domenica, gennaio 21, 2007

DICIANNOVESIMA GIORNATA: Villarreal-Sevilla 0-0

Brutta partita, senz’ anima. Tanta corsa, tanto pressing, tanti falli, poco tempo e spazio per ragionare. Il Sevilla non ci pensa su due volte e salta a piè pari Poulsen e Renato con lanci senza alcun senso. In nettissimo calo gli andalusi, un po’ più vogliosi e incisivi nel secondo tempo ma sempre troppo legati alle iniziative solitarie di Daniel Alves e alla boa Kanouté, che più che altro approfitta delle saltuarie disattenzioni della difesa del Villarreal, come quando il maliano spara a lato una palla d’ oro fornitagli da un erroraccio di Fuentes.
Il Villarreal rimane più fedele al suo stile e, soprattutto nel primo tempo, elabora maggiormente l’ azione a centrocampo, con Senna e Josico vincitori sugli spenti Poulsen e Renato (non sorprende che il calo generale del Sevilla coincida col calo dei suoi motori a centrocampo). Però l’ azione ristagna e i padroni di casa creano pochi pericoli, per via di una certa precipitazione e imprecisione nell’ ultimo passaggio (certo che Riquelme farebbe comodo… i giocatori lo hanno fatto capire alla società, specialmente Forlan, il più penalizzato visto che si smarca tanto ma palloni buoni sulla corsa gliene arrivano pochi) e soprattutto del solito problema di un gioco sulle fasce pressoché inesistente.
Sono costretto a ripetermi per l’ ennesima volta: se sulle fasce schieri dei trequartisti o comunque giocatori che amano portare palla ed accentrarsi, devi avere per forza dei terzini che spingono come ossessi a compensarli, ma al Villarreal questi mancano clamorosamente, ed è un problema che già esisteva l’ anno scorso quando il Submarino meravigliava l’ Europa intera .
Ieri problema più grave sulla destra con Cani, trequartista e pure sbiadito, e lo zoppicante Josemi, piuttosto che sulla sinistra dove agivano Marcos, esterno di ruolo, e José Enrique, sicuramente più offensivo rispetto ad Arruabarrena. Però quando non hai il contropiede a favore e non puoi lanciare Forlan nelle sue amate praterie (due occasioni buone per lui nel primo tempo: nella prima ritarda il controllo oltre misura, nella seconda incrocia il sinistro ma non sorprende Palop), non puoi pensare di entrare tutte le volte in porta con triangolazioni nello spazio di qualche centimetro appena. Non solo gioco asfittico, ma anche un Forlan privo di assistenza: tanti movimenti intelligenti da parte dell’ uruguaiano, ad allargare e ad allungare la difesa sivigliana, ma nessuno che raccogliesse i frutti di questo suo lavoro con inserimenti appropriati.
Qui entra in scena anche un Matias Fernandez non ancora a suo agio, per gli ovvi problemi di ambientamento che affronta chi dal Sudamerica arriva in una squadra per giunta in crisi. Tocca pochissimi palloni e si fa notare solo in occasione di una delle sue classiche punizioni, finita di poco a lato. Il cileno deve trovare ancora la posizione giusta per entrare nel vivo del gioco: ieri, così come nella trasferta di Bilbao (nell’ esordio col Valencia, con Guille Franco disponibile, Fernandez aveva invece giocato da finto esterno sinistro in un 4-4-2), ha giocato alle spalle dell’ unica punta Forlan, mentre nel Colo Colo era il trequartista che nel 3-4-1-2 di Borghi giostrava alle spalle delle punte Suazo e Alexis Sanchez. Questa differenza si è notata chiaramente nelle occasioni in cui Mati veniva a prendere palla a centrocampo e accentuava l’ isolamento di Forlan, e sinceramente fossi stato Pellegrini avrei gettato prima nella mischia l’ elettrico Jonathan, unico attaccante rimasto in panchina (ricordiamo il peso degli infortuni su questa stagione negativa del Villarreal: ieri erano assenti sia Guille Franco che José Mari, Nihat è fuori fino alla fine della stagione, e lo stesso vale per Pires e un fuoriclasse della difesa come Gonzalo Rodriguez).

I MIGLIORI: Forse non ci crederete, ma Cygan ha fatto una grande partita. Senza sbavature, senza le consuete gaffes, è anzi lui a mettere una pezza provvidenziale quando il neo-entrato Quique Alvarez liscia e spalanca la porta a Kanouté. Senna è l’ anima di un centrocampo padrone della situazione specialmente nel primo tempo, anche se le scarse alternative offensive del Villarreal non permettono di tradurre in risultati tangibili questo predominio. L’ ispano-brasiliano, in assenza di Riquelme, è l’ unico che nel Villarreal apporta quella che in Spagna chiamano pausa, un concetto abbastanza più complesso del semplice significato letterale, intendendosi con ciò la capacità di controllare i tempi del gioco, di non affrettare le giocate e di scegliere infine la soluzione più appropriata. Costante ed efficace in interdizione, le poche verticalizzazioni buone vengono da lui, come quella che nel primo tempo smarca Forlan per il sinistro incrociato dell’ uruguaiano.
Le poche cose decenti del Sevilla vengono nel secondo tempo, quando Daniel Alves comincia ad agire a tuttocampo e a improvvisarsi regista e quando Kanouté tiene su qualche pallone in più mettendo una certa pressione alla difesa villarrealense (fantastico allo scadere un aggancio in piena area di rigore con cui il maliano doma uno di quei lanci solitamente poco commestibili, venendo però anticipato al momento della conclusione).
I PEGGIORI: Ha una grande chance con la squalifica di cinque giornate a Luis Fabiano dopo la rissa con Diogo, ma Chevanton la sta sfruttando malissimo, ancora non entrato nei meccanismi del Sevilla, sconta forse l’ infortunio che lo ha fermato ad inizio stagione. Nel primo tempo onestamente non gli arrivano palloni decenti, son tutti pelotazos, ma neanche nella seconda parte, quando la sua squadra fa qualcosa di più, ha modo di farsi apprezzare. Anche Duda è parecchio indietro col lavoro: già è un giocatore secondo me normalissimo (a parte le magiche traiettorie col sinistro), però lo si nota piuttosto appesantito, tiene troppo palla e si fa recuperare facilmente dagli avversari. Ciabatta pure un destraccio alto.
Poulsen e Renato (è il momento migliore perché Maresca gli rubi il posto e torni titolare) hanno perso chiaramente consistenza e dinamismo rispetto al rendimento sbalorditivo cui ci avevano abituati, mentre Hinkel ha giocato fuori ruolo: per non limitare l’ “universalità” di Daniel Alves, Juande Ramos preferisce piuttosto avanzare il terzino tedesco a centrocampo quando Jesus Navas è assente. In panchina c’ era il giovane Alfaro, sicuramente più adatto al ruolo, oltre che reduce da una doppietta in Copa del Rey contro il Rayo Vallecano.
Vedere Cani, a parte un paio di spunti che ci hanno ricordato il suo talento, più a suo agio nell’ inseguire il terzino avversario che quando ha il pallone fra i piedi mette un po’ tristezza.


Villarreal (4-4-1-1): Viera 6; Josemi 6, Fuentes 5,5 (65'), Cygan 7, José Enrique 6; Cani 6, Senna 7, Josico 6,5, Marcos 6 (90'); Mati 5,5 (84'); Forlán 6.
In panchina: Barbosa, Bruno (90'), Jonathan (84'), Álvarez (65'), Arruabarrena, Somoza, Tacchinardi.
Sevilla (4-4-2): Palop 6,5; D. Alves 6,5, J. Navarro 6, Escudé 6, Puerta 6; Hinkel 5,5, Poulsen 5,5, Renato 5 (77'), Adriano s.v. (26'); Chevanton 5, (62') Kanouté 6,5.
In panchina: Cobeño, Dragutinovic, Ocio, Duda 5 (26'), Alfaro, Maresca 5,5 (62'), Kerzhakov s.v. (77').

Árbitro: Iturralde González, del Colegio Vasco. Mostró cartulina amarilla a Josemi (24'), Poulsen (24'), Renato (41'), Dani Alves (53'), Javi Navarro (66'), Escudé (79'), Josico (82'), Maresca (85'), Marcos (87') y a Quique Álvarez (88').
Incidencias: El Madrigal. Alrededor de 18.000 espectadores. Terreno de juego en buenas condiciones. Algo más de un centenar de aficionados sevillistas acompañó a los de Juande en las gradas del estadio amarillo.

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