lunedì, novembre 13, 2006

DECIMA GIORNATA: Barcelona-Zaragoza 3-1: Gabriel Milito (Z); Ronaldinho (B); Ronaldinho (B); Saviola (B).

Signori, Ronaldinho è tornato: sì, proprio lui, quello decisivo nelle partite importanti. In un match ricchissimo (più appagante sotto il profilo tecnico il primo tempo, mal giocato e nervoso ma tremendamente emozionante il secondo), in cui il Barça viene messo per lungo tempo in soggezione dallo sfacciatissimo Zaragoza di Victor Fernandez, è lui a tirare fuori dagli impacci un attacco blaugrana che, al di là dei numeri soddisfacenti, soffre tantissimo (in termini anche di semplice capacità intimidatoria) l'assenza di Eto'o e soffrirà ancora di più in futuro, dato l'infortunio che terrà fuori per i prossimi tre mesi Leo Messi.
Gravissima la sua assenza dalla prossima sfida col Werder, che deciderà una buona metà della stagione del Barça, e allarmante in sé il fatto, visto che già l'anno scorso l'argentino si infortunò per un lungo periodo e che una tale frequenza nell' infortunarsi fa temere per la regolarità della sua carriera futura (speriamo non si ripeta un caso Ronaldo).
Ma torniamo all' uomo-partita (e uomo della domenica con Van Nistelrooy), Ronaldinho: un gol di testa (già due cabezazos in questa stagione), una punizione pennellata all'incrocio che fa esplodere il Camp Nou e regala tre punti d'oro, e infine un' altra punizione che si stampa sulla traversa e permette a Saviola di appoggiare a porta vuota per il 3-1. In mezzo, una partecipazione continua, pimpante ed estrosa, che al di là dei colpi da fermo, che sono sempre in canna, ci conferma il suo pieno recupero.

Nel primo quarto d'ora si vede la miglior versione del Barça, padrone assoluto del campo: occupa stabilmente la metacampo avversaria, sfrutta il gioco sulle fasce come da tempo non si vedeva e soffoca sul nascere, con un pressing aggressivo, ogni azione di rilancio da parte del Zaragoza. Prima un tentativo di Messi respinto da un difensore avversario, poi una delle solite iniziative sull' asse Ronaldinho-Sylvinho (quanto buon calcio sgorga quando sulla sinistra giocano quei due!) ispira Gudjohnsen che, con un angolo molto ridotto a disposizione, non può che tirare addosso a César. Il Zaragoza fa davvero fatica a giocare ed è costretto a una condotta quantomai innaturale, con D'Alessandro e Aimar lontani una sessantina di metri dalla porta di Valdes e i lanci di Gabi Milito, a cercare magari la velocità di Ewerthon, come unica risorsa.
Però quasi alla prima occasione in cui gli ospiti escono dal loro guscio, arriva la prima svolta della partita, con l'inserimento di Gabriel Milito che su un calcio d'angolo di D'Alessandro punisce la distrazione di Marquez evidenziando le carenze ormai storiche del Barça sulle situazioni di "palla inattiva". Il Barça accusa ovviamente il colpo, e in maniera altrettanto naturale, è il Zaragoza a sciogliersi, facendo intuire quanto possano essere pericolosi i suoi quattro talenti offensivi quando possono combinare di prima palla a terra. Ma non succede granchè, anche perché la partita viene spezzettata fra il 20' e il 30' da un' incredibile serie di infortuni, che costringono ad uscire prima Messi (rilevato da Giuly), poi Celades e infine Edmilson. Quando praticamente si riprende a giocare, Ronaldinho, incustodito e favorito da un' uscita un po' intempestiva di César, pareggia di testa.
Dopo una breve fase di attacchi da una porta all'altra, la partita si stabilizza, col Barça che cerca di ragionare e rallentare un po' il gioco. Si prosegue senza grandi emozioni anche nel secondo tempo: Barça un po' a corto di idee che, irretito dall' avversario, comincia ad abusare dei cambi di gioco verso le ali, non trovando tanti spazi centralmente. Il Zaragoza pare avere un maggior controllo della situazione, a dire il vero senza creare nulla di rilevante e dando comunque l'impressione di cominciare ad accontentarsi del risultato.
Ma nessuno aveva fatto i conti con un altro dei grandi fenomeni della Liga, il guardalinee Rafa Guerrero (meglio conociuto in Spagna come Rafa-no-me-jodas, "Rafa-non-mi-rompere"): dieci anni fa, proprio in un Zaragoza-Barça, inventò un celeberrimo rigore+espulsione a favore del Barça allora allenato da Robson, stavolta invece suggerisce, al 73', all' arbitro di espellere Motta per un gesto su Diego Milito (indegna la sua sceneggiata: colpito al petto, si mette invece le mani sul volto) che al massimo meritava un giallo, ma nulla più.
Se non altro questo pastrocchio ha il merito di ravvivare la partita: in campo si scatena una specie di sommossa, e ciò alimenta la reazione del Barça, che pochi minuti dopo ristabilisce la parità numerica: ingenuità clamorosa di Gabi Milito che perde palla sull' attacco del neo-entrato Saviola (entrato per dare più rapidità negli ultimi metri, al posto di un Gudjohnsen generoso, tatticamente intelligente, ma che per caratteristiche non ha lo spunto decisivo sul breve) ed è costretto al fallo da chiara occasione da gol e quindi al cartellino rosso.
Con 20 giocatori invece che 22 in campo gli spazi aumentano e, come si sa, la partita può andare dall' una o dall' altra parte: il Barça forse ci crede di più, di sicuro Ronaldinho ha una fede incrollabile e la sua punizione scatena un autentico delirio. Il Zaragoza prova subito a rimediare, trascinato da un irrefrenabile Diogo, ma Valdes respinge il colpo di testa di Ewerthon e Zapater, in equilibrio un po' precario, fallisce il tap-in. Nel finale il Barça dimostra di aver imparato la lezione della partita col Chelsea e gestisce i cinque minuti di recupero da grande squadra, amministrando il possesso-palla senza rischi e trovando pure il gol del definitivo 3-1, con Saviola che, a dire il vero in netta posizione di fuorigioco, ribadisce in rete un' altra punizione del magico Ronaldinho stavolta infrantasi sulla traversa.

Lo abbiamo capito ormai, il Barça quest'anno non è nettamente superiore ai suoi avversari e deve soffrire (situazione aggravata dagli infortuni), avere pazienza, quando può giocare e affidarsi ai colpi delle sue individualità, perché anche con quelli, non bisogna assolutamente vergognarsi a dirlo, si vincono le partite.
Il Zaragoza perde, dal punto di vista meramente matematico, l'opportunità di assestarsi nelle zone altissime della classifica, ma non era questo l'obiettivo d'inizio stagione, e quindi sono da risaltare maggiormente i tanti dati positivi (un pareggio non sarebbe stato certo un furto), ancora di più quando il Valencia (che realisticamente potrebbe diventare il vero avversario nel caso di lotta per il quarto posto) continua a perdere colpi.
Victor Fernandez può vantarsi di avere una squadra che, a parte il primo quarto d'ora di apnea, ha tanta personalità e qualità da mettere in campo: allegra e spettacolare quando attacca, seria e pronta al sacrificio quando c'è da correre dietro all' avversario, anche se non è la sua specialità. Una squadra che in generale dà davvero la sensazione di poter trovare la via del gol con grande facilità, per una via o per l'altra.

I MIGLIORI: Ronaldinho su tutti, ancora una volta è salito in cattedra Iniesta: sicurezza totale nel gestire il pallone, sguazza nel mare magno del centrocampo con padronanza fuori dal comune e con una continuità d'azione encomiabile, sia nel proporsi ai compagni che nello spezzare il ritmo avversario. Utile la partecipazione di Saviola: provoca l'espulsione di Milito, procura il fallo della punizione di Ronaldinho per il 2-1 e segna il 3-1, anche se a porta vuota e in fuorigioco. Comunque, anche considerando la doppietta (pure questa facile) col Badalona in Copa del Rey, risponde presente.
Diogo è stato il migliore del Zaragoza: ha arginato, almeno quando poteva, gli estri di Ronaldinho, e si è distinto con le sue poderose progressioni cha più volte hanno trasformato l'azione da difensiva in offensiva, mettendo in grande difficoltà nelle coperture Sylvinho, come quando a pochi minuti dal termine va via al brasiliano e serve una palla d'oro per la testa di Ewerthon che avrebbe potuto fruttare il meritato pareggio. Copertina meritata per un giocatore troppo spesso sottovalutato.
Peccato davvero che Gabriel Milito rovini con la sciocchezza dell' espulsione una partita fin lì perfetta, che aveva pienamente esaltato il suo senso tattico e la sua personalità. Ewerthon è il più verticale e ficcante degli attaccanti del Zaragoza, D'Alessandro si fa preferire ad Aimar anche se poteva assestare qualche colpo più deciso al Barça.
I PEGGIORI: Non ha giocato male in assoluto, perché è sempre un giocatore prezioso, però inutile negare che, per come è strutturato, il Barça soffra avendo come prima punta un giocatore così poco rapido in spazi stretti come Gudjohnsen. Non è colpa sua, le sue caratteristiche sono altre, lo abbiamo già detto. Motta non riesce ancora a convincermi in quel ruolo davanti alla difesa, e in questo senso il fatto che l'infortunio di Edmilson duri solo dieci giorni è un'ottima notizia.
A parte l'irritante sceneggiata che provoca l'espulsione di Motta, Diego Milito stavolta, per fortuna del Barça, non si palesa in attacco. Errori, in mezzo a partite sufficienti, di Marquez e César, rispettivamente sul calcio d'angolo dell' 1-0 e dell' 1-1.


Barcelona (4-3-3): Valdés 6,5; Zambrotta 6, Márquez 6, Puyol 6,5, Sylvinho 6,5; Iniesta 7, Edmilson s.v. (29'), Deco 6; Messi s.v.(23'), Gudjohnsen 6 (67'), Ronaldinho 8.
In panchina: Jorquera, Oleguer, Gio, Thuram, Motta 5,5 (29'), Giuly 6 (23'), Saviola 6,5 (67').
Zaragoza (4-4-2): César 6,5; Diogo 7, Sergio 6,5, G. Milito 6,5, Juanfran 6; D'Alessandro 6,5 (68') Celades s.v.(27') Zapater 6 Aimar 6 (79'); Ewerthon 6,5 D. Milito 5,5.
In panchina: Miguel, Piqué s.v. (79'), Ponzio 6 (27'), Óscar, Movilla, Lafita 6 (68'), Longas.

Gol: 0-1 (17'): G. Milito; 1-1 (31'): Ronaldinho; 2-1 (86'): Ronaldinho; 3-1 (96'+): Saviola.
Árbitro: Iturralde González (Colegio Vasco). Expulsó a Motta (73') y a G. Milito (76') con roja directa. Amonestó a Zapater (38'), D'Alessandro (47'+), Diogo (47'+), Ponzio (50'), Márquez (68'), Ronaldinho (81'), Sylvinho (88') y Sergio (95').
Incidencias: Camp Nou. 74.201 espectadores. Noche templada.

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