lunedì, ottobre 02, 2006

QUINTA GIORNATA: Real Madrid-Atlético Madrid 1-1: Mista 6' (A); Raul 36' (R).

Partita vibrante, a fasi alterne ma con un Atlético che in generale lascia una sensazione decisamente migliore, dovendosi però mordere le mani per aver più volte perdonato Casillas nelle occasioni in cui avrebbe potuto chiudere il conto. Madrid ineccepibile per grinta e impegno, ma che non cancella certo l' impressione di una squadra senza lo straccio di un gioco.

Aguirre sceglie Mista invece che Aguero, mandando l'ex valenciano a infoltire la trequarti nel 4-2-3-1 studiato dal tecnico messicano. Capello invece inverte le posizioni dei suoi esterni rispetto alle scorse partite: Reyes a sinistra e Raul a destra.
Sin dall'inizio l'Atlético dimostra di aver già fatto propri i concetti basilari del calcio di Aguirre: pressing altissimo, tutti e 11 i giocatori dietro la palla quando il Madrid imposta, spazi ridotti e accorciati con meccanismi puntuali. Subito passa in vantaggio, con Mista che sfrutta, servito da Maxi Rodriguez, l'ennesimo errore di piazzamento della difesa del Madrid, che già altre volte in quest'inizio di stagione si è fatto sorprendere dai palloni verticali alle spalle della propria linea di difesa, schierata abbastanza alta da Capello.
L'obiettivo principale era isolare Guti, unica fonte del gioco madridista, e Aguirre ci riesce alla perfezione, coi suoi mastini che attaccano subito il Madrid quando inizia l'azione e lo obbligano a ricorrere continuamente al lancio lungo. Questo quando non riescono a rubare il pallone in zone pericolosissime, laddove riescono a innescare un contropiede che, vantando alcuni dei giocatori più veloci della Liga, risulta davvero micidiale. Peccato che però l'Atlético perdoni perdoni un po' troppo un Real Madrid completamente impotente, soprattutto quando Maniche spreca con un improponibile tentativo di pallonetto d'esterno un contragolpe appetitoso (un tiro al volodi Petrov finisce invece alto di poco).
La partita sembra in pugno per i colchoneros, Aguirre sembra essersi messo in tasca Capello, Maniche e Luccin oscurano Diarra ed Emerson (assolutamente incapaci di impostare quando Guti è tagliato fuori), quando però appare, per una volta che non viene menato, Guti, che simili schiaffi alla miseria non li tollera, e serve Raul che sbuca dalla destra, sorprende Pernia e realizza l'1-1, rivendicato con un' esultanza che è facile pensare rivolta ad Aragones.
L'Atlético rimane stordito dalla scarsa ricompensa che i suoi sforzi hanno ottenuto e, dopo un tentativo dalla distanza di Maniche sventato da Iker, rischia addirittura di andare in svantaggio, con Van Nistelrooy che si invola ma fallisce davanti a Leo Franco.
Bel primo tempo, un Real Madrid accidentato e irregolare che riesce comunque a tenersi a galla e un Atlético comprensibilmente deluso nel veder frustrato il proprio capolavoro tattico.

Il secondo tempo comincia in maniera piuttosto movimentata, con attacchi che si susseguono da una parte all'altra: combinazione fra Raul e Guti che non trova nessuno in mezzo all'area e tentativo di Reyes da fuori area, ma anche deviazione volante smorzata di Torres e esterno della rete gonfiato da Maxi Rodriguez dopo una delle sue imboscate.
Le squadre ora sono più lunghe, e la partita sembra spostarsi più dalla parte del Real Madrid, maggiormente galvanizzato rispetto agli avversari e consapevole della sua tremenda capacità di concretizzare, però al 62' l'espulsione per doppia ammonizione di Sergio Ramos consegna il comando delle operazioni all'Atlético, che ha già fatto entrare Agüero per Mista e che poi inserisce Galletti per Petrov.
Capello immette Raul Bravo per Reyes e risistema la squadra con Van Nistelrooy unica punta, Raul sempre a destra e Guti, che poi verrà sostituito da Beckham, a sinistra nel centrocampo a 4.
I rojiblancos provano a ragionare e a stanare il Madrid con Luccin e Maniche che non saranno mai veri e propri registi ma fanno le cose con ordine e Agüero che crea i suoi bei grattacapi alla difesa merengue, prima involandosi dopo essere stato smarcato da una percussione di Torres ma venendo fermato da un grande Casillas, poi nella clamorosa azione che avrebbe potuto portare tre punti pesantissimi al Vicente Calderon. Il "Kun" si libera sulla trequarti, chiede triangolo, affonda centrallmente e una volta davanti a Casillas sceglie la soluzione più incomprensibile, un pallonetto altissimo che Aguirre non mancherà di rimproverargli durante la settimana.

Davvero un'occasione persa per l'Atlético, che coi tre punti avrebbe potuto a buon titolo, vista la prestazione, inserirsi nel novero delle grandi di questa Liga. E' mancata la forza, forse anche la volontà, per fare il secondo decisivo gol sia nella prima mezz'ora dominata nel primo tempo sia in superiorità numerica nel finale.
Il Real Madrid invece per forza di cose lotterà per il primo posto, al di là della pochezza del gioco. Non interessa per quali vie, ma l'obiettivo sarà semplicemente assestare il colpo e difendere il vantaggio. Potrebbero essere tante le partite come questa. Certamente non ne perderà molte, quindi il traguardo sarà pareggiarne meno possibili.


REAL MADRID (4-2-3-1):

IKER CASILLAS: Decisivo le poche volte che viene chiamato in causa, soprattutto sul tiro da fuori di Maniche deviato da Mejia e sulla grande parata che ferma Aguero nel secondo tempo. VOTO: 7.
MEJIA: Confermato come toppa per la menomata fascia destra di Capello, cerca ragionevolmente di fare le cose semplici e non esporsi più di tanto. Ovvio che soffra la velocità di Petrov, ma tutto sommato regge. VOTO: 6.
CANNAVARO: A tratti si fa riconoscere con le sue chiusure rapidissime e gli interventi imperiosi, però non sempre è sicuro e rimangono alcune distrazioni e certe difficoltà nel guidare la difesa. VOTO: 6.
SERGIO RAMOS: Sciocco, distratto e pasticcione. Si fa prendere fuori posizione nell'azione del gol di Mista e non riesce a rimediare in recupero. L'espulsione poi nasce da un primo giallo ottenuto per un fallo di mano assolutamente evitabile. VOTO: 5.
ROBERTO CARLOS: Come al solito suffiiente, nulla di più nulla di meno. Un po' sorpreso anche lui sul vantaggio dell' Atlético, fa la consueta partita di limitatissimo appoggio all'attacco. VOTO: 6.
DIARRA: Divorato nel primo tempo, non in grado di impostare il gioco e senza opportunità per far valere il suo dinamismo. Stavolta non fornisce contenuti significativi. VOTO: 5.
EMERSON: Inutile, non so cos'altro aggiungere. Lento e impacciato nella costruzione della manovra, qualche pallone rubato non cambia certo la situazione. VOTO: 5.
RAUL: La sua prestazione darà sicuramente fiato a coloro che ne contestano l'esclusione dalla nazionale. L'esclusione rimane giusta, ma non vale per l'eternità, per cui i progressi mostrati nelle ultime partite non escludono nessuna ipotesi. Il gol ha il suo marchio di fabbrica: giocata provata in allenamento, taglio dalla destra e anticipo (finalmente) sul difensore. L'impegno non è mancato e la fiducia cresce: diminuiscono gli erroracci a aumentano le giocate utili, anche di buona qualità. VOTO: 7.
GUTI: Aguirre sa che il poco gioco del Madrid viene da lui, per cui nel primo tempo la pressione sul canterano è massima e spesso ai limiti del regolamento. Raddoppi continui e calcioni ben assestati, che quasi lo costringono a uscire dal campo anzitempo. Quando finalmente ha l'attimo giusto per giocare la palla, pennella il cross per l'1-1 di Raul. Nel secondo tempo, Capello lo toglie, forse non troppo giustamente. VOTO: 6,5. DAL 70' BECKHAM: Ingresso non molto comprensibile, apporto irrilevante. VOTO: 5,5.
REYES: Tornato a sinistra, si trova meno a suo agio e nel tritacarne allestito dall' Atlético è costretto a cercare i collegamenti con l'attacco soltanto con dei lanci. Nel secondo tempo, con qualche spazio in più, prova con un destro da fuori, che non esce neanche di tanto. Non entra mai veramente in partita. DAL 65' RAUL BRAVO: Anche Capello lo ha adottato come soldatino. Al centro, se la cava dignitosamente e con la sua velocità prova anche a frenare, con discreto successo, le partenze di Aguero. VOTO: 6.
VAN NISTELROOY: Gli arrivano pochi rifornimenti (non un cross dal fondo, il suo pane), finisce nella morsa di Pablo e soprattutto Perea e quando ha l'occasione buona, come nel finale del primo tempo, la fallisce. Gestisce male nel secondo tempo un contropiede, chiaramente intimorito da Perea. VOTO: 5. DALL' 81' RONALDO: Non ha tempo sufficiente, certo viene da chiedersi cosa abbia mutato l'atteggiamento del Bernabeu così radicalmente. Gli anni scorsi fischiato spesso, contro la Dinamo Kiyv e oggi, al suo rientro, sommerso da ovazioni. Boh… S.V.

ATLETICO MADRID (4-2-3-1):

LEO FRANCO: Non riesce a trattenere il destro di Raul, salva di piede su Van Nistelrooy lanciato a rete. Il resto è ordinaria amministrazione. VOTO: 6.
SEITARIDIS: Affidabile, regolare, continuo e intelligente sia in fase difensiva che nelle sovrapposizioni. VOTO: 6,5.
PABLO: Ottima prestazione in coppia con Perea. Concentrato, sicuro per la terra e per l'aria, perfetto nell'accorciare le distanze e nell'alzare la linea di difesa. VOTO: 6,5.
PEREA: Grande partita la sua, si esalta con la sua incredibile velocità. Quando l'avversario pensa di avere la strada libera, se lo trova addosso in un batter d'occhio. Un po' riesce pure a disturbare Van Nistelrooy nell'occasione fallita dall' olandese. VOTO: 7.
PERNIA: Aveva reclamato spazio in settimana, e dimostra di avere torto marcio. Bruciato da Raul nell'1-1, Van Nistelrooy si infila dalla sua parte quando l'Atlético rischia la beffa dello svantaggio. Impalpabile in fase offensiva, il suo pezzo forte teoricamente, non si riscatta neanche quando avrebbe una buona opportunità su punizione. VOTO: 5.
LUCCIN: Ottimo lavoro, movimenti ben coordinati con Maniche. Roccioso nell'interdizione, toglie il respiro a Guti e imposta con ordine la manovra. Prestazione completa. VOTO: 6,5.
MANICHE: Non potrà mai essere quel regista di cui l'Atlético avrebbe bisogno ma esperienza, dinamismo, intraprendenza e ordine non li fa mai mancare. Prova spesso, come è suo costume, la bordata da fuori area e in una occasione, aiutato da una deviazione, impensierisce Casillas. Meriterebbe però una pena corporale per come dilapida un' occasione in contropiede nel primo tempo. VOTO: 6,5.
MAXI RODRIGUEZ: Non bisogna mai valutare una sua partita guardando a quanto partecipa al gioco, ma valutando solo la pericolosità dei suoi pochi interventi. Assiste Mista nel gol del vantaggio e nel secondo tempo sfiora il gol su un'iniziativa personale personale partendo dalla sinistra. Tutto qui, quando con l'ingresso di Galletti viene poi spostato a sinistra non dà più segni di vita. VOTO: 5,5.
MISTA: Scelto da Aguirre per rinforzare il centrocampo e rendere più difficile l'avvio della manovra madridista, assolve al compito e segna il gol del vantaggio con un elgante tocco d'esterno dopo avere sorpreso dalle retrovie la difesa del Madrid. Quando serve un altro tipo di gioco, lascia il posto ad Aguero. VOTO: 6,5. DAL 59' AGUERO: Rende sicuramente più rapido e imprevedibile l'attacco dell'Atlético, viene fermato solo da una prodezza di Casillas quando calcia a botta sicura sul primo palo, però pesa troppo l'erroraccio dell'ultimo minuto. Solo davanti al portiere madridista, avrebbe potuto fare di tutto, tranne quello che ha fatto. Forse quando ha chiuso il triangolo con Torres, si è trovato la palla troppo sul piede e per non perdere tempo per aggiustarsi il pallone ha anticipato il pallonetto, ma quelli erano tre punti, caro il mio Kun. VOTO: 5,5.
PETROV: Come al solito, le premesse, e le promesse, non sono all'altezza delle conclusioni. Parte con le sue solite cavalcate intimidatorie, ma il cross o il tiro della situazione è sempre impreciso. Sfiora un gol che sarebbe stato magnifico con un sinistro al volo su lancio di Seitaridis. Poi si eclissa progressivamente, e la sostituzione è giusta. VOTO: 6. DAL 76' GALLETTI: Niente da ricordare. VOTO: 5,5.
TORRES: Deludente, ogni tanto trova spazio per qualche percussione delle sue, e fornisce un assist a Maniche e due ad Aguero, però è nullo nelle conclusioni e non sfonda mai nell'uno contro uno. VOTO: 5,5.

Árbitro: Undiano Mallenco, del Colegio Navarro. Expulsó a Ramos por doble amarilla (50' y 62'). Amonestó a Perea (25'), Mista (30'), Mejía (32'), Pernía (33'), Maxi (53'), Cannavaro (82') y Pablo (83').
Incidencias: Bernabéu. Lleno. 85.000 espectadores.

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