lunedì, dicembre 03, 2007

QUATTORDICESIMA GIORNATA: Valencia-Athletic Bilbao 0-3: Yeste; Llorente; Llorente.

Dopo la sacrosanta eliminazione dalla Champions, un’ altra strameritata quanto indecente sconfitta del Valencia, in crisi avanzatissima, prossimo alla decomposizione. Il rischio serissimo è quello di avere già buttato via la stagione, e avendoci pure speso (male) parecchio denaro. Scelte sbagliate in estate, e poi in corsa rimedi frettolosi sulla cui efficacia era lecito nutrire dubbi già all’ inizio e adesso ancora di più.
Desolante l’ impressione di impotenza e di disorientamento che trasmette questa squadra, incapace di dare un ritmo accettabile al suo sterile ed esasperante possesso-palla oltre che passiva e tremendamente vulnerabile ad ogni contrattacco avversario. Non si sa quando Koeman potrà darle un gioco, e francamente non si sa nemmeno se sia in grado di farlo.
L’ Athletic semplicemente magistrale, tatticamente perfetto, super-concentrato e in ogni momento consapevole delle mosse da effettuare, la partita l’ ha avuta sempre in pugno e mai ha dato neanche lontanamente la sensazione che potesse scappargli di mano. Non c’è nulla da fare, queste son le partite “di Caparros”, quelle in cui le sue squadre si muovono come pesci nell’ acqua, fuori casa e col peso di dover fare la partita che ricade tutto sulle spalle dell’ avversario.

Koeman accantona Albelda e punta forte sulla coppia Edu-Fernandes, quella che sulla carta gli può offrire la maggior qualità (in particolare il tecnico olandese confida molto nel brasiliano, al rientro speriamo definitivo dai suoi eterni infortuni), mentre le due punte costringono Vicente alla panchina, con Silva sulla sinistra; Caparros ripropone l’ interessante coppia Orbaiz-Yeste, conferma la fiducia a Llorente e di nuovo e sorprendentemente relega Aduriz in panchina.
Inizia di buona lena il Valencia, nell’ area piccola Silva calcia di poco a lato, ma è solo una breve parentesi, prima che l’ Athletic prenda definitivamente le misure e si impadronisca della scacchiera. I Leoni disseminano di trappole la loro metacampo, difendendo in superiorità numerica in ogni zona, al centro come sulle fasce, in particolare il potenziale della coppia Miguel-Joaquin sulla destra del Valencia viene ridotto ai minimi termini. Piano piano i baschi stringono il loro avversario in una camicia di forza, il Valencia naufraga letteralmente a centrocampo: ogni volta che i padroni di casa avviano l’ azione, Edu viene controllato da vicino da uno dei due attaccanti bilbaini, quasi sempre Etxeberria, mentre Manuel Fernandes va per conto suo, a cogliere margheritine per i verdi campi.
Sempre più sicuro, sempre più in partita, l’ Athletic decide di affondare i colpi, facendo leva più che sulla boa Llorente sulle rapide incursioni di Etxeberria e Gabilondo, i quali impegnano in due occasioni Cañizares. E arriva anche il gol, gol d’ autore dal magico mancino di Yeste, vero artista del calcio piazzato.
Nel secondo tempo il Valencia tenta inizalmente di occupare con maggior decisione la metacampo avversaria, ma i collegamenti fra centrocampo e attacco rimangono precari, e l’ Athletic resta saldissimo sulle sue posizioni, trovando anzi pure più spazio per l’ azione di rimessa. Al 60’ Edu perde un pallone sanguinosissimo, Iraola porta palla nella metacampo valenciana, finchè non vede la penetrazione di David Lopez nell’ area nemica: il cross dell’ ex Osasuna è perfetto, a spiovere sul secondo palo verso Llorente, dimenticato da Dio e dal mondo (anzi: da Albiol e Miguel) sul secondo palo per il colpo di testa del raddoppio.
Koeman prova con Zigic e Vicente, cambi della disperazione, ma l’ Athletic non molla un centimetro, impeccabili nelle respinte i centrali di difesa quando il Valencia cerca di affidarsi alla mischia. Nel recupero c’ è pure spazio per il gol che approfondisce le dimensioni del trionfo, l’ ennesima puntata del Cañizares Horror Show, per la gratitudine di Llorente, che trova una facile doppietta.

I MIGLIORI: In una così efficace prova collettiva, è quasi un’ ingiustizia promuovere questo o quell’ altro nell’ Athletic. Innanzitutto la doppietta di Llorente, importante per il morale di questo giocatore del quale si attende da tempo immemore l’ esplosione. Ora Caparros pare avergli dato la fiducia (a scapito però di Aduriz, questa cosa bisognerà regolarla), lui deve dimostrare di saper superare quei limiti di personalità che troppo spesso ha evidenziato: in particolare deve essere più presente come riferimento offensivo, far pesare molto di più la sua abilità indubbia spalle alla porta.
Perfetti i centrali di difesa Ustaritz (che sostituisce il titolare Aitor Ocio) ed Amorebieta (grande stagione finora, sta raggiungendo la maturità sotto la guida di Caparros), anche se pure per loro vale il discorso del Racing, in una squadra così ben messa in campo per i centrali è tutto più facile. Yeste non è che abbia disputato in assoluto una partita strabiliante, molto sacrificio e lavoro oscuro, però nello 0-1 mette quel decisivo tocco di qualità del quale l’ Athletic lamentava visibilmente l’ assenza nelle prime uscite stagionali.
Attento e sempre prezioso Iraola, vivace Etxeberria, eccellente Gabilondo, aiuta costantemente Koikili e si propone bene nell’ azione di rimessa (quella che le sue caratteristiche di soldatino privo di fantasia prediligono sicuramente). Nel Valencia l’ unico che ci prova è Villa, anche se giocare abbandonato dal resto della squadra è come lottare con i mulini a vento.
I PEGGIORI: Il Valencia non trova mai il filo del discorso a centrocampo: Edu viene annullato e perde tutti i punti di riferimento (oltre al pallone che avvia l’ azione dello 0-2), Manuel Fernandes invece comincio a temere di averlo sopravvalutato: corre senza il minimo criterio, non si trova mai dove servirebbe veramente, e rallenta l’ azione tenendo troppo palla. Probabilmente le sue caratteristiche sono più quelle della mezzala in un centrocampo con tre centrali piuttosto che del centrale in un 4-4-2. Periodo di magra per Silva, nel marasma generale non riesce a entrare in azione con la frequenza e nelle modalità che desiderebbe. Sgonfio Joaquin, che oltrettutto ne ha sempre minimo due addosso.

Valencia (4-4-2): Cañizares 5; Miguel 5, Albiol 5, Marchena 5,5, Moretti 5; Joaquín 5, Fernandes 4,5 (62'), Edu 5 (70'), Silva 5,5; Morientes 5 (61'), Villa 6.
In panchina: Hildebrand, Arizmendi, Zigic s.v. (61'), Vicente s.v. (62'), Albelda s.v. (70'), Mata, Sunny.
Athletic (4-4-1-1): Aranzubia 6; Iraola 6,5, Ustaritz 7, Amorebieta 7, Koikili 6,5; D. López 6,5, Orbaiz 6 (53'), Yeste 7 (76'), Gabilondo 7 (68'); Etxeberria 6,5; Llorente 7.
In panchina: Raúl, Garmendia s.v. (76'), J. Martínez 6 (53'), Prieto, Murillo s.v. (68'), Aduriz, Muñoz.

Goles: 0-1 (32'): Yeste, de lanzamiento de falta directa; 0-2 (60'): Llorente cabecea un centro de D. López;
0-3 (+91'): Llorente con la pierna izquierda.
Árbitro: Ontanaya López. Amonestó a Koikili (12'), Iraola (42'), Albiol (62'), Llorente (70'), Miguel (79') y Murillo (85').
Incidencias: Mestalla. 33.000 espectadores que despidieron a su equipo con pitos y con una pañolada al palco dirigida a Juan Soler.

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2 Comments:

Anonymous Edo14 said...

Ho finito solo ora di vedere il match, purtroppo domenica ero fuori e me lo son perso...sono uscito di casa dicendo "Vabbè, non ci vinciamo da 20 anni al Mestalla, figurati se ce la facciamo stasera" e come sempre accade in questi casi (vedi le mitiche "Ultime parole famose") sono stato smentito, per fortuna. Certo che queste sono proprio le partite di Caparros, ed è uno spettacolo vedere un'organizzazione difensiva così perfetta e quell'assoluta sincronia nei ripiegamenti di ogni reparto che solo alcuni mesi fa erano p'ura fantascienza a Bilbao. Se adesso riusciamo a risolvere i problemi della gestione del risultato e del "fare la partita" (soprattutto in casa contro squadre di livello medio-basso) la situazione potrebbe farsi interessante.

Un'osservazione su Llorente: ho sempre pensato che sia un giocatore più bravo come incursore che come boa, invece contro il Valencia ha fatto un partidazo prorpio da unico riferimento offensivo, calamitando ogni pallone che transitava dalle sue parti. Che fossero solo problemi di personalità?

PS Aduriz in panchina non piace neppure a me, ma Nando sta finalemnte ingranando e togliere un Etxebe così è dura...

7:59 PM  
Blogger valentino tola said...

La partita di domenica credo possa rivelarsi importantissima nella stagione dell' Athletic, non solo per il risultato ma perchè soprattutto mette chiarezza. Mette chiarezza sulle basi del progetto, sull' identità tattica e la solidità che sta acquisendo rispetto alla scorsa stagione, i punti di partenza per una stagione che torni finalmente tranquilla per i suoi tifosi.
Per quanto riguarda le difficoltà a fare la partita in casa, temo rimarranno per tutta la stagione, un po' per la filosofia dell' allenatore (quella che ad esempio mi spinge a mettere in dubbio l' adattabilità di Caparros al contesto e alle esigenze di una squadra di vertice) e un po' per le oggettive difficoltà offensive dell' Athletic, anche se la coppia Orbaiz-Yeste e una eventuale esplosione di Llorente potrebbero rivelarsi gli assi nella manica in tal senso.

Per le potenzialità di Llorente come boa mi sembrano degli esempi lampanti quei due-tre agganci spalle alla porta che fece nel quarto d'ora che giocò contro il Betis. E' lui che ci deve credere, dvee proporsi di più, diventare il primo approdo per i palloni che vengono dagli altri reparti. Del resto quella sua stazza deve farla valere in qualche modo, no? Se vuole diventare un giocatore importante deve lasciare perdere riferimenti improbabili e chiaramente irraggiungibili come Van Basten o chessò Ibrahimovic, ed assumere come fonte d' ispirazione quello che Kanouté fa nel Sevilla.
Dove continua a non convincermi proprio è negli uno contro uno col portiere avversario, ogni volta si squaglia, ma forse è solo una questione psicologica, di fiducia.

Son molto contento che con Caparros Etxebe giochi seconda punta, è il ruolo dove l' ho sempre visto meglio. Ora Aduriz diventa quasi un problema, perchè ci sono già Etxebe e Llorente in attacco e non credo che Caparros si voglia permettere Susaeta ed Etxeberria contemporaneamente sulla fasce, almeno un giocatore più presente anche in copertura, tipo Gabilondo o David Lopez (che continua a non convincermi, al di là dle bel cross di domenica), se lo vuole tenere.

12:27 PM  

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