domenica, ottobre 12, 2008

La macchina procede.

Missione compiuta per la Spagna in Estonia: in attesa dell’ insidiosa trasferta in Belgio di mercoledì, prosegue la serie di imbattibilità e conserva il primo posto nel girone, seppure con una prova discontinua e non priva di aspetti da migliorare, considerazione valida anche per le due vittorie precedenti ottenute contro Bosnia ed Armenia.


Prima del gol che ha sbloccato la gara infatti non era stata affatto una Spagna convincente: nella mezzora iniziale, l’ unica conclusione capace di impegnare il portiere estone l’ aveva effettuata Torres al 29’, e anzi l’ occasione nettamente più ghiotta l’ aveva sprecata l’ Estonia col combattivo centravanti Voskoinikov , che ha fatto i conti con l’ abilità fuori dal comune di Casillas nell’ uno contro uno.

La Spagna stenta in questa fase perché non riesce a imporre la sua manovra, e non riesce a dare un senso compiuto al consueto e scontato vantaggio smisurato nel possesso-palla. Dopo un effimero avvio nel quale la Spagna cerca di dare ritmo e vivacità alla propria azione, ma senza gestire al meglio i tempi della manovra e abusando in alcuni casi della verticalizzazione precipitosa, la staticità diventa il dato dominante.

Nel 4-4-2 scelto da Del Bosque per questa occasione sono assai importanti nella creazione di sbocchi e opportunità offensive i movimenti di Villa: con Torres a fungere da riferimento più avanzato, il valenciano ha l’ incarico sia di occupare l’ ala sinistra quando Iniesta si aggiunge in zona centrale sia soprattutto di venire incontro sulla trequarti ai centrocampisti, offrendo una sponda indispensabile agli inserimenti di Xavi, Iniesta e Cazorla. Prima del gol del vantaggio tutto ciò si vede in maniera decisamente sporadica, impantanando soprattutto nella fase centrale del primo tempo la manovra spagnola in un’ improduttiva orizzontalità: con Villa ad aspettare il pallone e in generale poco movimento dalla trequarti in su, Xavi si trova costretto a trattenere in eccesso il pallone per far fronte ai tentativi di aggressione avversaria, e il sistema difensivo estone legge e disattiva con relativa facilità le linee di passaggio iberiche. Al ritmo basso e al palleggio macchinoso bisogna poi aggiungere che le Furie Rosse non riescono a sfruttare il campo in tutta la sua ampiezza: a sinistra, venuti presto meno gli spostamenti in zona di Villa, Iniesta trova l' appoggio sempre puntuale delle sovrapposizioni di Capdevila, ma il villarrealense, concetto ripetuto fino alla noia, è un terzino che per quanto accompagni rarissimamente dà profondità; a destra invece non ci sono nemmeno i movimenti giusti: Cazorla è molto bravo a tagliare centralmente e offrire un appoggio tra le linee quando l’ azione comincia dal lato opposto, ma quando l’ azione staziona sulla sua fascia non si preoccupa minimamente di offrire ampiezza, lui i movimenti dell' ala non ce li avrà mai, lui non è quel Jesus Navas che tutti implorano possa guarire dai suoi problemi e accettare la nazionale. Quello che rimane in questa zona sono quindi le sole improvvisazioni palla al piede di Ramos, peraltro rare e non sempre coordinate coi movimenti del resto della squadra.

L' unico aspetto che funziona nella deludente prima mezzora così è la connessione Xavi-Torres (di gran lunga i due migliori della serata assieme a Iker): i movimenti in profondità, sempre incisivi, dell’ attaccante del Liverpool sono gli unici che allungano la difesa estone e offrono una via di fuga dall’ orizzontalità, e Xavi legge questi movimenti con la sua consueta enorme lucidità e precisione, offrendo palle lunghe o rasoterra sempre coi tempi giusti, sulla corsa del Niño. Da questa notevole intesa nasce la palla-gol citata di Torres al 29', preludio al gol del vantaggio, che in un contesto di gioco abbastanza grigio non poteva che arrivare su palla ferma: punizione dalla sinistra di Xavi e incornata di Juanito, nell' occasione titolare al posto di Albiol. Certo non un fenomeno il difensore bético, ma da sempre giocatore molto temibile per stacco e scelta di tempo nell' area avversaria (coglierà anche un palo negli ultimi minuti del match).

Fatto il primo, a catena segue il secondo, su rigore calciato da Villa dopo un atterramento a centro area di Torres su cross dello stesso Villa dalla destra. Come logico, con la partita in discesa, la Spagna ha modo di sciogliersi, e di recuperare per la fase finale del primo tempo un po' di mobilità fra centrocampo e attacco (si attiva anche la connessione Xavi-Villa, col valenciano che fa da sponda per gli inserimenti del blaugrana), le combinazioni a uno-due tocchi e una fluidità di manovra decente.

La ripresa è mera gestione del vantaggio, a parte 5 minuti di calo di concentrazione che intorno al 60' regalano tre palle gol non piccole all' Estonia, prontamente tacitata però dallo 0-3 di Puyol, ancora sugli sviluppi di un calcio piazzato battuto da Xavi e in un primo tempo girato sulla traversa dalla testa di Torres: certamente curiosa questa grande capitalizzazione delle palle inattive da parte di una nazionale solitamente non nota per la propria forza preponderante in tali situazioni. Già concesso un po' di spazio a Iraola, Del Bosque dopo il gol di Puyol blinda il centrocampo togliendo Villa e aggiungendovi un uomo capace di addormentare i ritmi (nell' occasione Cesc), cambio estremamente familiare già dai tempi di Aragonés.


Estonia: Londak, Jaager, Piiroja, Barengrub, Kruglov, Dimitrijev, Lindpere (74'), Kink (59'), Vassiljev, Vunk, Voskob (73').

In panchina: Kotenko, Klavan (74'), Rahn, Sisov, Puri (59'), Saag (73'), Zenjov.

España: Casillas, S. Ramos (53'), Puyol, Juanito, Capdevila, X. Alonso, Cazorla, Xavi, Iniesta (78'), Villa (69'), Torres.

In panchina: Reina, Albiol, Cesc (69'), Senna, Riera (78'), Iraola (53'), Güiza.


Goles: 0-1 (33'): Juanito peina a gol una falta botada por Xavi. 0-2 (37'): Villa, de penalti cometido sobre Torres. 0-3 (68'): Puyol cabecea a gol un rechace del larguero a remate de Torres.

Árbitro: Jonas Eriksson, sueco. Amonestó a Barengrub (37'), Kink (56'), Piiroja (87'), Iraola (90').

Incidencias Le Coq Arena (Tallin, Estonia). Casi lleno. Unos 9.000 espectadores. Terreno de juego algo irregular y noche fresca. Unos 200 seguidores españoles siguieron el partido desde la grada y celebraron la fácil victoria conseguida por la selección de Vicente del Bosque.


Per chi desiderasse vedere la partita.


Fiato sospeso per l' Under 21

Dovrà soffrire la nazionale Under 21 di López Caro per ottenere martedì a Lorca il passaporto per l' Europeo di categoria del prossimo Giugno: il 2-1 incassato in Svizzera (vantaggio di Busquets, rimonta firmata Vonlanthen-Nikci per gli elvetici) da un ottimo avversario (che ha già eliminato i campioni in carica dell' Olanda) impone infatti una rimonta. Da un po' di anni abbastanza incomprensibilmente l' Under 21 spagnola non riesce a qualificarsi per le fasi finali, e anche questa volta sarebbe una grossa occasione perduta, specie con una selezione che può contare su nomi come Mata, Bojan (ceduto nell' occasione dalla nazionale maggiore), Raúl García, Asenjo, Piqué, Jurado, Javi Martínez, Granero, Parejo, Sisi, Jonathan Pereira etc..


TABELLINO SVIZZERA-SPAGNA UNDER 21

Suiza: Sommer, Thiesson, Ziegler, Barmettler, Ferati, Schwegler, Crettenand, Lustenberger (Stocker, m.63), Zambrella, Nikci (Flestcher, m.91) y Vonlanthen (Ural, m.89).
España: Sergio Asenjo, Miguel Torres, Javi García, Piqué, Canella, Raúl García, Sisi, Busquets (Mario, m.67), Jurado (Xisco, m.72), Mata y Bojan.

Goles: 0-1, m.18: Busquets; 1-1, m.27: Vonlanthen; 2-1, m.51: Nikci.
Árbitro: Serge Gumienny (BEL). Mostró tarjeta amarilla a Ziegler, Lustenberger, Schwegler y Zambrella de Suiza y a Miguel Torres y Busquets, de España.

Incidencias: Encuentro de ida de la eliminatoria de clasificación para el Europeo sub 19 disputado en el estadio Brügglifeld de Aarau (Suiza).

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10 Comments:

Blogger Lecciones de la Pelota said...

Un partido bastante aburrido Valentino. Lo cierto es que a mediados de la segunda parte, decidí poner una cosa más interesante, pues todo estaba ya decidido. Tuve la oportunidad de ver a la selección española Sub 21, y me gustó demasiado Suiza. Muy bueno el centro del campo de las anfitrionas de la Eurocopa. Me sorprendió bastante positivamente. En suiza juega un futbolista del Sevilla atlético, Cabral, espero verlo en el partido de vuelta. Un abrazo

6:04 PM  
Blogger valentino tola said...

Hola Alejandro, tienes razon: aburrido, con poco que decir después del gol de Juanito (antes no me gustò el equipo). Lo importante de todas formas es mantener solidez y pegada en ausencia de brillo. Si no encaja goles, esta seleccion las tiene todas para ganar cada partido.

La Sub 21 desafortunadamente no tengo ninguna oportunidad de verla, una lastima porque me interesaria mucho.
A Cabral le vi solo una vez, en un partido del Sevilla Atlético contra el Córdoba: no hizo un buen partido, asì que tengo que verle alguna otra vez.

1:12 PM  
Anonymous cespo said...

e come rovinare una champions e forse una stagione all'Atletico.. due forse tre giornate di stop per il calderon, partite in campo neutrale almeno a 300 kilometri da madrid (dice amrca)... con liverpool e psv in casa almeno 4 punti si potevano fare, adesso...

3:05 PM  
Anonymous Hincha Madridista said...

Se Casiraghi allena l'U21 e nonostante le frittate fatte (fuori subito dall'Europeo e flop alle Olimpiadi) è ancora lì, Lopez Caro può benissimo allenare l'U spagnola, ma vedere uno dei tecnici peggiori della storia del Madrid (al suo cospetto Agroppi o Maifredi si ergono a geni della panchina) un pò di effetto lo fa e forse spiega le difficoltà della squadra...

3:14 PM  
Blogger Kerzhakov 91 said...

Io l'U-21 spagnola la vidi in due occasioni, nel girone eliminatorio contro la Russia. Indubbiamente una buona squadra, anche se a Mosca soffrì parecchio e venne messa sotto sul piano del gioco nonostante l'1-2 finale.

PS: divagando un pò...l'hai sentito l'ultimo CD dei Metallica? Se sì, che te ne pare?

4:15 PM  
Blogger valentino tola said...

@ cespo
Ho letto: due giornate+una condizionale, e dire che non avevo saputo nulla durante la diretta della partita. Anche due giornate di squalifica ad Aguirre.
La UEFA addebita la responsabilità dei successivi disordini dei tifosi francesi a un iniziale comportamento sconsiderato della polizia spagnola (non stento a crederlo, la polizia spagnola non ha bei precedenti). La società dell' Olympique Marsiglia ha anche lamentato cori razzisti degli ultras dell' Atlético nei confronti dei giocatori avversari neri: non sorprende neanche questo purtroppo, si tratta pur sempre della stessa tifoseria che tre anni fa durante un Atlético-Espanyol lanciò una banana a Kameni.

@ hincha madridista
Non sopravvaluterei il ruolo di Lopez Caro: fu un traghettatore che i primi mesi fece anche benino, poi la squadra uscì dalla Champions con l' Arsenal con una partita d' andata orrenda (in parte guastata anche dalle polemiche di Ronaldo precedenti la partita), ma alla fine arrivò secondo in un campionato in cui allora il Barça era decisamente superiore. Si trattava di un Madrid agli sgoccioli del ciclo dei galacticos (era l' ultimo anno di Zidane, il penultimo di Roberto Carlos, era la piena crisi di Raul che si infortunò anche a lungo, Ronaldo imbolsito...), che non credo potesse dare di più di questo francamente. Dal punto di vista tattico i problemi e gli squilibri rimasero sostanzialmente gli stessi dell' epoca Luxemburgo: le distanze fra i reparti, la scarsa protezione della difesa da parte del centrocampo, la manovra molto lenta, tutta con palla sui piedi e poco movimento senza palla...
Lopez Caro eliminò il "quadrato magico" (4-2-2-2 o 4-3-1-2) di Luxemburgo per cercare più gioco sulle fasce con Beckham e Robinho larghi (più il neo-acquisto Cicinho) con un 4-1-4-1 con Guti e Zidane nel cuore del centrocampo. Per qualche partita funzionò discretamente, poi dopo l' eliminazione dalla Champions si proseguì sottotono fino alla fine della stagione.
Insomma, la mia opinione è che l' apporto di Lopez Caro fu non tanto disastroso quanto piuttosto di scarso significato. Certo, nel 2006-2007 al Levante (esonerato dopo poche giornate) e nella scorsa stagione in Segunda al Celta (esonerato anche qui dopo essere subentrato a Stoichkov-Antonio Lopez a stagione iniziata) i risultati son stati più che mediocri... e sinceramente la sua nomina all' Under 21 ha sorpreso anche me... ma non sorprende se si pensa che nel ruolo di direttore delle nazionali in federazione c'è Hierro e che per l' Under 19 e l' Under 17 son stati chiamati altri due ex-madridisti come Luis Milla e Karanka... questi ultimi due cambi molto più sorprendenti visto quanto di buono hanno fatto negli anni Ginés Meléndez e soprattutto Santisteban per Under 19 e Under 17, rispetto a un Under 21 che già da anni, quindi da prima di Lopez Caro, fallisce la qualificazione all' Europeo di categoria (con in panchina Saez, tecnico che non ho mai gradito troppo).

@ kerzhakov
Non l' ho ascoltato. Devo ammettere che seguo praticamente nulla le novità, non sono proprio un esperto di musica (ascolto roba perlopiù stagionata e che conosco attraverso mio fratello, che è il vero appassionato), ma devo anche dire che da "Load" in poi, passando per St. Anger (dove più che suonare una batteria Lars Ulrich sembrava suonare delle pentole da cucina) sono piuttosto diffidente nei confronti dei Metallica, che per me esistono (e sono uno dei miei gruppi preferiti) solo per i primi quattro album e per qualche brano del comunque dignitosissimo "Black Album".
Com' è comunque questo nuovo, è meglio di "Master of puppets"? :)

PS: Sabato ho visto Germania-Russia. Avrei voluto passare per un commento, però ho avuto i soliti problemi con la connessione. Comunque, solita storia: un peccato giocare senza difesa... se poi Hiddink sbaglia pure la formazione nel primo tempo...

5:10 PM  
Blogger Kerzhakov 91 said...

Naturalmente non è neanche lontanamente paragonabile con i primi 4 capolavori, però per me è un buon disco (anche se troppo troppo lungo...), una sorta di ritorno alle origini dopo il veramente pessimo "St. Anger" (il "Black Album" ed i tanti bistrattati "Load" e "ReLoad" io personalmente li salvo, anche se sono dei lavori totalmente diversi rispetto a quelli iniziali, infinitamente più commerciali).


PS: eh sì, purtroppo in quanto a difensori centrali (ma ci aggiungerei anche mediani, Semak in fondo è un adattato, fino a 2-3 anni fa era considerato a tutti gli effetti una mezzapunta) siamo davvero carenti, non vedo nessun giovane interessante e se soffriamo così tanto l'assenza di Kolodin (tecnicamente ottimamente dotato, ma come marcatore buono ma non eccezionale) è chiaro che c'è qualcosa che non va...
Arshavin invece mi ha fatto esaltare come ai bei tempi nella ripresa...

5:49 PM  
Anonymous Hincha Madridista said...

Riguardo il discorso su Lopez Caro, per chiuderlo, sicuramente non avrà avuto tutte le colpe di un'annata nata male però non si può certo dire che fosse un allenatore da Madrid, oltre che per i risultati ottenuti anche per la personalità e le idee di gioco. Purtroppo dopo l'addio di Del Bosque (mi sorprende il gioco latitante della Spagna se si considera cosa fece col Madrid) abbiamo avuto una riga di tecnici terrificanti (Garcia Remon, Lopez Caro, Queiroz, Luxemburgo) solo l'arrivo di Capello e Schuster hanno riportato un allenatore decoroso in panchina. Mi sorprendono le nomine di Milla e Karanka, che non mi risultano avere esperienza come selezionatori. Già capisco di più Hierro che era un leader pure in campo.
Ora dita incrociate per la settimana di fuoco con Atletico e gobbi...

6:09 PM  
Anonymous cespo said...

la brutalità della polizia spagnola (di madrid a dir la verità, a barcelona non mi han fatto nulla) la ho provata sulla mia pelle, quando a cibeles per la festa del real ci hanno caricato (io me la son cavata con poco, due segni sul costato, ad una mia amica, di massimo 50 chili, le han tirato una manganellata sulla gamba che le è rimasto il segno sulla gamba un mese), incredibile non tanto per le motivazioni (lancio di bottiglie dei soliti coglioni degli ultrà sur) ma perchè le han date indistintamente, anche a padri con bambini sulle spalle..

sta di fatto che mi sembra incredibile che a pagare sia l'atletico e basta, se la motivazione principale è la polizia, va penalizzata tutta la spagna. Gli stessi agenti non saranno al bernabeu? A me sembra propio una scelta insulsa...

3:17 PM  
Blogger valentino tola said...

@ kerzhakov
quando sentii Load all' epoca (facevo la prima media...), pensai che fossero diventati scemi d'un colpo.
Gran partita di Arshavin, concordo.

@ hincha
Beh sì, Lopez Caro non è un tecnico da Madrid, non ci piove...
Occhio però, Luxemburgo in altre piazze ha dimostrato un certo spessore... è che torniamo al discorso di prima, quella non era un' epoca facile per allenare il Madrid, stava finendo chiaramente un ciclo e c'era un caos societario pazzesco, non si sapeva bene chi decideva cosa e non c'era progetto (non che adesso Calderon e Mijatovic siano geni della pianificazione comunque... però gli sta andando bene), lo stesso Sacchi lo ricorda sempre ogni volta che gli chiedono della sua esperienza al Real Madrid: diche che lo trattavano con tutti gli onori, ma alla fine non riusciva mai a capire quali fossero le sue reali competenze.

@ cespo
Effettivamente me lo son chiesto anch'io: non trovo nessun nesso logico fra le responsabilità dell' Atlético e quelle della polizia, e non so come si possa stabilire in tutta franchezza.

5:19 PM  

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