giovedì, gennaio 25, 2007

RECUPERO QUINDICESIMA GIORNATA: Betis-Barcelona 1-1: Robert (Be); Marquez (Ba).

Per il Barça un punticino che vale il primo posto al termine del girone d’ andata, qualche progresso sul piano dell’ organizzazione e una reazione non brillante ma decisa dopo lo svantaggio, ma resta al tempo stesso la sensazione che un avversario di maggior livello rispetto a questo Betis avrebbe potuto approfittare in maniera più pesante dei problemi blaugrana.

Due clamorose disattenzioni sui calci piazzati (quella sul gol di Robert e quella che allo scadere avrebbe fruttato la beffa se solo Dani avesse inquadrato la porta), molte palle perse e interventi spesso in ritardo a centrocampo (sull’ “intensità” degli allenamenti blaugrana è curiosa quest’ intervista a Galeone, scemenze sull’ Espanyol a parte), ma complessivamente c’è stato un equilibrio accettabile fra i reparti e al di là di alcuni episodi la difesa ha sofferto relativamente, aiutata peraltro dai tanti palloni buttati al vento dal Betis.
Più preoccupante è risultata piuttosto la prevedibilità degli attacchi blaugrana: gli avversari conoscono fino alla noia le linee di passaggio del Barça e puntualmente le annullano. Diagonale Marquez-Ronaldinho, male eseguita oppure innocua; diagonale Ronaldinho-Giuly, neutralizzata; passaggio verticale di Motta per la sponda di un attaccante e il conseguente inserimento sulla trequarti di uno fra Deco e Iniesta, facilmente intercettato dal Betis quando non è l’ imprecisione di Motta o la pigrizia di Saviola (micidiale se ha la palla buona, ma tremendamente passivo in tutte le altre situazioni) a compromettere in partenza l’ intento.
Di fronte a questi problemi, una comoda via d’ uscita per chi come il Barça se lo può permettere sarebbe quella di affidarsi in toto agli uno contro uno dei solisti, ma Saviola sonnecchia, Giuly è sicuramente più abile senza palla e Ronaldinho gioca come sempre da fermo, mentre a centrocampo Deco va a corrente alternata e Iniesta si limita ad una amministrazione molto ordinaria. Ovvio che i ritorni di Eto’o e Messi miglioreranno di molto le cose, ma fino ad allora (e per Eto’o c’è ancora un po’ di tempo, dato che molto probabilmente salterà l’ andata col Liverpool in Champions) bisogna fare con quello che si ha, e ieri le uniche note interessanti sono arrivate solo quando, con l’ entrata di Xavi, Iniesta è stato spostato sulla destra del tridente, posizione dalla quale ha creato maggior scompiglio nella difesa del Betis e ha trovato più facilmente le triangolazioni e gli inserimanti giusti.
Per quanto riguarda il Betis, il punto dà morale ma non smuove dal terz’ ultimo posto, e mi ha comunque lasciato un’ impressione piuttosto modesta. In queste sue prime uscite sulla panchina verdiblanca, Luis Fernandez ha mescolato le carte in continuazione (Sobis sulla destra è strepitosamente fuori ruolo, per quanto si impegni e per quanto il talento possa splendere nelle situazioni più svariate), in cerca dell’ undici migliore (tanti cambi non solo di uomini, alternanza fra 4-2-3-1 e 4-1-4-1) e di una scossa che in quanto allenatore di notissima esuberanza l’ ambiente si aspetta da lui. Tantissima grinta, lotta su ogni pallone, difesa attenta, ma anche tanta mediocrità e improvvisazione quando si tratta di rigiocare il pallone, e credo che questo fattore debba risultare assai più preoccupante, perché pareggi scialbi come quello ottenuto in casa col Racing domenica avranno sicuramente un peso molto maggiore alla fine della stagione rispetto a exploit episodici contro grandi squadre come il Barça ieri o come, chissà, il Valencia domenica prossima.

I MIGLIORI: Tutta la difesa del Betis è attenta nell’ intercettare i tentativi del Barça (alla fine se la cava anche il gaffeur Fernando Vega), ma il migliore è Melli, provvidenziale in alcune diagonali dalla destra verso il centro, nel primo tempo sventa un inserimento di Saviola e nel secondo fa lo stesso con Gudjohnsen. Melli è un difensore a mio avviso non meno promettente di un Albiol, solo che renderebbe ancora di più da centrale (ruolo nel quale ha giocato nell’ Under 21 proprio in coppia con Albiol) invece che da terzino destro.
Rigenerato già da fine 2006, gli ultimi sgoccioli di Irureta, Assunçao è tornato titolare fisso e quindi pericolo pubblico numero uno sui calci piazzati: da un suo calcio d’ angolo nasce l’ azione del gol e anche quella che potrebbe sfruttare allo scadere il 2-1 di Dani. Ora poi calcia di collo, colpendo la valvola, le punizioni dalla grandissima distanza, un po’ come fa Juninho: inquietante una da circa 40 metri col pallone che va a zig zag e per fortuna di Valdes finisce fuori di poco.
Grezzo ma sempre utile Robert, operaio dell’ attacco cui dà il cambio un Dani in gran spolvero, rapissimo nel condurre alcuni contropiedi che hanno la sfortuna di essere poco assecondati da un Betis ormai tutto rintanato nella sua metacampo. Certo che la palla buona per il 2-1 gli sarebbe anche capitata, ma sinceramente non si è capito neanche come l’ ha presa.
Dopo i disastri di inizio anno e la panchina col Nàstic, Marquez si prende una rivincita, non solo segnando un gol classico nel suo repertorio (anticipo sul primo palo su calcio d’ angolo), ma con una crescita notevole e interventi sempre più autorevoli nel secondo tempo. Anche Puyol è uno dei migliori.
Iniesta gioca molto male finchè fa la mezzala, perdendo anche qualche pallone in più del suo solito, ma quando va sulla destra dell’ attacco il Barça, grazie anche all’ ingresso di Xavi, guadagna in qualità. Da destra Iniesta si muove su tutta la trequarti, e crea qualche problema di marcatura alle difese avversarie, come dimostrano anche alcuni gol da lui segnati quest’ anno. Proprio da una delle combinazioni innescate da Iniesta e da una sovrapposizione di Oleguer nasce l’ azione forse più pericolosa del Barça, conclusa però malissimo da Gudjohnsen. Non sarebbe male se Rijkaard riproponesse Iniesta in questa posizione anche nelle prossime partite: il Barça così controlla meglio il campo (si veda anche il primo tempo con l’ Atlético) e toglie punti di riferimento all’ avversario, mentre Giuly potrebbe essere utilizzato a partita in corso nel caso si aprissero spazi favorevoli.
I PEGGIORI: Saviola è sottotono, Gudjohnsen però fa l’effetto di una gazzosa annacquata. Ha poco tempo e lo sfrutta nel peggiore dei modi. Paga in maniera evidente la sua mancanza di istinto assassino quando impatta debolmente un cross perfetto di Oleguer (!) dalla destra, sciupa un' occasione favorevolissima con un controllo da cani che dà il tempo di rientrare a tutta la difesa del Betis e infine ciabatta in maniera incredibile, dopo regolare stop, un cross che lo trova liberissimo sulla sinistra dell’ area di rigore bética. Ronaldinho pessimo, una delle sue partite peggiori quest’ anno: gioca in posizione centrale (soluzione anche questa in teoria interessante per variare il copione e creare superiorità numerica sulla trequarti), ma si fa quasi sempre sopraffare dal ritmo avversario e se anche qualche cosa in partenza gli riesce bene non resiste ai successivi recuperi. Perde troppi palloni. Motta si becca il suo solito cartellino giallo in una posizione in cui, lo ripeto per l’ ennesima volta, mi convince assai poco.


Betis (4-2-3-1): Doblas 6; Melli 7, Juanito 6,5, Nano 6,5, F. Vega 6; Arzu 6 (70'), Assunçao 6,5; Sobis 6, Capi 6 (58') Fernando 6; Robert 6,5 (65').
In panchina: Contreras, Vogel, M. Ángel s.v. (70'), Rivera 6 (58'), Dani 6,5 (65'), Maldonado, Xisco.
Barcelona (4-3-3):Valdés 6; Oleguer 6, Márquez 7, Puyol 6,5, Gio 6; Iniesta 6,5, Motta 5,5, Deco 6; Giuly 6 (69'), Saviola 5,5 (61'), Ronaldinho 5.
In panchina: Jorquera, Thuram, Sylvinho, Motta, Xavi 6 (69'), Gudjohnsen 4,5 (61'), Ezquerro.

Goles: 1-0 (37'): Robert, de cabeza tras una asistencia de Sobis; 1-1 (61'): Márquez cabecea un córner desde la derecha.
Árbitro: Undiano Mallenco (Colegio Navarro). Amonestó a Motta (31'), Deco (40'), Gio (44'), Robert (46'+), Márquez (51') y Vega (74').
Incidencias: Ruiz de Lopera. Casi lleno: unos 45.000 espectadores. Noche fría. Campo en buenas condiciones.

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7 Comments:

Blogger joseINC. said...

Complimenti per il blog, davvero ben fatto e interessante. Mi aiuterà a seguire la Liga. Subito messo tra i link del mio blog su Chelsea e Premier League ( bombecfc.blogspot.com ).
Visto che tempo fa' si parlava di un interesse di Alves da parte dei blues, volevo chiederti: mi è sembrato un giocatore devastante in fase d'attacco e meno in difesa, o sbaglio? Se è così dubito che Mourinho lo vorrà a Londra.
Ciao
Simone

6:42 PM  
Anonymous Anonimo said...

Nonostante tutto siamo primi da soli!
KUBALA

6:50 PM  
Blogger carlo said...

L'Espanyol sarebbe in c1 solo se l'allenasse Galeone...Due perle comunque eccezionali, in quell'intervista: Galeone che ironizza sull'intensità degli allenamenti altrui e la candida ammissione sulla difes a tre (In sostanza: avevo gli uomini giusti, ma io non la reggo). Che pena.

7:05 PM  
Blogger valentino tola said...

@ JoseINC

Grazie per i complimenti.

Alves è migliorato in fase difensiva dal suo arrivo in Europa, però il suo forte resta ovviamente la fase offensiva, e qui deve esser lasciato libero di esprimere il suo calcio "totale", cosa che difficilmente gli farebbe fare Mourinho, se pensiamo a come (non) si muovono i terzini nelle sue squadre.
Comunque su quel fenomeno di Alves ho scritto un post circa due settimane fa, là trovi tutto.

@ Kubala

Per la Liga credo ce la faremo (ma quest' anno più perchè gli avversari non sono credibili al 100%), in Champions sono molto meno ottimista. Già vedo duro il Liverpool senza Eto'o, che per caratteristiche si sposa benissimo coi centrali dei reds.

@ Carlo

Avevo letto solo la parte sul Barça di quell' intervista, ora l' ho letta tutta e in effetti quella della difesa a tre è di un' incoerenza spettacolare.
Ma, tu che li hai visti, come sono questi benedetti allenamenti del Barça?

7:33 PM  
Anonymous Anonimo said...

"L'Espanyol sarebbe in c1 solo se l'allenasse Galeone..."

mi sembra che tu ti stia lasciando andare un po' troppo con questi giudizi. Galeone rimane un grande!
KUBALA

10:04 AM  
Blogger carlo said...

Caro Kubala, è Galeone che ha riferito, nell'intervista, che l'Espanyol vale la nostra c1. Vedi tu chi è l'esagerato.
Valentino, erano allenamenti di inizio anno. Avevo l'opportunità di andare e sono stato, non mi hanno impressionato (sapevo che Rijkaard non era un rivoluzionario) ma nemmeno sono rimasto sconcertato, come racconta Galeone. Tra l'altro esistono svariati aneddoti sugli allenamenti del Galeone dei tempi d'oro. Magari son tutte balle, eh. Comunque non mi è piaciuta la mancanza di rispetto verso colleghi che si è letta nell'intervista, tutto qui.

2:06 AM  
Anonymous Anonimo said...

galeone ha esagerato ma anche voi. comunque anche un cucci, che io non stimo per niente ha detto, udite udite, che il Siviglia vale quando un catania!!!
KUBALA

4:09 PM  

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