lunedì, novembre 21, 2011

TREDICESIMA GIORNATA: Sevilla-Athletic Bilbao 1-2

Gol: Iraola 5' (A); J. Navas 14' (S); De Marcos 71' (A).

Signori, in piedi. Marcelo Bielsa non conoscerà i suoi giocatori, però quest’Athletic comincia davvero a far stropicciare gli occhi. Un’intuizione felice del tecnico e il talento dei giocatori danno vita a una magnifica ripresa nella quale l’Athletic legittima tre punti pesantissimi. Non è una squadra impeccabile in tutti i momenti della partita e in tutte le fasi del gioco (di fatto, il primo tempo non è stato granchè), ma propone sempre, e sempre di più crede in quello che fa. Discorso opposto per il Sevilla, una bugia di inizio campionato che pian piano sta venendo smascherata.

Avevano cominciato imbattuti, ma ora son già 5 partite che gli andalusi non vincono (compresi risultati da arrossire come la sconfitta casalinga col Granada e il pareggio casalingo col Racing…2-2 in casa col Racing!!!). Non mancano note positive nel lavoro di Marcelino, soprattutto sulla fase difensiva (magistrale a tal proposito la prova al Camp Nou), ma il problema di questo tecnico e del Sevilla del dopo Juande Ramos rimane il solito: attaccare una difesa schierata.

Bielsa rispolvera il 3-3-1-3 già visto, con risultati negativi, contro Málaga e Villarreal. Forse la difesa a 3 risponde all’esigenza di avere l’uomo in più per coprire in seconda battuta sull’attacco del Sevilla, che da sempre si caratterizza per premere molto con le due punte sui centrali avversari (senza per questo dimenticare il sontuoso lavoro tra le linee di Kanouté). San José da “libero” fra Aurtenetxe e Javi Martínez (ancora una volta difensore…), la novità Iñigo Pérez davanti alla difesa mentre Marcelino deve fare a meno solo di Medel rispetto alla formazione-tipo.

Il primo tempo diverte per l’alternanza di attacchi sui due fronti, ma nessuno controlla veramente il gioco. L’Athletic fatica a dare continuità al suo possesso-palla: i tre difensori dovrebbero allargarsi un po’ di più a inizio azione e consentire alla squadra di guadagnare più appoggi centralmente, ma troppo spesso l’Athletic ricorre alla verticalizzazione precipitosa o al lancio, coinvolgendo Ander Herrera soltanto in un paio di sporadiche iniziative sulla trequarti.

Se non tieni palla a dovere, il 3-3-1-3 risulta poi ancora più esigente sul piano difensivo: si inizia dal pressing “a uomo” tipico del Loco (un aspetto del suo gioco che non mi fa impazzire), e si finisce col rischio che Iraola e De Marcos si schiaccino troppo sulla propria difesa, dovendo seguire nientepopodimenochè Navas e Perotti. La vulnerabilità principale di questa difesa “a uomo nella zona” di Bielsa è una maggiore esposizione a sovrapposizioni e inserimenti dalle retrovie.

Fortunatamente per i baschi, la “manovra” del Sevilla è talmente limitata da non costringere gli esterni zurigorri a correre più di tanto all’indietro (a parte il gol di Navas). Gli andalusi, non necessariamente usando la palla alta (anzi, usandola poco) saltano quasi sempre il centrocampo: non hanno veri registi in mezzo al campo, quindi giocano direttamente sugli attaccanti, e da lì cercano di innescare le incursioni di Trochowski o allargare per le due ali. Palloni frontali, terzini quasi mai avanti, poche variazioni che permettano di cambiare fronte e sorprendere l’avversario sul suo teorico lato debole. Un gol per parte, gara piacevole, ma attacchi troppo brevi da entrambe le parti.

Nella ripresa, passati dieci minuti iniziali in cui le squadre sembrano allungarsi, Bielsa e Muniain decidono di vincere la partita. Il Loco mantiene il modulo, ma lo ritocca pesantemente: nel suo 3-3-1-3 solitamente gli esterni di centrocampo devono anche stringere centralmente, ma ora De Marcos resta fisso largo. In questo modo Susaeta (poi entrerà Gabilondo) ha più libertà per accentrarsi, ma il vero terremoto lo provoca l’accentramento di Muniain, che abbandona quasi completamente la fascia (seguire Fernando Navarro non è tutta questa priorità) per avvicinarsi ad Ander Herrera. In questo modo l’Athletic guadagna la superiorità tra le linee e più in generale a centrocampo, e pian piano comincia a mangiucchiarsi il Sevilla.

Muniain accentrato è l’arma più micidiale per lanciare i ribaltamenti quando il Sevilla lascia spazio, mentre la vicinanza ad Ander Herrera consente un possesso-palla molto più continuo e dà possibilità a tutta la squadra di occupare meglio la metacampo avversaria. Un paio di occasioni d’avvertimento e poi il meritatissimo gol del vantaggio, che nonostante l’errore di Spahić e il fortunoso rimpallo che spalanca la porta a De Marcos, nasce proprio dai movimenti tra le linee di Muniain, Herrera e anche Gabilondo.

Forse ancora migliore del modo in cui l’Athletic si prende il vantaggio è il modo in cui lo gestisce: a poco valgono i cambi di Marcelino (nonostante la buona volontà di Rakitić), perché l’Athletic nasconde il pallone e addormenta la partita senza rinunciare a mordere quando opportuno: il terzo gol si avvicina in più di un’occasione, e ci starebbe tutto.

I MIGLIORI: Muniain incontenibile. Una volta liberato dalla fascia, nel vivo del gioco, ha vinto la partita quasi da solo, saltando i birilli palla al piede e imbucando palloni millimetrici per gli attaccanti. L’unica cosa da definire è la sua posizione, e in particolare la posizione che permetta di massimizzare il rendimento sia suo che di Ander Herrera. Il miglior Muniain lo abbiamo visto al centro, ma questo rendimento è coinciso con l’infortunio di Ander: in quella fase, Iker ne rilevò le funzioni, pur con caratteristiche diverse, dimostrando grandi capacità anche muovendosi dietro la linea della palla, anche dirigendo la manovra oltre che accelerando sulla trequarti. Quasi un Muniain “alla Iniesta”, insomma. Col ritorno di Ander Muniain è tornato sulla fascia, e pur con un rendimento generale sempre ottimo, la sua presenza nella manovra ha perso continuità. Da qui l’esigenza di riavvicinarlo ad Herrera: mossa intravista per pochi minuti a Gijón, con i due mezzeali in un 4-3-3 (ma qui è da verificare la tenuta difensiva), vista appieno e gustata nella ripresa di ieri. Llorente resta il giocatore più importante (e il meno sostituibile), ma il salto di qualità del progetto dipende da questi due.

Solito arrembante e inesauribile De Marcos (ovunque lo metti, attacca lo spazio per tutti i 90 minuti), sorpresa Iñigo Pérez: scartato da Bielsa nel precampionato, recuperato ed esposto ad indebiti imbarazzi contro l’Espanyol nell’improbabile posizione di terzino sinistro, ieri è invece piaciuto davanti alla difesa (personalmente, più di Iturraspe quando viene impiegato nella stessa posizione). Gioco semplice, il minimo indispensabile di tocchi, buon posizionamento e visione di gioco anche per tentare il passaggio filtrante col suo buon sinistro. San José nettamente il più sicuro dei tre difensori, puntualissimo nelle coperture e pulito nei rilanci. Bielsa tende a preferirgli Amorebieta ed Ekiza, ma il migliore a mio avviso è lui.

I PEGGIORI: Disastroso il duo Fazio-Trochowski, Javi Martínez invece rappresenta l’unica nota un po’ stonata nel grande momento dell’Athletic: sballottato fra centrocampo e difesa, non ha ancora trovato il suo habitat. Nel primo tempo si fa quasi sempre anticipare da Negredo o Kanouté quando vengono a raccogliere il lancio dalla difesa. Chiaramente non ha i tempi e le misure del difensore di ruolo, anche se nella ripresa soffre di meno quando l’Athletic controlla meglio il pallone e le transizioni fra le due fasi.

Sevilla FC (4-4-2): Javi Varas; Martín Cáceres, Spahic, Escudé, Fernando Navarro; Jesús Navas, Fazio, Trochowski (Rakitic, m.67), Perotti (Armenteros, m.71); Kanouté y Negredo (Del Moral, m.64).

Athletic Club (3-3-1-3): Iraizoz; Javi Martínez, San José, Aurtenetxe, Iraola, Íñigo Pérez (Ramalho, m.87), De Marcos; Ander Herrera; Susaeta (Gabilondo, m.67), Llorente (Toquero, m.89), Muniain.


Goles: 0-1, M.05: Iraola. 1-1, M.14: Jesús Navas. 1-2, M.71: De Marcos.


Árbitro: Miguel Ángel Ayza Gámez (Comité Valenciano). Amonestó a los locales Fernando Navarro (m.27) y Spahic (m.90) y a los visitantes De Marcos (m.43) y San José (m.47).

Incidencias: Partido disputado en el estadio Ramón Sánchez Pizjuán ante algo más de treinta mil espectadores. Terreno en buenas condiciones pese a la lluvia que cayó durante todo el día. Antes del inicio, en el saludo de los jugadores, se enseñó una pancarta contra la violencia de género y los futbolistas del Athletic saltaron con una camiseta de apoyo a Aitor Ocio, lesionado recientemente

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6 Comments:

Anonymous Hincha Madridista said...

Stagionata tribolata anche per il Sevilla non capisco perchè Rakitic non sia titolare... Non mi sembra che gli altri centrocampisti stiano facendo grandi cose.
Mi sbagliavo su Bielsa temevo il peggio per lui però si sta riprendo alla grande in una squadra senza stelle.

11:52 PM  
Blogger Flavio said...

Questa posizione di Javi Martinez in difesa grida vendetta. Va bene Mascherano, (meno) Busquets, ma Javi noooooooo, lui DEVE giocare a centrocampo.

Su Munain, credo che la posizione in cui può rendere meglio è quella di falso centravanti, alla Messi per intenderci. Certo che nell'Atletic non si può fare, vista l'imprescindibilità di Llorente, però in nazionale lo vedrei davvero bene: lui centrale, Villa a sinistra e David Silva a destra, ovviamente con dietro un solo pivote e due mezzali.

11:51 AM  
Blogger valentino tola said...

@ Hincha
Sì, ma neanche Rakitic comunque mi entusiasma particolarmente. Io sto pensando seriamente che Marcelino debba far titolare in pianta stabile il canterano Campaña come regista (e magari anche più minuti per l'altro giovane talento, il trequartista Luis Alberto), perchè lì in mezzo vedo una situazione proprio morta...

@ Flavio
Neanche a me piace Javi difensore, però bisogna sempre tenere presente che la priorità di Bielsa è far rendere al meglio l'Athletic prima ancora di Javi Martinez. Quindi se in difesa ci sono assenze, e se a centrocampo Inigo Pérez ti fa una signora partita, c'è anche qualcosa di buono in questa mossa. Io credo che Iñigo Pérez si sia meritato la conferma per le prossime partite.
Poi credo che Javitxu verra fuori "da sè"...se l'Athletic continua così, è impensabile che alla lunga Javi Martinez non risulti fra i giocatori più determinanti.

Non vedo tanto Muniain falso centravanti, per me è troppo poco attaccante per quel ruolo. Non solo vede poco la porta, ma sente poco anche il gioco negli ultimi metri. Quel ruolo ti offre libertà sulla trequarti, ma un minimo di riferimento in attacco lo devi dare, devi attaccare l'area di rigore quando l'azione lo richiede. Messi lo fa, Muniain non credo (almeno per ora, poi il giocatore può ancora evolvere). Una nazionale come quella che dici tu sarebbe fortissima, ma forse ci vorrebbe un pochino più profondità.
Ti dirò, dovendo scegliere fra i due vedrei Ander Herrera più falso centravanti rispetto a Muniain. Ander è più bravo e completo senza palla, sa distinguere perfettamente quando venire incontro a ricevere il pallone e quando invece smarcarsi in profondità e inserirsi. Penso recentemente al suo gol a Salisburgo, movimento perfetto. Muniain a volte tende troppo a farsi attirare dal pallone, anche se poi col pallone fra i piedi le sue possibilità sono superiori a quelle di Ander.

12:47 PM  
Blogger valentino tola said...

Comunque non voglio dire che Muniain falso centravanti sia impraticabile, eh...magari lo preferirei in un attacco Pedro-Muniain-Villa più che in un Silva-Muniain-Villa.

1:05 PM  
Anonymous Hincha Madridista said...

Possiamo aspettarci un tuo post sulla 2 giorni di Champions?
Partitona (almeno nel risultato del Valencia), con 3 gol di Soldado...
Bene il Madrid delle riserve, non così tanto come i giornalai strillano il Barca contro il Milan, che non credo sia una delle prime 5 squadre europee attualmente... Anche se ho sentito anche molti che quasi incensavano il Milan per come aveva saputo perdere... bah...

6:57 PM  
Blogger valentino tola said...

Niente post sulla Champions...peraltro delle spagnole stavolta ho visto solo il Milan, e sono molto d'accordo con te. Partita senza dubbio divertentissima, ma il cui reale spessore (e in particolare quello della prestazione del Barça) è stato gonfiato a dismisura dalla stampa.

7:24 PM  

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