lunedì, novembre 27, 2006

DODICESIMA GIORNATA: Valencia-Real Madrid 0-1: Raul 51'.

Se si trattasse di un' altra squadra e se la partita di ieri fosse un episodio isolato, si potrebbe benissimo parlare di furto, però siccome parliamo del Real Madrid la vittoria del Mestalla non è casuale e si innesta perfettamente nella dinamica più recente (le vittorie contro Nàstic, Osasuna e Racing) di un Real Madrid al quale non si può certo rimproverare una mancanza di coerenza rispetto alle premesse d'inizio stagione. Il modello di calcio che propone è secondo me deleterio (ricordo che questo è un gioco, e noi tutti, eccetto i tifosi, lo guardiamo per trarne un qualche godimento, soprattutto dalle squadre che possiedono tanti denari, tanti campioni e tanta gloria), i difetti sparsi un po' per tutti i reparti restano, però Capello non ha mai promesso nulla di diverso da quello che stiamo vedendo e bisogna riconoscergli che non vende fumo, cosa che peraltro sappiamo sin da quando ha iniziato ad allenare. E i punti di distacco dal Barça restano 3, mica 50.
Centrocampo distrutto dal ritmo avversario, incapace di costruire anche per l'assenza di Guti, tipo frivolo e discontinuo ma pezzo unico nell'organico di Capello, Raul (seconda punta)-Van Nistelrooy-Robinho (a destra)-Reyes (a sinistra) isolati dal resto della squadra, difesa come al solito eccessivamente sotto pressione, ma al momento giusto arriva puntuale l'ormai consueto colpo gobbo: Reyes temporeggia, attira Miguel, serve l'improvvisa avanzata di Roberto Carlos, pase de la muerte verso il centro dell' area e Raul che, sorpresi Albiol e Ayala, segna un gol alla Raul.
Il Valencia, probabilmente uscito dalla corsa per il titolo, ha dominato ma gli è mancata molto semplicemente efficacia in area di rigore, esattamente ciò che ha invece permesso al Madrid di vincere. Gran volume di gioco, aggressività elevatissima, pressing alto, costante e asfissiante (in alcuni momenti, soprattutto il primo quarto d'ora, ha ricordato più la macchina dei tempi di Benitez più che la squadra abitualmente sorniona di Quique), sovrapposizioni continue sulle fasce, ritmo e qualità ma gol neanche a parlarne.
E' stata una stupidaggine quella di far giocare Villa infortunato: il giocatore ha insistito tantissimo per esserci, ma già dopo un quarto d'ora è stato costretto dalla logica ad uscire, e così il Valencia, una volta entrato Vicente, è rimasto con Angulo prima punta e Silva in appoggio, cioè non proprio dei killer nati. Morientes è rimasto in panchina perché acciaccato, mentre Tavano ha finalmente fatto il suo esordio in Liga, ma non poteva, per caratteristiche, cambiare granchè le cose.
I risultati di questo attacco rattoppato si sono visti chiaramente: tanti palloni che attraversano l'area senza trovare un "matador", tanti tentativi rabbiosi più che provvisti del necessario sangue freddo (un paio di Joaquin e Vicente) e Angulo, vero uomo partita in negativo, che si divora due gol fatti che avrebbero quantomeno fruttato il più logico dei pareggi. Le cose non vogliono proprio andare per il verso giusto, ed è un peccato perché quello di ieri è stato uno dei migliori Valencia della gestione di Quique Sanchez Flores: perfetto nell'accorciare in difesa (tranne nell' occasione del gol, dove Albiol e Ayala son rimasti entrambi davanti a Canizares, lasciando Raul libero di tirare), solido e, con il gran ritorno del "Pipo" Baraja, geometrico a centrocampo, rapidissimo nell'aprire il gioco sulle fasce e nel creare la superiorità numerica sugli esterni con le sovrapposizioni dei terzini.

REAL MADRID (4-2-3-1):

Iker Casillas: Meno eclatanti i suoi interventi rispetto ad altre partite, ma ancora una volta non gli viene risparmiato il lavoro, che sarebbe comunque potuto essere molto di più se il Valencia avesse raddrizzato la mira e braccato meglio, coi suoi improvvisati attaccanti, i tanti traversoni che hanno attraversato l'area madridista. Attento su due mezzi tiri di Angulo, respinge ma non trattiene il sinistro di Joaquin sulla cui respinta Angulo compie il suo primo errore clamoroso sotto rete. Voto: 6,5.
Salgado: Così così, non c'era certo da aspettarsi chissà che cosa. Balla un pochino ma in misura accettabile con Vicente, non spinge mai sia perché il dominio valenciano non glielo permette sia perché da tempo non è più in grado di farlo. Voto: 6.
Cannavaro: Esce per problemi fisici alla fine di un primo tempo in cui, pur sapendosi tenere a galla, soffre la velocità degli attacchi valenciani (lo si è visto sbuffare dopo uno dei tanti interventi impegnativi), non riuscendo sempre a trovare le misure e i tempi giusti nell' intervento. Infatti si prende subito un giallo e compie una trattenuta da rigore su Baraja che per sua fortuna l'arbitro non vede. Voto: 6. (dal 1's.t.: Mejia: Buona prestazione, indubbiamente. L'"utilitaria", come la chiamo io, fa quasi sempre il suo con attenzione e apprezzabile discrezione. Voto: 6,5.)
Sergio Ramos: Torna al centro per l'assenza di Helguera, si fa notare per qualche buon anticipo. E'evidente che si trova in un ottimo momento di forma, prova come al solito a fare il guastatore nell'area avversaria sui calci piazzati, ma il suo straordinario stacco stavolta non trova il miglior impatto col pallone. Voto: 6,5.
Roberto Carlos: Soffre inevitabilmente perché preso tra due fuochi, Joaquin e Miguel, e figurarsi se gli arriva l'aiuto di Reyes. Regala una palla gol al Valencia (la prima sciupata da Angulo) con una respinta troppo corta che facilita il tiro di Joaquin. Non potendo fare più, vista l'età, su e giu per tutta la fascia, si riserva un paio di avanzatea ogni partita, generalmente pericolose vista la sua classe. Sul gol, sceglie il tempo giusto per l'inserimento, e conoscendolo da una vita, imbecca Raul proprio come questi desidera. Voto: 6,5.
Diarra: Modesta prestazione, ancora non è un giocatore del Real Madrid a tutti gli effetti. Quasi sempre estraneo e defilato rispetto agli sviluppi del gioco. Voto: 5.
Emerson: Più presente rispetto al compagno maliano, anche se faccio fatica a ricordarne contributi significativi in fase difensiva come nell' elaborazione del gioco. Lui e Diarra il confronto con Baraja e Pallardò lo hanno stra-perso. Voto: 5,5.
Robinho: Molto poco significativa la sua presenza, anche perché la partita era più di sacrificio. Qualche scambio con Van Nistelrooy, qualche numeretto fine a se stesso, in calo evidente rispetto alle sue prime partite da titolare (Bucarest e Barça su tutti). Voto: 5,5. (dal 23's.t. De la Red: questo ragazzo ha qualità, e ne ho più volte lamentato lo scarso utilizzo. Non sarebbe il caso, quando è assente Guti, di pensare a lui, regista d.o.c., come primo sostituto? Contro l'Ecija in Copa del Rey aveva mostrato ottime cose e anche in questa occasione snellisce il gioco e facilita parecchio il riavvio dell'azione. Voto: 6,5.)
Raul: Guti è assente e lui non può certo assicurare al suo posto i collegamenti fra centrocampo e attacco. Così va a fare la seconda punta e interpreta la partita nel più puro stile Raul: con un gol dei suoi, inserimento a fari spenti e sinistro senza appello, e con una meravigliosa disposizione al sacrificio, soprattutto quando, dopo l'entrata di De la Red, va a fare l'esterno destro e da una grande mano a Salgado. Non finiremo di sdebitarci con Capello per averlo recuperato al calcio.Voto: 7.
Reyes: Il più delle volte, spiace dirlo ma è così, sembra un elegante soprammobile, con quel tocchettare accademico e un po' disinteressato alle sofferenze dei suoi compagni, ma comunque entra nell'azione del gol, imbeccando con precisione la corsa di Roberto Carlos. Voto: 5,5.
Van Nistelrooy: Altra partita a nuotare contro corrente, pochissime occasioni di divertimento (solo un tiro nel primo tempo sventato da Cañizares) e tanti palloni da difendere con le unghie e con i denti per permettere alla squadra di salire. Voto: 6.

In panchina: D. López, Pavón, R. Bravo, Nieto, Cassano.

VALENCIA (4-4-2):

Cañizares: Impegnato solo una volta da Van Nistelrooy nel primo tempo, riesce solo a prendersi una bella arrabbiatura sul gol di Raul. Voto: 6.
Miguel: Forse non doveva attaccare Reyes nell'azione da cui nasce il gol, ma in generale il solito inesauribile contributo da grande terzino. Spinge, spinge, spinge e non è colpa sua se il gol non arriva. Voto: 6,5.
Albiol: Grandi anticipi, tatticamente impeccabile nell'accorciare sugli attacchi avversari, difficile da superare in velocità, vince più o meno tutti i duelli ma rimane sorpreso sull'azione del gol. Voto:6,5.
Ayala: Per lui vale esattamente lo stesso discorso di Albiol. Interpreta al meglio la partita, stronca sul nascere le azioni del Madrid, però pesa tanto il neo dell' azione del gol: uno dei due, lui o Albiol, doveva andare su Raul. Voto: 6,5.
Curro Torres: Quique voleva una partita ultra-aggressiva e sfruttare le scarse propensioni difensive di Reyes e Robinho per creare la superiorità numerica sulle fasce. Curro Torres, anche se spostato a sinistra, faceva al caso suo più del canterano Cerra. Confermato come titolare dopo la partita di Champions, il "tedesco" ha passato più tempo nella metacampo avversaria che nella propria, portando spessissimo via l'uomo a Vicente e tagliando i rifornimenti a Robinho con il pressing. Voto: 6,5. (dal 36's.t. Hugo Viana: s.v.)
Joaquin: Mi aspetto sempre di più da lui, ma va come al solito a sprazzi, cercando qualche percussione palla al piede e insistendo giustamente sulle triangolazioni con Miguel. Nel primo tempo finta il cross, Roberto Carlos scivola e abbocca, ma sul suo invito non arriva nessuno; nel secondo tempo si accentra in azione individuale, salta Mejia mettendo sottosopra la difesa del Madrid, ma la conclusione finale di Angulo finisce solo in calcio d'angolo. Voto: 6,5.
Pallardò: Devo dire che questo cagnaccio della cantera mi è piaciuto parecchio. Recita senza pecche il copione assegnatogli: pressa senza pietà, respinge il Madrid nella sua trequarti e lascia a Baraja le responsabilità più gravi in fase di impostazione. Voto: 6,5. (dal 27's.t. Tavano: Deo gratias, ha esordito anche in Liga. Con un astuto colpo di tacco avvia l'azione che poi Angulo sciuperà nel finale della partita. Voto: 6.)
Baraja: Ci mancava parecchio il suo calcio robusto e geometrico, con queste aperture immediate e veloci verso gli esterni e con le idee sempre chiare. Ottimo, un suo gran rendimento può dare tutta un'altra dimensione a questo Valencia. Voto: 6,5.
Silva: Era partito sulla sinistra lasciando intravedere possibilità interessantissime (Salgado stava già cominciando a barcollare), poi l'uscita di Villa lo porta più che sulla trequarti a fare la seconda punta e li si dà da fare, ma o arriva in ritardo sui cross oppure trova deviazioni poco convinte. Ovviamente in difficoltà quando viene aggredito spalle alle porta, con l'entrata di Tavano va vicino a Baraja come centrale di centrocampo, ma ormai siamo alla mischia finale e non c'è spazio per ricami. Voto: 6.
Angulo: Movimento ne fa, grinta ce la mette sempre, ma è impossibile non addebitargli quasi interamente la responsabilità della sconfitta. Confermato dopo il buon gol con l'Olympiakos, si mangia due gol da fucilazione immediata: il primo addormentandosi dopo una respinta di Casillas su tiro di Joaquin che gli spalanca tutta la porta, il secondo con una deviazione sbilenca sotto misura dopo una sponda di testa di Silva. Voto: 4.
Villa: Qualcuno applaudirà il suo carattere per aver voluto essere comunque presente a questa sfida, io ne deplorerei l'incoscienza (che è anche quella dello staff tecnico). Se i medici dicono che non può giocare, avranno i loro motivi. s.v. (dal 15'p.t Vicente: Bene. Aiutato anche da Curro Torres, arriva spessissimo al cross e in una occasione riesce pure a mettere culo a terra Salgado, spassoso pezzo forte del suo repertorio di dribbling. Perfettamente calibrato il cross che ispira l'azione nel finale prolungata da Silva e dilapidata da Angulo. Speriamo solo che gli infortuni lo risparmino da qui a fine stagione, perché se questo ingrana non lo batte nessuno. Voto: 6,5.)

In panchina: Butelle, D. Navarro, Regueiro, Morientes.

Árbitro: Medina Cantalejo, del Colegio Andaluz. Amonestó a Cannavaro (5'), Diarra (25'), Salgado (42'), Baraja (43') y Joaquín (86').
Incidencias: Mestalla. Lleno. 55.000 espectadores.

DICHIARAZIONI DEGLI ALLENATORI

Capello: "Il Valencia ha creato molte più occasioni di noi….ci hanno pressato molto nel primo tempo, abbiamo avuto problemi per questo. Il Valencia ha fatto una grande partita, il risultato finale non è giusto. Per loro è stato un problema, con l'uscita di Villa, fare un cambio così presto.
Raul non ha giocato nella posizione di Guti, ha più propensione offensiva e ha giocato come attaccante dietro Van Nistelrooy. Il gol è stato un movimento perfetto di tutta la squadra."

Quique Sanchez Flores: "Ci è mancata la conclusione finale…L' efficacia del Real Madrid è stata infinitamente superiore, e ciò ha deciso la partita. E' il loro stile di gioco: concretizzare quelle poche occasioni che si si creano, mentre gli avversari producono tanto ma non segnano. Siamo arrabbiati perché non ci piace perdere, ma molto contenti per la prestazione. E' stato un mese di Novembre nero.
Dovevamo scegliere fra Villa e Morientes, perché non potevamo giocare con due giocatori acciaccati contemporaneamente. E' un peccato non aver potuto schierarli tutti e due. Villa ci aveva detto di non avere cattive sensazioni, e questo è stato sufficiente per schierarlo. Con tutte le occasioni create, avrebbe potuto certamente aiutare la squadra, ma la sua uscita non è stata una mazzata psicologico, avevamo già preventivato la possibilità di utilizzare Silva in quella posizione. La vera mazzata è stata il gol di Raul.
Abbiamo cinque-sei punti in meno di quelli che meriteremmo, ma la Liga non è persa. Lo scorso campionato, a Marzo, arrivammo vicini al Barça partendo da una situazione di svantaggio simile."

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