domenica, ottobre 22, 2006

LA NUOVA LIGA / 15: Racing Santander / Gigante, pensaci tu.

Questo dovrebbe essere più o meno il pensiero ricorrente di Miguel Angel Portugal, impegnato nelle ultime settimane nel difficile tentativo di mantenere la carica di allenatore del Racing, il quale affida buona parte delle chances di sopravvivenza sua e della squadra ai piedi, e soprattutto alla testa di Nikola Zigic, l'acquisto clou di quest'estate.
E proprio il serbo gli ha permesso di respirare, procurandosi il rigore dubbio (vedere 2,02 metri cadere giù con quella facilità sorprende…) trasformato da Melo, che ha permesso di cogliere tre punti davvero vitali in un campo non semplice come quello dell'Osasuna, allontanando almeno momentaneamente le voci sull'arrivo in panchina del francese Luis Fernandez e soprattutto issando la squadra a 5 punti, dove al momento si salverebbe.
Non proprio un modello di stabilità la panchina del Racing: inizialmente a Giugno era stato contrattato Lopez Caro, l'ex-allenatore del Real Madrid nella seconda parte della scorsa stagione, ma dopo qualche giorno questi si è chiamato fuori, non sentendosi adeguatmente supportato dalla società, e ha preferito accordarsi col Levante. Il presidente Francisco Pernia (che il sostituito Manuel Huerta dopo che il governo regionale ha ceduto la proprietà del club) si è allora rivolto a un altro tecnico di scuola Madrid, cioè Miguel Angel Portugal, guardacaso proprio colui che aveva rilevato Lopez Caro al Castilla quando questi era passato ad allenare la prima squadra.
In sede di campagna acquisti si è voluta rivendicare una linea di "cantabrizzazione" della squadra, preferendo cioè acquistare giocatori originari della regione maggiormente compromessi con il progetto, e al di là degli slogan Colsa, Luis Fernandez e soprattutto la stella Munitis sono acquisti ben mirati, completati dagli arrivi di Momo, Rubén Castro e Scaloni dal Deportivo, di Balboa e Rubén dal Real Madrid Castilla e di Calatayud dal Malaga.
Il problema più spinoso da risolvere sin dall'anno passato (e aggravato dalla partenza di Antonito) restava però quello del gol, e fino agli ultimi giorni di mercato la rincorsa al Risolutore è stata affannosa e non proprio univoca, partendo da Sobis, passando per Saviola e infine approdando a Zigic, con sbalzi vertiginosi in termini di centimetri e di stili di gioco. Comunque, 4,5 milioni di Euro (maggior esborso nella storia del club) e per il gigante serbo è fatta.
La partenza del campionato è stata sicuramente la peggiore possibile, tre sconfitte su tre, ma le attenuanti sono molte: a parte l'inopinato 1-0 subito a Getafe, nella prima giornata soltanto gli errori sottoporta e la sfortuna hanno condannato alla sconfitta il Racing, mentre la terza col Barça rappresentava onestamente un'impegno proibitivo, oltrettutto ben affrontato fino alla papera di Tono che ha messo in salita il match.
Sul campo del Nàstic Zigic si presenta con una doppietta che sancisce, con un gol al 94', un pareggio per 2-2 molto sofferto. Il turno dopo, al "Sardinero" arriva il Celta, scadenza improrogabile per Portugal: arriva un beffardo 1-1, con un rigore sbagliato in pieno recupero da Cristian Alvarez che pare sancire la fine per il tecnico racinguista, che mette anche il suo mandato a disposizione della società. Società che approfitta delle due settimane di pausa per le nazionali per guardarsi attorno: prima cerca Lotina, il quale però temporeggia considerando una possibile chiamata della federazione per sotituire Aragones, poi tenta con Victor Munoz, ipotesi subito svanita con l'approdo al Panathinaikos dell' ex-tecnico del Zaragoza. Così, per mancanza di alternative, Portugal resta al suo posto, ripagato dai tre punti di domenica a Pamplona. La situazione resta fluida, con una condotta societaria poco avveduta che vede il presidente Pernia dichiarare: "oggi l'allenatore è Portugal, domani non so…". Lo stesso tecnico ha dichiarato che dalla partita di oggi del Montjuic contro l'Espanyol dipende la sua riconferma.
Comunque, Portugal o non Portugal, l'impronta tattica della squadra resta più o meno la stessa dell' anno passato con Manolo Preciado e Nando Yosu: un 4-4-2 classico, corto e molto pratico, con geometrie semplici e le invenzioni di Felipe Melo come variabile imprevedibile. Molto dipende da Zigic, le cui caratteristiche fisiche possono permettere di capitalizzare al massimo, in un calcio piazzato isolato, 90 minuti di sofferenza totale. E' un lusso del quale nelle zone basse della classifica nessun'altra squadra può disporre.

DIFESA

La porta, dalla cessione di Aouate al Deportivo, rimane un problema irrisolto. Ha cominciato come titolare Toño, ma la papera sull'1-0 di Eto'o, e più probabilmente, l'espulsione nella gara col Barça lo hanno escluso dalla partita successiva contro il Nàstic, dove la sua riserva Calatayud ha però pensato bene di regalare un gol a Cuéllar. Quindi, Toño è tornato subito titolare, almeno fino alla prossima papera…
Pinillos, prototipo del terzino anonimo, rimane sovrano indiscusso della fascia destra, dall'alto della sua regolare mediocrità. Il suo teorico, nonché tecnicamente superiore, sostituto, il marocchino Regragui, non rientra neppure per sbaglio nei piani di Portugal. Possono venire all' occorrenza arretrati Cristian Alvarez e, ovviamente, Scaloni.
Al centro, il grave infortunio occorso a Moraton in precampionato, ha originato un tourbillon: iniziano titolari Oriol, sobrio e concreto, e Pablo Alfaro, 37enne ex-bandiera del Sevilla entrato ormai nell' immaginario collettivo come il difensore più trucido dell' ultimo decennio di Liga.
Poi a Pablo Alfaro subentra Rubén, famoso capro espiatorio nell' incredibile 4-1 che il Real Madrid tre anni fa subì in casa del Sevilla, col "coraggioso" Queiroz che, dopo aver subito 4 gol nella prima mezz'ora, scelse di far pagare per tutti l'allora giovane canterano, richiamato in panchina e sorpreso in lacrime dalle telecamere. Tagliato fuori a grandi livelli da quell'esperienza, Rubén Gonzalez ha prima espatriato in Germania al Borussia Monchengladbach, poi è tornato al Real Madrid, ma nella squadra B, dove l'anno scorso ha lavorato con Portugal, il quale ha voluto portarlo con sé in questa nuova esperienza.
Nella vittoria con l'Osasuna l'assenza di Oriol ha permesso l'ingresso in squadra del promettentissimo argentino Garay, che dovrebbe essere riconfermato stasera contro l'Espanyol. Fuori gioco sembra invece Neru, un veterano di questo club.
A sinistra, investimento sicuro quello su Luis Fernandez, esperto, rapido e in grado di dare una mano all'attacco con le sue sovrapposizioni. Come rincalzo, può venire adattato Pinillos.

CENTROCAMPO

Non siamo su grandi livelli qualitativi, ma la coppia Colsa-Vitolo son due lavoratori molto costanti nel rendimento. Colsa torna a casa sua dopo l'infelice esperienza all' Atlético Madrid, sperando di tornare quel centrocampista dinamico e a tuttocampo visto al Valladolid (soprattutto, la migliore stagione della sua carriera nel 2002-2003), al Mallorca e nei suoi inizi proprio al Racing. Vitolo è secondo me uno dei mediani spagnoli più interessanti: 23 anni, cresciuto nel Tenerife, svolge una grande mole di lavoro in ogni partita, sempre presente e attivo nel pressing, rubando tantissimi palloni. Nelle ultime due partite però Portugal gli ha preferito il canterano Antonio Tomas che, oltre ad una certa somiglianza facciale con Frank Lampard, può vantare un miglior tocco di palla col destro. Quando occorre fare un po' di legna in più, poi c'è sempre il rustico Matabuena.
A destra Scaloni è il titolare: arrivato oltre la scadenza del 31 Agosto in quanto svincolato dal Deportivo (lo stesso discorso vale per Tristan al Mallorca), ha esordito domenica scorsa a Pamplona e viene riconfermato per stasera, dopo che le prime giornate avevano visto alternarsi Cristian Alvarez (soprattutto), argentino senza grandi spunti ma dal destro molto pericoloso su cross e calci di punizione, e il giovane Balboa, altro prodotto interessante della cantera del Real Madrid, ancora acerbo ma dalle accelerazioni prepotenti.
Parte da sinistra, non trovandosi sempre comodo, Felipe Melo, indiscutibilmente il giocatore più tecnico della rosa. Trequartista o anche mezzala, potenzialmente è un crack, unendo a grande tecnica e fantasia una potenza non indifferente. Non è ancora emerso compiutamente dal punto di vista della personalità, altrimenti sarebbe già in una squadra di più alto livello, anziché in un Racing che, costretto a soffrire, non sempre ne esalta le caratteristiche. Porte chiuse, finchè il modulo resta il 4-4-2 e sulla sinistra gioca Melo, per Oscar Serrano, molto più classico esterno-ala sinistra, che sin dall'Espanyol, tende smpre a giocare al di sotto delle aspettative che suscita. Momo è entrato (assieme a Rubén Castro) nel pacchetto-Munitis, ma nonsucita certo passioni in Portugal, mentre il giovane mancino Cristian Portilla (che ha esordito l'anno scorso a 17 anni contro l'Atlético Madrid al Vicente Calderon) resta a disposizione dal Racing B.

ATTACCO

Zigic, dal suo esordio col Barça, ha sempre scatenato dibattiti su come l'avversario di turno potesse neutralizzare i suoi 2 metri. Il Celta ha sofferto ogni rimessa e calcio piazzato, Cruchaga dell'Osasuna ha provocato il rigore, esagerato, dell' ultima vittoria a Pamplona. La mia idea su questi centravanti-boa di due metri è che difficilmente possano essere superati nel gioco aereo, per cui, sui lanci verticali, tanto vale lasciarli liberi e seguire soltanto gli avversari che vanno a raccogliere la "spizzata". Sui calci d'angolo e i cross dalle fasce invece sono, più semplicemente, cavoli amari.
A comporre col serbo la coppia più stramba della Liga, il bassotto Munitis, eroe locale tornato a casa. Finora, a parte il match con il Nàstic, il suo inizio di Liga è stato un po' deludente. A differenza di come veniva schierato nel Deportivo, qui fa la seconda punta, ma essendo uno dei migliori esterni-ala del campionato non sarebbe proprio un' idea balzana schierarlo su una delle due fasce in un 4-2-3-1 con Felipe Melo trequartista.
David Aganzo e Juanjo sono i motivi che hanno spinto la società a cercare così affannosamente una punta quest'estate: Aganzo lo ritengo sia più un centravanti da Segunda Division, classico bomber di categoria, mentre Juanjo, altro prodotto della cantera, penso abbia i suoi margini di miglioramento, non gli mancano mobilità e buona volontà.
Rubén Castro, seconda punta che ai tempi del Las Palmas prometteva molto di più, viene generalmente utilizzato da Portugal a partita in corso quando occorreun po' più di vivacità.

PROSPETTIVE

Sentenza senza appello: il Racing sarà una delle tre retrocesse assieme a Real Sociedad e Levante. Però, anche se non naviga nell'oro, non gli mancano le carte per sbugiardarmi: Zigic, Felipe Melo e Munitis, con sullo sfondo una buona organizzazione tattica.

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