sabato, novembre 14, 2009

Gestire la superiorità.

Ad oggi, 14 novembre 2009, fra la Spagna e quella che per potenziale dovrebbe essere la nazionale più forte del pianeta, l’Argentina, esiste un abisso di distanza. Per quanto questo possa contare.
L’unica cosa che importa infatti è il modo in cui questa superiorità verrà gestita da qui al prossimo giugno: se prenderà il sopravvento il coro dei “semo li mejo”, il ricordo del primo tempo di stasera, un’imbarazzante dimostrazione di forza, trarrà con sé frutti soltanto deleteri; se invece si comincerà a considerare quanto assurdo sia stato aver regalato all’Argentina oltre al momentaneo pareggio più di un’occasione per rimettersi in pista, allora la Spagna calcistica avrà dimostrato più maturità rispetto al passato.
È questo infatti il rischio sempre in agguato, che le certezze granitiche da tempo raggiunte vengano date sempre più per scontate, che non si avvertà più la necessità di confermarle sul campo, partita dopo partita, e che ci si finisca per scottare. La tendenza alla spocchia tradizionalmente insita nel calcio spagnolo è l’unico insidioso avversario (oltre al possibile logorio di giocatori impegnati su più fronti con i loro club fino alla fine della stagione) di una nazionale che dal punto di vista tecnico ha toccato già il suo tetto. Il tetto di un grattacielo per la precisione: sei più vicino degli altri al cielo, ma più in alto ti trovi più dolorosa diventa l’eventuale caduta.

Sfruttando l’assenza di Torres, Del Bosque massimizza la superiorità a centrocampo. È un 4-1-4-1 dove Xabi Alonso insolitamente gioca da mezzala sulla stessa linea di Xavi (misteriosa l’assenza dall’inizio di Cesc) e Busquets fa il vertice basso, l’esatto contrario della partita di qualificazione col Belgio. Come da copione poi Iniesta a sinistra e Silva a destra, sulle fasce inverse rispetto al piede di preferenza.
Come detto già nel post di commento al pur ottimo “nuovo acquisto” Navas, è in questa consolidata maniera, senza esterni di ruolo, che la Spagna riesce a occupare e a sfruttare al meglio il campo in tutta la sua estensione, in profondità come in ampiezza. In fase di possesso, le Furie si assicurano in ogni momento la superiorità numerica nella zona del portatore di palla. Una sorta di torello organizzato scientificamente in tutte le zone del campo, uno spettacolo.
Palla da un lato all’altro, se non c’è spazio si ricomincia, fino a quando il varco non si apre e la palla comincia a schizzare come un flipper, tutto di prima e con un continuo rimescolamento di posizioni da far girare la testa all’avversario. Possesso-palla tutto nostro, sempre nella zona scelta da noi e col ritmo scelto da noi, non importa che l’avversario si chiami Estonia o Argentina.
La superiorità in zona centrale è il primo passo: al solito i centrocampisti centrali avversari vengono presi nel mezzo fra il triangolo Busquets-Xavi-Xabi Alonso (nota di merito per Sergi B., sempre preciso e funzionale) e i tagli verso il centro dei falsi esterni Iniesta e Silva. Due cervelli da Premio Nobel questi due, sempre perfetti nell’alternare la posizione esterna e quella da trequartista, senza mai creare ingorghi alla manovra e puntualmente supportati dalle sovrapposizioni dei terzini e dagli spostamenti verso le fasce (generalmente la sinistra) di Villa.
Il canario in particolare è in un momento esaltante: da destra non solo taglia verso il centro per combinare con le mezzeali, ma va fino in fondo per allargare le maglie della difesa argentina: si avvicina a Iniesta e Villa, si sovrappone e così attrae Demichelis separandolo da Heinze e creando uno spazio invitantissimo per gli inserimenti centrali dei compagni. È un movimento che si osserva in più di un’occasione, ed è anche il movimento che caratterizza la splendida azione del primo gol, con Xabi Alonso a raccogliere i frutti avventandosi dalla seconda linea.
Dominio totale della Spagna nei primi 45 minuti, che potrebbe fruttare un meritato gol in più con un po’ più di cattiveria, di fortuna e anche con un rigore su Villa non ravvisato dall’arbitro. In questo monologo, il neo risiede in qualche leggerezza difensiva nella zona di Sergio Ramos, la cui genetica incapacità a tenere la posizione e offre buone chances a Di Maria sui ribaltamenti argentini.

Il secondo tempo, condizionato dai tanti cambi, , conta relativamente, se non per segnalare il persistere di una certa rilassatezza nell’approccio dei difensori alla gara (colpevole Albiol, che subentra a Puyol e regala il rigore del pareggio di Messi) e la doppietta di Xabi Alonso, stavolta dal dischetto (qui invece leggerezza di Demichelis sul fallo di mano), che fissa il risultato definitivo. Fischio finale e compito a casa per i ragazzi di Del Bosque: com’è che non abbiamo chiuso prima e con contorni ben più sostanziosi una gara del genere?

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22 Comments:

Blogger Vojvoda said...

Che l'Argentina come potenziale sia la nazionale più forte del pianeta mi lascia più di un dubbio, soprattutto pensando alle 20 e passa nazionali dello stesso livello che potrebbe mettere in campo il Brasile... portieri compresi.
L'Argentina piuttosto, ha molta(eufemismo) scelta davanti, troppa, ma non così tanta negli altri ruoli e quello del "cancerbero" è il vero punto dolente se si esclude Romero.
Noto che un pò da parte di tutti si tenda spesso e volentieri a sopravvalutare l'Argentina...che poi al mondiale fallisce sempre...mano de Dios e Generali permettendo...!
E comunque anche a livello di potenziale di scelta la Spagna le è superiore, non solo a livello di gioco ed amalgama.
Ciao;-)

12:40 AM  
Blogger Vojvoda said...

E comunque ho appena visto il primo tempo in replica e va detto che la Spagna poteva già chiudere la gara senza dover attendere quel fallo di mano di Demichelis.
Sottolineato nuovamente del rigore non dato su Villa e dell'altro che doveva essere fischiato in quanto Coloccini ha sì le braccia attaccate al corpo, ma di fatto stoppa la palla diretta in rete e senza l'opposizione degli arti sarebbe finito dentro al sacco pure lui, c'è da evidenziare che la Spagna è di almeno 4 livelli superiore all'Argentina, ed in generale è la squadra che gioca il miglior calcio al mondo. Tutto a memoria, sembra di stare alla Playstation e il tutto ad una velocità supersonica. Il sale ce lo hanno messo gli argentini, frustrati ed impotenti che cercavano costantemente le caviglie iberiche.
Stando così le cose è la favorita numero 1 dei prossimi mondiali anche se in una partita secca tutto può succedere, vedi Stati Uniti-Spagna della Confederation's Cup.
Cambi a sufficienza in tutti i ruoli e una batteria di portieri (Casillas, Valdès, Reina, Diego Lopez e mettiamoci pure il veterano Palop ed il giovane Asenjo) che l'Argentina si sogna.
Argentina che, come dicevo nel commento precedente, è zeppa di mezze punte, punte, rifinitori ed ali (una trentina a ben vedere, i giocatori di livello internazionale) ma che è carente dalla cintola in giù.
P.S. E il rigore del momentaneo pareggio è una gentile concessione arbitrale che sorvola sull'intervento veemente di Higuain e poi è inflessibile su Albiol che prende piede e palla...

1:41 AM  
Blogger Kerzhakov91 said...

Ho visto soltanto l'inizio del secondo tempo (ho dato la priorità ad Irlanda-Francia) e perlomeno non mi sono perso alcune giocate di classe purissima di quel fenomeno che risponde al nome di Silva...

PS: come ha giocato Ansaldi? Timido?

3:22 PM  
Blogger valentino tola said...

@ Vojvoda
Ciao!

Sì, son giudizi sempre opinabili in effetti, magari io li sopravvaluto ma forse anche tu li sottovaluti dicendo che il Brasile può schierare 20 nazionali dello stesso livello. Ad esempio, a me a centrocampo il Brasile non esalta affatto, credo che l'Argentina abbia una scelta migliore, per non parlare della Spagna.

Chiarisco comunque che il mio pensiero sul potenziale argentino non riguarda solo i giocatori convocati da Maradona, ma tutti gli eleggibili.
Per dire, questa qui secondo me sarebbe la nazionale più forte del mondo.
Un portiere argentino a caso; Zanetti, Demichelis, Samuel, Ansaldi; Lucho Gonzalez, Mascherano, Banega (Di Maria); Riquelme o Aimar; Messi, Aguero.
Credo che con questo undici l'Argentina si avvicinerebbe al livello del centrocampo spagnolo, in attacco sarebbe decisamente più forte e in difesa più o meno lì.
Non capisco come Maradona non prenda in considerazione Banega e Lucho Gonzalez, e come sia possibile che Higuain venga prima di Tevez e Aguero e che poi venga chiamato Lavezzi e non Zarate.
Dici che in attacco son troppi, è vero, ma io credo che nessuna squadra come l'Argentina abbia attaccanti in grado di fare la differenza. Non ce li ha il Brasile, e non ce li ha la Spagna, per quanto Villa, Torres, Luis Fabiano e Pato siano fortissimi (ecco, il solo Pato si avvicina alla condizione di fenomeno di Messi e Aguero).
Ripeto comunque, giudizi più che mai opinabili!

Naturalmente sottoscrivo tutte le tue considerazioni sulla partita di ieri.

@ Kerzhakov
Hola!

Io le ho viste un po' tutte le partite (anche la Russia ;-))infatti sono completamente rincoglionito :P
Prova di personalità della Francia, sfortunatissima la Bosnia.

Ansaldi sembrava un pulcino...

Silva è incredibile, non tanto per la qualità tecnica in sè, ma per come la mette al servizio della squadra in ogni giocata.

6:25 PM  
Blogger valentino tola said...

Il giudizio su Pato riguarda il Pato attuale, non il Pato che avrà completato la sua maturazione.

6:29 PM  
Anonymous Anonimo said...

..sull'Argentina "ideale" secondo me tralasci Milito e Cambiasso. Milito è l'unica prima punta di valore e non si può continuare a giocare con i nani lì davanti. Tra l'altro Milito- Messi è una coppia niente male sotto tutti i punti di vista...
Cambiasso lo reputo uno dei primi 2-3 centrocampisti "difensivi" al mondo e non lo lascerei ma fuori....
Un ultima cosa , non mi trovi d'accordo sul fatto di inserire Aguero fra i fenomeni alla Messi secondo mè è un paio di scalini sotto ai top player (Messi, Ronaldo, Torres, Eto'.. etc)

Santeria

7:29 PM  
Blogger valentino tola said...

Cambiasso l'ho dimenticato, e sono d'accordo. L'ho sempre reputato un magnifico centrocampista. Io credo che portando centrocampisti come Mascherano, Banega, Cambiasso e Lucho l'Argentina sarebbe superiore in mezzo al campo al Brasile. Certo, se poi in campo ti aggrappi a Maxi Rodriguez e Gago, Vojvoda ha straragione nel suo discorso.

Mi son spiegato male, non intendevo mettere Aguero allo stesso livello di Messi. Tanto per essere chiari, allo stesso livello di Messi ci può essere solo Cristiano Ronaldo (Torres e l'attuale Eto'o sono moooooolto sotto Cristiano e Messi).
Volevo soltanto dire che Messi ed Aguero li vedo più in grado di decidere una partita individualmente di quanto non lo siano Torres, Villa e Luis Fabiano. Solo Pato, per l'appunto, ha questa capacità.

Dissento sulla necessità di un lungo in attacco. A calcio si può giocare bene in qualunque modo, anche senza lunghi, senza prime punte di ruolo... l'importante è che ci sia un'idea di gioco chiara e che tutti suonino la stessa musica.
L'Argentina non ha un'idea di gioco, non è colpa del fatto che giocano con i nani (è qui che sta l'errore di Maradona: siccome la sua squadra non ha un gioco da imporre, allora chiama Palermo per giocarsi la scorciatoia delle palle alte... più confusa è la tua idea di gioco più questi specialisti ti sembrano necessari). La Spagna aveva il solo Villa in attacco, un altro pigmeo, e fa un cross ogni 20 partite, però gli spazi e le occasioni se le crea...

Peraltro Aguero di ruolo è una prima punta, il fatto che sia un tappo non toglie che il suo ruolo sia quello. Comunque parliamo di Milito che non è una prima punta statica, può giocare bene all'interno di qualsiasi stile di gioco e modulo.

7:47 PM  
Blogger Vojvoda said...

Mah, in attacco come detto l'Argentina ha un ventaglio di scelte ampissimo e se si considera che l'uomo attualmente più in forma non è nemmeno preso in considerazione (parlo di Lisandro Lopez) è tutto dire.
Messi, Aguero, Tevez, Milito, Lisandro, Zarate, Di Maria, Aimar, Cavenaghi, Palacio, Maxi Rodriguez, Lavezzi, Higuain, Perotti, Dominguez (quello del Rubin), Riquelme, Saviola, Salvio,
De Federico, Buonanotte (mettendoci pure i giovanissimi)ma anche Barrios (del Dortmund), Belluschi, Boselli, Bergessio, Datolo, Jonas Gutierrez, Conca, D'Alessandro...
sono una lista che qualcuno se vuole può benissimo allungare, ma ciò non toglie che il Brasile ne ha 3 volte tanti, anche solo tenendo nel conto il reparto offensivo. Non parliamo poi degli altri ruoli, tra mediani, incontristi, terzini, difensori centrali e portieri...Evito di stilare una lista che rischia di essere stucchevole.
Ciao;-)
P.S. Per Kerzha: Ansaldi ha giocato molto bene, ma a me non sembra una sorpresa questa!

10:24 PM  
Anonymous gandhi said...

Un paio di note.Reputo Aguero un giocatore di livello assoluto,quale del resto è Messi.
Riguardo a Banega,mi sembra si stia davvero confermando un ottimo centrocampista.Gioca in una squadra,il Valencia,che possiede le caratteristiche tecniche e le potenzialità per giocare un calcio brillante come quello dell'Arsenal.

10:05 PM  
Blogger valentino tola said...

Aguero forse in questo momento lo si tende un po' a sottovalutare per via della squadra in cui gioca. Per me è un genio assoluto, superiore a Villa, superiore a Torres e superiore a Luis Fabiano, pur facendo meno gol.

Su Banega sottoscrivo in pieno. Leggero calo negli ultimi tempi, ma il suo inizio di stagione è stato favoloso. Pare aver imbeccato finalmente la strada della maturazione.

Hai ragione sulle potenzialità del Valencia, ha tutte le possibilità per sviluppare quel tipo di calcio, soprattutto a partire dalla connessione Banega-Silva, però il loro gioco ancora non riesce a convincere del tutto. Nel mentre ha trovato una buona continuità di risultati, che aiuta.

11:19 PM  
Anonymous Anonimo said...

Romero
Zanetti, Otamendi, Samuel, Ansaldi
Lucho, Mascherano, Cambiasso
Messi, Milito, Aguero

In linea puramente teorica, una squadra così può giocarsi il mondiale con chiunque, anche se è chiaro che a livello difensivo qualche riserva resta, soprattutto riguardo i laterali e il centrale da affiancare a un Samuel di cui Maradona non può continuare a fare a meno, soprattutto perdurando l'assenza di Milito (Otamendi è bravo, ma giovane e ancora molto da verificare) e i vari problemi di di Gonzalo (Che però a me continua a piacere moltissimo).

Il limite dell'Argentina in realtà è un altro: allo stato attuale, la squadra non ha un'identità di gioco. E' un limite enorme, soprattutto se consideriamo che l'albiceleste dovrebbe essere una formazione che tende a imporre la propria iniziativa attraverso un preciso stile di gioco, in modo inequivocabile. I mondiali si possono vincere o perdere (a oggi, mi è ancora doloroso il fallimento dell'Argentina di Bielsa... giocava un calcio meraviglioso), ma se hai grande qualità devi trovare un modo per proporla al meglio e questo la squadra di Maradona non lo fa nè l'ha mai fatto.

Viceversa emblematica, in questo senso, è la Spagna. La squadra di Del Bosque esprime perfettamente un progetto di gioco preciso e "culturalmente" pregnante anche e persino al di là dell'oggettivo enorme valore dei singoli.
In quest'ottica, è assolutamente perfetta proprio l'analisi che Valentino fa riguardo la convocazione di Jesus Navas, giocatore giustamente chiamato come posibile variante tattica (e giustamente premiato per un salto di qualità innegabile persino per quelli che, come me, avevano qualche riserva fisico-caratteriale sul suo conto), ma probabilmente non una vera e propria alternativa in uno schema consolidato ed oliatissimo che dipende molto dai movimenti di esterni mascherati come Silva e Iniesta.
Marcello

10:08 AM  
Anonymous Hincha Madridista said...

La Spagna rischia di pagare due fattori in chiave Mondiali molto preoccupanti (ammesso che Del Bosque, tecnico per cui ho una stima infinita, non riesca a risolverli): una relativa sterilità in zona gol soprattutto se paragonata alla mostruosa mole di gioco prodotta ma soprattutto la fragilità difensiva di Sergio Ramos, che sembra essere precipitato in una fase di lenta e progressiva degenerazione rischiando di bruciare un potenziale soprattutto atletico di prim'ordine. Per quanto riguarda l'Argentina (tolto il fatto che ho pesanti riserve sul fatto che sia allenata da -scusatemi- un "buzzurro" come Maradona) non capisco perchè i tecnici (un pò come Lippi) si imputino a convocare e schierare titolari giocatori fuori forma o i cui sostituti sarebbero meglio, come Gago la cui scelta al posto di un giocatore più dinamico e in condizione come Lucho è alquanto cervellotica, o come le convocazioni di giocatore che hanno fatto il loro tempo come Schiavi e Palermo. Anche l'esclusione di Lisandro (che al Lione sta confermando tutto il buono mostrato a Porto) è alquanto strana. Per non parlare della scelta suicida di insistere su Heinze, di cui ogni lettore del blog conosce la mia "avversione" anche quando giocava a Madrid, come centrale Samuel e Otamendi sarebbero decisamente meglio e non credo sia difficile trovare un esterno sx migliore di lui.
L'Argentina ha secondo me un potenziale offensivo superiore anche al Brasile: Aguero (a mio avviso pecca ancora di continuità), Higuain, Di Maria, Tevez... Per non parlare di Messi che anche se non ha mai fatto sfracelli con la nazionale è pur sempre l'unico al mondo con CR9 per cui si può fare una formazione partendo da lui e altri 10.

11:49 AM  
Blogger valentino tola said...

@ Marcello
Perfetto, non posso aggiungere nulla al concetto generale, solo qualche nota sparsa.

Gonzalo: sono un suo grande ammiratore come te, però devo sottolineare (visto che con la nuova formula del blog non commento più partita dopo partita) che il suo inizio di stagione è stato da mettersi le mani nei capelli, mai visto così malridotto.

Anche su Bielsa sono d'accordo... confesso anzi che stavolta abbandonerò l'Argentina come nazionale per cui simpatizzo dopo la Spagna per passare proprio al suo Cile, almeno come preferenza in ambito sudamericano. Ho ancora negli occhi la partita di Santiago che è costata la panchina dell'Albiceleste a Basile... impressionante!

@ Hincha
Sì, ci possono stare gli appunti che fai alla Spagna, però le principali insidie per me restano l'approccio mentale e la condizione atletica dei giocatori migliori con cui potrà arrivare al mondiale.

D'accordo sull'Argentina, per me in questo momento non esiste vedere fra i titolari Gago, Heinze e anche Maxi quando restano a casa Lucho, Banega e Cambiasso.
C'è poi una cosa che ho dimenticato di sottolineare nel post, e cioè l'impressione negativa che mi ha fatto il gioco duro della nazionale di Maradona, assolutamente gratuito e figlio anche questo della mancanza di argomenti sul piano del gioco. Fosse stato un torneo ufficiale, un'espulsione nelle fila argentine ci sarebbe stata tutta... e poi Maradona nel dopo partita ha il coraggio di dichiarare che siccome si festeggiava il centenario della federazione spagnola allora la Spagna in qualche modo doveva vincere... ma vabbè se dovessimo stare ogni volta a sottilizzare sulle dichiarazioni di Diego...

12:56 PM  
Anonymous Hellas said...

Riguardo all'Argentina, fra le convocazioni cervellotiche di Maradona vorrei sottolineare la non chiamata di Zarate. Secondo me il giocatore della Lazio è un potenziale fuoriclasse, nella squadra giusta può consacrarsi a livelli mondiali. In particolare mi piacerebbe vederlo nel Barcellona, penso sarebbe il sostituto ideale di Henry. Non mi risulta però ci sia un qualche interesse, quindi è solo una fantasia mia...

Restando al mercato del Barcellona, ma parlando di trattative concrete, un nome è quello di Robinho. Il brasiliano costa molto, e porta con sè un certo fattore di rischio (a quanto si sente non è propriamente un professionista esemplare, e Barcellona notoriamente è una città tentatrice...); tuttavia è un rischio che prenderei. Ritengo Robinho un giocatore dal talento immenso, che per un motivo o per l'altro non ha ancora dimostrato appieno il suo valore. E chissà, la squadra di Guardiola potrebbe essere la svolta della sua carriera...Certo, a questo punto c'è anche il rischio che tutto questo potenziale resti per sempre inespresso. Non sarebbe la prima volta nella storia del calcio...

L'altro nome è quello di Mascherano. E qui a parer mio si commetterebbe un errore. Non tanto per il valore dell'argentino (nel suo ruolo lo metto dietro solo ad Essien) quanto perchè andrebbe a togliere il posto a Tourè, giocatore che per caratteristiche meglio si adatta allo schieramento blaugrana (l'ivoriano ha più piede, in più con la sua fisicità e i suoi centimetri compensa il gioco di Xavi e Iniesta).

P.S. Valentino, aspetto un tuo pezzo sulla Spagna Under 17!!

5:08 PM  
Anonymous Anonimo said...

Zarate nel Barcellona (partendo da sinistra nel tridente con Ibra e Messi) farebbe meraviglie, a patto che migliori nei movimenti senza palla e nella continuità degli scambi coi compagni (certo, non è facile duettare con Brocchi)

markovic

8:47 PM  
Blogger valentino tola said...

Zarate mi piace moltissimo dai tempi del Vélez, certo non è facile per lui, perchè con 4 posti in attacco dovrebbe giocarsela con Milito.
Come dribbling è uno dei più bravi in circolazione, quasi sul livello di Messi, però il suo egoismo è allucinante... come lettura del gioco Messi, Aguero, Tévez e Diego Milito gli danno parecchi punti.

Io Robinho al Barça lo vedo benissimo, c'è poco da dire. Giocatore che si sposa perfettamente con l'idea di gioco (magari Henry da più profondità senza palla) e che copre non un buco ma una posizione comunque rinforzabile nella rosa.

Non sono d'accordo su Mascherano. Per me sarebbe un acquistone, e nel turnover (sempre che il Barça passi il girone di Champions) c'è spazio per tutti. Fai conto che a gennaio partiranno per la Coppa d'Africa Keita e Yaya, il Barça rimane un po'corto a centrocampo (ci sarebbero solo Busquets, Iniesta e Xavi, oltre al più che possibile inserimento del canterano Jonathan dos Santos che a me personalmente piace tantissimo ma non può chiaramente essere un punto fermo già da ora), e quindi un acquisto ci vorrebbe. Se poi è Mascherano... tu stesso ne riconosci il valore, e, attenzione, non lo vedo meno adatto di Touré, anzi secondo me globalmente funzionerebbe meglio.
Il Barça perderebbe qualcosa come piedie come fisicità, ma le letture tattiche sono infitamente migliori di quelle di Touré. Inoltre è un giocatore che pur con un tocco di palla inferiore utilizza generalmente meno tocchi di Touré che in quel ruolo ha più qualità ma rischia talvolta di rivelarsi un freno per questo.

12:02 AM  
Anonymous Anonimo said...

allora
su Zarate: grande giocatore, potenzialmente grandissimo, ottimo dribblatore (sopratutto da fermo, particolare non da poco..) , e buonissima tecnica.. però ragazzi parliamo di un giocatore che non fà un movimento senza palla che sia uno.. NON PASSA UN PALLONE CHE SIA UNO ... (statistiche alla mano : 12 dribbling tentati a partita con media campionato 2,5 e il secondo in classifica italiana , Lavezzi, è a 6...)... secondo me deve crescere ancora tanto....

su Mascherano: mi trovo d'accordo a metà fra Hellas e Valentino.
Fantastico centrocampista difensivo (Cambiasso, Essien se vuoi,De Rossi pochi altri insieme in questo gruppo...)probabilmente il miglior "tackle" del Mondo, ok.
Però inserito nel Barcellona, è vero che velocizzerebbe la manovra rispetto a Touré ma la fisicità dell'ivoriano secondo me è imprescindibile per il Barcellona..

stiamo parlando cmq di grandissimi acquisti per il Barcellona, ovviamente..

Santeria

12:58 AM  
Anonymous Anonimo said...

A mio parere, Mascherano sarebbe un acquisto straordinario per il Barca. Avrà anche meno piede di Tourè ma, a dispetto della struttura, analoga fisicità (non credo che i suoi takle siano più leggeri di quelli dell'ivoriano), maggiori capacità di lettura tattica e soprattutto maggiore visione di gioco complessiva (dimenticate il Mascherano "inglese", ripensate al tipo di gioco che svolgeva in Argentina e Brasile, quando giostrava da volante di regia piuttosto che da mediano di pura rottura). Certo, Tourè è più duttile, però...
Su Zarate, ho seri dubbi riguardo a una sua collocazione nel modulo Barca. Al di là della sua vocazione all'individualismo, ciò che mi lasciano perplesso sono l'inesistente vocazione al sacrificio (quando la palla ce l'hanno gli avversari è inesistente) e la scarsa ricerca della profondità (come dice Santeria). Per me non è una punta esterna (come è, ad esempio, Lavezzi), ma una seconda punta centrale che può allargarsi a seconda del quadro tattico che condiziona il match. Senza dubbio meglio Robinho, sia in termini assoluti (talento) che specifici (collocazione tattica)... meglio ancora sarebbe stato puntare su Arshavin quando questi poteva essere preso a prezzi relativamente buoni (l'Arsenal, a conti fatti, l'ha pagato poco). Per caratteristiche, il russo sarebbe stato l'uomo ad hoc per il Barca.
Marcello.

1:47 AM  
Anonymous Hincha Madridista said...

Zarate in nazionale? Oltre ad essere molto individualista quest'anno segna pure poco (anche se gioca in una squadra un pò disastrata) tuttavia credo che la regolarità sotto-porta di Lisandro o Milito, il genio del Kun e Messi o Tevez siano al momento su un altro pianeta rispetto alle doti del laziale. Concordo con Valentino, anche Maxi (me l'ero scordato) è un'altra delle scelte dubbie di Maradona. Giocando come ha fatto nel girone non mi stupirei che l'albiceleste imiti la magra fatta ad USA '94...

4:06 PM  
Anonymous Anonimo said...

veramente le magre argentine sono del '94, '98, 2002, 2006...

markovic

1:06 PM  
Anonymous Anonimo said...

@Markovic: ma mi pare che solo ad USA '94 uscirono direttamente al 1° turno.

9:09 PM  
Anonymous Anonimo said...

no, solo in Corea/Giappone '02

markovic

1:10 PM  

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