lunedì, dicembre 04, 2006

TREDICESIMA GIORNATA: Real Madrid-Athletic Bilbao 2-1: Luis Prieto (A); Ronaldo (R); Roberto Carlos (R).

Mi riesce sempre un po’ difficile commentare le partite del Real Madrid, perché mentre alcune gare sono talmente lineari da poter essere riassunte in poche righe con sufficiente chiarezza, in altre, e in quelle di questo Real Madrid in particolare, trova spazio tutto e il contrario di tutto: partite spezzettate, caotiche, episodiche, con un calcio il più delle volte di qualità misera, con scossoni e impennate improvvise che puntualmente risolvono la situazione in favore dei merengues. E tu che ti trovi a fine partita a provare a rispondere a domande del tipo “ma come ha giocato il Real Madrid?”, “Perché alla fine ha vinto?”, cercando magari risposte non banali, provando a scovare chissà quale “causa profonda”…
Comunque, di partita brutta in partita brutta, con tutti i suoi problemi ancora lì sotto gli occhi (un “doble pivote” a centrocampo che non va da nessuna parte, una difesa perforabilissima puntualmente salvata da Casillas, una squadra che se non ha a disposizione il contropiede in pochi tocchi non sa proprio cosa voglia dire giocare a calcio), il Madrid si è portato a –1 dal Barça e inquieta gli avversari perché non gli mancano mai carattere, orgoglio (aspettiamo a definirla “mentalità vincente”) e una tremenda capacità di concretizzare le poche occasioni che crea (in Spagna la chimano “pegada” e nella Liga nessuno ne ha quanta ne ha il Madrid).
Ieri, dopo un’oscenità di primo tempo che ha evidenziato i classici problemi che trovano in casa le squadre che un gioco non ce l’hanno, in cui solo la magia di Robinho ha scaldato il Bernabeu, la svolta, e la rimonta, è avvenuta nel secondo tempo con l’entrata di Beckham e soprattutto Ronaldo. Fuori Reyes ed Emerson, Capello è passato praticamente a quattro punte (come son soliti fare gli allenatori difensivisti quando devono recuperare un risultato, ammassano gli attaccanti): Raul a destra, Robinho a sinistra, Van Nistelrooy e Ronaldo di punta.
Improvvisazione e disordine al potere, ma molta più pressione sulla difesa bilbaina, grazie anche alla maggiore velocità e profondità che Beckham in cabina di regia dà alla manovra. Prima arriva un gol annullato a Van Nistelrooy per un precedente fuorigioco di Robinho, poi, dopo che l’Athletic ha fallito lo 0-2 con Gabilondo, ecco il gran gol del pareggio di Ronaldo, che sorprende alle spalle la difesa basca, aggancia un lancio di Sergio Ramos e risolve da “Fenomeno”.
L’espulsione di Aduriz (che, vi dirò la verità, in diretta mi è sfuggita!), l’uscita di Yeste (tienilo Mané !: un calcio piazzato, un’ invenzione, non si sa mai… Urzaiz era meglio farlo entrare per Gabilondo o Etxeberria), portano sempre più la partita dalla parte del Madrid, che infatti fa sua l’intera posta col sinistraccio da fuori di Roberto Carlos, vantaggio poi salvaguardato dal solito intervento di “San Iker”, che allo scadere sventa, allungando la gamba sinistra, una conclusione incrociata di Iraola a botta sicura.
L’esordio di Mané sulla panchina dell’Athletic lascia l’amaro in bocca per il risultato, che non ha premiato una prestazione di buon livello, sicuramente giovatasi delle motivazioni extra date dal cambio dell’allenatore e dal contesto del Bernabeu. Per circa un’ora l’Athletic ha avuto il controllo della partita, dimostrando come ogni problema nel calcio vada risolto attraverso uno sforzo collettivo. Non ha senso attribuire la colpa a questo o quel giocatore: se i giocatori dell’Athletic sono compatti, si danno una mano, pressano appena perdono il pallone e raddoppiano l’avversario come hanno fatto ieri, allora anche i mediocri difensori biancorossi sembrano molto meno mediocri.
E’ piaciuto l’Athletic solidale, disposto pure a giocarsela anche se senza troppa qualità e rendendosi pericoloso quasi esclusivamente sui calci piazzati (nell’occasione del gol c’è anche un evidente fuorigioco di Iraola che ostacola Casillas sulla botta di Luis Prieto), però i “leoni” hanno perso per non aver saputo monetizzare gli episodi propizi quando questi gli si sono presentati su un piatto d’argento: mi riferisco soprattutto all’occasione fallita da Gabilondo, vera svolta della partita, la quale avrebbe potuto fruttare lo 0-2 che avrebbe chiuso la partita, mentre invece poco dopo il Madrid ha trovato il pareggio con Ronaldo.
E poi per l’Athletic c’è una notizia molto più grave a lungo termine dei punti persi ieri, e cioè l’infortunio al ginocchio, starà fuori per i prossimi sei-sette mesi, di Orbaiz. Giocatore migliore della squadra insieme a Yeste, colonna del centrocampo senza sostituti all’altezza, renderà ancora più difficile una salvezza già molto ardua, perché si sta definendo un gruppetto chiaro in fondo alla calssifica della Liga, dove l’Athletic (terz’ultimo a 8 punti)si è già inabissato a –6 dal Levante, se consideriamo provvioria la situazione del Betis con 9 punti.

I MIGLIORI: Ronaldo, ovviamente. Non ha più la velocità, però quando si tratta di dare classe e freddezza negli ultimi metri tuttora non ce ne sono molti come lui. Eccellente primo tempo di Robinho: sulla destra (con periodici scambi di posizione con Reyes) “pedala”, scucchiaia, diverte il pubblico e preoccupa quasi da solo la difesa bilbaina. Peccato per le conclusioni: se pensasse di più prima di tirare, avremmo un super-crack.
Decisivo Roberto Carlos: dosa le energie, ma piazza le sue accelerazioni al momento giusto: rinviene su un esitante Aduriz nell’ occasione poi fallita da Gabilondo, regala tre punti con un sinistro un po’ ciabattato ma sufficientemente angolato. Che dire di Casillas: due interventi a tu per tu con l’avversario, Gabilondo prima e Iraola nel finale, riflessi magnifici e altri tre punti in saccoccia. Sergio Ramos il più continuo in difesa, anche se deve assolutamente limitare l’irruenza dei suoi interventi: perfetto il lancio che smarca Ronaldo per l’1-1. Beckham dà più idee, visione di gioco e gioco di prima al centrocampo.
Nell’Athletic, un buon Javi Martinez, bravo a mantenere la calma a centrocampo e a uscire vincitore dalle mischie a centrocampo, il regolare e solido Orbaiz, almeno finchè sta in campo, e un concentrato Luis Prieto. Si sente il ritorno di Iraola (possibile che non abbia mai sfiorato neanche di striscio la nazionale? E’ uno che corre, è duttile e tratta sempre bene il pallone), mentre la qualità di Yeste non può mai passare inosservata. Tiene il pallone, lo accarezza, temporeggia e creaa i soliti pericoli a palla ferma: sfiora un gol da antologia su punizione nel primo tempo, mentre nel secondo tempo crea l’occasione poi fallita da Gabilondo, chiudendo il triangolo con Aduriz con un delizioso tocco smarcante con l’esterno.
I PEGGIORI: A che gioco giocano Emerson e Diarra? “Er Puma” viene sostituito al termine di un modestissimo primo tempo (anche se Capello lo toglie per i problemi fisici accusati in settimana), Diarra è ancora una volta tagliato fuori dalle traiettorie della partita. Io il problema l’ho già messo sul tavolo: non è una situazione tattica agevole per lui.
Reyes superfluo, Mejia è il lato più debole della difesa (così come Sarriegi, sorpreso dallo scatto di Ronaldo sull’1-1, lo è di quella dell’Athletic), mentre Van Nistelrooy è stato più che altro sprecone.
E’ mancato mordente ad Aduriz, dedito ad una partita più che altro di sacrificio (si divide la fascia destra con Etxeberria, dando una grossa mano in copertura) e non molto portato a fare l’unica punta.


Real Madrid (4-2-3-1): Casillas 7; Salgado 6, Ramos 6,5, Mejía 5,5, R. Carlos 7; Diarra 5, Emerson 5 (46'); Reyes 5,5 (46'), Raúl 6, Robinho 7; V. Nistelrooy 5,5.
In panchina: D. López, Pavón, R. Bravo, Beckham 6,5 (46'), J. García, Cassano, Ronaldo 7,5 (46')
Athletic (4-2-3-1): Lafuente 6,5; Iraola 6,5, Sarriegi 5,5, Prieto 6,5, Expósito 6; J. Martínez 6,5, Orbaiz 6,5 (57'); Etxeberria 6 (79'), Yeste 6,5 (67'), Gabilondo 6; Aduriz 5,5.
In panchina: Aranzubia, Casas s.v. (79'), Amorebieta, Garmendia, Murillo 5,5 (57'), Dañobeitia, Urzaiz 6 (67')

Goles: 0-1 (34'): Falta indirecta, Yeste toca para Luis Prieto y éste marca de derechazo; 1-1 (64'): Ronaldo bate a Lafuente con la derecha; 2-1 (81'): Roberto Carlos, con un zurdazo desde 25 metros.
Árbitro: Rodríguez Santiago, Colegio Castellano-Leonés. Expulsó con roja directa a Aduriz (73'). Amonestó a Ramos (47'), Diarra (53'), Yeste (58'), Aduriz (61'), Expósito (76'), Mejía (85'), Beckham (89'), Murillo (89') y R. Carlos (92').
Incidencias: Bernabéu. Lleno. 79.000 espectadores.

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1 Comments:

Blogger Guddeniel said...

Bell'articolo Tola. Io sono un fan delle merengue, il mio blog è artygol.blogger.com. La pegada è una qualità che non manca all'ex squadra più bella del mondo. Purtroppo l'era Del Bosque-Queiroz è finita (quando c'erano Figo, Solari e Zidane) e il Real non dà più lo spettacolo di un tempo. Ma la speranza è di tornare ai fasti, magari dopo una Liga o una coppa vinte di riffa.

2:39 AM  

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