lunedì, dicembre 15, 2008

QUINDICESIMA GIORNATA: ALTRE PARTITE.

Almería-Racing 1-1: Garay 32'(R); Acasiete 60'(A).

Atlético Madrid-Betis 2-0: Maxi Rodríguez 20'; Agüero 81'.

Recreativo-Osasuna 1-0: Adrián Colunga 86'.

Málaga-Numancia 2-0: Apoño, rig. 85'; Baha 89'.

Valladolid-Deportivo 3-0: Sesma 14'; Pedro López 25'; Pedro León 56'.

Getafe-Mallorca 4-1: Contra, rig. 14'(G); Uche 31'(G); Aduriz 33'(M); Manu 71'(G); Gavilán 85'(G).

Athletic Bilbao-Sporting Gijón 3-0: Llorente, rig. 5'; Iraola 23'; David López 31'.

Sevilla-Villarreal 1-0: Renato 44'.

Valencia-Espanyol 2-1 (giocata sabato): Román Martínez 29'(E); Albiol 58'(V); Vicente 82'(V).

Estromesso il Real Madrid, non sembrano esserci altri possibili concorrenti per il Barça, almeno al momento: il Villarreal attuale è piuttosto malmesso (ma almeno avrà la chance dello scontro diretto coi blaugrana la prossima settimana), una delle squadre che ha più bisogno della pausa natalizia. Gli uomini di Pellegrini hanno mostrato il loro volto più dimesso al Sánchez Pizjuán: mai in discussione la partita, nemmeno un tiro verso la porta di Palop, contro un Sevilla che personalmente continua a non incantare, sebbene ieri meritasse un vantaggio pure più corposo e fosse l'unica squadra in campo.
Renato (confermato in appoggio a Kanouté in un 4-4-1-1; Luis Fabiano parte dalla panchina) segna in chiusura di primo tempo, e la ripresa, complice anche l'espulsione di Joseba Llorente, è di comodissima gestione del vantaggio, con un Romaric in crescita e un devastante Adriano in particolare evidenza.

Sevilla che si piazza come inseguitore più immediato (qualcuno bisogna pur trovarlo) del Barça assieme al Valencia. Dopo il 3-2 al Betis, un'altra vittoria casalinga sofferta, anche se pienamente meritata: sofferenze non casuali per una squadra che difetta ancora di continuità, non solo di partita in partita ma all'interno degli stessi 90 minuti.
Era partito bene il Valencia, autoritario, accorciando nella metacampo avversaria e proponendo una buona fluidità di manovra. Nel cuore del primo tempo però, tutto ciò si raffredda e l'Espanyol, che non aveva nemmeno troppa intenzione di provarci, si trova persino in vantaggio. Il secondo giallo a Rufete disegna un secondo tempo d'assalto dei padroni di casa: Emery passa alle due punte, inserendo Morientes, e poi fa il suo ritorno anche Silva, gran bella notizia. A decidere però il match è Vicente, che gioca uno spezzone tanto breve quanto intenso e incisivo. Sarà curioso ora vedere come Emery definirà il suo undici col ritorno di Silva: c'è da dire infatti che il Valencia visto finora ha offerto un'impressione di maggior equilibrio (in entrambe le fasi) schierandosi col trivote, cioè i tre centrali a centrocampo, piuttosto che col 4-4-2. L'idea è che Emery lo abbia capito e voglia per quanto possibile continuare su questa strada: scartata l'ipotesi di un Silva mezzala già provato con insuccesso da Koeman, si potrebbe pensare a Silva falso esterno destro al posto di Joaquín, sicuramente il più prescindibile degli attuali titolari del settore offensivo. Posizione già ricoperta da Silva in questo spezzone, peraltro con risultati decisamente migliorabili, visto che in più di un momento si è pestato i piedi al centro con Mata e Villa (il segreto è partire dalla fascia per poi smarcarsi tra le linee invece che aspettare palla centralmente).

La sconfitta nel Clásico non è l'unica mazzata per il Real Madrid, vistosi sorpassato in classifica pure dai cugini colchoneros. Tre punti per un Atlético convincente nel primo tempo e molto meno nella ripresa. Gli uomini di Aguirre partono con un'occupazione degli spazi molto efficace: alzano la linea del pressing sulla trequarti avversaria e per una volta organizzano bene la fase di possesso anche dalle retrovie: corretta la posizione di Ujfalusi e Heitinga che si aprono larghi ad inizio azione, fondamentale quella di Pernía e Perea che partono alti tenendo basse le ali del Betis (Damiá e Juanma) e permettono di guadagnare Simão e Maxi nelle zone interne e costruire così la superiorità a centrocampo. L'Atlético guadagna metri nella metacampo avversaria e mette sotto pressione Casto, fino al meritato vantaggio di Maxi Rodríguez (tutt'altro che irreprensibile Casto).
Dopo essere passato in vantaggio, l'Atlético come suo costume ripiega e cerca il contropiede, cedendo il possesso-palla al Betis: strategia applicata maluccio nel secondo tempo, con la squadra lunga e spaccata fra il quintetto Maxi-Maniche-Simão-Agüero-Forlán e i quattro difensori più Paulo Assunção, e molto spazio per il Betis. Sergio García ha una palla d'oro scucchiaiata da Emana, ma davanti a Leo Franco conferma che se avesse pure il killer instinct sarebbe un magnifico attaccante... diciamo così...
Così l'Atlético, pur disordinato, risolve come spesso gli capita con la qualità dei suoi attaccanti: assist di Forlán, fredda esecuzione del Kun, e la zona-Champions a soli due punti di distanza. Dall'altra parte il Betis conferma una certa sensazione di fragilità e scarsa consistenza: crea palle gol, giochicchia, ma finchè le transizioni difensive rimarranno così precarie e il pacchetto arretrato continuerà a regalare incertezze, la squadra di Chaparro resterà un'incompiuta da medio-bassa classifica.

Nell'altro campionato, quello dietro le sei big, la sfida di vertice era Valladolid-Deportivo: frenata netta per i galiziani, conferma di un momento di forma eccezionale per gli uomini di Mendillibar, usciti rafforzatissimi dal "Tourmalet" contro Sevilla, Barça, Real Madrid e Villarreal di seguito, che ha fruttato 9 punti e ha dato la spinta per quest'eccellente striscia. Deportivo spazzato via, e pure un gol incredibile di Pedro López da metacampo!
Rafforzato dal Tourmalet anche il Getafe, altra squadra fra le più in forma: Uche comincia a pagare i dividendi (procura il rigore del vantaggio, in realtà una simulazione, e segna un bel gol in pallonetto smarcato dal buonissimo Polanski), mentre Manzano comincia a non saper più dove sbattere la testa con questo irrisolto Mallorca.
Passivo ingeneroso per il Numancia, che alla Rosaleda tiene il campo alla pari quasi fino alla fine, secondo successo consecutivo per il Recreativo (sempre nel segno di Colunga), ancora più pesante di quello in casa del Mallorca, perchè isola in fondo alla classifica l'Osasuna, sempre più gravemente inguaiato.
Passo avanti importante per l'Athletic, ma spavento enorme per Gurpegi che nel finale perde i sensi per uno scontro col portiere sportinguista Cuéllar, il quale passato lo spavento per il bilbaino (che si è rotto il setto nasale e rientrerà col nuovo anno) ha nettamente la peggio, riportando un infortunio che lo terrà fuori per i prossimi quattro mesi. Non esce dalla propria crisi l'Almería.

CLASSIFICA
1 Barcelona 38
2 Valencia 30
3 Sevilla 30
4 Villarreal 29
5 Atlético 27
6 R. Madrid 26
7 Deportivo 24
8 Valladolid 23
9 Getafe 21
10 Málaga 21
11 Betis 18
12 Sporting 18
13 Racing 17
14 Athletic 16
15 Almería 16
16 Numancia 14
17 Espanyol 13
18 Mallorca 13
19 Recreativo 13
20 Osasuna 9

CLASSIFICA MARCATORI
Eto'o 15 (Barcelona, 1 rig.)
Villa 12 (Valencia, 2 rig.)
Higuaín 10 (Real Madrid, 2 rig.)
Messi 10 (Barcelona, 2 rig.)
Forlán 10 (Atlético Madrid, 1 rig.)

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10 Comments:

Blogger Carlo Pizzigoni said...

Il Madrid firma Lassana Diarra e fa rientrare Dani Parejo, che stia cambiando qualcosa dopo l'arrivo di Juande Ramos?

4:19 PM  
Blogger valentino tola said...

Magari... probabilmente è solo l'emergenza che spinge a fare lecose col buon senso adesso. Ben vengano, comunque.
Proprio ieri avevo espresso il mio apprezzamento per Lassana Diarra, ma al tempo stesso avevo notato come non fosse quel regista che ora manca nell'organico madridista (considerando che De la Red starà fuori tutta la stagione). Parejo fa giusto al caso, giocatore a portata di mano in un ruolo di ancor più difficile copertura nel mercato invernale. Anche qui bisogna sottolineare come il caso e l'emergenza offrano l'opportunità di rimediare a una scelta iniziale scellerata: scelleratezza che non risiedeva nel prestito in sè, ma nella destinazione del giocatore. Non c'è nulla di più lontano dalle caratteristiche di Parejo della seconda serie inglese. Ritmo e intensità di gioco sono proprio due degli aspetti nei quali il talentuosissimo Dani difetta maggiormente (deve crescere parecchio da questo punto di vista).
Sarà contento Don Alfredo Di Stefano, che aveva minacciato (e successivamente tenuto fede alla minaccia) di non recarsi più a Valdebebas per seguire le partite del Castilla in caso di cessione di Parejo, suo pallino personale.

6:04 PM  
Anonymous capitano said...

Vedo che sei un intenditore di calcio spagnolo,e modestamente lo sono anch'io;basti pensare che alla Snai ho vinto tre schede.Ti volevo fare un paio di domande:come giudichi il rendimento casalingo dello Sporting Gijon?So che è un campo difficile.E poi,sono un fan di Llorente dell'Athletic Bilbao;che ne pensi?

10:16 PM  
Blogger valentino tola said...

Beh, il rendimento casalingo dello Sporting, dati alla mano, non è certo esaltante: 7 partite, 2 vittorie (contro Numancia e Osasuna), 5 sconfitte, solo 6 punti su 21 possibili, 10 gol fatti e 17 subiti. Bilancio aggravato dalle sconfitte di goleada con Barça (1-6) e Atlético (2-5).
In casa l'atteggiamento è in parte diverso: tendenzialmente si cerca il gioco diretto sulle punte per poi rimanere lì nella metacampo avversaria a pressare, mentre fuori si cerca più il ripiegamento nella propria metacampo per procurarsi gli spazi per il contropiede (non è un caso che in casa il titolare in attacco sia più spesso Bilic, una prima punta di peso, mentre in trasferta trova spazio anche Barral, giocatore molto verticale e predisposto al contropiede.

Fernando Llorente ha finalmente trovato la maturità. Fino a due stagioni fa ci si chiedeva quale sarebbe stata la sua sorte di questo giocatore, smarritosi fra incomprensioni con gli allenatori e proprie carenze di personalità dopo un ottimo inizio (culminato nell'ottimo Mondiale Under 20 del 2005, vicecannoniere dietro Messi).
Ecco, il problema non son mai state le sue qualità (centravanti di stazza ma che ama svariare lungo il fronte dell'attacco e scambiare palla a terra con ottima proprietà di palleggio), ma proprio la testa, intesa come mentalità: quello che gli mancava era la cattiveria e la convinzione per incidere secondo quelle che sono le sue possibilità.
Caparros, nella sua esperienza finora in chiaroscuro sulla panchina zurigorri, ha l'indubbio merito di aver favorito l'esplosione di Llorente: esplosione talmente vistosa da poter tranquillamente parlare di Llorente-dipendenza per quanto riguarda l'attuale Athletic. Dipendenza non solo dai gol, perchè è l'unico attaccante in grado di farli nella rosa e se non ci fosse sarebbero amarissimi cavoli, ma per quanto riguarda l'intera poverissima manovra dell'Athletic, che spesso ha come unica soluzione quella del lancio verso Llorente, che spalle alla porta la mette giù la difende e fa salire la squadra o si crea la palla gol da solo.
Proprio qui si nota la consacrazione del giocatore: prima nonostante il fisico non lo si vedeva in grado di fare reparto, di giocare spalle alla porta e dare respiro a tutta la squadra. Prima tendeva a nascondersi, e a farsi anticipare, e questo faceva rabbia, perchè con quel corpaccione e anche quei buoni piedi 9 volte su 10 devi avere la meglio sui difensori avversari. Ora segna gol che due anni fa non avrebbe mai segnato, proteggendo palla e girando a rete (vedi il bel gol all'Osasuna) o tirando rabbiosamente, lui che in fase conclusiva tendeva un po' a perdersi.
è arrivata anche la convocazione in nazionale, forse non pienamente meritata come valore assoluto, ma comprensibile peril fatto che gli arieti in Spagna son pochissimi e Del Bosque giustamente cerca una variante di questo tipo per il suo gioco offensivo (c'è anche l'almeriense Negredo in pista, calato parecchio dopo un grande inizio di Liga:è meno tecnico e agile di Llorente, però è più potente come finalizzatore)

12:21 AM  
Blogger Alejandro said...

Buenas Valentino.
Parece que el Sevilla está despertando de una forma impresionante. El partido frente al Villarreal me encantó. Sobre todo, lo que me gustó enormemente es como Manolo Jiménez situo a la linea defensiva en el centro del campo, y el Villarreal no pasó de esa línea en prácticamente ningún momento. Robo de pelota en centro del campo, y verticalidad en ataque con un Romaric inmenso y un Adriano espectacular.

Nos faltó un poco más de gol, matar antes el partido, pero por lo demás, todo perfecto. Estoy ansioso por que llegue el partido de hoy. Sería mucho pedir algun comentario de la Sampdoria a groso modo??

Saludos

1:30 PM  
Blogger valentino tola said...

Hola Alejandro.
Sobre el Sevilla ante todo tengo que decir que no pude ver con la maxima atencion el partido del domingo, pero lo que me clamò mas la atencion fue el nivel del Villarreal, muy pero muy bajo en este tramo de la temporada. El Sevilla hizo un buen partido sin duda, pero quiero esperar algun partido mas para quitarme aquella mala sensacion que me dejaron sus precedentes partidos. En estos vi una involucion del modelo de juego al que nos acostumbrò el Sevilla de los ultimos anos: un equipo blocado, falto de dinamica colectiva, con escasas lineas de pase, el pelotazo hacia los delanteros o el pase horizontal como unicas alternativas ante defensas cerradas, aunque muy bien organizado y solido en su fase defensiva. Estoy un poco preocupado porque ver jugar al Sevilla hasta hace poco era una fiesta, y ya no es asi. Espero que solo haya sido una tendencia pasajera, aunque me parece que Jiménez haya aportado un cambio de filosofia al 4-4-2/4-4-1-1 sevillista, un cambio que implica mas rigidez posicional y posesion conservadora. Que opinas sobre esto Alejandro?

Sobre la Samp, me gustaria mucho comentarte algo, pero es que casi nunca la vi, solamente en el partido contra el Standard, donde le dieron un baño.
Entre los comentaristas de este blog hay un aficionado sampdoriano, Marcello, quizas él puede comentarnos algo en las proximas horas.

Marcello, ci sei? :) Che ci dici della Sampdoria? (poi magari traduco per Alejandro)

2:05 PM  
Blogger Vojvoda said...

La Spagna ha perso 2 squadre quasi al fotofinish.Per il Racing,un'autentica beffa...
Delle grandi nazioni calcistiche europee e' l'unica a portarne meno di tutti ai sedicesimi.
Ciao;-)

10:53 PM  
Blogger valentino tola said...

Che tristezza il Racing...

1:11 AM  
Blogger Juan y Fer said...

Hello,
this weekend we will see if Real Madrid continues with its "small" style like the game against FC Barcelona. Valencia will be a good test.
Saluti,
http://saqueneutral.blogspot.com/
(a blog about sport in English and Español)

5:25 PM  
Anonymous cespo said...

vale, sono estremamente curioso di vedere questo bello scontro italia inghilterra. Io vedo la roma favorita sull'arsenal, l'inter ha la squadra per battere lo united ma cmq vedo favoriti gli inglesi, la juve deve solo sperare che si disintegri lo spogliatoio del chealsea, perchè se no la vedo mooolto male... Per le spagnole un fantastico barça lione, con i catalani strafavoriti. Fortunati villareal e atletico, il madrid ha beccato la più rognosa, quel liverpool di un torres che avrà sicuramente motivazioni extracalcistiche diciamo importanti..

8:12 PM  

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