sabato, marzo 17, 2007

Il Nàstic ci crede.

In Estate avevo indicato il Nàstic come possibile rivelazione di questa Liga, assegnandogli addirittura il decimo posto nel mio pronostico. Mi spingeva in questo senso l’ entusiasmo dell’ ambiente, la presenza di buoni giocatori come Campano, Generelo, acquisti stuzzicanti come Caceres e Gil e l’ ingaggio di due elementi carichi di una certa ansia di rivincita come Portillo e Makukula.
Alla prima giornata, la sorprendente vittoria al Montjuic, 0-1 nel derby catalano con l’ Espanyol, sembra promettere, ma il prosieguo è disastroso, col Nàstic che sprofonda in fondo alla classifica. Luis César, il tecnico della promozione, dà le dimissioni, e al suo posto arriva l’ esperto Paco Flores, già protagonista di una transizione delicata sulla panchina dell’ Espanyol anni orsono. Fra prove tattiche di scarso successo (trivote a centrocampo, 4-1-4-1) e polemiche societarie, sembra soltanto un triste traghetto verso la normalità della Segunda, ma alla prima di ritorno è ancora una volta l’ Espanyol a tendere una mano.
Prestazione sontuosa, quattro gol rifilati a Kameni già nel primo tempo e piccola fiamma di speranza che si riaccende. Speranza che subito si spegne per l’ incapacità di dare un seguito a quest’ exploit, con il 4-1 di Santander come pietra tombale. Ma, improvvisa, e nel ciclo di partite più improbabile, la resurrezione. “Tanto non abbiamo nulla da perdere”, e il Valencia in pieno recupero viene bloccato al Nou Estadi sull’ 1-1; “Finchè la matematica non ci condanna…”, e il San Mamés viene espugnato (non un’ impresa incredibile di questi tempi, a dire il vero), 0-2 e giocando in dieci quasi tutto il secondo tempo; “Ce la giocheremo senza timori, viviamo giornata per giornata...”, e il pesce più grosso, il Sevilla, cade anche lui nella rete.
La classica miscela di serenità e crescente entusiasmo creatasi nelle ultime partite ha portato la difesa (con 48 gol di gran lunga la più battuta della Liga, mentre i 25 gol all’ attivo non sono malaccio) ad essere un po’ meno colabrodo del solito, ha liberato da tensioni eccessive i giocatori e prodotto partite esemplari per impegno e concentrazione. La salvezza resta un miraggio, 7 punti dal Levante e dal Celta quart’ ultimi sono una bella montagna, ma perlomeno i contorni di un’ eventuale impresa cominciano a diventare riconoscibili. E domenica si va al Bernabeu…

Paco Flores ha inizialmente smontato il 4-2-3-1 di Luis César, per dare più solidità al centrocampo con un 4-1-4-1 caratterizzato dal trivote formato da Morales davanti alla difesa, Abel Buades sul centro-sinistra e Generelo sul centro-destra. Formazione sterile che lasciava sin troppo isolata l’ unica punta, così si è optato per un ritorno al 4-2-3-1/4-4-1-1, vecchio ma sensibilmente rinnovato negli uomini dalla finestra di mercato di Gennaio (via Caceres, Abel Buades, fuori rosa Llera, dentro Calvo, César Navas, Chabaud, potere a Pinilla sulla trequarti). Il gioco, tenuti in considerazione i mezzi limitati, è quello classico: centrocampo folto, manovra palla a terra, buona spinta sulle fasce.

In porta Albano Bizzarri, argentino, ex promessa non mantenuta del Real Madrid all’ epoca scavalcata dalla fragorosa ascesa di Casillas, si è ripreso le chiavi dopo aver lasciato spazio nella prima parte della stagione al secondo Rubén Pérez. Altro rincalzo, in panchina nelle ultime partite, Alvaro Iglesias.
La difesa ha cambiato quasi completamente volto rispetto ad inizio stagione, e con ciò anche rendimento, un solo gol al passivo nelle ultime tre partite. Innesti importanti quelli dei nuovi acquisti “Pampa” Calvo sulla destra e César Navas sul centro-destra. Calvo è un giocatore di provata esperienza, rincalzo di Ibarra nel Boca ma assai impiegato nell’ ultima stagione. Terzino destro attento, grintoso e sempre pronto a dare una mano in fase di spinta, sicuramente di più rispetto al giovane Ruz, di proprietà del Valencia, protagonista l’ anno scorso della promozione, terzino rapido, buon marcatore, ottimo in fase difensiva ma deficitario in quella offensiva, comunque un giovane di prospettiva, magari un possibile rincalzo nel prossimo Valencia.
Eccellente il rendimento di Calvo, buono anche l’ apporto di César Navas. Canterano del Real Madrid, acquistato a Gennaio dal Malaga, è un centrale di grande stazza, alto 1,96 e, come prevedibile, molto affidabile nel gioco aereo. Accanto a lui Matellan, altro argentino, altro ex del Boca, campione intercontinentale nel 2000, ha perso il posto dopo le figuracce collezionate nel recente 4-1 subito a Santander, rimpiazzato nelle ultime partite da David Garcia, meno prestante ma più rapido, e all’ occorrenza impiegabile anche sulle fasce. Llera, centrale titolare nella prima parte del campionato, paga il mancato accordo invernale col Watford, e si trova così praticamente fuori rosa.
A sinistra si disputano il posto Mingo, grintoso veterano, e Marco Ortega, una sorta di talismano dato che ha fatto il suo debutto in questa Liga nel 4-0 all’ Espanyol della prima giornata di ritorno.

A centrocampo, altro ottimo acquisto (grande partita domenica contro il Sevilla) si sta rivelando il francese Chabaud, misconosciuto mediano francese di 29 anni arrivato a Gennaio dal Charleroi. Col modesto Morales compone una coppia di centrocampo che in piccola scala riproduce quella famosa “diga” Diarra-Emerson sulla quale Capello aveva puntato tutto in Estate, nel senso che si tratta di due giocatori dalle caratteristiche speculari, due centrocampisti dalle doti soprattutto difensive.
Generelo, uno degli acquisti più importanti quest’ estate, possiede caratteristiche più equilibrate fra fase difensiva, costruzione del gioco e propensione all’ inserimento, ma l’ ottimo rendimento della coppia titolare lo ha relegato in panchina, così come il basco Merino, regista-trequartista dalle doti tecniche indiscutibili, ma mai veramente incisivo nelle sue varie peregrinazioni.
Serrano, centrocampista difensivo, veterano grana sin dal ’98, ha potuto finora assaggiare il calcio di Primera soltanto per 29 minuti. Abel Buades, in polemica tra l’ altro col pubblico che lo contestava, era uno dei migliori centrocampisti della rosa, ma a Gennaio ha preso la via di Cadice, per aiutare il Cadiz nel suo difficile tentativo di risalita in Primera.
Sulle fasce il potenziale è buono: a destra nelle ultime partite il titolare è stato David Cuéllar, vivace e dinamico, utilizzabile anche sulla sinistra, ma il titolare “morale” (assente per infortunio nelle ultime tre gare) è Campano, elegante esterno (ma anche terzino destro spesse volte al Mallorca), uno di quelli che alzano sempre la testa prima di buttare i palloni in mezzo all’ area avversaria. Dotato di un destro calibratissimo, magnifico nei cross e nel pennellare traiettorie sui calci piazzati, è finora il leader della classifica degli assist del Nàstic con 4 assist.
A sinistra, il nome nuovo è…Portillo. Proprio lui: pressato dalla stampa e dai tifosi, che chiedevano il ritorno fra i titolari di Rubén Castro e il suo utilizzo in coppia con Portillo, Paco Flores ha adattato il canterano madridista a questa nuova posizione, anche se è assai probabile che Portillo possa tornare a breve al suo ruolo di punta pura.
Inutile girarci intorno: molte delle residue chances del Nàstic dipendono dai suoi gol. Pessimo nel girone d’ andata, condizionato anche dalla sterilità e dall’ isolamento cui lo condannava il gioco del Nàstic, Porti-gol si è rimboccato le maniche in questo girone di ritorno: finora 7 gol all’ attivo (e due assist) l’ ultimo dei quali (segnato una volta tornato nella posizione di centravanti, con l' uscita di Rubén Castro) è servito per abbattere il Sevilla. Grande mancino, sono ancora convinto che questo sia fra tutti gli attaccanti spagnoli uno di quelli che in assoluto vedono meglio la porta, gli manca però il salto decisivo (e forse gli mancherà fino all’ ultimo anno della sua carriera). Una destinazione ideale per lui il prossimo anno potrebbe essere in una squadra ambiziosa di metà classifica disposta a dargli spazio, magari un Deportivo o un Villarreal, intanto domenica non potrà vendicarsi del Real Madrid per la solita odiosa clausola (e c’è da dire che Portillo non è in prestito, è stato ceduto al Nàstic con un’ opzione a disposizione del Real Madrid per poterlo ricomprare).
Gli specialisti veri e propri della fascia sinistra sono il brasiliano Gil, richiestissimo (in Itali si era parlato di Parma) qualche anno fa quando furoreggiava nel Corinthians. E’ il classico dribblomane malato alla Denilson, e avrebbe potuto dare un apporto ben più consistente, al di là di sporadiche apparizioni (13 presenze, solo 7 da titolare), se ricorrenti problemi fisici lo avessero risparmiato. Molto più lineare di Gil è Juan Diaz, all’ occorrenza utilizzato anche come centrale di centrocampo. Centrocampista offensivo col vizio del gol è lo svedese Tobias Grahn, acquistato a Gennaio dall’ Odense e subito in gol all’ esordio contro il Racing, assente nelle ultime giornate per un infortunio.

In attacco ha dato un contributo importante con 4 gol Rubén Castro, attaccante canario prelevato ad Ottobre dal Racing. I continui sballottamenti di questi anni fra Deportivo, Albacete e infine Racing hanno un po’ sciupato un talento molto interessante ai tempi in cui si affacciava nel grande calcio con la maglia del Las Palmas.
Attaccante leggero, rapido e dotato di ottima tecnica, nonostante le sue discrete performances realizzative (perlomeno in una realtà così disastrata), era stato accantonato ad inizio anno, fin quando il pareggio siglato contro il Valencia grazie a un suo colpo di testa in pieno recupero non ha richiamato l’ attenzione su di lui e imposto un ripensamento a Paco Flores, che difatti si è dovuto inventare per trovargli spazio, il 4-4-1-1 con Portillo esterno sinistro di centrocampo che tanta fortuna ha portato a Bilbao.
Grande delusione Ariza Makukula, al momento presente solo formalmente nella rosa del Nàstic, dopo che non si è concretizzato a Gennaio un suo traferimento al Brescia che in Spagna era dato per fatto. Centravanti imponente, di quelli immarcabili spalle alla porta sui lanci lunghi dalle retrovie, Makukula ha visto la sua progressione interrompersi nel 2003-2004 quando, mentre stava figurando benissimo nel Valladolid, un infortunio molto grave lo ha appiedato per molti mesi. Le due successive stagioni al Sevilla sono trascorse nel più totale anonimato, mentre il passaggio al Nàstic (sul quale contavo, gran bella coppia sulla carta con Portillo) lo ha tutt’ altro che rilanciato.
Invece Ismael Marchan, detto Irurzun (il suo nombre futbolistico, che ha scelto in onore della nonna, cui era molto affezionato e che proprio così si chiamava), è una seconda punta sveglia ma chiaramente di categoria, e per categoria si intende la Segunda Division.
Chiusura per un veterano che sta risultando determinante in queste partite di chissà quanto effimera riscossa tarraconense, ovvero Antonio Pinilla. Trentasei anni suonati, cresciuto nel Barça, medaglia d’ oro alle Olimpiadi del ’92, ha girovagato fra squadre non certo dell’ elite calcistica, con due esperienze su tutte, i 7 anni al Tenerife dal ’93 al 2000, e quelli al Nàstic, a partire dal 2001.
Paco Flores ha trovato nella sua matura intelligenza calcistica l’ ideale per collegare centrocampo e attacco: si offre sempre ai compagni, difende il pallone con sicurezza e lo appoggia sempre nella maniera più appropriata, esibendo visione di gioco e ottime intuizioni in rifinitura, come ad esempio lo stupendo assist buca-difesa che ha ispirato lo 0-1 di Portillo a Bilbao. Fondamentale uomo-squadra, migliora il gioco dei suoi compagni.

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