giovedì, giugno 21, 2007

Le pagelle dei campioni.

Real Madrid. Punti: 76 (campione di Spagna). Vittorie: 23. Pareggi: 7. Sconfitte: 8.
Gol fatti: 66. Gol subiti: 40. Classifica marcatori: Van Nistelrooy 25 gol; Raul 7; Reyes 6; Robinho 6. Class. Assist: Beckham 5; Guti 5; Cicinho 3.
Formazione tipo (4-2-3-1): Casillas; Sergio Ramos, Helguera, Cannavaro, Roberto Carlos (Torres); Diarra, Emerson (Gago); Beckham (Reyes), Raul (Guti); Robinho; Van Nistelrooy. Allenatore: Fabio Capello.


Iker Casillas: In svariate occasioni ci ha pensato lui a tenere in piedi la baracca. Gli avversari entravano in area a piacimento, quasi come nei Madrid di Queiroz-Luxemburgo-Lopez Caro, ma si son trovati a fare i conti con i suoi prodigiosi riflessi, senza eguali nella Liga (forse Kameni, che però è un mezzo bluff come portiere). Solo una volta ha tradito, all’ Anoeta contro la Real Sociedad, ma la sua papera fortunatamente non ebbe ripercussioni sul risultato finale. Capello aveva dubbi ad inizio stagione sulla sua non eccessiva altezza, ma naturalmente ha finito con l’ inchinarsi all’ istituzione. Voto: 7,5. Presenze in Liga: 38
Diego Lopez: E’ un portiere di talento, il suo 1,96 in estate attraeva parecchio Capello, in molte altre squadre sarebbe stato titolare, ma, noblesse oblige, si è dovuto accontentare di una Coppa del Re peraltro finita prematuramente. Voto: s.v. Presenze in Liga: 0.

Sergio Ramos: Uno dei simboli della stagione, il suo furore animalesco è talmente contagioso che si può passare anche sopra ai non lievi errori di piazzamento in fase difensiva. Esplosivo, devastante coi suoi stacchi nell’ area avversaria, importantissimi i suoi gol nel finale di stagione, quello al Camp Nou e quelli contro Valencia e Athletic Bilbao, nei quali ha costituito una società assai proficua col “disegnatore” Beckham. Addirittura in alcune partite, per supplire alle carenze della manovra, si è trasformato nell’ attaccante più pericoloso della squadra. Impiegato come terzino destro o centrale, nel primo ruolo sebbene abbia polmoni ed entusiasmo per spingere gli manca la qualità per arrivare sul fondo, nel secondo è bravo nei recuperi ma, come detto, ha delle pecche nel piazzamento. Voto: 8. Presenze: 33. Gol: 5.
Helguera: Brutalmente accantonato ad inizio stagione, più per problemi di contratto con la società che per una reale disistima di Capello, è stato reintegrato a partire dalla brutta sconfitta di Getafe della sesta giornata e si è preso una bella rivincita, all’ altezza di un giocatore che di basso livello non è mai stato. Sobrio, intelligente e misurato negli interventi, anche se impiegato molto meno, come centrale ha convinto sicuramente di più di Cannavaro. Voto: 6. Presenze: 23. Gol: 1.
Cannavaro
: Molto deludente, quasi mai a suo agio, eccetto poche prestazioni autorevoli (l’ ultima proprio col Mallorca). Forse ha accusato le fatiche e le glorie del Mondiale, di sicuro si è trovato in difficoltà in una realtà completamente diversa sul piano tattico ed ambientale da quella cui era abituato nel calcio italiano. Mal coperto dal centrocampo, spessissimo fuori posizione, indeciso se andare a stringere o aspettare l’ avversario, imprudente nel seguire l’ attaccante fino alla fascia abbandonando la sua zona, in troppe occasioni costretto da queste sue cattive letture a falli reiterati ed interventi scomposti. Voto: 5,5. Presenze: 32. Gol: 0.
Roberto Carlos
: La Stagione dell’ Addio, non finiremo mai di rimpiangere questa leggenda. Una stagione dai tratti anche piuttosto amari, ma con un gran bel lieto fine. Come sua norma in questi ultimi tempi, non potendo più avanzare sulla fascia con la stessa costanza della gioventù, ha gestito con esperienza l’ ordinaria amministrazione, almeno fino alla pagina assai spiacevole di Monaco, quando l’ errore che, immediatamente dopo il fischio d’ inizio, regalò al Bayern il gol-qualificazione, ne fece il facile bersaglio di ogni critica. Un infortunio lo ha tenuto ai margini nella parte centrale della stagione, ma nel finale si è pienamente rifatto delle amarezze di Champions: rendimento in crescendo e gol-miracolo a Huelva. Voto: 6. Presenze: 23. Gol: 3.
Miguel Torres: Scommessa e scoperta di Capello, che lo ha buttato nella mischia a Gennaio quando assenze e disastri sportivi lo avevano spinto ad improvvisare una mini-rivoluzione.Lo avevo già visto giocare nel Castilla, ma non credevo onestamente potesse avere quest’ impatto. Ha sorpreso, a dire il vero più agli inizi che nel prosieguo di questa sua stagione, la sua autorevolezza e la capacità di adattarsi alle situazioni, giocando indifferentemente a destra e a sinistra (sfornando tra l’ altro cross molto ben calibrati col sinistro, che non sarebbe neppure il piede prediletto). Rapido nei recuperi, attento nell’ uno contro uno e nei movimenti difensivi, non un fenomeno in fase offensiva ma disposto a dare una mano anche in sovrapposizione quando occorre. Grande gara a Maiorca. Voto: 6,5. Presenze: 18. Gol: 0.
Salgado
: Da tempo ha fatto il suo tempo, scusate il gioco di parole. Con gli anni ha annacquato l’ intensità e aggressività tanto caratteristiche nel suo gioco. Spesso infortunato, poco impiegato, sarebbe meglio salutare e cambiare aria. Voto: 5,5. Presenze: 16. Gol: 0.
Mejia: Gregario e tappabuchi in difesa, impiegato soprattutto ad inizio stagione fra fascia destra (con funzioni esclusivamente di contenimento) e centro. E’ un giocatore abbastanza affidabile, andrà a Zaragoza, presumibilmente a fare la riserva anche lì. Voto: s.v. Presenze: 9. Gol: 0.
Cicinho
: Capello non lo vedeva proprio, in estate aveva commesso addirittura il crimine di metterlo sul mercato, ma ci ha pensato la sfortuna a toglierlo di mezzo col grave infortunio rimediato nella trasferta col Betis. Tornato a fine stagione, non ha potuto mettersi in mostra. Uno dei giocatori che beneficerebbe maggiormente dell’ addio di Capello. Voto: s.v. Presenze: 7. Reti: 0.
Raul Bravo
: Eterno rincalzo, sta lì e non fa male a nessuno. Messo fuori gioco da un infortunio nella seconda parte della stagione. Voto: s.v. Presenze: 8. Gol: 0.
Marcelo
: Arrivato a Gennaio come futuro sostituto di Roberto Carlos, ha visto il campo pochissimo, per lo più nei minuti finali. Il suo inserimento è previsto più a lungo termine, ma prima di esagerare con le cautele bisognerebbe anche ricordarsi che ha già esordito, e con gol, nella Seleçao. Voto: s.v. Presenze: 6. Gol: 0.
Pavon
: Completamente trascurato, era ora dico io. Voto: s.v. Presenze: 0.

Diarra: Acquisto più pesante dell’ estate, ha avuto le sue belle difficoltà di inserimento. A mio avviso sacrificato per troppo tempo in una posizione più avanzata a quella che ricopriva nel Lione, la coppia con Emerson si è dimostrata come previsto male assortita. Nella seconda parte della stagione però è cresciuto e ha guadagnato protagonismo in mediana, provocando tra l’ altro il gol decisivo per la vittoria finale. Potenzialmente uno dei migliori al mondo nel suo ruolo, deve essere uno dei cardini del futuro madrisista, in una coppia con Gago che potrebbe essere memorabile. Voto: 6,5. Presenze: 33. Gol: 3.
Emerson: Inutile il suo acquisto, inutile il suo apporto, un peso morto che si è trascinato per il campo tra i perché di tutti gli osservatori e i giustissimi fischi del pubblico sovrano del Bernabeu. Nullo tanto in fase difensiva quanto in fase di costruzione della manovra. Urgente liberarsene. Voto: 4. Presenze: 28. Gol: 1.
Gago
: Inseguito da tempo, è arrivato a Gennaio scatenando entusiasmi prematuri con le sue prime prestazioni, poi è tornato inevitabilmente nei ranghi accusando anche uno certo spaesamento e commettendo non poche imprecisioni. Nel finale di stagione, Capello è tornato ad affidarsi ad Emerson-Diarra. Giocatore che per caratteristiche confligge fortemente con lo stile di gioco del tecnico friulano: Fabio chiede la palla più rapidamente possibile verso l’ attacco, lui, un po’ come era Redondo, ama restare continuamente nel vivo della manovra per tessere le sue trame. Voto: 6. Presenze: 13. Gol: 0.
Beckham:
Strano ma vero, proprio al passo d’ addio ha offerto il suo miglior rendimento in questi non troppo gloriosi anni madridisti (non era stato lui però ad imporre la cessione di Makelele…). Messo fuori rosa da Capello dopo l’ annuncio del suo trasferimento ai L.A. Galaxy, ha dimostrato tutta la sua professionalità una volta ributtato nella mischia, rivelandosi, cosa innegabile anche per un suo acceso detrattore come me, decisivo nel finale di stagione con i suoi spettacolari cross, tanto su calcio piazzato quanto “in movimento”. Voto: 7,5. Presenze: 23. Gol: 3.
Guti
: La “promessa di 30 anni” non è diventato leader, su questo non ci piove, è e resterà sempre un’ incompiuta, e Capello ha finito con l’ inquadrarlo come un giocatore da utilizzare soprattutto a partita in corso. Unico rifinitore vero del centrocampo, gli avversari hanno concentrato il pressing su di lui, isolandolo dal resto della squadra e non di rado malmenandolo. Lui ci ha messo il suo con la sua tipica indolenza e discontinuità, condite da due espulsioni veramente idiote contro Racing e Celta. Però, anche così… è risultato decisivo in due partite pesantissime, quella del Camp Nou (dove il 3-4-3 di Rijkaard gli ha spalancato le verdi praterie) che ha assicurato il predominio negli scontri diretti col Barça, e nella vittoria col Sevilla, apparizione memorabile nella quale ha dato sfogo a tutto il suo genio di rifinitore, vincendo praticamente da solo la partita. Voto: 6,5. Presenze: 30. Gol: 1.
Reyes:
Come rendimento globale, è stato probabilmente il giocatore peggiore della rosa dopo Emerson, però la firma sulla Liga l’ ha messa lui, con la sensazionale doppietta al Mallorca. E’ fatto così José Antonio: lunatico, nullo nel gioco di squadra, ma capace di sfoderare colpi da funambolo quando meno te l’ aspetti (vedi anche il gol decisivo all’ andata con il, toh, Mallorca, punizione pennellata sopra la barriera dopo una partita veramente inguardabile). Dopo alcuni segnali interessanti, ha mostrato tutto il suo disagio nel giocare a destra, e va detto che il suo ruolo migliore, un po’ come Robinho, sarebbe in realtà quello di seconda punta. Voto: 6,5. Presenze: 30. Gol: 6.
De la Red
: Impiegato con il contagocce e solo a partita in corso, un talento che meriterebbe da anni molte più chances. Inqualificabile il comportamento del Madrid nei confronti del Zaragoza: a Gennaio il prestito agli aragonesi era cosa fatta, ma un dietrofront improvviso del Madrid (insufficientemente motivato da quegli spiccioli che a Gennaio gli aveva concesso Capello) ha fatto saltare l’ affare mandando su tutte le furie la società aragonese. Voto: s.v. Presenze: 7. Gol: 0.
Nieto:
Canterano fugacemente impiegato nel periodo della minirivoluzione e dell’ allontanamento di Beckham, si è tolto la soddisfazione di un palo nella partitaccia col Levante. Voto: s.v. Presenze: 2. Gol: 0.

Van Nistelrooy: Un enorme fetta di questa Liga è sua. Imprescindibile il suo killer-instinct per una squadra che non sta certo lì a fare grande calcio e ad accumulare tonnellate di occasioni, che ha bisogno di “quel” gol in “quel” momento. Nessuno al mondo vede e sente la porta come lui, impressionanti i gol come il primo della tripletta a Valencia contro il Levante, quello della vittoria a Montjuic o quello al Valencia, uno dei più belli di tutta la Liga. Soprannaturale il suo 4 tiri/4 gol a Pamplona. Pichichi. Voto: 9. Presenze: 37. Gol: 25.
Raul:
Non tornerà mai il miglior Raul, lo sappiamo bene, però la cura Capello ha avuto il merito di restituirlo a quella dignità calcistica che merita. Schierato da esterno di centrocampo, sobbarcandosi un lavoro notevolissimo nei ripiegamenti ma perdendo inevitabilmente lucidità in zona gol (anche se, partendo da più lontano, l’ effetto sorpresa aumenta negli inserimenti), successivamente Capello ha preferito farlo tornare al suo ruolo classico di seconda punta, più vicino all’ area piccola e più pericoloso nei suo guizzi sottorete. Esemplare uomo-squadra, importantissimi i suoi gol nel 2-0 al Barça, a Valencia e il 2-3 all’ Espanyol, quello che ha avviato l’ epica rimonta. La scossa, al pubblico e ai compagni, l’ ha trasmessa lui. Voto: 6,5. Presenze: 35. Gol: 7.
Robinho
: Incostante, ha alternato serate in cui per l’ individualismo e la troppa precipitazione non ne azzeccava una ad altre nelle quali sembrava, e di fatto era, l’ unico a poter inventare qualcosa. Trascurato ad inizio stagione da Capello, dopo la disfatta di Getafe ha salvato la baracca nelle partite di Bucarest e nel Clasico casalingo col Barça (prestazione scintillante a dir poco), guadagnandosi un 99% di titolarità e avviando quall’ altalena di rendimento che a un inizio 2007 orrendo ha fatto seguire un miglioramento nel finale, con gol anche piuttosto pesanti, vedi su tutti quello che è valso i tre punti rubati a Vigo. Ancora non è stato valorizzato nel suo enorme potenziale, deve giocare seconda punta. Voto: 6,5. Presenze: 32. Gol: 6.
Higuain: Dei tre rinforzi di Gennaio, quello inseritosi meglio: ha suscitato subito un’ impressione notevole per la naturalezza e l’ eleganza del suo gioco. Veloce, concreto, bravo a giocare di prima e verticalizzare l’ azione con grande qualità tecnica, ha evidenziato un senso del gioco nettamente superiore ai Robinho e ai Reyes, anche quando è stato schierato largo a destra, non certo nel suo ruolo. Pericolosissimo nel puntare l’ uomo, il suo grande neo è stato la finalizzazione, si è mangiato dei gol addirittura impensabili. Importante il suo ingresso al posto dell’ infortunato Van Nistelrooy nella gara del trionfo col Mallorca. Voto: 6,5. Presenze: 19. Gol: 2.
Cassano
: Sconcertante. Partito come punto fermo di Capello nella linea delle mezzepunte, ha illuso con grandi prestazioni estive, ma si è giocato tutto il credito persino con uno degli allenatori che più ha creduto in lui, finendo totalmente emerginato nella seconda parte della stagione, fra malanni diplomatici e altre storie, addirittura senza partecipare nemmeno alla festa per il titolo. Sarà difficile per il Madrid piazzarlo da qualche parte, il timore è che finisca a fare il fenomeno di provincia da qualche parte. Una cosa, e pure importante, però rimane nella sua stagione: lo strepitoso assist (il pezzo a mio avviso migliore del raffinato repertorio del barese) con cui ha ispirato l’ immeritato 1-1 di Higuain nel derby del Vicente Calderon. Voto: 4,5. Presenze: 7. Gol: 1.
Ronaldo:
Presenza fugace ed ingombrante, Capello ha preferito liberarsene a Gennaio, soluzione che aveva suscitato molte perplessità per il fatto di ridurre l’ attacco madridista al solo Van Nistelrooy, ma anche qui Fabio ha finito con l’ avere ragione. Un solo gol, bello e decisivo, contro l’ Athletic. Voto: s.v. Presenze: 7. Gol: 1.

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