domenica, dicembre 02, 2007

QUATTORDICESIMA GIORNATA: Real Madrid-Racing 3-1: Raul (Re); autorete Sergio Sanchez (Re); Raul (Re); Munitis (Ra).

Novanta minuti che sono una fotografia di insuperabile nitidezza di questo Real Madrid: i merengues non hanno un centrocampo, non hanno un gioco, però basta una fiammata per trovare il gol con estrema facilità. Nemmeno dieci minuti e la storia è già chiusa: con una simile partenza ad handicap difficile far qualcosa per il Racing, che per tutta la partita non ha mai cessato di giocare, giocare, provarci e riprovarci, ma che ha punto davvero poco: per andare oltre i limiti qualitativi della rosa racinguista l’ ingrediente magico sarebbe uno solo, el dinero, i gol (11 finora, misero bilancio dal quale son stati spremuti la bellezza di 23 punti, quando si dice l’ efficienza…) non può certo mettersi a farli Marcelino…

Guti sconta la squalifica, logico quindi il rientro di Sneijder come finto esterno destro, ma Schuster una sorpresa ce la regala comunque, lasciando in panchina Gago e promuovendo la Bestia Baptista accanto a Diarra per un centrocampo di stampo più offensivo. Nel Racing, Smolarek vince il ballottaggio con Tchité, Sergio Sanchez rimpiazza sulla destra lo squalificato Pinillos.
Gli ospiti partono con molta convinzione nella loro capacità di fare male. Applicano senza indugi la classica strategia anti-Real, aggredendo il portatore di palla, solitamente Diarra, nella metacampo madridista e cercando di attaccare con rapide folate la difesa sempre poco coperta dei padroni di casa. Resta sempre impressionante la facilità con cui gli avversari del Real riescono a giungere ai limiti dell’ area di Casillas, il Racing dei primissimi minuti non fa eccezione, ma forse di fiducia ne prende anche un po’ troppa, dimenticandosi del compito primario della sua serata, cioè annullare il potenziale offensivo avversario.
Così alla prima avventura oltre la sua metacampo, al 3’, il Madrid passa: palla che filtra sulla trequarti verso Van Nistelrooy, l’ olandese serve Raul, il quale tenuto grossolanamente in gioco da Oriol può infilare con freddezza Toño. La storia si ripete pochi minuti dopo: ancora Racing stranamente scoperto, addirittura prende un contropiede, ancora fuorigioco che salta (colpa stavolta di Sergio Sanchez a destra), Baptista può servire la fuga di Sneijder sulla destra, prima conclusione ribattuta, l’ olandese rimette dentro e trova la provvidenziale deviazione a rete di Sergio Sanchez, rientrato a rotta di collo per un salvataggio disperato. Real Madrid già padrone della partita, senza sudare e senza nemmeno bisogno di costruire gioco a centrocampo, reparto che esiste solo sulla carta.
Nonostante gli sconvolgimenti del risultato, il tema tattico e le rispettive attitudini delle squadre restano immutate: il Real Madrid vive alla giornata aspettando la pedalada di Roinho o i graffi di Raul e Van Nistelrooy, il Racing invece lavora duro, controlla spazi e tempi a centrocampo, persiste nei suoi tentativi senza arrendersi: appoggi e sovrapposizioni scattano automatici come sempre, ma una volta arrivati al limite dell’ area avversaria ci vuole quel salto di qualità che a una squadra meccanica ma non creativa come quella di Marcelino manca completamente. Duscher inquieta Casillas con un collo bello robusto dalla lunga distanza, ma è Smolarek ad andare più vicino di tutti al gol della speranza, in un’ azione tipica del calcio di Marcelino, giocato in fase offensiva tutto sulla velocità e la profondità: Munitis di prima serve lo scatto del polacco, “Ebi” brucia Cannavaro ma vede il suo sinistro infrangersi sul palo.
Il secondo tempo trascorre senza sussulti, col Racing che colleziona calci d’angolo (saranno addirittura 11 alla fine), fino al gol che mette la pietra, anzi il macigno, sulla partita: al 69’ è ancora Raul, e su punizione!, specialità non certo della casa ma ben eseguita nell’ occasione. Non illude nessuno tre minuti dopo il gol della bandiera degli ospiti firmato Munitis (servito in area piccola da un ottimo traversone dalla sinistra rasoterra scagliato con l’ esterno destro dall’ appena entrato Tchité, vivace ricambio di Smolarek: Cannavaro e Marcelo immobili nell’ occasione, certamente è il centro-sinistra il lato più debole della difesa madridista): in venti minuti ben poco può la sterilità racinguista, c’è spazio solo per qualche volata dimostrativa di Robben, entrato per Robinho.

I MIGLIORI: Un gran Raul, mobile, voglioso e soprattutto molto incisivo, con 8 gol Pichichi provvisorio assieme a Messi e Luis Fabiano. Nel Racing, è sempre Munitis il principale animatore offensivo, si propone su tutto il fronte, rapido, ispirato e pungente. Prestazione gagliarda di Duscher, attento Garay.
I PEGGIORI: Oriol ha gravi responsabilità sul primo gol (non accompagna l’ uscita dei suoi compagni di reparto e tiene clamorosamente in gioco Raul), Sergio Sanchez è disattento nell’ azione del secondo. Troppo timido, lento e compassato Jorge Lopez, non dà mai il cambio di marcia (io fossi stato Marcelino avrei iniziato il secondo tempo con Tchité accanto a Smolarek e Munitis esterno destro: avrebbe acquisito più soluzioni e profondità in attacco, oltre ad accelerazioni molto più decise sulla trequarti).
Sempre impacciato Diarra, ancora una volta fuori dal gioco (nonostante la partecipazione al secondo gol) Sneijder, fatto logico del resto quando il Real non riesce mai a prendere possesso della metacampo (anche Baptista, che ha avviato le azioni dei primi due gol, non ha trovato il suo habitat in mediana).

Real Madrid (4-4-2): Casillas 6,5; Ramos 6, Pepe 6, Cannavaro 5,5, Marcelo 5,5; Sneijder 5,5 (82'), Diarra 5 (70'), Baptista 6, Robinho 6 (74'); Raúl 7, Van Nistelrooy 6,5.
In panchina: Dudek, Torres, Metzelder, Gago s.v. (70'), Higuaín, Robben 6 (74'), Saviola s.v. (82').
Racing (4-4-2): Toño 6; S. Sánchez 5,5 (62'), Garay 6,5, Oriol 5,5, L. Fernández 6; J. López 5, Duscher 6,5, Colsa 6 (78'), Serrano 6; Munitis 7, Smolarek 6 (71').
In panchina: Coltorti, Samuel, Ayoze, Moratón 6 (62'), Jordi s.v. (78'), I. Bolado, Tchité 6,5 (71').

Goles: 1-0 (3'): Raúl recibe de Van Nistelrooy marca con la zurda; 2-0 (9'): Centro de Sneijder y Sergio Sánchez marca en propia meta; 3-0 (69'): Raúl, con la izquierda, de falta; 3-1 (72'): Munitis, con la derecha, tras pase de Tchité.
Árbitro: Muñiz Fernández, Colegio Asturiano. Amonestó a Ramos (17'), Serrano (43'), Marcelo (45'+), Oriol (80') y Munitis (85').
Incidencias: Bernabéu. 75.000 espectadores.


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