martedì, settembre 27, 2011

SESTA GIORNATA: Getafe-Betis 1-0

Ci si aspettava di più. Il Betis resta capolista ma sbaglia la partita, e il Getafe fa leva più su questo che su una prestazione di grande personalità.

Il problema del Betis nel primo tempo è che il suo consueto punto di forza, il trio di centrocampo (stavolta però c’è Matilla al posto di Beñat) che muove tutti i fili, si trasforma nell’occasione in un punto debole. Contro i due centrocampisti centrali del Getafe, il Betis parte col potenziale vantaggio dell’uomo in più, Salva Sevilla che l’esterno non lo fa mai e si aggiunge centralmente a Iriney e Matilla, smarcandosi tra le linee. Il guaio però è che, in un primo tempo in cui nessuno ne ha il reale controllo (52% Getafe contro 48% Betis), il possesso-palla del Betis dura troppo poco, e una volta persa palla sono dolori.

La superiorità numerica nella zona della palla non viene sfruttata, perché il trio del Betis palleggia sempre nella stessa minuscola zolla: se non allarghi verso le fasce non allarghi nemmeno le maglie dell’avversario, che così può stringere, raddoppiare e rubarti palla con relativa facilità. Questa gestione del possesso-palla poi non dà nemmeno il tempo ai terzini del Betis di salire e bloccare Pedro León e Diego Castro nella loro metacampo. Il vantaggio potenziale diventa uno svantaggio effettivo, perché Salva Sevilla, ancora senza il dono dell’ubiquità, non può tornare in tempo a coprire la fascia destra, e così recuperata subito la palla il Getafe ha subito pronto anche il passaggio di apertura verso Diego Castro o Mané, liberissimi sulla fascia sinistra di ripartire.

Insomma, in quest’andirivieni da una metacampo all’altra il Betis ha tutto da perdere, in difficoltà anche con la difesa alta su Güiza, che può prontamente dettare la profondità sui ribaltamenti (e se c’è uno bravo sul filo del fuorigioco, questo è il jerezano). Difesa ospite che, dopo la quasi-rimonta subita col Zaragoza, si conferma tutt’altro che impenetrabile quando tutta la squadra non può riposare sul cuscinetto del possesso-palla e tocca difendersi nella propria metacampo. Sul gol Chica fa la diagonale per marcare il secondo attaccante del Getafe, ma alle sue spalle Diego Castro è completamente incustodito: né Iriney (che sul cross di Valera avrebbe potuto fare lo stopper aggiunto, liberando quindi Chica dall’obbligo della diagonale) né Salva Sevilla (collega di fascia di Chica) correggono lo squilibrio che permette al Getafe di passare in vantaggio.

Pepe Mel a inizio ripresa cerca di correre ai ripari passando a un 4-2-3-1 simmetrico: Salva Sevilla alle spalle di Santa Cruz, Montero e Jonathan Pereira larghi, riferimenti più semplici per il possesso-palla e fasce più coperte anche in transizione difensiva. Beñat entra al posto di Matilla, ma poi esce anche Salva Sevilla per Jorge Molina, altro ariete che si aggiunge a Santa Cruz. L’intento è chiaro: due contro due con i difensori centrali del Getafe, sfruttare i cross e gli uno contro sulle fasce, soprattutto di Jefferson Montero (poi del 17enne Vadillo). Forse discutibile la scelta di rinunciare a Salva Sevilla invece che a Jonathan Pereira: la pressione delle due punte sulla difesa getafense avrebbe potuto aprire spazio per giocare tra le linee, invece il Betis punta tutto sui duelli. Più ordinato rispetto al primo tempo ma anche più prevedibile, guadagna campo più per la condotta conservatrice del Getafe, rintanato dietro (e infoltisce il centrocampo con Míchel), che per meriti propri, e le due occasioni (Pereira a tu per tu con Moya e un pericolosissimo cross di Chica nell'area piccola sventato da Valera), pure chiarissime, arrivano solo da episodi ed errori avversari.

I MIGLIORI: Diego Castro a sprazzi, ma fa intravedere quanto può pesare uno come lui a livello di medio-bassa classifica. Buona visione di gioco da Lacen.

I PEGGIORI: Matilla fallisce l’esame, trasparente nel centrocampo disordinato del primo tempo. Da Jefferson Montero qualcosa di pericoloso può sempre arrivare, ma quando non arriva il suo modo di giocare, un po’ slegato dal resto della squadra, può diventare controproducente. Si vede poco Abdel, e ci si chiede perché lui e non Sarabia al centro della trequarti.

Getafe (4-2-3-1): Moyá; Valera, "Cata" Díaz, Lopo, Mané; Rubén Pérez, Lacen; Pedro León (Míchel, min. 75), Abdel (Sarabia, min. 68), Diego Castro; Güiza (Miku, min. 64).

Betis (4-4-2): Goitia; Chica, Mario, Dorado, Nacho; Salva Sevilla (Jorge Molina, min. 54), Matilla (Beñat, min. 46) Iriney, Montero (Vadillo, min. 70); Pereira, Santa Cruz.

Gol: 1-0, min. 30: Diego Castro.

Árbitro: Turienzo Alvarez (Comité Castellano-Leonés). Mostró cartulina amarilla a Mario (min. 8), Iriney (min. 45) y Jorge Molina (min. 82) por parte visitante y a Lopo (min. 28), Pedro León (min. 40), Mané (min. 58), Diego Castro (min. 82) y Valera (min. 87) por parte local.

Incidencias: Partido correspondiente a la sexta jornada de Primera División, disputado en el Coliseum Alfonso Pérez de Getafe ante cerca de 10.000 espectadores

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