domenica, gennaio 14, 2007

DICIOTTESIMA GIORNATA: Espanyol-Barcelona 3-1: Luis Garcia (E); Saviola (B); Tamudo (E); Rufete (E).

Sconfitta pesantissima, umiliazione vera e propria (questa sì, altro che il Mondiale per Club) per un Barça mai così allarmante. Il punto non è che questa non è più la squadra dell’ anno scorso, già lo sapevamo da tempo, ma che con simili calamitosi scompensi non si può pensare seriamente di restare ai più alti livelli competitivi. Magari nella Liga i concorrenti non si riveleranno alla fine così attrezzati da impedire un terzo trionfo consecutivo blaugrana (però il Real Madrid, che pure fa così schifo, ha di colpo l’ inattesa e ghiottissima opportunità col Zaragoza di rientrare in pieno nella lotta ), ma è certo che se ti devi presentare in queste condizioni in gare di Champions, allora tanto vale che ti ritiri prima…
Carenze collettive che per una volta non sono state mascherate dalla solita punizione di Ronaldinho (stavolta, nel primo tempo, ha preso la traversa) o dalla solita prodezza del singolo (golazo di Saviola per l’ 1-1, subito vanificato dal 2-1 di Tamudo). Rijkaard saluti con gaudio, al di là dei giustificabilissimi pugni alla panchina o dello sguardo truce evidenziato più volte dalle telecamere, questa sanissima batosta, occasione imperdibile per fare finalmente chiarezza.
Il Barça soffre da tempo di macroscopici problemi di coordinazione fra i reparti. Scordatevi la squadra che dominava sempre il campo e che, nonostante la sua struttura ultra-offensiva, permetteva all’ avversario di avvicinarsi ben poche volte alla sua porta, grazie ad efficaci meccanismi di compensazione come il pressing alto, il possesso palla e una squadra corta. Ora, divisi in due tronconi, ogni iniziativa avversaria è una pugnalata: gli attacchi blaugrana, quasi tutti statici, si infrangono puntualmente sulla trequarti; una volta perso il pallone, il pressing non scatta, anche perché una voragine separa Edmilson da Xavi e Iniesta; se ci aggiungiamo che Belletti lascia sempre scoperta la sua zona e che a turno Puyol e Marquez devono allargarsi per coprire la fascia sui movimenti ora di Tamudo ora di Luis Garcia (un attacco a due punte è l’ ideale per evidenziare le carenze difensive del Barça, perché con questo tipo di movimenti si impegnano i due centrali blaugrana, si costringe Edmilson a coprirli e si chiamano in causa le mancate coperture di Xavi e Iniesta, risucchiati da questo meccanismo), la zona centrale si scopre ulteriormente e risulta ancora più esposta agli inserimenti avversari dalla seconda linea.
Ieri, dopo una prima fase in cui l’ Espanyol affrettava eccessivamente i suoi contrattacchi, De la Peña in regia e Tamudo, Luis Garcia e Rufete in fase conclusiva, hanno approfittato in maniera addirittura sadica di questa fragilità strutturale: dopo un occasione di Rufete stupendamente imbeccato da De la Peña, è venuto l’ emblematico gol del vantaggio perico, con Tamudo che brucia Puyol sulla fascia destra della difesa, Edmilson che si appisola al centro dell’ area e Luis Garcia che devia in rete con destrezza.
E se non bastasse, dopo il gol altre due azioni in fotocopia: prima il solito Tamudo sempre dalla destra si beve Marquez, mette al centro ma Rufete arriva in ritardo al tap-in, poi è Luis Garcia a costruire dall’ altra fascia un’ azione speculare a quella del gol, solo che sul suo invito la deviazione dell’ indisturbato Tamudo manca di sufficiente forza e precisione. Il gol del 2-1 di Tamudo è invece figlio di un errore individuale di Belletti, che non esegue una diagonale semplicissima, ma di fatto questo Barça si trova la maggior parte delle volte a difendere correndo con la faccia rivolta alla porta di Valdes, chiaro e inquietante sintomo di disorganizzazione.
Premesso che il problema, come ovvio, è collettivo e che occorre lavorare prima di tutto su testa e gambe, bisogna secondo me sistemare pure alcune posizioni: in attesa del ritorno di Zambrotta, rimetterei innanzitutto Oleguer terzino destro, giocatore che perlomeno non scopre la sua zona e non commette gli errori da pivello che troppo spesso compie Belletti; poi si potrebbe pensare ad avanzare Marquez davanti alla difesa e in attacco si sta meritando più spazio Saviola, che in attesa del ritorno di Messi potrebbe pure partire dalla fascia destra e scambiarsi la posizione con l’ ormai prossimo rientrante Eto’o (giocatore determinante non solo per rivitalizzare l’ attacco, che crea poche occasioni e che ultimamente va a segno quasi solo su punizione, ma anche per dare il la alla fase difensiva col pressing sui difensori avversari).
E dell’ Espanyol, cosa si può dire? Valverde mi piaceva già ai tempi dell’ Athletic, è uno che dà ordine e gusto per il gioco alle sue squadre. Da tempo ha trovato il suo undici-tipo (Moisés Hurtado davanti alla difesa a coprire, De la Peña libero di creare, due esterni larghi e due punte; i giovani Torrejon e Chica titolari fissi rispettivamente sul centro-destra e sulla sinistra della difesa) e le cose vanno per il verso giusto. Ottimi ripiegamenti ieri, con raddoppi puntuali sugli esterni, difesa difficile da superare centralmente grazie anche ai movimenti a stringere dei terzini, contrattacchi imprevedibili e brillanti grazie all’ assoluta libertà di espressione concessa dal Barça al “Triangolo Magico”, col Pelat De la Peña che può alzare tranquillamente la testa e dispensare le sue incomparabili rasoiate e con Tamudo e Luis Garcia devastanti coi loro movimenti che scompaginano la difesa blaugrana.
Il tecnico basco ha pure azzeccato i cambi: dopo il gol di Saviola ha messo Sergio Sanchez per Velasco per avere più spinta sulla destra (sfruttando anche gli inesistenti ripiegamenti di Ronaldinho) e il neo-entrato ha subito pennellato il cross per il 2-1 di Tamudo. Anche l’ ingresso di Pandiani poi, non fosse stato per una traversa e per qualche leggera imprecisione, avrebbe potuto far assumere a questo storico trionfo le dimensioni addirittura di una goleada.

I MIGLIORI: Non si può non cominciare dai solisti dell’ Espanyol: De la Peña chiaroveggente, Luis Garcia completo e puntuale (un gol e l’ assist per il 3-1 di Rufete) e infine un Tamudo semplicemente strepitoso, nel suo stile più classico. Rapido, ficcante e astuto, umilia prima Puyol e poi Marquez nell’ uno contro uno dalla sinistra, servendo l’ assist per l’ 1-0 di Luis Garcia e un invito che Rufete manca di poco. Segna poi il gol decisivo, approfittando della sbadataggine di Belletti per infilare Valdes di testa.
Grandissimo lavoro di Rufete: non fa mai mancare l’ aiuto a Velasco e ai centrali di centrocampo e riparte nelle praterie sorprendendo la difesa del Barça coi suoi inserimenti: sfiora il gol due volte nel primo tempo (prima viene servito da una magia di De la Peña, prova a prendere in controtempo Valdes ma si accontenta del calcio d’ angolo, poi non arriva al tap-in sul cross rasoterra di Tamudo), lo trova finalmente in pieno recupero, a porta vuota col Barça tutto in attacco. La difesa poi andrebbe citata in blocco, ma segnalo Jarque, leader del reparto alla stagione della consacrazione, e poi il riuscitissimo turnover sulla fascia destra: Velasco linita Ronaldinho in fase difensiva, Sergio Sanchez dà lo slancio giusto all’ attacco servendo il cross del 2-1.
Nel Barça si salvano solo Saviola, Victor Valdes e in parte Iniesta (che esce per infortunio). Il Conejo segna un gran gol, compendio delle sue migliori qualità (rapidità, abilità negli spazi stretti e senso del gol), il portiere stavolta può solo limitare il passivo, straordinaria la sua parata sul colpo di testa di Pandiani.
I PEGGIORI: Belletti disastroso, forse la sua peggior partita da quando è al Barça: scellerato in difesa, obbliga i centrali a lavorare anche per lui ed è quasi sempre avventato o distratto nel gestire le situazioni. Rischia un rigore bambinesco ad inizio, lascia colpire indisturbato di testa Tamudo a centro area sul 2-1. Modesta poi la spinta, che generalmente è il suo forte. Non è un mistero che la società lo volesse cedere, si è guadagnato la conferma per quest’ anno grazie al gol che è valso la Champions con l’ Arsenal.
Ovviamente ben pochi si salvano: Puyol (ha perso lo scatto e un po’ dei suoi riflessi, non è più imbattibile come un tempo nell’ uno contro uno: secondo me gioca troppo) e Marquez sballottati da Luis Garcia e Tamudo, Edmilson abbandonato a se stesso ma come sempre addormentato, Xavi inesistente, uscito distrutto nel confronto con De la Peña, Giuly innocuo. E poi mi son stufato di Ronaldinho che gioca da fermo: grande traversa su punizione sì, ma non cambia mai ritmo e fa inutile accademia. Indecente la sua forma atletica.


Espanyol (4-2-3-1): Kameni 6,5; Velasco 7 (60'), Torrejón 6,5, Jarque 7, Chica 7; Moisés 6,5, De la Peña 7 (79'); Rufete 7, L. García 7,5, Riera 6,5; Tamudo 8 (68').
In panchina: Gorka, Moha, Sergio 7 (60'), Ito, Coro, Pandiani 6,5 (68'), Jónatas s.v. (79')
Barcelona (4-3-3): Valdés 7; Belletti 4, Márquez 5, Puyol 5, Gio 5; Xavi 5, Edmilson 4,5, Iniesta 6 (85'); Giuly 5 (46'), Gudjohnsen 5,5 (63'), Ronaldinho 5,5.
In panchina: Jorquera, Oleguer s.v. (85'), Sylvinho, Motta 5,5 (63'), Ezquerro, Saviola 7 (46')

Goles: 1-0 (31'): Luis García toca de zurda un centro de Tamudo; 1-1 (60'): Saviola se va de Jarque y marca de derecha; 2-1 (65'): Tamudo cabecea un centro de Sergio; 3-1 (92'+): Rufete culmina un contraataque.
Árbitro: Daudén Ibáñez (Col. Aragonés). Amonestó a Rufete (29'), Márquez (44'), Velasco (46'+), Tamudo (58'), Puyol (62'), L. García (73'), Pandiani (82'), Riera (83') y Sergio (87').
Incidencias: Estadi Olímpic. 31.450 espect.

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17 Comments:

Anonymous Anonimo said...

non sono daccordo con questo catastrofismo, e sul gioudizio su Belletti ma sono abbastanza daccordo con le soluzioni, soprattutto Marquez a centrocampo. il problema è nella seconda linea che già non ha un giocatore difensivo vero, poi manca deco che unisce l'attacco e la difesa ed ecco qui il risultato. e come vedi gli scatti di giuly e i lanci di xavi servono a poco se gli avversari sono messi bene in campo. Ronaldinho fuori forma? se così ha fatto 12 gol finora, chissà quando sarà in forma..., magari avesse un pò più di assistenza da quella parte..

1:05 AM  
Blogger valentino tola said...

Sì, ho usato toni un po' catastrofici, ha prevalso l' incazzatura, però giocando come avant' ieri e come a Getafe non si va da nessuna parte. Queste ultime due partite sono state delle caricature, è vero, ma i problemi evidenziati ci sono da inizio anno (c'è stato un picco iniziale, poi miglioramenti fra Villarreal e Werder Brema, ora questa ricaduta), nascosti e limitati di volta in volta.
A centrocampo i giocatori difensivi son solo Edmilson, Motta e Marquez, però gli anni scorsi, anche con tanti giocatori offensivi si subiva poco perchè c' erano degli equilibri. Bisogna ritrovare la compattezza, il problema è principalmente collettivo e investe principalmente la sfera atletica e psicologica, purtroppo non si può sapere in che misura perchè non faccio parte dello staff tecnico blaugrana. Poi si possono pure studiare questi cambi (Oleguer prioritario, nonostante la scarsa opinione che ho del giocatore).

Per quanto riguarda Belletti, aveva fatto grandi cose nel 2004-2005. In assoluto ho un eccellente opionione del giocatore quando attacca, molto meno quando difende. Sabato andava preso a schiaffi (e Rijkaard se l' è presa col vetro).
Ronaldinho è un giocatore talmente immenso che può decidere le partite anche se gioca all' 1% (e quest' anno lo ha fatto, come no!), però il miglior Ronaldinho ha ben altro spunto in velocità rispetto a quello che mostra adesso. Dall' inizio della stagione, si è allenato poco o nulla, questo è risaputo.

D' accordissimo sull' importanza di Deco, non so se si nota di più quando manca o quando è in campo.

2:07 AM  
Anonymous Manuel said...

Valentino,io non mi stancherò mai di ripeterlo,ma la Liga è meravigliosa,è un campionato dove 4/5 di alta qualità tecnica se la giocano in 5 punti,questo basta,anche se ci sarebbe un discorso a parte da fare su ognuna delle 5 sorelle.

Tornando al Barca comunque io non capisco più,questa squadra veniva data come l'ammazza-campionato,un pò eccessivo forse,ma i valori sono quelli.
Poi ecco fattori più o meno imprevisti (infortuni a catena,preparazione sommaria dovuta ai mondiali,avversari ormai preparati a contrastarne il gioco) e tutto ritorna in discussione.
Non concordo sull'assenza del giocatore difensivo,anzi,è proprio questo pensiero che ha rischiato di bruciare iniesta a favore di gente come van bommel o edmilson,guardare il real e il teorico della doppia diga e il non-gioco che produce,la mancanza di deco è ben più grave e questo toglie molte idee e costringe xavi a giocare a palle lunghe che per una squadra come il barca è a dir poco un suicidio.

Il real,accidenti,ha vinto con mille perplessità,ma sono convinto che la formazione senza ronaldo,beckham,cassano ed emerson sia la migliore possibile,dunque per quanto mal digerisca i blancos cercherò di limitarne le gufate :).

Il Valencia beh,ha segnato hugo viana,ormai decennale oggetto misterioso,sigh,può ancora vincere credo (e spero) però...non si può davvero fare qualcosa di un pò meglio col materiale a disposizione di flores?
Mi intristisce parecchio leggere e vedere che con villa,morientes,silva,joaquin,vicente,baraja ecc...ecc...non si riesce a fare un pò di calcio come si deve.

Siviglia e Atletico sono due incognite,la prima non so quanto possa ancora reggere e l'atletico non è certo un mostro di continuità,però sono progetti molto interessanti,con squadre giovani e di futuro assicurato,poi l'attacco torres-aguero è in prospettiva una delle meraviglie del secolo...

Ciao

Manuel.

8:00 AM  
Blogger valentino tola said...

Ci mancherebbe altro, il Barça può solo perderla questa Liga, però devono darsi una sveglia, affrontare con chiarezza i problemi senza liquidare le ultime due solo come delle partite andate storte.
Secondo me quello del centrocampista davanti alla difesa è uno dei ruoli più deboli nella rosa del Barça. La qualità degli interpreti non convince tantissimo, e infatti si dovrà operare sul mercato l' anno prossimo.
Poi sia chiaro che il Barça ha un' identità chiara, con quella ha vinto e da quella deve ripartire. Ammassare centrocampisti difensivi, chessò aggiungere Marquez ad Edmilson e cambiare modulo, sarebbe un abominio che peggiorerebbe solo le cose, questo sia chiaro (se già Deco e Iniesta soffrono ovviamente il pressing, immaginati un centrocampo, ipotesi ovviamente estrema, con Marquez, Edmilson e Motta insieme).
E' ripeto, una questione di equilibri generali, bisogna ritrovare quella compattezza che il Barça aveva già con Xavi, Deco, Messi, Eto'o e Ronaldinho schierati insieme, non c'è da fare nessuna contro-rivoluzione.
Le cause di queste difficoltà son quelle elencate da te, e più in generale va detto che confermarsi è sempre più difficile.

Il Real Madrid ha una formazione molto più sensata, non c'è dubbio. E' l' esatto opposto (fortunatamente!) di quella pensata in estate da Capello.
Se si consolida la coppia Diarra-Gago può anche vincerla questa Liga (oddio, Capello in trionfo che ci prende tutti a gestacci...fa che non si avveri!).

Al Valencia ormai ci ho fatto l' abitudine, avrebbe tutti i requisiti per divertirci, ma è fatto così. Perlomeno ha un' identità chiara, è forte in tutti i reparti e sa adattarsi a molte situazioni, ciò che la rende tremendamente competitiva (ho avuto una visione: finale di Champions, Valencia-Manchester!).
E ogni tanto, ma sono eventi che vanno gustati in tutta la loro rarità, gioca anche delle partite piacevoli...

Il Sevilla non regge al vertice (la sconfitta di ieri è una prova schiacciante); ma comunque andrà in Champions. L' Atlético non andrà in Champions e forse neanche fra le prime sei. Fa troppa fatica in casa contro difese schierate, è una tortura.

12:33 PM  
Anonymous Anonimo said...

sul Barca. il problema è che le vittorie cancellano i difetti. in realtà che partite come le ultime di tanto in tanto si vedevano anche le altre stagioni però si riusciva a vincere comunque o erano le altre che erano ancora più distanti. ripeto quando manca deco si vede che non riusce a far passare il pallone dalla difesa all' attacco. in più siamo più deboli difensivamente anche per l'assenza di Eto' che rendeva difficile l'impostazione dell' azione alla squadra avversaria. le soluzioni, ripeto, secondo me l'avanzamento di Marquez che dei tre è quello più completo, capace di impostare la manovra e con capacità di piazzamento com e edmilson ma anche sobrio e a ottimo rubare palloni come motta, commettendo meno falli. daltronde i centrali non mancano. e uno tra thuram , oleguer e puyol potrebbe anche essere a seconda delle esigenze essere dirottato a destra, senza dimenticare invece valiente che può giocare invece a sinistra. e ora torna eto'o...
KUBALA

1:17 PM  
Anonymous Anonimo said...

su belletti: è vero quello che dici sulla fase difensiva, ma almeno in quella difensiva è bravo. gio è scarso in tutte e due... però non so perchè non è mai criticato...
KUBALA

1:18 PM  
Blogger valentino tola said...

Sì, anche le altre stagioni si vedeva qualche partita simile, ma non con la frequenza di quest' anno (e mi riferisco anche a partite vinte come ad esempio l' 1-3 del San Mames).
L' anno scorso mi ricordo che il Barça ebbe una partenza simile a quella di quest' anno: poco pressing, meno possesso-palla e maggiore fragilità difensiva. Però il girone di Champions era facile e nella Liga non c' erano avversari seri.
Comunque, dopo quel mese-mese e mezzo, a partire dal secondo tempo con l' Osasuna la squadra ritrovò tutti i suoi punti di riferimenti. Se nel prosieguo della stagione, si era giocata qualche partita scialba (tipo lo 0-0 col Malaga) era più per via di un calo fisiologico, della presenza troppo assidua di Van Bommel (per me buon giocatore, ma indecente nell' ultima fase della scorsa stagione)e soprattutto di una gestione prudente delle energie fra Liga e Champions. Molte vittorie ottenute col minimo indispensabile, ma gli equilibri giusti c'erano sempre.
Quest' anno invece giochiamo troppo spesso sfilacciati e subiamo azioni su azioni.

Per il resto, sono molto d' accordo con le tue considerazioni puntuali. Ovviamente lo sono su Deco, e mi fa piacere che la pensiamo allo stesso modo su Eto'o.
Quello di cui parli non è un semplice dettaglio, ma ha un' importanza capitale. Il suo pressing permette alla squadra di giocare qualche metro più avanti, mantiene gli avversari lontani da Valdes e di avere mediamente qualche punto percentuale in più nel possesso-palla, cosa importantissima per il gioco del Barça. Torna Samueeel!!!

Sono d' accordo anche su Marquez: come pivote è meglio sia di Edmilson che di Motta, però il problema è che è troppo importante da difensore centrale, anche per impostare il gioco da dietro quando i centrocampisti sono pressati (anche se gli avversari ormai lo sanno, pressano pure lui e lasciano solo Puyol ad impostare).


Riassumo con dei voti il mio pensiero su Belletti e Gio (che non mi entusiasma di certo).

BELLETTI.
Fase offensiva: 7,5.
Fase difensiva: 5.

GIO
Fase off.: 6. (peggiorato)
Fase dif.: 6,5.

Rijkaard forse trova un po' più rassicurante la mediocrita di Gio.
Comunque, Oleguer terzino destro.

P.S.: Mi sa che adesso metto fra i link l' articolo sul gioco del Barça che ho scritto a fine Agosto. Un po' troppo euforico, ma è uno di quelli che mi son riusciti meglio.

2:17 PM  
Anonymous Anonimo said...

io credo che Thuram possa essere utile adesso come centrale. a destra può sempre giocare anche zambrotta oltre a oleguer (e a puyol) con silvio a sinistra. su van bronchorst
e belletti

belletti: 8 attacco, 5 difesa
v.b: 5 attacco, 4 difesa

2:59 PM  
Blogger valentino tola said...

E' sottinteso che Oleguer a destra vale finchè non torna Zambrotta (ma magari si può spostare Zambrotta a sinistra, che tra l' altro è la fascia che preferisce).
Ho grande stima per Sylvinho, serio, continuo e tecnicamente ineccepibile (il più bravo da questo punto di vista dei terzini del Barça). E' un semi-titolare, però non trovo giusto che Rijkaard gli preferisca sempre Gio nelle partite più delicate.

3:24 PM  
Anonymous Edo14 said...

beati voi che parlate di squadre di alta classficia... :D

5:25 PM  
Anonymous Anonimo said...

per carità Sylvinho è bravo però non è Roberto Carlos e in più inizia ad avere la sua età. Può essere un ottima riserva per il Barca, ma ripeto i due posti nell' undici titolare che hanno più bisogno sono il terzino sinistro e il centrocampista difensivo. p.s. cosa ne pensate di Maxi Lopez? spero che d'ora in avanti vederlo segnare diventi l'abitudine. Sul Bilbao, è normale che potendo attingere solo a giocatori baschi non si possa andare molto più in la di così, salvo stagioni particolarmente fortunate o nidiate di talenti molto prolifera. KUBALA

8:08 PM  
Anonymous Manuel said...

Ma sai valentino,se il barca comprasse davvero un mediano da fare il titolare (ammesso che ce ne sia uno meritevole di giocare al barca e che la squadra che ce l'ha sia disposta a privarsene...)sarebbe il nostro caro iniesta a farne le spese,quindi ci penserei molto bene,stravolgere un sistema che funziona e rischiare un giocatore di tale qualità non è una soluzione ottimale.
Se ne può parlare in determinate occasioni,però il trio di mezzo deve essere xavi-deco-iniesta,poi all'occorrenza si può inserire edmilson,avanzare marquez o arretrare gudjohnsen o magari andare sul mercato.
L'argomento del terzino invece è frutto degli infortuni,oleguer e van bronckhorst sono riserve,i 4 dietro non dovrebbero essere Thuram (dx) Pujol-Marquez Zambrotta (sn)?
Senza dimenticare che Pujol da terzino può fare benissimo,certo che però si perde uno dei migliori centrali d'europa...

Manuel.

8:24 PM  
Blogger valentino tola said...

@ Manuel

Xavi-Iniesta-Deco è poco praticabile, Rijkaard lo usa eventualmente solo a partita in corso (tranne al Bernabeu quest' anno). Non può prescindere il Barça da un giocatore con forza fisica, senso della posizione e buon gioco aereo davanti alla difesa.
Iniesta trova comunque spazio, in un anno il Barça gioca una sessantina di partite, con Deco e Xavi sono in tre per due posti da mezzala, non credo corra alcun pericolo se si prende un Mascherano o roba simile.
La tua difesa in teoria è plausibile, però Thuram non vuole giocare da terzino e Zambrotta, anche se per me è meglio a sinistra, è stato preso per giocare soprattutto a destra.

@ Kubala

Non è Roberto Carlos, però raramente sbaglia partita e lo trovo vagamente sottovalutato (non ha la falcata di Belletti, però negli spazi stretti è più bravo e poi si intende a meraviglia con Dinho). Io lo terrei anche l' anno prossimo, ovviamente da riserva dietro un Emanuelson o un Lahm (ma occhio anche ad un possibile acquisto di Alves che potrebbe dirottare stabilmente Zambrotta a sinistra).

Su Maxi Lopez ti confesserò che io nel River mi ricordavo un giocatore anche raffinato, ma quando l' ho rivisto in Spagna l' ho trovato incredibilmente grezzo. Ha un controllo del pallone disastroso, però è molto combattivo e sgobba tantissimo.
Non credo possa segnare tantissimo, perchè per caratteristiche tende ad arrivare poco lucido al tiro.
Per me non è da Barça.

Sull' Athletic son d' accordo con la tua analisi,ma qui si fa i conti con un tabù. Peccato, è una delle società che incassa di più dalle tv e potrebbe anche acquistare stranieri di livello medio-alto (a proposito di Huntelaar, quanto si troverebbe bene lì!). Con gli stranieri giusti, avrebbe tutte le possibilità di inserirsi in alta classifica.

11:15 PM  
Anonymous Anonimo said...

Alves non arriverà perchè costa troppo e perchè francamente con Belletti e Zambrotta(e oleguer e puyol) il Barca sta bene. come sai invece penso che a sinistra ci siano problemi. Sylvnho è bravo ma come dici tu se gli viene preferito V.B. perchè sa difendere meglio(e V.b è disastroso difensivamente) evidentemente Sylvinho ha questo difetto. Allora tanto vale per me puntare su chi sai tu (emanuelson, con zambrotta e mi auguro Fernando Navarro come alternative.) purtroppo però nevarro credo abbia il contratto in scadenza e se beguiristain non si sveglia lo si perde. il mediano serve e non toglie spazio a nessuno se non ad edmilson e motta, a questo punto forse sul piede di partenza almeno uno dei due (soprattutto se si vuole dare qualche chance a Marc Crosas). Su Maxi. per me è un grande giocatore ed è molto bravo tecnicamente, ottimo controllo (non so che partite hai visto). manca un pò in zona gol per via del fatto che si muove molto sulla fascia e che forse non è formidabile nel piazzamento. per me è da Barca in astratto, bisogna vedere in concreto che progetto tattico c'è. giocando con continuità comunque vedrai che arriveranno anche gol, fiducia e altri gol. Thuram terzino va bene, mi sembra che atleticamente c'è ancora eccome e meglio a destra che in panca. però ripeto vorrei anche rivedere Puy libero di avanzare e far vedere che anche tecnicamente è un grande giocatore, meglio di Daniel Alves.
KUBALA

1:55 AM  
Anonymous Edo14 said...

caro Valentino, c'è proprio uan differenza di prospettiva: per un tifos dell'Athletic basta essere in primera e lottare, nessuno baratterebbe mai un titolo vinto con stranieri in rosa con 10 anni di bassa classifica "made in Euskal Herria". Molta gente non capisce questa cosa, io tra l'altro non ne posso più di spiegarla ai mille ignoranti (e ce ne sono, credimi) che straparlano senza sapere un tubo. Ribadisco che la squadra secondo me non è malvagia, con Valverde arrivammo quinti tre anni fa e va bene che si sono persi due pezzi da 90 come Ezquerro e Del Horno, ma non credo che ciò basti a giustificare questa situazione, dovuta più che altro ai casini combinati da Lamikiz.
Sul Barça non mi esprimo, l'ho visto giocare solo 4-5 volte quest'anno e sono ogettivamente troppo poche; credo però che, senza l'infortunio di Eto'o, adesso sarebbe primo e con ampio margine. Avrà tutte le difficoltà di gioco che volete, ma con un puntero che segna un gol a partita si maschera tutto.
Maxi Lopez: a Bilbao fece un gran gol e giocò bene, tuttavia anch'io mi ricordavo un giocatore più tecnico. Non so se sia mancanza di fiducia oppure oggettivo limite tecnico, ma non mi sembra un gran giocatore. E' uno da squadre di medio-basso profilo, per quanto ho visto. Saluti a tutti!

2:09 AM  
Blogger valentino tola said...

No, dai, Daniel Alves è molto più forte tecnicamente di Puyol! Per me è probabilmente il miglior terzino destro al mondo, per esserne sicuro vorrei vederlo in un' altra squadra come per l' appunto il Barça (poi è vero che prima di tutto bisogna rinnovare a sinistra). Certo che potevano già prenderlo quest' estate quando costava meno, e Belletti lo hanno tenuto esclusivamente per il gol all' Arsenal, questo si sa.

Maxi Lopez è davvero una cosa strana: l' ho visto prima al River Plate, quando giocava con Cavenaghi, e lì faceva grandi numeri, poi al Barça e due-tre volte quest' anno al Mallorca, e ho trovato un giocatore tecnicamente molto peggiore di quello che ricordavo(non so, forse non era tranquillo, soprattutto al Barça).

@ Edo

Hai ragione, c'è una enorme differenza di prospettiva, non posso mettermi nei panni di un tifoso dell' Athletic perchè non lo sono. Finchè la società adotta questa filosofia, va rispettata, dico solo che se decidesse di cambiare idea non sarebbe la fine del mondo.

10:27 AM  
Anonymous Anonimo said...

Alves è fortissimo ma tecnicamente non è un fenomeno. Puyol, nasce attaccante, e tecnicamente (ha dato dimostrazione anche al mondiale) è un fior di giocatore. ripeto non credo che fosse stato facile nemmeno 2 anni fa prenderlo, non ti dimenticare chi è il presidente del Siviglia. Su Maxi non so che partita hai visto, può darsi che era fuori forma, che la squadra non lo supportasse molto però tecnicamente e nel controllo non si discute, è uno dei migliori centravanti al mondo in questo. Poi ripeto non ha la concretezza di un Huntelaar, però è un grande giocatore, potenzialmente un campione. Sul Bilbao, non credo che 3 stranieri cambierebbero la sostanza, comunque stimo la loro scelta. KUBALA

2:32 PM  

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