lunedì, gennaio 15, 2007

DICIOTTESIMA GIORNATA: Celta-Atlético Madrid 1-3: Torres (A); Torres (A); Aguero (A); Nené (C).

L’ importanza dell’ aspetto psicologico. L’ Atlético, molto più a suo agio fuori casa, fa visita al Celta, per il quale i tre punti fra le mura amiche sono ormai una vera maledizione (ha vinto solo col Valencia). Torres, che in settimana in Coppa del Re ha evitato ai suoi la sconfitta grazie a uno straordinario gol, arriva al Balaidos di buon umore. Domande da un milione di dollari: chi ha vinto alla fine? Chi è stato il mattatore del match?
A parte i quiz, ciò che risalta è un Celta in evidente crisi di risultati, di gioco e di fiducia in se stesso. Nei primi 20-25 minuti l’ Atlético se ne approfitta bellamente, bucando con facilità irrisoria la difesa alta e lentissima del Celta. Uno-due di Torres e la partita è chiusa, perché se il Celta fa già fatica a segnare quando gioca bene, figuriamoci quando è così involuto. Saggia gestione del pallone da parte dell’ Atlético, che ad inizio secondo tempo trova il terzo con Aguero che non può non raccogliere sotto porta i frutti dell’ ennesima scorreria di Torres. Aguirre fa i suoi cambi, toglie Torres per risparmiarlo per la partita di Coppa del Re mercoledì a Pamplona, arretra un po’ troppo il baricentro ma non corre più grandi rischi. Nené accorcia le distanze al termine di una stupenda combinazione tutta di prima, ma quando può segnare il 2-3 e riaprire la partita tira addosso a Cuéllar.
Ora Fernando Vazquez rischia la panchina, e sarebbe una vera ingiustizia per uno dei tecnici spagnoli più preparati, capace, e questi sono fatti, prima di riportare il Celta in Primera, poi di qualificarlo subito per la UEFA, dandogli un’ invidiabile organizzazione di gioco e un gioco delle volte assai piacevole, al di là di certi eccessi di conservatorismo che lo colgono di quando in quando. Probabilmente chi vuole cacciarlo (e ce ne sono molti fra gli esigentissimi e anche parecchio strani tifosi del Celta) ritiene la rosa del Celta da grandi traguardi, ma la verità è che a parte alcuni giocatori di grande qualità, quest’ anno il massimo che si può ottenere è un posto in Intertoto. La rosa è troppo corta e si dipende eccessivamente da alcuni giocatori, Oubina a centrocampo e Baiano per quanto riguarda i gol (oggi Vazquez ha provato ad avvicinargli nel secondo tempo prima Guayre, partito esterno, poi Perera, ma meglio lasciar perdere…). Squadra un po’ troppo rigida, elegantissima ma che tende a palleggiarsi addosso quando non ci sono secondo punte o incursori che da centrocampo appoggiano Baiano. Ieri ha accusato pure grossi scompensi difensivi, il problema ora è anche psicologico (mai visto un Celta molle come quello d’ inizio partita), se lo si lascia al suo posto Vazquez lo risolverà.

I MIGLIORI: Torres straripa. Ho già notato come questa stia diventando una stagione chiave per la maturazione definitiva del giocatore, ora trascinatore vero, non più solo ragazzo-immagine. Il gol di martedì in Coppa del Re può essere una piccola svolta personale: lui ha un’ ottima tecnica, però ha sempre avuto la tendenza a giocare con eccessiva frenesia, a volere fare tutto da solo e a pasticciare non poco nel controllo e nelle conclusioni. Martedì ha messo giù palla con tranquillità e pulizia, ha alzato la testa e insaccato sul secondo palo con una conclusione raramente vista nel suo repertorio. Anche ieri, nel secondo gol, l’ ha piazzata all’ angolo, e gol dopo gol, può solo aumentare la serenità. Chissà che non diventi anche un grande cecchino oltre che uno straordinario apriscatole… Sul gol di Aguero poi, siamo a un classico del repertorio del Nino: galoppata inarrestabile e gol servito su un piatto d’ argento al Kun.
Luccin colonna del centrocampo, stagione eccellente la sua, punto di riferimento, bravo a spezzare l’ azione avversaria, a rallentare i ritmi quando serve e a mantenere il possesso-palla. Restiamo sempre ammirati dagli impetuosi recuperi di Perea. Nel Celta, Nené è il più attivo: discusso dai tifosi, magari abusa del numero fine a se stesso, ma è uno dei pochi davvero pericolosi. Segna un gol e ne sfiora un altro, costretto ad affrettare il tiro e a sparare quindi su Pichu Cuéllar. Pinto para il rigore, ma Torres ha la respinta pronta per l’ 1-0. L’ agile e spettacolare portiere del Celta poi compie una bella parata su destro da fuori di Maniche.
I PEGGIORI: Malissimo i centrali del Celta: Tamas è alquanto svampito, commette un fallo sciocco sul rigore dello 0-1 (Torres simula da par suo, ma lui gli offre l’ assist con un intervento avventato appena dentro l’ area), Lequi viene lasciato sul posto da Torres quando questi parte con l’ assolo del terzo gol. Spentissimi Jorge e Guayre, mediocre contributo di Perera.


Celta (4-1-4-1): Pinto 6,5; Aspas 6, Tamas 5, Lequi 5, Placente 5,5; Oubiña 5,5; Guayre 5 (71'), Jorge 5 (46'), Canobbio 5,5, Nené 6,5; Baiano 6.
In panchina: Esteban, Contreras, J. Vila, G. López 6 (46'), De Ridder, Núñez, Perera 5 (71').
Atlético(4-4-2): Pichu 6; Seitaridis 6, Perea 6,5, Zé Castro 6, A. López 6,5; Galletti 6 (92'+), Luccin 7, Maniche 6,5, Jurado 6; Agüero 6,5 (71'), Torres 8 (59').
In panchina: Falcón, Azcárate, Valera, Costinha 6 (71'), Ó. Martínez, Jacobo s.v. (92'+), Mista 5,5(59').

Goles: 0-1 (12'): Torres remacha de cabeza el rechace de Pinto a un penalti fallado por él mismo; 0-2 (20'): Torres, de disparo cruzado y pegado al palo; 0-3 (53'): Agüero marca a placer tras una gran jugada de Torres por la banda derecha; 1-3 (70'): Nené fusila a Pichu tras un pase de Canobbio.
Árbitro: Turienzo Álvarez, del Colegio Castellano-Leonés. Amonestó a Aspas (22'), Luccin (25'), Antonio López (46'+) y Seitaridis (75').


Incidencias: Balaídos. 20.000 espectad

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