domenica, ottobre 22, 2006

SETTIMA GIORNATA: Zaragoza-Betis 2-1: Diego Milito (Z); Diego Milito (Z); Robert (B).

Proprio non riesce questo Zaragoza a mostrare un volto coerente durante tutti i 90 minuti di una partita: a un primo tempo da enciclopedia del futbol de toque segue un secondo tempo di sofferenze assolutamente ingiustificabili di fronte a un avversario in 10 (espulso Edu al 42' p.t.) per tutta la ripresa. Intanto però il Zaragoza sale a quota 13, in linea per il momento con le previsioni più ottimistiche.
Rimaniamo allo straordinario primo tempo, che è quello da cui Victor Fernandez dovrà ripartire: non solo una squadra che mette la tecnica al primo posto e cerca il gol sempre e comunque, ma che esegue anche le consegne tattiche del suo tecnico (il quale rispetto alle prime partite ha assestato la squadra affiancando Celades a Zapater e passando a un più classico 4-4-2 con Aimar a sinistra e D'Alessandro a destra): magnifico il pressing di Sergio Garcia e Diego Milito sui difensori avversari, linee altissime sempre pronte ad anticipare sui rilanci affannosi del Betis e occupazione militare della metacampo avversaria. Il resto lo fa la grande capacità di combinare in spazi stretti, i tagli e i movimenti in profondità di un quartetto offensivo (sempre ottimamente sostenuto dalle avanzate di Juanfran e Diogo) che la difesa bética proprio non riesce a inquadrare (vedere per credere la stupenda azione del 2-0).
Un Zaragoza nel quale si nota quanto tutti i giocatori siano dediti alla causa e appassionati al progetto (requisiti indispensabili per reggere schieramenti così offensivi): vedere d'Alessandro seguire in ripiegamento il terzino avversario fino alla sua area ne è una dimostrazione lampante.
Il secondo tempo, lo abbiamo detto, è stato una cosa imbarazzante (che ha provocato un bel po' di fischi dei tifosi locali), un rilassamento che ancora una volta è coinciso, oltre che con l'uscita di Aimar, col calo evidente di alcuni uomini (D'Alessandro su tutti, che anche nell'osceno secondo tempo col Villarreal sparì dal campo).
Del Betis certamente non si può disprezzare la reazione in 10 contro 11 del secondo tempo, ma ciò che rimane è soprattutto un primo tempo di sconcertante passività, nel quale più volte chi aveva la palla, di fronte alla totale assenza di movimento dei compagni, non sapeva che cosa farne, ammesso che il pressing del Zaragoza non lo obbligasse a restituirla subito agli avversari. Quella di Irureta è ancora una squadra inesistente.

I MIGLIORI: Diego Milito passa a condurre la classifica cannonieri: con la doppietta di oggi sono 7. A parte la consueta, quasi noiosa prontezza in area di rigore (e alcuni tocchi di classe che non fa mai mancare), il pressing che, in coppia con Sergio Garcia, esercita sui difensori del Betis è un fattore decisivo del gran primo tempo dei padroni di casa.
Peccato che Aimar debba uscire alla fine del primo tempo per un problema al ginocchio (auguriamoci, per lui e per il Calcio, che non sia nulla di grave), perché fino a quando sta in campo è una meraviglia: micidiale quando conduce i contropiedi, parte da sinistra e taglia verso il centro cercando il dialogo con gli attaccanti e D'Alessandro, come capita nell'occasione del secondo gol dove, sovrappostosi a D'Alessandro sulla destra, si inventa uno slalom da delirio al termine del quale serve a Diego Milito il 2-0 su un piatto d'argento.
Un grande Gabriel Milito è provvidenziale in un paio di salvataggi: nel primo tempo rimedia a una grave incertezza di Sergio fermando, con un tackle chirurgico, Edu lanciato a rete, mentre nel secondo stronca un contropiede potenzialmente letale del Betis.
In genere c'è un po' di puzza sotto al naso, anche da parte mia, nel giudicarlo, ma Robert (sostituto dello squalificato, e già insostituibile, Sobis) si conferma gran lottatore: tiene in piedi da solo l'attacco, ancora di più nel secondo tempo in inferiorità numerica, segnando pure un gran gol.

I PEGGIORI: Odonkor nel primo tempo è inesistente, non trovando mai né gli spazi né i palloni per poter far valere la sua unica arma cioè la velocità. Viene giustamente sostituito alla fine del primo tempo, esattamente come Miguel Angel, mai convincente in questa sua esperienza al Betis, che viene travolto dalle combinazioni sulla trequarti del Zaragoza. Tutta la difesa del Bétis soffre da matti: Nano e Juanito al centro, Melli sulla destra che, a differenza di Romero, non è nemmeno utile per spingere nel secondo tempo.
Solitamente il suo pregio è la concentrazione, ma Sergio in alcuni momenti abbassa la guardia e rischia di fare molto male al Zaragoza: nel primo tempo azzarda un dribbling goffissimo al limite della sua area e se non fosse per un miracoloso Milito, Edu andrebbe dritto in rete; nell'occasione del gol del Betis, calcola male la scivolata (che andrebbe fatta solo quando uno è sicuro di prendere il pallone) e lascia via libera a Robert.


Zaragoza (4-4-2): César 6; Diogo 6, Sergio G. 5,5, Milito 7, Juanfran 6,5; D'Alessandro 6,5 (77'), Celades 6, Zapater 6,5, Aimar 7(46'); S. García 6,5 (70') Diego Milito 7,5.
In panchina: Miguel Piqué Ponzio Movilla Longás s.v. (77') Óscar 5,5 (46') Ewerthon 6 (70')
Betis (4-2-3-1): Doblas 6; Melli 5 Juanito 5, Nano 5, Romero 5,5; Rivera 5,5, M. Ángel 4,5 (46'); Odonkor 4 (46'), Edu 5, Wagner 6 (79'); Robert 7.
In panchina: Contreras Lembo Vogel 6 (46') Assunçao Capi 6 (46') Maldonado s.v. (79') Fernando.

Goles: 1-0 (12'): Diego Milito; 2-0 (30'): Diego Milito; 2-1 (12'): Robert.
Árbitro: Rodríguez Santiago, Colegio castellano-leonés. Expulsó por roja directa a Edu (42'). Amonestó a Juanito (5'), Celades (76'), Diogo (76') y Vogel (90+').La Romareda. 28.000 espectadores. Terreno de juego algo blando, pero aguantó. Gabi Milito y Juanito ejercieron de capitanes.

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