domenica, settembre 18, 2011

Come affrontare il mostro?

Non staremo qui a commentare l’ennesima partita senza storia (forse più ancora dell’8-0 finale a un certo punto, a ripresa inoltrata, sbalordiva il dato del possesso-palla: 90% per il Barça!), ma a livello generale la partita di ieri qualche spunto lo fornisce.

Guardiola ha riproposto anche contro l'Osasuna il 3-3-4 col doppio falso centravanti Cesc-Messi, e i blaugrana hanno sfruttato i vantaggi potenziali del modulo con ancora maggior continuità e convinzione rispetto alla goleada della prima col Villarreal.

Il vantaggio fondamentale è la possibilità di trovare appoggi quasi infiniti (ovviamente sempre che tu abbia i giocatori col piede e i tempi giusti per gestire il pallone: sono sempre loro a fare il modulo, gli interpreti) in zona centrale, mantenendo come riferimenti esterni solo le due ali (stavolta Villa e Alves, avanzato in attacco), il cui compito fondamentale è bloccare i terzini avversari per lasciare spazio al centro ai compagni, dispensati da possibili raddoppi.

Tre difensori a inizio azione son già difficili da pressare, ma il vantaggio rispetto al 4-3-3 di sempre è che stavolta il terzo difensore non è un centrocampista che si abbassa e toglie quindi un effettivo alla mediana. No, oltre a un difensore in più per iniziare l’azione rimane anche il centrocampista centrale in più rispetto al prevedibile doble pivote avversario. Abbiamo visto tutte le difficoltà dell’Osasuna, che certo non è partito arrendevole, ma ha cercato di pressare alto: il problema però è che col 4-2-3-1 di Mendillibar se sui difensori blaugrana andavano a pressare attaccante+trequartista+un terzo della linea delle mezzepunte, al Barça rimaneva sempre la possibilità di servire una delle due mezzeali (Xavi e Thiago), che si potevano allargare e ricevere senza essere disturbati, perché Villa e Alves tenevano bloccati i due terzini e nemmeno il doble pivote osasunista, Lolo-Puñal, poteva scalare, dovendo già pensare ai centrali del Barça e dare un’occhiata anche a Fabregas e Messi, sempre pronti ad aggiungersi al centrocampo o smarcarsi tra le linee. Insomma, troppe opzioni di passaggio per poterle neutralizzare a partire da una strategia di pressing alto.

Il 3-3-4 esalta la tendenza classica del Barça a palleggiare su un lato, attirare la difesa avversaria e poi smarcare l’uomo libero sull’altro lato, ma è un problema che prescinde dal modulo: troppo rischioso pressare altissimo il Barça. Può funzionare per una decina di minuti, ma poi gli uomini di Guardiola si sistemano meglio, su più linee, cominciano a far filtrare qualche passaggio e alla fine è l’avversario ad allungarsi e ad avere troppo campo da coprire. L’esempio più celebre delle controindicazioni di questa strategia è il Manchester United dell’ultima finale di Champions. Ad ogni errore di tempismo, anche il minimo, nell’andare in pressing sui suoi difensori, è come se al Barça concedessi un contropiede.

Allora quale può essere l’alternativa? Il Milan di martedì scorso? Naaaaaah…

La strategia difensiva del Milan era basata su un concetto molto semplice, rozzo ma verissimo: per segnare bisogna passare per il centro, per forza, a meno che non ti chiami Mortensen. Allora io mi difendo non solo con quattro difensori, ma i quattro centrocampisti li metto strettissimi, tutti accentrati, e mi preoccupo relativamente delle corsie esterne, lasciando che Alves prenda palla e arrivi indisturbato addirittura fino al vertice della mia area di rigore. Difendo stretto e difendo bassissimo, perché se non lascio spazio fra l’ultimo difensore e Abbiati il Barça non può materialmente verticalizzare. Lascio le corsie esterne e difendo nella mia area perché tanto il Barça non ha giocatori forti di testa in attacco.

Nel dopopartita su Sky Ancelotti ha sottolineato come per lui questa sia la strategia ideale contro il Barça, in particolare per il fatto di togliergli la verticalizzazione e costringerlo al cross. Idee già messe in pratica in questi ultimi anni anche dall’Inter di Mourinho (in emergenza per l’espulsione di Motta) per quanto riguarda la difesa bassa, e dall’Hércules vittorioso al Camp Nou la scorsa stagione per quanto riguarda il trascurare la difesa delle fasce.

Ora, sebbene rimanga il sospetto che fra me e Ancelotti il secondo ne capisca qualcosa di più, io non sono d’accordo. Vero che non ha la verticalizzazione facile, ma non per il fatto di attaccare difese basse il Barça è costretto a ricorrere al cross alto. L’argomento del gioco aereo è privo di peso: se Alves ha la possibilità di portare palla fino al vertice dell’area (perché non marcandolo posso vigilare meglio al centro su Messi & C.), può benissimo buttare dentro un traversone rasoterra, veloce, che fra mille gambe diventa pericolosissimo. Difendere così per 90 minuti non è sostenibile, dimenticare che comunque concedi sempre ad Alves e a Pedro l'opportunità costante dell'uno contro uno vicino alla tua area di rigore, per quanto esterno esso sia.

Inoltre è in generale, considerando il gioco nella sua globalità, una strategia da squadra piccolissima, quasi dilettantesca. Con otto giocatori schiacciati al limite della tua area semplicemente rinunci a qualsiasi transizione offensiva: quando recuperi palla, i tuoi giocatori sono disposti in maniera tale da non poter riorganizzare un attacco in tempi accettabili. Non a caso il Milan ha tirato due volte in tutta la partita, e col gentile ausilio delle distrazioni difensive del Barça.

La strategia migliore, il metro di paragone, rimane quindi il Real Madrid che soffiò l’ultima Copa del Rey ai catalani. Pressing molto aggressivo, ma non troppo alto, a partire dal cerchio di centrocampo e dalle mezzeali blaugrana, non dai difensori. Lasciare che Piqué e Puyol (o Mascherano, o Abidal, o Busquets…) si passino il pallone, tenere le posizioni senza cascare nella trappola del Barça (che porta palla coi difensori per cercare di far uscire gli avversari, sfilacciarli e allungarli) e aggredire soltanto quando Iniesta e Xavi cercano di avvicinarsi al pallone, col fine di non farli mai girare. Allora pure Messi dovrà abbassarsi più del solito per prendere palla, e il Barça rischierà di perdere qualche riferimento offensivo.

Anche questa strategia ovviamente può essere applicata bene (un altro esempio positivo è l’Arsenal che vinse all’Emirates 2-1) come essere applicata male (il Porto che a Montecarlo ha lasciato qualche spazio di troppo tra le linee). Insomma, ho impiegato 6300 battute solo per dirvi che contro il Barça non è facile giocare. Scusate.

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3 Comments:

Blogger Flavio said...

Mi piacciono molto queste tue analisi tattiche, sono molto istruttive; anch'io penso che la strategia utilizzata dal Milan sia stata "primitiva" e parliamoci chiaro: il punto arrivato è stato solo ed esclusivamente frutto della fortuna, e cioè i due gol rossoneri casuali e favoriti dalle distrazioni (e dai due centrali maldestramente schierati da Guardiola), e le tante occasioni non tramutate in gol. Puro caso, e basta.
Diversamente invece è andata col Real in coppa del Re ma anche nell'andata della semifinale Champion's, almeno fino a quando l'espulsione di Pepe non ha rovinato le stategie mourinhane ma la verità di fondo è quella che giustamente hai sottolineato tu: se il Barça è in forma e gioca concentrato, le possibilità di batterlo sono prossime allo zero, specialmente in un doppio confronto, a prescindere dall'avversario e dalle tattiche che usa o può usare.

Detto questo insisto sul fattore Cesc che devo ammettere mi sta sorprendendo: l'ho sempre considerato forte, ma non così; non credo che attualmente si possano trovare centrocampisti in grado di giocare in qualsiasi zona e con questi risultati. Dico una cosa scontata, ma senza Fabregas difficilmente Guardiola poteva farci vedere questo 3-3-4 che penso possa diventare più di una semplice variante al classico 4-3-3.
Fabregas quest'anno rappresenta l'uomo in più, quello che magari potrà "fare" la differenza proprio perchè perchè oltre alle sue qualità offre a Guardiola la possibilità di apportare delle varianti tattiche davvero notevoli.

Infine una considerazione su questo inizio di Liga: probabilmente siamo stati troppo frettolosi nel giudicarlo un campionato già chiuso, già morto; invece la sconfitta del Real di ieri, il pareggio del Barça l'altro turno, un Valencia che ha iniziato davvero bene, il fattore Falcao (l'avevamo detto, Vale), qualche giocatore e alcune squadre "minori" davvero interessanti; Valentino penso che tutti gradiremmo se, compatibilmente ai tuoi impegni e alla tua voglia, ci potessi fare anche come commento a questo mio post, un primo bilancio su cosa sta dicendo la Liga in questo suo interessante inizio (sorprese, delusioni, conferme di squadre e giocatori).
Saluti.

11:30 AM  
Anonymous Anonimo said...

Grandissimo articolo. E devo riconoscerlo anch'io, con Cesc in campo questo Barcellona è letteralmente DE-VA-STAN-TE, non c'è Hiddink che tenga (ah ah). Col solo Sanchez aumentava il tasso tecnico e atletico dell'attacco, ma non le varianti tattiche; con Fabregas, invece, le opportunità creative e offensive si moltiplicano all'infinito (ma chiunque avesse seguito l'evoluzione dell'ex gunner in questi anni sapeva che Cesc, oltre a disporre di un grandissimo cervello, è anche un discreto finalizzatore). Sono d'accordo con Flavio sull'incertezza della Liga, anche se non vedo ancora un Valencia superlativo, al momento. Piuttosto mi sembra che il Madrid stia attraversando un momento di stanca (inspiegabile): poche idee e poca organizzazione, molto nervosismo, giocatori fuori forma (CR7 e Di Maria su tutti: ieri tra l'impalpabile e il deleterio). Il Madrid dello scorso anno era più verticale e imprevedibile; questo invece fatica molto a imporsi fisicamente e "ritmicamente" e tende a lasciare buchi difensivi abnormi (ma Pepe-Carvalho è una coppia che non mi ha mai convinto del tutto). E se devo dirla tutta e fino in fondo, io premo per un ritorno in pianta stabile di Higuain tra i titolari: in partite come quelle di ieri l'argentino può essere molto più utile di Benzema, perché più uomo-area... Anche se so che a Mou non piace alternare troppo gli 11 in campo e credo che al momento il suo "9" sia a tutti gli effetti il francese.
Tommaso.

2:29 PM  
Anonymous Hincha Madridista said...

Giusto Flavio, battere il Barca nel doppi confronto è francamente impossibile perchè vuoi azzeccare la partita della vita ma non due giuste in 15 giorni. Forse senza la famosa espulsione di Pepe Mou ci sarebbe riuscito (come già con l'Inter), ma è davvero una squadra difficile da battere per il momento.
Comunque l'idea di Ancelotti è un pò assurda, lasciare 2 giocatori di notevole tecnica all'avversario sempre completamenti liberi non porta nulla di buono, pure a calcetto se lasci sempre libera la ragazza di un tuo avversario il gol lo rischi figuriamoci se si tratta di Pedro o Alves. Poche storie il Milan ha portato via un punto perchè il Barca si è seduto per tutta la ripresa.
Per quanto riguarda Mortesen si veda anche il gol di Roberto Carlos al Tenerife nel 1997/1998.

2:34 PM  

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