olandese appare come il naturale sostituto di Iniesta, ma può essere impiegato anche come vice-Xavi, oppure in fascia come vice-Villa.
Con il Psv Eindhoven Afellay ha vinto tutto: quattro titoli nazionali, una coppa e una supercoppa d’Olanda. Alla Eredivisie gli era rimasto ben poco da chiedere: talento dell’anno nel 2007, nella top tre dei giocatori dal miglior rendimento nella passata stagione, al primo posto in quella attuale, dove ha totalizzato 6 reti e 3 assist. Quando tre anni fa Wesley Sneijder lasciava l’Ajax per il Real Madrid si trovava in condizioni simili. Proprio l’attuale regista dell’Inter è stato per lungo tempo il termine di paragone di Afellay (all’epoca del suo esordio veniva considerato la risposta del vivaio del Psv a quello dell’Ajax, che aveva appunto da poco sfornato Sneijder): entrambi di Utrecht, tutti e due cresciuti in una piccola squadra locale (il DOS per Wesley, l’Elinkwijk per Ibrahim) prima di consacrarsi in una grande d’Olanda (rispettivamente Ajax e Psv), entrambi infine approdati in Spagna per il grande salto. La storia recente di Sneijder la conosciamo tutti; quella di Afellay, due anni più giovane del connazionale, è ancora da scrivere.
Afellay è costato tre milioni di euro. Una cifra tutto sommato modesta. Una cifra che il Psv non ha avuto possibilità di trattare, dal momento che rischiava seriamente di perdere il giocatore a giugno a parametro zero. Dopo il mancato trasferimento di Afellay all’Amburgo in estate (il giocatore nutriva dei dubbi sulla direzione tecnica del club anseatico), i margini di manovra erano estremamente limitati, soprattutto per un club con un debito di oltre 17 milioni di euro e privo degli introiti Champions. Un passivo risibile rispetto ai 480 milioni del Barcellona, ma stiamo parlando di due mondi diversi. Intanto i blaugrana si sono assicurati una riserva di lusso pagandola sette volte meno di Mascherano, anch’egli panchinaro. Se poi un domani Afellay si rivelerà adeguato per una maglia da titolare (e le premesse, sulla carta, ci sono), allora l’affare per il Barcellona sarà stato doppio.

ALEC CORDOLCINI

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