mercoledì, aprile 21, 2010

Presi in contropiede.

Chi ancora crede che gli allenatori non contino nulla, o chi continua a ritenere José Mourinho semplicemente un “grande comunicatore” (il modo più gentile per dargli del clown), provi a immaginare un’Inter esattamente uguale a quella di ieri sera e a quella di Stamford Bridge, ma con in panchina Roberto Mancini. Provi a immaginarla e poi scoppi in una risata fragorosa e incontenibile. Il Maradona degli allenatori ha trasformato un club perdente e dalla mentalità perdente (questo era diventato l’Inter) in una delle Grandi d’Europa. Dopo Ancelotti impassibile a bordocampo col sopracciglio alzato, schianta anche Guardiola, che subisce la prima vera batosta di una carriera da allenatore finora sempre prodigiosamente in discesa.
Il Barça è una squadra talmente abituata a pensare alle proprie partite indipendentemente dall’avversario, sulla base di un complesso di superiorità non tracotante ma pienamente giustificato dai fatti oltre che dalla propria filosofia di gioco (che impone di giocare sempre allo stesso modo, perché se fai tutte le cose per bene domini e vinci, e non importa chi hai di fronte), che di fronte a una sconfitta, soprattutto una come questa (Guardiola non aveva mai perso con due gol di scarto), la prima reazione è sempre interrogarsi su dove ha sbagliato il Barça. Stavolta però credo sia il caso di sottolineare la prestazione di un avversario che ha superato nettamente se stesso oltre che un Barça che non ha certo sfoderato la sua migliore versione ma non ha nemmeno giocato peggio del Clásico (anzi, direi che ha giocato meglio) o di tante altre gare vinte in relativa scioltezza quest’anno.

Il pregio fondamentale dell’Inter di ieri è stato la chiarezza e l’essenzialità della sua proposta. Di tenere il pallone non ce ne importa proprio nulla: senza timore del naso arricciato degli esteti, i nerazzurri l’azione la iniziano sparacchiando avanti, sic et simpliciter. Meglio non provocare il pressing del Barça, meglio non svegliare il can che dorme, meglio costringere il Barça a un gioco discontinuo, andando a contendergli subito le seconde palle sulle respinte della difesa. Meglio far transitare in maniera immediata, senza fronzoli e senza alcun rischio, il pallone nella trequarti difensiva avversaria, e da lì adattarsi alla successiva fase di possesso blaugrana per forzarne la perdita di palloni nelle zone più pericolose. Mourinho assume intelligentemente l’inferiorità della propria squadra, e lascia perciò che a provare a fare la partita sia l’avversario, per poi reagire colpo su colpo. Anche se l’assetto tattico e i ritmi di gioco sono ovviamente diversissimi, nello spirito, incarna la miglior tradizione del calcio all’italiana.
Pressing alto nerazzurro, ma non altissimo: la situazione preferita dell’Inter richiede che i difensori del Barça qualche passetto avanti col pallone lo facciano, in modo da alzare la linea, soprattutto la posizione di Alves, in maniera sufficiente perché la velocità di Eto’o e Milito possa poi fare la differenza negli spazi. Quindi gli attaccanti iniziano a infastidire, ma poi all’altezza del cerchio di centrocampo sono soprattutto i mediani (sempre ben scortati dalla difesa, molto vicina e pronta ad accorciare e togliere spazi fra le linee) a spezzare e rilanciare, con Motta e Cambiasso in grande evidenza. Eto’o in ottime condizioni atletiche rientra e riparte tagliando spesso da destra verso il centro, mentre Milito come uomo più avanzato, sul filo del fuorigioco, fra i due centrali e spesso andando a cercare la diagonale negli spazi alle spalle di Alves, rappresenta un’inenarrabile rottura di palle per la difesa blaugrana durante tutta la serata. Difesa blaugrana che, peraltro, in più di un’occasione dimostra un notevole talento nell’applicare il fuorigioco, nonostante una situazione così svantaggiosa, con l’avversario che ruba e verticalizza a palla scoperta.
Avevamo detto Inter che sparacchia lungo quando inizia l’azione dal fondo, e guardacaso proprio nell’unica occasione in cui Lucio si fa tentare dal disimpegno un po’ più leggero, il Barça riconquista palla e costruisce il gol di Pedrito (Maicon e Cambiasso un po’ imbambolati sulla percussione di Maxwell), al solito inappuntabile. Ingigantisce i meriti dell’Inter la veemenza della reazione (soprattutto a inizio ripresa), che ha portato alla rimonta contro la squadra “irrimontabile” per eccellenza, quella che ti nasconde il pallone e gioca sul tuo nervosismo e la tua frustrazione.

Barça che ha trovato quindi difficoltà nella fase in cui si apriva e si distendeva ad inizio azione, la fase più delicata (sofferenze analoghe evidenziò la sconfitta in casa dell’Atlético, in quel caso però con più demeriti blaugrana e molto meno splendore avversario). A questo si è aggiunta la serata sottotono delle individualità che potevano sbilanciare il match, su tutte Alves e un Messi dallo spunto un po’ annacquato. Senza punti d’appoggio stabili anche Xavi è naufragato, mentre davanti ha pesato l’incertezza sul centravanti. Non la situazione ideale: Henry tagliato fuori da una brutta stagione, Bojan dalla poca affidabilità in gare di questo livello (aggravata dallo scarsissimo utilizzo che ne fa Guardiola, che lo tratta come un peluche da Copa del Rey), Ibrahimovic appena rientrato dall’infortunio.
Un peccato che Zlatan sia stato bloccato da questo contrattempo proprio subito dopo la gara che lo aveva… sbloccato, all’Emirates. Lo svedese ha anche giocato discretamente in appoggio spalle alla porta, ma sempre costretto troppo lontano dall’area interista, senza mai farsi sentire in fase conclusiva. Ha sorpreso il cambio di Guardiola, che subito dopo il 3-1 interista (viziato da un fuorigioco di Milito) ha tolto proprio Ibra per inserire Abidal e alzare la posizione di Maxwell, tornando al 4-3-3 dal 4-2-3-1 iniziale.
Non è andato malissimo il cambio, perché (con Messi falso centravanti per mantenere superiorità nelle opzioni di passaggio fra centrocampo e trequarti) ha comunque contribuito ad avvolgere l’Inter negli ultimi 20 minuti, i migliori del Barça, dominati nettamente. Lo abbiamo più volte rimarcato, anche se fare più possesso-palla di per sé non conta niente (è importante la qualità, non la quantità), è anche vero che correre dietro al pallone, stare sempre concentrato su come lo muove l’avversario, tende a esaurire le energie, mentali prima ancora che fisiche, più rapidamente. È fisiologico perciò che gli avversari del Barça concludano sempre le partite cedendo metri e collassando nella propria metacampo, tanto più quando Diego Milito, la principale minaccia alle spalle della difesa blaugrana, è costretto a uscire per i crampi.
In questa fase il Barça, trascinato da un Piqué sempre più “Piquénbauer” (vero che sbaglia un gol e che in un paio di occasioni ostacola compagni meglio smarcati, ma è difficile trovare in giro difensori più dominanti in transizione offensiva… al punto di rubare la scena a Messi e Xavi!) staziona costantemente nell’area interista, reclama a ragione un rigore su Alves e manca di poco il gol.
Forse, non ne abbiamo la controprova, proprio nel momento in cui l’Inter difendeva così basso la capacità di Ibrahimovic di trattenere palla sarebbe servita di più rispetto ai minuti precedenti. La scelta che farei per il ritorno sarebbe proprio quella di riservare Ibra per le fasi, a ripresa inoltrata, in cui l’Inter abbasserà inevitabilmente il baricentro, mentre dall’inizio partirei con giocatori più aggressivi e verticali (utili anche per allungare la difesa avversaria e “pulire” quindi la trequarti per le percussioni di Messi), tipo Henry in attacco, sempre che sia presentabile, e Abidal al posto di Maxwell, perché l’Inter andrà spaventata anche sul piano del ritmo e della fisicità, soprattutto nei primi minuti, come impone la rimonta.

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28 Comments:

Blogger Francesco said...

Direi che tatticamente non c'è stata partita, Mourinho ha stravinto il confronto. Inoltre ha messo in evidenza il grande limite del Barca. Che non è l'autocompiacimento, ma piuttosto il fatto di giocare sempre alla stessa maniera. Che, contro una squadra capace di diverse soluzioni tattiche (e dotata della tecnica necessaria) può essere estremamente controproducente.

6:56 PM  
Blogger Hellas said...

i giocatori dell'inter ieri correvano il triplo. la differenza è stata soprattutto lì, non so se un po' abbia influito anche il viaggio in autobus.
spero di sbagliarmi ma la qualificazione penso sia andata.

8:09 PM  
Anonymous Anonimo said...

Perfettamente d'accordo con te, Valentino... ieri Mourinho mi ha davvero disorientato. Quando ho visto la posizione di Sneijder, non centrale ma anzi più largo di Pandev sulla sinistra, ho pensato che il portoghese fosse impazzito. Invece proprio Wesley, persino più dei monumentali Cambiasso, Samuel e del solito, intelligentissimo, Milito, è stato l'uomo chiave. Partendo da intermedio di sinistra, si è ritrovato spesso libero di ricevere il pallone e, soprattutto, di avere spazio per gli inserimenti e i tagli centrali (ha segnato il primo gol così, ha propiziato il terzo nello stesso modo...). Al di là dello straordinario valore e della duttilità dell'olandese, la mossa di Mourinho è stata clamorosa. Guardiola non è stato in grado di tamponarla per l'intero match. Inchino doveroso allo Special One.
Marcello.

10:53 PM  
Anonymous Anonimo said...

Comunque, anche se ora l'Inter ha un 5-10% di possibilità in più (per quel che valgono queste percentuali e questi discorsi, ovviamente), la qualificazione è ancora tutta da giocare. Il Barca ha tutte le qualità per ribaltare il risultato e lo ha dimostrato anche a San Siro (il 3-2 sarebbe stato un risultato tutt'altro che scandaloso anche tacendo del rigore non assegnato a Dani Alves).
Marcello.

10:55 PM  
Anonymous madrid7 said...

Dl punto di vista tattico hai disegnato la partita come meglio non si poteva. Soprattutto quando hai scritto che Mourinho ha accettato la superiorità del Barcellona, è vero, in effetti il modo di giocare dell'Inter, votato solo alla verticalizzazione veloce e grazie soprattutto allo straordinario lavoro dei 3 attaccanti ha annichilito il Barcellona. I nerazzurri hanno giocato una partita umile, disposta al sacrificio ed alla soffernza.La partita mi ha ricordato la finale di Champions Juventus-Ajax del 1996. Diciamo che per mettere ko il Barça è servita un'Inter stile Rocky Balboa

11:37 PM  
Anonymous cespo said...

io su una cosa non concordo, sul fatto che abbia giocato anche meglio del clasico.
L'avversario non è nemmeno paragonabile (e qui mi inchino a mourihno, poco da dire, imprerssionante come ha preparato la partita) ma vorrei chiedere a santeria visto che ha avrà fatto l'analisi statistica della partita, il numero di passaggi sbagliati, di verticalizzazioni e di partenze palla al piede dei giocatori del barça. E tutto ciò è sia merito dei zanetti e compagni, ma anche demerito blaugrana.
Io ho visto una squadra sorpresa da un inter che ha giocato la partita perfetta, dalle mosse di mou, dalla fisicità dei neroazzurri, ma anche una conseguente insicurezza e ricerca quasi spasmodica di xavi, messi tra le linee lo han servito o el "anfrybogart" o alves, gli altri nascosti dietro un possesso palla a vuoto.
Poi, secondo me eran stanchi.
Comunque Piquè è in questo momento il centrale più completo del mondo, non sarà il miglior Nesta difensivamente o non avrà la fiisicità di samuel e lucio, ma questo 87 è un fenomeno...

9:46 AM  
Blogger Flavio said...

Io credo che la filosofia di giocare contro chiunque sempre allo stesso modo sia fondamentalmente giusta, ma a volte bisogna anche avere la capacità di capire che non tutti gli avversari sono uguali e non tutte le partite hanno lo stesso peso. Non sono un allenatore, ma mi sembra evidente che per "smontare" Mou sarebbe bastato: 1- partire con Puyol sulla fascia sinistra al posto di Maxwell, inserendo uno tra Marquez e G Milito a fianco di Piquè; 2- spedire Ibra in panca e metterlo dentro, magari, nella ripresa. Infatti, l'Inter ha vinto la partita rubando palla e ripartendo alla grande sulle fasce, e specialmente sul lato di Maxwell (buono in avanti, pessimo dietro), Maicon ed Eto'o (caro Pep quanto era importante il buon Samuel che umilmente ti diventa pure terzino!!!)hanno spostato l'equilibrio della partita. Emblematico il primo gol: prateria sulla destra, D Milito che si porta via i centrali e Sneijder che buca solo soletto da sinistra perchè Alves ovviamente non può essere sempre lì, e con due terzini ala in campo la coppia Piquè-Puyol non poteva assolutamente tenere botta contro l'attacco sistematico nerazzurro sulle fasce. Ben diverso sarebbe stato invece il discorso con un terzetto Piquè-Marquez o G Milito- Puyol: insomma ci voleva una difesa (quasi) a tre. Capitolo Ibra: il Barcellona, almeno attualmente, gioca meglio senza di lui e allora mi chiedo: perchè metterlo dentro dall'inizio? Anche un Henry inguardabile sarebbe stato più utile alla causa rispetto ad un Ibra immobile: un peso. Citazione di merito, invece, per il Milito nerazzurro che sarebbe...il centravanti ideale per il Barcellona: sa fare tutto. Detto questo non credo comunque che sia tutto compromesso, anzi sono sicuro che al ritorno sarà tutta un'altra musica perchè l'Inter al CN perderà tutte le sue sicurezze, ed il Barça che difficilmente sbaglia due partite di fila farà una grande prestazione. E sono anche sicuro che questa sconfitta avrà insegnato molto al buon Pep. Saluti,
Flavio

10:39 AM  
Blogger valentino tola said...

@ Francesco
Capisco quello che intendi dire, in certi momenti può sembrare proprio così, ma io credo che più che un limite questo sia un punto di forza, anzi IL punto di forza su cui il Barça ha costruito gli ultimi 20 anni, a partire da Cruijff. Io credo che sia un enorme vantaggio sapere che dipendi solo da te, che se giochi il tuo calcio al meglio alla fine vinci. Certo quest'"indipendenza" del Barça dipende in buona misura dal fatto di avere dei giocatori straordinari, però c'è anche un lavoro di anni e anni di costruzione di una filosofia che va riconosciuto e che per me rappresenta un vantaggio di partenza che poche altre squadre hanno. Anzi, probabilmente se non avesse avuto questa fiducia nel proprio stile di gioco, il Barça l'altra sera non avrebbe chiuso in attacco, sarebbe andato totalmente allo sbando e avrebbe preso anche altri gol.

Tra l'altro non si può dire che non calcoli minimamente l'avversario: uno dei meriti della gestione di Pep è stato proprio quello di cercare varianti all'interno del modello, proprio per affrontare le possibili contromisure che di volta in volta l'avversario può proporre. Mi riferisco a soluzioni come il falso centravanti nel 4-3-3, il vertice basso del centrocampo che si mette sulla stessa linea dei difensori ad inizio azione, poi quest'anno il 4-2-3-1/4-2-4. Non sono sempre azzezzate queste modifiche, ma non c'è immobilismo tattico, c'è una ricerca continua che apprezzo, proprio per arricchire il modello. Ma il modello non si tocca, mi spiace :-)
Però a volte capita che l'avversario sia più in palla, come l'altra sera.

Non so se sia il caso di parlare di "lezione tattica" di Mou a Pep. Se mi passi la sottigliezza, parlerei più di lezione dell'Inter al Barça.
In questo senso: Guardiola e il Barça sapevano perfettamente, punto per punto, come avrebbe cercato di giocare l'Inter. Da questo punto di vista, non credo proprio siano stati spiazzati.
E' quando la palla ha cominciato a rotolare che sono rimasti spiazzati, e di brutto: ha pesato l'esecuzione sul campo più che la strategia decisa precedentemente. I giocatori del Barça sapevano di dover evitare questo pressing, di dover far correre il pallone, ma son stati più macchinosi, hanno portato più palla e non son stati nemmeno brillanti nei duelli individuali (vedi Messi).

Per rendere l'idea, faccio il confronto con Inter-Chelsea: lì si può parlare a maggior ragione di lezione tattica, perchè Ancelotti è stato incartato dalla scelta di Mourinho del 4-2-3-1, in tutta la partita non ha trovato una contromisura alla mossa di Mou che praticamente gli bloccava la fase offensiva tenendo bassi i terzini. Lo stesso Mou fece all'andata: lì il Chelsea dominò per un'ora, poi Mou mise Balotelli nella zona di Malouda e così bloccò alla radice gran parte del gioco offensivo del Chelsea.
Ancelotti non reagì all'andata e non reagì al ritorno, su Guardiola l'altro giorno si può discutere qualcosaper i cambi, d'accordo, ma onestamente non vedo una mossa risolutiva in particolare di Mourinho. I miei elogi a Mourinho in questocaso più che per la singola partita vanno per l'aver apportato alla sua squadra una grande mentalità, competitiva ai massimi livelli. Soprattutto se si fa il confronto con l'Inter che sfidò il Barça nel girone.

11:45 AM  
Blogger valentino tola said...

@ Hellas
Non so, non credo sia stata una differenza atletica, come dico sopra la differenza l'ho vista nell'esecuzione tattica. Poi, se Milito corre il triplo di Piqué è perchè effettivamente è veloce il triplo. :-)

Per quanto riguarda la qualificazione, le mie percentuali prima erano Barça 55 e Inter 45. Ora, sono 51 Inter e 49 Barça. Per dirti che la ritengo apertissima.Il Barça gode ancora di un vantaggio, e cioè che se tutti i suoi 11 giocatori giocano la migliore delle migliori partite restano comunque superiori a quelli dell'Inter, e 2 gol li possono fare a chiunque, anche all'Inter magnifica dell'altra sera. Ad esempio, martedì Messi era sottotono, e questo già da solo è un fattore che può fare molta differenza. Io credo che il Barça avrà i suoi buoni stimoli per giocare, o almeno per provare a farlo, la migliore delle migliori partite. Guardiola ha già preso in prestito la frase di Juanito del Madrid delle rimonte degli anni '80: "90 minuti nel Camp Nou sono molto lunghi", e credo che sarà così. Può succedere di tutto.

@ Marcello
Non so, in qualche momento Sneijder più defilato, ma mi è sembrata più una cosa dettata per l'appunto dal momento (dalla bravura del giocatore nel cercarsi lo spazio) che una mossa vera e propria di Mourinho. In fase di non possesso poi Sneijder spessissimo prendeva la sua classica posizione sulla trequarti, mi sembra di ricordare.
Ripeto, non ho visto tanto una o più mosse spiazzanti di Mourinho, ho visto più che altro un'Inter straordinariamente concentrata nell'applicare la propria strategia (strategia che il Barça sapeva perfettamente che avrebbe cercato di applicare, ma a volta anche se prevedi una cosa non riesci a evitarla). Il capolavoro di Mourinho in questo caso è la personalità dei suoi giocatori: qualsiasi altra squadra dopo il gol di Pedro avrebbe detto "toh, ora questi ce la nascondono, si salvi chi può..."

@ madrid 7
Bel paragone, ci hai preso.

12:37 PM  
Blogger valentino tola said...

@ cespo
Hai ragione quando parli di passaggi sbagliati e partenze palla al piede. Non è stato un bel Barça, lungi da me. Però ci sono state anche delle fasi di possesso decenti durante la partita, il problema è che questa decenza è stata ampiamente superata dall'Inter. Chiaro che il Barça doveva fare meglio, però lasciami dire una cosa... il Barça del Clasico per me è stato una "cagatina", se mi permetti questo termine così fine e ricercato.

Sottoscrivo su Piqué, è mostruoso. Peraltro lo ritengo difensivamente un giocatore sensazionale (e non credo che abbia giocato male l'altra sera da questo punto di vista: era il contesto tattico che era estremamente sfavorevole, e sia lui che Puyol si son tenuti a galla), anche se ora non ho molto presente il milgior Nesta.
Però, Cespo... Piquè è un dannato armadio! Come fai a dire che non ha la fisicità di Samuel? :P
La velocità gli manca, ok, ma conta relativamente quando hai una lettura del gioco come la sua...
Poi, se non fossi stato così poco rilassato come tifoso, mi sarebbe quasi scappato da ridere nel finale a vederlo fare regista, trequartista e centravanti contemporaneamente, mettendo in ombra Messi e Xavi... oh, ragazzi, ma dove lo trovate uno così? :-)

1:05 PM  
Blogger valentino tola said...

@ Flavio
Ciao,

1-A me Maxwell non è dispiaciuto, tra l'altro non l'ho visto così in difficoltà nell'uno contro uno 8dove in genere lo saltano sistematicamente). Era più una sofferenza generale del Barça, dettata dal fatto che gli rubavano palla quando si distendeva e perciò si scopriva coi terzini, che una sofferenza individuale. Magari Puyol terzino avrebbe fatto qualche recupero disperato in più, ma anche così sarebbe rimasto il problema di fondo, che nasceva nella prima fase di possesso. Giocare con una difesa a tre magari avrebbe permesso qualche spostamento più puntuale nelle chiusure laterali, però credo che l'equilibrio del Barça debba nascere prima di tutto dal sentirsi comodo col pallone. Il Barça ne ha le possibilità contro qualunque avversario, per cui è giusto che magari preferisca avere un centrocampista in più per assicurarsi la superiorità nel mezzo e portare la contesa nel terreno che preferisce piuttosto che aggiungere un difensore per tappare un buco.
Cioè Guardiola prima di tutto si chiede: "noi siamo forti quando abbiamo il pallone e ci possiamo difendere nella metacampo avversaria. Cosa posso fare per ottenere questo?".
Non si chiede: "Se perdo il pallone sulla mia trequarti, come faccio per minimizzare il rischio?".
Lui le varianti le studia e dell'avversario tiene anche conto, ma all'interno della prima fondamentale domanda, e questo a me sembra anche logico.

Ibrahimovic si poteva forse non mettere dall'inizio, ma la questione è intricata: la mia opzione preferita sarebbe stata Henry, ma comincio a pensare che deve essere proprio un disastro se Guardiola non lo mette, perchè Guardiola lo ha sempre sostenuto per quanto ha potuto. Noi non abbiamo sott'occhio le reali condizioni di Henry. Di Bojan poi sappiamo e abbiamo detto tutto.
Ibrahimovic io non l'ho visto immobile, anzi spalle alla porta ha fatto pure alcune cose discrete, il problema era che si muoveva troppo lontano dalla porta, e non ha mai tirato, come sottolineava Taymour Zein in un commento ad un vecchio post. Il vero ostacolo per me è stato l'infortunio post-Arsenal, perchè mi stava davvero piacendo, sembrava aver ritrovato le misure e la confidenza.

1:42 PM  
Anonymous Cesare said...

Complimenti, una delle riflessione più accurate ed esatte che abbia letto sulla partita.

Sono un po' un intruso qui, perché sono interista però riguardo al ritorno, non sottovaluterei la possibilità che Mourinho metta in campo un'Inter pensata per aggredire sul pronti via, credo sappia che novanta minuti a correre dietro la circolazione della palla del Barça non li può sostenere nessuno, specie nella bolgia del Camp Nou; così come sa che il risultato di martedì sera è figlio di una gara perfetta al 3000% e difficilmente ripetibile. Quindi potrebbe cercare di trovare il gol per primo in modo da innervosire il Barça costringerlo a sbilanciarsi già nel primo tempo.

3:43 PM  
Blogger Antonio Giusto said...

Solita, competentissima analisi. Niente da eccepire, ovviamente, anche se probabilmente io avrei dato maggiore risalto ad alcune mosse tattiche di Mourinho: innanzitutto, la sterilizzazione di Xavi, privato dal centrocampo nerazzurro dell'eccessiva libertà di cui gode solitamente; la gabbia su Messi, poi, non va celebrata tanto per come è stata pensata, ma per come è stata eseguita: persino l'ultimo degli occupanti abusivi di panchina avrebbe concesso a Leo qualche marcatore supplementare, in pochssimi però sarebbero stati in grado di trovare la formula magica per annientarlo; la superba prestazione di Pandev, capace di mettere in serissima difficoltà un perennemente irrequieto Daniel Alves in entrambe la fasi gioco, merita infine una citazione.
Null'altro da aggiungere su Inter-Barcellona 3-1.

Un discorso a parte si potrebbe aprire sulla metamorfosi dell'Inter europea, ben diversa da quella che scende abitualmente in campo in Serie A. La verticalizzazione è ormai un dogma, in pratica l'unico tema offensivo delle partite che si aprono con in sottofondo l'arrangiamento di «Zadok the Priest» ad opera di Tony Britten. La squadra che non varca mai le Alpi, invece, gioca in modo assai diverso: maggior circolazione della palla, volta ad ottenere il dominio territoriale della metà campo avversaria come non è possibile fare in Champions League a causa del maggior tasso tattico-atletico degli avversari. Non escludo di tornare sull'argomento in futuro.

9:51 PM  
Blogger Taymour Zein said...

Sono devastato interiormente. Una sconfitta che veramente non mi aspettavo. Comunque c'è da sottolineare la prestazione dell'Inter,ma anche quella scandalosa dell'arbitro amico di Mou: rigore negato al Barça e gol del 3-1 in fuorigioco, e non venitemi a parlare della partita contro il Chelsea dell'anno scorso perchè il discorso non regge. Comunque abbiamo perso, e l'Inter ha giocato meglio, nulla da dire... passando alla tua analisi, è ottima come sempre ma non mi trova d'accordo su certi punti.
Ad esempio, mi sembra che i demeriti del Barça siano molto maggiori dei meriti dell'Inter. Come contro l'Espanyol troppe palle perse a centrocampo, e non ci vuole mica un genio per capire che quello è forse l'unico modo per far male al Barça: pressare, rubare palla a centrocampo e ripartire. Così abbiamo preso gol contro L'arsenal, contro L'atletico, e più recentemente abbiamo rischiato di prenderle contro l'Espanyol. Solo che l'inter ha pressato anche meno della squadra di Pocchettino e questo dà il senso di quanto sia grave questa sconfitta. Hanno lasciato giocare Xavi, e Messi non mi sembra l'abbiano marcato in maniera speciale. Solo che il centrocampista spagnolo, dipendendo molto dai movimenti degli attaccanti (disastroso Ibra soprattutto se pensiamo alla splendida prestazione dell'Emirates) non ha avuto la sua miglior serata. Ricordo chiaramente come ad un certo punto della partita abbia allargato le braccia per indicare che i compagni non si muovevano. Messi non so cosa avesse, mi è sembrato stanco. E ripeto, non li hanno fatto una marcatura a uomo... quindi neanche questa scusa regge. L'inter ha avuto molta più intensità e cattiveria. Ha saputo sfruttare appieno le qualità dei suoi uomini per vincere, e questo bisogna riconoscerlo. Noi purtroppo abbiamo sbagliato troppo in zone troppo importanti del campo e l'abbiamo pagata stavolta. Per il ritorno, metterei sicuramente Tourè al posto di un disastroso Busquets e non farei giocare Ibra. Alves deve essere più concentrato ( scandaloso come non sia andato a marcare Sneijder preferendo Milito che era già circondato da due uomini.) e Messi deve giocare come sa. Nell'anno in cui Chelsea e Manchester sono fuori e la finale si gioca al Bernabeu, il Barcellona ha un occasione unica di aggiungere un' altra memorabile pagina alla sua storia. Se giochiamo con intensità, precisione e attenzione difensiva, la remontada è a portata di mano.
Che dici Vale?
P.S. E anche un arbitro non amico di Mourinho

10:05 PM  
Anonymous Anonimo said...

Ciao a tutti un paio di cose prima di andare nel dettaglio statistico della partita.

1) Mourinho ha vinto tatticamente contro Guardiola nettamente il primo round (anche se non sempre poi il risultato del campo poi corrisponde alla "sfida" fra gli allenatori)

2) Evitiamo di rosicare sull'arbitraggio. Ok il rigore ci stava , come però ci stava l'1-0 di Milito dopo 10 minuti nettamente in gioco e fermato irregolarmente. Sul 3-1 dell'Inter l'abbiamo visto mille volte a lavoro e vi giuro che se è fuorigioco è di 5-10 cm non di più (purtroppo neanche al replay si vede chiaramente)

3) i dati del possesso palla (63 a 37 mi sembra) dimostrano che è un dato che lascia il tempo che trova. Innanzitutto perchè andrebbe studiato diviso per i differenti periodi della gara ( è normale che sul 3-1 l'Inter si chiuda e il Barca per gli ultimi 20 minuti faccia il 90% possesso palla , ma è significativo?). E anche perchè l'Inter ha dimostrato che tu puoi tenere la palla quanto vuoi, possesso sterile , la recupero io verticalizzo subito e faccio gol 1-0! ricominciamo? (il concetto è molto più complesso, ma penso si capisca lo stesso..)

Per quanto riguarda l'analisi statistica c'è da dire che il Barca a Madrid non ha fatto una grande partita dal punto di vista statistico rimanendo molto al di sotto delle proprie medie stagionali (anche se è comprensibile , nelle medie stagionali ci sono ovviamente le partite con Xerex e Racing per dire...). Questo per dire che in molti dati è stata superiore la partita di Milano:
contro il Real:
694 palle giocate (452 passaggi) con 80% di giocate positive.
contro l'Inter :
783 palle giocate (567 passaggi) con 84% di giocate positive.
o ancora contro il Real :
Xavi 65 passaggi + e 6 passaggi -
contro l'Inter:
Xavi 97 passaggi + e 3 passaggi -

Dunque non è nel possesso palla che bisogna ricercare le chiavi della sconfitta. Il possesso palla c'è stato, sterile a volte, ma c'è stato così come la precisione dei passaggi.
Le chiavi (statistiche) della sconfitta seconde me sono:
- solo le 32 palle recuperate (erano state 58 a Madrid)
- i soli 11 contrasti vinti (erano stati 28 a Madrid)
- i soli 18 falli subiti di cui 1 solo di Messi (!) (erano stati 28 totali a Madrid di cui 6 di Messi)
- i soli 2 fuorigioco del Barcellona. L'Inter ha difeso con la difesa alta e il Barca non l'ha mai attaccata! mai. Ibra sempre incontro , Messi non ne ha le caratteristiche (o fuorigioco in tutta la Champions).

dati OPTA

ps: siete tutti invitati nel nostro gruppo facebook di riferimento dove si discute di calcio dal punto di vista tecnico-tattico e si postano i video dei grandi campioni del passato:

http://www.facebook.com/?ref=logo#!/pages/Un-Sogno-chiamato-Futbolandia/317478312105

Ciao
Santeria

11:43 AM  
Blogger valentino tola said...

@ Cesare
Figurati se sei un intruso! Qui ognuno ha le sue simpatie e antipatie (e ci sono anche altri interisti, credo), però non è il tifo che conta, è un blog per appassionati di calcio, quindi tutti si possono trovare a loro agio, questo è l'obiettivo e spero di riuscirci.
Perciò benvenuto, e molte grazie per i complimenti :-)

Beh sì, anch'io credo che l'Inter cercherà di partire forte: dare già nei primi minuti un'immagine di squadra che vuole solo speculare equivarrebbe a morte certa, Mourinho lo sa meglio di tutti.

@ Taymour Zein
L'arbitro ha sbagliato, il Barça è stato penalizzato, vero, ma non ne farei il centro dell'analisi (e neanche tu ne fai il centro del resto).
A parte rarissimi casi considero gli errori arbitrali episodi come gli errori dei giocatori: quindi, così come generalmente non imposto l'analisi su una partita a partire da un'occasione fallita, ugualmente non la imposto a partire da uno o due errori arbitrali. Già non credo che l'analisi di una partita si possa ridurre alla somma degli episodi, quindi figurati se mi fermo ad un paio di episodi.

Non ho visto così disastroso Busquets sinceramente. Cioè, diciamo che l'ho visto nella media (mediocre) degli altri. Busquets al ritorno ha le caratteristiche per risultare anche più utile di touré, per il tipo di partita richiesto (con questo non sto dicendo che ritengo Busquets superiore a Touré, anzi è il contrario, però bisogna sempre valutare le cose a partire dal loro contesto), di possesso-palla ultra-fluido, di mobilità costante...

Sul gol di Sneijder se non ricordo male Alves si era accentrato per coprire un taglio di Pandev verso il centro. Il movimento ci stava perciò; su Sneijder avrebbe dovuto scalare Pedrito, ma era troppo lontano.

8:16 PM  
Blogger valentino tola said...

@ Antonio
Il pregio dell'Inter per me è stato l'aver annullato Messi, Xavi & C attraverso il lavoro collettivo, semplicemente. Alla fine Messi è stato "ingabbiato" dalle distanze corte fra i reparti, dai raddoppi e dal pressing, esattamente come gli altri suoi compagni.

@ Santeria
Grandissimo! Grazie per il contributo!

Io credo che più che i passaggi sbagliati e le palle perse ha pesato più una certa lentezza del Barça nel far circolare palla, almeno rispetto al solito.

Sì, Inter con la difesa alta, ma secondo me non altissima, come già dicevo nell'articolo. Quindi non era nemmeno così facile verticalizzare alle spalle. Anche qui sta parte della perfezione dell'Inter l'altra sera.
Che poi Ibra sia venuto eccessivamente incontro è vero, ma è anche perchè il Barça faticava a "tirare su" la squadra e lui cercava di aiutare. Alla fine in una brutta prestazione di squadra un fattore retroagisce su un altro, difficile isolarli.

8:28 PM  
Anonymous Anonimo said...

@ Valentino
se posso contribuisco, con i limiti di tempo che purtroppo il mio lavoro mi impone...

Per quanto riguarda il pareggio nerazzurro, Dani Alves segue il taglio di Pandev ( ci può stare) e Snejider và su quello spazio (penso sia studiata come situazione d'attacco da sfruttare per l'Inter, in generale se difendi contro un tridente fai fatica a prendere quell'inserimento dopo il taglio dell'attaccante esterno).
Non sò sinceramente di chi sia la responsabilità di quel goal. Diciamo che è stata una giocata veloce , tecnica , eseguita molto bene; forse Pedrito è in ritardo penso anche però che se Busquets si abbassa a dare una mano ai 2 centrali Dani Alves non è costretto a seguire il taglio di Pandev , e il gioco è fatto per il Barca...

Santeria

12:34 PM  
Anonymous Hincha Madridista said...

Partita che mi ha spiazzato, non credevo che l'Inter fino al 3-1 (dopo hanno messo il pullman di traverso davanti alla porta e il Barca ha fatto quello che ha voluto) riuscisse a tenere così in pugno la gara, pur essendo andata in svantaggio (credevo che in quel frangente la squadra si sarebbe disunita e invece...) complice anche l'ingenuità di Maicon che chissà perchè si era accentrato invece di seguire Maxwell. Poi solo Inter fino al gol del 3-1. Non capisco perchè in Spagna (soprattutto in Catalonia) si faccia tanto chiasso per l'arbitraggio: quello dell'altra sera pur non all'altezza non mi sembrato così di parte, tolto il rigore (gol del 3-1 difficile da valutare ma anche un gol potenziale per l'Inter bloccato al 10'). Molto in ombra la linea avanzata del Barca, con Ibra e Messi ben ingabbiati. Al ritorno ci sarà da divertirsi e se l'Inter non imposterà una gara solo di contenimento (che non sa fare vista la sofferenza degli ultimi 20') i nerazzurri possono dare molto filo da torcere.

11:12 AM  
Blogger Francesco said...

Pronostici per il ritorno? Remontada o fracaso?

3:07 PM  
Blogger valentino tola said...

Io fino a un paio di giorni fa pensavo alla remontada, ma questa vigilia mi sta facendo venire qualche dubbio: penso alle dichiarazioni di Piqué ("voglio che i giocatori dell'Inter arrivino ad odiare la professione di calciatore"). Non perchè le trovi di cattivo gusto comequalcuno dice qua in Italia (mi sembrano un po' fortine, ma ampiamente nei limiti del gioco), ma perchè potrebbero denotare un travisamento degli obiettivi fondamentali per mercoledì.
Cioè, è doveroso che società e giocatori chiamino a raccolta tutti i culè e chiedano il miglior Camp Nou possibile (sacrosanto, perchè non ci si puòlimitare a cantare e sostenere la squadra solo dopo che è in vantaggio di tre gol...), però il Barça non si deve dimenticare mai che la sua arma migliore è giocare a calcio, non fare la faccia cattiva o provocare l'avversario. Generalmente queste non sono cose che rientrano nello stile blaugrana, ma sono anche dettate dal fatto che questa squadra sotto Guardiola non si è mai trovata a dover rimontare due gol. è una situazione inedita, e l'incognita risiede nel verificare se prevarrà il nervosismo sulla lucidità. Una cosa è giocare con intensità, un'altra correre con la bava alla bocca.
Continuo a ritenere plausibile una remontada, ma oltre all'interrogativo di cui sopra c'è il dubbio per l'attacco. Il Barça avrebbe bisogno di maggiori certezze in quel reparto.
L'importante è soprattutto creare spazio a Messi: io prima punta metterei anche un manichino della standa, basta che detti la profondità, allunghi un po' l'Inter e sottragga Leo ai raddoppi di Samuel, Lucio e Zanetti. Quindi per caratteristiche Henry o Bojan, e non mi interessa nulla delle loro possibili prestazioni individuali, basta che mettano Messi nelle migliori condizioni.
Ibrahimovic magari più tardi nella ripresa, quando l'Inter difenderà più basso.

1:37 PM  
Blogger valentino tola said...

Ecco, come non detto: il Corriere della Sera titola "Se il Barcellona manda in campo l'odio"...
...il titolo sembra scelto da Sandro Bondi...

1:42 PM  
Blogger Francesco said...

Effettivamente, non mi pare che negli altri anni ci sia stata questa campagna così aggressiva. Forse solo nella sfida col Chelsea, dopo che mourinho parlò di Messi come giocatore teatrale...

Quindi secondo te dietro tutte queste dichiarazioni fortemente battagliere c'è sotto un nervosismo di fondo della squadra?

4:42 PM  
Blogger valentino tola said...

Penso proprio di sì.

4:51 PM  
Blogger Francesco said...

Direi che ci hai preso, a conti fatti.

12:28 AM  
Blogger valentino tola said...

Spettacolo deprimente, poco da aggiungere. Il post sarà breve perchè la partita ha avuto uno spessore infime, l'andata aveva molte più cose da dire, ben altro livello.

12:38 AM  
Blogger Francesco said...

Io invece l'ho trovata una partita tatticamente molto interessante. E' stata l'occasione per provare due schemi quasi inediti nel mondo del calcio: il 5-5-0 che all'occorrenza diventa 7-3-0 dell'inter, ed il 2-6-2, con i due canterani Bojan e Piqué in avanti, che il barca ha usato nel finale di gara.

1:09 PM  
Anonymous madrid7 said...

hop già scritto sull'altro post. Mio caro valentino, il tuo Barcelona ha provato a giocare a calcio, ed ha me sembra che ci abbia provato anche troppo...Il fatto di cercare sempre l'azione perfetta per segnare, e non cercare anche goals più "sporchi", il non verticalizzare mai ed il cercare sempre l'orizzontalità hanno condannato la tua squadra. Un goal fatto su rimpallo vale 1, esattamente come un goal fatto dopo 360 passaggi.

1:44 PM  

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