sabato, maggio 10, 2008

Il punto sulla trentaseiesima giornata.

Betis - Valladolid 1 - 1: Mark González, rig. 50’(B); J.Llorente 62’ (A).

Getafe - Almería 4 - 2: Crusat 3' (A); autorete Licht 11' (A); Albín 33’ (G); Manu 62’ (G); Manu 68’ (G); Granero, rig. 75’ (G).

Recreativo – Villarreal 0 - 2: Nihat, 53’: Guille Franco 82’.

Deportivo - Levante 1 - 0: Riki 87’.

Murcia - Athletic Bilbao 1 - 2 : 1-0 Iván Alonso 17' (M); F. Llorente 32’ (A); Gabilondo 82’ (A).

Racing - Sevilla 0 - 3 : Fazio 29’; Fazio 64’; Renato 91’.

Valencia - Zaragoza 1 - 0 : Silva 20’.

Mallorca - Osasuna 2 - 1: Güiza 32’ (M); Portillo,73’ (O); Trejo 91’ (M).

Real Madrid - FC Barcelona 4 - 1: Raúl 12’ (R); Robben 20’ (R); Higuaín 62’ (R); Van Nistelrooy, rig. 77’ (R); Henry 86’ (B).

Espanyol - Atlético Madrid 0-2: Agüero 26’; Forlán 30’.

È triste vedere una Liga nella quale di giornata in giornata si moltiplicano le partite senza storia, dove in campo c’è una sola squadra che stravince anche senza essere niente dell’ altro mondo, che sfodera la goleada soltanto perché dall’ altra parte gli viene steso il tappetino fino all’ area di rigore. Triste il Barça-Valencia di domenica scorsa, triste il Clasico di mercoledì (che ha accelerato l’ ufficializzazione della destituzione di Rijkaard e l’ arrivo, prematuro?, di Guardiola sulla panchina blaugrana la prossima stagione), triste, perfino lugubre per lo scenario desolante del Montjuic semivuoto, l’ Espanyol-Atlético Madrid di ieri sera.
L’ Espanyol del girone di andata era una squadra solida, concreta, brava a chiudersi e micidiale nel ripartire e concretizzare la minima occasione, una bestia nera per le grandi; l’ Espanyol del girone di ritorno non è né carne né pesce. Un crollo inesorabile, che non si può spiegare solo con la pur rilevante assenza di Tamudo (quasi completamente indisponibile nel girone di ritorno) o con l’ impossibilità di poter contare su De la Peña praticamente per tutta la stagione. A gennaio l’ Espanyol è arrivato intorno ai 40 punti e lì è rimasto, guardando gli altri che passavano, fino a veder sfumare quasi del tutto anche le residue chances di Intertoto.
Evidentemente Valverde non è riuscito a mantenere la tensione giusta quando la squadra si è trovata al terzo posto, e tutto è degenerato fino a presentare una situazione dove mancano tutti gli elementi essenziali per un undici competitivo, situazione tale da provare quasi sollievo per il fatto che il campionato si stia per concludere così che i danni possano almeno restare limitati.
Manca intensità, mancano aggressività e concentrazione, mancano scioltezza e brillantezza. Già era una squadra che accusava una certa fatica contro difese schierate, ora si moltiplicano gli errori di misura nei passaggi, e una volta persa palla la squadra non è certo più quella che si ricompattava magistralmente in due linee da quattro pronte a restringere gli spazi e togliere il respiro agli avversari. Ora vige la politica della “Porta Aperta”: prego, si accomodino… capirete cosa questo possa comportare contro una squadra come l’ Atlético che fa della ripartenza rapida, poco elaborata e basata quasi esclusivamente sul talento dei suoi attaccanti, il suo maggior punto di forza.
La partita è durata mezzora, il tempo per i colchoneros di capire di avere di fronte un avversario facilmente perforabile e il tempo per Agüero e Forlán di fare il loro dovere: il Kun si conferma Re assoluto delle frazioni di secondo, dove nessuno lo batte per tempismo (mi interessa il giusto chi sarà il capocannoniere alla fine, il titolo di MVP della stagione non glielo toglie nessuno), Forlán, lo sgobbone della coppia, approfitta invece di una giocata che esemplifica quale mediocre portiere sia sempre stato Lafuente.
La cosa finisce lì, l’ Atlético difende il vantaggio per l’ ora restante e cede il pallone all’ Espanyol che ovviamente non sa cosa farsene, permettendo persino a Pablo di mettersi in mostra con una prestazione più che sufficiente. Nei padroni di casa uno dei pochi a battersi è rimasto Luis Garcia (anche Chica non ha giocato male, ma i piedi restano quelli), mentre vedere questo Riera fa pensare a tutto tranne che a un giocatore credibile in una lista per l’ Europeo (lo salva il fatto che la concorrenza di esterni mancini al momento non è irresistibile). Giocatore che simboleggia al meglio l’ annata dell’ Espanyol: impetuoso, mai così ispirato e fiducioso nei propri mezzi nel girone di andata, inopinatamente sgonfiatosi nel ritorno (fino a pagare con la panchina in diverse partite).
Al di là della mediocrità del contesto generale, per l’ Atlético è una vittoria di un’ importanza che definirei devastante: la Champions è quasi sicura, basterebbe una vittoria nelle prossime due partite contro Deportivo e Valencia, il Racing è stato messo fuori gioco dal Sevilla che rimane di fatto l’ unica concorrente, peraltro con uno svantaggio negli scontri diretti sul groppone.
La qualificazione alla Champions dovrebbe implicare secondo gli accordi un rinnovo automatico per Aguirre, in ogni caso una seria competitività ai massimi livelli europei mi sembra ancora decisamente lontana dalla squadra vista quest’ anno. Occorre ancora trovare un assetto e un filo logico a centrocampo, occorre migliorare (e di molto) nell’ elaborazione della manovra e occorre porre rimedio ai guasti difensivi davvero clamorosi di quest’ anno. Contare su due delanteros di questo calibro non è da tutti, ma una casa si costruisce dalle fondamenta, gli interventi di mercato (già avviati) dovranno essere tanti e ho sinceramente qualche dubbio sul fatto che Aguirre possa garantire questo salto di qualità in termini di gioco (la squadra gioca come l’ anno scorso, solo che ha un potenziale offensivo molto più consistente al momento di sfruttare gli episodi).

Altro fronte, la salvezza: ho assistito a Valencia-Zaragoza, questa sì una partita vera. Una partita vera e un Valencia vero, soprattutto nei primi 20 minuti (fino al gol di Silva) quando la squadra di Voro ha mostrato un calcio davvero ottimo, rare volte visto in questa stagione. Ottimo approccio mentale al match, circolazione di palla fluida, movimento senza palla ed efficace creazione di spazi, soprattutto sul centro-sinistra dell’ attacco, dove Villa, Silva e Vicente (anche se quest’ ultimo è uscito verso la mezzora per una distorsione alla caviglia) si scambiavano la posizione togliendo punti di riferimento e combinando con grande qualità. A orchestrare poi la convinta offensiva della squadra è stato un Rubén Baraja padrone del centrocampo (è da tempo in parabola discendente, la sua azione ha perso tantissimo ritmo rispetto agli anni migliori, però in determinate occasioni l’ importanza del giocatore rimane tutta, vedi anche la grande prestazione in finale di Copa del Rey) e ispiratore proprio della bella azione del gol di Silva.
Dopo il gol il Valencia si è limitato a un lavoro di mero contenimento, nell’ ultimo quarto d’ora del primo tempo e in tutto il secondo, correndo rischi ridotti di fronte a un Zaragoza parso invero poca cosa. Ha sinceramente sconcertato, a meno che non esistessero motivazioni fisiche, la formazione iniziale di Villanova, un 4-4-2 con Juanfran esterno sinistro di centrocampo e Diego Milito, Matuzalem e Aimar in panchina (!), buttati nella mischia soltanto nel secondo tempo, quando comunque l’ iniezione di maggiori dosi di talento offensivo (aggiunto a Oliveira e a un Sergio Garcia pressochè inesistente, all’ esatto inverso della fenomenale prova di sabato scorso) ha prodotto poco al di là di una certa improvvisazione e di maggiori spazi per l’ azione di rimessa del Valencia, che con un po’ più di cattiveria nella gestione dei contropiedi avrebbe potuto tranquillamente arrivare anche al raddoppio. Ininfluente anche se stupida (manda a quel paese l’ arbitro) l’ espulsione di Silva nel finale, una macchia su un’ ottima prestazione.
Per il Valencia è quasi fatta (comunque il ridimensionamento per l’ anno prossimo pare in vista, si parla di Joaquin, Silva e Villa sul mercato, mentre per la panchina sembra molto vicino Emery), per il Zaragoza la sconfitta è relativamente indolore, viste le contemporanee sconfitte del Recreativo in casa col Villarreal (ora matematicamente secondo, risultato storico) e dell’ Osasuna a Maiorca (ancora in gol Güiza: 25 gol, e senza l’ ombra di un rigore!).
Il Valladolid fa un passo avanti importante, il Getafe scaccia l’ incubo rimontando in casa (grande Manu del Moral, uno che sfacchina come un povero diavolo lungo tutto il fronte d’ attacco, di solito non vede la porta nemmeno col cannocchiale, stavolta si traveste da eroe con due golazos).
Da segnalare infine la giusta protesta del Levante, che al Riazor si ferma a metacampo dopo il fischio iniziale (lasciando la porta sguarnita, ma Sergio volutamente tirerà il pallone fuori) per protestare contro l’ allucinante situazione che li vede non ricevere lo stipendio ormai da mesi, conseguenza dello sfascio finanziaro del club valenciano.


CLASSIFICA
1 R. Madrid 81
2 Villarreal 71
3 Barcelona 64
4 Atlético 61
5 Sevilla 58
6 Racing 56
7 Mallorca 53
8 Deportivo 52
9 Athletic 49
10 Almería 49
11 Espanyol 48
12 Betis 46
13 Valencia 45
14 Getafe 45
15 Valladolid 43
16 Zaragoza 41
17 Recreativo 40
18 Osasuna 40
19 Murcia 30
20 Levante 26

CLASSIFICA MARCATORI
Güiza (Mallorca) 25
Luis Fabiano (Sevilla) 23 (2 rig.)
Raúl (R.Madrid) 18 (3 rig.)
Agüero (Atlético) 18
Nihat (Villarreal) 18

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5 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Triste? per un tifoso del Barcellona, forse. Queste storie sono vecchie.

Apprezzo molto il tuo lavoro, ritenendoti particolarmente competente ed informato.

Quello che non posso sopportare, da madridista, è questo eterno piagnisteo che si scatena ogni volta che il campione di qualcosa è il Madrid. Non c'è mai merito in quello che fa il club blanco. Mai, qualche scusa si trova sempre. Adesso arriva la fandonia di una liga scadente. Che stanchezza.

Leggo con costernazione "tifosi" capaci di affermare che il campionato è stato regalato. Certo, primi in classifica dalla prima giornata all'ultima, con un vantaggio medio di 7 punti, e la liga l'avrebbero regalata? Jajaja. La scusa? ANcora un campionato scadente. Ah.

Quando il Barcellona vinse 2 campionati di fila (stradominando) nessuno se ne uscì con storie su un campionato scadente, o con la scusa di un Madrid in crisi (anno 1 con Camacho/Remon/Luxemburgo, anno 2 con Luxa/Lopez Caro).

Quando il Barcellona battè al Bernabeu 0-3 il Real Madrid, dando una lezione di calcio, i tifosi si alzarono ed applaudirono. E protestarono contro i propri giocatori, senza afferarsi ad una presunta mediocrità della competizione. Ora i ruoli si invertono, ma la classe... be' quella non si compra al supermercato.

Ripeto, noi madridisti ci siamo abituati: non c'è mai stato merito in quello che abbiamo fatto, facciamo o faremo. E sappaimo anche che il nostro calcio non sarà mai abbastanza attraente. Il dio del pallone pare aver baciato solo il Barcellona.

e nonostante tutto, siamo quello che siamo e possiamo esclamare: chissenefrega! E continuare per la nostra strada, orgogliosi del nostro club. Come disse Shakespeare, non bisogna temere la grandezza.

Certi club pare che non la potranno mai sfiorare, visto l'attegiamento che assumono i loro tifosi. Sottovoce continueranno a pensare di aver regalato i trofei ad altri. Come se fossero mai stati di loro proprietà!

8:52 PM  
Blogger valentino tola said...

Credimi, in quello che ho scritto il tifo non c'entra proprio niente.
"Fandonia di una Liga scadente"? Per piacere, abbiamo assistito a spettacoli pietosi dalla maggior parte delle squadre, io non ho mai messo in dubbio il merito del Real Madrid, ma il mio spirito critico, e solo quello, mi dice che ci son stati campioni molto ma molto migliori di quelli di questi ultimi due anni. Io mi son divertito da matti vedendo il Real Madrid prima dell' acquisto di Beckham, dopo l' ho trovata una squadra più che altro sconclusionata, che è riuscita ad avere la meglio sul Barça in crisi grazie soprattutto al carattere e a una grande mentalità vincente, ma che come qualità di gioco ha lasciato spesso a desiderare (solo in quest' ultima fase del campionato sta cominciando a piacermi di più come blocco, e l' anno prossimo con gli acquisti giusti credo potrà consolidarsi). Del resto che il Real Madrid degli ultimi anni non sia proprio su livelli leggendari lo ha dimostrato ripetutamente anche la Champions, competizione che ha denunciato un preoccupante abbassamento del livello offerto dalle Grandi del calcio spagnolo (non solo dal Real Madrid, il Barça quest' anno è arrivato alle semifinali grazie a un tabellone in discesa), abbassamento che non mi stancherò di denunciare fino a quando persisterà, correndo qanche il rischio di passare soltanto per un tifoso del Barça incarognito e invidioso, immagine lontanissima dalla verità (ovviamente in privato lo sono, ma questo è e sarà sempre il blog di un appassionato di calcio spagnolo, punto).
Mi dispiace, ma son sempre stato abituato a non giudicare solo dai risultati: quel Madrid del girone d' andata, che accumulava punti su punti, a me non piaceva, non ci posso fare niente: non mi piace una squadra che gioca dall' area all' altra, senza centrocampo e con il suo portiere che alla fine del girone d' andata risulta quello con più interventi all' attivo (anche più di Storari del Levante). Potrà vincere venti-trentra-quaranta partite di seguito, ma a me non piace, si chiami Real Madrid, Barça o Baracca Lugo (ripeto comunque che nell' ultima fase del campionato ho visto un Madrid più solido come blocco, ora Iker interviene molto di meno).
All' inverso quando il Real Madrid ha giocato al Camp Nou una partita difensiva magistrale, io mi sono sprecato in elogi (vai a leggere l' articolo), e qui non c'entra nulla che il calcio del Madrid non sarà mai attraente come quello del Barça. Qui c'entra che hanno giocato un calcio estremamente efficace, con grande personalità e concentrazione, e io applaudo, si tratti del Real Madrid, del Barça o del Baracca Lugo.
Quanto al parallelo fra il Real Madrid di quest' anno e il Barça 2004-2006, penso che qui il tifo sia l' ultima cosa a contare: qualunque osservatore neutrale sano di mente troverà la seconda squadra incomparabilmente superiore in termini di qualità di gioco (anche se non ho problemi a dire che il Barça in quei due anni non trovò mai una concorrenza seria in campionato, esattamente come il Real Madrid quest' anno: anche allora il livello medio lasciava a desiderare). Ora dammi pure del fazioso se vuoi.
Quanto alla Liga regalata o meno, non c'è dubbio che il Barça l' anno scorso la regalò, quest' anno la voleva regalare il madrid, ma il Barça, che ha avuto tantissime occasioni quando il Real Madrid nei primi mesi del 2008 perdeva una volta sì e l' altra pure, non ne ha mai saputo approfittare, il che rende il Real Madrid l' unica squadra meritevole di questa Liga.
Una vittoria sacrosanta come poche altre, ma questo non vuol dire che debba parlare di una squadra esaltante o di una Liga di livello eccezionale. Per me non è così, questa è la mia opinione di appassionato-innamorato del calcio spagnolo.
Non è davvero il caso di fare del vittimismo dicendo "noi madridisti ci siamo abituati: non c'è mai stato merito in quello che abbiamo fatto, facciamo o faremo" oppure "E sappiamo anche che il nostro calcio non sarà mai abbastanza attraente."
Credimi, io mi son divertito da matti vedendovi giocare, ma non in questi due anni.
Il mio sogno di appassionato è sempre stato un Clasico con due squadre al massimo livello di qualità, un Clasico che dominasse non solo la Spagna ma anche l' Europa, e che poi vincesse il migliore...

12:12 PM  
Anonymous Anonimo said...

"noi madridisti ci siamo abituati: non c'è mai stato merito in quello che abbiamo fatto, facciamo o faremo".

Detto da uno che tifa una squadra che ha vinto 100 coppe campioni e 10.000 scudetti grazie agli aiutini di un certo Generalissimo, è proprio una bella frase.
Eh già, ma il Real è forte: sono 3 anni che esce agli ottavi di Champion's, però è uno squadrone. A volte gioca a lanci lunghi come nemmeno il Levante, però se uno dice che gioca male è fazioso.
Santiddio, quanto odio veder vincere il Mandril...

2:22 PM  
Blogger GaSan said...

Ciao a tutti...polemiche a nastro...il Real per me ha meritato anche se non mi piace il gioco ne tantomeno schuster....in spagna solo l' Athletic Bilbao...vero edo???

valentino passa sul mio blog...sono sardo anche io..forza cagliari..un saluto..

11:58 AM  
Blogger valentino tola said...

@ Edo
Piaaano... :)

@ gasan
Benvenuto. I meriti del Real Madrid per me sono fuori discussione, così come il livello scadente di questa Liga.

Chiaro, forza Cagliari! Non posso dirmi un supporter rossoblu assiduo, però son contentissimo per il risultato di ieri e per la magnifica impresa di questo girone di ritorno. Passo volentieri sul tuo blog.

1:11 PM  

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