martedì, ottobre 10, 2006

I dualismi del calcio spagnolo: prima puntata.

Quando pensi ad uno, subito ti viene alla mente anche l'altro. Provo a effettuare una ricognizione critica dei dualismi principali che caratterizzano la nazionale spagnola e la Liga. Alcuni sono risaputi, altri sono meno evidenti ma son pronti a manifestarsi quando i conflitti d'interesse lo richiederanno.


Cesc-Iniesta
: Dopo la partita contro la Francia al Mondiale e dopo la poco brillante prestazione dell'altro giorno in Svezia, mi è capitato di leggere non pochi commenti nei blog spagnoli in cui veniva discusso l'effettivo livello del centrocampista dell'Arsenal, accusato di rubare il posto a un Iniesta parso molto più brillante contro la Svezia e in generale ritenuto più talentuoso.
Il talento di Cesc per me è indiscutibile: è un talento che per la semplicità del suo gioco (anche se non sbaglia un pallone e certi suoi passaggi filtranti sono magnifici) magari non salta subito all'occhio, ma che ad un esame più approfondito sbalordisce per la sua maturità fuori dal comune. La qualità principale di Cesc è il SAPER STARE IN CAMPO: sapere qual è la cosa giusta da fare in ogni momento, sapere quali sono i movimenti dei compagni e quelli degli avversari, saper muoversi senza palla. Con questa sua intelligenza calcistica Cesc supplisce a centrocampo alle sue carenze fisiche e si rende molto pericoloso negli inserimenti.
Iniesta ha più talento puro, più tecnica e più fantasia, non c'è dubbio. La sua marcia in più rispetto al classico centrocampista spagnolo tipo-Guardiola risiede nella rapidità di esecuzione e nella capacità di verticalizzare il gioco anche palla al piede. La Spagna soprattutto ha bisogno di un giocatore come lui per scongiurare il rischio di una manovra monotona.
I due hanno caratteristiche complementari, e in un 4-3-3 (o 4-2-3-1) è possibilissimo, anzi consigliabile, farli giocare assieme, mentre in un 4-4-2 probabilmente solo uno troverebbe spazio accanto a un centrale più di copertura. La scelta fra i due va va fatta a seconda del momento di forma. Ora, punto su Iniesta.

Reyes-Vicente: Il dualism

Etichette: ,

2 Comments:

Anonymous Manuel said...

Vicente se sta bene è la miglior ala sinistra del mondo,Rejes (come torres,finora...) è un oggetto misterioso,gran talento ma è molto discontinuo,oltre ad essere,a mio avviso,molto gracile fisicamente.

Su Torres,nonostante sia un suo estimatore,se si tratta di una soluzione temporanea per far punti e togliergli di dosso tutta questa pressione beh,sono favorevole a dar spazio alla maggiore esperienza di morientes.

Ultima considerazione su Iniesta e Fabregas,si,possono giocare insieme,ma solo se si tiene palla le loro qualità possono risultare decisive,ma messi in una situazione (tipo contro la francia negli ultimi mondiali) a fronte di centrocampisti dinamici e aggressivi forse di tanto in tanto conviene sacrificarne uno a seconda delle esigenze tattiche e mettere un mediano che aiuti di più in fase di copertura.

Manuel.

8:58 PM  
Blogger valentino tola said...

Perfetto Manuel.

Anch'io non rimango certo indifferente di fronte ai colpi di Torres, però in questo momento secondo me occorre un po' ridimensionarlo e de-responsabilizzarlo, anche per farlo rendere meglio. In un 4-4-2 in cui Villa fa la prima punta, ce lo vedo benissimo, altrochè. In una gara decisiva preferisco ancora il "Moro", ammesso che arrivino rifornimenti dagli esterni.

Chiaro che Iniesta e Fabregas assieme se li può permettere solo una squadra che fa un certo tipo di gioco, così come il Barça, con percentuali di possesso-palla medie fra il 60 ed il 70%, si può permettere Deco e Xavi e a volte aggiungere a questi due Iniesta.
Teoricamente, lo so che può l'idea fa ridere, l'idea della Spagna sarebbe quella d'imporre il suo gioco indipendentemente dall'avversario, quindi giocatori come Cesc, Iniesta, Xavi e Xabi Alonso, sarebbero (sempre teoricamente!) l'ideale.

11:15 PM  

Posta un commento

Links to this post:

Crea un link

<< Home