giovedì, novembre 23, 2006

Ehi, sono ancora vivo!

Mi scuso se non ho potuto pubblicare i post sull' ultima giornata di Liga, ma un virus ha messo fuori uso il mio computer. Comunque, ora riprenderò con aggiornamenti più frequenti, e spero che il vuoto delle ultime settimane non abbia irritato troppo chi, bonta sua, segue questo blog. D'altronde, essendo un dilettante, dovete pure lasciarmi un buon margine di, per l'appunto, dilettantismo…

Facciamo allora un riassunto della puntata precedente: cosa ha detto l' ultima giornata (l'undicesima) di Liga?
Beh, per quanto riguarda Real Madrid e Barça non ha detto molto che non si conoscesse già: il Real Madrid conferma la sua grande efficacia e concretezza in zona gol che compensa il basso livello del gioco, soprattutto se i merengues, come nelle ultime due partite contro Osasuna e Racing, riescono ad andare in vantaggio subito.
Però ancora non mi convince pienamente questa squadra, tenendo conto del fatto che le promesse estive di grande solidità stanno venendo finora disattese, pur con qualche sensibile, ma ancora insufficiente, miglioramento rispetto alle stagioni passate. Non è così raro vedere gli avversari del Madrid arrivare al limite dell' area e impegnare Casillas, come dimostrano i vistosi interventi che il portiere castigliano compie ad ogni partita, al termine dei quali le telecamere lo sorprendono spesso in espressioni di rasseganzione o rimprovero nei confronti dei suoi difensori non tanto diverse da quelle cui ci aveva abituato ai tempi di Queiroz o Luxemburgo. Le scene imbarazzanti della partita col Lione (Cannavaro ridicolizzato da Carew sul primo gol, Helguera a farfalle in molte occasioni del Lione, compreso il gol di Malouda) sottolineano il problema: quello della "diga impenetrabile" Emerson-Diarra resta un discorso astratto e propagandistico, dato che i due non hanno per il momento blindato un bel niente (oltre a restare insufficienti in fase di impostazione, ma questo non glielo si può rimproverare, dato che Capello privilegia il sistema "una botta e via"), anche se Emerson, dal punto di vista individuale, si è ormai assestato su ottimi livelli.
Il Barça è in un limbo: l' unica partita che conta veramente è quella del 5 Dicembre col Werder, che decide metà stagione, e nell' attesa i blaugrana accumulano punti in campionato e compiono il loro dovere in Bulgaria col Levski, affidandosi alla serietà e all' esperienza più che al "jogo bonito" (non "joga bonito", quella è robaccia pubblicitaria). Pretendere grande calcio in questo momento così delicato dal punto di vista generale e psicologico in particolare, mi sembra un po' eccessivo, con tra l' altro il terrore incombente di nuovi infortuni che, soprattutto in attacco, renderebbero la situazione complicatissima.
Contro il Mallorca (avversario non impossibile, ma ricordiamo che prima dell' incontro col Barça la sua era la difesa meno battuta), una volta attutito lo shock iniziale causato dalle sovrapposizioni di Varela e "scongelatasi" la trequarti avversaria, gli spazi si sono aperti (grazie anche alle letture sbagliatissime del centrale maiorchino Ballesteros) e la partita si è messa in discesa, con la doppietta (freddezza ed eleganza nel secondo gol) di un Gudjohnsen ormai perfettamente inserito, sempre prezioso e intelligente. E poi chiederei un minuto di riflessione su quanto sia forte Iniesta, dittatore ormai del centrocampo blaugrana: lo cercano, si propone, controlla, temporeggia, accelera e riparte, con una sicurezza talmente disarmante che sembra quasi che non tenga conto degli avversari che ha intorno.

Il Sevilla si è rilanciato prepotentemente col 3-0 al Valencia: la prematura, e sciocca, espulsione di Silva ha sensibilmente agevolato il compito, ma rimane chiaro che quando l' undici di Juande Ramos mette da parte il "pelotazo" verso Kanouté e si dedica al gioco sulle fasce, diventa uno spettacolare uragano. Quando è in serata sforna un calcio martellante, senza dubbio il più intenso, frenetico e verticale della Liga.
Le fasce sono una vera miniera: grande prestazione di Puerta a sinistra (coperto da David, finalmente riesumato da Juande come terzino sinistro dopo lo spiazzante ostracismo di inizio campionato), giocatore che può rivelarsi preziosissimo per la nazionale, perché convertibile in terzino di spinta; Adriano a destra non fa rimpiangere per niente l'infortunato Jesus Navas. Azioni e cross in quantità industriale su quella fascia, anche perché lì agisce quello che per me è uno dei migliori, se non il migliore, terzino destro del mondo, l' enciclopedico Daniel Alves. Giocatore che svolge una mole di lavoro enorme, copre una zona del campo amplissima, corre a perdifiato per tutti i novanta minuti ma che fa tutto questo con una qualità impressionante: valga come esempio l'azione del secondo gol, quello di Luis Fabiano, dribbling e passaggio filtrante con l'esterno da vero e proprio trequartista. Poi questi cross sfornati in serie, traiettorie veloci e tagliatissime fra i centrali e il portiere avversario: non so quante volte, duarnte la partita, Kanoutè e Luis Fabiano se li siano visti passare davanti con l'acquolina in bocca.
Ancora ho bisogno di vedere giocare qualche altra volta questa squadra (causa il maledetto blackout televisivo delle prime giornate), magari 11 contro 11, per verificare in che misura possa essere realmente da titolo, però un posto Champions è difficile che gli sfugga.

Quello del Valencia è un caso veramente disperante. Partito con un' autorità tale da profilarsi come il possibile vero avversario del Barça, temo che in questo periodo stia perdendo punti decisivi per il campionato e fors' anche per la qualificazione alla prossima Champions, sempre che continui questa tendenza sfortunata e che Zaragoza e Atlético Madrid tengano botta. La partita col Sevilla era cominciata bene, con piglio autritario, però l'esplusione di Silva ha rovinato tutto, e il resto è stata passerella per gli avversari, con Albiol e soprattutto Ayala in preda a una totale confusione al centro della difesa.
Ma la cosa più triste è che non si sa davvero cosa rimproverare a questa squadra, devastata dagli infortuni e da episodi beffardi. Dopo i vari Del Horno (che non ha ancora giocato un minuto e che forse tornerà col nuovo anno), Baraja, Albelda, Marchena, Vicente, Gavilan e Regueiro si è aggiunto Edu, il cui drammatico ruolino personale merita un discorso a parte. Arrivato l'anno scorso, è restato fuori per tutta la stagione passata causa un grave infortunio; quest' anno si era ritagliato il suo spazio, con prestazioni convincenti ma sabato scorso ancora i dannati legamenti del ginocchio lo hanno tradito fino al termine di questa stagione. E Villa, infortunatosi ieri contro l' Olympiakos, salterà la cruciale sfida col Real Madrid di domenica…
Sono appena tornati Baraja e Vicente, sta per tornare Albelda, ma i punti persi sono già troppi e il nervosismo si sta facendo strada, col conflitto fra lo staff tecnico (Quique Sanchez Flores e i suoi collaboratori) e il direttore sportivo (Carboni) che, irrisolto sin dall' estate, approfitta di questi rovesci per tornare prepotentemente alla ribalta. Pare addirittura che Quique si sia indispettito di una visita di Carboni negli spogliatoi alla fine del primo tempo con l'Athletic, e che da questo sia nato un pandemonio, con una spaccatura apertasi in seno alla squadra. La maggior parte dei giocatori sono con Quique, ma Carboni fa leva su quegli elementi ovviamente scontenti per essere impiegati poco o nulla, come il terzo portiere Mora, Hugo Viana e, dulcis in fundo, Tavano, caso che sta assumendo contorni sinceramente tristi (acquistato a sorpresa da Carboni per una decina di miloni di euro, Quique pare non fosse informatissimo della cosa e per ripicca verso Carboni ha ostracizzato il nuovo costoso acquisto, che non si sa precisamente quali colpe debba pagare). Se aggiungiamo che il presidente Soler sembra invece stare più dalla parte di Carboni, che una voce anonima dagli spogliatoi ritiene Carboni "un po' troppo cambiato (in negativo) rispetto a quando era giocatore", c'è il serio rischio che questa diventi una stagione di rimpianti e sperperi. Comunque in Champions League le cose finora sono andate lisce (ieri Joaquin stava per fare due gol da antologia, vi consiglio di vedere le azioni).
Un' ultima parola la vorrei spendere per David Villa: cacciato pochi giorni fa dall' allenamento per indisciplina, non sta vivendo un gran momento. Non segna da qualche tempo, e si nota in lui una certa ansia, anche se è sempre lui a trascinare la squadra in attacco. Se in nazionale è stato fatto giocare fuori ruolo, è lui che adesso a tratti esagera nell' allontanarsi eccessivamente dall' area avversaria, cercando un po' di strafare e di caricarsi tutto il peso del Valencia (e della nazionale spagnola, si veda la squallida sconfitta con la Romania) sulle sue spalle. Non sta giocando male, ma dovrebbe ritrovare un po' di serenità e concentrarsi sulle cose più semplici.

Il Celta, in un brutto e spezzettato derby galiziano, conferma la sua singolarissima traiettoria: dopo il Bernabeu, altro campo difficilissimo espugnato, un Riazor dove il Deportivo non aveva ancora perso finora. 16 punti finora per la squadra del bravissimo Fenando Vazquez, 13 dei quali ottenuti fuori casa!
E' evidente che quest' anno sta pagando molto di più, rispetto al palleggio insistito e "portoghese" (nel senso negativo del termine) delle partite casalinghe, il contropiede versione-trasferta, come bene evidenziano quest' ultimo successo e quello del Bernabeu, che ha in Nené il suo spietato esecutore. Grande acquisto quello del brasiliano, conferma piena dopo la grande passata stagione nell' Alavés: un tipo estroso che non sta facendo rimpiangere Silva e che anzi rispetto al canario del Valencia ha pure il gol in canna.
Il Deportivo con questo rovescio ha perso un po' di regolarità nella sua marcia (infallibile in casa, mediocre in trasferta): un limite evidente della squadra di Caparros risiede nella sua linearità: raramente ti sorprende (tranne quando Riki ed Estoyanoff sono ispirati), e il più delle volte la sensazione è che il gol possa arrivare solo su calcio piazzato, anche quando l' avversario viene messo sotto pressione. Fatto da considerare normale questo oltre che per la natura spiccatamente "operaia" della squadra, anche per il fatto che con così tanti giovani in squadra non è strano peccare di quando in quando di concretezza (mi vengono in mente Verdù e soprattutto Cristian, che hanno già 23 anni ma sono esordienti nella Liga).
L' Atlético "sensato" (cioè con Torres e Aguero in attacco) continua la sua risalita, mentre il Zaragoza si mantiene in zona alta grazie alla superiore qualità dei suoi solisti (Aimar su tutti) di fronte a un Nàstic buono ma privo di mordente in attacco (ricordiamo che avevo indicato il Nàstic come squadra rivelazione assegnandogli un decimo posto finale…).
Il Villarreal giochicchiando si prende tre punti (e, in settimana, un bell' infortunio di sei mesi per Nihat!) e stoppa il Getafe, mentre Valverde, con la vittoria dell' Espanyol sull' Athletic, scaccia le noiose voci sul un suo eventuale esonero inguaiando al tempo stesso Sarriugarte. La Real Sociedad resta ancorata al suo triste ultimo posto dopo un triste 0-0 casalingo con l' intristito Betis: l' unica notizia buona per Lotina viene dall' intraprendenza del giovane De Cerio in attacco, sperando che magari avvenga il rilancio del nuovo acquisto, mio idolo ai tempi del Celta, Jesuli.
Irureta, nella bufera, aspetta ancora di trovare la sua squadra, che onestamente non riesco ancora a concepire in zona salvezza, dove l'hanno relegata disorganizzazione e un po' di sfortuna.
Tenete d'occhio Uche del Recreativo, possibile riedizione di Eto'o: tornato da un infortunio che lo ha appiedato ad inizio stagione, due gol nelle ultime due partite da subentrante per lui. L'ultimo contro l'Osasuna, uno spunto strepitoso da pantera.

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3 Comments:

Anonymous Manuel said...

Bentornato!
Ho letto gli ultimi post,complimenti per questa analisi innanzitutto,passo subito a siviglia e valencia,,che continuando così potrebbero essere sopresa e delusione di questa stagione.
Il siviglia secondo me al momento è la squadra più in forma,però per qualche motivo ritengo abbia qualcosa in meno al barcellona e anche del pessimo real che aldilà di tutto continua ad affidarsi al caso e ai suoi ottimi giocatori senza mai mostrare un vero gioco.
Sul valencia beh,gli infortuni stanno pesando tantissimo e credo che molto sia dovuto alla preparazione,anche perchè iniziano a diventare troppi per essere solo "episodi sfortunati".
Poi immaginavo che stesse succedendo qualcosa nello spogliatoio,sapevo che carboni e flores non vanno granchè d'accordo,ma pensavo comunque fosse una situazione più tranquilla,forse visto l'andamento di questa stagione converrebbe liberarsi di flores e tentare di raggiungere almeno il 4° posto,anche se le squadre sono tante (saragozza,siviglia.atletico...) credo che il valencia al completo,con l'11 titolare possa giocarsela e battere chiunque.

Saluti,
Manuel.


Ps.
Secondo te aragones lo cacciano finalmente?

9:25 PM  
Blogger valentino tola said...

Grazie tante Manuel, fa veramente piacere avere un lettore fedele come te. Cercherò di migliorare questo blog con nuove idee (sto pensando ad esempio ad una rubrica sui giocatori storici), e se volendo hai qualche suggerimento da darmi sono disponibile. Comunque ho in serbo una sorpresa per gennaio-febbraio dell' anno prossimo...

Vero, il Siviglia è la squadra più in forma e anche se a volte fa confusione è uno spettacolo vederlo assaltare gli avversari (forse hanno il miglior gioco sulle fasce in tutta Europa) e creare occasioni su occasioni. Ancora devo esaminarne bene la capacità di gestire le partite, che è ciò che fa la differenza ai piani alti.
Che abbia qualcosa in meno (giusto qualcosina...) rispetto al Barça lo sospetto anch'io, mentre il Real Madrid, anche se per qualità di giuoco non è degno di legargli nemmeno le scarpe, è inetivabilmente superiore per organico, ambizioni, esperienza e anche (ha il suo peso) dimensione storica.
Fra due settimane c'è lo scontro diretto, vedremo. Ovviamente da gestore imparziale di questo blog non posso dirti per chi farò il tifo...

Per quanto riguarda il Valencia, l'ho già detto, mi dispiace tantissimo, perchè era secondo me la vera sfidante del Barça. Hai ragione, tutti questi infortuni non dovrebbero essere certo casuali, e hanno tagliato le gambe al Valencia.
Da poco ho finito di vedere Valencia-Real Madrid (domani pubblicherò il commento+pagelle), e la maledizionbe continua: il Valencia ha giocato bene, meglio del Real Madrid, ma è rimasto ancora a mani vuote, grazie a un catastrofico Angulo che si è divorato due gol fatti (e non ho proprio capito perchè Morientes è rimasto in panchina).
La situazione dello spogliatoio è critica, e se i giocatori propendono per Sanchez Flores (anche se ci hanno litigato più o meno tutti)è meglio dare loro retta, anche perchè, al di là di certi suoi eccessi difensivisti, è un tecnico che ci sa fare.

Comunque, questa Liga la vincerà il Barça, su questo non ho dubbi (molti di più ne ho sulla difficilissima partita col Werder).

Capitolo Aragones: speriamo! Lo dico ancora di più dopo la partita con la Romania, già inutile in partenza e sommamente squallida nei suoi sviluppi, che ho avuto la sventura di vedere. La mia sensazione è che la federazione abbia tutta l'intenzione di andare dritta dritta verso la catstrofe, e cioè l'eliminazione dagli Europei, come conferma la vicenda delle dimissioni date da Aragones e subito respinte dopo la partita con la Svezia.
Però una piccola speranza c'è: ho letto infatti sul blog "Diarios de Futbol" (di cui trovi il link in questo blog) che secondo la radio Cadena Ser l'esonero di Aragones sarebbe stato addirittura già deciso, e il suo sostituto sarebbe Camacho, il meno peggio secondo me di quelli disponibili. Si annunciavano novità in questo senso proprio per questi giorni, vediamo un po'.

11:02 PM  
Blogger valentino tola said...

Spero mi scuserai, ho scritto "giuoco" esattamente come dice Berlusconi...

11:04 PM  

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