domenica, novembre 26, 2006

DODICESIMA GIORNATA: Atlético Madrid-Real Sociedad 1-1: Gari Uranga (R); aut. Ansotegi (A).

Soltanto uno sfortunatissimo autogol di Ansotegi (il difensore della Real appoggia col petto all' indietro verso il suo portiere, soltanto che questi nel frattempo è scivolato…) salva un deplorevole Atlético Madrid da una sconfitta che sarebbe stata meritatissima e sarebbe servita da lezione a una squadra che quando è chiamata a fare il salto di qualità puntualmente fallisce, perché le lacune rimangono, gigantesche, e non vengono certo colmate dall' oggi al domani.
Solito copione delle partite casalinghe al Vicente Calderon: manovra lentissima, movimento senza palla inesistente e soliti cross prevedibili dalla trequarti. Basta che l'avversario, come ha fatto ieri la Real, ritiri tutti i suoi uomini dietro la linea del pallone perché gli uomini di Aguirre, incapaci di vedere al di là del proprio naso, vadano puntualmente in tilt. Se poi ci aggiungiamo che il fatto di giocare con l'ultima in classifica ha portato a una sottovalutazione dell' impegno, si spiega benissimo il primo tempo comodissimo degli ospiti, schierati in maniera intelligente da Lotina.
Due attaccanti, Gari Uranga e Jesuli, che non essendo prime punte di ruolo hanno dato pochi punti di riferimento alla difesa dell' Atlético, con soprattutto Jesuli che ha interagito in maniera proficua sulla sinistra con Aranburu. Compatti, solidali, non trascendentali ma sempre ordinati e incoraggiati a giocare la palla dallo scarso pressing colchonero, i baschi trovano il vantaggio, sorprendente fino a un certo punto, con Gari, lasciato solo soletto in area di rigore, che devia in rete un ottimo cross di Jesuli dalla sinistra.
Nel secondo tempo, comprensibilmente data la situazione di classifica delicatissima, la Real si ritrae e cerca di far passare il tempo e, anche se il controllo della partita passa nelle mani dell' Atlético, soffre poco davanti alla pochezza dei padroni di casa, se non in occasione di qualche calcio piazzato, prontamente sventato da un prodigioso Claudio Bravo. Poi arriva il maledetto autogol che fissa il risultato su un 1-1 finale certo moralmente incoraggiante per i "txuri-urdin", ma che lascia l'amaro in bocca perché i tre punti che avrebbero rimesso inequivocabilmente in pista la Real erano davvero ad un passo.

I MIGLIORI: Strepitosi due interventi del portiere cileno Claudio Bravo, che toglie dall' incrocio due punizioni normalmente imparabili, la prima di Antonio Lopez e la seconda di Pernia. Bada al sodo, esce e va di pugno per non rischiare di complicarsi la vita, peccato per lo scivolone sull' episodio del pareggio. E' la classica situazione senza colpevoli, però già prima del fatidico momento Bravo era scivolato: probabilmente ha sbagliato i tacchetti.
Gari fa da punto di riferimento là davanti, e soprattutto nel primo tempo, quando la Real gioca, crea grandi problemi alla difesa dell' Atlético col suo movimento e i suoi tentativi di anticipo.
Jesuli lo assiste benissimo sul gol, cross tagliato da giocatore di classe qual è. Aupa Jesulinho!, speriamo che, dopo l' esperienza deludente di Siviglia, possa tornare lo spettacolare solista dei tempi del Celta. Ottima la sua partita di ieri, con movimenti fra le linee e su tutto il fronte dell' attacco poco decifrabili per la difesa avversaria. Se vorrà salvarsi, sarà fondamentale per la Real il pieno recupero di Aranburu, buon primo tempo ieri, che è uno dei pochi giocatori di qualità di questa squadra. Hanno fatto una buona impressione pure i due centrali della cantera Mikel Gonzalez e Ansotegi (al di là dell' autogol), che hanno dimostrato che la scelta di Lotina di preferirli ai tremebondi Labaka e Juanito aveva una sua logica.
Nell' Atlético, i meno peggio sono i due mancini Antonio Lopez e Pernia, il solito Perea e un po' di Galletti.
I PEGGIORI: E' inutile che Maniche si imbufalisca per la sostituzione: dopo i due gol della scorsa giornata al Levante, una prestazione fumosa e inconsistente, nella quale tra l' altro è stato graziato dall' arbitro per un brutale intervento su Garitano che poteva costargli tranquillamente l'espulsione. Aguero non la tocca, ma siamo alle solite, perché un attaccante ha bisogno di palloni decenti, e a lui non arrivano, anche se il Kun deve migliorare moltissimo nel gioco senza palla, che è forse la sua principale lacuna.
Non ha dato una sensazione di grande sicurezza Zé Castro, blando e disattento in marcatura e talvolta imprudente nel giocare la palla dalla difesa.


Atlético (4-4-2): Leo Franco s.v.; Seitaridis 5,5, Zé Castro 5,5, Perea 6, Pernía 6 (58'); Galletti 6, Maniche 5(65'), Luccin 5,5, A. López 6; Agüero 5, Torres 5,5.
In panchina: Cuéllar, Valera, Azcárate, Costinha, Jurado 5,5 (65'), Gabi, Mista 6 (58').
Real Sociedad: Bravo 7,5; Gerardo 6, Mikel González 6,5, Ansotegi 6,5, Rekarte 6; Novo 6 (58'), Juanito 6, Garitano 6, Aranburu 6,5(92'+); Jesuli 7; G. Uranga 7 (80').
In panchina: Riesgo, Labaka, Agirretxe, Garrido s.v. (92'+) Diego Rivas, M. Alonso 6 (58'), De Cerio s.v. (80').

Goles: 0-1 (23'): Gari Uranga cabecea completamente solo en la frontal del área pequeña un centro de Jesuli; 1-1 (77'): Ansotegi desvía con el pecho un centro de Galletti, Bravo resbala y el balón entra en la portería.
Árbitro: Teixeira Vitienes, del Colegio Cántabro. Amonestó a Maniche (41'), Rekarte (45'), Garitano (48'), Perea (65') y Juanito (85').
Incidencias: Calderón. 20.000 espect.

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3 Comments:

Anonymous Anonimo said...

ciao complimenti per il blog, molto bello. e soprattutto un caloroso benvenuto da parte di chi ormai si considera un veterano. Kubala di footballart.iobloggo.com

12:32 AM  
Blogger valentino tola said...

Grazie per i complimenti che ricambio volentieri per il tuo ottimo blog, che visito abbastanza spesso, apprezzando molto peraltro i tuoi giudizi lusinghieri su Inzaghi.

1:36 AM  
Anonymous Anonimo said...

grazie, su inzaghi non si può che avere quel giudizio. provvedo subito a linkarti. KUBALA

9:10 PM  

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