sabato, novembre 11, 2006

Convocazioni Spagna-Romania.

Portieri: Casillas, Reina
Difensori: Antonio López, Juanito, Ángel, Capdevila, Lopo, Sergio Ramos, Javi Navarro.
Centrocampisti: Cesc, Iniesta, Oubiña, Xabi Alonso, Luis García, Angulo, Silva, Senna.
Attaccanti: Arizmendi, Morientes, Villa.

Aragones (che, ricordiamolo ancora una volta, aveva promesso di andarsene se ai Mondiali non avesse superato i quarti...), ha motivato questa sua lista per l'amichevole di mercoledì con la Romania con la voglia di sperimentare.
Così restano fuori Xavi (considerato fuori forma, ed è vero), Torres (esclusione abbastanza clamorosa: sembrava il cocco del C.T., ma Aragones ha spiegato che attualmente ci sono altri attaccanti più in forma: vero anche questo, però spero resti chiaro, al di là dei limiti di Torres, che l'attaccnte colchonero resta comunque un po' migliore di Arizmendi...) e Puyol (per i ben noti motivi familiari).
Dopo le ultime figuracce c'era una certa ansia rivoluzionaria nell' aria: come purtroppo capita in queste occasioni, gente come Puyol, Xavi o Cesc (per citarne solo alcuni) diventa una manica di brocchi, il terzino di turno del Recreativo diventa l' uomo della provvidenza e così anche Aragones ha ceduto, compiendo il tipico errore di chiamare non i giocatori di maggior qualità, ma quelli più in forma, non importa se sopravvalutati o semplicemente esaltati dal contesto della loro squadra.
Certo, Aragones è restato fermo davanti alle pressanti richieste di convocare tutti gli spagnoli del Sevilla, fino anche all' ultimo magazziniere; però gente come Javi Navarro, Angulo o Arizmendi (per favore!) è palesemente inadeguata a livello internazionale. Lopo sta giocando bene, ma non credo sia tanto superiore ad altri che sono rimasti a casa (Sergio del Zaragoza e soprattutto Alexis del Getafe), così come ai tanto criticati Juanito, Pablo o Marchena; per Angel il discorso è diverso: molti terzini destri, nella già modesta possibilità di scelta, sono fuori uso, e così il giocatore del Celta diventa una scelta abbastanza ragionevole (ma un pensierino a Iraola, no?).
La rivoluzione vera della Spagna deve essere nella mentalità: imparare a competere e vincere, senza sciogliersi come neve al sole come contro la Francia al mondiale. Molti giocatori di quelli presenti in Germania sono eccellenti, checchè ne dicano i sostenitori dei vari Javi Navarro, Martì o del sopravvalutatissimo Raul Albiol, bisogna farne una squadra con un' identità e un carattere solidi.
Detto questo alcuni ritocchi sono necessari: tornare a giocare con le ali, per sfruttare i tanti talenti nel ruolo e anche per mascherare le lacune dei terzini e proporre anche volti nuovi, che però siano scelti previa assicurazione del loro effettivo talento e non perchè giocano bene in una squadra "di moda". Quindi, quando si riprenderà dall' infortunio che purtroppo lo terrà fuori per le prossime sei settimane, dentro prima di tutto il fenomenale Jesus Navas, oltre che il citato Alexis. Su questa linea vanno poi benissimo i ripescaggi di Morientes e in futuro di Vicente, oltre che la conferma del grande Oubiña, che se giocasse in una squadra più reclamizzata avrebbe probabilmente già una maglia da titolare.

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