venerdì, marzo 19, 2010

Valencia-Atlético, ne resterà almeno una.

Dopo i disastri della Champions, le sofferte ma non immeritate qualificazioni di Valencia e Atlético Madrid ai quarti di finale della Coppa Uefa rappresentano una boccata d'ossigeno. E anche il sorteggio che stamattina le ha poste di fronte non è male, visto che garantisce la presenza di una spagnola nel rush finale, anche se la semifinale contro la vincente di Benfica-Liverpool si preannuncia assai ardua.

La partita della serata di Uefa è indubbiamente il pirotecnico 4-4 fra scapoli e ammogliati travestiti da giocatori del Werder Brema e del Valencia. Vedere il Werder Brema è ogni volta un viaggio oltre i confini della logica. Non solo quell'esaltato di Thomas Schaaf non cambia mai, ma con gli anni peggiora pure. Arriva a giocare con Pizarro-Almeida-Marin-Özil-Hunt e Rosenberg terzino destro (!), ma ancora di più è l'atteggiamento della sua squadra a lasciare stupefatti: attacchi in massa senza nessun ordine e senza nessun criterio, con gli occhi iniettati di sangue e la bava alla bocca ogni secondo della partita. È chiaro che essendoci il talento ed essendoci estrema convinzione e intensità, l'avversario può vedere i sorci verdi, ma è anche vero che se questo stesso avversario si ferma un secondo, si guarda attorno e pensa in porta ci arriva fischiettando. Il Valencia fa tre gol nel primo tempo facili facili, senza bisogno di elaborare l'azione, verticalizzando sempre a palla scoperta contro una difesa dalla coordinazione peraltro ridicola: una pacchia per Silva, che fa due assist, e Villa, che segna una tripletta.
Ma prima di mettere il naso in casa d'altri bisogna guardare nella propria, e qui va detto che il Valencia, sebbene più sobrio in linea generale, ha anch'esso le sue enormi difficoltà dietro: sempre nel primo tempo, il Werder trova una sorta di autostrada nello spazio fra Miguel e Marchena, sul centro-destra della linea difensiva, e in tutta la partita costruirà una valanga di occasioni, sfruttando anche la forzata improvvisazione imposta ad Emery dagli infortuni (stavolta cade in battaglia Marchena, nella ripresa finisce a fare il terzino Jordi Alba, che è un'ala, e insomma vi lascio immaginare...). Cioè, il Valencia non ruba nulla, ma discorso analogo, e anzi più enfatico, si sarebbe potuto fare nel caso contrario per il Werder, che può anche maledire un César che come il vino migliora invecchiando, buon per il club che fra i pali ha toppato l'investimento estivo su Moyá. Inutile ribadire come il Valencia debba crescere tantissimo nella capacità di controllare le partite e imporre il gioco.

Più convincente, almeno ieri, l'Atlético che elimina lo Sporting con il 2-2 dell'Alvalade. Quique parla del miglior Atlético della stagione nel primo tempo, e non va tanto lontano, essendo anche gli standard di riferimento quello che sono.
Comunque, un Atlético che pian piano cerca di costruirsi una credibilità come collettivo: migliora l'organizzazione in fase di non possesso, da Quique fissata su un blocco medio-basso (attaccanti in pressing poco oltre il cerchio di centrocampo-difesa più vicina all'area di rigore che alla metacampo; del tutto abolita la difesa altissima e la disastrosa tattica del fuorigioco della gestione di Abel) che assicura raddoppi e coperture reciproche discretamente puntuali, anche se ciò non assicura la fine delle stupidaggini individuali (il solito Perea che si dimentica Liedson sull'1-1) o delle ataviche incertezze nella difesa delle palle inattive (beffardo il 2-2, ma anche altre situazioni salvate con affanno).
In fase di possesso rimangono grandi le difficoltà a difesa avversaria schierata: qui non solo l'Atlético accusa l'irrisolto deficit in cabina di regia (Raul García scommessa ampiamente persa) e la propensione dei difensori a disfarsi del pallone al minimo accenno di pressing, ma anche una certa prevedibilità nei movimenti senza palla. Dovrebbero vedersi più incroci e più scambi di posizione fra i quattro elementi offensivi, in modo da rendere più difficili le letture difensive avversarie. Un esempio è il secondo gol di Agüero, più che mai Romario II: capolavoro individuale, ma prima della verticalizzazione di Reyes apre lo spazio sulla trequarti proprio un incrocio fra l'andaluso e Jurado, premiato con la titolarità al posto di Forlán dopo il gol decisivo di lunedì con l'Osasuna. Consolidata la fase difensiva insomma, ci si dovrebbe dedicare ad arricchire quella d'attacco, andando oltre le semplici individualità, pur devastanti.
Dopo la seconda prodezza del Kun si vede il miglior Atlético, sorprendentemente capace di imporre un suo ritmo all'avversario invece che subirlo, congelando gli ardori dello Sporting con un'ottima ragnatela di passaggi nella metacampo avversaria. Il 2-2 dello Sporting arriva proprio allo scadere del primo tempo, e potrebbe quindi rappresentare una svolta psicologica pesante, le cose nel prosieguo funzionano peggio (meno continuità di manovra, difficoltà ad uscire dalla metacampo, cambi di Quique non proprio magistrali, su tutti Valera per Simão) ma tutto sommato l'Atlético nella ripresa tiene, complice una certa leggerezza offensiva connaturata allo Sporting.

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3 Comments:

Anonymous Manuel said...

Premetto che buttare fuori quique mi darebbe quasi più soddisfazione che vincerla,vale. :)

Ma è dura,aldilà del pirotecnico 4-4 col werder (sveglio fino alle due per vedermela in streaming) questa squadra,nonostante i progressi vive ancora su talento dei suoi uomini davanti (e quì non c'è nulla di male),e continua con gli stessi limiti e difetti.
Dietro senza albiol la qualità è pure calata dall'anno scorso,anche se quest'anno il valencia è meno sbandato delle due stagioni precedenti,ed in mezzo a parte la crescita di banega c'è poco davvero.
Da quì la via per imporre il proprio il gioco e i propri ritmi all'avversario è davvero lunga e passa anche da un restyle generale dei centrocampisti a fine stagione,ma questo dovrà deciderlo emery.

L'atletico ha problemi diversi,comunque fortemente legato al kun,a reyes e a forlan (infatti ho paura che di spazi per salvio ce ne siano pochi,tu che dici?non sarebbe meglio trovarglielo al posto di simao magari? se lo bruciasse maledirei quique per l'eternità),nel senso io non credo che quique si affanni nella ricerca del "fare la partita" o "imporre il proprio gioco".
E' vero che in mezzo,per una squadra come l'atletico,mi sembrano davvero modesti,hai detto di garcia,ma anche jurado mi sembra stia deludendo le aspettive che si erano create su di lui.

Comunque mi sembra una sfida equilibrata,il 4-1 in campionato non farà testo,a mio avviso.

Ciao,


Manuel.

10:41 AM  
Blogger valentino tola said...

Ciao Manuel,
Con la guida di Emery si nota un'intenzione diversa nel Valencia, più offensiva e meno dipendente dall'atteggiamento avversario e dal contropiede, però la squadra continua a faticare a tradurre quest'intenzione nella pratica con la dovuta continuità e autorevolezza. Alcuni sprazzi, alcune partite, ma c'è molto da lavorare: darei fiducia ancora a Emery, lavorando su un progetto di lungo termine e ritoccando la squadra (due centrocampisti che succedano a Albelda e Baraja ruotando attorno a Banega, ma anche la difesa ha sicuramente bisogno, non è all'altezza nelle individualità, al di là dei tanti infortuni di adesso).

Simao (giocatore che ho sempre apprezzato tantissimo) è in fase calante, vero, ma aspetterei prima di pensionarlo. Su Salvio Quique ha parlato chiaro, dicendo di non mettergli pressioni e dargli tempo, e non mi sembra sbagliatissima come cosa. Ricorda Manuel che questi giovani sudamericani a stagione in corso hanno sempre avuto parecchie difficoltà: probabilmente nascondere un po' Salvio prima della prossima pretemporada può aiutaro. Considera poi che molto probabilmente l'Atlético cederà uno dei suoi assi offensivi (temo Kun purtroppo), quindi Salvio lo spazio lo troverà.

2:25 PM  
Blogger valentino tola said...

Ah, dimenticavo Jurado. Sicuramente in un bilancio globale non ha mantenuto tutte le promesse di quando era canterano madridista, però attualmente è un giocatore importante nella rosa dell'Atlético. Offre una variante importante sulla trequarti (è l'unico con quelle caratteristiche), qualche volta come lunedì è anche decisivo, darei una sufficienza piena alla sua stagione finora.

2:28 PM  

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