domenica, agosto 20, 2006

LA NUOVA LIGA / 9: Villarreal / Continua la scalata.

Questa stagione si prospetta come fondamentale per il Villarreal. Dopo la clamorosa eliminazione dall' Intertoto, senza nessuna coppa da giocare, l'obiettivo sarà il consolidamento in campionato, da ottenere mediante un piazzamento fra le prime quattro che convincerebbe definitivamente la società a lanciare l'assalto alle grandi di Spagna.
Mercato come al solito molto intelligente, acquistando giocatori di qualità ed esperienza internazionale come Nihat e Pires a parametro zero, un grande talento come Cani, l'investimento più oneroso, José Enrique, un giovane interessante e Somoza, centrocampista con caratteristiche che mancavano nella rosa.
Se ne sono andati Calleja, Guayre, Roger, Cazorla, Arzo e Lopez Vallejo in prestito al Recreativo, Héctor Font e Valencia, nei quali forse si poteva credere di più, rispettivamente all' Osasuna e al Wigan e, ultimo della lista, Alcantara al Deportivo.
Manuel Pellegrini ha intenzione quest'anno di schierare un 4-4-2 più classico rispetto al 4-3-1-2 a rombo dell'anno scorso dall'ottima organizzazione, e dal recupero del pallone facile, con una difesa perfetta nelle gare cruciali di Champions per la sua capacità di accorciare e non lasciar respirare gli attaccanti avversari ( magnifica la prestazione dei due centrali su Adriano nella storica partita della qualificazione contro l'Inter: il brasiliano, già macchinoso di suo, non ha mai avuto l'opportunità di girarsi e preparare la progressione )
L'anno scorso il principale difetto, che ha reso a volte poco fluido il calcio villarrealense, è stato il gioco sulle fasce. Nonostante l'ottima qualità di giocatori dotati nel palleggio come Senna, Sorin, Riquelme e Forlan, l'assenza di punti di riferimento sulle fasce costringeva a giocate centrali un po' innaturali, tortuose e improvvisate.
I terzini avanzavano pochissimo e le fasce dovevano essere occupate più dagli attaccanti che svariavano, Forlan e Josè Mari, ma questo non impediva che spesso il gioco del Submarino risultasse monco. Più facile giocare in campo aperto in contropiede, prescindendo dagli inserimenti sugli esterni.
Con le operazioni di mercato realizzate quest'estate la situazione cambia. Cani e Pirès ( ma all' occorrenza anche Josè Mari e Nihat, che tornerebbe ai tempi del Besiktas in cui faceva l'esterno destro di centrocampo ) offrono soluzioni di lusso sulle fasce, alleggerendo il compito di terzini peraltro poco portati ad appoggiare l'azione offensiva. Segno del cambio voluto da Pellegrini, che vuole un centrocampo con ruoli più chiaramente definiti, è l'accantonamento di un grande giocatore come Sorin.
Volendo il tecnico cileno un centrocampo con due centrali di ruolo e due esterni ( oppure un esterno e un trequartista che parte dalla sinistra come Riquelme ) e non considerando Juanpi sufficientemente affidabile come terzino sinistro, il gioco ibrido e tatticamente imprevedibile del capitano dell' albiceleste non trova più cittadinanza nella squadra ideale di Pellegrini. Quindi, per scelta tecnica, ma anche per motivi di cassa, Sorin è sul mercato.
Ma a scombinare i piani arriva fresco fresco il gravissimo infortunio di Gonzalo Rodriguez nella partita di ieri col Real Madrid nel dannosissimo Trofeo Carranza( oltre al difensore argentino nel classico torneo estivo di Cadice si sono infortunati, seppure in maniera molto meno grave, Pires e Josico ): ora, con l'assenza per sette mesi di Gonzalo, i difensori centrali in rosa restano solo due, Quique Alvarez e Pena, e l' acquisto di un altro centrale da consigliato diventa urgentissimo. Si è provato con Ayala, ma il Valencia non è intenzionato a cederlo a un'altra squadra spagnola. Brutta storia.

DIFESA

L'infortunio di Gonzalo priva la difesa del Submarino di uno dei migliori marcatori a livello mondiale. I due superstiti, Quique Alvarez e Pena, sono solidi, esperti e abbastanza sicuri nel gioco aereo, ma non possiedono neanche lontanamente la categoria di Gonzalo e sono decisamente lenti. La difesa aveva già bisogno di un leader di reparto, con grande senso della posizione, perché, in un paragone con la difesa del Barça, il Puyol c'era già ( Gonzalo ), mentre manca il Marquez. Ora, Puyol si è rotto e il surrogato, e che surrogato !, di Marquez, cioè Ayala, è piuttosto lontano. Già l'anno scorso è risultata piuttosto chiara l'assenza nel Villarreal di un centrale che sappia impostare il gioco dalla difesa, in modo da non esaurire, nelle serate difficili per il centrocampo, tutte le fonti di gioco.
Un esempio su tutti è quello della semifinale d' andata ad Highbury con l'Arsenal: completamente smontati Senna e Riquelme dal pressing e dalla forza fisica del centrocampo avversario, insufficiente nell'impostazione Tacchinardi,…la parola è passata alla difesa, che non ha trovato di meglio che sparacchiare il pallone a casaccio. E questo non è successo solo ad Highbury, ma anche in tante altre partite. L'acquisto di Somoza, più tecnico di Tacchinardi e la presenza di maggiori punti di riferimento sulle fasce a centrocampo cui servire più comodamente il pallone dalla difesa, dovrebbero attenuare il problema, ma è chiaro che farebbe comodissimo un centrale che non abbia paura di giocare il pallone. Purtroppo non è un tipo di giocatore che si trova facilmente sul mercato ( e gente come Chivu e Alex non è economicamente alla portata del Villarreal, mentre Kompany è andato all' Amburgo ).
A destra, la fascia è di Javi Venta, la migliore dimostrazione di come l'umiltà possa trasformare un giocatore modestissimo in un punto fermo. L'anno scorso, dei due terzini, era quello che, seppur con pochissima qualità, supportava di più l'azione offensiva. Quest'anno, con Cani o chi per lui davanti, avrà meno responsabilità in questo senso, dovendosi limitare giusto a qualche sovrapposizione per favorire il compagno di fascia e portargli via l'uomo. Sua alternativa Josemi, terzino destro talmente anonimo da risultare celebre per questa sua caratteristica.
A sinistra l'esperienza di Arruabarrena per un assetto più prudente e tatticamente disciplinato, o in alternativa Josè Enrique, giovane dalle percussioni offensive interessanti. Il "basco" Arruabarrena potrebbe tornare però utile a Pellegrini come soluzione d'emergenza per il centro della difesa nel caso la società non trovasse nulla sul mercato.
Anche quest'anno si trascinerà il ballottaggio in porta fra Viera e Barbosa, due figuri non certo esaltanti, ma, dovendo scegliere, preferisco il secondo.

CENTROCAMPO

E' il reparto chiave di qualunque squadra, ma per il gioco del Villarreal ( e più in generale di molte squadre spagnole, che son solite manovrare e non saltare la mediana coi lanci lunghi ), è ancora più importante.
La coppia centrale titolare migliore è quella composta da Somoza, azzeccatissimo nuovo acquisto dal Velez, e Marcos Senna, per il quale è sfumato il passaggio al Manchester United. I due rappresentano la migliore combinazione possibile di quantità e qualità a disposizione di Pellegrini.
L'Intertoto il Villarreal l'ha giocata con al centro Tacchinardi e Josico, e la manovra ne ha risentito parecchio. Somoza ha piùo meno le stesse caratteristiche fisiche di Tacchinardi, è solido in copertura, ma rispetto all'italiano ha una tecnica migliore e più visione di gioco, oltre che un destro molto pericoloso da fuori. Senna per la sua completezza si sposa con qualunque altro centrocampista, anche se non ha l'inserimento senza palla. La sua permanenza però garantirà il possesso palla in molte partite al Villarreal. Come detto, le alternative principali sono Tacchinardi, notevolmente cresciuto nella seconda parte della passata stagione, e Josico, tecnicamente mediocre ma tatticamente intelligente. Il canterano Bruno cercherà di ritagliarsi qualche minuto.
Con due esterni a centrocampo, Pellegrini copre meglio il campo ( del resto il 4-4-2 teoricamente è il modulo che copre meglio il campo, anche se poi il modulo lo fanno sempre gli uomini ), volendo anche evitare, in fase difensiva, dei due contro uno a favore dell'avversario sulle fasce, come si era visto nella partita di Highbury contro la squadra più dinamica di tutte, l'Arsenal ( è inutile: torno sempre su quella partita perché è quella che meglio rappresenta le pecche del Villarreal della passata stagione ).
Cani a destra è la novità forse più interessante della stagione: sbloccatosi nel corso dell' ultima Liga al Zaragoza, finalmente esalta il suo talento provando l'uno contro uno senza nessun complesso e senza barocchismi inutili. Veloce, fresco, non si dimentica di essere un trequartista di ruolo viste le sue intuizioni geniali in rifinitura. Sarebbe meglio se partisse dalla fascia sinistra, perché gli viene più comodo accentrarsi per provare il tiro o l'assist col destro, però giocherà molto più spesso a destra perché la sinistra è riservata al boss, Juan Roman Riquelme.
Anche quest'anno si potrà sopportare tranquillamente la mancanza di verticalità del gioco del delizioso trequartista argentino. Lo sappiamo, non sfonda come Kakà e Messi, però resta l'uomo imprescindibile per Pellegrini, la chiave indiscutibile ( neppure dai suoi tantissimi critici ) di tutti gli exploit del club negli ultimi anni. Le sue passeggiate orizzontali, a volte irritanti, hanno il pregio, fintantochè resta difficilissimo levargli il pallone, di consentire alla squadra di respirare e salire, favorendo il movimento dei compagni e ampliando il numero delle soluzioni a disposizione di chi imposta.
Quest'anno, rispetto alla posizione dell' anno scorso da trequartista classico, partirà dalla fascia sinistra del centrocampo, ferme restando la necessaria libertà di movimento di cui deve godere e il consistente sgravio dai lavori di copertura che solo a lui, in questo contesto, può essere riservato.
Esterno sinistro di ruolo è Pires, che è chiaramente nella fase discendente della sua carriera ma il cui acquisto a parametro zero sembra una operazione intelligente, sia per il Villarreal che per il giocatore stesso. Il Villarreal guadagna un giocatore di grande esperienza, che è quello che ci vuole per continuare la crescita del club, mentre Pires, in una realtà tranquilla come quella di Vila-Real, potra esprimere al meglio gli ultimi scampoli della sua classe.
Alternative per le fasce Nihat, Josè Mari e il giovane Marcos.
Nel caso tornasse in voga il 4-3-1-2 dell' anno scorso, Riquelme sarebbe il trequartista, il vertice basso del centrocampo se lo contenderebbero Tacchinardi, Somoza e Josico, sul centro-destra Senna, sul centro-sinistra Josico per un'interpretazione più difensiva, oppure Pires che può fare anche la mezzala sinistra e il trequartista oltre che l'esterno classico.

ATTACCO

Con l'acquisto di Nihat il Villarreal guadagna un giocatore tremendamente verticale e continuo nel rendimento. Il problema però, nonostante l'importanza dell'acquisto del turco, resta quello del bomber. Insomma, in rosa non sembra esserci un giocatore sulla cui prolificità si possa mettere la mano sul fuoco.
Non lo è Forlan, il partner di Nihat: i suoi 25 gol di due anni fa sono stati una piacevole eccezione, perché l'uruguaiano ha tante virtù ( si muove molto, ha tecnica e dialoga ottimamente coi compagni ), ma la freddezza e la prontezza in area di rigore non rientrano fra queste. Guille Franco resta da verificare, perché arrivato da pochi mesi, ma comunque il suo pregio è rappresentato più dalla mole di lavoro che svolge che dalla puntualità in zona gol. José Mari poi è il classico attaccante di movimento, che rende decisamente di più quando ha poche responsabilità realizzative.
L'aggiunta di Nihat a Forlan rende però ancora più pericolosa l'arma del contropiede, cui Pellegrini ama ricorrere in certe partite.

PROSPETTIVE

E' una delle squadre che battaglieranno per i posti in graduatoria che vanno dal sesto al terzo, in quella lotta per le coppe che rappresenterà forse l'aspetto più interessante della prossima Liga. Urge però l'acquisto di un difensore centrale di grande livello per ovviare al disgraziatissimo infortunio di Gonzalo Rodriguez.
Mi sbilancio: se Forlan e Nihat in coppia gireranno attorno a quota 30 gol, sarà Champions, sennò Coppa UEFA, e non rappresenterebbe un grande progresso.

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