lunedì, marzo 16, 2009

VENTISETTESIMA GIORNATA: ALTRE PARTITE.

Sporting-Deportivo 3-2: Luis Morán 49'(S); Barral, rig. 51'(S); Sergio, rig. 67'(S); José Ángel 71'(S); Riki, rig. 85'(D).

Racing-Numancia 5-0:
Serrano 17'; Luccin 27'; Zigic 32'; Zigic 40'; Serrano 45'.

Espanyol-Mallorca 3-3:
Arango 39'(M); Callejón 56'(E); Cléber Santana 59'(M); Jurado 70'(M); De la Peña 72'(E); Nené 83'(E).

Betis-Osasuna 0-0

Valladolid-Getafe 1-0:
Canobbio 86'.

Málaga-Sevilla 2-2:
Salva 18'(M); Salva 31'(M); Kanouté 73'(S); Luis Fabiano 84'(S).

Valencia-Recreativo Huelva 1-1 (giocata sabato): Camuñas 55'(R); Pablo Hernández 83'(V).

Pareggio alla Rosaleda nella sfida in chiave europea: fino a un quarto d'ora dalla fine il Málaga sogna addirittura la Champions (doppietta da grande ariete del mitico Salva, tornato a predare dopo una prima metà di stagione quasi tutta in infermeria), ma alla fine il Sevilla, sfruttando anche la superiorità numerica (espulso Calleja per un'entrata da fustigazione su Capel), impone lo spessore dei suoi due grandi attaccanti.
Non spicca il volo il Deportivo, che paga dazio allo Sporting-che-non-pareggia-mai: stavolta gli asturiani non perdono, quindi ecco tre punti, da imputare alla papera di Aranzubia (sbavatura in una stagione fin qui eccellente che lo ha restituito al grande calcio) che favorisce il primo gol, al rigore di Barral e al primo gol nella Liga del talento José Ángel (gran punizione).
Assicura praticamente la salvezza il Valladolid, squadra dal tasso tecnico elevato sulla trequarti, lo abbiamo spesso ricordato e il gol decisivo contro il Getafe, una squisitezza firmata Víctor-Canobbio, lo ribadisce a chiare lettere. Il pasticcio che è la stagione del Getafe ha assunto contorni drammatici, e questo sembra proprio uno di quei casi in cui occorrerebbe cambiare allenatore. Grida vendetta al cielo la posizione di classifica di una squadra con una rosa così buona.
Si diverte per una volta il pubblico del Sardinero, abituato a vedere una squadra operaia più che spettacolare (ma leggere critiche reiterate a Muñiz da parte di chi gli chiede la luna è francamente assurdo: il tecnico racinguista sta facendo il massimo e ha il mio pieno appoggio, forse a qualcuno in Cantabria son venute idee strane dopo la qualificazione alla Uefa dello scorso anno).
Si sarà divertito, ma con un retrogusto molto amaro, anche il pubblico del Montjuic, reduce da una rimonta grandiosa, in 10 contro 11, ma che serve più o meno a nulla in termini di classifica. L'Espanyol gioca meglio del Mallorca, ma paga ancora una volta un'incertezza di Kameni (sul primo gol, pure splendido, del magico mancino Arango) e l'annata catastrofica dei suoi attaccanti (Tamudo, ¿qué pasa?). Non basta così la magia di De la Peña, che mette in piedi un duello di pura classe con Jurado, attestatosi finalmente su livelli consoni (la mia opinione... bastava un po' di fiducia e Manolo non si perdeva un paio d'anni così...).
Non ci si diverte invece, anzi si trema anche quest'anno, al Ruiz de Lopera: il Betis non si trova più e così la condotta ultradifensiva dell'Osasuna (insieme a un po'di fortuna: palo di Mehmet Aurelio) basta all'Osasuna per portarsi a casa lo 0-0.
Non si trema ma ci si deprime al Mestalla. Valencia in piena crisi, contratto e incapace di proporre le combinazioni più elementari nel primo tempo (dall'altra il Recre aspetta soltanto che gli si creino gli spazi in contropiede, come quello del micidiale Colunga che finisce sul palo), colpito da Camuñas in apertura di ripresa e pure dal secondo giallo di Marchena, ma alla fine capace di pareggiare e di meritare pure la vittoria nello sforzo di grande generosità prodotto nella mezzora finale.
Protagonista è il subentrato Pablo Hernández, autore di svariate fughe sulla destra e di un gol sontuoso, azione individuale conclusa da un morbido pallonetto. Pablo aveva fatto vedere ottime cose nel prestito al Getafe l'anno scorso, ma quest'anno era stato finora uno dei più deludenti, autore di prove di scarsissima personalità quando chiamato in causa. Col Recre ha trascinato la sua squadra al pareggio e proposto finalmente il proprio miglior calcio: un calcio fresco e caratterizzato da uno spunto ficcante sul breve, incisivo anche se un po' privo di tenuta sulla lunga distanza (la leggerezza è uno dei suoi punti di forza, ma giocare varie partite di seguito ne annacqua un po'lo spunto, succedeva così al Getafe). La sensazione, con l'ingresso suo e dell'altro canterano Míchel a centrocampo, è stata non tanto di maggior competitività, ma di maggior spensieratezza, una boccata d'aria fresca necessaria per un club oppresso dai pensieri più negativi.


CLASSIFICA

1 Barcelona 66
2 R. Madrid 60
3 Sevilla 51
4 Villarreal 45
5 Atlético 43
6 Málaga 43
7 Deportivo 42
8 Valencia 40
9 Valladolid 39
10 Racing 33
11 Sporting 33
12 Almería 31
13 Athletic 31
14 Recreativo 30
15 Betis 29
16 Mallorca 29
17 Getafe 28
18 Osasuna 26
19 Numancia 23
20 Espanyol 22

CLASSIFICA MARCATORI
Eto'o 23 (Barcelona, 2 rig.)
Villa 19 (Valencia, 4 rig.)
Forlán 19 (Atlético, 3 rig.)
Messi 18 (Barcelona, 3 rig.)
Negredo 16 (Almería, 4 rig.)

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