giovedì, giugno 07, 2007

Spagna, andante non troppo allegra.

Lo confesso: provo una passione travolgente per queste partite delle nazionali: o sono amichevoli irritanti tipo Inghilterra-Brasile alla cui confezione patinata in stile “Superbowl” corrisponde un calcio dai ritmi insulsi (una vera presa per il sedere allo spettatore), oppure sono partite di qualificazione delle quali nella maggior parte dei casi il divario fra le sfidanti fa già intuire l’ esito finale (provo comunque molto più rispetto per queste partite rispetto alle amichevoli di cui sopra).
Mi comprenderete quindi se non ho assistito né a Lettonia-Spagna 0-2 di sabato né a Liechtenstein-Spagna 0-2 di ieri sera. Sei punti scontati e doverosi, solite prestazioni sbiadite, sei punti comunque importanti anche se per il momento non segnano nessuna vera svolta nella situazione del girone F.
La Svezia è a pari punti (15) con la Spagna, ma resta padrona del girone per la differenza reti (ecco perché un 2-0 col Liechtenstein non è ‘sta gran cosa), oltrettutto avendo giocato una partita in meno (è ancora in sospeso il 3-3 con la Danimarca interrotto da quel genio di tifoso danese, quasi sicuramente sarà vittoria a tavolino). Una partita in meno anche per l’ Irlanda del Nord a quota 13, due addirittura per la Danimarca a quota 10.
Le partita decisive, inutile dirlo, saranno gli scontri diretti con Svezia (in casa) e Danimarca (in trasferta, potrebbe però giocarsi su campo neutro, a seconda delle sanzioni della Uefa alla Danimarca) e anche la sfida con l’ Irlanda del Nord, sempre che i britannici non perdano prima qualche punto per strada, cosa non proprio improbabile.

La partita di ieri sera si è conclusa praticamente in 13 minuti, il tempo della doppietta di un ispirato Villa (che però ha fallito il rigore dello 0-3 ), primo gol dribblando il portiere, secondo in splendida rovesciata. Rispetto al 4-4-2 di sabato scorso in Lettonia (col debuttante Luis Garcia, quello dell’ Espanyol, accanto a Villa, Iniesta a sinistra e l’ intruso Angulo a destra), Aragones è tornato stavolta al 4-3-3, con un centrocampo tutto di palleggiatori (vista l’ inconsistenza dell’ avversario) Xabi Alonso-Cesc-Iniesta e il tridente con Joaquin (bentornato), Villa e “Magic” Silva (autore, a quanto pare, di un’ eccellente partita, gran lavoro di rifinitura sulla chilena di Villa).
Come detto, solo 13 minuti seri, dopo un rilassamento deprecabile (nel secondo tempo entra Soldado, il Liechtenstein colpisce addirittura una traversa con Burgmeier e Villa fallisce il suo rigore a fine partita).
Due sfide queste che potevano aggiungere ben poco a una situazione già ampiamente sviscerata: un C.T. che ha esaurito da tempo il suo credito (e che continua a ignorare gente che si strameriterebbe una convocazione come Albiol e José Enrique), dubbi tattici che persistono sulla formula tattica che meglio possa bilanciare le qualità della rosa, in particolare la questione dell’ equilibrio fra la fascia centrale e gli esterni, questione che ho sottolineato fino alla noia in quanto risulta indispensabile per avere una nazionale competitiva una sua corretta soluzione.

Il punto di partenza è che a centrocampo la Spagna possiede i migliori palleggiatori in campo europeo: per sfruttare al massimo questa caratteristica, Aragones aveva elaborato il centrocampo a tre per gli ultimi mondiali, con un centrocampista davanti alla difesa (Albelda la variante distruttiva, Xabi Alonso quella costruttiva: Oubina per me rappresenterebbe la soluzione a questo dualismo) e due mezzeali (inizialmente Xavi e Senna, poi Xavi e Cesc, ora Iniesta). Data la presenza di due punte pure come Torres e Villa, in attacco venivano però a mancare le ali, e così il peso della spinta sugli esterni ricadeva quasi interamente sui terzini (Sergio Ramos e Pernia in Germania, Sergio Ramos e Capdevila adesso), inadeguati come caratteristiche a mansioni offensive così impegnative (non si tratta solo di sovrapporsi all’ esterno o all’ ala di turno, bisogna avere la qualità per arrivare sul fondo).
Aragones non ha ancora risolto questo problema: in quasi tutte le ultime partite (tranne proprio quella di ieri), ha proposto un 4-4-2, senza però schierare esterni di ruolo, bensì un giocatore di quantità come Angulo, oppure due giocatori con chiare caratteristiche da trequartisti, come Iniesta e Silva.
Le idee-cardine sono queste: se schieri un 4-4-2 con Silva ed Iniesta esterni, per compensare devi per forza avere dei terzini abili in fase offensiva (Iraola, José Enrique, Del Horno, in futuro Barragan: non certo Sergio Ramos, Angel, Capdevila ed Antonio Lopez); se invece scegli terzini dalle caratteristiche più difensive, allora devi avere per forza degli esterni che partono larghi e cercano di arrivare sul fondo, come Joaquin, Vicente o Reyes, ma anche Juanfran, Marcos o Gavilan (il problema è che Reyes è soggetto ad alti e bassi paurosi, Vicente e sempre infortunato ed i giovani che ho nominato forse non sono ancora pronti, così come Jesus Navas deve risolvere i suoi problemi di salute).
Lo stesso problema, visto da un lato diverso, viene dall’ attacco: il modo per avere al tempo stesso buona copertura delle fasce e le mezzeali a centrocampo è proprio il 4-3-3 di ieri sera, che aveva Joaquin e Silva larghi+ Iniesta e Cesc, ma in questo modo resta una sola punta di ruolo (Villa o Torres), col rischio di una certa sterilità offensiva. Il problema, quindi, rispunta da un altro lato.
La mia proposta perciò sarebbe quella di un 4-4-2 “asimmetrico”, nel senso che mentre sulla fascia destra davanti a Sergio Ramos giocherebbe un extremo puro come Joaquin, sull’ altra fascia la presenza di un trequartista mascherato come Iniesta verrebbe compensata dalla spinta di José Enrique o Del Horno (quando tornerà in auge).
Così si occupano in maniera efficace le fasce (considerando anche la propensione di Villa a svariare soprattutto sulla sinistra) e si mantengono sia le due punte che i due palleggiatori a centrocampo, Xavi più uno fra Iniesta e Silva.
Verrebbe fuori una cosa di questo tipo: Casillas; Sergio Ramos, Albiol, Puyol, José Enrique; Joaquin, Xavi, Albelda, Silva (Iniesta); Morientes (Torres), Villa.

Classifica Girone F
Lettonia-Spagna (più interviste)
Liechtenstein-Spagna

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2 Comments:

Anonymous giuliano said...

D'accordo sull'idea del 4-4-2 mascherato, ma io non rinuncerei mai (mai!) a uno come Cesc. Al di là del fatto che Xavi ha quasi il doppio dei suoi anni, il centrocampista dell'Arsenal ha già dimostrato sufficiente maturità da poter partire titolare anche in nazionale.

12:36 PM  
Blogger valentino tola said...

Purtroppo Cesc è un po' chiuso ultimamente, proprio per il passaggio dal 4-3-3 al 4-4-2. Il fatto è che ancora nessuno più di Xavi, una specie di calamita, sa assicurare quella fluidità e continuità alla manovra.
Iniesta è molto più trequartista, Cesc può trovare spazio soprattutto in un centrocampo a 3 (come al Mondiale) nel quale può far valere meglio le sue doti di incursore. Purtroppo sono in troppi per così pochi posti...

12:54 PM  

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