giovedì, ottobre 27, 2011

Il miglior Real Madrid.

Con i primi 45 minuti di Málaga-Real Madrid, sabato scorso, pensavamo di aver visto il miglior calcio prodotto finora nella Liga 2011-2012. Bene, appena tre giorni e i primi 20 minuti del Real Madrid contro il Villarreal, più concentrati più intensi più vertiginosi, fanno impallidire anche quel ricordo. I merengues superano loro stessi in un periodo di rara ispirazione, partito dalla goleada al Betis e passato per la vittoria in scioltezza sul Lione in Champions League.

L’aspetto più positivo, al di là dello spettacolo, è la varietà di registri mostrata dai merengues, nettamente più maturi e completi dell’anno scorso. Contropiedi ultraveloci alternati a fraseggi elaborati a difesa schierata. Sia che l’avversario tenti il pressing alto (Betis, Málaga) sia che invece rimanga appollaiato tutto nella propria metacampo (un Lione esageratamente conservatore), quelli vestiti di bianco trovano sempre una linea di passaggio in più.

Molto merito, per quanto suoni strano a chi continuerà eternamente a inserirlo nel girone dei “difensivisti” o dei “grandi comunicatori” (il modo più elegante per dire che non sa allenare) spetta a Mourinho. L’assetto dal Madrid è assai cambiato rispetto alla scorsa stagione: lì era Marcelo ad avviare spesso l’azione portando palla nella metacampo avversaria, per poi dialogare con Cristiano Ronaldo o Xabi Alonso (questo il circuito principale); ora invece il brasiliano è stato escluso dalla sequenza iniziale di passaggi, e per quanto l’esteta rimpianga le sue zingarate palla al piede, c’è da dire che il Real Madrid ha guadagnato un giocatore, se non due, in più in mezzo al campo.

Marcelo e l’altro terzino (ora Arbeloa, con Ramos centrale) partono altissimi, e i primi passaggi vengono gestiti dai due difensori centrali più Xabi Alonso, che retrocede per avviare la manovra. Quella “difesa alla La Volpe” che Guardiola già cercò senza successo di trapiantare nel Barça, e che qui funziona perché a differenza di Busquets Xabi Alonso da “falso difensore” vede il primo passaggio e apre verso le fasce con lanci di 40 metri, ma superata questa fase poi si aggiunge al centrocampo incidendo come suo costume. Col basco così ispirato, è come se il Real Madrid giocasse in 12.

La posizione di partenza più bassa di Xabi Alonso ha poi chiamato leggermente indietro i trequartisti: sia Özil (partendo al centro o a destra, sempre più centrocampista rispetto alle sue prime uscite madridiste) che Kaká si devono abbassare per ricevere dalla linea dei tre che inizia l’azione, liberi di accentrarsi grazie anche ai movimenti citati di Marcelo e Arbeloa, che mantengono costante il riferimento in ampiezza.

Kaká sempre più importante, nella gestione più matura del gioco di questo Madrid anche lui fa la sua parte. Parlando dei merengues l’anno scorso avevamo rilevato un difetto nella sua indole talvolta eccessivamente verticale: cioè la propensione ad attaccare subito lo spazio avanti, con e senza palla come nella ricerca immediata del passaggio filtrante, anche quando non ci sono le condizioni ideali e magari se rischi la giocata perdi palla e ti trovi la squadra spezzata in due in transizione difensiva.

Ecco, Kakà assieme al miglior Özil rappresenta quel passaggio in più che permette alla squadra di schierarsi meglio quando serve, senza perdere la capacità di ribaltare il gioco con una velocità che forse non ha eguali in Europa. Velocità che Kaká ha perso sul piano individuale, ma il fatto che ci si debba scordare del giocatore dei tempi del Milan non ne cancella l’importanza: contro difese schierate, la capacità di palleggio del brasiliano e l’intelligenza nel cercarsi lo spazio, favorendo combinazioni più elaborate, rimane un’arma preziosa.

Col nuovo assetto, un Cristiano Ronaldo più stabilmente accentrato, anche in partenza: anzi, quando di punta gioca Benzema, con la sua storica tendenza a svariare e a svuotare l’area, è Cristiano a rimanere più avanzato e muoversi fra i centrali avversari.

Altro beneficiato da questa mini-rivoluzione tattica è l’ormai ex socio di Xabi Alonso: nelle prime uscite aveva sorpreso favorevolmente l’adattamento di Coentrão, che proprio in virtù della sua ignoranza del ruolo di mediano, con i suoi movimenti in sovrapposizione, aggiungeva ritmo e imprevedibilità ai movimenti offensivi madridisti. Infortunato Coentrão, Khedira sta brillando ugualmente nelle ultime partite: un Khedira diverso però, più simile a quello dell’ultimo mondiale che a quello della scorsa stagione per la maggior propensione a inserirsi in appoggio all’attacco. Partendo davanti alla linea dei tre che iniziano l’azione, Khedira può arrivare, scambiandosi con Kaká, fino ai limiti dell’area avversaria, oppure tagliando verso l’esterno portare via l’uomo a Di María e aprirgli lo spazio per le sue devastanti diagonali palla al piede (vedi la partita di Málaga in particolare). Niente a che vedere coi movimenti del duo Xabi Alonso/Khedira dell’anno scorso.

Insomma, è un Real Madrid che manda in frantumi la teorica rigidità del 4-2-3-1 di partenza, si dispone su molte più linee per aumentare la scelta di chi porta palla e avvolgere l’avversario. Il pressing feroce delle ultime partite (e anche la fisicità di Sergio Ramos e Pepe nell’alzare la linea difensiva) richiama l’attenzione, ma in realtà il Real Madrid l’uomo in più nella zona della palla ce l’ha già prima di perderla.

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10 Comments:

Blogger Jean Lafitte said...

"la capacità di palleggio del brasiliano e l’intelligenza nel cercarsi lo spazio"

scusami ma il grande difetto di Kaka è sempre stato quello (oltre a non avere poi sto grande palleggio) di aver sempre avuto problemi con le difese schierate, per la mancanza di intelligenza tattica e capacità di cercare lo spazio e saper giocare di squadra. sarà maturato, forse ma al Milan, quando si giocava con squadre arroccate sembrava quasi sempre una pecorella smarrita.

11:56 AM  
Blogger Jean Lafitte said...

"Insomma, è un Real Madrid che manda in frantumi la teorica rigidità del 4-2-3-1 di partenza"

si, anche perché, per come hai scritto l'articolo sembra che giochino veramente in 12!

il portiere Casillas (1), i due centrali Pepe e Ramos(2 e 3), i due terzini Marcelo e Arbeloa(4 e 5), Xabi Alonso (6), l'altro mediano Khedira (o Coentrao), ci siamo? siamo già a 7. poi Kaka e Ozil (8, 9), Cristiano Ronaldo(10), Di Maria (11) e Benzema (o Higuain). in totale fanno 12, o sbaglio? :D

12:04 PM  
Blogger valentino tola said...

In effetti rileggendolo sembra che ne abbia messo 12, sorry :D. Ho scritto Kakà "E" Ozil invece che Kaka "O" Ozil.

Su Kakà sono completamente in disaccordo. Da come lo descrivi tu sembra David Suazo.

1:05 PM  
Anonymous Anonimo said...

Non credo ci sia molto da aggiungere a quanto scritto da Valentino. I primi dieci-quindici minuti col Villareal sono stati impressionanti sotto tutti i punti di vista - e qui va anche riconosciuta la valenza psicologica oltre che tattica di Mou: contro una squadra col morale a terra e che per forza di cose scende in campo già sotto pressione, la strategia migliore è quella di pressarli da subito, non lasciandogli il tempo di organizzarsi, di prendere possesso del campo. Gli uomini di Garrido hanno reagito con nervosismo e poca lucidità, e in più hanno pure perso Rossi per sei mesi (e adesso si fa davvero dura). Credo che rispetto a tre settimane fa i rapporti di forza tra Barça e Madrid si siano invertiti, anche se a ben vedere il Real appariva molto in palla anche lo scorso anno a questo punto della stagione, per poi perdere via via terreno soprattutto a cavallo tra dicembre e gennaio. Senza contare che nella transizione difensiva la squadra mi pare ancora insicura: in questo senso si percepisce l'assenza di un vero "cervello" come era Carvalho, rispetto a Ramos e Pepe che sono due istintivi puri: difficile pensarli lucidi per novanta minuti contro una big europea.
Infine volevo chiedere a Valentino: chi tra Benzema e Higuain nella tua formazione tipo? Io a parità di condizione propendo ancora per l'argentino, anche se attualmente Benzema mi sembra più integrato nel gruppo (pesta meno i piedi a Ronaldo) e partecipa di più alla manovra, cosa non da poco.
Tommaso.

2:32 PM  
Blogger Flavio said...

Sicuramente in questo momento il Real sta giocando bene, benissimo, e sicuramente meglio del Barça (mi piacerebbe avere un commento di Vale circa l'attuale condizione dei Catalani).

E' anche vero che la varietà di scelte di cui dispone Mou comincia a dare i suoi frutti, però mi chiedo se a lungo andare non possano crearsi dualismi dannosi relativamente a queste situazioni, soprattutto quando ci saranno le partite che contano:
Mou rinuncerà davvero a Carvalho?
Chi è il titolare tra Coentrao/Khedira, Ozil/Kakà, Benzema/Higuain?

5:02 PM  
Blogger valentino tola said...

@ Tommaso
Non sono d'accordo sulla transizione difensiva, che in questo momento funziona a meraviglia: detto che la squadra è già corta e ha spesso la superiorità in fase di possesso, i giocatori del Real Madrid stanno mostrando una grande reattività, concentrazione e una lettura perfetta proprio nel momento successivo alla perdita. E proprio Pepe e Ramos si stanno segnalando, per come accorciano e aggrediscono sulle possibile ricezioni degli attaccanti avversari, alzando benissimo la linea difensiva.
Oltre a questo segnalo Xabi Alonso (che una leggenda metropolitana vorrebbe scarso a difendere!), un cervellone anche da questo punto di vista, e poi un giocatore che non mi stancherò mai di notare quanto sia ingiustamente bollato come una pippa o quasi dall'80% degli appassionati: Arbeloa.
Premesso che non è un campione, e che è ovvio che quella è una posizione sempre migliorabile dal Madrid, questo è un giocatore che non ti toglie mai nulla, assolutamente. Uno che senza avere qualità tecnica sa giocare a calcio molto più di altri terzini che ti fanno il cross tagliato alla perfezione o bruciano l'erba quando scattano. Arbeloa ha sempre i tempi giusti, sia nelle sovrapposizioni a sorpresa sia quando si trova in mezzo ad azioni più lente ed elaborate, magari tagliando pure dentro per lasciare campo a Di Maria (o Khedira...Kakà invece tende a svariare più sulla sinistra).
E poi, tornando al discorso sulla transizione difensiva, non lascia mai girare l'uomo nella sua zona. In quei 20 minuti "iperuranici" dell'altro giorno lui ha fatto la sua parte eccome.

"Credo che rispetto a tre settimane fa i rapporti di forza tra Barça e Madrid si siano invertiti"

Troppo presto per dirlo...e scusate se son ripetitivo con questa cantilena dell'"è presto", sembro vostro nonno :D

Io in assoluto preferisco Benzema, anche se devo aggiungere due cose: che in questo periodo Higuain oltre che segnare sta anche giocando bene, cioè partecipa alla manovra, anche se senza la "sensibilità" e la ricchezza di soluzioni di Benzema (quella non l'avrà mai); e che comunque nella scelta deve pesare sempre lo stato di forma attuale, qui molto più che in altri ruoli della squadra (perchè Xabi Alonso, Marcelo e Ronaldo non li potrai mai sostituire, anche zoppi e fatti di crack).Per cui ora è più giusto che giochi Higuain.

Il Villarreal è un pianto. Naturalmente il merito di quello che gli sta accadendo è per il 100% suo, però non è neanche bello che la sorte ti si accanisca contro con gli infortuni. Dopo Nilmar, ora Rossi praticamente per tutta la stagione. A questo punto prevedo la metà sinistra della classifica a fine stagione...

@ Flavio
Diciamo che il Barça non sta giocando bene come il Madrid: bruttino col Granada, bene solo dopo la prima mezzora (quando Guardiola ha cambiato un 3-4-3 che non stava funzionando, soprattutto per "merito" di Xavi e Thiago) contro un Sevilla difensivamente strepitoso, non l'ho visto invece contro il Viktoria Plzen.
Son momenti fisiologici, è certo che il Barça tornerà a fare goleade e partitone così come è impossibile che il Madrid giochi come l'altro giorno tutte le gare da qui fino alla fine della stagione. Nello scontro diretto il pallone poi sarà del Barça e il Madrid dovrà adattarsi, questo non cambierà di certo.

Per quanto riguarda i potenziali dualismi che sottolinei io non vedo problemi, con così tante partite da giocare ed elementi così versatili.

7:55 PM  
Blogger valentino tola said...

Aggiungo una cosa alla risposta a Tommaso sulla transizione difensiva: direi che dove Ramos e Pepe possono soffrire di più non è tanto subito dopo la perdita, cioè nella transizione, ma nella fase difensiva vera e propria, ove cioè l'avversario riuscisse a superare questa prima pressione e prolungare il possesso-palla nella metacampo madridista. Allora sì, quando devono riflettere un po' di più, coprire gli spazi più che aggredire subito, Ramos e soprattutto Pepe (giocatore insuperabile in determinate azioni, ma non una cima d'intelligenza) possono mostrare debolezze.

7:59 PM  
Blogger Flavio said...

Comunque resto convinto che il Real abbia un rosa nettamente più completa già dallo scorso anno e che offre più soluzioni rispetto a tutte le altre concorrenti, Barça compreso.
I meriti di Mourinho sono evidenti, ma la squadra che ha a disposizione è impressionante, per questo mi aspetto che vinca tutto o quasi.

12:41 PM  
Blogger valentino tola said...

Messi, Iniesta e Xavi però non ce li ha Mourinho.

1:14 PM  
Blogger Flavio said...

Nell'11 titolare il Barça è, a mio avviso, più forte del Real.
A livello, invece, di ricambi e possibilità di proporre soluzioni diverse (come tipologia di giocatori) il Real è superiore.

2:02 PM  

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