lunedì, aprile 02, 2007

VENTOTTESIMA GIORNATA: Osasuna-Sevilla 0-0

In assoluto un punto su un campo difficile come il Reyno de Navarra non sarebbe da buttare via, però il Sevilla perde il primo posto e vede al tempo stesso avvicinarsi Valencia e Real Madrid. Partita giocata su ritmi alti, con molti capovolgimenti di fronte nel primo tempo, mentre nel secondo tempo è stato più chiaro il dominio dei padroni di casa, che con una prestazione autorevole hanno impedito al Sevilla di esprimere tutte le sue virtù.
Juande Ramos deve fare a meno delle colonne portanti della sua squadra: Daniel Alves, la scheggia impazzita, e Kanouté, la boa, che parte solo dalla panchina per i postumi di una gastroenterite. Il Sevilla perde così imprevedibilità nelle sue transizioni e perde anche la possibilità di ricorrere al lancio lungo direttamente verso l’ attacco, visto che Chevanton e Luis Fabiano hanno tutt’ altre caratteristiche rispetto a Kanouté, pezzo unico ed insostituibile.
L’ Osasuna invece infoltisce il centrocampo col trivote formato dalle mezzeali Munoz e Raul Garcia e dal canterano Erice, lascia Webò solo, forse un po’ troppo solo, al centro dell’ attacco, assistito da Juanfran e David Lopez larghi sulle fasce oltre che dai frequenti inserimenti di Raul Garcia, ultimamente più attaccante aggiunto che centrocampista.
Effettivamente Ziganda riesce nel suo intento di guadagnare la superiorità numerica a centrocampo rispetto alla coppia Martì-Maresca, ma a parte le iniziative dell’ ispirato Juanfran, non riesce a rendersi granchè pericoloso, a differenza di un Sevilla che, anche perdendo la battaglia a centrocampo, propone comunque i suoi vertiginosi ribaltamenti, con gli esterni Jesus Navas e Puerta e con un Chevanton molto voglioso, peccando però nella conclusione o nell’ ultimo passaggio. Luis Fabiano avrebbe l’ occasione buona, ma l’ arbitro scambia il suo controllo con il petto per un fallo col braccio.
Nel secondo tempo gli sviluppi della partita sono meno fluidi e più chiaramente definiti a favore dell’ Osasuna. La partita però perde molto del suo mordente, perché l’ Osasuna, senza Soldado, la sua punta più acuminata, continua a manifestare sterilità nei suoi attacchi (soltanto un sinistro da fuori di Raul Garcia e una mancata deviazione di Juanfran su azione da calcio d’ angolo) e perché il Sevilla ora non riesce più a rilanciare l’ azione, anche quando Juande Ramos cerca di dare più consistenza al centrocampo con l’ ingresso di Poulsen e si gioca l’ asso Kanouté in attacco. Il gol dall’ una come dall’ altra parte, rimane un’ ipotesi assai remota, e lo 0-0 finale è quindi più che mai logico.

I MIGLIORI: Juanfran è il migliore in campo. Col suo fantasioso gioco di gambe riesce a mettere in difficoltà David, che è uno dei terzini migliori di tutta la Liga sul piano difensivo. Il Real Madrid, solita storia, non gli ha mai dato una chance seria. Encomiabile il lavoro di Webò: contende ogni pallone ai difensori sivigliani, spende tutto quello che ha, e purtroppo gli mancano la lucidità e la qualità necessarie per dare il colpo di grazia in fase conclusiva.
Il Sevilla si segnala solo nel primo tempo: Jesus Navas (poi totalmente eclissatosi quando nel secondo tempo la sua squadra non riesce più a uscire in contropiede) è il più vivace, prova tagli e conclusioni a rete, forse da posizioni troppo defilate. Puerta sempre continuo e intraprendente, anche Chevanton si fa notare nel primo tempo, viene spesso a prendersi il pallone sulla trequarti (quello che generalmennte fa Kanouté, mentre Luis Fabiano va in profondità) agevolando un paio di contropiedi interessanti. Buona prestazione di Dragutinovic.
I PEGGIORI: David Lopez non trova quasi mai lo spunto buono (forse si poteva provare a inserire Juanlu quando Martì, con l' entrata di Poulsen, è passato a fare il terzino destro), Maresca sopraffatto a centrocampo, Cobeno da brividi in alcune occasioni (eccessiva confidenza nel gestire i retropassaggi e un rinvio con le mani che stava per tramutarsi nel più comico degli autogol).

AZIONI SALIENTI

Osasuna (4-1-4-1): Ricardo 6; J. Flaño 6, Cruchaga 6, M. Flaño 6, Corrales 6; Erice 6; Juanfran 7, Muñoz 6 (70'), R. García 6,5, D. López 5,5 (85'); Webó 6,5 (77').
In panchina: Elía, H. Font 6 (70'), Milosevic s.v. (77'), Valdo s.v. (85'), Juanlu, Izquierdo, Romeo.
Sevilla (4-4-2): Cobeño 5,5; Hinkel 6 (61'), J. Navarro 6, Dragutinovic 6,5, David 6; Navas 6, Martí 6, Maresca 5,5, Puerta 6,5; L.Fabiano 6 (61'), Chevanton 6 (76').
In panchina: Javi Varas, Kerzhakov 5,5 (61'), Poulsen 5,5 (61'), Kanouté s.v. (76'), Escudé, Ocio, Duda.

Árbitro: Delgado Ferreiro, Colegio Vasco. Amonestó a Maresca (44'), Webó (64'), Javier Flaño (68'), David (76'), Héctot Font (80') Milosevic (85'), y Juanfran (86').
Incidencias: Reyno de Navarra, 16.673 espectadores se dieron cita en el estadio pamplonica en medio de una impresionante lluvia. El presidente del Sevilla, José María del Nido se marchó minutos antes de que finalizara el choque para poder llegar a tiempo a la Cofradía de la Estrella en la capital hispalense

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