lunedì, agosto 29, 2011

PRIMA GIORNATA: Zaragoza-Real Madrid 0-6

E meno male che José Mourinho è un catenacciaro incapace di dare un gioco offensivo alle proprie squadre… rassegniamoci, le etichette e i pregiudizi sono lì per restare, questo fa parte della loro stessa definizione, ma intanto l’appassionato che ragiona con la propria testa si gode questo Real Madrid, anche al netto di un avversario imbarazzante.

La partita del Madrid, il primo tempo nello specifico, è da manuale di come attaccare una difesa schierata, giocato con un intensità e un ritmo che già mettono agitazione nello spettatore, figuriamoci in chi se li trova di fronte. A questo proposito è interessante una prima (tutt’altro che definitiva, ovvio) valutazione della mossa di Coentrão centrocampista centrale, che a me per primo, lo confesso, lasciava perplesso. Coentrão centrale non è altro che un potenziamento di quel continuo scambio di posizioni che già l’anno scorso caratterizzava la trequarti merengue: al moto perpetuo di Özil e alle diagonali di Cristiano Ronaldo e Di María si aggiungono questi tagli dal centro verso l’esterno di Coentrão interessanti anche perché completano i movimenti “atipici” di Marcelo, oltre a liberare tutto lo spazio possibile a Xabi Alonso per impostare. Un Madrid illeggibile per l’avversario, esemplare l’azione del secondo gol, conclusa da Marcelo a centro area (!) dopo un’azione da un lato all’altro.

Resta da verificare l’inserimento di Coentrão in chiave difensiva: il 4-2-3-1 di Mourinho l’anno scorso soffriva molto nel ripiegare nella propria metacampo contro squadre capaci di gestire fasi di possesso prolungate (non il caso del Zaragoza oggi, evidentemente): il mancato rientro di Ronaldo spingeva Xabi Alonso verso sinistra, lasciando al solo Khedira il centro. L’inserimento di Coentrão sul centro-sinistra non può convincere di colpo Cristiano Ronaldo a sacrificarsi (ammesso che sia così e che Mourinho non gli chieda espressamente di non tornare), però aggiunge un giocatore con molta corsa, portato naturalmente allo spostamento laterale, e con questa capacità in grado di limitare certi squilibri, oltre che di mantenere Xabi Alonso nella posizione prediletta.

Fatti tutti gli elogi al Real Madrid, va rilevato come il destino del Zaragoza fosse già scritto nella sua formazione. Una squadra davvero indebolita rispetto a quella già non esaltante della scorsa stagione (in attesa di verificare l’inserimento del portoghese Ruben Micael, potenzialmente un acquisto-chiave): Aguirre parte con un 4-5-1 foltissimo, ma incapace nel trio centrale (Ponzio ancora ancora, ma Zuculini gira a vuoto e Abraham è un terzino-esterno riconvertito) di mettere in fila tre passaggi e dare un minimo di tempi d’uscita alla squadra in transizione offensiva. I primi minuti infatti sono d’apnea pura e semplice, e non puoi resistere schiacciato tutto dietro al Real Madrid. Incassato il secondo gol Aguirre cambia qualcosa, 4-2-3-1 con Lafita (l’unico che ci prova) spostato al centro della trequarti, ma i buoi sono scappati dalla stalla: nella ripresa il Madrid ha pure gli spazi per ripartire, e un gol tira l’altro.

I MIGLIORI: Tutti bene nel Madrid, ovviamente, ma menzione particolare per Özil, il fantasista moderno: non ha quel gusto del 10 classico, non “assapora” le giocate, in un lampo te lo trovi già nella zona calda. Meraviglioso nell’attaccare lo spazio e smarcarsi alle spalle del centrocampo avversario, innesca praticamente tutte le situazioni offensive più interessanti, anche più di Ronaldo e Di María, che si muovono negli spazi aperti dal tedesco. Se Özil è il fantasista moderno, Marcelo è il terzino-fantasista, con la sua interpretazione del ruolo assolutamente fuori dagli schemi ma sempre più inserita negli schemi, anzi una delle basi del sistema offensivo di Mourinho.

I PEGGIORI: Deludente l’ala destra messicana Barrera (arrivato a Saragozza col connazionale Efraín Juárez), sulla carta una delle poche operazioni azzeccate di una campagna acquisti che ha visto arrivare sin troppi canterani del Real Madrid e del Barça più di nome che di spessore (Abraham, Edu Oriol, Mateos, Juan Carlos).

Zaragoza (4-1-4-1): Roberto; Juárez, Fernando Meira, Da Silva, Paredes; Ponzio; Barrera (87’ Joel), Zuculini (52’ Edu Oriol), Abraham (52’ Pinter), Lafita; Uche.

Real Madrid (4-2-3-1): Casillas; Sergio Ramos, Pepe, Carvalho, Marcelo; X.Alonso, Coentrão; Di María (75’ Callejón), Özil (77’ Kaká), C. Ronaldo; Benzema (75’ Higuaín).

Gol: C. Ronaldo; Marcelo; Xabi Alonso; Cristiano Ronaldo; Kaká; C. Ronaldo.

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3 Comments:

Blogger Flavio said...

Ho guardato la partita, certamente il Real sta giocando un ottimo calcio e l'abbiamo già visto contro il Barça, ma il Saragozza è davvero inguardabile: anche se incontra il Chievo o l'Atalanta le prende di brutto.
C'è da dire anche che il Real con i giocatori che si ritrova deve per forza giocare bene (e con questo non voglio sminuire il lavoro di Mourinho); perfino il City ieri ha giocato molto bene, del resto quando hai in campo gente come David Silva, Nasri, Dzeko, Aguero, Clichy e Yaya Tourè è difficile giocare male anche se l'allenatore non è il massimo della vita.
Su Coentrao sono d'accordo, secondo me è stato fortemente voluto da Mou proprio per ovviare al problema dei mancati rientri difensivi di Ronaldo, che secondo me sono richiesti esplicitamente e giustamente dal tecnico.
Coentrao non è esattamente un difensore però come giustamente facevi notare tu ha corsa e la tendenza a spostarsi sulla fascia: resta da vedere però se a lungo andare questo gioco non rischia di lasciare troppo solo Xabi Alonso specialmente quando incontri avversari che a centrocampo giocano a tre: la coperta se la tiri da una parte resta corta dall'altra.
Sul Real poi incombe l'ombra dello scontro tra Mou e Casillas: se non viene ricomposto in fretta potrebbe destabilizzare l'ambiente, anche perchè Casillas non lo puoi trattare cone hai trattato Valdano.

Comunque il problema della Liga è proprio questo: ci sono troppe squadre di livello basso, troppo basso per cui il giudizio sulla reale consistenza del Real lo si potrà dare solo quando incontrerà nuovamente il Barça (che noia!) oppure qualche squadra forte in Europa.

Ho visto anche il Bilbao, mi aspettavo molto di più; magari è solo l'inizio di un nuovo progetto ma non so se Bielsa sia davvero l'allenatore giusto per questa squadra che potenzialmente potrebbe diventare almeno la quarta-quinta forza di un campionato che si preannuncia putroppo anche quest'anno noiosissimo e sotto il segno del duopolio Real-Barça.

11:10 AM  
Blogger valentino tola said...

Non sono d'accordo. Il problema della Liga non è che ci sono troppe squadre troppo scarse, assolutamente. Il problema è che quelle due sono troppo forti. Invito a questo proposito a riflettere sui quarti di finale della scorsa Champions, dove il Barça ne fece 5 a una signora squadra come lo Shakhtar Donetsk GIOCANDO MALE, e dove il Real Madrid rifilò un 5-0 complessivo al Tottenham, la QUARTA SQUADRA DEL MIGLIOR CAMPIONATO AL MONDO.
E' questo il vero problema, non il fatto che Zaragoza & C. siano così inferiori a Swansea etc. Non è così.


"C'è da dire anche che il Real con i giocatori che si ritrova deve per forza giocare bene (e con questo non voglio sminuire il lavoro di Mourinho)"

Sembra proprio che tu lo stia facendo :P
No, sul serio, il fatto che il Zaragoza non mettesse due passaggi in fila non vuol dire che non fosse entrato in campo molto concentrato e molto chiuso dietro. Il Real Madrid però lo ha smontato con una disinvoltura impressionante e fatto sembrare la cosa più facile di quello che era (dai, lascia stare Chievo e Brescia!).

"il giudizio sulla reale consistenza del Real lo si potrà dare solo quando incontrerà nuovamente il Barça (che noia!) oppure qualche squadra forte in Europa."

Il giudizio sul Real Madrid te lo posso dare già ora: è uno squadrone con una gran rosa e allenato meravigliosamente. Quando incontrerà Barça e le altre europee sapremo "soltanto" se e cosa vincerà. Ma è uno squadrone, Zaragoza o non Zaragoza.

L'Athletic l'ho visto anche io, e mi ha deluso perchè quello che avevo visto in pretemporada era stato piuttosto incoraggiante.
Nel primo tempo non ci ha capito nulla per la prestazione splendida del Rayo. Sandoval si è messo in tasca Bielsa, va detto.
Il Rayo hagiocato con una stranissima formazione senza attaccanti: i più avanzati erano Trashorras, un trequartista, e Michu, un centrocampista bravo negli inserimenti. Quello che in teoria era il più attaccante di tutti, Piti, partiva a destra, anche per rientrare sul suo gran sinistro cercando il tiro. Poi Botelho a sinistra e tanti scambi di posizione, una ragnatela a regola d'arte che ha ingabbiato l'Athletic. Athletic che, pressato sin dai difensori, ha fatto una fatica tremenda ad attivare Ander Herrera. Discreti soltanto gli ultimi 10 minuti del primo tempo e i primi 15-20 della ripresa per i padroni di casa.

Il Rayo ha preso dei giocatori che mi stuzzicano particolarmente: il geniaccio Trashorras, poi Botelho, che più ancora di Dani Benitez del Granada può essere il Gareth Bale dei poveri (ricordo l'anno scorso un Cartagena-Barça B dove si fece tutto il campo per servire l'assist per un gol, una cosa tipo Bale contro Maicon), e infine Dani Pacheco, che ieri però non era disponibile.
Mi piacerebbe vedere un undici con Botelho terzino, Trashorras falso esterno a sinistra e Pacheco seconda punta, scambiandosi con Trashorras e aprendo spazio a Botelho (che più metri ha per partire più è devastante). Chissà se Sandoval oserà tanto.

5:47 PM  
Blogger valentino tola said...

Ah, e l'Athletic credo davvero non potesse prendere un allenatore migliore di Bielsa. Però è uno che costruisce le squadre a partire dall'attacco, uno stile di gioco ambizioso e più complesso, quindi è probabile che abbia bisogno di più tempo della media. I fischi di ieri erano giusti perchè l'Athletic ha giocato male, però guardando più in la bisogna anche andarci piano e avere pazienza.

5:51 PM  

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