giovedì, agosto 09, 2007

La nuova Liga/3: Getafe/EuroGeta, non ci dispiaci affatto.

Nel segno della continuità: cambiano i giocatori, cambiano i tecnici, ma resta costante la costante di una linea societaria seria ed oculata come poche, una vera rarità nel calcio spagnolo. Il Getafe ormai è una realtà stabile della Primera Division, e ulteriori progressi non paiono un miraggio, ora che c’è la sfida della Uefa come grande stimolo. Una sfida che può essere affrontata con una rosa all’ altezza, certamente superiore sul piano globale a quella finalista di Coppa del Re l’ anno scorso. Nonostante partenze rilevanti come quelle di Alexis e Guiza, il mercato del Getafe è stato infatti uno dei più interessanti finora: Uche, Kepa, Pablo Hernandez, Pallardò, Diaz, Mario, Signorino ed Ustari sono un bilancio niente male.
In panchina la società vuole invece continuare la recente tradizione che vede il Getafe come palestra ideale per allenatori emergenti: dopo Quique Sanchez Flores e Schuster, è il turno di una leggenda come Michael Laudrup, a dire il vero già autore di importanti successi sulla panchina del Brondby. Laudrup dovrebbe proporre un 4-4-2 simile a quello di Schuster (che però raramente utilizzava due punte vere). In questo precampionato insiste parecchio sul possesso-palla: vuole una squadra propositiva e che non butti mai via il pallone. I giocatori con tutta evidenza hanno risposto molto positivamente nelle prime tre amichevoli della tournée olandese, tutte contro squadre della Eredivisie: 6-1 (gol di Uche, Pablo Hernandez, Sousa, Belenguer e doppietta di Cotelo) allo Sparta Rotterdam, 3-0 al Roda (Pablo Hernandez, Albin, Nacho) e 1-0 (Kepa) al Nec Nijmegen.

Probabile formazione (4-4-2): Abbondanzieri (Ustari); Contra (Cortés), Belenguer, Diaz (Mario), Licht (Signorino); Cotelo (Pablo Hernandez, Redondo), Celestini, Casquero, Nacho (Pablo Hernandez); Kepa, Uche.


DIFESA

Sovraffollamento fra i pali: avere sia l’ attuale (Abbondanzieri) che il futuro (Ustari, se la giocherà con Carrizo) portiere della nazionale argentina mi pare onestamente un po’ troppo. Lo stesso Pato, non si sa se più interessato alla crescita del suo giovane collega o alla conservazione del posto, ha suggerito una cessione in prestito di Ustari. Abbondanzieri dovrebbe in ogni caso restare chiaramente il titolare, per il carisma e per i meriti accumulati nell’ ottima scorsa stagione (Premio Zamora), nonostante Ustari prometta di più, come pulizia dello stile e completezza di repertorio. Luis Garcia retrocede a terzo portiere.
Rimane Belenguer il leader difensivo, il “Kaiser” se mi passate il termine. Ottimo senso della posizione, dei due centrali è quello che fa le veci del libero, specializzato nelle coperture, mentre arcigno marcatore sarà il neoacquisto Daniel “el Cata” Diaz, alla prova europea dopo anni ad altissima fedeltà al centro della difesa del Boca. Fisico roccioso, tackle intimidatorio (delle volte pure troppo), buona falcata e ottimo gioco aereo, non è un piede morbido in grado di avviare l’ azione dalle retrovie, ma la potenza terrificante del suo destro può renderlo pericoloso nelle punizioni dalla lunghissima distanza, calciate con rincorsa lunga e verticale.
Prima riserva Mario, ottimo al Recre l’ anno scorso, centrale mancino certo meno prestante rispetto a Diaz, ma più rapido sul breve, sveglio nell’ anticipo e piuttosto appiccicoso per gli attaccanti avversari. Manuel Tena, quarta scelta, ha invece meno reattività ma più centimetri.
Invariata la fascia destra: Contra opzione più offensiva (buono nella preparazione e nell’ esecuzione del cross), David Cortés forse più completo nelle due fasi. Quasi nuova di zecca invece la corsia mancina: Licht l’ anno scorso ha giocato pochissimo, mentre Signorino è appena arrivato dal Nantes con ottime referenze (rapido ed efficace nelle due fasi).


CENTROCAMPO

Fondamentali i due centrali, motori della squadra, le cui caratteristiche si completano alla perfezione: Celestini l’ equilibratore ha l’ obbligo di non oltrepassare la metacampo, pena la fucilazione; Casquero è il regista che dà fluidità alla manovra, elemento probabilmente insostituibile nella rosa di Laudrup: molto tecnico e abile nello stretto, elegante e dal tocco di palla squisito, non appena può si inserisce sulla trequarti avversaria per tentare la sua pericolosa botta da fuori.
Pallardò si propone come un’ alternativa interessante nel ruolo di centrocampista difensivo, grintoso e molto aggressivo nel pressing (uno scenario praticabile nelle gare contro gli squadroni di prima fascia potrebbe essere quello di infoltire il centrocampo passando al 4-5-1 e aggiungendo a Celestini e Casquero proprio Pallardò, affidandogli il compito di molestare il creatore di gioco avversario, il Guti o Xavi di turno). Alberto è un’ alternativa per il ruolo di mezzala, mentre Sousa gravita sulla trequarti, rapido e abile negli inserimenti.
Tre opzioni per la fascia destra: lo storico Cotelo, giocatore lineare, resistente, e molto portato a stringere in aiuto ai centrali di centrocampo in fase di non possesso; Pablo Hernandez, giovane talento (in prestito dal Valencia assieme a Pallardò) che potrebbe essere una delle rivelazioni della prossima Liga, molto intraprendente ed incisivo nell’ uno contro uno; Redondo, elemento dalla buona tecnica ma un po’ privo di profondità.
La fascia sinistra rimane invece ancora un po’ scoperta, e non a caso la società sta esplorando il mercato (l’ opzione Nenè però è svanita: ha firmato col Monaco): di ruolo, senza considerare il possibile adattamento a sinistra sia di Redondo che di Pablo Hernandez (ma anche Albin), rimane infatti il solo Nacho, buon palleggiatore portato più allo scambio sulla trequarti e al taglio dentro che alla ricerca della linea di fondo, mancandogli lo spunto esplosivo.


ATTACCO

Reparto-chiave per le ambizioni di questo Getafe, perché se il resto della rosa è rimasto più o meno intatto e se il Getafe l’ anno scorso ha avuto assieme al Barça la miglior difesa, è solo attraverso un incremento realizzativo che può ottenere il salto di qualità in questa stagione. La società lo sa e ha investito benone: se il Getafe sempre ordinato dell’ anno scorso si trovava un po’ troppo spesso privo della scintilla giusta negli ultimi metri, quest’ anno potrà finalmente contare su uno dei delanteros più scoppiettanti di tutta la Primera Division: Ikechukwu Uche. Estro selvaggio e velocità folli, questo può essere l’ anno della sua definitiva esplosione, prima del possibile approdo in un grande club (deve però migliorare tantissimo nelle scelte e nella lettura delle azioni).
Col cambio Guiza-Kepa poi credo che il Geta ci abbia anche stavolta visto giusto: a differenza del contropiedista passato al Mallorca, il 23enne Kepa è un centravanti d’ area abbastanza tipico (si sa comunque disimpegnare senza grossi disagi anche nel dialogo palla a terra prima dei sedici metri finali), finalizzatore molto affidabile soprattutto nei colpi di testa, pezzo forte del repertorio. Manu del Moral non ha né il talento di Uche né il fiuto del gol di Kepa, però si muove discretamente come raccordo fra centrocampo e attacco.
Chissà poi che questa non possa essere anche la stagione dell’ uruguaiano Albin, trequartista o seconda punta, talento 21enne veramente intrigante, mancino di grande qualità ma di tenuta (atletica e mentale) ancora un po’ scarsa, potenzialmente uno degli elementi più destabilizzanti nella rosa di Laudrup, dalle soluzioni estremamente fantasiose ed eleganti. A mio avviso manca però un altro attaccante ancora, un ricambio per Uche e Kepa che abbia esperienza e familiarità col gol (un tipo alla Pandiani).


PROSPETTIVE

Prima di tutto la salvezza: se il doppio impegno non verrà accusato in maniera eccessiva, quello del Getafe dovrebbe essere un campionato molto tranquillo, con possibilità di inserimento per l’ Intertoto. Obbligatorio poi riprovarci in Copa del Rey.

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