lunedì, maggio 10, 2010

Tende al blaugrana.

Ha voluto comunque riservarci la suspence, rimettendo inconcepibilmente in discussione (vedi l’allucinante dinamica del gol del 3-2 di Luis Fabiano) una partita che per i valori espressi in campo giustificava uno scarto di 4-5 gol e che invece fino all’ultimo secondo di recupero ha alimentato le speranze di rimonta gracchiate dalle radio sugli spalti del Bernabeu, ma si può dire che sì, dopo ieri il Barça il grosso l’ha fatto, e la Liga è ormai su un piatto d’argento. Manca il Valladolid al Camp Nou, i castigliani si devono ancora salvare e nel calcio non si sa mai, ma il pronostico è chiaro, tanto più che anche il Real Madrid si dovrà comunque sudare i suoi tre punti in casa di un’altra squadra alla disperata ricerca della salvezza, e cioè il Málaga.

Se sabato scorso pareva più giusto rimarcare la reazione d’orgoglio e la qualità di gioco espressa col Villarreal dopo la disfatta con l’Inter, in questo caso è inevitabile invece sottolineare che se quella vista ieri al Sánchez Pizjuan era davvero la sfida fra la prima e la quarta squadra del supposto secondo miglior campionato del mondo, beh, allora qualcosa non va nel supposto secondo miglior campionato del mondo, se proprio non vogliamo fermarci ai già ridicoli 96 e 95 punti totalizzati dalla prima e dalla seconda finora.
Per essere una partita ad altissima tensione, nella quale anche i padroni di casa si giocavano tutto (ma la contemporanea inattesa sconfitta del Mallorca a La Coruña ha mantenuto salvo il quarto posto), l’immagine offerta dal Sevilla è stata a dir poco scandalosa. Non solo l’incapacità di uscire in fase di possesso dalla consueta orizzontalità e dal modulo “calciobalilla”, coi reparti inchiodati, ma anche pochissima aggressività sull’inizio dell’azione del Barça.
Quindi Piqué prende palla, salta fischiettando la prima linea sevillista (Luis Fabiano+Kanouté a supporto del centrocampo), quindi Zokora-Renato centralmente vanno in inferiorità contro Xavi-Busquets-Keita+Messi (di nuovo falso centravanti), quindi tanti saluti, la partita del Sevilla è finita già qui.
Con la superiorità strategica così facilmente assicurata, a un Barça determinato manca soltanto la finalizzazione. Se ne incarica il trio d’attacco Pedro-Messi-Bojan, tutto all’insegna della cantera. Molto interessante la prestazione della prima linea, oltre che brillante: si è rivista infatti una variante tattica che con la cessione di Eto’o era stata data per persa. La stagione scorsa il Barça aveva dominato alcune partite-chiave (soprattutto il 2-6 al Bernabeu e la finale di Champions con lo United) spostando Messi al centro e lasciando Henry ed Eto’o larghi.
La possibilità sempre presente del taglio di Eto’o e Henry teneva in allarme i due difensori centrali avversari, che non potevano andare in raddoppio su Messi: Leo così poteva muoversi tra le linee relativamente libero e aiutare i tre centrocampisti centrali blaugrana a conquistare la superiorità numerica a centrocampo, una ragnatela inestricabile per l’avversario. Quest’anno la libertà tra le linee per Messi era passata invece attraverso la sperimentazione del “quasi 4-2-4”, ma con Ibra e col 4-3-3 non si era mai avuta, perché anche se nel tridente Messi si spostava al centro e Ibra faceva per allargarsi un po’, lo svedese non aveva comunque il taglio profondo dell’Eto’o adattato a destra, e quindi non poteva allungare a dovere la difesa avversaria.
Il gol del 2-0 invece dimostra come questa soluzione sia tornata disponibile, con Bojan (sempre più in striscia positiva di gol e di gioco, anche se ancora non del tutto esente da qualche ceffone correttivo, sul contropiede gestito in maniera infantile nel finale più che sul gol sbagliato a porta vuota) che raccoglie il sublime invito di Xavi tagliando da sinistra verso il centro proprio nello spazio lasciato da Messi.
Se poi sul primo gol Messi, come già tante altre volte in questa stagione, attacca lo spazio senza palla come un centravanti vero e non falso (a conferma di una comprensione del gioco cresciuta enormemente rispetto al Messi semplice dribblomane di inizio carriera), e se Pedro mette l’ennesimo timbro con un golazo (notevole la coordinazione da fermo, da fuori area: ambidestro come ce ne sono pochi, ti può piazzare indifferentemente un gol di destro come quello di ieri o un sinistro da metacampo come contro il Deportivo) si capisce che il Barça può fare davvero quello che vuole coi suoi attaccanti. Anche sprecare tonnellate di palle gol, rianimare un Sevilla in inferiorità numerica (espulsione di Konko) e mettere quasi a repentaglio una Liga della quale dovrebbe essere il più degno campione.

Almería, Espanyol (bell’omaggio a Tamudo, rispolverato apposta per consentire un degno addio al pubblico di casa), Zaragoza e Sporting si salvano (queste ultime due anche avendo perso), ma all’ultima giornata arriveranno quattro squadre tutte a pari punti (36) fra penultimo (Tenerife), terzultimo (Málaga) e quartultimo posto (Racing e Valladolid). Insomma, infarti assicurati, tenuto conto che per capire tutte le possibili combinazioni di risultati che determineranno le tre retrocesse bisogna conseguire una laurea apposita.
Conteranno la differenza reti negli scontri diretti in caso di arrivo a pari punti fra due squadre; conterà invece la classifica avulsa nel caso arrivino pari più di due squadre. In caso di ulteriore parità invece si calcolerà la differenza reti generale.
In corsa c’è persino il Xerez ultimo a 33 punti, che può sperare di salvarsi in caso di vittoria e di contemporanea sconfitta di altre tre squadre implicate (cosa difficile ma non impossibile, se si pensa che già Tenerife, Málaga e Valladolid giocheranno contro le prime tre classificate). Il Valladolid dipende da sé ma deve giocare al Camp Nou, molto meglio per il Racing che ugualmente ha bisogno solo di una vittoria e che attende in casa lo Sporting già salvo. Il Málaga non solo deve sperare di vincere col Madrid, ma pure contare sulla sconfitta del Racing o del Valladolid. Il Tenerife deve vincere a Valencia (campo difficilissimo, ma i chés sono già qualificati per la Champions) e contemporaneamente augurarsi la sconfitta di due fra Málaga, Racing e Valladolid. Scusate ma vi lascio qui, che mi è venuto il mal di testa…


CLASSIFICA
Barcelona 96
Real Madrid 95
Valencia 68
Sevilla 60
Mallorca 59
Getafe 55
Villarreal 55
Athletic 51
Atlético 47
Deportivo 47
Espanyol 44
Almería 42
Osasuna 42
Sporting40
Zaragoza 40
Valladolid 36
Racing 36
Málaga 36
Tenerife 36
Xerez 33

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8 Comments:

Blogger Flavio said...

Caro Vale, quando vedo questi terrificanti inizi di partita del Barça (stendiamo invece un velo pietoso sul finale) mi viene tanta tanta rabbia ripensando alla semifinale di champion's...con Ibracadaver in campo e Bojan in panca...con i tre piccoletti davanti ora Mou starebbe piangendo. Guardiola è imperdonabile!!!

11:46 AM  
Blogger Francesco said...

Se il Barca vince, beh, credo se lo meriti. Sembra poco rispetto alla passata stagione, ma credo sia più difficile confermarsi dopo essere arrivati che arrivare. Spiacerebbe un po' per il Real, anche perché con Pellegrini c'è stata finalmente un'idea di gioco. Forse é mancata però la mentalità vincente (Ronaldo a parte)e la capacità di gestire partite chiave senza troppi patemi, e probabilmente sta tutta qui la grande differenza tra le due squadre.
In chiave salvezza grande tifo per il tenerife che é una squadra troppo simpatica per scendere in segunda.

8:31 PM  
Blogger valentino tola said...

@ Flavio
E dai che Barça-Inter è finita da due settimane ormai... :P

Scherzi a parte, non ritengo un errore imperdonabile di Guardiola aver schierato Ibrahimovic contro l'Inter. Non lo ritengo nemmeno un errore.

Comunque, devo aggiungere una cosa a quanto scritto nel post. Ho detto che il tridente dei nani ripropone la variante di Messi falso centravanti e le due ali che tagliano. Come movimenti è vero, però è chiaro che Bojan e Pedro non hanno nemmeno la stessa profondità, la stessa potenza nell'allungo e quindi la stessa capacità intimidatoria che avevano Henry ed Eto'o l'anno scorso all'interno dello stesso assetto.

@ Francesco
Concordo. Un merito del Barça aver saputo gestirsi, anche in partite giocate male sinceramente.

La carenza di mentalità vincente del Real Madrid è risultata chiaramente nell'eliminazione col Lione. Francesi asfaltati nel primo tempo, potevano essere due-tre gol di vantaggio, poi nel secondo tempo i merengues se la fanno sotto e spariscono dal campo. Inspiegabile.

"In chiave salvezza grande tifo per il tenerife che é una squadra troppo simpatica per scendere in segunda."
Anche qui sottoscrivo. Anzi, devo confessare che questo blog è scopertamente e vergognosamente filo-Tenerife. :-)

11:42 PM  
Blogger Taymour Zein said...

Come Flavio, penso che lo schock per l'eliminazione dalla Champions nell'anno della finale a Madrid, mi passerà solo quando alzeremo la prossima Champions , magari proprio a Wembley (dove vincemmo la prima Coppa Campioni). Ieri il Barça ha goicato benissimo, e a me è venuto da piangere ripensando alla terribile partita contro l'Inter: alla circolazione di palla lenta, ai cross prevedibili, a Ibra che quando riceve palla la perde oppure si fa anticipare, all'arbitraggio nefasto che ha avuto un contributo determinante nell'eliminarci, ecco a tutto questo. Ieri ho visto il Barça dei tempi belli: pressing, Keita che allarga il campo, Xavi con tante opzioni di passaggio, continuo movimento in avanti, poche palle perse, Messi che gioca una partita splendida dal punto di vista tattico... io penso che siamo oramai ad un passo dalla Liga, e penso che con i rinforzi giusti ( Villa, Fabregas, e un terzino di ricambio per Alves), diventeremo ancora più forti...
l'analisi finale della stagione, e le prospettive per la prossima te le scriverò dopo l'ultima giornata, quando spero che saremo riusciti a vincere il quarto titolo stagionale e il settimo della gestione Guardiola...

12:08 AM  
Anonymous Anonimo said...

Segnalo a tutti un interessante sito gestito personalmente da Capello: http://www.capelloindex.com/site/default.aspx
Si tratta di una sorta di analisi dei giocatori e delle loro prestazioni mensili fatta dal CT della nazionale inglese per monitorare anche i suoi giocatori in vista del mondiale. Guardate chi c'è nelle prime posizioni.
Tommaso.

6:15 PM  
Blogger Taymour Zein said...

Si parla sempre di più dell'arrivo di Villa al Barcellona, e sai quanto io sia contento di questa cosa. Penso che con il suo acquisto e quello di Cesc, oltrechè un ricambio per Alves, il Barcellona diventerebbe ancor più forte e più completo di quanto non lo sia già ora. Molti però tirano in ballo il problema dell'età di Villa. Consideri eccessivi i suoi 28 anni? Per quanti anni pensi possa rendere ancora ai massimi livelli?

9:57 PM  
Anonymous Anonimo said...

Intervengo per dire che il capello index non è niente di speciale.
Capello ha dato il suo nome (suscitando numerose polemiche in Inghilterra)per un indice di valutazione basato su dati oggettivi fatto da una società che rileva dati statistici.
Il sito è stato lanciato, ma è stato subito bloccato e rinviato dopo il mondiale.
A tutto ciò è legato un fantacalcio , che dovrebbe partire l'anno prossimo, su questi indici.
Il fantacalcio però è a pagamento, tra l'altro.
Inoltre i voti non mi sono sembrati molto veritieri, in Serie A è 4° Abate! e 7° Favalli !

Ciao
Santeria

1:12 AM  
Blogger valentino tola said...

@ Taymour Zein
No, non credo proprio che siano troppi i 28 anni di Villa. Gli rimangono 4 anni ai massimi livelli come minimo.

@ Tommaso e Santeria
Io ho sempre un po' di diffidenza verso le statistiche. Non perchè non siano utili, anzi mi piacerebbe condire i miei articoli con qualche dato in più a supporto (così come con qualche video), ma perchè i numeri non possono racchiudere la profondità del gioco.
Faccio l'esempio di Zidane: era quantificabile il dominio che lui aveva sul gioco e che nessun altro giocatore in questo quindicennio ha avuto? Assolutamente no. E proprio questo forniva il pretesto a qualche mattacchione che vedendo che i suoi gol e i suoi assist non erano in fondo di più di quelli di Cristiano Doni lo definiva "più divertente che utile"...

Meno male che non tutto a questo mondo, non solo nel calcio, è riassumibile in un numero...

11:47 PM  

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