giovedì, agosto 24, 2006

LA NUOVA LIGA / 10: Celta / L'anno della conferma.

Ora si può dire: per quanto dolorosa, la stagione 2004-2005 disputata dal club di Vigo nell'inferno della Segunda Division, è stata una breve parentesi. Retrocesso clamorosamente al termine di una stagione n cui lo storico impegno nella Champions aveva inciso notevolmente ( come per il Betis l'anno scorso ), il Celta è tornato l'anno dopo agevolmente nella massima divisione, guidata da un grande tecnico come Fernando Vazquez, uno dei migliori nel panorama spagnolo.
L'estate scorsa la società aveva costruito una squadra dal potenziale chiaramente superiore a quello della classica neopromossa, con l'obiettivo di un campionato tranquillo sicuramente alla portata. Ma il Celta ha fatto di più rivelandosi come una delle realtà più belle della scorsa stagione: a lungo in corsa per il quarto posto, alla fine si è dovuto accontentare del sesto posto e del piazzamento UEFA, pagando la scarsa prolificità ( solo 45 gol, pochi in rapporti al gioco prodotto ) e forse la poca esperienza nelle partite decisive ( paralisi collettiva nello 0-2 casalingo col Valencia che poteva significare la svolta in chiave Champions ).
Grande solidità per la squadra di Fernando Vazquez, la meno battuta della Liga ( 33 gol ), eccellente organizzazione e una qualità di gioco davvero elevata, forse la seconda in assoluto la scorsa stagione dopo il Barça. Trame elegantissime palla a terra, circolazione molto fluida con giocatori di qualità come Oubina, Canobbio, Silva e Canobbio che con pochi tocchi si trovavano a meraviglia.
Quest'anno se ne sono andati giocatori importantissimi come Sergio e Silva ( finito il prestito per il genietto delle Canarie, così come per Josè Enrique ), però gli arrivi di Tamas, Nenè, Lucas e Guayre dovrebbero servire quantomeno per mantenere il livello dell'anno scorso. L'obiettivo a medio termine del Celta è però quello di tornare a infastidire le grandi, come fece ai tempi d'oro di Karpin, Mostovoi e Gustavo Lopez ( quando alcuni affermavano che al Balaidos si giocasse il calcio migliore d'Europa ) e ancora nella rosa di Vazquez mancano delle pedine per fare quest'ulteriore salto.
Nel 4-2-3-1 dei galiziani mancano infatti un terzino sinistro che faccia compagnia a Placente e soprattutto un attaccante che possa assicurare un numero di gol se non pari a quello di Baiano almeno cospicuo. E'assente poi un centrocampista che si inserisca senza palla nell'area avversaria e ne ricavi qualche gol, come era ad esempio José Ignacio.
L'eecessiva dipendenza dai gol di Baiano ha sicuramente frenato il Celta l'anno scorso, spesso in difficoltà quando doveva segnare a tutti i costi: nonostante una manovra ecccellente, è mancata un po' di profondità e movimento senza palla, essendo presenti sulla trequarti giocatori tecnicamente splendidi come Silva, Canobbio e Jorge più propensi a muoversi col pallone fra i piedi che senza e in mediana Oubina e Iriney, giocatori esclusivamente di regia e di interdizione. Così, spesso i galiziani si son trovati a far spiovere cross da una fascia all'altra senza che Baiano venisse accompagnato da alcun compagno nell'area di rigore; anche la magnifica abilità del centravanti brasiliano nel controllare il pallone con spalle alla porta, grazie alla sua tecnica, è andata spesso sprecato, non trovando nessun appoggio dalle retrovie che la sfruttasse.
Vazquez di base gioca con il classico 4-2-3-1 di stampo spagnolo, ma nella scorsa stagione è più volte passato al 4-1-4-1, levando un centrocampista difensivo come Iriney e inserendo un trequartista come Jorge, lasciando il solo Oubina, peraltro con successo, a sbattersi davanti alla difesa. Gioco basato come detto sul possesso palla in fase offensiva, con una squadra corta, ordinata, con linee non troppo alte ma notevole efficacia nel pressing a metà campo, soprattutto da parte dei due "pivotes" Oubina e Iriney. Uno dei due terzini a turno accompagna l'azione d'attacco, ma in genere non arriva fin sul fondo. Quando il risultato lo permette, Vazquez non esita a ricorrere a un contropiede manovrato molto pericoloso, nonostante la lentezza di Baiano.
In chiusura, prima della presentazione raparto per reparto, un aspetto negativo che il Celta ha a mio avviso pagato e che potrebbe continuare a pagare: il pubblico. Nessuna pregiudiziale, per carità, però già giocando in uno degli stadi più freddi della Liga ( subito dopo il tetro Montjuic e l'asettico Anoeta ), mi ha sorpeso negativamente in alcune partite dell'anno scorso sentire il pubblico del Balaidos fischiare la squadra, anche di fronte a prestazioni ottime della squadra di casa punite solo dal risultato. Davvero troppo esigenti.

DIFESA

In porta Pinto dovrà confermare il suo inaspettato, a 30 anni, molti dei quali passati da riesrva, quanto straordinario campionato passato in cui si è aggiudicato il trofeo Zamora non solo grazie alla solidità dell'impianto di gioco di Vazquez ma anche grazie a parate talvolta davvero impressionanti per riflessi e reattività. Esteban, arrivato la scorsa estate e abituato generalmente a una maglia da titolare, si è dovuto inchinare.
Difesa a 4, da destra verso sinistra Angel-Contreras-Lequi-Placente. La coppia centrale l'anno scorso è stato uno dei punti forti, però la partenza di Sergio potrebbe diventare pesante nel caso il suo sostituto, il rumeno Tamas, non si rivelasse all'altezza. La cosa più importante è però aver riscattato Lequi dalla Lazio: tanto deludente nella sua avventura italiana, quanto impeccabile la stagione passate. Prestante, forte di testa, pronto nell'anticipo e neanche tanto a disagio in velocità, uno dei difensori più convincenti dell'ultima Liga. In coppia con Contreras, una difesa un po' lenta ma molto solida e affidabile nel gioco aereo. Riserve il già citato Tamas e Yago, tornato a disposizione quest'estate dopo un lungo infortunio, ma che potrebbe essere scartato nel caso la società decidesse di acquistare un altro centrale.
Sulla fascia destra titolare indiscusso Angel, un giocatore completo, dinamico, sufficiente nelle due fasi e versatile, visto che può essere anche adattato sulla fascia opposta. A sinistra il riconfermato Placente, terzino tatticamente intelligentissimo e bravo tecnicamente, dal gioco molto avveduto, a volte pure troppo.
Le alternative sulle fasce son per il momento limitate, giacchè al fantascientifico terzino destro brasiliano ( quindi potete dedurne le caratteristiche ) George Lucas non fa riscontro una riserva per la fascia sinistra, che infatti la società galiziana sta cercando sul mercato.

CENTROCAMPO

Una dei motivi di interesse della prossima Liga sarà quello di scoprire, se dopo la sensazionale stagione passata, si dovrà parlare di Borja Oubina come di un fenomeno oppure più semplicemente di un ottimo giocatore. Questo perché la scorsa annata era la prima da titolare in Primera Division del gioiello della cantera locale e quindi quest'anno dovrà superare l'esame pù difficile, quello della seconda stagione, in cui l'effetto-sorpresa svanisce.
Sulla base di quanto fatto vedere la scorsa stagione risulterebbe un mezzo scandalo, se non fosse per la concorrenza di primissimo ordine, la sua mancata convocazione per l'ultimo Mondiale. Più tecnico di Xabi Alonso, rispetto al basco del Liverpool è anche più bravo in fase difensiva e molto più determinato nel pressing. In nazionale però è destinato a sostituire Albelda, rispetto al quale, dal punto di vista qualitativo non c'è nemmeno confronto. Cervello di prim'ordine, fulminante la sua capacità di impostare il gioco ad uno-due tocchi sempre con precisione ( percentuali di passaggi riusciti davvero alte ) ed eleganza.
Colonna insostituibile per Vazquez, che gli fa giustamente pubblicità in chiave-Seleccion, accanto a lui Iriney, gran lavoratore ma non proprio una cima. Al posto del brasiliano, giocatore esclusivamente di contenimento, servirebbe come già detto un centrocampista di fatica ma con un raggio d'azione più ampio, che sappia anche aiutare l'attacco con gli inserimenti, come fa ad esempio Sergio nel Deportivo. I nomi circolati fino ad adesso sono quelli di Borja e Pablo Garcia del Real Madrid, ma per caratteristiche sono più dei possibili sostituti per Oubina.
I rincalzi, in una mediana che il club sa di dover rimpolpare, sono pochi e poco soddisfacenti: il giovane brasiliano Roberto, ancora inespresso e con qualche problema a trovare spazio per la sua condizione di extracomunitario in esubero e il canterano Jonathan Vila.
Sulle fasce e sulla trequarti, nonostante la partenza di Silva, si mantiene alta la qualità, ma bisognerà vedere l'impatto che avrà Nené: caratteristiche simili a quelle di Silva, cioè esterno sinistra ma anche trequartista, l'anno scorso ha deliziato non poco nell'Alavés e potrebbe fare ottime cose con Canobbio, scambiandosi la posizione con l'uruaguaiano esattamente come faceva Silva.
Canobbio che l'anno scorso è stato dei centrocampisti quello che ha fornito il maggior apporto in termini di gol. Già intuite le sue qualità in quei pochi spezzoni che al Valencia gli riservavano concorrenti impossibili come Vicente e Aimar, il Celta ha fatto benissimo due anni fa a puntare su di lui per il ritorno nella massima divisione. Un po'lento a mettersi in moto, ma è difficile togliere la palla a questo mancino raffinato.
Sulla destra di raffinatezza neanche l'ombra quando gioca Antonio Nunez, giocatore molto molto lineare anche se pericoloso in progressione a briglia sciolta. Azzeccatissimo l'acquisto di Guayre, talento un po'sacrificato al Villarreal che le potenzialità di velocità, tecnica e dribbling ce le ha tutte, potendo giocare su tutte e due le fasce ( anche se Vazquez nelle amichevoli lo ha spesso provato come seconda punta, il suo ruolo originario per giunta ). Per lui sarà come tornare indietro nel tempo, visto che a Vigo ritroverà come compagno di squadra Jorge, col quale componeva una coppia di ragazzini terribili venuti fuori dalla cantera del Las Palmas. Il trequartista canario è però rimasto scottato dall'esperienza negativa all'Atlético dove non ha mai avuto basi di fiducia e certezze tattiche ( veniva sballottato da un ruolo all'altro ) tali da favorirne l'esplosione. L'anno scorso, impiegato sul centro destra nel 4-1-4-1 oppure sulla destra nel 4-2-3-1, ha dato qualche segno di ripresa, ha fatto vedere qualche punizione delle sue, ma in fin dei conti poco, intrappolato nella sua timidezza.
De Ridder ha di fronte a se due strade: o fare le cose sul serio, oppure evaporare con tutto il fumo che si porta dietro. A destra o sinistra, buoni numeri ma sempre una mancanza di profondità sconcertante. Su tutte e due le fasce può giocare anche Jonathan Aspas, autentico jolly per Vazquez che lo utilizza all'occorrenza da terzino destro.

ATTACCO

Il pilastro è Fernando Baiano, uno dei migliori attaccanti della Liga in assoluto. Giocatore lento, ma tecnicamente fortissimo e implacabile quando può piazzare il destro dal limite dell'area, ha grandi capacità nella difesa del pallone e svaria con grande qualità, ma ha trovato poche volte compagni che sfruttassero questo suo lavoro inserendosi negli spazi da lui creati. Spesso solo là davanti, rispondono a questo problema sia il movimento della società in sede di mercato sia i tentativi di Vazquez di affiancargli una classica seconda punta come potrebbe essere Guayre.
La sua prima e per il momento unica, vista la grana Javi Guerrero, riserva è Perera, punta rapida, generosa, ma anche piuttosto sciupona.
Javi Guerrero è stato messo fuori rosa da Vazquez e i motivi reali per il momento non sono chiari, cosa che ha creato qualche malumore nell'ambiente ( Contreras non ha esitato ad affermare pubblicamente di non apprezzare la scelta dell'allenatore ). Ottima seconda punta mancina, era arrivato l'anno scorso fra grandi attese ma , soprattutto per motivi tattici ha giocato pochissimo. Questo probabilmente non gli è andato giù, e quindi eccoci qua.
Le ultime voci danno per praticabile uno scambio col Betis con Dani, operazione che reputerei particolarmente intelligente da parte del Celta, visto l'incontestabile fiuto del gol del centravanti bético.

PROSPETTIVE

La pretemporada non è stata buona sotto il profilo dei risultati, con un certo numero di sconfitte, ma questo non deve scoraggiare, perché l'assetto è assai collaudato e il livello tecnico rimane ottimo.
Stando così le cose però, se non verranno colmate le lacune presenti nell'organico già dall'anno scorso, il Celta al massimo potrà ripetere pari pari il piazzamento dell'anno scorso, ma sarà molto duro perché la concorrenza per i piazzamenti europei è attrezzatissima e vede squadre che in partenza, almeno sulla carta, hanno qualcosa in più dei galiziani, come Villarreal, Sevilla, Zaragoza e Atlético Madrid (in quest'ultimo caso con tutte le riserve possibili e immaginabili ).

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