lunedì, gennaio 22, 2007

DICIANNOVESIMA GIORNATA: Barcelona-Nàstic 3-0: Saviola; Giuly; Iniesta.

Non date retta al risultato gonfiato (i tre punti del resto erano la premessa minima), è stato un Barça scialbo assai. C’ era da aspettarselo, la condizione atletica e psicologica non invitava a prestazioni roboanti, a maggior ragione nella più classica delle partite-trappola contro l’ ultima in classifica. C’ era da verificare se il ripassino tattico settimanale di Rijkaard ai suoi giocatori su certi concetti tattici un po' dimenticati (e i cambi attuati in difesa: Oleguer terzino destro al posto dello sciagurato Belletti, Zambrotta a sinistra e Thuram accanto a Puyol, al posto di un Marquez disastroso in questo inizio 2007) avesse potuto ristabilire un po’ di equilibrio, ma l’ avversario era davvero troppa poca cosa per costituire un test serio, nonostante il maggior impegno e la maggior concentrazione mostrati dai blaugrana nel curare la fase di riconquista del pallone, soprattutto da Oleguer e dall’ utilissimo picchiatore Deco.
Paco Flores col trivote Generelo-Morales-Abel Buades soffoca i creatori di gioco di un Barça lentissimo e a corto di idee, le cui serie di passaggi si spengono assai presto, però così facendo Portillo resta solissimo davanti (a parte l’ assai sporadico appoggio che gli fornisce Cuéllar) e buona volontà e possesso-palla servono a poco se al primo attacco serio del Barça la difesa sale in ritardo e tiene in gioco Saviola per l’ 1-0. La partita prosegue così, Barça che cerca più che altro di non fare errori, qualche accenno di fischio dal pubblico, Nàstic che vorrebbe ma non può, un po’ di vitamine da Iniesta, il golletto di Giuly e sigillo finale proprio di Iniesta. Mercoledì il recupero col Betis.

I MIGLIORI: Alla prima palla che tocca Saviola fa gol, alla seconda prende una traversa (anche se l’ arbitro aveva segnalato fallo). Momento d’ oro.
Ottimo Oleguer, la dimostrazione migliore di come l’ intelligenza possa mascherare lacune tecniche anche pesanti. Ho invocato il suo ritorno sulla fascia destra, e nonostante la scarsa attendibilità dell’ avversario, qualche effetto benefico si è già intravisto. Una volta persa palla in attacco a differenza di Belletti “Ulaghè” (così la pronuncia catalana) si trovava quasi sempre nella posizione giusta per favorire il recupero il pallone, stringendo al centro e aiutando la mezzala nel raddoppio sulla trequarti. Nonostante non sia il suo forte, è stato addirittura fra i migliori nella fase offensiva (e il segnale, in un’ altra lettura, può essere anche considerato preoccupante), anche qui intelligentissimo nello scegliere i momenti migliori per avanzare palla al piede quando centrocampisti e attaccanti erano marcati, soluzione adottata anche da Puyol in alcune occasioni e del resto necessaria quando il contesto tattico è così bloccato. La partita era già in discesa e il voto può essere per questo esagerato, ma Iniesta ha cambiato passo al centrocampo e ha regalato grandi sprazzi. Il suo gol poi si può definire ormai un gol “alla Iniesta”, visto che ne ha già segnati un paio in fotocopia quest’ anno, ad esempio con Mallorca e Levski.
Era al suo esordio, come l’ altro nuovo acquisto César Navas (che è andato peggio), ma l' argentino Calvo ha fatto un’ ottima figura. Nel Boca era molto più abituato ad attaccare, qui ha dovuto adattarsi a una parita esclusivamente difensiva su Ronaldinho, cavandosela benissimo. Finchè il Dentone ha agito sulla sua fascia, non è mai andato via, e anzi nel primo tempo Calvo gli ha sottratto un pallone a metacampo che avrebbe potuto risultare determinante se solo il contropiede che ne è seguito fosse stato sfruttato meglio. Buona prestazione del poco appariscente Morales.
I PEGGIORI: Edmilson lentissimo, bersaglio privilegiato del pressing, il Nàstic è bravissimo a non lasciargli mai disponibili le diagonali per le sue classiche aperture di 40 metri verso le fasce.
Deprimente Portillo, ad agosto l’ avevo messo davanti a un bivio, direi che ha imboccato ormai una strada ben precisa. Sbavature che costano caro quelle della difesa del Nàstic, sul primo come sul terzo gol.


Barcelona (4-3-3): Valdés; Oleguer 7, Thuram 6 (83'), Puyol 6,5, Zambrotta 6; Xavi 6, Edmilson 5,5, Deco 6 (57'); Giuly 6,5, Saviola 7 (65'), Ronaldinho 6,5.
In panchina: Jorquera, Belletti, Márquez s.v. (83'), Gio, Motta, Iniesta 7 (57'), Gudjohnsen 6,5 (65').
Nàstic (4-5-1): Bizzarri 6; Calvo 7, Navas 5,5, Matellán 6, Mingo 6; Cuéllar 6 (66'), Morales 6,5, Generelo 6 (57'), Buades 6,5, Juan 5 (66'); Portillo 4,5.
In panchina: Álvaro, Llera, D. García, Campano 6,5 (66'), Merino 5,5 (57'), Pinilla 5 (66'), R. Castro.

Goles: 1-0 (18'): Saviola recibe de Oleguer, controla de derecha y marca de zurda; 2-0 (68'): Giuly, de volea tras un rechace de Bizzarri; 3-0 (81'): Iniesta, de zurda tras un despeje de Bizzarri.
Árbitro: Rubinos Pérez (Colegio Madrileño). Amonestó a Mingo (13'), Deco (23') y Portillo (58'). Incidencias: Camp Nou. Tres cuartos de entrada: 74.343 espectad.

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