sabato, gennaio 27, 2007

Ronaldo e dintorni.

Non mi piace generalmente intervenire su fatti già ampiamente spolpati da giornali e televisioni, però non posso esimermi dal dire la mia sulla cessione di Ronaldo al Milan, se non altro per il rispetto che merita un campione simile, che non si può certo liquidare in due frasi o anche ignorare del tutto come un Beckham qualsiasi.
In agosto, all' interno di una più generale critica a un mercato del Real Madrid superficiale e assai poco riformatore, avevo criticato la mancata cessione di Ronaldo. In un' analisi costi/benefici, la classe e il fiuto del gol del Fenomeno mi sembrava non potessero più compensare la sua staticità in campo e i comportamenti individualisti all' interno dello spogliatoio (ancora di più quando l' allenatore pensa al bene della squadra e lo mette in panchina), quindi la cessione, in presenza di buone offerte dall' estero e di fronte all' urgente necessità di rivitalizzare e ringiovanire una rosa di ex-galacticos, mi sembrava la scelta più logica.
Quindi dovrei approvare ora la cessione al Milan? Non proprio, i tempi, i modi e le circostanze non mi son sembrate le più azzeccate. Ronaldo aveva perso non tutti ma qualcuno dei suoi chili, ha giocato poco e quando lo ha fatto non è certo stato fra i peggiori, vedi le partite con Athletic Bilbao, Dinamo Kiyv e Sevilla. Restava viva nelle difese avversarie una certa soggezione al momento di affrontarlo.
Comunque, dopo il disastro del Riazor, l' improvviso furore rivoluzionario di Capello (sì, quello della "Diga", quello che senza Cannavaro, Emerson, Roberto Carlos e Raul non andava da nessuna parte) ha travolto anche lui oltre a Cassano e Beckham. Inutile dire che c' era bisogno di qualche capro espiatorio, e il Ronaldo che al Riazor aveva giocato appena una mezz' oretta con la congiuntivite e a frittata già fatta ha fatto al caso giusto. Dall' oggi al domani, tu non sei più mio figlio!...trovati un altro tetto!, e intanto il Milan se lo aggiudica per 6-8 milioni di euro quando in estate ne offriva 15 e al Real Madrid resta fra campionato e Champions una sola prima punta in organico, ovvero il 31enne Van Nistelrooy.
Non so come Ronaldo andrà al Milan, non so cosa ne farà Milan Lab, la compatibilità con Gilardino mi sembra certamente problematica (qualche anno fa Ronaldo poteva andare a prendersi il pallone a metacampo, ora non credo che abbia intenzione di fare il "cameriere" a nessuno, gioca da fermo e chiede solo la palla buona, al massimo al limite dell' area), ma quest' operazione resta l' ennesima dimostrazione di come la dirigenza madridista tenda ad usare poco il cervello e ad agire sin troppo sulla base di stati d' animo del momento.

In attesa di un riepilogo completo a fine mese, altre operazioni di mercato interessanti son state concluse. Il Villarreal ha preso Tomasson (già convocato per la sfida di stasera col Real Madrid, a differenza di Riquelme: Pellegrini, Roig, Roman, trovate un accordo vi prego!), atto dovuto perchè l' equivoco Forlan durava da troppo e anche la voce "gol segnati" cominciava a rifletterlo in maniera eloquente. Affidare esclusivamente all' uruguaiano (viste le caratteristiche di José Mari, l' infortunio di un Nihat che peraltro stava dando pochino e l' ormai evidente impresentabilità di Guille Franco) la responsabilità del gol è un grosso azzardo, perchè movimento, velocità e abilità abbondano ma fiuto e freddezza, beh, lasciamo perdere... (la Scarpa d' Oro 2004-2005 è stata un fuoco di paglia, successo ottenuto in una squadra che giocava alla grande e con un Riquelme divino, dove tutto insomma girava bene, un po' come capita quest' anno a Kanouté, un altro non proprio noto per il suo killer instinct).
Tomasson, reduce da un infortunio piuttosto lungo allo Stoccarda, è uno che la porta la vede benissimo, senza particolari qualità che risaltino ma con un' intelligenza e una versatilità che lo rendono capace di giocare con qualsiasi tipo di partner e di farsi trovare quasi sempre nel posto giusto al momento giusto. In questo lo accomuno un po' a Henrik Larsson, anche se "Henke" vive su un altro pianeta.
L' Atlético Madrid invece acquista Fabiano Eller, uno degli interpreti migliori nell' Internacional fresco campione del mondo. Un centrale mancino dallo stile pulito e dall' ottimo posizionamento, evidentemente non molto addentro alla realtà calcistica spagnola se nelle sue prime dichiarazioni ha dichiarato di essere venuto per vincere il campionato...
Scherzi a parte, il suo ingaggio dota Aguirre di quattro centrali di ottimo livello come lui, Zé Castro, Perea e Pablo, cosa che consiglierebbe quasi una difesa a tre (dove Perea per caratteristiche si troverebbe meglio di tutti), se non fosse che esterni in grado di coprire tutta la fascia e al tempo stesso con la qualità per arrivare sul fondo non ce ne sono. Da Seitaridis, Valera, Pernia e Antonio Lopez al massimo qualche sovrapposizione e qualche cross più o meno riuscito, tutto qui.
Intanto, l' Atlético pensa già alla prossima stagione con l' acquisto del 18enne attaccante brasiliano, dicono promettentissimo, Diego da Silva Costa, che nei prossimi mesi rimarrà in Portogallo parcheggiato allo Sporting Braga. Si lavora anche per l' esterno sinistro ivoriano, a me molto gradito, Kanga Akalé, ma l' Auxerre nicchia. Comunque io comincerei già a cercare per la prossima stagione un centrocampista di qualità (alla Xabi Alonso-Gago) in vista di una crescita qualitativa assolutamente imprescindibile per assestarsi ai piani alti (e per non costringere, una buona volta, Torres e Aguero alla sopravvivenza in condizioni estreme).

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