lunedì, ottobre 04, 2010

Sesta giornata.

Gli ultimi miei due articoli per il sito del Guerin Sportivo
Il primo passaggio è quello che conta
Le ali spezzate


Sembra proprio una Liga diversa, non c’è dubbio. Magari il titolo finiranno col giocarselo le solite due, però così tanti indizi cominciano a fare una prova: il Real Madrid che pareggia in casa del Mallorca e del Levante, il Barça che in casa perde con l’Hércules e pareggia con il Mallorca. Al di là delle circostanze delle singole partite (sulle quali la fortuna ha avuto indubbiamente il suo peso), certe cose negli ultimi due-tre campionati non sarebbero mai successe. Se la tenuta a lungo termine delle altre 18 squadre lascia dubbi (Valencia e Villarreal ora come ora strameritano i primi due posti in classifica, ma dureranno?), la sensazione è che nella singola partita quest’anno ci siano più possibilità di fare il solletico a Barça e Madrid.

Incredibile quanto visto al Camp Nou. I tre punti più scontati diventano due punti persi da manicomio. Il primo tempo, una specie di allenamento. Il Mallorca dei 45 minuti iniziali è la cosa più improbabile vista da un po’ di tempo a questa parte al Camp Nou. Non si sa se vuole giocarsela, se vuole contendere un minimo il pallone al Barça, se vuole difendere alto come l’Atlético Madrid o metterne nove nella propria area come il Rubin Kazan. Finisce che non fa nessuna delle due cose, e il Barça supera la prima linea con irrisoria facilità, gli esterni maiorchini non ripiegano né stringono e così i blaugrana hanno sempre due contro uno sulle fasce e la possibilità di giocare fronte alla porta sulla trequarti.
La logica conseguenza è un’alluvione di palle-gol. Messi segna, diverte la combinazione con Pedro, tutti allegri tutti belli, anche l’attacco (al netto dell’inconsistenza dell’avversario) si muove meglio rispetto alle scorse partite (il problema però è che se Bojan senza palla si muove meglio di Villa, con la palla è il solito pulcino impaurito, ormai pericolosamente vicino alla soglia massima di sopportazione), ma prima del terzo del quarto e del quinto i blaugrana si dimenticano di segnare il secondo gol, e per la quarta volta nella stagione prendono gol su palla inattiva, al primissimo tentativo di un Mallorca che incredulo accetta la ricompensa per un primo tempo improponibile.
E se già aver sprecato tutti quei gol è una scusa che lascia il tempo che trova, la ripresa il Barça la gioca male. Frustrazione, impazienza, quello che volete… ma il disordine nelle azioni offensive (buona notizia però lo spezzone dell’ala del Barça B, Nolito il vice-Pedrito) e nei ripiegamenti addirittura incoraggia il Mallorca a cercare il secondo.

Galvanizzato dalle notizie provenienti da Barcellona, il Real Madrid ripassa avanti spianando come un rullo compressore il Deportivo. Tutto liscio, col gol di Cristiano Ronaldo che sblocca subito e permette di giocare senza preoccupazioni. Meglio il movimento senza palla sulla trequarti, molto più dialogo e meno individualismo fra un Ronaldo tornato brillante, Özil, Di María e Higuaín. Più ritmo, più mobilità, più linee di passaggio, più sorpresa e più divertimento.
Come per il Barça, va comunque valutato l’avversario, un Deportivo che intristisce sempre più i nostalgici per come settimana dopo settimana accredita le proprie chances di retrocessione. Lotina aveva detto: “è stato un miracolo salvarci come abbiamo fatto negli scorsi campionati, senza mai dominare le partite e segnando solo in contropiede o su calci piazzati”. Quest’anno, direi paradossalmente, il tecnico dei galiziani aveva manifestato un certo ottimismo, addirittura dichiarando che questo è il progetto che più lo “ilusiona” da quando è al Depor, ma la realtà è che il club ogni estate in sede di mercato scherza sempre più col fuoco (perché le casse non consentono altro), e il tasso tecnico va in picchiata.
La cosa più allarmante del Deportivo è la sensazione di inesistente pericolosità che trasmette. Ci sono infatti squadre peggio organizzate, difensivamente e anche nella costruzione della manovra (lo stesso Mallorca anti-Barça almeno nel primo tempo ha proposto una resistenza ben più discutibile di quella del Depor anti-Madrid, nonostante il 6-1 finale), ma solo Racing e Levante fanno sembrare un evento così improbabile non tanto un gol, ma una semplice occasione.
Cambi i fattori, metti Saúl centravanti (che di ruolo sarebbe un’ala) invece di Adrián (cui va una buona fetta di responsabilità della situazione attuale del Depor) accanto a Lassad (l’occasione fallita a tu per tu con Casillas è la fotografia esatta dei limiti del giocatore e di tutta la squadra), ma il risultato rimane quello di sempre. Non c’è gol, non c’è imprevedibilità, non c’è ultimo passaggio (per quello devi aspettare i cinque minuti ogni dieci partite che Valerón ha ormai nelle gambe) non c’è dribbling. Così è dura salvarti, anche se qualcuno ti chiama ancora “Super”.

Tiene botta il Valencia, e se lo avevamo un po’ ridimensionato con il Manchester United, bisogna dire che stavolta la sua è stata una prova gagliarda, almeno nell’ottimo primo tempo che ha chiuso la gara con l’Athletic Bilbao. Non ci si può rimangiare quanto detto sulle carenze di solidità e di talento (di talento per vincere campionati e coppe, si parla sempre in termini relativi), ma le idee sembrano sempre più chiare. La partenza di Silva e Villa ha eliminato ogni traccia d’intoccabilità nella rosa, ora tutti sono stimolati a giocarsi al massimo la propria chance, e il collettivo può crescere.
La vittoria con l’Athletic ha ribadito la preferibilità, almeno attualmente, dell’attacco a due punte. Soldado e Aduriz danno alla squadra più immediatezza e profondità nell’azione offensiva, senza perdersi in fraseggi stentati fra difesa e centrocampo (il “tikitaka” non lo prescrive nessuna legge, e fortunatamente esistono migliaia di modi diversi di giocare bene e vincere) e sfruttando meglio la profondità di esterni (Pablo Hernández sempre in evidenza) che sfornano cross a getto continuo.

La partita più interessante della giornata era però quella del Sánchez Pizjuan fra Sevilla e Atlético Madrid. Le ambizioni crescenti dei colchoneros contro la terapia del Dottor Manzano, nuovo tecnico degli andalusi. Ha vinto il dottore, nettamente. Perché il Sevilla ha giocato bene, ritrovando intensità come non succedeva da tempo, e perché l’Atlético ha scelto di non giocare il primo tempo, quello che ha sbilanciato la gara.
Lo ha ammesso lo stesso Quique Sánchez Flores, prendendosi le responsabilità del fallito cambio di modulo. Dal 4-4-2 al 4-1-4-1, ma siccome i numerini non contano nulla, è l’aspetto qualitativo del cambio, non quello quantitativo.
Forlán unica punta, Simão a destra (squalificato Reyes), Fran Mérida a sinistra e trivotazo di quelli pesanti in mezzo: Assunção davanti alla difesa, Tiago centro-destra e Mario Suárez centro-sinistra. Ora, Tiago meritava di giocare perché la magnifica prestazione nella ripresa col Leverkusen ne ha ribadito certe preziose caratteristiche (offrendosi sempre al portatore, prende palla dalla difesa e collega con continuità mediana e trequarti), ma la presenza contemporanea di Mario Suárez ne ha limitato drasticamente i possibili benefici. Pur avendo i due caratteristiche diverse, la “zona d’influenza” di Mario e di Assunção è praticamente la stessa. Uno dei due era di troppo, e il centrocampo dell’Atlético è rimasto troppo basso, troppo bloccato.
Tiago ha perso linee di passaggio più avanti (anche perché Simão e Fran Mérida non offrivano mai l’appoggio sulla trequarti, smarriti in una posizione di esterno troppo rigida, forse indotta anche dal fatto di partire entrambi sulla fascia corrispondente al piede preferito), e pure Forlán si è visto snaturato. Non so come fosse a inizio carriera, ma di certo adesso non si trova più comodo a fare la prima punta. A lui piace muoversi fra centrocampo e attacco, sempre fronte alla porta e in costante contatto col pallone. Se deve tenere buoni i due centrali, braccare l’area piccola e creare spazi alle sue spalle non è più la stessa cosa.
Nel primo tempo l’uruguagio ha manifestato un certo smarrimento. Come tutto l’Atlético del resto: la formazione iniziale cercava forse più copertura in difesa, ma il fatto è che l’Atlético non ha mai costretto il Sevilla a guardarsi alle spalle, e recuperando palla agevolmente i padroni di casa hanno potuto assediare la metacampo avversaria.
Colchoneros meglio nella ripresa, più fluidi e più sensati con gli ingressi di Filipe (che è rientrato da poco dall’infortunio, quindi dobbiamo pensare che non abbia ancora nelle gambe 90 minuti a distanza di pochi giorni dall’impegno infrasettimanale) e Diego Costa al posto di Antonio López e Mario Suárez. Importante Diego Costa, che ha svolto quel lavoro che Forlán non sente suo: dettare la profondità e allungare la difesa avversaria. Simão e Fran Mérida si scambiano la fascia, e il secondo inventa pure il geniale passaggio che manda in gol Diego Costa. Il problema è che il Sevilla ha già chiuso la partita ad inizio ripresa, portandosi in vantaggio di tre gol.

Vedremo in futuro se si è trattato soltanto di una scossa psicologica del momento, ma comunque il Sevilla di ieri è tornato appagante. Veloce, aggressivo, diretto, compatto, di nuovo con le sue migliori caratteristiche storiche. Undici che attaccano e undici che difendono.
Ha funzionato la coppia Renato-Romaric proposta per l’occasione (lasciando in panchina Cigarini, Guarente e… udite udite, Zokora), e tutta la squadra ha girato benone attorno all’immenso Freddy Kanouté, determinante sulla trequarti per la sua capacità di gestire i tempi dell’azione d’attacco permettendo a tutta la squadra di salire. E la squadra è salita, rapidamente e in maniera imprevedibile. Per una volta non abbiamo assistito allo strazio del “palla a Navas o Perotti, uno contro tre-quattro e cross innocuo per la difesa avversaria già piazzata da tre ore”: Navas stavolta non c’era, ma Perotti a destra e Capel a sinistra si sono mossi bene (sì, proprio Capel!) alternando movimenti verso l’interno e verso la linea di fondo, coordinandosi bene con le sovrapposizioni dei terzini e rappresentando un’opzione in più sia per il gioco tra le linee che per le conclusioni a rimorchio degli attaccanti (il 2-0 di Perotti, per quanto fortunoso vista la deviazione di Assunção, nasce proprio da un’azione di questo tipo). E coordinati sono anche i movimenti di Negredo con quelli di Kanouté: bella prestazione, oltre che bel gol, dell’ex Almería.
Rimango dell’opinione che il Sevilla del dopo Juande Ramos abbia perso l’occasione per rafforzarsi ulteriormente e costruirsi nuovi margini di miglioramento, ma è anche logico che questa squadra possa e debba dare qualcosina in più rispetto al preliminare col Braga…

Etichette: , , , , , , ,

38 Comments:

Blogger superatleti said...

L'intera partita con l'Aris, il primo tempo col Bayer e quello di ieri col Siviglia. Va bene che la panchina è corta e che bisogna fare le nozze coi fichi secchi, ma mi pare che Quique ultimamente non ne azzecchi una che sia una...

5:31 PM  
Anonymous Hellas said...

Quest’anno vince il Real. Ad un squadra già molto forte sono stati aggiunti due potenziali campioni come Ozil e Di Maria. In più a differenza dello sorso anno c’è un allenatore che, buono o meno buono sia, gode della piena fiducia del suo presidente. E questo agli occhi dei giocatori è molto importante. Nell’undici titolare l’unico che mi convince poco è Khedira, io gli preferisco Lass Diarra e forse pure Gago.
Guardavo un attimo la rosa del Real ed è una squadra giovanissima; Perez si sta muovendo bene, se non impazzisce in preda a manie di grandezza (ipotesi possibile) il Real può aprire un ciclo. Manca giusto qualche colpo per arrivare alla (quasi) perfezione: un centravanti d’area (leggo di Lukaku, sarebbe ottimo), un difensore centrale (qui si parla di David Luiz, altro colpaccio) e forse un centrocampista di qualità (la sparo grossa, per me Fabregas va al Madrid).

9:05 PM  
Anonymous Hellas said...

Capitolo Barcellona. Temo che Guardiola si sia ammalato del morbo di Cruijff – le partite le vinco io e non i giocatori sul campo con le loro qualità – ma con cinque anni di anticipo. Non mi spiego in altro modo tutta una serie di operazioni di mercato tra il folle e l’autolesionistico. Intendiamoci, il Barca resta una buona-ottima squadra, tra le favorite per la vittoria della Champions (la Liga la vedo più difficile), anche perché Real a parte non ci sono in giro per l’Europa grossi squadroni. Però il margine rispetto alle dirette rivali si è molo ridotto, forse azzerato.

Parliamoci chiaro: Pedro è un buon giocatore ma il ruolo di titolare fisso gli sta decisamente grande, Bojan mi aveva illuso sul finire dello scorso anno ma l’impressione è che per un passo in avanti ne compia poi due indietro. È troppo fragile, e non solo fisicamente; dopo 15 minuti già si può prevedere la sua partita: se i primi due palloni li giostra bene ci sono possibilità per una buona gara, se la contrario li perde tanto vale sostituirlo. Per completare il tridente con Messi e Villa serve urgentemente un centravanti di livello: Luis Suarez, Dzeko o chicchessia, sempre sperando che non entri poi in conflitto con le lune di Guardiola…
E poi l’ho notato solo io che ogni calcio d’angolo-traversone è un pericolo? Non è difficile capire il perché: Piquè a parte (e Busquets che però non è un saltatore) non ci sono giocatori sopra il metro e ottanta. Su questo fronte c’è poco da fare, la situazione ora non è migliorabile, si doveva piuttosto pianificare il mercato con più raziocinio.

Cosa fare? La rosa è ridotta all’osso, con Guardiola che ha scelto di puntare tutto sulla cantera, e allora se bisogna farla sporca, dico io facciamola fino in fondo.
Punto uno: Thiago Alcantara davanti a Keita come prima riserva di Xavi-Iniesta. Il maliano corre, attacca gli spazi e quel che si vuole ma in quella posizione servono piedi ben più dolci per il gioco palleggiato del Barca. Non so se il figlio di Mazinho è pronto, ed in fondo un anno in segunda gli farebbe bene, però non ci sono alternative. Ozil sarebbe stato perfetto, ma Guardiola la pensava diversamente…
Punto due: Fontas promosso come prima riserva di Piquè-Puyol. Meglio, anzi più utile, lui di Milito: non oso immaginare i problemi nel gioco aereo di una difesa Puyol-Milito-Mascherano.

A proposito dell’argentino, qualche dubbio anche su di lui. Mascherano come incontrista puro è forte, ma siamo sicuri che sia il giocatore ideale per il Barca? Valeva la pena investire 20 e più milioni su di lui?
Al di là della necessità di saltatori di cui già ho detto, Mascherano non ha le caratteristiche né fisiche né tecniche per giocare da terzo difensore centrale, o quasi. Tourè era da tenere – sì lo so anche qui lo stramaledetto feeling – e se proprio era impossibile il sostituito doveva avere qualità simili.

Tirando le somme, in tutto questo l’uomo della strada si chiede “Sì vabbè, il Barcellona ha perso fior di campioni come Eto’o, Ibrahimovic, Tourè, un buon giocatore come Caceres, non ha sostituito Henry…sì insomma, il Barca è meno forte ma di sicuro ci ha guadagnato fior di soldoni. Quanti?” Valentino, tu te la senti di rispondere?

9:33 PM  
Blogger Flavio said...

Hellas la penso esattamente come te. A mio parere Guardiola, con la sua inesperienza ed il suo "integralismo" sta depotenziando una squadra che grazie ad una straordinaria generazione di talenti locali (Xavi, Iniesta, Piquè, ecc.) costituenti la spina dorsale della Spagna campione del mondo, unitamente alla presenza di altri giocatori straordinari (Messi, Dani Alves, ecc.) doveva e poteva essere in assoluto (due anni fa lo è stata) la squadra più forte al mondo per parecchi anni. Il lento suicidio del tecnico blaugrana inzia il giorno dopo la finale di champion's quando, assurdamente, decide di privarsi (non si sa bene perchè, forse gli era antipatico?) di un giocatore straordinario di nome Samuel Eto'o al quale non solo andava rinnovato il contratto, ma sarebbe stato anche opportuno fare una statua per quello che ha dato al Barça nei suoi anni di permanenza. Una volta rotto il tridente delle meraviglie Messi-Henry-Eto'o per puntare su Ibrahimovic tramite un'operazione di mercato quantomeno discutibile, il buon Pep dopo appena un annetto,tra parentesi non proprio così malvagio, decide che anche questo giocatore di grandissimo talento non gli sta bene, senza neanche dargli una seconda possibilità; e anche stavolta ciò accade attraverso un'operazione di mercato a dir poco scandalosa (giocatore svenduto). Non parliamo poi di Chigryinski, giocatore strapagato ma mai visto giocare se non in qualche gara, e mandato via in saldi anche lui dopo un solo anno. Parliamo poi di Yaya Tourè, giocatore fantastico per potenza e duttilità, buono tecnicamente e tatticamente, di sicuro uno dei migliori centrocampisti in circolazione e, particolare non da poco, l'unico insieme a Piquè, in grado di sopperire alle carenze di chili e centimetri di questa squadra una volta svenduto Ibrahimovic.

10:38 AM  
Blogger Flavio said...

Il risultato è un indebolimento tecnico ed economico del club che assomiglia tanto ad un'emorragia in crescente peggioramento. Se guardiamo la rosa del Barcellona non possiamo che notare parecchie carenze. Manca almeno uno se non due difensori centrali; manca un centrocampista in sostituzione di Yaya (l'acquisto di Mascherano per me è stato un altro errore). Manca un altro esterno d'attacco ed una prima punta di ruolo. Il discorso delle palle alte è poi la semplice conseguenza di come è stato condotto il mercato: di sicuro il Barça prenderà tanti gol da calci da fermo. In definitiva, io ero un grande sostenitore di Guardiola ma da un pò di tempo a questa parte inizio a pensare che Pep sta portando questa squadra alla rovina ed è un vero peccato visti i talenti unici che ci sono. Probabilmente la vittoria del triplete ha spostato gi equilibri del tecnico blaugrana. Secondo me questa Liga non la vincerà Mourinho ma la perderà Guardiola. Qualcuno lo fermi prima che sia troppo tardi.

11:18 AM  
Blogger Francesco said...

Ciao Vale,

volevo avere la tua opinione su un punto: se il Valencia gioca col 4 4 2, dato il tipo di gioco impostato da Emery, diventa necessario giocare con due incontristi (fernandes topal)o c'è spazio per Banega? In altre parole, la presenza di Banega deve portare necessariamente a giocare col 4-2-3-1 più di "toque"o é compatibile con il 4-4-2 e un gioco diretto?

Mi sembra molto strano l'avvio di stagione del Barca. E' chiaro che Mascherano deve ancora ambientarsi e non credo sia lui il problema, ma mi pare assurdo perdere contro l'Hercules e pareggiare con il Maiorca al Camp Nou nel giro di poche partite. Mancavano in quest'ultima partita Busquets Xavi e Villa, ma...che la rosa sia davvero un po' troppo corta? Inoltre mi sembra che dopo tre anni gli avversari conoscano meglio il modello di gioco del Barca di Guardiola, varianti comprese, e lo mettano più facilmente in difficoltà. Naturalmente la classe dei giocatori potrebbe tranquillamente sopperire all'inconveniente, ma quando le cose non riescono il Barca tende a innervosirsi, un po' come nella semifinale di ritorno contro l'inter, e non riesce a sviluppare pienamente il suo gioco. Può essere forse un nuovo limite caratteriale di una squadra abituata da anni a vincere tutte le partite in scioltezza?

11:57 AM  
Blogger Flavio said...

Aggiungo, e concludo che per "integralismo" di Guardiola intendo questa sua fissazione nel voler bocciare senza appello giocatori come Ibrahimovic, al quale un secondo anno andava pur concesso, visto il talento del giocatore e l'investimento oneroso. Ma siamo sicuri che un tridente Messi-Villa-Ibra non poteva funzionare? E se proprio vuoi vendere Ibra, prendi un'altro centravanti, tipo Torres che credo sarebbe venuto a Barcellona anche a piedi... e ti ritrovavi un bel tridente Messi-Villa-Torres. Bojan ormai si è capito che non è all'altezza della situazione, allora vendilo e prendi Luis Suarez che al mondiale ha dimostrato parte del suo grande valore ed è un giocatore che può ricoprire tutti e tre i ruoli in attacco. Capisco poi il discorso di lanciare i giovani della cantera, ma è assurdo pensare di affrontare una stagione ad alti livelli con solo 3 centrali di difesa (a meno che non ti ritrovi in casa un nuovo Piquè), uno dei quali, Milito, è già da tempo un ex giocatore per via dei vari infortuni. Sono contento per Nolito ma non credo sia un fenomeno così come Jeffren: non credo possa giocare in una squadra del livello del Barça. Mascherano a cosa serve se non ha l'adattabilità, la posizione e la forza fisica di Yaya Toure? Mascherano non può essere nè il vice Busquets nè il vice Xavi; Mascherano è un ottimo giocatore da 4-4-2 da mettere a fianco del regista, ma non ha la struttura fisica per fare il pivote in un centrocampo a tre, in quanto il pivote deve fungere anche da terzo centrale difensivo aggiunto, come faceva Yaya, come fa De Rossi o Cambiasso. E poi intendo questo suo modo "lunatico" di ordinare epurazioni di giocatori da lui fortemente voluti ed acquistati con grandi sforzi economici da parte del club. Club che poi avalla le scelte del mister senza fiatare sperperando soldi a destra e manca. Una società seria impedirebbe questi scempi: che sia questo il vero problema del Barça? Una gestione societaria incompetente? Saluti,
Flavio.

2:50 PM  
Anonymous Anonimo said...

Beh, ciò che emerge da quanto detto nei commenti di sopra è che non tutti gli allenatori sanno fare anche i manager alla Ferguson. Negli ultimi anni abbiamo avuto moltissimi esempi di tecnici capaci ed esperti che però poi, quando si è trattato di gestire gli obiettivi di mercato, hanno toppato miseramente. Ad esempio, passi per l'errore Chigryinski, che può capitare a chiunque, ma tutta la faccenda degli attaccanti blaugrana denota una capacità di programmazione e di valutazione costi/benefici prossima allo 0. La verità è che la scorsa estate il Barça con Ibra ha messo a segno un gran colpo mediatico per far sognare i tifosi e la stessa cosa ha fatto quest'anno con Villa, grandissimo giocatore ma a mio parere potenzialmente ancor meno preparato dello svedese a "reggere" il Camp Nou (anche se sicuramente più utile alla causa da un punto di vista tecnico e tattico). Poi siamo tutti d'accordo che in questo momento Eto'o è probabilmente l'attaccante più in forma in Europa e che qualsiasi paragone viene meno.
Tommaso.

3:02 PM  
Blogger valentino tola said...

@ superatleti
Non ho visto quella con l'Aris, quindi non posso giudicare.
Quella col Bayer non credo sia stata tanto una formazione sbagliata (del resto l'Atlético ha vinto molte partite con Raul Garcia e Assunçao, anche se poi Tiago convince molto di più sia me che te).
Quella col Sevilla è sicuramente tutta farina del sacco di Quique.

@ Hellas, Flavio e Francesco (sul Barça).

Se fossi Renato Pozzetto risponderei ai vostri commenti con un caloroso "Elamadonnaaaa!" :D
Meno male che siamo solo alla sesta giornata!

Per quanto riguarda il discorso economico, ribadisco che avete assolutamente ragione. Però che c'entra con la partita dell'altro giorno o con quella con l'Hercules?Una volta che finisce il mercato tiriamo le somme e diciamo tutto quello che c'è da dire, ma dopo quando si giocano le partite non ha più molto senso dire per l'ennesima volta che il Barça ha perso soldi con Ibrahimovic, ne ha persi con Chigrinskiy etcetera etcetera.
Certo, la cosa curiosa è puntare il mirino solo su Guardiola per queste operazioni in perdita... non mi risulta che Pep sia un manager all'inglese che decide quando vendere e a quanto vendere i giocatori.
Sull'indebolimento economico del club ci andrei cauto, perchè tutte queste operazioni in perdita hanno comunque alleggerito il peso degli stipendi.

Per quanto riguarda la rosa, non condivido proprio l'idea che questa rosa sia indebolita e che abbia parecchie carenze.
Anzi, io penso che all'interno del suo modello di gioco (che non è un vezzo di Guardiola, ma la base indispensabile per ogni squadra) abbia tutte ma proprio tutte le possibilità per giocare bene, e con le più ampie alternative. Le possibilità per battere qualunque difesa e dominare qualunque avversario, giocando al meglio delle sue possibilità. E credo anche che la rosa di quest'anno possa consentire di giocare meglio rispetto all'anno scorso (considerando che l'anno scorso Henry non era più utile e Ibra non si adattava), proprio come caratteristiche dei giocatori.
Non vedo il problema della punta centrale di ruolo (se poi il problema è quello del centravanti forte di testa, è un problema che vedo ancora meno), e non vedo neanche quello del fantomatico rubapalloni a centrocampo.
L'unico appunto sul quale concordo è la carenza di centimetri sui calci piazzati (però Milito è un ottimo saltatore, eh), causata dalle partenze di Touré, Ibrahimovic e Henry, che potevano. Però questo è un problema che si può limitare minimizzando i calci d'angolo concessi all'avversario. Se il Barça migliorerà in transizione difensiva (che ora lascia un po' a desiderare), allora concederà anche pochi calci d'angolo.
L'unico vero problema di questa rosa non è qualitativo, ma quantitativo. Sono pochi: non manca tanto un attaccante esterno o un attaccante centrale, manca semplicemente un attaccante in più. Il vero punto debole è l'attacco cortissimo, perchè per difesa e centrocampo invece vedo la cantera più che pronta per aiutare la prima squadra.

3:07 PM  
Blogger valentino tola said...

Passando ai singoli giocatori, ho parecchi punti di disaccordo.

Su Pedro l'ho pensata anche io come Hellas. Ma un anno fa. Sono secoli che non sbaglia una partita, che fa cose importanti in qualunque contesto (Champions, nazionale, Clasico al Bernabeu), e la maglia da titolare gli starebbe grande. E' un signor giocatore, che tra l'altro è migliorato di partita in partita: prima l'unico pregio era che teneva la fascia, dava un buon riferimento come ala, ora si accentra, gioca tra le linee, dribbla, rientra in difesa, taglia in area di rigore, è freddo sottoporta come pochi... onestamente è uno dei giocatori meno discutibili nel Barça attuale.

Sulle difficoltà psicologiche di Bojan invece condivido. La mia sensazione è che la sua maggior difficoltà sia proprio quella, perchè fisicamente qualcosina l'ha messa su, secondo me è più esplosivo che ai suoi inizi.
Quando però Flavio dice che tanto si è già capito che non è all'altezza, e che bisogna sbarazzarsene, allora mi chiedo se non è anche questo essere drastici come Guardiola :P
Porca miseria, 20 anni, talento (perchè Bojan talento NE HA, non raccontiamoci storie), e lo buttiamo via così... poi bisogna mettersi d'accordo: prima quel cattivone di Guardiola gli dà troppo poco spazio, poi quando glielo dà ha commesso una stupidata a concedergli la sua fiducia...
Sesta giornata, sesta giornata, ve lo ricordo ancora.

Capitolo Keita: su questo giocatore non transigo, anzi confesso che stavo pensando di mettere una sua foto accanto al titolo del blog, come icona :-)
Keita non può mai essere un problema per il gioco del Barça, mai. Anzi, è un giocatore che offre sempre soluzioni, che aiuta la squadra a giocare meglio. D'accordo, non sarà mai uno di quei giocatori che guidano tutte le operazioni, che dettano le condizioni (come fanno invece Piqué, Messi, Iniesta, Xavi) però come complemento è splendido. I piedi non sono un problema (mai visto sbagliare un controllo o un passaggio, poi la gioca sempre a due tocchi massimo). Poi corre, ma la cosa buona non è che corre, è che corre bene.
Detto questo, Thiago ha il talento per passargli avanti. Ovvio. Magari però non da subito.

Sui centrali mi sembra che Hellas sottovaluti troppo Milito (e comunque la coppia Puyol-Milito ne ha di gioco aereo)

Mascherano in assoluto mi sembra un ottimo giocatore. Poi anche io qualora ci fossero stati i margini avrei tenuto Touré (ma qui non so quanto i 35 milioni offerti dal City, buttali via!, abbiano indotto la dirigenza a sacrificare l'ivoriano), ma una volta che arriva Mascherano non mi sembra il caso di fare troppo gli schizzinosi.
Inferiore a Touré dal punto di vista tecnico e dal punto di vista fisico (ma non è che l'argentino sia un agnellino, è tosto e si fa i suoi bei recuperi), infinitamente superiore tatticamente. Mi sembra un buon acquisto, e comunque anche qui siamo alla sesta giornata...

Comunque io non vedo ancora chiara questa cosa del terzo centrale, ancora non mi convince. Mi sembra che Busquets e Mascherano si piazzino lì per fare numero, e se sono utili nel momento iniziale del gioco successivamente si aggiungano troppo poco al centrocampo, e non mi è chiaro ancora chi occupa quello spazio davanti alla difesa quando l'avversario cerca di rilanciare il gioco... lo dico perchè in queste prime gare l'avversario ha trovato il modo per ripartire sfruttando proprio quello spazio. Sono meccanismi ancora da perfezionare.

3:46 PM  
Blogger valentino tola said...

Flavio, Busquets ha la struttura del difensore centrale aggiunto? Magari ha i centimetri, ma la struttura no.
Chi giocò la finale di Champions 2009 in quella posizione delicatissima? Busquets, e giocò bene. Il Barça si difese col pallone, nella metacampo avversaria, contro la squadra allora più forte del mondo. Non dimenticatevi che il primo obiettivo strategico del Barça è sempre questo, prima ancora di considerare se c'è un centrocampista che abbia il fisico per giocare da difensore aggiunto.
Ritenere necessario questo centrocampista implica ritenere necessario che Messi e Villa quando giocano sulla fascia seguano il terzino avversario fino alla propria area. Se questo succede spesso, se il Barça deve porsi la fase difensiva nella sua metacampo come problema principale, allora vuol dire che sta sbagliando tutto.
Poi proprio non riesco a capire come Mascherano non possa essere adatto a giocare davanti alla difesa in un 4-3-3. Non lo capisco proprio.

PS: A parte i 750 gol realizzati (anche questi buttali via...), l'apporto di Eto'o alla manovra del Barça nella stagione del triplete fu fra l'insignificante e l'inesistente, a parte alcune eccezioni come la finale con lo United da ala destra.
Vi sfido a rivedere le due semifinali col Chelsea (passate con una botta di culo e un arbitraggio favorevole, tanto per smitizzare un po' il ricordo di quel Barça), e ditemi se il buon Samuel in quelle due gare non è un uomo in meno... non aveva tutti i torti Guardiola a pensare che il Barça potesse ancora migliorare da quel punto di vista, poi vabbe', l'operazione-Ibrahimovic si è rivelata un buco nell'acqua, nulla da dire...

4:03 PM  
Blogger valentino tola said...

@ Francesco
Ciao,
ceeeerto che c'è spazio per Banega anche col 4-4-2. Io credo migliorerebbe soltanto la squadra, perchè permetterebbe di gestire più ritmi. Questo Valencia si trova comodo solo con ritmi alti, ma ci sono dei momenti del match in cui devi per forza rallentare, e Banega è uno dei migliori giocatori del mondo da questo punto di vista, uno di quelli con più "pausa". Che può far salire la squadra compatta, coi tempi giusti... è anche più difficile per l'avversario difendere contro una squadra che non solo ti assalta anche col gioco diretto, ma che al momento giusto sa rallentare, cambiare fronte, attaccare dall'altro lato, favorire nuovi inserimenti...
Per quanto riguarda l'aspetto difensivo, io credo che il Valencia col 4-4-2 si possa difendere meglio perchè costringe l'avversario più indietro, a ripartire con più metri... Banega di per sè è un giocatore che fa guadagnare metri alla sua squadra e perderne all'avversario, e poi in interdizione, in fase difensiva "statica", non è neanche così male come si pensa di solito... Mi sembra un centrocampista completo , il cui l'unico limite è mentale: è cresciuto parecchio, ma deve ancora fare quell'ultimo passo che gli permette di diventare un leader su cui poter contare in tutte le partite.

"Quando le cose non riescono il Barca tende a innervosirsi, un po' come nella semifinale di ritorno contro l'inter, e non riesce a sviluppare pienamente il suo gioco. Può essere forse un nuovo limite caratteriale di una squadra abituata da anni a vincere tutte le partite in scioltezza?"

Pienamente d'accordo. E' una cosa che ho notato anche io, una certa impazienza e frustrazione... poi è ancora presto per dire se sia una costante.
Problema più psicologico che tecnico, perchè quando l'avversario si difende tutto nella sua area per 90 minuti, 9 volte su 10 il Barça il gol finisce col trovarlo, perchè ha i mezzi per superare qualunque difesa. Sul piano tattico, ciò che crea più difficoltà al Barça è trovare un avversario che lo costringe a difendersi nella propria metacampo, non uno che si chiude tutto dietro.

@ Tommaso
Secondo me Villa se lo incarta il Camp Nou ;-)

4:18 PM  
Blogger Flavio said...

Vale mi dispiace contraddirti ;-) ma che Milito sia un ottimo saltatore a me non sembra proprio, viste anche le sue responsabilità sulla rete subita domenica. Milito purtroppo è sul viale del tramonto non per colpa sua ma degli infortuni, e non mi sembra un giocatore su cui poter puntare in alternativa a Puyol-Piquè.
Inoltre devi ammettere che la mancanza di Yaya (al di là dei 35 milioni) si sente eccome, e proprio per quanto riguarda quella transizione difensiva di cui tu parlavi; era l'ivoriano infatti che aiutava i due centrali ad uscire o a rientrare, diventando il terzo difensore aggiunto, e consentiva ai terzini di fare il proprio lavoro sulle fasce; inoltre era bravissimo a riequilibrare l'assetto quando la difesa restava sguarnita, in situazione di emergenza, con la sola corsa e prestanza fisica: nè Busquets (più centrocampista di posizione), nè Mascherano (per carenze fisiche strutturali e anche perchè, scusa se insisto: non è un pivote) sanno fare questo, né sanno inserirsi o ribaltare l’azione come sa fare Tourè. E’ vero che Busquets fece una grande partita contro l’UTD, ed è anche vero che è un buonissimo giocatore, ma per me resta complessivamente inferiore a Tourè, che è più completo.

4:31 PM  
Blogger Flavio said...

Per quanto riguarda gli attaccanti, il discorso della punta forte di testa è un qualcosa in più che se ci sta, combinata con il gioco palla a terra e l'integrazione col collettivo, è ovviamente meglio. Perciò avrei preso Fernando Torres, perchè lui è un giocatore che può fare tutte e due le cose: può giocare con la squadra e per la squadra, ma può anche fare a sportellate con i difensori centrali avversari; inoltre, cosa che non guasta, può segnare qualche gol di testa e dare una mano in difesa sui calci piazzati.
Resto anche convinto che Torres possa partire dalla fascia, permettendo a Messi di giostrare come falso centravanti, con Villa sull'altro esterno. Non so cosa ne pensi tu di questo ipotetico tridente Villa-Messi-Torres, che mi sembra molto più simile a quello forse irripetibile Eto'o-Messi-Henry; ma di sicuro quello attuale Pedro-Messi-Villa non mi sembra proprio il massimo, anche perchè Pedro lo considero il miglior dodicesimo uomo al mondo: meglio in panchina, pronto all'uso, che titolare perché è bravo come pochi a lasciare il segno quando entra a partita in corso. E poi le alternative Bojan-Jeffren non sono all'altezza della situazione, se pensi anche al fatto che il Real porta in panca uno come Benzema.
Capitolo Eto’o: anche qui non la penso come te, in quanto Samuel ha sempre giocato per la squadra e con la squadra in modo oscuro, ma essenziale e funzionale; il fatto è che nel Barça non tanto si notava sia perché giocava quasi sempre punta centrale, sia per via dell’elevato tasso tecnico dei suoi compagni. Mentre all’Inter dove c’è meno gente brava tecnicamente, e dove gioca più esterno o seconda punta, il suo lavoro si vede eccome. Inoltre voglio ricordarti proprio la finale da te citata col Manchester, quando partendo dalla fascia è stato una delle chiavi del successo blaugrana, giocando una partita magistrale per sé e per la squadra.
Penso, infine, che tu sei troppo "buono" con Guardiola che, a mio modesto avviso, sta rompendo "il giocattolo". Fammi sapere cosa ne pensi della mia idea del tridente Torres-Messi-Villa, se potrebbe funzionare come da me ipotizzato in precedenza. Saluti,
Flavio

4:33 PM  
Blogger valentino tola said...

Quella sul tridente Messi-Torres-Villa è una domanda retorica, vero? :P
Comunque, quello che voglio cercare di dire in generale è che se è vero che Torres è meglio di Pedro e che Cambiasso e De Rossi sono meglio di Mascherano, è anche vero che non si possono avere i migliori in assoluto in tutte le posizioni, è che bisogna guardare più serenamente a quello che si ha. Con quelli che ha, il Barça è comunque una squadra fortissima, supercompetiva. L'unica incognita, ripeto, è l'attacco troppo corto, anche se a differenza tua a me Pedro-Messi-Villa piace tantissimo come attacco.

Vabbe' Flavio ma in anni di carriera Milito già ne ha fatti di salti :-) Io aspetterei a dire che è un ex giocatore comunque.

Touré era determinante in quelle situazioni di emergenza, perchè ha delle gambone che non finiscono mai. Ma le situazioni di emergenza vengono dopo (comunque anche Mascherano qualche recupero se lo può fare), e prima di queste situazioni il Barça mi sembra abbia tutti i mezzi per gestire bene una transizione difensiva.

Una cosa è l'Eto'o dei primi anni al Barça, un'altra quello del Triplete. Lui ha continuato a segnare sempre e comunque, ma l'apporto alla manovra è scaduto tantissimo. Non era una questione di apporto oscuro, è che proprio non apportava più secondo me. Certo, il fatto di poterlo utilizzare anche da esterno restava una gran comodità.

5:07 PM  
Blogger Flavio said...

No Vale, non era retorica la domanda :) perchè volevo sapere se anche tu pensi che Fernando possa adattarsi sulla fascia consentendo a Messi di giocare come falso centravanti. Comunque spero che alla fine tu abbia ragione e che le mie sono solo preoccupazioni per gli ultimi risultati. Spero che Milito sia ancora un forte difensore, che Bojan faccia questo definitivo salto di qualità, che Mascherano sia un degno sostituto di Tourè e che alla fine abbia ragione Pep...

5:25 PM  
Blogger Francesco said...

Considerato che per Torres servirebbero non meno di 55 milioni, a questo punto ne aggiungerei una quarantina in più e comprerei Cristiano Ronaldo, che rispetto a Torres garantirebbe uguale fisicità e maggiore tecnica e potrebbe partire direttamente dalla fascia lasciando sempre a Messi il ruolo di finto centravanti. Costa un po' di più, ma si ripaga da solo in merchindising e diritti pubblicitari, è più giovane e il suo acquisto ripagherebbe persino lo smacco subito con Figo. Non lo vedresti forse bene un tridente Messi Villa Cristiano Ronaldo?

5:42 PM  
Blogger Francesco said...

Vale, però non puoi negare che, al di là dell minor apporto alla manovra "visibile", inteso come offrirsi come punto di appoggio per i compagni e non so che altro, Eto'o possedeva un carisma che Ibahimovic si sogna e che Villa possiede solo in parte, ed inoltre rimaneva un giocatore altamente decisivo nelle partite importanti: sapevi già che nei match clou lui era una garanzia. Inoltre credo che sul discorso tecnico Flavio abbia ragione: al Barca si notava meno e giocando da prima punta di fatto faceva solo da terminale offensivo, ma all'Inter sta dimostrando di essere l'attaccante più tecnico della serie A.

5:50 PM  
Anonymous Hellas said...

Vale, dai dillo che sei l’agente di Guardiola :-)
Capisco la tua opera di fede ma ragiona a mente fredda. Lascio stare Cygrynskiy e tutte le altre mille operazioni dubbie, seguimi solo su questo:

1) Due anni fa Eto’o entra in conflitto con Guardiola per non meglio precisati motivi di feeling e la società è di fatto costretta a regalarlo. Sottolineo regalare, che è diverso da vendere.
2) Stante questa posizione di debolezza l’Inter approfitta (giustamente) della situazione, e Laporta si trova a strapagare Ibrahimovic. Prima e unica volta in vita in cui Moratti fa la figura del furbo.
3) Dodici mesi dopo Ibrahimovic, sì proprio il sostituto di Eto’o (!!!), si trova nella medesima situazione del suo predecessore, e anche qui Rosell con le spalle al muro è costretto a fare beneficenza.

Ora tutto questo sembra una di quelle barzellette su Pierino, invece è la triste realtà. Dai su, come tecnico di campo Guardiola non si discute però bisogna dire le cose come stanno: è del tutto inaccettabile che una società come il Barca sia tenuta sotto scacco dagli umori del suo allenatore. Questo sul lato economico, non rispondermi perciò che siamo alla sesta giornata :)
Poi sul piano tecnico Guardiola ha molti meriti per aver costruito uno squadrone quasi perfetto - sì la gestione Rijkaard me la ricordo - però ora con i suoi capricci di mercato quell’ingranaggio così delizioso rischia egli stesso di smantellarlo. E anche qui ribadisco, il Barca è tutt’ora una buona-ottima squadra e può togliersi le sue soddisfazioni anche quest’anno, però un passo indietro è stato fatto. Ed in tutta onestà, non ti viene un po’ di rimpianto a pensare a cosa potrebbe essere ora il Barcellona se quei 100 e rotti milioni fossero stati spesi in modo saggio?


P.s. Per Tourè il Barcellona ha incassato 24 milioni, non 35.

7:25 PM  
Anonymous cespo said...

che bello questo blog.veramente, tantissimi spunti.

parto dal barcelona: la squadra è perfetta per il sistema scelto da guardiola. voleva una punta fortissima sottoporta ma che lasciasse gli spazi a messi al centro, che possa fare la prima punta mobile, partire da destra, fornire appoggi di qualitá giocare fra le linee o sulla linea del fuorigioco, utilizzare velocitá e fisico e lo scrivo in maiuscolo NON ESSERE UNA TESTA DI CAZZO. Il maiuscolo è semplicemente perchè ho descritto eto'o che ha il suo limite in un carattere estremamente difficile, che si sacrifica finchè ha voglia (e ti do ragione, samuel nell'ultimo anno ha fatto un quintale di gol ma aiutava meno in fase di pressione difensiva, di transizione difensiva ed in generale in tutte le fasi della manovra che non fosse realizzativa... gli interisti di quest'anno ne sanno qualcosa, fará 35 gol ma l'inter non piúil sistema perftto di mourihno). è arrivato villa: un signor giocatore, un signor uomo, che ha voglia di dimostrare.

detto questo, manca lui o messi si capisce che qualcosa manca: pedro mi sta convincendo ( e io penso se rileggete commenti vecchi ero il primo a considerarlo un giocatore grazie al sistema barça) bojan sente la pressione anche per un ingeneroso amp noi che non gli risparmia nulla. nolito lo ho visto, è acerbo, jeffren si sa è buon ma anche lui, pronto?

ricordo il buon larsson, oppure il solskjer del man u, servirebbe secondo me un giocatore così, preso per la panchian, pronto quando serve, capace di essere decisivo senza spaccare le palle per la panchina.

capitolo mallorca: capisco che laudrup non avesse capito nulla nel primo tempo, ma quello che tu chiami allenamento io lo chiamo spettacolo. senza xavi sono riusciti a creare moltissimo, giocare bene, mi ricordo una statistica dopo 20 minuti che il possesso palla era 90 a 10.

mascherano: ovvio, se si puó comprare si compra, ha fatto anche due aperture e due passaggi filtranti degni di nota (ed inaspettati, io il liverpool lo guardavo spesso e oltre ai 10 metri non andava con un passagio) ma gli manca il pregio che ha busquets in quella zona del campo, giocarla sempre di prima e non abbassare mai i ritmi dettati da xavi ed iniesta.

madrid (e poi smetto, giuro!): mou è entrato ufficialmente in guerra con la stampa, ha messo pedro leon nella ghigliottina mediatica, ora tocca a benzema (peró nemmeno totó poteva pensare di dire: "panchina? è il posto migliore da dove si puó vedere una partita") la suqadra peró´ancora non è fluida e se pensa ad un ronaldo stile eto'o, beh deve fare un grandissimo lavoro..

valdano che rispetto ed ammiro come giocatore, scrittore e "comprenditore" di calcio, ha detto "lui si sente un nove, non è piú un sette". anche io lo credo, e se vuole riproporre la punta unica, beh, vediamo se vince anche questa battaglia mou....

11:46 PM  
Blogger valentino tola said...

@ Hellas
Voglio essere chiaro: io cerco sempre di escludere la fede, il tifo e le simpatie da qualsiasi commento o analisi che faccio su questo blog. Cerco sempre di ragionare a mente fredda. Poi le mie conclusioni possono essere le più sbagliate di questo mondo, ma è un punto di partenza cui tengo particolarmente.

Poi mi chiedi di ragionare a mente fredda su una questione su cui ti ho già dato abbondantemente ragione. Lo scriverò maiuscolo così sarà chiaro una volta per tutte: DA UN PUNTO DI VISTA ECONOMICO LE OPERAZIONI DI MERCATO DEL BARçA DEGLI ULTIMI DUE ANNI STANNO A METà FRA IL DISASTROSO E IL RIDICOLO.
Detto questo, sostengo molto semplicemente che il Barça attuale, con tutti i giocatori disponibili e in particolare nella formazione titolare, sia molto più che una buona-ottima squadra, penso sia una squadra magnifica.

Ora caro Pep, pagami pure la percentuale :D

@ Cespo
"detto questo, manca Villa o Messi si capisce che qualcosa manca"
Be', manca un altro attaccanhte, su questo siamo d'accordo io, te, Flavio, Hellas e magari anche Guardiola... non è da escludere che a gennaio arrivi qualcosa, chissà...

"ricordo il buon larsson, oppure il solskjer del man u, servirebbe secondo me un giocatore così, preso per la panchian, pronto quando serve, capace di essere decisivo senza spaccare le palle per la panchina."
D'accordissimo.

Dai, il Mallorqueta nel primo tempo era una cosina veramente triste... anche se pure io son rimasto sbalordito per quel 90 per cento di possesso, e fino alla fine è rimasto più o meno sull'80!

Quando Mourinho ai giornalisti ha risposto a muso duro "ho escluso Pedro Leon, mica Zidane" mi stavo pisciando, lo devo confessare :D

1:07 AM  
Anonymous saracarbonero said...

voglio solo dire a francesco che CR non costa "solo" 95 milioni ma ha una clausola rescissoria di 1 miliardo di euro, per cui per comprarlo è necessario il consenso di Perez, il quale ovviamente, finchè Ronaldo è così, non lo darà mai..... Se negli ultimi anni il Barça ci ha umiliati dal punto di vista sportivo, da quello economico meglio non si metta in competizione....

1:26 PM  
Blogger Asd M.A.M.A.'S said...

Ho visto la partita Barcellona - Maiorca e sono rimasto senza parole, il Barça che si specchia nel suo bellissimo calcio e però non riesce a chiudere la gara.
Il Maiorca improponibile in campo che alla fine riesce a strappare un punto che ha del miracoloso.

Basta Bojan perfavore se è quello meglio avanzare Iniesta sulla linea degli attaccanti e inserire un altro centrocampista.

Per concludere anche io penso che la campagna acquisti degli ultimi due anni del Barça sia incomprensibile.

Guido Lorenzelli
www.asdmamas.blogspot.com

2:57 PM  
Blogger Francesco said...

Ma certo, ovviamente è fantacalcio, una operazione impensabile. Ma non credo sinceramente che al momento il Barca avrebbe nemmeno i soldi per comprarsi Torres, se è per questo. Alla fine si sta discutendo(anche)su una possibile convivenza di giocatori (Messi - Torres, Messi - Cr9)che, allo stato attuale delle cose, è molto inverosimile possano giocare nella stessa squadra. E' un puro pour parler.

3:06 PM  
Blogger Flavio said...

Sara, a parte che io al Barça CR9 non lo vorrei, in quanto come giocatore non si discute, ma per il resto non mi piace proprio: non è un giocatore stile-Barça; non è umile, non si sacrifica, vuole essere sempre la prima donna, non è mai decisivo quando il pallone scotta (a parte il gol di testa nella finale UTD-Chelsea, su gentile omaggio di chi gli mise Essien in marcatura che saltatore non è). Se avessi la bacchetta magica porterei al Barça Fernando Torres e Thomas Muller, non lui. Detto questo che mi vieni a parlare della gestione economica e del mercato del Real quasi come un modello, beh mi viene davvero da ridere, vista la campagna acquisti dello scorso anno, quando, stando ai fatti, l'unico giocatore che ha dato qualche risposta è stato Ronaldo, a fronte di più di 200 milioni di spesa complessiva (e zeru tituli). Ti ricordo anche che il Real si è privato di Snejider e Robben, che sono venuti a giocarsi la finale di champion's proprio al Bernabeu, per non parlare di quando fu lasciato andare via il sig. Cambiasso, mi sembra a parametro zero.
Cespo, Eto'o non mi sembra che dia tutti questi problemi di cui tu parli. Al di là di qualche figlio non riconosciuto, Eto'o non ha mai fatto una polemica, non si è mai fatto parlare addosso per i suoi comportamenti fuori dal campo. Lui invece ha sempre parlato con i gol e con le prestazioni: voglio solo ricordarti che ha vinto 3 finali di champion's ( e in 2 di queste ha pure segnato). Eto'o è andato via dal Barça semplicemente perchè Guardiola non lo riteneva all'altezza del suo progetto tecnico-tattico, e forse pure perchè tra i due non c'era feeling. Punto. Il resto sono tutte chiacchiere non supportate dai fatti.
Saluti,
Flavio

3:07 PM  
Blogger Hellas said...

Vale, "opera di fede" era in tono assolutamente ironico, spero non te la sia presa :D
Direi che ora verrebbe giusto giusto bene un post di Kubala per tagliare l'aria :)

"DA UN PUNTO DI VISTA ECONOMICO LE OPERAZIONI DI MERCATO DEL BARçA DEGLI ULTIMI DUE ANNI STANNO A METà FRA IL DISASTROSO E IL RIDICOLO"

Sì, siamo d'accordo...però non so fino a che punto...
Il principale, anche se non unico, responsabile di questa situazione è guardiola - e ti ho appunto portato l'esempio della tragicomica e sanguinosa vicenda Eto'o-Ibrahimovic. Il bonus è finito, mi spiace dirlo ma o cambia Guardiola o il barcellona DEVE cambiare lui. Di tecnici validi ne esistono anche altri, e magari sono pure persone normali...

1:04 AM  
Anonymous saracarbonero said...

@Flavio
Sarà anche come dici tu, ma guarda caso il Madrid daquando è entrato Perez alla presidenza la prima volta nel 2001 è la squadra che ha il miglior fatturto al mondo...questo lo dicono i numeri, che non sono in discussione. Gli zeru tituli che hai citato non centrano nulla con il discorso che facevo, ho parlato solo dal punto di vista economico.

1:14 AM  
Blogger valentino tola said...

Hellas, io non posso essere proprio d'accordo sul fatto che sia finito il bonus di uno la cui unica "colpa" sul campo negli ultimi due anni è non aver vinto la Champions League l'anno scorso. Posso essere d'accordo solo se mi travesto da Zamparini.

Sul campo, io vedo questo Barça come una grande squadra (cui manca solo un attaccante in più), e non credo sia giusto dare giudizi così drastici quando ancora deve perfezionare i suoi meccanismi, perchè effettivamente sta cercando di giocare in maniera diversa rispetto agli anni scorsi.
E sempre ragionando sul piano tecnico, io non vedo l'ombra di questo indebolimento drammatico di cui parlate voi: vedo anzi minimo 3-4 giocatori buoni, ma veramente buoni, che a breve integreranno la rosa della prima squadra. Sarà una rosa completa e che durerà anni, e con un beneficio economico da non sottovalutare per quanto riguarda gli ingaggi.
Nonostante le operazioni di mercato gestite malissimo, nonostante l'integralismo sul quale non vi dò torto, questo Barça non pensa alla giornata. Il progetto lo vedo eccome.

11:12 AM  
Anonymous Hellas said...

No, la colpa di Guardiola è di essere il principale resposabile della situazione che tu hai descritto in maiuscolo qualche post sopra. È ammissibile la vicenda Eto'o-Ibrahimovic? Io dico di no.

1:59 PM  
Anonymous gandhi said...

Ha impressionato il Real visto all'opera contro il Deportivo.
E' una squadra che dispone di alcuni calciatori particolarmente verticali,e questo può rappresentare un vantaggio enorme.
Inoltre subisce pochi gol,caratteristica delle squadre allenate da Mourinho,sebbene debba migliorare il suo gioco di difesa.

Dal canto suo,il Barcelona rimane l'esempio più chiaro di come una squadra debba giocare al calcio.
Ha un ottimo allenatore,il numero ideale di calciatori in rosa,e uno spogliatoio unito.
Personalmente avrei evitato l'acquisto di Mascherano,peraltro un ottimo mediano,a beneficio della promozione in prima squadra di Oriol Romeu.
Per chiudere un cenno su Busquets,che già tempo fa elogiai in questo blog:ha un atteggiamento umile,infonde tranquillità,è rapido nelle decisioni,non usa più di due tocchi,eccelle nel posizionamento ed è ottimo nel passaggio.In più ha una dote rara:pressa sempre la palla.
In definitiva,un calciatore che apprezzo molto.

6:01 PM  
Anonymous cespo said...

@ flavio:
devo mettermi ad elencare gli atteggiamenti di eto'o: "madrid cabron, saluda el campeon" esclamazione tipica di una persona umile ed affabile.
guarda adesso all'inter, con chivu che va da benitez a dire me ne vado se questo non mi aiuta. questo secondo me eto'o, un grandissimo giocatore ma con i suoi limiti a livello di testa. ha deciso che non torna in questa stagione dopo il culo quadrato che si è fatto l'anno scorso? non torna, punto. L'anno scorso milito ha fatto più gol di lui? quest'anno tocca a me. Non sono cose inventate, le ha dichiarate alla stampa.

Senza parlare della vicenda camerun, dove ne ha combinate di tutti i colori, chiedere a wome, che ne ha passati di tutti i colori.

Al barcelona ha fatto un ultimo campionato numericamente strepitoso, ma come detto dal buon valentino, ai punti meno utile degli anni precedenti. Se il trend era quello, ben fatto a cederlo.

Prendere ibra, però, è stata una cazzata colossale, su questo sono d'accordissimo

12:45 PM  
Anonymous Hincha Madridista said...

@Flavio: devo correggerti l'anno scorso il Madrid avrà speso 200 milioni ma no9n solo ROnaldo, ma pure Xabi Alonso e Albiol hanno fatto una stagione coi contro-fiocchi. Poi chiaro uno è un regista l'altro un centrale di difesa e si notano meno.
Comunque, come diceva Marca, vediamo cosa accadrà con la Mounarquia, intanto abbiamo messo il muso davanti ai rivali e Mou ha 15 giorni per preparasi sereno (6 gol fan sempre morale) soprattutto per la gara del 19 ottobre. Guardando la gara con il Madrid comincio a pensare abbia ragione il curatore di questo blog che ha descritto prima dell'inizio della Liga il Depor tra le più serie candidate ad un viaggio in Segunda, soprattutto la batteria di attaccanti è improponibile: Lassad, Riki e Adrian a momenti fanno rimpiangere Madar...

9:06 PM  
Blogger Flavio said...

@ Cespo, continuo a non essere d'accordo su Eto'o, ma ormai è una questione che riguarda il passato...la cosa importante però è la logica (o meglio la non logica) di certe scelte di mercato che provocano enormi danni tecnici ed economici che rischiano di pesare sul presente e sul futuro immediato di un club come il Barça che, per i giocatori di cui sta disponendo in questi anni, dovrebbe vincere almeno 3 champion's di seguito (se solo non si commettessero determinati orrori sul mercato).
@ Hincha, è chiaro che Albiol e Xabi sono stati 2 ottimi acquisti, ma non accetto che il Real mi venga proposto come "modello" da seguire per quanto riguarda la conduzione del mercato acquisti/cessioni dei calciatori.
Per chiudere il discorso sul mercato del Barça, continuo ad auspicare per Gennaio l'arrivo di Fernando Torres (o di Luis Suarez), con l'idea di riprodurre il tridente Eto'o-Messi-Henry (con Pedro e Bojan alternative spendibilissime): tre giocatori capaci di scambiarsi le posizioni senza dare riferimenti alle difese avversarie; tre giocatori stile Barça, secondo me in grado di adattarsi e completarsi alla perfezione, con Villa e Torres che partono dalle fasce e Messi falso centravanti, con l'opportunità di arretrare o allargarsi quando Villa-Torres stringono verso il centro. Ciò consentirebbe anche di arretrare Iniesta sulla mezzala, suo vero ruolo naturale.

11:03 AM  
Anonymous Hincha Madridista said...

@Flavio: certo che concordo con te quando dici che il Madrid non è certo un modello di accurata gestione dei trasferimenti, anzi sembra il regno del caos. Però non si può neanche dire che di tutta la campagna acquisti dell'anno scorso si sia salvato solo CR7.

11:19 PM  
Anonymous Anonimo said...

Quello che più mi lascia perplesso dello scmabio Eto-Ibra (oltre ai discorsi economici e comportamentali) è la questione tattica.
O Guardiola aveva in mente qualcosa di assolutamente nuovo e mai visto prima (che però ha fallito)o ha sbagliato una lettura tattica parecchio semplice: togli Eto alla squadra e metti Ibra, togli profondità allo stato puro e metti un altro giocatore che viene incontro al pallone, la difesa avversaria non ha più la minaccia della profondità e accorcia, sta più alta e ti toglie lo spazio fra le linee, cioè ti cancella la "terra" di Messi e Iniesta che prima veniva creata da Eto ed Henry grazie al loro gioco in profondità che allunga la difesa.
Io non posso credere che un allenatore come Guardiola possa avere sbagliato una lettura così facile, per me doveva avere in mente qualcos'altro.

No Vale?

Santeria

11:40 AM  
Blogger Flavio said...

http://www.sport.es/default.asp?idpublicacio_PK=44&idioma=CAS&idnoticia_PK=728127&idseccio_PK=803

A volte ritornano??? :-)

9:23 AM  
Anonymous saracarbonero said...

Finito di vedere la partita col Milan....ora venite a parlarmi di Pellecretini!!!!

1:37 AM  
Blogger Flavio said...

Sara, la differenza tra Mou e Guardiola sta tutta qui: mentre il primo riesce a convincere prima Eto'o e poi C.Ronaldo a giocare e sacrificarsi per la squadra, il secondo non ha questa dote. Se Guardiola (forse superiore a Mou da un punto di vista tattico, ma assolutamente pessimo nella gestione "psicologica" dei giocatori) fosse riuscito a fare lo stesso lavoro con Ibra, probabilmente avremmo avuto un bel tridente Ibra-Messi-Villa perchè, caro Valentino, non è assolutamente vero che lo svedese non possa giocare sulla fascia viste le sue caratteristiche: Ibra infatti è sempre stato una punta esterna ed il meglio di sè lo ha dato sempre giocando al fianco di un centravanti (nella Juve con Trezeguet, nell'Inter con Adriano-Cruz-Crespo). Meditiamo...

1:18 PM  

Posta un commento

Links to this post:

Crea un link

<< Home