lunedì, dicembre 04, 2006

TREDICESIMA GIORNATA: Betis-Atlético Madrid 0-1: Galletti.

Al Betis non si sa più dove sbattere la testa: caos societario (“tutto cambia perché nulla cambi”: tante manovre, tante svolte di Lopera per restare alla fine immancabilmente padrone unico del club) e una squadra che in campo rappresenta più di tutte l’immagine dell’ansia, della disorganizzazione e, in parte altrettanto considerevole, della sfortuna. Una squadra con i giocatori distanti chilometri l’uno dall’altro, con attacchi disordinati che si susseguono, che non dà mai la sensazione di un completo controllo della situazione, perché puntualmente si trova in balia di episodi sfavorevoli che puntualmente non riesce a controllare. L’errore difensivo che al 94’ regala il pareggio a Pandiani contro l’Espanyol, i due rigori (con ribattutta compresa!) sbagliati ieri.
Sempre più probabilel’esonero per un grande come Irureta: è una banalità, ma davvero avrebbe solo bisogno di due-tre vittorie di fila, non importa come, per trovare la squadra che vuole perché il potenziale permetterebbe sicuramente risultati migliori rispetto a qualli attuali. Il problema è che le scorte di fiducia si stanno rapidamente esaurendo, e in questi casi la soluzione più facile diventa cambiare allenatore.
Partita a due facce: primo nettamente dell’ Atlético che, ormai lo sanno anche i muri, si trova nettamente meglio fuori casa, con più spazi a disposizione e minor pressione psicologica. I primi 20 minuti di ieri son stati forse i migliori, assieme a quelli del Bernabeu, di questa stagione. Un gioco finalmente rapido, con movimento senza palla da parte degli attaccanti, sovrapposizioni e inserimenti a memoria dalle retrovie, favorite da manovre semplici, geometriche e spesso a un tocco. Può farne due o tre in questa fase l’Atlético, che buca facilmente l’incerta, e priva di filtro dal centrocampo, difesa alta del Betis, soprattutto con le incursioni di Galletti. Galletti che, scambiatosi di fascia con Antonio Lopez, si trova in area e anticipa Melli su un tiro ciabattato da Maniche e casualmente deviato da Agüero
, fulminando Doblas per lo 0-1.
Nel secondo tempo i colchoneros rinunciano completamente a giocare, levano prima Agüero e poi Torres, infoltiscono il centrocampo e si appiccicano a Leo Franco, dando coraggio a un Betis depresso che, senza molte idee ma ormai costantemente nella metacampo altrui, qualche frutto per forza lo trova. Due rigori piovono dal cielo, il primo per un fallo ingenuo di Perea su Sobis, il secondo per una molto presunta spinta di Seitardis. Tutti e due vengono clamorosamente falliti rispettivamente da Edu e da Fernando, quest’ ultimo addirittura uno specialista dagli undici metri (fatto entrare da Irureta per Capi, cambio poco logico visto che Capi era sicuramente uno dei più ispirati nel Betis).
Con un simile repertorio, l’idea che si fa strada è che debba proprio finire così, e Dani non fa che confermarla quando in pieno recupero, sciupa malamente un perfetto invito di Rivera (partito dalla panchina…ma dai!).

I MIGLIORI: Leo Franco, ça va sans dire. Aiutato dalla goffaggine e dal nervosismo degli avversari, ma lui indizi non ne dà, resta in piedi fino all’ultimo indovina l’angolo, riuscendo pure a respingere la riobattuta di Juanito sul primo rigore, quello di Edu. Galletti è un grande protagonista del primo tempo, e in generale sta faendo rimpiangere il meno possibile le assenze sugli esterni. Dà profondità al gioco, è rapido, aggressivo e molto sveglio nell’occasione del gol. Buono anche il primo tempo di Maniche, che esalta il suo dinamismo quando la palla scorre rapida, c’è movimento, e si creano gli spazi in cui inserirsi sulla trequarti.
Capi era stato uno dei più vivaci del Betis finchè Irureta non lo ha, sbagliando, sostituito. Sobis è sempre fra quelli che si impegna di più in attacco. Difficile brillare perché il Betis manca chiaramente di punti di riferimento in attacco (lui parte come unica punta, ma non è un centravanti), e così è costretto a cercarsi troppo spesso il pallone sulla trequarti svuotando l’area avversaria. Con l’entrata di Dani, va a fare l’ala destra, non il suo ruolo, ma ci si adatta, procurando anche, con una certa astuzia, il rigore poi fallito da Edu. Rivera una volta in campo ha dato più qualità e idee, non c’è dubbio: non si può lasciare fuori il centrocampista più dotato del Betis nonchè uno dei migliori registi spagnoli.
I PEGGIORI: Inconsistente la mediana del Betis formata da Arzu e Assunçao. Sfumato da tempo l’effetto-Maldonado in casa Betis. Idolo decisamente prematuro dopo le giocate contro Athletic e Sevilla a inizio stagione, anche ieri non ha combinato nulla. Disgraziatissima condotta di Fernando nell’ occasione del secondo rigore fallito dal Betis: uno degli specialisti migliori della Liga, cerca sempre di spiazzare i portieri, ma stavolta i nervi l’hanno tradito, in una situazione in cui forse era meglio tentare la botta secca prima di farsi venire troppi pensieri in testa. La respinta di testa poi, non ne parliamo neanche…

Betis (4-2-3-1): Contreras 6; Melli 6, Juanito 6,5, Rivas 6, Romero 6; Assunçao 5,5, Arzu 5 (76'); Maldonado 5 (50), Edu 5,5, Capi 6,5 (69'); Sobis 6.
In panchina: Casto, Vogel, F. Vega, Rivera 6,5 (76'), Fernando 5 (69'), Wagner, Dani 5,5 (50')
Atlético(4-4-2): Leo Franco 8,5; Seitaridis 6, Zé Castro 6, Perea 6, Pernía 6; Galletti 7 (70'), Luccin 6, Maniche 6,5, A. López 6; F. Torres 6 (74'), Agüero 6 (58').
In panchina: Cuéllar, Valera, Pablo, Costinha s.v. (74'), Jurado 6 (70'), Bravo, Mista 5,5 (58')

Gol: 0-1 (32'): Galletti aprovecha un rechace tras disparo de Maniche y bate de fuerte disparo a Contreras.
Árbitro: Álvarez Izquierdo, del Colegio Catalán. Amonestó a Assunçao (76') y a Dani (81').
Incidencias: Ruiz de Lopera. Muy buena entrada. 35.000 espectadores. Antes del partido se dio el pistoletazo de salida al Centenario del Betis.

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